sabato 30 gennaio 2010

Incontro Comdata Care Roma - In nome e per conto della SLC-CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC-CGIL

Il giorno 26 gennaio 2010 la Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud ha incontrato la Direzione del Personale di Comdata Care Roma per discutere delle problematiche riscontrate e segnalatele dalle lavoratrici e dai lavoratori del sito.


Formazione

La SLC-CGIL ha richiesto un resoconto sulla quantità di ore erogate per la formazione, sulle modalità di erogazione (affiancamento, aula, ecc.) e su quelle che l’Azienda intende erogare per il futuro.

Tale richiesta è motivata dal fatto che l’Azienda dichiara che la qualità del lavoro e la produttività del sito romano di Comdata Care risultano essere ancora insoddisfacenti.

La SLC CGIL ha, però, sottolineato che una formazione inadeguata (es.: reclami adsl) e procedure operative poco chiare (es.: inserimento dati carta di credito on line), unite ad una pressione eccessiva sui target, oltre al rischio di indurre eccessivo stress, non contribuiscono al miglioramento dei risultati, obiettivo che è interesse di tutti raggiungere.

A corollario di tutto ciò sono stati richiesti anche chiarimenti sul tipo di controllo che viene effettuato sulle lavorazioni degli operatori.

Riorganizzazione delle attività / Turnistica

La SLC CGIL ha richiesto uno schema più dettagliato delle attività attualmente svolte sul sito di Roma, a seguito delle ultime riorganizzazioni.

Ciò anche al fine di valutare, seppur in via sperimentale, una eventuale riorganizzazione dei turni in uscita (per il reparto “Credito”), e dei riposi del sabato (anche per il reparto “Reclami”), che portino un miglioramento alla qualità della vita di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del sito. Alla valutazione di questi ultimi verrebbe in ogni caso sottoposta qualsiasi eventuale proposta aziendale sul punto.

Sicurezza

• La SLC CGIL ha richiesto aggiornamenti all’Azienda in merito alle infiltrazioni d’acqua nel soffitto al terzo piano. A tale domanda, l’Azienda ha risposto che i lavori di coibentazione erano stati programmati per lunedì 25 gennaio u.s., ma la pioggia ha reso impossibile eseguirli. Appena le condizioni climatiche lo permetteranno, si provvederà.

• La SLC CGIL ha rimarcato, altresì, il disagio delle lavoratrici e dei lavoratori causato dal microclima aziendale, sottolineando la necessità di cercare soluzioni per apportarvi miglioramenti.

• Si è portato all’attenzione dell’Azienda anche l’assenza della pulizia dei bagni il sabato. Gli interventi di igiene devono essere garantiti anche in quel giorno, seppur in misura inferiore in rapporto al minor numero di presenze.

• Si è, inoltre, richiesto di aumentare i posti auto riservati ai dipendenti diversamente abili (portandoli almeno nuovamente a 4), anche in ragione dell’aumento del numero dei posti spettanti a Comdata Care.

• Infine, la SLC CGIL ha richiesto garanzie in ordine alla sicurezza degli applicativi. Si sono verificati troppi episodi in cui, ad un accesso di un nuovo operatore agli applicativi, veniva visualizzata automaticamente la password (seppur asteriscata) dell’operatore precedentemente collegato al PC. E’ interesse di tutti, anche della stessa Azienda, garantire la riservatezza dei dati.

FERIE

L’Azienda ha dichiarato che si apre la raccolta ferie per i mesi aprile/maggio con le seguenti condizioni:

• L’inserimento è previsto dal 28 gennaio al 6 febbraio e la rimodulazione entro il 18 febbraio.

• E’ possibile chiedere massimo una settimana, comprensiva dei riposi.

• Per il mese di marzo non è possibile chiedere ferie, data la coincidenza di questo periodo con la chiusura dell’anno fiscale del Cliente.

La SLC CGIL ha richiesto la possibilità di consentire l’inserimento delle richieste almeno fino al 10 febbraio.

Ha espresso, inoltre, la sua ferma contrarietà alla impossibilità di richiedere ferie nel mese di marzo. La stessa richiesta fu accolta dalle parti sindacali per lo scorso marzo 2009, a fronte di una contrattazione che portò ad aumentare al 10% la percentuale di approvazione rol per i primi 15 giorni del mese.

Inoltre, le parti sindacali valutarono che il mese non era particolarmente critico lo scorso anno, dal momento che la festività di Pasqua cadeva ad aprile inoltrato.

La condizione di quest’anno richiede, seppur in considerazione delle esigenze organizzative dell’Azienda, una soluzione almeno parzialmente differente. Si è richiesto, pertanto, di aprire la possibilità di richiesta ferie almeno per i giorni 29 – 30 e 31 marzo.

Inoltre, a fronte di questa limitazione della richiesta ferie nel mese di marzo, la SLC CGIL ha richiesto anche la disponibilità a riconoscere per tutti la festività del 1 maggio, peraltro coincidente con un sabato.

Su tutti questi punti l’Azienda si è riservata di effettuare le sue verifiche e dare riscontro alla parte sindacale già entro la settimana in corso.

Apprezziamo la disponibilità al dialogo e al confronto dimostrata dalla Direzione del Personale di Comdata Care Roma. Confidiamo che, nell’interesse generale, l’Azienda collabori alla risoluzione delle problematiche elencate e di quelle che potranno emergere in futuro, al fine di creare un clima lavorativo più disteso e motivato.


SEGRETERIA TERRITORIALE SLC CGIL ROMA SUD

FABRIZIO MICARELLI

lunedì 11 gennaio 2010

COLLEGHI DI C. CARE, VI RICORDA QUALCOSA???

MEDIASET: SCIOPERO 10 E 11 GENNAIO PER L'IMMINENTE CESSIONE RAMO D'AZIENDA

LA REPLICA DI MEDIASET

L'azienda rassicura tutti i propri dipendenti: il nuovo assetto delle attività di sartoria trucco e acconciatura non comporterà alcun effetto sull'occupazione nè tantomeno sulle condizioni retributive e contrattuali delle persone coinvolte. Infatti, tutti i lavoratori interessati avranno un posto di lavoro e, oltre a continuare ad operare per Mediaset, potranno sviluppare nuove opportunità professionali presso una società che, operando in ambito televisivo, teatrale e cinematografico, è specializzata nella fornitura di servizi per la realizzazione di trasmissioni televisive. Mediaset, più in generale, conferma la propria volontà di continuare ad investire in tutte le varie attività legate alla produzione televisiva, un'area strategica per il futuro dell'azienda.

E ora, scusate, vado a vomitare.

sabato 9 gennaio 2010

ESTERNALIZZAZIONI MEDIASET

Ora, io ADORO il Grande Fratello MA...
Se i dipendenti mediaset in sciopero contro l'esternalizzazione del settore Sartoria Trucco e Acconciatura riescono davvero a far saltare la puntata di lunedì 11, faccio il giro del mondo a piedi scalzi per decantarne l'audacia all'intera umanità e denunciare a ogni essere vivente LA VERGOGNA resa possibile dalla legge Maroni.

domenica 20 dicembre 2009

Comunicato Cobas- Resoconto dell'incontro del 15/12/09

Ciao a tutti.

