mercoledì 21 novembre 2012

Il coraggio di combattere per i propri princìpi

Lo scorso 13 novembre si è svolta un'importante udienza presso il Tribunale del Lavoro di Roma
chiamato a giudicare circa la legittimità del primo licenziamento effettuato in seguito alla mobilità.
Vodafone Italia, è tornata sui propri passi concordando una transazione che prevede la REVOCA DEL LICENZIAMENTO Vodafone con disponibilità del ricorrente a lavorare sia presso Vodafone che in
distacco presso Comdata Care su commessa Vodafone; Vodafone si è dichiarata poi disponibile ad estendere tale soluzione ai restanti 25 ricorrenti licenziati il 16 maggio scorso.

Si tratta di un risultato eclatante e rivoluzionario
......con buonapace di tutti coloro che non ci hanno mai creduto!

Nel 2007, a cessione ancora in corso, i lavoratori autorganizzatisi nei Cobas hanno subito riconosciuto tale operazione come illecita oltre che finalizzata esclusivamente al'impoverimento
professionale prima e al licenziamento del personale coinvolto poi.A 5 anni esatti di distanza è il
Tribunale del Lavoro di Roma a dirci che AVEVAMO RAGIONE!
A mobilità aperta, gli stessi lavoratori hanno subito capito che si trattava di una procedura ritorsiva
e assurda che, presto o tardi, si sarebbe rivelata per Vodafone un pericoloso boomerang.Oggi la
revoca del primo licenziamento dimostra che AVEVAMO RAGIONE!
Due giorni dopo l'apertura della prima procedura di licenziamento nel comunicato Cobas si poteva
leggere: “La mobilità di Vodafone non è altro che un test, una brutale intimidazione per saggiare la
nostra forza e compatezza!” E il motto della lotta di questi lavoratori è diventato IO NON HO
PAURA.
Vodafone ha cercato di intimidirci mettendoci davanti alla minaccia per cui solo chi rinunciava ai
suoi diritti avrebbe avuto la conservazione di un posto di lavoro. E lo ha fatto violentemente, in
palese sprezzo della Legge e in completo delirio di onnipotenza, convinta che i lavoratori, terrorizzati, avrebbero immediatamente calato le braghe.
I lavoratori invece non si sono lasciati intimorire e hanno dimostrato, prima di tutto, di non essere
numeri di matricola o di pratiche lavorate, ma persone e che come tali esigono di essere trattati, a
cominciare dal riconoscimento dei propri diritti fondamentali.
Non siamo di fronte ad una vittoria solo legale, ed infatti la Vodafone ha revocato il licenziamento
PRIMA della sentenza. Se oggi i lavoratori di Vodafone/Comdata Care di Roma portano a casa
questo primissimo risultato ciò è dovuto al perseverante impegno, tutto sindacale, di tanti colleghi
di Roma che hanno letteralmente impedito che l'opera di intimidazione orchestrata dal trio
vodafone-comdata-confederali contro i lavoratori , realizzata in questi anni e in particolare in
questo ultimo anno, andasse in porto.
Se dal gruppo originario di vincitori del primo grado di giudizio si sono distaccati solo 2 dipendenti
su 34, ciò è dipeso dalla costante iniziativa sindacale che ha tenuto uniti i colleghi e impedito che
nelle varie sedi istituzionali (Regione Lazio) si potessero concludere accordi che avrebbero
vanificato l'impugnativa del licenziameto collettivo. E' ben diverso che oggi non sia solo un pugno
di duri e puri a sancire che quei licenziamenti (e quelle cessioni) sono illegittimi ma la stragrande
maggioranza di quei dipendenti che hanno contribuito, ognuno a modo suo, ad affermare questo
percorso di lotta "sindacale".
E se i vari signor Costantini e Forbicini in Vodafone oggi siano stati costretti ad arrivare ad un
accordo, certo non sfugge che dipende anche dal fatto che hanno verificato come le alleanze che
abbiamo realizzato, insieme al polverone che siamo riusciti ad alzare con le mobilitazioni pubbliche
(presidi alla Regione Lazio, al Ministero del Lavoro, al CSM, alla Provincia di Roma, al Comune di
Roma, all'ambasciata inglese) e con l'interessamento mediatico guadagnato (“Ultima Parola”, Tg3
nazionale e regionale, Tg2, Rai News, “Piazza Pulita”, “Repubblica”, “Corriere della Sera”,
“Manifesto”, “Il Fatto Quotidiano”, “Il Messaggero”, “Left” solo per citare i principali)
rappresentassero una minaccia per quell'immagine di azienda etica che Vodafone ha tanto a cuore
di rappresentare.
Che tutta la lotta che abbiamo caparbiamente portato avanti fino ad oggi abbia avuto un ruolo
importante al raggiungimento di questa importante vittoria, ormai è un dato di fatto.
Ma, dobbiamo riconoscerlo, si tratta di una vittoria parziale perchè manca ciò che il giudice stesso
ha sancito come nostro diritto: riprendere a lavorare e riprendere a lavorare in Vodafone!
Manca poi che gli stessi licenziamenti illegittimi vengano revocati da Vodafone anche a tutti gli altri
colleghi che oggi, colpevoli di aver fatto valere i propri diritti davanti a un giudice, si ritrovano
licenziati!
La nostra lotta quindi non finisce qui, ma anzi continua con ancor maggiore determinazione e forza
convinti, oggi più di ieri grazie a questa vittoria eclatante che ci ha mostrato una Vodafone “gigante coi piedi di argilla", che non ci si può arrendere a chi ci vuole privare della dignità e dei nostri diritti
fondamentali, perchè la lotta paga e non abbiamo nulla da perdere, ma solo da guadagnare, a
continuare a dare battaglia.
Come lavoratori direttamente coinvolti e come Cobas, continueremo a batterci senza tregua
per tutti i lavoratori ceduti, quelli licenziati e quelli rimasti in Comdata Care, perchè è per noi
inaccettabile che anche una sola persona possa, oggi o domani, perdere il proprio posto di
lavoro a causa di quella illecita e nefasta cessione avvenuta nel 2007


Serena Antonelli
Cobas del Lavoro Privato - Esecutivo Provinciale Roma.

giovedì 15 novembre 2012

Wind e il blocco della trattativa per la cessione della rete

E' di questi ultimi mesi la notizia che la Wind ha accantonato lo spin-off della rete (il ramo d’azienda Network Operations ndr), grazie ad un accordo che le ha dato la possibilità di intervenire sull’organizzazione del lavoro, nell’ottica del contenimento dei costi; in particolare la Wind ha potuto rivedere la struttura dei premi di risultato fino al 2017.

Tutto questo è stato possibile perchè i dipendenti del gruppo, dirigenti compresi, si sono presi carico di un sacrificio economico che ha consentito ai 1.600 lavoratori impiegati nella divisione Network Operations di Wind di non essere esternalizzati.
Allora io mi chiedo: i dipendenti Wind sono particolarmente sensibili, generosi e uniti o sono quelli di altre aziende particolarmente insensibili, egoisti e pecoroni?
 
Stringo la mano a tutti i dipendenti Wind per il coraggio, la propositività e la lungimiranza dimostrata.

Non stringo la mano ai sindacati, perché ancora non capisco come è possibile che usino pesi e misure diverse a seconda delle aziende con cui trattano e perché sistematicamente dimostrano che ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie Z.

Mi auguro che un fatto positivo come quello sopra illustrato possa essere di buon esempio per ogni singola coscienza.

La Regina

mercoledì 14 novembre 2012

Vodafone, in sei mesi perdite di 2,4 miliardi - Pesa svalutazione da 7,3 mld di euro su Italia e Spagna

Martedì 13 novembre 2012

Anche Vodafone deve fare i conti con la crisi.
Il semestre si è chiuso con una perdita da 2,4 miliardi di euro (1,97 miliardi di sterline) su cui pesa la maxi svalutazione da 7,3 miliardi di euro su Italia e Spagna «alla luce di una rivalutazione delle performance attese» nell'attuale contesto economico.

