mercoledì 20 febbraio 2013

Comunicato della UniGlobalUnion a Vodafone Spagna

Ecco qui un'interessante comunicazione inviata dal Segretario generale della UniGlobalUnion a Vodafone Spagna, relativamente ai 900 esuberi dichiarati dall'azienda.
Capito come funziona in altri paesi? Una task force sindacale internazionale si attiva per contestare la decisione aziendale, mentre in Italia i sindacati nazionali cosa fanno?

UNI ICTS Global Union
Mr. Philip J. Jennings
General Secretary
Uni Global Union
8-10 Ave. reverdil
Nyon 1260
Switzerland
 

Antonio Coimbra
CEO Vodafone Spain
Avda Europa, 1

Parque Empresarial La Moraleja
Alcobendas, 28108
cc. Vittorio Colao
CEO Vodafone
 
Nyon, 11 February 2013
 
Stop plan to lay off 900 employees
Dear Mr. Coimbra,
As General Secretary of UNI Global Union, which represents more than 20 million workers in 900 unions around the world in the services sector, I write to express our deep concern over the recent announcement that Vodafone Spain is planning to dismiss 20% of its workforce, or more than 900 employees. UNI’s affiliates CC.OO. and UGT have insisted that the plan be reconsidered and that negotiations begin immediately over alternative approaches to keep people at work and ensure the long-term viability of Vodafone Spain.
 
Vodafone remains profitable in Spain, and in FY 2012 Vodafone made over GDP 10 billion in profits. At the same time Spain is experiencing unprecedented unemployment of nearly 25%. Further reductions of its workforce by Vodafone will only add to the economics crisis, and will reduce demand for the products and services that Vodafone sells. The approach of drastic job cuts can only be deemed ill-advised, short-sighed and will in the long run hurt Vodafone’s ability to compete efffectively in the Spanish market place.
UNI Global Union urges you to commit to bargaining in good faith with the unions in Spain and ensure that good jobs are preserved and that the employees of Vodafone Spain have an opportunity for future employment stability.
Philip J. Jennings

General Secretary UNI

martedì 15 gennaio 2013

15 gennaio 2013 sciopero dei dipendenti Vodafone distaccati in Comdata

DISCRIMINATO FA RIMA CON INKAZZATO!
 
Il 15 gennaio SCIOPERO dell'intero turno dei dipendenti Vodafone distaccati contro il perseverarsi delle discriminazioni.
 
Evidentemente alla dirigenza di Vodafone Italia N.V. brucia ancora, e non poco, il fatto di aver dovuto mandare giù il rospo e riprendere a lavorare 26 dei ceduti e licenziati illegittimamente.
Infatti invece di rispettare pienamente l'accordo di transazione – che dopotutto ha permesso all'azienda di evitarsi un bel po' di condanne per licenziamento illegittimo – riconoscendo ai distaccati c/o Comdata Care Roma identico trattamento di tutti gli altri suoi dipendenti come la Legge prevede, la compagine aziendale “rosica” (come si dice a Roma) e discrimina quei dipendenti scegliendo di continuare a muoversi nell'illegalità, condizione nella quale evidentemente si trova a proprio agio.
Discriminare è sinonimo di emarginare, penalizzare e per questo è costituzionale prima che illegale.
Questi 26 uomini e donne da circa un mese fanno ripetute richieste a Vodafone, proprio datore di lavoro, via mail (quella personale sia chiaro) o via telefono (pagando la chiamata) per poter ottenere ciò che gli spetta: dal badge aziendale al numero di matricola, dall'attestato di servizio al riconoscimento degli Rc, da una procedura scritta su come e a chi comunicare malattia al centro di costo di appartenenza, dalla possibilità di accedere alla intranet aziendale all'assegnazione di un account aziendale di posta elettronica.....ecc., ecc....
Le uniche risposte pervenute ad oggi e sempre rigorosamente a voce sono state frasi tipo "tu non puoi accedere al servizio telefonico ma devi scrivere una mail" oppure "il servizio telefonico è per i dipendenti diciamo così...in forza...e quindi dal momento in cui c'è la vostra situazione...diciamo che il canale per entrare in contatto con noi è la mail" o ancora "il vostro caso non lo seguiamo noi...essendo un caso particolare...è un pò un problema...su questo tema noi aspettiamo proprio delle risposte dall'apposito reparto per voi creato...dobbiamo creare delle linee comuni, una griglia standard da seguire appositamente e rispondere un pò a tutti quelli nella vostra situazione".La situazione di queste 26 persone è estramemente semplice: dipendenti Vodafone in distacco.
Non è difficile e sicuramente non lo è al punto di dover creare un apposito reparto! La soluzione a tale rompicapo è banale: trattare questi 26 dipendenti come gli altri 8000 circa presenti in tutta Italia!
Per protestare contro il perdurare di tale inacettabile e, per certi versi, paradossale atteggiamento di Vodafone Italia, l'Organizzazione Sindacale Cobas del Lavoro Privato proclama lo sciopero dell'intero turno lavorativo di martedì 15 gennaio 2013, per i dipendenti di Vodafone Italia distaccati presso la società Comdata Care spa, sede di Roma in via di Tor Pagnotta e dichiara aperto lo stato d'agitazione.
 