Come molti di voi sapranno, lo scorso 15 Dicembre a Milano ha avuto luogo un incontro nazionale con l’Azienda vertente su due temi: Premio di risultato e Strong autentication.
L’Azienda ha aperto il confronto sviluppando una panoramica su tutte le criticita` incontrate dal gruppo Comdata e, di conseguenza, da tutte quante le aziende controllate.
Riguardo al premio di risultato, l’Azienda ha sottolineato come per Comdata Care l’indice EBITDA sia passato da un valore negativo ad un positivo +1,2%, registrato alla chiusura del bilancio dello scorso Giugno.
Tale trend di ripresa sarebbe stato riconfermato dalla chiusura dell’indice al primo trimestre di quest’anno, attestatosi al +1%. Malgrado la sottolineatura positiva, l’Azienda ha comunque evidenziato il fatto che, allo stato attuale, il bilancio risulta in perdita di 2.000.000 di Euro.
Dopo aver comunicato la volontà di non procedere piu` per vie unilaterali con percorsi di elargizione di bonus, l'Azienda ha specificato l'intenzione di considerare, quale target per erogare il pdr, il raggiungimento del 6,5% dell’ EBITDA.
Preso atto delle valutazioni dell'Azienda secondo le quali alcuni dei parametri che venivano presi in considerazione in Vodafone per il premio quali, ad esempio, qualità e produttività, si svuotano di contenuto in una società di contact center, e considerata la grande distanza attualmente presente tra l’indice posto quale obiettivo e quello attualmente raggiunto, abbiamo proposto all'Azienda, attraverso la nostra RSU, un ragionamento di percentuali a scalare in merito al premio di risultato.
In pratica abbiamo ipotizzato un sistema per il quale, al raggiungimento dell’indice del 6,5% venga elargito il 100% del pdr, mentre all’assestamento su percentuali inferiori venga erogato un premio corrispondente alla quota prodotta.
Dopo una riflessione in merito, l’Azienda e` addivenuta alla plausibilità di tale discorso e, dicendosi disposta seguire tale ragionamento, ha ipotizzato una scala di valori con una prima percentuale di ingresso del 3,5% dell’ EBITDA, percentuale alla quale verrebbe erogato1/3 del premio (circa 1000 euro), e poi man mano a salire sino al 6,5%.
Accogliamo favorevolmente l’apertura dell’Azienda a ragionare secondo questi parametri, ma, come specificato al tavolo, riteniamo che la prima quota d’ingresso sia ancora troppo alta rispetto allo standard attuale e che sia pertanto necessario riuscire a costruire un sistema che preveda un premio effettivamente raggiungibile gia` dal primo anno di un eventuale accordo.
Dal momento che il 31 Dicembre si chiudera` il 2° trimestre e che solo a quel punto potranno essere fatte proiezioni piu` attendibili sugli indici aziendali, abbiamo suggerito quanto poi si e` inteso fare, ovvero aspettare
Gennaio, anche perche` prima non ci sarebbe stato modo di vederci, per provare a strutturare una scala finale con premi realmente ricevibili dai lavoratori.
Ipotizzavamo ad esempio che, fissata la percentuale al 6,5% di EBITDA  per l'elargizione del 100% del pdr, si potrebbe considerare come prima soglia d'accesso all' 1/3 di detto premio, una percentuale che fosse
anch'essa 1/3 dell'obbiettivo finale, e quindi stabilire che raggiunta una soglia annua del 2,16% di edibta (e non come proposto dall'Azienda il 3.5%) si elargisca l'1/3 del premio totale, circa 1000 euro, e poi via via in
percentuale crescente sino al 100% del premio nel caso si raggiunga il 6,5%.

Riguardo la Strong autentication, abbiamo rimandato la discussione di questo punto, di particolare rilevanza per gli interessi aziendali, ad una fase in cui si discuta dati alla mano ed in maniera approfondita del pdr.

Coordinamento Cobas Comdata Care

giovedì 17 dicembre 2009

Renault condannata per suicidio dipendente

PARIGI - La Renault è stata condannata per il suicidio di un suo ingegnere. Antonio B. è stato ucciso dall'eccessivo stress lavorativo. Tre suoi colleghi del centro progettazione della casa automobilistica si sono tolti la vita. Dopo i recenti suicidi per i tagli al personale della France Telecom, la sentenza sulla causa intentata dalla vedova dell'ingegnere della Renault potrebbe aprire la strada a una serie di procedimenti contro le aziende che impongono ritmi di lavoro troppo duri. "Spero che sia un segnale forte per tutte quelle imprese che sacrificano ogni cosa sull'altare del profitto", ha commentata la moglie di Antonio B.




Da Citroen a France Telecom, sono numerose le grandi imprese francesi che negli ultimi mesi sono state accusate dai sindacati di aver indirettamente spinto al suicidio alcuni dei propri dipendenti, con sistemi manageriali aggressivi o trattamenti degradanti. E ora potrebbero essere trascinati in tribunale dalle famiglie.



Antonio B. aveva 39 anni, una moglie e un figlio. Il 20 ottobre 2006 si gettò dal quinto piano del Centro tecnologico della Reanult di Guyancourt, alle porte di Parigi. "Per raggiungere gli obiettivi che gli avevano fissato - ricorda la vedova, Sylvie - mio marito lavorava tutte le sere, tutte le notti, tutti i weekend. Negli ultimi mesi dormiva solo due ore per notte e mi diceva continuamente che comunque non sarebbe mai riuscito a raggiungere gli obiettivi dell'azienda". Anche i colleghi della vittima erano preoccupati. Ricordano che Antonio era "inquieto e ansioso, ed era anche dimagrito", come è scritto nella sentenza, ma i superiori "non avvertirono il medico del lavoro".



Nel 2007 già la Cassa primaria di assistenza sanitaria dell'Hauts-de-Seine aveva riconosciuto il suicidio di Antonio B. come "incidente sul lavoro". Ora la sentenza del tribunale di sicurezza sociale (Tass) di Nanterre, secondo cui "la Renault avrebbe dovuto essere consapevole del pericolo al quale il dipendente era esposto". "Una negligenza ingiustificabile", scrivono i giudici che hanno fissato la massima indennità per la vedova e il figlio, ancora minorenne.



Renault ha un mese di tempo per presentare ricorso: "Esamineremo in dettaglio il dossier", dicono i legali della casa automobilistica. Ma la serie preoccupante di suicidi ha già spinto l'azienda a riorganizzare radicalmente i propri centri ingegneristici, riducendo l'orario di lavoro e istruendo il personale su come individuare i colleghi in difficoltà. Lo stesso amministratore delegato Carlos Ghosn, durante un'assemblea generale, ha ammesso che tra i dipendenti di Guyancourt si registravano "tensioni oggettivamente molto forti" e che sarebbe necessario "identificare le situazioni nelle quali i collaboratori sono lasciati soli di fronte ai problemi".

lunedì 14 dicembre 2009

COMUNICATO SINDACALE: Risultati votazione ipotesi di accordo per rinnovo CCNL

Roma, 11 Dicembre 2009

Al termine delle assemblee sui luoghi di lavoro e relative votazioni, i risultati a livello nazionale sono i seguenti:

Votanti: 23.897

Favorevoli: 20766 (86,9%)

Contrari: 2748 (11,5%)

Astenuti/Nulle: 383 (1,6%)


Pertanto l’ipotesi, come già preannunciato, si intende sciolta positivamente.

Ovviamente dovremmo lavorare per analizzare i diversi risultati e le legittime contrarietà di chi ha votato contro, così come dovremmo continuare a portare avanti le nostre battaglie su appalti, clausole sociali, ecc.

Infine una semplice constatazione rispetto a chi (UGL) – non avendo fatto neanche un’assemblea e avendo come al solito firmato un testo di accordo “fotocopia” di quello sudato e contrattato da CGIL CISL e UIL – si vanta di aver sciolto positivamente la riserva in contemporanea a noi.