UTILE TRA 11,1 E 11,9 MLD. L'amministratore delegato Vittorio Colao è rimasto comunque ottimista sul futuro. Sono stati confermati i target e l'utile operativo per l'intero anno è atteso nella parte alta della forchetta prevista tra 11,1 e 11,9 miliardi di sterline.
Il free cash flow è invece atteso nella parte bassa tra 5,3-5,8 miliardi.

PUNTARE SU MERCATI EMERGENTI. «Restiamo molto positivi sulle opportunità a lungo termine e la nostra strategia per il 2015 riflette la nostra fiducia nel futuro».
Colao intende puntare sulla continua crescita dei dati e dei mercati emergenti, su un nuovo approccio strategico ai prezzi al consumo e accorpamento dei servizi in Europa, continui investimenti nella rete ad alta velocità e su forti rendimenti agli azionisti come priorità.

SCESI RICAVI DA SERVIZI. Intanto per l'esercizio in corso, il consiglio di amministrazione di Vodafone ha approvato un acconto al dividendo di 3,27 pence per azione (+7,2%) in linea con gli obiettivi.
Tornando ai risultati del semestre i ricavi da servizi del gruppo sono scesi a 20,2 miliardi di sterline (-0,4%), il margine operativo lordo a 6,6 miliardi (-11,7%).
L'utile operativo adjusted è di 6,2 miliardi (+2,2%) ma per effetto dell'impairment si riduce a 0,3 miliardi (-97%).
La crisi si fa sentire in tutto il Sud Europa e in Italia in particolare i ricavi da servizi sono scesi a 3.685 milioni di euro (-10,2%) «influenzati dal pesante impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile», si spiega in una nota, «dal contesto macro economico che ha determinato una minor propensione alla spesa, e dalla forte pressione competitiva».

SU BANDA LARGA. Crescono i ricavi da banda larga mobile e multimedia (+ 8,3%), sostenuti in particolare dall'aumento dei ricavi da Internet mobile (+43%).
Il margine operativo lordo si è contratto a 1.678 milioni di euro (-16% circa) e l'utile operativo è sceso a 860 milioni di euro (-29%).
Tra le tlc continua a far parlare di sé anche Telecom sulle attese per un possibile riassetto nell'azionariato dopo che il magnate egiziano Naguib Sawiris ha bussato alla porta del cda, disponibile ad investire attraverso un aumento di capitale riservato.
«Al momento non se ne vede la necessità», ha risposto l'ad Marco Patuano, ma questo non significa chiudere le porte a possibili investitori. Quanto all'operatore brasiliano Gvt, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe nelle mire di Sawiris, «sicuramente è un dossier da guardare. Gvt è un operatore di rete fissa e noi in Brasile abbiamo il secondo operatore di rete mobile», ha aggiunto Patuano.

Da: http://www.lettera43.it/economia/aziende/vodafone-in-sei-mesi-perdite-di-24-miliardi_4367572350.htm

Oh, ragazzi, le cose qui si mettono male! Tutta 'sta crisi di numeri così VF può licenziare altro personale, non reintegrare quello che ha vinto un contenzioso legale, chiudere la commessa Comdata così dispendiosa...e chi più ne ha più ne metta. Personalmente manderei a casa Colao & Co. Quanto costano i loro stipendi, le loro buonuscite, i loro rientri?
Cosa, cosaaaaa? Dite che è solo un bluff per dimostrare che la crisi economica impatta anche VF e che pertanto la stessa deve ottimizzare un costo? Come dite? L'ottimizzazione concerne il costo del personale? Beh, tutto può essere. Sono certa che nelle prossime puntate di questa soap opera la protagonista Vodafone - Forrester ci stupirà con altri colpi di scena. "Vodafone - Beautiful è tutta intorno a te!".

La Regina

 

mercoledì 7 novembre 2012

LICENZIAMENTI VODAFONE ITALIA PEGGIO DEI LICENZIAMENTI FIAT! IL 9 NOVEMBRE PRESIDIO DEI LICENZIATI VODAFONE ALL'AMBASCIATA BRITANNICA

COMUNICATO STAMPA

LICENZIAMENTI VODAFONE ITALIA PEGGIO DEI LICENZIAMENTI FIAT!
IL 9 NOVEMBRE PRESIDIO DEI LICENZIATI VODAFONE ALL'AMBASCIATA BRITANNICA.
Riparte la lotta dei 130 lavoratori Vodafone Italia licenziati loro e solo loro in quanto “colpevoli” di aver vinta una causa contro un'esternalizzazione dichiarata inefficace dalla magistratura che, di conseguenza, ne aveva ordinato il reintegro nella multinazionale inglese.
La prossima iniziativa avverrà Venerdì 9 Novembre, dalle 10 alle 12, sotto l'ambasciata britannica a Roma per denunciare all'opinione pubblica italiana ed europea l'assoluto soppruso che Vodafone Italia ha realizzato nei confronti di queste 130 persone, quasi tutte donne e molte appartenenti a categorie protette.
I lavoratori licenziati chiederanno che una propria delegazione sia ricevuta dalla rappresentanza diplomatica britannica per informarla circa l'atteggiamento perpetrato da Vodafone Italia nei confronti delle decisioni della Magistratura italiana, definite dalla signora in rosso “fatti gravi” ed “errati”, e che è arrivata a licenziare contra legem per eludere tali sentenze.
Nel Regno Unito un simile comportamento sarebbe stato condannato dalla magistratura inglese per OLTRAGGIO ALLA CORTE!
Del resto in questi giorni è sotto gli occhi di tutti il comportamento analogo (ma di portata minore) di Sergio Marchionne che giustamente ha suscitato forte sdegno da parte di numerose forze sociali, politiche e imprenditoriali fino alle ultime dichiarazioni di De Benedetti che ha affermato “Marchionne poteva fare come i nazisti: uno ogni dieci”.
Cosa aspettano le stesse forze sociali, politiche e imprenditoriali a condannare con altrettanto sdegno l'ancor più grave comportamento di Vodafone Italia? Che davvero licenzi dieci persone ogni reintegro?

lunedì 5 novembre 2012

INCONTRO TRIANGOLARE 18 OTTOBRE.....CGIL, CISL E UIL CI FANNO O CI SONO?

Sono di pochi giorni fa i resoconti inviati da Cgil e Cisl al personale Comdata Care circa il tavolo triangolare Vodafone/Comdata/OO.SS.

Oltre il cabaret offerto a Roma dal solito battibecco tra rappresentanti fistel e slc (questa volta sul fondamentale punto di chi ha inviato per prima il resoconto) e una necessarissima spiegazione del perchè una delle due non fosse presente a quell'incontro, altre sono le notizie che apparirebbero risibili se non fosse per la loro cruda drammaticità:

l'azienda Comdata Care ha aperto il confronto confermando la fusione per incorporazione in Comdata SPA, questa avverrà come da accordo del 25 maggio 2012 entro il 2014 e senza nessun vincolo al contenzioso legale (cosi come più volte nelle varie plenarie alcuni responsabili avevano dichiarato), ma solo successivamente alle opportune verifiche societarie e fiscali.

Insomma Comdata Care ha detto “la facciamo, ma solo dopo averne verificata, sia a livello societario che finanziario, la fattibilità”. E le OO.SS. ne hanno semplicemente preso atto, senza nulla ribattere! Si sentono davvero garantite da tale affermazione? I lavoratori davvero no.