Azienda avvisata....

COBAS Vodafone
15 Gennaio 2013

mercoledì 9 gennaio 2013

Innovis: sindacati sul sentiero di guerra

Dal sito http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=93009

Economia - Scarmagno - 07/12/2012

Innovis, azienda controllata da Comdata che lavora su commesse Telecom, torna a essere, dopo un periodo di calma almeno apparente, oggetto di forti attenzioni da parte dei sindacati che lamentano comportamenti aziendali non accettabili e la mancanza di un dialogo con la dirigenza aziendale che, nonostante le richieste, da mesi non si siede al tavolo delle trattative con i sindacati

I tre sindacati Confederali lamentano che la capogruppo Comdata starebbe in questo periodo proponendo a dipendenti Innovis (aziende di cui possiede il 100 per cento) le dimissioni violontarie per essere poi immediatamente riassunti da Comdata stessa, ma con una decurtazione di stipendio.

Secondo la ricostruzione fatta dalle tre sigle metalmeccaniche di Cgil, Cisl e Uil, l’unica commessa in capo a Innovis, il backoffice per Telecom Italia, sarebbe a rischio, in quanto il cliente, che deve gestire dei propri esuberi, sarebbe pronto a far rientrare nel perimetro aziendale quelle attività fino ad oggi affidate all’azienda canavesana, con sede a Scarmagno. Già nel coprso di quest’anno si è riscontrato un calo dei volumi delle attività per Telecom Italia, che rappresenta l’unica attività che la capogruppo attribuisce alla Innovis.

«Come conseguenza di questa diminuzione di carico di lavoro – è l’accusa dei tre sindacati - Innovis da mesi procede unilateralmente a forzare le ferie e i permessi dei lavoratori, al di fuori delle regole del Contratto Nazionale, riducendo mensilmente l’equivalente di circa 25 persone, che si aggiungono alle 40 persone già in Contratto di Solidarietà».

La Innovis, che era stata fondata dalla Olivetti per ricollocare gli esuberi dei suoi stabilimenti attraverso le commesse Telecom, senza queste non avrebbe futuro: «Comdata, che dà lavoro a 5.000 persone in Italia e chissà quante all’estero e lavora per una miriade di clienti – sotengono Cgil, Cisl e Uil - si è sempre rifiutata di portare in Innovis nuove o diverse attività».

In questa situazione si innesterebbe la richiesta dell’azienda a propri dipendenti di passare volontariamente sotto Comdata, attraverso le dimizzioni e la contestuale riassunzione. «I lavoratori e le lavoratrici – proseguono i sindagati -sono posti di fronte al ricatto: o accettare “volontariamente” il passaggio, con una riduzione di stipendio, o restare in Innovis, ma senza prospettive!».

«Tutto questo è inaccettabile – Concludono le tre organizzazioni che in questo frangente marciano unite - e richiama le responsabilità di Comdata, la Capogruppo proprietaria che proprio quest’anno è tornata in utile lasciando INNOVIS in perdita e trasformandola in una Srl, di Olivetti, che fino ad un anno fa era proprietaria al 15 per cento di INNOVIS e ne è “tempestivamente” uscita, e di Telecom Italia, che per risolvere i suoi problemi li scarica sul suo indotto: certamente non li risolverà togliendo il lavoro ai 184 lavoratori di Innovis».