Prendersi i meriti di un lavoro non fatto, sciogliere un’ipotesi senza aver fatto neanche un’assemblea, è un atteggiamento che squalifica chi lo porta avanti ed è una beffa per le tante lavoratrici e lavoratori del settore.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

domenica 13 dicembre 2009

Campagna nazionale contro le delocalizzazioni

Premessa

Il settore delle TLC continua a rappresentare nel Paese un settore ricco e non in particolare difficoltà, con margini di fatturato ampi (il primo semestre 2009 si è chiuso con una crescita del + 1%; dati Confindustria) e con una liquidità mediamente alta. Eppure come SLC-CGIL denunciamo oggi pubblicamente il comportamento delle grandi aziende (Telecom, Vodafone, Wind, H3G, Fastweb, BT Italia, SKY) in materia di esternalizzazioni e delocalizzazioni. Un comportamento sbagliato ed ingiusto, che recherà danni all’occupazione e – più in generale – alla qualità del settore.
In particolare, dopo una sommaria indagine e uno studio sui principali contratti commerciali in essere e in via di definizione, è evidente la scelta dei principali operatori (scelta inedita per quantità e qualità), di avviare nei prossimi mesi un processo massiccio di delocalizzazione di attività oggi lavorate in Italia. Una delocalizzazione verso quei paesi (Tunisia, Albania, Romania in particolare) cui costo del lavoro è pari circa ad un quarto di quello italiano.
Inutile dire che tali lavoratori, in quei paesi, sono oggi privi di tutele collettive anche lontanamente paragonabili alle nostre, di un Contratto Collettivo Nazionale con minimi salariali dignitosi. E che in molti casi non vi sono quelle libertà sindacali minime come definite dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).
Nello specifico, solo analizzando le politiche di delocalizzazione avviate dalle sette aziende sovra
indicate, riteniamo siano a rischio nel breve periodo (anno 2010) circa tre/quattro mila posti di lavoro, con evidente sottrazione di volumi di attività all’intera filiera delle TLC.
Ed il tutto esclusivamente per aumentare gli attuali profitti a vantaggio degli azionisti, come risposta ad un calo dei guadagni, in un settore che genera comunque profitti e liquidità.
In particolare come SLC-CGIL denunciamo una politica non solo di esternalizzazioni di attività verso imprese di outsourcing italiane (Comdata, Almaviva, Teleperformance, E-Care, ecc.), ma - tramite subappalto delle stesse - verso aziende oggi operanti in Romania, Albania, Tunisia, Turchia, Sud America.
Una scelta questa sbagliata socialmente e industrialmente, in contraddizione con la produzione
normativa dell’Autorita Garante per la Comunicazione (AGCOM) che, anche ultimamente, ha sottolineato l’esigenza di una maggiore trasparenza, una maggiore responsabilità delle imprese titolari di licenza, una maggiore attenzione alla qualità verso i consumatori (si veda per tutte la delibera n. 79/09).
Una scelta sbagliata socialmente in sé ma che si colloca oggi in un momento di difficoltà dell’economia nazionale con una delle più gravi crisi occupazionali degli ultimi decenni: il sistema delle imprese (soprattutto quelle che si basano su servizi avanzati, sulla capacità commerciale di fornire soluzioni personalizzate, ecc.) dovrebbe salvaguardare i livelli occupazionali, eventualmente ripensando le politiche di esternalizzazione di volumi di attività, non certo incoraggiandole.
Una scelta sbagliata industrialmente, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni: le aziende oggi vanno delocalizzando la “gestione” dei clienti di fascia bassa e media, limitandosi alla gestione in house dei clienti top e a maggior capacità di spesa.
Poiché però il futuro del settore sarà sempre più dipendente dalla capacità di “alfabetizzare” all’uso delle tecnologie di comunicazione (sia fissa che mobile) fasce sempre più ampie della popolazione, con la trasformazione degli attuali terminali in veri e propri “portali” (per comunicare, fare impresa, qualificare il tempo libero), rinunciare all’evoluzione dei consumatori medi in possibili “fruitori alti” di nuovi servizi e applicazioni, significa rinunciare alla crescita di nuovi e più avanzati modelli di consumo.
In Italia infatti occorre accompagnare un mercato ancora oggi ancorato sulla fonia, verso una maggiore capacità di utilizzo convergente degli apparati (dalla banda larga in mobilità, alla “casa e all’impresa digitale”, ecc.). Mettere “fuori” i clienti di fascia media (chiamati nei modi più diversi: 4 stelle, Silver, ecc.) vuol dire ridursi i propri margini di crescita.
Soprattutto vuol dire una minore personalizzazione del servizio, una peggiore qualità nella gestione del contatto, una minore capacità di commercializzazione. Tutto questo con buona pace del cliente e delle sue prerogative.

Esternalizzazione di attività: una politica che è fallita.

Oggi la discussione nel settore dovrebbe essere indirizzata in senso contrario: la politica seguita in materia di esternalizzazioni è – piaccia o no – fallita.
E’ fallita la strategia di esternalizzare le attività in Telecom Italia (la madre di tutte le “esternalizzazioni”): non vi è stata alcuna specializzazione produttiva, alcuna valorizzazione dell’occupazione ceduta. Non solo la qualità del servizio non è migliorata; non solo il rapporto costi/benefici si è dimostrato incongruente; non solo centinaia di cause legali hanno dimostrato anche la mancanza, in diversi casi, delle condizioni organizzative minime, ma le centinaia di posti di lavoro persi e la fragilità delle nuove imprese sono lì a dimostrare che il settore non è cresciuto andando in quella direzione.
E questo non riguarda solo Telecom: le difficoltà di aziende come Omnia, Agile, Phonemedia, Comdata, Almaviva e la stessa politica portata avanti da Teleperformance, E-care e Transcom (per non considerare la situazione delle imprese che operano negli appalti della rete) sono a dimostrare che la cessione di lavoratori ed attività (anche quando contrattata con buone clausole sociali e con buoni accordi) non risolve il problema di un settore che non ha ancora sviluppato una responsabilità sociale diffusa, una cultura della qualità e degli investimenti omogenea, una pratica relazione e sindacale in grado di tutelare l’intera filiera con regole uguali per tutti.
Lo scandalo delle imprese che riducono la forza lavoro ed intanto esternalizzano e delocalizzano.
Vi è poi uno “scandalo nello scandalo”. Da un lato assistiamo da parte di queste aziende (Telecom, H3G, BT) ad una politica di riduzione dei livelli occupazionali interni (tramite contratti di solidarietà, cassa integrazione, mobilità incentivata, ecc.) con forti sacrifici da parte dei lavoratori più sindacalizzati; dall’altra vi è una politica di sistematica riduzione di attività fino ad oggi lavorate in casa (per esempio di Telecom) su cui potrebbero essere riconvertiti gli esuberi dichiarati.
Per di più secondo un modello che “stressa” le imprese di outsourcing con politiche sugli appalti basati al massimo ribasso, tanto da rendere difficile anche la stessa tenuta occupazionale negli outsourcing che sono - quindi - “invitati” a sub appaltare all’estero.
Insomma, siamo alle prese con una vera e propria strategia che rischia di:

a- ridurre le attività lavorate internamente dalle grandi aziende, riducendo i livelli occupazionali
interni ed impedendo possibili riconversioni degli attuali occupati;
b- “stressare” con gare al massimo ribasso anche la parte finale della filiera, con outsourcing sempre più ridotti a divenire stazioni appaltanti di altre aziende (con fenomeni di sub appalto, che fanno perdere poi “le tracce” delle stesse attività di customer);
c- incentivare la delocalizzazione di attività a forte valore aggiunto, verso paesi dove le condizioni dei lavoratori sono drammatiche.

Il tutto per aumentare i margini di profitto, con grande danno verso tutti: i lavoratori dipendenti delle grandi aziende, i lavoratori degli outsourcing, i clienti finali (cui dati vengono lavorati presso aziende estere, con buona pace della qualità, della trasparenza, della tutela della privacy).
E questo in un momento di difficoltà del sistema paese, con centinaia di migliaia di disoccupati in più.