Sul vincolo al contenzioso legale poi, dopo la lettera di Comdata del 21 giugno scorso in cui si leggeva che la fusione sarebbe avvenuta qualora “sia ritirata gran parte del contenzioso promosso”, anche Vodafone si esprime sul punto nelle memorie difensive prodotte per l'impugnativa dei licenziamenti scrivendo Non è infatti pensabile che un'azienda s'impegni ad acquisire tramite fusione un'altra società, ancorchè appartenente al proprio Gruppo, non sapendo quale sia il numero dei dipendenti che entreranno a far parte della incorporante. […] potenzialmente l'alea dei giudizi al momento interessa l'esistenza o meno di oltre 300 rapporti di lavoro su 914 lavoratori di Comdata Care. Da qui l'esigenza del reciproco abbandono del contenzioso”

Insomma, a scrivere che la fusione si farà senza alcun vincolo al contenzioso legale sono rimaste solo Cgil, Cisl e Uil.

La domanda sorge spontanea: ci fanno o ci sono?

Cgil, Cisl e Uil sono davvero così incapaci di intendere o fanno finta di esserlo per difendere gli interessi delle aziende e quindi anche i propri?

Una cosa è certa: i lavoratori imbecilli non sono!

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giovedì 1 novembre 2012

MARCHIONNE A LEZIONE DA VODAFONE: CHI PERDE LE CAUSE LICENZIA LA GENTE!

Ammesso che Marchionne ne avesse bisogno, c’è da dire che le LEZIONI d’arroganza di VODAFONE le ha imparate bene. Considerato anche che aveva insegnanti di sostegno di un certo spessore (in questo caso CISL e UIL), LA DECISIONE DI METTERE IN MOBILITA’ 19 PERSONE come risposta alla RIASSUNZIONE dei ordinata dai GIUDICI della CORTE di APPELLO rappresenta un elemento di gravità inaudita.

Vodafone ha fatto lo stesso licenziando prima 30 persone e in questi giorni altre 100 (attraverso la MOBILITA’) che avevano vinto le cause per il reintegro fatte contro la loro ESTERNALIZZAZIONE avvenuta ad altra società nel 2007.


E cosi’ mentre la classe politica cerca le soluzioni per sopravvivere a se stessa e le imprese continuano a saccheggiare le risorse pubbliche e a mettere in discussione i diritti e il salario, forti delle coperture che i sindacati concertativi gli danno, Vodafone ha deciso di eludere l'ordine della magistratura, ha deciso di ignorare le proteste dei suoi dipendeti, di rabbonire alcune forze politiche che hanno tentato di sostenere i lavoratori, ha deciso di mettere a tacere una parte della stampa e delle televisioni che provavano ad avvicinare i lavoratori e ha deciso di continuare il suo percorso nell'ILLEGALITA'!

Può una multinazionale inglese, ricca e senza problema alcuno di volumi di lavoro  fare il bello e cattivo tempo nel nostro Paese senza che nessuno abbia la volontà di fermarla?

Questo è ciò che è successo in questi ultimi mesi nell'indifferenza totale dello Stato e di tutti coloro che hanno preferito non calpestare i piedi della signora in rosso.

Davanti a tale arroganza le 130 persone, in gran maggioranza donne di 40 anni con bimbi piccoli e molti lavoratori appartenenti a categorie protette, hanno deciso di non arrendersi.

La lotta di queste 130 persone è, innanzitutto, una lotta contro l'illegalità, perchè sono ostinatamente convinte che nel nostro Paese, piaccia o no, la Legge deve essere rispettata da tutti, Vodafone compresa.

Non rispettare le sentenze se sfavorevoli e licenziare in modo discriminatorio è fuorilegge! E se anche si pensa che ormai la legge serva solo per essere rispettata dagli imbecilli, prima o poi capita che qualche imbecille si ribelli, con convinzione e determinazione, e alla fine abbia la meglio perchè stare nella legalità rende sempre più forti.

giovedì 25 ottobre 2012

GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA BELLA INCHIESTA


Finalmente un'INCHIESTA giornalistica esaustiva sul CASO VODAFONE andata in onda ieri sera 24/10 su rainews24.

 Il 18/10 altri 100 lavoratori, come pubblicato in precedenza, sono stati licenziati con il "criterio" ASSURDO E PERSECUTORIO: "IL TRIBUNALE ORDINA IL TUO REINTEGRO, VODAFONE TI LICENZIA". Con il benestare delle istituzioni che, salvo poche eccezioni che non hanno frenato le azioni della Vodafone, sono rimaste a guardare.
 
Dal minuto 10.25 il nostro caso descritto minuziosamente con intervista ai colleghi e ai nostri avvocati!!
 
 DA VEDERE
 

***** ATTENZIONE *****


L'INDIRIZZO EMAIL CI E' STATO CLONATO.

ABBIAMO GIA' SPORTO DENUNCIA ALLA POLIZIA POSTALE CHE, AVENDO ASCOLTATO ATTENZIONE DI COSA SI TRATTAVA, CI HA GARANTITO UN INTERVENTO IMMEDIATO ALLO SCOPO DI IDENTIFICARNE L'AUTORE E LIMITARE I DANNI.

SE IN QUESTI ULTIMI GIORNI CI AVETE SCRITTO O AVETE AVUTO COMUNICAZIONI VIA MAIL, SAPPIATE CHE POTREMMO NON ESSERE STATI NOI GLI INTERLOCUTORI CON CUI PENSAVATE DI PARLARE.

IL NUOVO INDIRIZZO E MAIL GIA' ATTIVO E' nuovocets@libero.it

martedì 16 ottobre 2012

Provincia di Roma e revoca contratto Vodafone

In queste ore, di oggi 16 ottobre, la Provincia di Roma sta deliberando, tramite sollecito al Presidente, la disdetta delle sim Vodafone in seguito a mancata revoca, da parte di Vodafone stessa, della procedura di mobilità per i 130 dipendenti della sede di Roma, il cui reintegro è stato stabilito da ben 2 sentenze dei giudici del Tribunale di Roma sez. Lavoro.

Confidiamo nella risolutezza delle nostre Istituzioni.

giovedì 11 ottobre 2012



LAVORATRICI VODAFONE SUL TETTO DEL CAMPIDOGLIO CONTRO LICENZIAMENTI VODAFONE

Il coraggio di combattere contro l'illegalità

Per chiedere la revoca dei licenziamenti e per denunciare il disprezzo per le leggi italiane dimostrato da Vodafone, 4 lavoratrici in procinto di essere licenziate, donne e mamme, sono salite sul tetto del Campidoglio, sede del Comune di Roma. Una di loro fino sulle impalcature per i lavori di ristrutturazione del palazzo. In allegato alcune foto dell'accaduto. Il Comune di Roma è stato a tutt'oggi tra le istituzioni che ha mostrato più sensibilità a sostegno di tale vertenza.

Nel 2007 Vodafone ha ceduto alla società Comdata un ramo d'azienda, esternalizzando ben 914 dipendenti in tutta Italia insieme ad alcuni dei servizi del call center. I dipendenti impugnano la cessione e ben tre sentenze danno loro ragione, l'ultima delle quali è dello scorso giugno. Il Tribunale del Lavoro di Roma ha giudicato inefficace l'esternalizzazione, ordinando il reintegro di 130 lavoratori che avevano presentato ricorso. Inizialmente Vodafone reintegra, dispensando però i dipendenti dall'andare a lavorare, e poi invia una lettera di licenziamento. Si tratta di una vera e propria ritorsione perché Vodafone è una società in florido bilancio (3,8 miliardi di utili), che recentemente ha persino assunto personale. Per di più le lettere di mobilità sono arrivate solamente ai lavoratori che avevano vinto il ricorso.


L'unica proposta avanzata dalla multinazionale inglese è stata la possibile riassunzione presso Comdata, azienda in perdita di 6,45 milioni di euro e con un debito finanziario complessivo di 65 milioni di euro, quando è evidente che è in Vodafone Italia che i posti di lavoro di queste persone hanno la massima tutela.