Fim Fiom Uilm hanno quindi deciso una mobilitazione che proseguira fino a quando non si otterrà l’apertura di un confronto azienda sindacati, la fine di ogni azione unilaterale e una prospettiva di lavoro per Innovis.

** Mi scuso per il ritardo con cui è stato pubblicato questo importante articolo** La Regina

mercoledì 21 novembre 2012

Il coraggio di combattere per i propri princìpi

Lo scorso 13 novembre si è svolta un'importante udienza presso il Tribunale del Lavoro di Roma
chiamato a giudicare circa la legittimità del primo licenziamento effettuato in seguito alla mobilità.
Vodafone Italia, è tornata sui propri passi concordando una transazione che prevede la REVOCA DEL LICENZIAMENTO Vodafone con disponibilità del ricorrente a lavorare sia presso Vodafone che in
distacco presso Comdata Care su commessa Vodafone; Vodafone si è dichiarata poi disponibile ad estendere tale soluzione ai restanti 25 ricorrenti licenziati il 16 maggio scorso.

Si tratta di un risultato eclatante e rivoluzionario
......con buonapace di tutti coloro che non ci hanno mai creduto!

Nel 2007, a cessione ancora in corso, i lavoratori autorganizzatisi nei Cobas hanno subito riconosciuto tale operazione come illecita oltre che finalizzata esclusivamente al'impoverimento
professionale prima e al licenziamento del personale coinvolto poi.A 5 anni esatti di distanza è il
Tribunale del Lavoro di Roma a dirci che AVEVAMO RAGIONE!
A mobilità aperta, gli stessi lavoratori hanno subito capito che si trattava di una procedura ritorsiva
e assurda che, presto o tardi, si sarebbe rivelata per Vodafone un pericoloso boomerang.Oggi la
revoca del primo licenziamento dimostra che AVEVAMO RAGIONE!
Due giorni dopo l'apertura della prima procedura di licenziamento nel comunicato Cobas si poteva
leggere: “La mobilità di Vodafone non è altro che un test, una brutale intimidazione per saggiare la
nostra forza e compatezza!” E il motto della lotta di questi lavoratori è diventato IO NON HO
PAURA.
Vodafone ha cercato di intimidirci mettendoci davanti alla minaccia per cui solo chi rinunciava ai
suoi diritti avrebbe avuto la conservazione di un posto di lavoro. E lo ha fatto violentemente, in
palese sprezzo della Legge e in completo delirio di onnipotenza, convinta che i lavoratori, terrorizzati, avrebbero immediatamente calato le braghe.
I lavoratori invece non si sono lasciati intimorire e hanno dimostrato, prima di tutto, di non essere
numeri di matricola o di pratiche lavorate, ma persone e che come tali esigono di essere trattati, a
cominciare dal riconoscimento dei propri diritti fondamentali.
Non siamo di fronte ad una vittoria solo legale, ed infatti la Vodafone ha revocato il licenziamento
PRIMA della sentenza. Se oggi i lavoratori di Vodafone/Comdata Care di Roma portano a casa
questo primissimo risultato ciò è dovuto al perseverante impegno, tutto sindacale, di tanti colleghi
di Roma che hanno letteralmente impedito che l'opera di intimidazione orchestrata dal trio
vodafone-comdata-confederali contro i lavoratori , realizzata in questi anni e in particolare in
questo ultimo anno, andasse in porto.
Se dal gruppo originario di vincitori del primo grado di giudizio si sono distaccati solo 2 dipendenti
su 34, ciò è dipeso dalla costante iniziativa sindacale che ha tenuto uniti i colleghi e impedito che
nelle varie sedi istituzionali (Regione Lazio) si potessero concludere accordi che avrebbero
vanificato l'impugnativa del licenziameto collettivo. E' ben diverso che oggi non sia solo un pugno
di duri e puri a sancire che quei licenziamenti (e quelle cessioni) sono illegittimi ma la stragrande
maggioranza di quei dipendenti che hanno contribuito, ognuno a modo suo, ad affermare questo
percorso di lotta "sindacale".
E se i vari signor Costantini e Forbicini in Vodafone oggi siano stati costretti ad arrivare ad un
accordo, certo non sfugge che dipende anche dal fatto che hanno verificato come le alleanze che
abbiamo realizzato, insieme al polverone che siamo riusciti ad alzare con le mobilitazioni pubbliche
(presidi alla Regione Lazio, al Ministero del Lavoro, al CSM, alla Provincia di Roma, al Comune di
Roma, all'ambasciata inglese) e con l'interessamento mediatico guadagnato (“Ultima Parola”, Tg3
nazionale e regionale, Tg2, Rai News, “Piazza Pulita”, “Repubblica”, “Corriere della Sera”,
“Manifesto”, “Il Fatto Quotidiano”, “Il Messaggero”, “Left” solo per citare i principali)
rappresentassero una minaccia per quell'immagine di azienda etica che Vodafone ha tanto a cuore
di rappresentare.
Che tutta la lotta che abbiamo caparbiamente portato avanti fino ad oggi abbia avuto un ruolo
importante al raggiungimento di questa importante vittoria, ormai è un dato di fatto.
Ma, dobbiamo riconoscerlo, si tratta di una vittoria parziale perchè manca ciò che il giudice stesso
ha sancito come nostro diritto: riprendere a lavorare e riprendere a lavorare in Vodafone!
Manca poi che gli stessi licenziamenti illegittimi vengano revocati da Vodafone anche a tutti gli altri
colleghi che oggi, colpevoli di aver fatto valere i propri diritti davanti a un giudice, si ritrovano
licenziati!
La nostra lotta quindi non finisce qui, ma anzi continua con ancor maggiore determinazione e forza
convinti, oggi più di ieri grazie a questa vittoria eclatante che ci ha mostrato una Vodafone “gigante coi piedi di argilla", che non ci si può arrendere a chi ci vuole privare della dignità e dei nostri diritti
fondamentali, perchè la lotta paga e non abbiamo nulla da perdere, ma solo da guadagnare, a
continuare a dare battaglia.
Come lavoratori direttamente coinvolti e come Cobas, continueremo a batterci senza tregua
per tutti i lavoratori ceduti, quelli licenziati e quelli rimasti in Comdata Care, perchè è per noi
inaccettabile che anche una sola persona possa, oggi o domani, perdere il proprio posto di
lavoro a causa di quella illecita e nefasta cessione avvenuta nel 2007