La nostre proposte

Per questo come SLC-CGIL ci mobiliteremo sia a livello di singola azienda (con comunicati e percorsi specifici) che di settore. In particolare per chiedere alle imprese, a ASSTEL, al Governo:
- una moratoria contro ogni delocalizzazione di attività di customer care e di lavorazioni di back
office;
- il rispetto delle Delibere Agcom per noi, nei fatti, svuotate di senso dall’attuale politica degli
appalti e dei sub appalti, a partire dalla delibera n. 79/09;
- un intervento di sostegno fiscale straordinario (soprattutto al Sud) mirato ai call center e più in
generale alle aziende labour intensive;
- la definizione di un Avviso Comune che riconosca il valore della riconversione professionale
dei lavoratori come prima vera tutela occupazionale, che recepisca clausole sociali chiare
per l’assegnazione/cambio di appalti salvaguardando i livelli salariali, che sancisca tutele
occupazionali minime in caso di cessione, che preveda la costituzione di un Osservatorio
nazionale sulle attività in appalto, al fine di seguire le catene produttive in tutte le diverse aziende.
Osservatorio che potrebbe predisporre un Capitolato generale di appalto ”tipo” che si basi su
responsabilità in solido delle imprese e parità di trattamenti economici e normativi tra lavoratori in house e lavoratori in appalto. Questo per distinguere tra vere operazioni di “specializzazione
produttiva” e mere operazioni di contenimento di costi/licenziamenti.
Documento a cura di Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale SLC-CGIL

Il quadro ad oggi, le stime per il 2010

Premessa

Il presente rapporto è frutto di un vero e proprio lavoro “investigativo” operato da diversi delegati sindacali che operano nelle varie aziende di TLC. Un ringraziamento va inoltre alle compagne e compagni coordinatori regionali di SLC-CGIL responsabili delle tlc per il loro contributo.
Diversi operatori sono stati inoltre contattati informalmente, anche tramite l’assistenza dei sindacati locali operanti nei diversi paesi. Purtroppo non è possibile dire con precisione quanti siano oggi i lavoratori che operano per aziende italiane e già questo testimonia della mancanza di trasparenza e delle difficoltà di una azione a livello di settore.
Ovviamente quanto le aziende stanno facendo - per quanto ci risulta - non è illegale e per tanto il loro comportamento, anche se venisse provato per quantità e qualità quanto denunciato, è pienamente legittimo (per di più la maggior parte delle attività non sono date in appalto direttamente dalle grandi aziende -con l’eccezione di H3G- ma risultano sub appalti dei fornitori italiani).
Un comportamento legittimo da un punto di vista legale quindi, meno – per noi – da un punto di vista sindacale, politico ed etico.
Chiariamo ciò in quanto riteniamo che sul tema tutti devono essere chiamati a fare la propria parte: le aziende in primo luogo (ovviamente), il Governo (soprattutto in un momento di così evidente difficoltà occupazionale per il Paese), la stessa Confindustria.

Situazione a fine ottobre 2009

Wind: l’azienda di proprietà dell’egiziano Sawiris ha annunciato l’avvio in Romania e in Albania (tramite specifiche aziende) di alcune centinaia di postazioni (per un equivalente di almeno 300-400 lavoratori).
Al riguardo dirigenti di imprese rumene sono già in Italia per lo studio degli applicativi e dei sistemi informatici (in particolare nel centro di Pozzuoli).
H3G: l’azienda guidata dal dott. Novari già oggi lavora in outsourcing circa la metà delle chiamate e delle pratiche amministrative (in particolare nel Sud Italia e all’estero) con contratti commerciali in essere con aziende operanti a Tirana, Bucarest, Tunisi per un totale di 400 operatori. L’azienda ha comunicato nel corso di un recente incontro con i sindacati che intende lavorare in house esclusivamente i clienti a “5 stelle”, implementando le attività da dare in appalto, estero compreso. Al momento sono in corso trattative per portare ad almeno 600 la forza lavoro estera (sviluppo in Argentina).
BT: la catena del sub appalto è quanto mai complessa da ricostruire. Attualmente servizi di assistenza per BT sono svolti in Romania e in Albania (per una stima prudenziale di 100 operatori circa).
VODAFONE/TELE 2: tramite i suoi principali fornitori (Comdata, Comdata Care, E-Care,
Transcom, ecc.) sono già operanti sub appalti in Romania per circa 300 lavoratori. In corso di definizione sono inoltre operazioni di sub appalto in Albania.
TELECOM: una stima di massima identifica in almeno 500-600 i lavoratori che opereranno per
l’azienda in Tunisia (dove sono già iniziate le selezioni del personale), Albania, Romania, Turchia,
Argentina.
FASTWEB: diverse attività in sub appalto sono attualmente lavorate in Albania e Romania, anche se per soli picchi produttivi da parte di fornitori.

giovedì 26 novembre 2009

In nome e per conto della Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC CGIL

Buonasera a tutte le colleghe e a tutti i colleghi,
Vi informiamo che la Segreteria Territoriale SLC CGIL Roma Sud ha richiesto formalmente un incontro all’Azienda per approfondire le ultime vicende che hanno interessato, in particolare, il sito di Roma.
Vi daremo dettagli sulla data e sull’esito dell’incontro.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le colleghe ed i colleghi chei eri si sono rivolti alla SLC-CGIL per avere informazioni, per chiedere supporto per problematiche inerenti la loro attività lavorativa o per esporre le difficoltà ed i problemi emersi nel nostro sito.
Daremo a tutti sollecito riscontro.
Vi ricordiamo che la SLC-CGIL sarà a disposizione di tutte/i noi anche il prossimo martedì 1 dicembre. Troverete in bacheca dettagli sugli orari.
Vi forniamo, altresì, i risultati delle votazioni in Comdata Care sul rinnovo del CCNL delle Telecomunicazioni:

Votanti 442
Favorevoli 330
Contrari 92
Astenuti 20

Appena verremo in possesso dei dati nazionali definitivi sulle votazioni, vene daremo pronta comunicazione.
Ricordiamo a tutti che potete far riferimento al Comitato degli Iscritti SLCCGIL, i cui nomi e relativi contatti sono esposti in bacheca, per tutte le richieste ed informazioni di cui possiate avere bisogno.

Comitato degli Iscritti SLC-CGIL

martedì 24 novembre 2009

Esiti delle votazioni sul CCNL delle Telecomunicazioni per i siti di Comdata Care

Roma:

Votanti 91
Favorevoli 59
Contrari 24
Astenuti 8

Milano:

Votanti 58
Favorevoli 34
Contrari 15
Astenuti 9

Ivrea:
Votanti 139
Favorevoli 125
Contrari 13
Astenuti 1

Padova:
Votanti 89
Favorevoli 83
Contrari 4
Astenuti 2

domenica 22 novembre 2009

Cobas La Spezia

Ciao siamo i cobas di La Spezia abbiamo aperto un blog ci farebbe piacere mettere il link nel vostro.
l'indirizzo è http://cobaspezia.wordpress.com/
Mai come in questo momento l'unione ci può dare la forza per lottare.
Sperando di riuscire a dare il nostro contributo cogliamo l'occasione per salutarvi.

lunedì 16 novembre 2009

RINNOVO CCNL TELECOMUNICAZIONI: A SVANTAGGIO DEL LAVORATORE A VANTAGGIO DEL PADRONE!