Davanti a tale proposta le 130 persone, in gran maggioranza donne di 40 anni con bimbi piccoli e molti lavoratori appartenenti a categorie protette, vengono costrette a scegliere tra perdere il lavoro o accettare di tornare nella malconcia azienda in cui erano finiti illecitamente, previa rinuncia tombale al contenzioso legale da loro intrapreso, con la consapevolezza di permettere così a Vodafone di aggirare definitivamente le sentenze e con esse gli obblighi derivanti dalle leggi italiane.

La lotta di queste 130 persone è, innanzitutto, una lotta contro l'illegalità, perchè sono ostinatamente convinte che nel nostro Paese, piaccia o no, la Legge deve essere rispettata da tutti, Vodafone compresa.
Giovedì 11 ottobre, in occasione dell'ultimo incontro per l'esame congiunto tra le parti sociali previsto dalla procedura di mobilità, i lavoratori saranno in presidio davanti la Regione Lazio dalla mattina per continuare la loro protesta.

martedì 2 ottobre 2012

Comdata: sciopero a oltranza

Perdonate il ritardo di pubblicazione!

Da ieri, venerdì 28 settembre, gli addetti del call center Comdata Care sono in sciopero per salvaguardare il loro posto di lavoro, minacciato dallo spostamento del personale su commesse e sedi diverse. Viene così meno l'accordo siglato nel 2007 tra società e sindacati.

http://www.ilcanavese.it/notizie/economia-lavoro/ivrea-comdata-sciopero-a-oltranza-2566407.html#.UGhD0jcemvM.facebook

venerdì 28 settembre 2012

Vodafone, la Provincia di Roma rescinderà il contratto se non saranno accolte le rischieste dei lavoratori

“Bloccare la procedura di licenziamento collettivo avviata il 1 agosto 2012 e reintegrare i 100 lavoratori oggetto della riduzione di personale avviata da Vodafone Italia. E’ questo il contenuto della mozione approvata oggi, all’unanimità, dal Consiglio provinciale, che impegna altresì il Presidente Zingaretti e la Giunta ad attivare le procedure per la rescissione del contratto della Provincia di Roma con la Vodafone, se non verranno bloccate le procedure di licenziamento e reintegrati i lavoratori”. A dichiararlo in una nota è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, primo firmatario della mozione.
“Il 1 agosto 2012 la società Vodafone Italia, multinazionale delle telecomunicazioni, – spiega Peciola – ha aperto una procedura di mobilità per 100 lavoratori. Nonostante la società registri al momento un organico di 8000 dipendenti, di cui 1000 su Roma, ricavi per quasi 9 miliardi di euro, utili per circa 4 miliardi e mezzo di euro, ha già avviato altre due procedure di licenziamento per riduzione del personale (licenziamento collettivo). Per fermare questi licenziamenti ingiustificati e indiscriminati, che avrebbero pesanti ricadute per centinaia di famiglie, abbiamo presentato, con il sostegno di tutti i Gruppi consiliari, e fatto approvare questo atto. Il documento, oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori, impegna il Presidente della Provincia e l’assessore competente ad intraprendere tutte le azioni utili e necessarie a consentire e sviluppare un proficuo confronto fra Istituzioni, parti sociali e azienda per scongiurare la messa in mobilità dei lavoratori e garantire la tutela dei dipendenti di Vodafone Italia”. “Questo di oggi è un atto forte nei confronti di una multinazionale. La Provincia di Roma non ammette che nel nome del profitto vengano messi in discussione i diritti dei lavoratori. Qualora Vodafone non dovesse accogliere quanto richiesto dai lavoratori, la Provincia avvierà le procedure per la rescissione del contratto con l’azienda di telefonia”, conclude.

http://www.gianlucapeciola.it/?p=2593

martedì 25 settembre 2012

SE GLI OPERAI FIAT VALGON DI PIU’ DEI LAVORATORI VODAFONE

Scritto da evagiovannini il 24 settembre 2012, link http://blog.la7.it/piazzapulita/?p=502

Ricordiamo tutti la vicenda dei tre operai della Fiat di Melfi – Barozzino, Lamorte e Pignatello – licenziati dall’azienda, reintegrati da un giudice e invitati comunque dalla Fiat a “restare a casa”. La ricordiamo tutti perché ne hanno parlato i giornali, le radio, le tv. Perché la Fiat è la Fiat e quando si tocca il Lingotto diventa tutto un caso nazionale. Però, quanti Barozzino, Lamorte e Pignatello ci sono in giro, espulsi da un sistema produttivo che disprezza prima la dignità, e poi anche il Diritto.
La storia nella quale mi sono imbattuta la scorsa settimana, mentre ero concentrata sui licenziati del call center Almaviva, è la storia dei lavoratori della Vodafone, licenziati nel 2007 e finiti in 914 dentro ad una NewCo, la Comdata Care. Molti di loro hanno ritenuto questa esternalizzazione illegittima ed hanno così intrapreso una battaglia legale. ll Tribunale del Lavoro di Roma ha dato loro ragione e, con tre diverse sentenze (23 giugno 2011, 21 dicembre 2011 e 5 giugno 201) ha ordinato il reintegro per 130 lavoratori. E qui arriva il bello, perché in seguito a queste sentenze Vodafone ha aperto due procedure di licenziamento collettivo per “l’aggravarsi della crisi economica” che ha reso necessario un “esubero strutturale”. Guardacaso per un totale di 130 lavoratori e, guardacaso, proprio per quelli che avevano vinto il ricorso. Proprio gli stessi nomi e cognomi. Pazienza se tra questi ci sono anche donne con figli piccoli e persino due disabili. Ma soprattutto pazienza se alla faccia della crisi Vodafone ha ricavi per quasi 9 miliardi di euro e utili per 4 miliardi e mezzo.
Non so perché queste donne e questi uomini valgano meno degli operai della Fiat nella cosiddetta “notiziabilità” degli eventi, ma so che uno stato di diritto non può tollerare che ci siano cittadini a cui non resta che appellarsi a Dio, visto che neanche un Tribunale conta di più di una multinazionale. @evagiovannini

domenica 16 settembre 2012

17 settembre 2012 sciopero nazionale TLC

http://www.slc-cgil-lazio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=311:tlc-sciopero-del-17-09-2012-delle-tlc&catid=108:documenti-tlc-rinnovo-ccnl-2011&Itemid=77

Roma, 4 settembre 2012

Care Lavoratrici e Lavoratori delle Telecomunicazioni, il 17 settembre 2012 sono indette OTTO ore di SCIOPERO, a livello nazionale, di tutto il comparto delle TLC con manifestazioni regionali per rivendicare il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale.
Un’azione di contrapposizione resa necessaria a causa dell’atteggiamento di ASSTEL, la controparte
confindustriale rappresentante delle aziende del settore che ha impedito di chiudere l’accordo con
atteggiamenti ostruzionistici. Il tentativo di smontare la filiera contrattuale ridimensionando l’attuale contratto nazi onale, conquistato con grandi sforzi e difficoltà negli anni passati,
è stato fino ad oggi abbastanza evidente. Grande è la voglia di alcuni componenti dell'ASSTEL di spezzettare il contratto escludendo per primi i call center, ma non è l’unica aspirazione perché con il trascorrere del tempo si pensa di passare “indenni” il 2012 per ovvi motivi economici.
L’impostazione di ASSTEL è la vera responsabile dello stallo in cui è caduta la trattativa: questo stop ricade sulle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori delle TLC, che subiscono anche i tremendi contraccolpi delle crisi occupazionali del settore (tra le più eclatanti i 632 esuberi ad Almaviva, quasi altrettanti a Teleperformance), uniti agli altri stati di crisi ed alle varie cessioni di ramo ed esternalizzazioni che ciclicamente colpiscono le nostre aziende (Telecom, Vodafone, Fastweb, Sielte ecc.).
Con lo sciopero del 17 settembre vogliamo far capire alla controparte che in un momento di recessione del paese è impensabile voler continuare ad ottenere ricavi sempre maggiori e non rinnovare il CCNL di lavoro. Vogliamo quindi sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto ripartendo dalle rivendicazioni presenti in piattaforma:

· introduzione di clausole sociali per mettere ordine nella giungla degli appalti e dei sub-appalti che
colpiscono il settore, a garanzia dei lavoratori in outsourcing;

· combattere le delocalizzazioni selvagge che, abbassando il costo del lavoro, riducono diritti e tutele per i lavoratori;
 
· recupero del potere di acquisto delle retribuzioni;

· definizione puntuale degli aspetti riguardanti le professionalità;
 
· garanzie retributive e normative per combattere il precariato.
 