Serena Antonelli
Cobas del Lavoro Privato - Esecutivo Provinciale Roma.

giovedì 15 novembre 2012

Wind e il blocco della trattativa per la cessione della rete

E' di questi ultimi mesi la notizia che la Wind ha accantonato lo spin-off della rete (il ramo d’azienda Network Operations ndr), grazie ad un accordo che le ha dato la possibilità di intervenire sull’organizzazione del lavoro, nell’ottica del contenimento dei costi; in particolare la Wind ha potuto rivedere la struttura dei premi di risultato fino al 2017.

Tutto questo è stato possibile perchè i dipendenti del gruppo, dirigenti compresi, si sono presi carico di un sacrificio economico che ha consentito ai 1.600 lavoratori impiegati nella divisione Network Operations di Wind di non essere esternalizzati.
Allora io mi chiedo: i dipendenti Wind sono particolarmente sensibili, generosi e uniti o sono quelli di altre aziende particolarmente insensibili, egoisti e pecoroni?
 
Stringo la mano a tutti i dipendenti Wind per il coraggio, la propositività e la lungimiranza dimostrata.

Non stringo la mano ai sindacati, perché ancora non capisco come è possibile che usino pesi e misure diverse a seconda delle aziende con cui trattano e perché sistematicamente dimostrano che ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie Z.

Mi auguro che un fatto positivo come quello sopra illustrato possa essere di buon esempio per ogni singola coscienza.

La Regina

mercoledì 14 novembre 2012

Vodafone, in sei mesi perdite di 2,4 miliardi - Pesa svalutazione da 7,3 mld di euro su Italia e Spagna

Martedì 13 novembre 2012

Anche Vodafone deve fare i conti con la crisi.
Il semestre si è chiuso con una perdita da 2,4 miliardi di euro (1,97 miliardi di sterline) su cui pesa la maxi svalutazione da 7,3 miliardi di euro su Italia e Spagna «alla luce di una rivalutazione delle performance attese» nell'attuale contesto economico.