È stata siglata da qualche giorno l'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL delle Telecomunicazioni, che dovrà ora passare al vaglio dei Lavoratori per essere approvato.
I firmatari di questa ipotesi, Aziende e CGIL-CISL e UIL, ovviamente ne hanno già detto tutto il bene, noi vi riportiamo la nostra analisi.
Ci soffermeremo su pochi punti, lasciando l'analisi approfondita allo schema di raffronto che alleghiamo.
Il primo è la parte economica, il famoso sbandierato aumento di 129 euro che sarebbe gia` di per sè inadeguato alla crescita dell'inflazione, ma vediamo che in realtà questo aumento è molto inferiore.
Partendo la prima tranche di aumento solo il 1 gennaio 2010, a fronte di 1548 euro perse (129 X 12) ci hanno dato questa una tantum di 585 euro per coprire tutto l'anno 2009 in cui non abbiamo preso niente; dal 01/01/2010 sino al 01/06/2010 avremo 45 euro (quindi, 45 X 5 = 225 euro); dal 01/06/2010 sino al 01/06/2011 avremo 79 euro (quindi, 34 X 12 = 948 euro); dal 01/06/2011 sino al 31/12/2011 avremo 129 euro (quindi, 50 X 7 = 903 euro).
Avremo, di conseguenza, che nei 36 mesi che compongono il triennio economico 2009-2011 intaschiamo un totale di: 585 + 225 + 948 + 903 = 2661 euro che, diviso 36 mesi, fa la bellezza di una media mensile di aumento per il triennio economico 2009-2011 di 73,92 euro! (A fronte di un'offerta di confindustria di 117 euro!).
Un'altra osservazione riguarda la prontezza con la quale cgil-cisl e uil sono andati incontro ad una delle esigenze delle aziende, ma tanta solerzia non hanno dimostrato nei confronti dei Lavoratori. Le aziende avevano qualche piccolo "fastidio" con la questione della comunicazione della malattia tempestivamente ed entro il primo giorno di malattia. I sindacati confederali non hanno perso tempo e si sono subito messi a disposizione cambiando la terminologia: ora la malattia va comunicata tempestivamente prima dell'inizio del turno di lavoro (quello che Comdata Care diceva che era già regola, ma che evidentemente era solo una interpretazione a proprio uso e consumo, che ora grazie a cgil-cisl e uil diventà realtà).
C'era poi un'altra questione che invece crea delle difficoltà a noi: sempre con interpretazione a proprio uso e consumo, la regola secondo la quale le aziende devono evitare di mettere i riposi coincidenti con i festivi, viene aggirata mettendo il giorno di libertà (e non il riposo) coincidente con il festivo, in pratica quello che regolarmente fa Comdata Care con noi. In questo modo, senza l'RC che avevamo in Vodafone, l'azienda ruba i nostri giorni festivi, quelli che la legge ci riconosce. Chissà come mai i sindacati non si sono affrettati a mettere anche a nostro favore una postilla, tipo: né il riposo né la libertà deve coincidere col giorno festivo.
Lasciamo l'approfondimento di tutti gli altri punti allo schema da noi prodotto e ad un comunicato che vi gireremo noi COBAS di seguito della RSU Cgil-Cisl e Uil di Vodafone Bologna, perché a volte ancora capita che qualche RSU, anche se Confederale, fa gli interessi e rappresenta i Lavoratori, e non le proprie Segreterie Nazionali!
Purtroppo i rinnovi di CCNL passano spesso per l'approvazione dei Lavoratori di tante aziende in cui semplicemente Aziende e Sindacati Confederali sono bene attenti affinché questi non si ascoltino mai le due campane, ma solo quella che loro suonano all'unisono.
Noi abbiamo il vantaggio di poter ascoltare tutte le letture del documento, e pertanto il dovere morale di costituirci una nostra idea e votare con coscienza rispetto allo stesso. Le persone che compongono questo coordinamento, a seguito di una attenta analisi, non potranno che esprimere il loro fermo NO!

I MOTIVI DEL NO A QUESTO DANNOSO CCNL

Questo comunicato e' a firma dei delegati di tutte le sigle (RSU Cgil Cisl e Uil) di Vodafone Bologna, quindi e’ ovvio che non e’un ragionamento fatto per partito preso; a voi per opportuna conoscenza:

Ciao,
come gia’ anticipato nella mail di qualche giorno fa e` stata firmata l`ipotesi di rinnovo del CCNL del nostro settore (telecomunicazioni) dalle Segreterie Nazionali Slc, Fistel e Uilcom.

Si terranno le assemblee di dibattito su questa importante fase e ognuno di noi sara’ quindi chiamato ad esprimersi con un si o con un no su questa ipotesi.
Dopo aver dato il tempo di leggere integralmente i testi crediamo sia importante fornire - sempre testi alla mano -anche una analisi come Rsu sul merito delle modifiche e delle novita’ sottoscritte e su cosa e` questo rinnovo piu’ nel dettaglio.

1. ESTERNALIZZAZIONI, APPALTI E CESSIONI DI RAMO D’AZIENDA.
Se facessimo un sondaggio tra tutti i dipendenti del settore, tra i dipendenti di Vodafone Italia, di tutti i reparti, dalle vendite, alla rete al call center, verrebbe fuori che la preoccupazione e il problema che piu` pesantemente condiziona la vita lavorativa di tutti noi e` la paura di perdere il nostro lavoro, un buon lavoro, garantito e stabile.
Su questo punto, art. 53 del CCNL, memori anche di cio` che ha riguardato centinaia di nostri ex-colleghi di Vodafone (oltre a tanti altri lavoratori di altre aziende, come Telecom, Wind, etc.), si erano concentrate le maggiori aspettative di tutti noi e alcune importanti promesse delle Organizzazioni Sindacali,
E` amaro doverlo constatare, ma su questo punto fondamentale non c’e’ alcuna novita’.
Di fronte a certe malaugurate possibilita’ i lavoratori sono scoperti come prima, se non addirittura maggiormente se si considera la rapidita’ di sviluppo del settore delle telecomunicazioni e i repentini cambiamenti produttivi e organizzativi che questa determina.
Quindi, non essendoci verosimilmente la possibilita’ di modifiche dell’attuale quadro legislativo in materia, era proprio (ed unicamente) nel Contratto Nazionale che si sarebbe dovuto intervenire!

2. INQUADRAMENTO AL 2^ LIVELLO PER NEO ASSUNTI
Il punto delle esternalizzazioni fa il paio con la novita`, anche questa purtroppo peggiorativa, dell’inquadramento al II Livello (secondo) dei neo assunti; il CCNL che si poneva come obiettivo quello di innalzare il livello generale di diritti e salari dell’intero settore, per impedire che le aziende potessero avere convenienza a portare il lavoro li` dove costa meno, va invece esattamente nella direzione opposta: sara` infatti possibile assumere lavoratori di call center al II livello pagandoli, quindi, ancora meno di quelli attuali, mettendo in questo modo, loro in condizioni salariali precarie ed esponendo noi ad un costante rischio e ricatto occupazionale.
Il risultato che ne deriva e’ un trascinamento verso il basso delle condizioni economiche delle singole persone, delle loro famiglie e dell’abbassamento della qualita’ del lavoro e dei servizi offerti.
Se ne evince, infine, che quello sopra descritto diviene un rischio per tutti.

3. SALARIO
Nel settore delle telecomunicazioni c`e` un grave problema legato a stipendi e salari. Parliamo di dipendenti di aziende di un settore che, tra l`altro, non ha neanche risentito, a differenza di tutti gli altri, della crisi economica (per stessa ammissione del managment).
Purtroppo rinnoviamo a 129 euro LORDI per i prossimi 3 anni, per chi fa 8 ore (quindi da riproporzionare per i part-time), divisi in tre tranche (45, 34 e 50 euro), mentre la volta scorsa il Contratto stabili’ un aumento di 94 euro per 2 anni (siamo quindi, decisamente, addirittura sotto al precedente rinnovo). Per il periodo di “vacanza contrattuale” verra’ erogata (ma in due tranches e a partire dal mese di gennaio…) la somma di 585 euro al V liv. (pero’ questa volta da riproporzionare per i lav. part time).

4. MALATTIA INFORTUNI ASSENZA
Si scrive che “il lavoratore impossibilitato a presentarsi in servizio a causa della malattia deve darne avviso tempestivamente all`azienda entro il primo giorno, di norma, in anticipo rispetto all`inizio del proprio orario/turno di lavoro” quando, nel precedente CCNL, vi era soltanto “tempestivamente entro il primo giorno”.
Quindi, quando si ha un turno di mattina (es 8-14) si dovra’ chiamare prima delle 8, mentre fino ad oggi era previsto che si potesse chiamare entro la giornata di assenza.
Se dovesse accadere, ad esempio, di non aver dormito, di essere stati male, di dover andare con urgenza in farmacia o al pronto soccorso o anche solo di non riuscire a mettersi in contatto col responsabile di turno, si sara’ passibili di contestazione disciplinare perche’ solo successivamente sara’ possibile fornire le giustificazioni per tale ritardo e saranno considerate valide solo per “comprovati motivi di carattere eccezionale”; nel frattempo l’azienda pero’ puo’ gia’ avere avviato l’iter di contestazione disciplinare.