Per le motivazioni indicate, chiediamo a tutti Voi uno sforzo significativo per una generale partecipazione allo Sciopero di otto ore che si terrà lunedi 17 settembre p.v., aderendo coralmente alla manifestazione regionale del Lazio che si svolgerà a "Piazza della Rotonda al Pantheon"dalle 9,30 alle 13, dove interverranno lavoratori e lavoratrici del settore, delegati sindacali e i segretari regionali.

SLC-CGIL Roma e Lazio FISTEL-CISL Roma e Lazio UILCOM-UIL Roma e Lazio
Alberto Manzini Paolo Terrinoni Luciano Savant Levra

giovedì 2 agosto 2012

Vodafone Roma: altri 100 dipendenti in mobilità

Vodafone colpisce ancora!
Ieri 1 agosto 2012 ha aperto la procedura di mobilità per altri 100 dipendenti della sede di Roma-Boccabelli.
Anche questa volta, come per la precedente, la mobilità riguarda i dipendenti che in data 5 giugno u.s. hanno vinto la causa che dichiarava inefficace la cessione di ramo d'azienda operata dalla Vodafone nel 2007.







lunedì 23 luglio 2012

Chiariamo qualche punto...

- Roma, 5 giugno 2012: la d.ssa Pucci del Tribunale di Roma sez. Lavoro ha dato ragione ai lavoratori nella causa contro VF e Comdata;

- Roma, 5 luglio 2012: la d.ssa Foscolo del Tribunale di Roma sez. Lavoro ha dato ragione alle aziende VF e Comdata nella causa contro i lavoratori.

Si tratta di 2 cause distinte e separate, pertanto attualmente a Roma i lavoratori "vincono" contro VF e Comdata 3-1. Spero che i termini "calcistici" aiutino a chiarire.

In data 19 luglio Comdata Care ha consegnato o fatto recapitare ai lavoratori con ricorso vinto il 5 giugno le lettere di licenziamento, mentre in data odierna VF ha consegnato agli stessi lavoratori la lettera in cui comunica loro di dare mera esecuzione alla sentenza e di procedere al loro reintegro disponendo agli stessi di non presentarsi sul posto di lavoro fino a nuova comunicazione, specificando l'intenzione di impugnare tale provvedimento. E' evidente che tali lavoratori sono comunque reintegrati nel libro paga e in attesa di futuri sviluppi.

Una specifica ai commenti del precedente post, perchè mi sembra sempre che qualcuno cerchi di mischiare le carte ed intimorire le altre persone: parliamo di cause collettive e non singole, se vado a fare un colloquio di lavoro non capisco da dove l'azienda che mi esamina possa prendere l'informazione che ho fatto causa ad un'altra azienda, ma anche se fosse...mica sono io quella che deve vergognarsi o no?!

Non mi abbasso nemmeno a commentare chi accusa i colleghi di finte malattie o ruberie varie, si commenta da solo e forse dovrebbe passare dall'altra parte, magari in HR. C'è un detto che rende bene la mia idea "Fatti i cavoli tuoi chè campi 100 anni di più e mori pure nel letto tuo!".

Il blog chiude per ferie ed augura una buona e riflessiva vacanza a tutti!

La Regina

lunedì 25 giugno 2012

Comunicato aI Lavoratori Gruppo Comdata

Roma, 21 giugno 2012

Abbiamo preso visione, con sconcerto e stupore, della lettera inviata da Comdata in data odierna e riferita all'accordo raggiunto dalla stessa, da Vodafone e dalle OO.SS. in data 25 maggio u.s.

In tale comunicazione l'azienda, confermando quanto già previsto dall'accordo, ripropone correttamente il progetto di fusione per incorporazione ricordando che avverrà con le disposizioni previste dall'articolo 2112 del codice civile, cioè con il mantenimento dei trattamenti economico-salariali in essere.

Non si tratta, quindi, di una nuova apertura offerta dall'azienda ma della conferma di un accordo sottoscritto tra le parti e che vincola giuridicamente i sottoscrittori.

Nella stessa, l'azienda dichiara che la fusione per incorporazione avverrà solo a condizione che il contenzioso in essere sia ritirato. Tale indicazione è del tutto priva di fondamento e l'accordo sottoscritto non prevede nessuna condizione al processo di fusione che è, invece, finalizzato a tutelare l'insieme delle centinaia di lavoratori occupati presso Comdata Care.

Il testo dell'accordo è privo di condizioni pregiudizievoli al percorso di fusione, tema a lungo affrontato durante la trattativa, perchè tale condizione era stata richiesta nel corso del confronto, con le OO.SS. che hanno imposto una soluzione che non ponesse condizioni sospensive.

E' evidente che la posizione assunta dall'azienda, priva di ogni effetto perchè illegittima, è l'ennesima riprova dell'ncapacità di affrontare e risolvere i problemi emersi, ricorrendo a ricatti e scorciatoie che non produrranno nessun risultato se non quello di aumentare le tensioni già esistenti.

La domanda che nasce spontanea è perchè!

Appare evidente che Comdata non ha digerito l'accordo sottoscritto e dal giorno successivo ha iniziato a operare per far fallire un progetto  che offre prospettive e futuro ai lavoratori coinvolti.

La reazione a tali atteggiamenti sarà durissima.

Se nelle prossime ore non sarà smentita la posizione assunta, sarà necessario avviare percorsi di tutela degli interessi dei lavoratori attraverso ricorsi giudiziari e iniziative di lotta.


Se c'è chi crede di poter risolvere i problemi di mercato causati dalla crisi mondiale, attraverso la delocalizzazione delle attività verso Paesi a basso costo del lavoro, abbandonando e scaricando i lavoratori che sino ad oggi hanno garantito i successi dell'azienda, si troverà di fronte a una risposta decisa e durissima che contrasterà con tutti gli strumenti l'assenza di responsabilità sociale messa in luce dal Gruppo Comdata.

Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

venerdì 8 giugno 2012

Grazie Giudice Pucci!

Altri 95 ex-dipendenti Vodafone vittoriosi!

ROMA - VODAFONE = 5 (sentenze a favore) a 0

Il 5 giugno 2012 sono state emesse altre 3 sentenze a favore di 95 dipendenti, sentenze che ordinano il reintegro immediato in Vodafone.

Adesso vediamo come si comporterà la multinazionale, tutti gli scenari sono aperti e plausibili.
La grande azienda dalla chiocciolina vogliosa di nuova carne da macello riuscirà ancora a stupire con un nuovo asso nella manica dopo la messa in mobilità di 33 dipendenti per i quali, a dicembre 2011, è stata emessa sentenza a favore e per i quali un giudice ha ordinato alla multinazionale il reintegro immediato?