UTILE TRA 11,1 E 11,9 MLD. L'amministratore delegato Vittorio Colao è rimasto comunque ottimista sul futuro. Sono stati confermati i target e l'utile operativo per l'intero anno è atteso nella parte alta della forchetta prevista tra 11,1 e 11,9 miliardi di sterline.
Il free cash flow è invece atteso nella parte bassa tra 5,3-5,8 miliardi.

PUNTARE SU MERCATI EMERGENTI. «Restiamo molto positivi sulle opportunità a lungo termine e la nostra strategia per il 2015 riflette la nostra fiducia nel futuro».
Colao intende puntare sulla continua crescita dei dati e dei mercati emergenti, su un nuovo approccio strategico ai prezzi al consumo e accorpamento dei servizi in Europa, continui investimenti nella rete ad alta velocità e su forti rendimenti agli azionisti come priorità.

SCESI RICAVI DA SERVIZI. Intanto per l'esercizio in corso, il consiglio di amministrazione di Vodafone ha approvato un acconto al dividendo di 3,27 pence per azione (+7,2%) in linea con gli obiettivi.
Tornando ai risultati del semestre i ricavi da servizi del gruppo sono scesi a 20,2 miliardi di sterline (-0,4%), il margine operativo lordo a 6,6 miliardi (-11,7%).
L'utile operativo adjusted è di 6,2 miliardi (+2,2%) ma per effetto dell'impairment si riduce a 0,3 miliardi (-97%).
La crisi si fa sentire in tutto il Sud Europa e in Italia in particolare i ricavi da servizi sono scesi a 3.685 milioni di euro (-10,2%) «influenzati dal pesante impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile», si spiega in una nota, «dal contesto macro economico che ha determinato una minor propensione alla spesa, e dalla forte pressione competitiva».

SU BANDA LARGA. Crescono i ricavi da banda larga mobile e multimedia (+ 8,3%), sostenuti in particolare dall'aumento dei ricavi da Internet mobile (+43%).
Il margine operativo lordo si è contratto a 1.678 milioni di euro (-16% circa) e l'utile operativo è sceso a 860 milioni di euro (-29%).
Tra le tlc continua a far parlare di sé anche Telecom sulle attese per un possibile riassetto nell'azionariato dopo che il magnate egiziano Naguib Sawiris ha bussato alla porta del cda, disponibile ad investire attraverso un aumento di capitale riservato.
«Al momento non se ne vede la necessità», ha risposto l'ad Marco Patuano, ma questo non significa chiudere le porte a possibili investitori. Quanto all'operatore brasiliano Gvt, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe nelle mire di Sawiris, «sicuramente è un dossier da guardare. Gvt è un operatore di rete fissa e noi in Brasile abbiamo il secondo operatore di rete mobile», ha aggiunto Patuano.

Da: http://www.lettera43.it/economia/aziende/vodafone-in-sei-mesi-perdite-di-24-miliardi_4367572350.htm

Oh, ragazzi, le cose qui si mettono male! Tutta 'sta crisi di numeri così VF può licenziare altro personale, non reintegrare quello che ha vinto un contenzioso legale, chiudere la commessa Comdata così dispendiosa...e chi più ne ha più ne metta. Personalmente manderei a casa Colao & Co. Quanto costano i loro stipendi, le loro buonuscite, i loro rientri?
Cosa, cosaaaaa? Dite che è solo un bluff per dimostrare che la crisi economica impatta anche VF e che pertanto la stessa deve ottimizzare un costo? Come dite? L'ottimizzazione concerne il costo del personale? Beh, tutto può essere. Sono certa che nelle prossime puntate di questa soap opera la protagonista Vodafone - Forrester ci stupirà con altri colpi di scena. "Vodafone - Beautiful è tutta intorno a te!".