5. V (quinto) LIVELLO SUPER
E` stato previsto un nuovo livello inquadramentale tra il 5^ e il 6^.
Questo determinera’ per chi ha intenzioni avanzare professionalmente di dovere passare attraverso un nuovo livello (il quinto super, appunto) che ha mansioni similari a quello del sesto ma una paga di poco superiore a quelli del quinto: diventera`, quindi, piu` difficile passare al VI livello.
Chi e’ gia’ VI livello potra’ trovarsi, invece, in posizioni scomode determinate dal fatto di percepire una paga piu` alta del V super, ma avendo competenze smilari.
Abbiamo la possibilita` di scegliere e decidere se questo e` il Contratto che volevamo e sul quale ci eravamo impegnati.
Abbiamo, in qualita’ di lavoratori dipendenti, la responsabilità e il diritto/dovere di dire - anche al sindacato - se e` questo il Contratto che ci serve e che realmente ci tutela.
E’ attraverso confronti veri e onesti che il legame che ci unisce al Sindacato stesso, si rafforza, Sindacato che senza la nostra attenzione, la nostra spinta, le nostre critiche e anche i nostri NO, difficilmente sara` portato a produrre scelte migliorative.

Vi giriamo per conoscenza i risultati definitivi della consultazione tenutesi sul rinnovo del Ccnl Tlc dove sono state esposte TUTTE le posizioni in campo, crediamo che questa cosa andrebbe fatta in tutti i posti di lavoro per dare a tutti una reale possibilita` di informazione e scelta.
Hanno presieduto e partecipato allo spoglio, aperto a tutti:
Umberto Manaresi (come Presidente di seggio)
e i colleghi Tiziana Tuffanelli, Paolino Dilettuso, Stefano Sabbioni, Monica Casciaro e i funzionari territoriali di slc e uilcom.

Totale Votanti 190

No 158 (81+77) 83,2%
Si 29 (17 +12) 15,2%
Bianche 3 (3+0) 1,6%


RSU Cgil Cisl e Uil
Vodafone Bologna

martedì 10 novembre 2009

COMDATA CARE: L’AZIENDA RISPETTI GLI ACCORDI.

Roma, 9 novembre 2009

Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL denunciano il processo di delocalizzazione attuato da Comdata Care e su cui si hanno oramai prove palesi; questa scelta miope e irresponsabile mette seriamente a rischio i livelli occupazionali in Italia, pregiudicando anche la qualità del servizio offerto.
Tale scelta e' grave in sé e rappresenta una palese violazione dell'accordo siglato al momento della cessione, chiamando in causa anche la responsabilità di Vodafone e di tutto il gruppo COMDATA.
Comdata Care, forse non ricorda cosa ha sottoscritto solo due anni fa al Ministero ?
Proviamo a ricordarlo noi : "il contratto di servizio tra Vodafone Italia e Comdata Spa potrà essere rinnovato e non prevede il ricorso al sub-appalto per l'esecuzione delle attività oggetto del trasferimento".
Il paradosso che tutto ciò avviene per di più in un momento in cui Comdata Care chiede alle proprie lavoratrici e ai propri lavoratori una maggiore produttività e più attenzione alla qualità; ci chiediamo, quindi come ciò possa conciliarsi con una scelta finalizzata solo al mero risparmio sui costi .
Insomma al danno anche la beffa !
Vista la gravità della situazione riteniamo urgente e indispensabile la convocazione del tavolo triangolare Sindacato-Vodafone-Comdata Care, previsto dall'accordo di cessione.
In quell’occasione chiederemo di interrompere ogni processo di sub appalto e delocalizzazione e di avviare un piano di sviluppo di Comdata Care.
Anche il committente deve infatti assumersi tutte le proprie responsabilità sulla vicenda.
Se oltre a non voler riconoscere il contributo dei lavoratori con un PDR realmente raggiungibile, l’attuale direzione di Comdata Care pensa anche di venir meno agli impegni presi, come Sindacato agiremo allora in tutte le sedi sia vertenziali che legali.


Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

domenica 8 novembre 2009

Comunicazione Aziendale Comdata Care

Milano, 26 ottobre 2009

Ci preme condividere con tutti i dipendenti di Comdata Care che la sofferenza globale del mercato del lavoro in particolare nel settore delle Telecomunicazioni tuttora persiste; inoltre, l’Azienda ha sottoscritto importanti impegni a favore dei dipendenti, con riferimento ai mesi aprile-luglio 2008, (periodo nel quale i risultati attesi non sono stati raggiunti) a cui si darà seguito con il cedolino del mese di novembre p.v.

La predetta situazione non rende, pertanto, contemporaneamente possibile l’erogazione dell’Una
Tantum relativa al periodo aprile-giugno 2009.

Buon lavoro

Andrea Tonoli
Amministratore Delegato

mercoledì 4 novembre 2009

Comdata Care: Comunicato nazionale SLC-CGIL

Roma, 30 Ottobre 2009

Lo sciopero nazionale di Comdata Care, proclamato da SLC-CGIL e UILCOM-UIL , per la giornata del 23 Ottobre ha visto la partecipazione della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Azienda.

Comdata, avuto sentore della quantità di deleghe raccolte da Slc e Uilcom, pochi giorni prima della giornata di sciopero, aveva annunciato a tutti i lavoratori, di elargire nella busta paga di Novembre 2009 la quota PdR maturata tra aprile e luglio 2008 con i relativi interessi.

Nei giorni scorsi l'Amministratore Delegato di Comdata Care ha inviato a tutti i lavoratori del gruppo un'informativa in cui annuncia di non elargire più il premio unilaterale promesso nelle varie plenarie (i famosi 250 euro!) perché sostiene che siano stati sottoscritti importanti impegni a favore dei dipendenti.

QUALI SONO GLI IMPEGNI IMPORTANTI A FAVORE DEI DIPENDENTI??

Forse l'Azienda non ricorda che i 936,33 euro che arriveranno in busta a Novembre sono dovuti da un accordo di cessione siglato al Ministero e sono soldi che Comdata Care ha già da tempo nelle proprie tasche e che appartengono a tutti i lavoratori!

Comdata Care nell'ultimo incontro sindacale ha dichiarato, inoltre, che nel 2009 vi sono stati evidenti miglioramenti in termini di qualità e produttività e oggi ci annuncia di non voler riconoscere a nessuno tale miglioramento.

Di fronte ad un'azienda che continua a provocare, a non riconoscere i miglioramenti di produttività per l'anno 2009 e che non si impegna a riaprire un tavolo serio di trattativa per una discussione su un PdR, le organizzazioni sindacali Slc-Cgil e Uilcom-Uil si vedranno costrette a intraprendere nuove e più incisive forme di mobilitazione!!!


Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, UILCOM-UIL

giovedì 29 ottobre 2009

DIFFERENZA TRA IMPIEGATO E DIRIGENTE

Un tipo sta guidando la macchina, quando a un certo punto capisce di essersi perso.
Avvista un uomo che passa per la strada, accosta al marciapiede e gli grida: - Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso a un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz'ora e non so dove mi trovo...-
- Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un'automobile, tra 40 e 42 gradi latitudine Nord e tra 58 e 60 gradi longitudine Ovest, sono le 14 e 23 minuti e 35 secondi e oggi è venerdì e ci sono 21,5 gradi centigradi...-
- Lei è un impiegato? - chiede quello dentro l'automobile. -
- Certamente. Come fa a saperlo?-
- Perché tutto ciò che mi ha detto è 'tecnicamente' corretto, ma praticamente inutile. Infatti non so che fare con l'informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada!-
- Lei allora deve essere un dirigente, vero? - risponde stizzito l'impiegato.-
- Infatti, lo sono. Ma... da cosa lo ha capito?-
- Abbastanza facile: lei non sa né dove si trova, né come ci è arrivato, né tanto meno dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente come mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema; di fatto, è esattamente nella merda in cui si trovava prima che ci si incontrasse... ma adesso, per qualche strano motivo...risulta che la colpa è mia...........-

CCNL TLC: SLC-CGIL “IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE

Venerdì 23 dopo un lungo braccio di ferro (che fino all’ultimo ha messo in discussione la firma di SLC-CGIL a causa del tentativo di ASSTEL di introdurre deroghe al contratto) è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL delle TLC.