Siamo certi che Vodafone riuscirà a strabiliarci con l'aiuto delle 3 scimmiette (i sindacati confederali) e di slogan pubblicitari che sono la sua forza:

  • Omnitel: Vi diamo ascolto
  • Omnitel: Vi diamo ascolto. Dateci voce
  • Omnitel: Quello che facciamo oggi, tutti lo faranno domani
  • Omnitel: Persone in grado di cambiare il mondo
  • Omnitel-Vodafone: Idee in grado di cambiare il mondo
  • Vodafone-Omnitel: How are you?
  • Vodafone: Tutto intorno a te
  • Vodafone: Life is Now
  • Vodafone: Power to You


  • Il prossimo ve lo suggeriamo noi: "Vodafone: Tutti a casa...ognuno nella propria, mica scherziamo!".

    lunedì 4 giugno 2012

    ACCORDO 25/5/2012: la “Banda degli Onesti” colpisce ancora!

    Dopo incontri segretissimi e ristrettissimi - solo esponenti aziendali di Vodafone e Comdata e le segreterie
    nazionali e territoriali di cgil, cisl e uil (nessuna rsu!) – svolti allo scopo di verificare l'attuazione dell'accordo
    del 2007, il 25 Maggio 2012 è stato raggiunto e firmato un verbale di accordo.

    Di seguito una nostra analisi puntuale del testo, tralasciando i punti che riportano solo dati di fatto.

    b. Il rapporto commerciale tra Vodafone Omnitel NV e il Gruppo Comdata si è ulteriormente consolidato e il
    Gruppo Comdata costituisce un partner di primario riferimento per Vodafone;

    Che il rapporto commerciale si sia consolidato non v'è dubbio.
    Soprattutto perchè si tratta di un rapporto finalizzato esclusivamente a delocalizzare le attività lavorative
    dove i lavoratori costano poco, come ad esempio in Romania, mentre in Comdata Care il lavoro Vodafone si
    è ridotto progressivamente in tutte le sedi, tanto da arrivare al punto che l'azienda invita e/o obbliga il
    personale ad utilizzare giorni di ferie e permessi, operazione questa troppo spesso propedeutica ad esuberi
    di personale per mancata attività.
    Quindi il rapporto commerciale tra Vodafone e il Gruppo Comdata si è consolidato sullo sfruttamento della
    forza lavoro e non certo sulla conferma delle garanzie occupazionali dei dipendenti ceduti nel 2007, come
    invece qui si vorrebbe lasciar intendere.

    c. anche grazie al rispetto dell'impegno all'efficientamento contenuto nel contratto di fornitura di servizi
    connesso alla cessione del ramo di azienda, Comdata Care S.p.A ha potuto sviluppare negli anni importanti
    opportunita' di business che le stanno consentendo progressivamente di assumere un posizionamento nel
    mercato di riferimento, tale da attrarre nuovi business e da consentire una piu' ampia diversificazione del
    portafoglio commerciale attraverso la crescita delle competenze, l'incremento della produttivita' nonche' la
    progressiva implementazione della sinergia industriale e organizzativa con il Gruppo Comdata;

    Chi lavora in Comdata Care sa che l'azienda, essendo monocommessa, dimostra mancanza di "possibilità di
    business", incapacità di "attrarre nuovi business " ed è totalmente priva di "ampia diversificazione del
    portafoglio commerciale", visto che le nuove commesse sono state acquisite da Comdata e non da Comdata
    Care. Sa anche che essere spostato su commesse Comdata non significa aumentare le proprie competenze
    o creare sinergia, ma significa solo fare qualcosa dal momento che si è pagati. E certo non sfugge ai propri
    dipendenti che Comdata Care non ha strutture aziendali proprie (Ufficio Vendite, Ufficio del Personale, ecc,
    ecc) che le consentano di svolgere vita autonoma.

    Se cgil, cisl e uil agli incontri avessero portato anche le Rsu Comdata Care, tutto questo sarebbe stato loro
    spiegato, visto che evidentemente si sono fidati sulla parola...

    e. in considerazione del fatto che le attività cui erano addetti i 33 lavoratori reintegrati non sono più presenti
    in Vodafone Omnitel NV, essendo state oggetto della cessione di ramo avvenuta nel novembre 2007,
    Vodafone Omnitel NV ha aperto una procedura di mobilità, ai sensi e per gli effetti della Legge 223/91,
    denunciando un esuberoo strutturale così come indicato nella comunicazione di avvio della suddetta
    procedura di mobilità del 20 febbraio 2012 per l'avvenuta cessazione dell'attività di “Back office”;

    f. le Organizzazioni Sindacali benchè non abbiano sottoscritto l'Accordo di esperita procedura di mobilità
    dichiarano che hanno preso atto delle ragioni aziendali che hanno condotto all'apertura della procedura di
    mobilità, sussistenti nel fatto che le attività di “Back office” non fanno più parte del perimetro di attività di
    Vodafone Omnitel NV allo stato attuale nonché per il futuro, ribadiscono il pieno sostegno alla fondatezza
    dell'operazione regolamentata con l'Accordo del 8 ottobre 2007 firmato insieme al Ministeromdel lavoro e
    delle Politiche Sociali e dello Sviluppo Economico.

    Vodafone dichiara che ha dovuto licenziare per mancanza di attività di back office e cgil, cisl e uil ne
    prendono atto e implicitamente lo riconoscono. Ma Vodafone, Comdata, le organizzazioni sindacali e tutti i
    dipendenti Comdata Care sanno che molte attività oggetto di cessione sono state reinternalizzate in
    Vodafone, come ad esempio il Credito (solo una piccola parte è in Comdata Care, il resto è stato
    reinternalizzato in Vodafone o trasferito a Comdata Spa in Romania) o ancora il Supporto Tecnico Unificato
    rientrato in Vodafone come denunciato con tanto di comunicato sindacale proprio da cgil e cisl a Ivrea.

    Mentono! Sapendo di mentire....

    Inoltre Vodafone non riesce a ricollocare 33 persone dopo che nell'accordo del quale si è verificata
    l'attuazione era stato scritto che in caso di fallimento di Comdata Spa, avrebbe riassunto tutti i 914 lavoratori
    ceduti.
    E siccome chi non conosce dignità non sa nemmeno percepire umiliazione, cgil, cisl e uil “ribadiscono il
    pieno sostegno alla fondatezza dell'operazione regolamentata dall'accordo del 8 ottobre 2007”
    nonostante quell'accordo sia stato sistematicamente disatteso e violato visto che la maggior parte dei
    dipendenti ceduti non lavora piu' sulle attivita' oggetto di cessione e che quelle attivita' sono uscite dal
    famoso e fantomatico perimentro industriale. A distanza di 4 anni e mezzo dall'accordo cgil, cisl e uil
    riconfermano che quell'operazione era fondata!

    Ed ora si entra nel vivo degli importanti impegni che le aziende Vodafone e Comdata si prendono in questo
    accordo, grazie anche al duro lavoro di cgil, cisl e uil!

    VODAFONE

    2. Vodafone Omnitel NV comunica che in coerenza con lo spirito della partnership sancita dal 2007, il
    rapporto commerciale con il Gruppo Comdata proseguira' anche dopo la scadenza dell'attuale contratto fra
    Vodafone Omnitel NV e Comdata Care spa, compatibilmente con le condizioni di mercato che si verranno a
    determinare

    Vodafone afferma che, se l'andamento del mercato glielo consentirà, intende proseguire il rapporto
    commerciale con il Gruppo Comdata. Quindi:

    - nessun impegno verso i lavoratori ceduti, che se anche il rapporto commerciale tra le due aziende dovesse
    proseguire, non è scritto se e quali garanzie occupazionali ne guadagnerebbero, in termini di quantità,
    qualità e durata. I dipendenti Comdata Care non vengono proprio citati in questo punto e, esattamente come
    prima di questo accordo, continuano a non sapere cosa sarà di loro dopo il 2014.