La Regina

 

mercoledì 7 novembre 2012

LICENZIAMENTI VODAFONE ITALIA PEGGIO DEI LICENZIAMENTI FIAT! IL 9 NOVEMBRE PRESIDIO DEI LICENZIATI VODAFONE ALL'AMBASCIATA BRITANNICA

COMUNICATO STAMPA

LICENZIAMENTI VODAFONE ITALIA PEGGIO DEI LICENZIAMENTI FIAT!
IL 9 NOVEMBRE PRESIDIO DEI LICENZIATI VODAFONE ALL'AMBASCIATA BRITANNICA.
Riparte la lotta dei 130 lavoratori Vodafone Italia licenziati loro e solo loro in quanto “colpevoli” di aver vinta una causa contro un'esternalizzazione dichiarata inefficace dalla magistratura che, di conseguenza, ne aveva ordinato il reintegro nella multinazionale inglese.
La prossima iniziativa avverrà Venerdì 9 Novembre, dalle 10 alle 12, sotto l'ambasciata britannica a Roma per denunciare all'opinione pubblica italiana ed europea l'assoluto soppruso che Vodafone Italia ha realizzato nei confronti di queste 130 persone, quasi tutte donne e molte appartenenti a categorie protette.
I lavoratori licenziati chiederanno che una propria delegazione sia ricevuta dalla rappresentanza diplomatica britannica per informarla circa l'atteggiamento perpetrato da Vodafone Italia nei confronti delle decisioni della Magistratura italiana, definite dalla signora in rosso “fatti gravi” ed “errati”, e che è arrivata a licenziare contra legem per eludere tali sentenze.
Nel Regno Unito un simile comportamento sarebbe stato condannato dalla magistratura inglese per OLTRAGGIO ALLA CORTE!
Del resto in questi giorni è sotto gli occhi di tutti il comportamento analogo (ma di portata minore) di Sergio Marchionne che giustamente ha suscitato forte sdegno da parte di numerose forze sociali, politiche e imprenditoriali fino alle ultime dichiarazioni di De Benedetti che ha affermato “Marchionne poteva fare come i nazisti: uno ogni dieci”.
Cosa aspettano le stesse forze sociali, politiche e imprenditoriali a condannare con altrettanto sdegno l'ancor più grave comportamento di Vodafone Italia? Che davvero licenzi dieci persone ogni reintegro?

lunedì 5 novembre 2012

INCONTRO TRIANGOLARE 18 OTTOBRE.....CGIL, CISL E UIL CI FANNO O CI SONO?

Sono di pochi giorni fa i resoconti inviati da Cgil e Cisl al personale Comdata Care circa il tavolo triangolare Vodafone/Comdata/OO.SS.

Oltre il cabaret offerto a Roma dal solito battibecco tra rappresentanti fistel e slc (questa volta sul fondamentale punto di chi ha inviato per prima il resoconto) e una necessarissima spiegazione del perchè una delle due non fosse presente a quell'incontro, altre sono le notizie che apparirebbero risibili se non fosse per la loro cruda drammaticità:

l'azienda Comdata Care ha aperto il confronto confermando la fusione per incorporazione in Comdata SPA, questa avverrà come da accordo del 25 maggio 2012 entro il 2014 e senza nessun vincolo al contenzioso legale (cosi come più volte nelle varie plenarie alcuni responsabili avevano dichiarato), ma solo successivamente alle opportune verifiche societarie e fiscali.

Insomma Comdata Care ha detto “la facciamo, ma solo dopo averne verificata, sia a livello societario che finanziario, la fattibilità”. E le OO.SS. ne hanno semplicemente preso atto, senza nulla ribattere! Si sentono davvero garantite da tale affermazione? I lavoratori davvero no.

Sul vincolo al contenzioso legale poi, dopo la lettera di Comdata del 21 giugno scorso in cui si leggeva che la fusione sarebbe avvenuta qualora “sia ritirata gran parte del contenzioso promosso”, anche Vodafone si esprime sul punto nelle memorie difensive prodotte per l'impugnativa dei licenziamenti scrivendo Non è infatti pensabile che un'azienda s'impegni ad acquisire tramite fusione un'altra società, ancorchè appartenente al proprio Gruppo, non sapendo quale sia il numero dei dipendenti che entreranno a far parte della incorporante. […] potenzialmente l'alea dei giudizi al momento interessa l'esistenza o meno di oltre 300 rapporti di lavoro su 914 lavoratori di Comdata Care. Da qui l'esigenza del reciproco abbandono del contenzioso”

Insomma, a scrivere che la fusione si farà senza alcun vincolo al contenzioso legale sono rimaste solo Cgil, Cisl e Uil.