“Il nuovo modello contrattuale, al di là dei tentativi goffi di Cisl e Coonfindustria e dei loro uffici stampa, non è passato”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.

“La funzione del CCNL di “garantire la certezza e l’uniformità dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori ovunque impiegati nel territorio nazionale” è stata rafforzata, così come la non derogabilità a livello aziendale delle “materie ed istituti già negoziati al primo livello”. La contro piattaforma di ASSTEL che chiedeva deroghe su orari, pause, inquadramento e mercato del lavoro è stata respinta. Poiché il nuovo modello contrattuale si basava proprio sul superamento del CCNL è del tutto evidente che, propaganda a parte, politicamente il successo della CGIL è innegabile”.

“Il rinnovo del CCNL - continua Genovesi - è un rinnovo pulito in ogni sua parte. Non solo per quanto riguarda il rapporto tra le fonti contrattuali, ma anche per gli enti bilaterali. Nascerà un Ente Bilaterale per la sanità integrativa che darà una copertura minima a tutti i lavoratori del settore che oggi ne sono privi (a partire dalle ragazze e ragazzi dei call center). Una sanità integrativa esplicitamente non sostitutiva delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, con 8 euro a carico delle imprese e 2 dei dipendenti. Nascerà inoltre un Agenzia Bilaterale per la Formazione che utilizzerà esclusivamente risorse interne al sistema. I consiglieri dell’Agenzia presteranno la propria opera in forma completamente gratuita.
Altri compiti impropri (a partire da eventuali sostegni al reddito dei lavoratori) non sono contemplati. Chi voleva dar vita ad Enti Bilaterali per l’erogazione degli ammortizzatori sociali dovrà rassegnarsi, il CCNL delle TLC non ne recepisce nulla”.

“Avanzamenti significativi vanno registrati inoltre sul part-time sia in termini normativi che economici (la maggiorazione del supplementare passa dal 15% al 20%); sull’apprendistato (con la specifica che i locali per la formazione interna devono essere distinti da quelli adibiti alla produzione). Sono state migliorate le norme sulle 150 ore e sui permessi esame (con un giorno in più retribuito) ed è stata portata dal 2° al 3° giorno di malattia la franchigia per il certificato medico (da consegnare solo al rientro).

E’ stata fatta chiarezza sull’inquadramento iniziale degli addetti al call center: di fronte alla giungla e al dumping operato (anche con accordi separati a livello locale) da parte di imprese scorrette che sottoinquadravano i lavoratori si è definito una volta per tutte che è il 3° livello quello di ingresso (con relativa sanatoria per tutti entro il 2010). Sarà possibile inquadrare al 2° livello, per un periodo iniziale, esclusivamente i lavoratori privi di esperienza professionale (da qui 3 possibilità: assunzioni con apprendistato, con contratto di inserimento, con un “2° formativo” a fronte di almeno 20 ore di formazione minima, con automatico passaggio al 3° e con la clausola di mantenerne in servizio a tempo indeterminato almeno il 70%).
Una norma chiara che da oggi renderà più agevole la battaglia sindacale (e giudiziaria) contro le imprese più scorrette”.

“Per quanto riguarda infine gli aumenti salariali – sottolinea Genovesi – si esce a regime (per una durata di 3 anni: 1 gennaio 2009-31 dicembre 2011) con 129 euro di aumento (45 a Gennaio 2010; 34 a Giugno 2010; 50 a Giugno 2011) e una tantum di 585 euro, tutto al parametro del 5° livello. L’aumento a regime dei minimi (il valore punto era di 17,01 euro) è del 7,6% .
In base al nuovo modello firmato il 15 Aprile 2009 l’aumento avrebbe dovuto essere di 117 euro pari cioè al 6,7% (1,2% di recupero sul passato biennio di inflazione non depurata + il 5,5% delle previsioni Isae, cioè della nuova inflazione depurata dai beni energetici). Vi sono cioè aumenti superiori, dovuti proprio alla posizione della CGIL per cui l’inflazione va recuperata tutta, perché gli aumenti di benzina e riscaldamento i lavoratori li pagano e – quindi – i loro salari devono essere tutelati anche da questo tipo di inflazione”.

“Politicamente – conclude la SLC-CGIL - l’accordo è importante: perché giunge unitario dopo la presentazione di tre piattaforme separate; perché copre l’intera filiera ICT e guarda - tra sanità integrativa, mercato del lavoro, permessi, inquadramenti – tanto alle figure deboli che alla parte alta del settore. Perché soprattutto difende il CCNL, la sua funzione solidaristica e regolatoria e rilancia quindi la funzione sindacale della CGIL. Ora la parola passerà ai lavoratori che voteranno l’ipotesi, secondo la migliore tradizione democratica e partecipativa che ha visto la CGIL far votare sempre i lavoratori: quando è stata presentata la piattaforma e ora con l’ipotesi di accordo”.

sabato 24 ottobre 2009

CESSIONE RAMO D'AZIENDA EUTELIA

CONTINUA LO SCANDALO EUTELIA 1200 PERSONE LICENZIATE


Confermati i sospetti sulle motivazioni della cessione del ramo di azienda: ora arriva la mobilità

di Beatrice Borromeo


Licenziati. 1192 lavoratori della società Omega hanno ricevuto due giorni fa la lettera che annuncia l’avvio delle procedure di mobilità. La scorsa settimana il “Fatto Quotidiano” aveva denunciato il rischio che più di duemila persone subissero un licenziamento mascherato dopo la
cessione del ramo d’azienda da cui dipendevano. Ora è successo: la società ha avviato la procedura di mobilità collettiva .


Ricapitoliamo: i lavoratori erano stati “ceduti” dalla società di telecomunicazioni Eutelia alla Agile, contemporaneamente acquisita da un terzo soggetto, la Omega. Quest'ultima non paga i dipendenti dallo scorso luglio, non si mette in regola per partecipare alle gare, tiene fermi i suoi lavoratori privi anche dell’accesso a Internet.
Questi sostengono che la Omega lo faccia di proposito per arrivare al fallimento e che questo fosse il suo compito sin dall'inizio dell’operazione: liberarsi dei dipendenti evitando a Eutelia
(società quotata, seconda peggiore a Piazza Affari quest’anno) di pagare 54 milioni di euro di tfr. “La Omega spiega di essere costretta alla messa in mobilità di 1200 persone - spiegano dal sindacato - tenuto conto dell'andamento dell'ultimo triennio.
Ma l'acquisizione di Agile, coi suoi 2200 dipendenti, risale a soli tre mesi fa. Se andava male da anni, perchè avrebbe dovuto farsi carico di tante persone? La verità é che non sarebbero mai stati in grado di pagarli. Omega è un'azienda killer che ha l'ordine di disfarsi di un intero
ramo aziendale.”