    - nessun impegno verso la stessa Comdata che non vede garantiti i rinnovi contrattuali da parte di Vodafone
    visto che essi si verificheranno “compatibilmente con le condizioni di mercato”.

    GRUPPO COMDATA

    3. Il Gruppo Comdata si impegna a porre in essere una strategica integrazione organizzativa e funzionale tra
    Comdata Spa e Comdata Care Spa, attraverso un'operazione di fusione per incorporazione di Comdata
    Care Spa in Comdata Spa, da attuarsi entro il 2014. Tale fusione coinvolgerà coloro che saranno dipendenti
    di Comdata Care Spa al 31 ottobre 2012. Le parti si danno atto che per realizzare questo impegno è
    necessario verificare entro tempi brevi le caratteristiche dell'operazione anche in termini di certezza del
    perimetro avuto riguardo alle avvenute rinunzie al contenzioso in atto.

    Il Gruppo Comdata si impegna a fare una fusione per incorporazione di Comdata Care entro il 2014, ma è un
    impegno condizionato al numero delle rinucie alla causa

    - nessun impegno sulla prospettiva occupazionale di tale personale dopo il 2014, esattamente come è stato
    fino ad ora.

    Inoltre per poter verificare puntualmente il perimetro dei lavoratori interessati le parti concordano di
    incontrarsi entro il mese di giugno 2012 anche al fine di monitorare le rinunzie del contenzioso in atto
    intervenute.

    Eccoci arrivati al vero punto del quale hanno discusso e per il quale e' stato redatto questo verbale
    d'accordo: trovare un altro strumento (dopo le pressioni sui singoli, dopo le offerte e le promesse, dopo
    l'azione feroce della messa in mobilita'..) per ridurre i numeri dei ricorrenti, per bloccare le sentenze dei
    giudici proprio ora che a Roma andranno a sentenza nel mese di giugno circa 80 lavoratori con lo
    stesso giudice che ha gia' disposto il reintegro dei 33 colleghi!!!
    Lasciando intuire un vero e proprio ricatto occupazionale, ai lavoratori viene chiesto di fare una scelta per
    loro irreversibile (rinunciare alla causa) in cambio di una dichiarazione di intenti sufficientemente fumosa e
    vaga da lasciar mano libera alle aziende di fare ciò che vorranno dopo il 2014.
    E' poi inaccettabile che Comdata e sindacati condizionino il piano industriale di Comdata Care alle rinuncie
    alla causa quando le attività lavorative cedute sono svolte anche da interinali, personale Comdata in Italia e
    all'estero e personale Vodafone, mentre buona parte del personale Comdata Care è su altre attività
    lavorative.

    4. Infine, in via del tutto eccezionale, per il personale di Comdata Care Spa cessato in data 23 Gennaio
    2012, Comdata Spa, tenuto conto degli spazi occupazionali, si rende disponibile a favorire la ricollocazione
    all’interno del Gruppo Comdata, proponendo un contratto di assunzione a tempo indeterminato con la
    società Comdata Spa garantendo le pre-esistenti condizioni economiche, e previa definizione del
    contenzioso in essere attraverso atto di rinunzia, entro il 15 giugno 2012 e ad ogni eventuale ulteriore
    pretesa nei confronti dell'intero Gruppo Comdata.

    Ai colleghi che hanno già vinto la causa, che sono stati oggetto di un licenziamento illegittimo e facilmente
    impugnabile oltretutto in un momento in cui la riforma del lavoro non è ancora avvenuta, in cambio della
    rinuncia presente e futura a qualsiasi contenzioso legale, viene offerto un posto di lavoro non si sa in quale
    sede, con quale durata minima garantita, su quale commessa, senza più accordi integrativi e senza il
    mantenimento dell'anzianità aziendale e degli orari di lavoro. Ma questa possibilità viene data “tenuto conto
    degli spazi occupazionali” (= scelgono a chi darla) e pure in via del tutto eccezionale! Cosa ci si aspetta? Un
    grazie?
    Questo verbale di accordo è secondo solo alla sceneggiatura di un classico del genere con Totò & Peppino:
    "La banda degli onesti"

    CONCLUSIONI

    Gli incontri che hanno portato a questo verbale di accordo si sono svolti in gran segreto, nella totale
    ignoranza da parte dei lavoratori, senza che cgil, cisl e uil abbiano mai chiesto ad essi quale posizione
    volessero si andasse a discutere, e hanno prodotto un generico impegno a realizzare chissà se, chissa'
    quando, chissa' come e chissa' per chi la fusione per incorporazione.
    Ben altro scenario si sarebbe presentato se questo accordo avesse incluso:

    - l'impegno delle due aziende verso i lavoratori ceduti (e non verso la commessa) riguardo i l
    mantenimento dell'occupazione per un congruo numero di anni ben oltre il 2014.

    - la garanzia per tutti i lavoratori ceduti (compresi i 33 dichiarati in esubero) del mantenimento della
    sede di lavoro e della continuità aziendale;

    - la garanzia, da parte di Vodafone, che se i lavoratori ceduti fossero licenziati per effetto di procedure
    di licenziamenti collettivi all'interno del Gruppo Comdata, essi verrebbero riassorbiti in Vodafone

    Se Vodafone, Comdata e Organizzazioni Sindacali non sono in grado di produrre un accordo con questi
    punti, allora farebbero meglio a non sprecare il proprio tempo ad incontrarsi e a occuparsi d'altro....magari
    della stesura di sceneggiature comiche.
    Intanto le valutazioni legali in merito alle feroci follie scritte in questo verbale di accordo sono in corso, e a
    breve seguiranno le contromosse da parte nostra con azioni che prefigurano scenari da afforntare
    nell'ambito di procedimenti penali. La rabbia che esse hanno generato e la determinazione che ne e'
    conseguita stanno aumentando.

    Coordinamento Cobas Comdata Care

    sabato 12 maggio 2012

    MANCATO ACCORDO 10.05.2012

    L'incontro DEL 10.05.2012 tra Vodafone e sindacati alla Regione Lazio ha segnato la fine della procedura di licenziamento collettivo. Dall'11.05. ed entro 120 gg l'azienda può inviare le 33 raccomandate di licenziamento. Non è stato raggiunto accordo sindacale.

    Non vedo perchè le tre sigle sindacali che furono formalmente diffidate nel 2007 dal rappresentarci dovrebbero farlo adesso.
    GRAZIE a Serena, Mimmo e tutti i colleghi che continuano a lottare!

    La Regina

    giovedì 5 aprile 2012

    COMDATA: RITRATTO DI UN’AZIENDA DI OUTSOURCING


    Dopo piu’ di 4 anni che lavoriamo all’interno del gruppo Comdata, oggi finalmente la direzione aziendale ci sta chiamando a colloquio privato per raccontarci chi siamo e cosa facciamo.

    Ci viene detto che Comdata è un’azienda di Call Center, o meglio un’azienda che fornisce operatori di Call Center. E’ un’azienda che vive di Commesse su appalto, che e’ un’azienda sana e piena di lavoro, che sta assumendo e stabilizzando sempre piu’ i propri dipendenti.