La domanda sorge spontanea: ci fanno o ci sono?

Cgil, Cisl e Uil sono davvero così incapaci di intendere o fanno finta di esserlo per difendere gli interessi delle aziende e quindi anche i propri?

Una cosa è certa: i lavoratori imbecilli non sono!

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giovedì 1 novembre 2012

MARCHIONNE A LEZIONE DA VODAFONE: CHI PERDE LE CAUSE LICENZIA LA GENTE!

Ammesso che Marchionne ne avesse bisogno, c’è da dire che le LEZIONI d’arroganza di VODAFONE le ha imparate bene. Considerato anche che aveva insegnanti di sostegno di un certo spessore (in questo caso CISL e UIL), LA DECISIONE DI METTERE IN MOBILITA’ 19 PERSONE come risposta alla RIASSUNZIONE dei ordinata dai GIUDICI della CORTE di APPELLO rappresenta un elemento di gravità inaudita.

Vodafone ha fatto lo stesso licenziando prima 30 persone e in questi giorni altre 100 (attraverso la MOBILITA’) che avevano vinto le cause per il reintegro fatte contro la loro ESTERNALIZZAZIONE avvenuta ad altra società nel 2007.


E cosi’ mentre la classe politica cerca le soluzioni per sopravvivere a se stessa e le imprese continuano a saccheggiare le risorse pubbliche e a mettere in discussione i diritti e il salario, forti delle coperture che i sindacati concertativi gli danno, Vodafone ha deciso di eludere l'ordine della magistratura, ha deciso di ignorare le proteste dei suoi dipendeti, di rabbonire alcune forze politiche che hanno tentato di sostenere i lavoratori, ha deciso di mettere a tacere una parte della stampa e delle televisioni che provavano ad avvicinare i lavoratori e ha deciso di continuare il suo percorso nell'ILLEGALITA'!

Può una multinazionale inglese, ricca e senza problema alcuno di volumi di lavoro  fare il bello e cattivo tempo nel nostro Paese senza che nessuno abbia la volontà di fermarla?

Questo è ciò che è successo in questi ultimi mesi nell'indifferenza totale dello Stato e di tutti coloro che hanno preferito non calpestare i piedi della signora in rosso.

Davanti a tale arroganza le 130 persone, in gran maggioranza donne di 40 anni con bimbi piccoli e molti lavoratori appartenenti a categorie protette, hanno deciso di non arrendersi.

La lotta di queste 130 persone è, innanzitutto, una lotta contro l'illegalità, perchè sono ostinatamente convinte che nel nostro Paese, piaccia o no, la Legge deve essere rispettata da tutti, Vodafone compresa.

Non rispettare le sentenze se sfavorevoli e licenziare in modo discriminatorio è fuorilegge! E se anche si pensa che ormai la legge serva solo per essere rispettata dagli imbecilli, prima o poi capita che qualche imbecille si ribelli, con convinzione e determinazione, e alla fine abbia la meglio perchè stare nella legalità rende sempre più forti.

giovedì 25 ottobre 2012

GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA BELLA INCHIESTA


Finalmente un'INCHIESTA giornalistica esaustiva sul CASO VODAFONE andata in onda ieri sera 24/10 su rainews24.

 Il 18/10 altri 100 lavoratori, come pubblicato in precedenza, sono stati licenziati con il "criterio" ASSURDO E PERSECUTORIO: "IL TRIBUNALE ORDINA IL TUO REINTEGRO, VODAFONE TI LICENZIA". Con il benestare delle istituzioni che, salvo poche eccezioni che non hanno frenato le azioni della Vodafone, sono rimaste a guardare.
 
Dal minuto 10.25 il nostro caso descritto minuziosamente con intervista ai colleghi e ai nostri avvocati!!
 
 DA VEDERE
 

***** ATTENZIONE *****


L'INDIRIZZO EMAIL CI E' STATO CLONATO.