    Quello pero’ che non ci viene detto e’ come funziona nel mondo del lavoro italiano e soprattutto nel nostro settore delle TLC il meccanismo di appalto. Eppure questo e’ un aspetto fondamentale per capire l’azienda nella quale ci siamo ritrovati e quindi ancora piu’ fondamentale per avere un quadro realistico degli scenari che ci aspettano, in modo che ognuno possa, in assoluta consapevolezza, decidere le sorti della propria vita lavorativa. Proviamo allora ad analizzare il meccanismo di appalto calato in questa realtà aziendale.
    Partiamo da esempi concreti di come Comdata ha operato in merito alle assunzioni e stabilizzazioni nello scorso anno 2011 (sono solo alcune delle operazioni effettuate).
    • Il 24/01/2011 Comdata inaugura a Cagliari il Call Center della new Co Comdata Eos nato per assorbire una parte dei 470 lavoratori provenienti dalla chiusura della società Video online 2.0 su commessa Telecom Italia. L’azienda per questa operazione attinge ai fondi della regione Sardegna (soldi dei contribuenti), aumenta il volume di lavoro proveniente dal cliente Telecom Italia (che quindi le paga il canone dell’appalto) e risparmia sui costi del lavoro inquadrando i dipendenti Comdata Eos al II livello.
    • La Spezia - a febbraio 2011 Comdata termina la stabilizzazione iniziata a fine 2010 di un totale di 47 (!) dipendenti passati da precari a tempi indeterminati, attingendo per questo ai finanziamenti comunitari concessi dalla Regione Liguria. Non e’ pero’ un problema per Comdata contemporaneamente (gennaio 2011) annunciare a La Spezia la contrizione della commessa ENI.
    • Marzo 2011 a Roma Comdata acquisisce un ramo d’azienda da Cronos coinvolgente 140 dipendenti al III livello (tranne i TL al V) assegnati alla commessa Telecom Italia proveniente, in sub appalto, proprio dalla stessa Comdata. Di nuovo quest’azienda, pur di mantenere e magari ampliare i volumi di lavoro forniti da Telecom, si fa carico di tali lavoratori che già da circa 10 anni reclamano il diritto, previsto dal CCNL, di passare al IV livello per le mansioni svolte. Comdata, senza accordo sindacale, ne passa in maniera del tutto arbitraria circa una quarantina allo scopo di spaccare il fronte dei lavoratori che si erano mobilitati per avere tutti quel passaggio contrattuale.
    • Luglio 2011 Comdata apre un secondo centro a Lecce dove colloca dipendenti inquadrati al II e III livello, addetti in gran parte su commessa Vodafone, ma anche su commessa Sky. Per tale operazione l’azienda attinge ai 269.8 milioni di euro dei fondi della regione Puglia dedicati alle nuove assunzioni.
    • E non dimentichiamoci che Comdata vanta ben 4 sedi in Romania (Bucarest, Crajova e Galati) e Bulgaria (Sofia).
    Ecco come opera Comdata: per poter aumentare i ricavi acquisisce personale SOLO quando questo le garantisce l’acquisizione e/o l’ampliamento dei canoni delle commesse (consolidando così e solo così i rapporti commerciali con i propri clienti) oppure se per questo accede ai finanziamenti pubblici.

    In entrambi i casi, tende a ridurre al minimo indispensabile il costo di tali lavoratori (quasi tutti dei 4000 vantati al II e III livello) e, ove possibile, copre tale costo del lavoro con le risorse pubbliche messe a disposizione dalle istituzioni locali.

    Ovviamente, tale sistema, per funzionare, ha come presupposto il continuo ricambio del personale.

    L’attività di Call Center sappiamo bene essere un’attività deprofessionalizzante, con procedure sempre più standardizzate, e usurante. Ciò determina che, con il passare del tempo, i lavoratori non riescano a mantenere sempre gli stessi ritmi produttivi pretesi dalle aziende. Ecco perché le grandi aziende, specie delle TLC (Vodafone, Telecom, Wind, Fastweb), si rivolgono ad aziende esterne a cui affidare in outsourcing le attività di call center e, quando ci riescono, i lavoratori. Il contratto di appalto, se da una parte presuppone un maggior costo iniziale a causa del profitto da riconoscere alla società appaltatrice, dall'altra assicura alla società appaltante una riduzione dei costi con il passare del tempo, attraverso le gare di appalto successive, che, sempre e comunque, sono gestite con la logica del massimo ribasso. Ciò comporta che se la singola azienda di outsourrcing vuole rimanere sul mercato, e continuare a lucrare sul lavoro dei lavoratori gestiti, deve continuamente smaltire il personale più anziano (in genere gli anni di anzianità lavorativa si contano sulle punta delle dita di una mano), ritenuto meno produttivo e comunque economicamente più costoso (livello, anzianità e assenza di contributi pubblici), per sostituirlo con altro personale neo assunto, probabilmente con contratto precario e/o paraautonomo, al livello economico il più più basso possibile e disponibile a sopportare ritmi di lavoro spesso impossibili. Tutte le aziende di outsourcing hanno quindi l’esigenza vitale di cambiare spesso il personale e questo, dove non lo fanno con i licenziamenti, tentano di ottenerlo rendendo a questi lavoratori la vita impossibile, nella speranza spesso realizzata, di condurli a dimettersi. In poche parole si tratta di aziende che hanno fatto dello sfruttamento della forza lavoro il proprio business.

    Nel nostro settore il panorama è spesso lo stesso. A parte i casi più eclatanti, con le aziende che hanno prima percepito i finanziamenti pubblici e poi sono precipitosamente scappate con i soldi, lasciando i propri dipendenti senza lavoro e senza le retribuzioni arretrate e i tfr maturati, il format utilizzato dalle cosidette aziende leader nel settore è più o meno lo stesso. In Teleperfomance migliaia di lavoratori sono stati stabilizzati pochi anni fa. Si tratta di lavoratori con turni H24 e al II e III livello, quindi molto meno costosi e piu’ flessibili di noi. Eppure questi lavoratori ora sono in cassa integrazione in deroga, perchè oramai troppo costosi e poco produttivi, rispetto a ciò che il mercato del lavoro offre attraverso i contratti precari, o le delocalizzazioni all’estero e/o nelle regioni, specie quelle del sud, disponiobili ad elargire nuovi finanziamenti (cosa che permette di utilizzare costantemente forza lavoro a costi che si avvicinano allo zero!). Lo stesso dicasi per il Gruppo Almaviva.

    Fatte queste considerazioni, appare evidente che se, nei colloqui individuali che l’azienda sta facendo, viene detto che la scelta di rimanere in questa azienda è quella più garantista per il nostro futuro lavorativo, non viene fatto un quadro realistico della situazione.

    Rimanere in qualche modo “agganciati” alla casa madre che, anche quando decide di ridurre il personale, lo deve necessariamente fare con più attenzione e ben argomentando le tanto discusse motivazioni economiche. L'azienda in appalto ha per definizione sempre disponibile la motivazione economica per giustificare una riduzione di personale, la fine dell'appalto o anche una semplice riduzione dei flussi ricevuti dal committente. Certo, ciò non significa che chi sta in Vodafone oggi ha la garanzia di “morire”, lavorativamente parlando, ancora Vodafone, ma comunque lì può aver senso pensare di investire sul proprio futuro lavorativo, in una società appaltatrice di call center no.

    Quello che l’azienda lascia intendere da questi colloqui è che si sta programmando di anticipare ciò che abbiamo preannunciato fin da subito e che si sarebbe dovuto realizzare solo nel 2015: la chiusura di Comdata Care per cessata attività con il conseguente licenziamento collettivo di chi sarà rimasto e magari la riassunzione tramite accordo in Comdata, con un peggioramento delle condizioni lavorative e solo per chi deciderà l’azienda. Ecco probabilmente perché la Direzione aziendale illustra nei colloqui il contratto di Comdata Spa.

    L’unica possibilità di salvezza è continuare la resistenza forte e convinta messa in atto dal 2007. Senza tale resistenza e se non avessimo fatto causa in così tanti, molto probabilmente saremmo già stati travolti dalla minaccia di licenziamenti collettivi per esubero di personale e obbligati ad accettare peggiori condizioni economiche e lavorative. Ad esempio, la situazione lavorativa a Milano sarebbe stata gestita con ben altri toni e modalità!

    Serena
    Rsu Cobas Comdata Care