ABBIAMO GIA' SPORTO DENUNCIA ALLA POLIZIA POSTALE CHE, AVENDO ASCOLTATO ATTENZIONE DI COSA SI TRATTAVA, CI HA GARANTITO UN INTERVENTO IMMEDIATO ALLO SCOPO DI IDENTIFICARNE L'AUTORE E LIMITARE I DANNI.

SE IN QUESTI ULTIMI GIORNI CI AVETE SCRITTO O AVETE AVUTO COMUNICAZIONI VIA MAIL, SAPPIATE CHE POTREMMO NON ESSERE STATI NOI GLI INTERLOCUTORI CON CUI PENSAVATE DI PARLARE.

IL NUOVO INDIRIZZO E MAIL GIA' ATTIVO E' nuovocets@libero.it

martedì 16 ottobre 2012

Provincia di Roma e revoca contratto Vodafone

In queste ore, di oggi 16 ottobre, la Provincia di Roma sta deliberando, tramite sollecito al Presidente, la disdetta delle sim Vodafone in seguito a mancata revoca, da parte di Vodafone stessa, della procedura di mobilità per i 130 dipendenti della sede di Roma, il cui reintegro è stato stabilito da ben 2 sentenze dei giudici del Tribunale di Roma sez. Lavoro.

Confidiamo nella risolutezza delle nostre Istituzioni.

giovedì 11 ottobre 2012



LAVORATRICI VODAFONE SUL TETTO DEL CAMPIDOGLIO CONTRO LICENZIAMENTI VODAFONE

Il coraggio di combattere contro l'illegalità

Per chiedere la revoca dei licenziamenti e per denunciare il disprezzo per le leggi italiane dimostrato da Vodafone, 4 lavoratrici in procinto di essere licenziate, donne e mamme, sono salite sul tetto del Campidoglio, sede del Comune di Roma. Una di loro fino sulle impalcature per i lavori di ristrutturazione del palazzo. In allegato alcune foto dell'accaduto. Il Comune di Roma è stato a tutt'oggi tra le istituzioni che ha mostrato più sensibilità a sostegno di tale vertenza.

Nel 2007 Vodafone ha ceduto alla società Comdata un ramo d'azienda, esternalizzando ben 914 dipendenti in tutta Italia insieme ad alcuni dei servizi del call center. I dipendenti impugnano la cessione e ben tre sentenze danno loro ragione, l'ultima delle quali è dello scorso giugno. Il Tribunale del Lavoro di Roma ha giudicato inefficace l'esternalizzazione, ordinando il reintegro di 130 lavoratori che avevano presentato ricorso. Inizialmente Vodafone reintegra, dispensando però i dipendenti dall'andare a lavorare, e poi invia una lettera di licenziamento. Si tratta di una vera e propria ritorsione perché Vodafone è una società in florido bilancio (3,8 miliardi di utili), che recentemente ha persino assunto personale. Per di più le lettere di mobilità sono arrivate solamente ai lavoratori che avevano vinto il ricorso.


L'unica proposta avanzata dalla multinazionale inglese è stata la possibile riassunzione presso Comdata, azienda in perdita di 6,45 milioni di euro e con un debito finanziario complessivo di 65 milioni di euro, quando è evidente che è in Vodafone Italia che i posti di lavoro di queste persone hanno la massima tutela.


Davanti a tale proposta le 130 persone, in gran maggioranza donne di 40 anni con bimbi piccoli e molti lavoratori appartenenti a categorie protette, vengono costrette a scegliere tra perdere il lavoro o accettare di tornare nella malconcia azienda in cui erano finiti illecitamente, previa rinuncia tombale al contenzioso legale da loro intrapreso, con la consapevolezza di permettere così a Vodafone di aggirare definitivamente le sentenze e con esse gli obblighi derivanti dalle leggi italiane.

La lotta di queste 130 persone è, innanzitutto, una lotta contro l'illegalità, perchè sono ostinatamente convinte che nel nostro Paese, piaccia o no, la Legge deve essere rispettata da tutti, Vodafone compresa.
Giovedì 11 ottobre, in occasione dell'ultimo incontro per l'esame congiunto tra le parti sociali previsto dalla procedura di mobilità, i lavoratori saranno in presidio davanti la Regione Lazio dalla mattina per continuare la loro protesta.