La preoccupazione è forte e la situazione sempre più confusa.
Il 7 ottobre un comunicato ha annunciato che Agile e Omega si fonderanno con la società Libeccio, con sede in Inghilterra. Gianni Seccia, segretario Fiom-Cgil di Roma, sostiene che: “Così
la proprietà di Agile si svincola dal diritto italiano e si appella a quello inglese, che non prevede ammortizzatori sociali per licenziare i dipendenti”.
Eutelia continua a negare le proprie responsabilità, sostenendo che il rapporto con Agile si è limitato alla cessione del ramo aziendale IT (Information Technology) e che nulla sa del trattamento salariale del personale.
Nel frattempo, però, i fratelli Landi, vicepresidente e amministratore delegato di Eutelia,
restano indagati dalla procura di Arezzo per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione
indebita. A Eutelia, che sostiene di aver ceduto insieme ai dipendenti anche crediti esigibili, commesse, e un sostanzioso portafoglio ordini, risponde un avvocato che segue molti dipendenti
in questa vicenda: “Omega continua a perdere gare, grosse commesse e tanti appalti. Sappiamo che molti committenti stanno revocando gli ordini, perchè si stanno preparando sul mercato
altre società legate a Eutelia che li rileveranno. Omega lo fa di proposito per fallire e non pagare i tfr”. L'avvocato aggiunge la sua lettura della recente procedura di mobilità annunciata da Omega: “Questo comportamento aziendale è nevrotico, sclerotico.
La lettera che è stata inviata non è scritta su carta intestata, è anomala. Sembra un'iniziativa autonoma dell'amministratore unico.
Quella dei dipendenti Agile- Omega è una morte annunciata. Ma non credo arriverà tramite la mobilità. Ritengo invece che sia una tecnica per disorientare perchè, a mio parere, la società sta per dichiarare il fallimento, così da non pagare proprio nulla ai dipendenti. Ha appena acquisito un'altra società, altri 400 dipendenti che non paga da tre mesi.
Omega è un buco nero dove viene mandata la gente per licenziarla senza creare problemi ai veri datori di lavoro”. Sta arrivando qualche reazione politica, come il sostegno dell'Italia dei Valori ai
lavoratori in (forse) mobilità da parte dell’ex sindacalista Maurizio Zipponi. Ma questo ai dipendenti non basta, chiedono risposte (e uno stipendio), vogliono subito un tavolo col ministero del Lavoro.
“Sono incazzata nera - racconta una dipendente - noi non sapevamo nulla, e nemmeno i sindacati erano informati. Che ci hanno comprati a fare? Solo per licenziarci? Niente stipendio da tre mesi, niente contributi da un anno. Questa società è stata svenduta da Eutelia a Omega per 96mila euro e da quel momento abbiamo capito che volevano farci fuori. Ho 36 anni, un bambino di 4,
e sono disperata. Mi sbattono in mezzo alla strada. Ho provato a guardarmi intorno: ho spedito il curriculum al governatorato del Vaticano, perchè stanno mettendo in piedi un centro elettronico.
Sapete cosa mi hanno risposto? Che sono troppo vecchia! Ho 36 anni e mi sento inutile”.
I licenziamenti di Omega stanno arrivando in tutt'Italia. A Torino ci sono 110 lavoratori in mobilità, a Ivrea 109, a Milano 237. E, conclude un delegato Fiom : “La lettera di licenziamento chiede al ministero del Lavoro di non utilizzare gli ammortizzatori
sociali”.

giovedì 22 ottobre 2009

23 OTTOBRE E' SCIOPERO GENERALE INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE

L'intera giornata di sciopero e la manifestazione nazionale di venerdì 23 ottobre hanno al centro della piattaforma rivendicativa il "patto di base" siglato dai sindacati di base insieme ad associazioni e comitati di lotta spontanei:


1) blocco dei licenziamenti e riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario;

2)cassa integrazione all'80% del salario per tutti i lavoratori, precari compresi;
3) reinternalizzazione dei servizi e assunzione a tempo indeterminato dei precari;
4) introduzione di un reddito minimo garantito per tutti;
5) aumenti consistenti di salari e pensioni con aggancio al reale costo della vita;
6) abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza;
7) sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico;
8) messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti sul lavoro, gravi infortuni, malattie professionali;
9) reperimento di alloggi popolari e canone sociale per i bassi redditi;
10) diritto di uscita dai fondi-pensione;
11) difesa del diritto di sciopero;

12) rappresentanza elettiva e democratica sui luoghi di lavoro e fine del monopolio oligarchico di CGIL-CISL-UIL sulla rappresentanza e i diritti sindacali;
13) ritiro della riforma Brunetta;
14) contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti;
15) contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea;
16) contro l'aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della P.A."

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI ROMA CON CORTEO ORE 10,00 DA P.ZZA DELLA REPUBBLICA.

lunedì 12 ottobre 2009

IN NOME DELLA VERITA’!

In questo comunicato faremo solo qualche annotazione ai temi trattati durante l’assemblea tenutasi ad Ivrea il 9 Ottobre scorso e che non abbiamo avuto modo di approfondire:

1) Ribadiamo che durante l’incontro del 6 Ottobre e’ stato richiesto da CGIL un valore aggiuntivo ai 935 euro pari a 70 euro da recuperare sulle “valorizzazioni forfettarie e convenzionali” (cosi’ come specificato nell’accordo siglato davanti al Ministero dello Sviluppo Economico) dovute ai colleghi non piu’ in forza in Comdata Care (ricordate l’esempio dello sciacallo?).
“Solo” per questi 70 euro in piu’ CGIL proclama uno sciopero che costa ad un FT 80 euro. Se avessero seguito le lezioni di matematica a scuola saprebbero che in questo modo, faranno perdere ai Lavoratori 10 euro, PER UN DIRITTO già acquisito. Inoltre l’Azienda stessa non ha manifestato reticenza nel fissare un incontro per il PdR; dato confermato anche dalla Fistel-Cisl nell’ultimo comunicato inviato in data 9 OTTOBRE 2009.

2) L’obiettivo del 6.5%, che come indicato durante l’assemblea, pare essere un target gia’ prestabilito, e’ in realta’ stato nominato solo come un obiettivo che l’Azienda si prefigge di raggiungere. Il tema PDR non e’ stato assolutamente trattato.

3) Il comunicato inviato dal Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care in data 5 Ottobre 2009 e’ basato su un Contratto di Servizi, firmato e sottoscritto tra Vodafone e Comdata in tutte le sue parti, e suoi allegati.
E’ stato sollevato il dubbio che quanto portato da noi in evidenza non sia un documento veritiero. E’ stato strumentalizzato il fatto che sulle pagine dell’allegato E compaia la dicitura “ bozza”.
La stessa dicitura e’ presente su altri documenti depositati da Vodafone e accolti dai giudici delle zone in cui la vertenza è stata già avviata e che, per impostazioni, impaginazione sigle ecc…, e’ tale e quale all’Allegato E.
Da consulti legali, tale dicitura risulta essere utilizzata per consentire alle due Parti di apportare modifiche in comune accordo, senza la necessita’ di dover effettuare tali variazioni sotto il vaglio di un notaio. Quindi ci chiediamo: come mai l’avvocato della RSU CGIL di Milano (citata in assemblea) non ha richiesto a Vodafone di presentare agli atti questo documento? Ha studiato Legge dove il coordinamento CGIL ha studiato matematica? Oppure si tratta dell’ennesima bugia? Ed inoltre: se l’ Azienda non ha smentito nulla di quanto abbiamo comunicato perche’ la CGIL si prende la responsabilita’ di distruggere quanto messo in evidenza da noi?

4) Infine, il fatto che quanto da noi denunciato, in merito ai contenuti del Contratto di Fornitura Servizi e dei suoi allegati, corrisponda al vero e’ ufficialmente confermato anche dai fatti che da quei contenuti ne derivano: Costi – Ricavi – Perdite come da Bilancio Comdata Care; modalita’ e quantita’ di diminuzione dei volumi di lavoro che si stanno verificando nella varie sedi.

Il Coordinamento Cobas, insieme ai Lavoratori, ha trattato e portato alla luce dei contenuti importantissimi e gravissimi che chiariscono ancor meglio il disegno desiderato sin dalle origini di questa cessione e di cui stiamo, fin dall'inizio, subendo le conseguenze.
Ora attendiamo che l'Azienda, insieme a CGIL, stando a cio' che e' emerso dalle assemblee, confutino tali contenuti comprovando le loro tesi. Attendiamo che presentino i loro fantomatici documenti “originali”, contenenti tutte le rassicurazioni del caso, e saremo i primi ad esserne piu’ che felici.
Se, come pensiamo, non hanno nulla di tutto questo devono smetterla di fare inutile ostruzionismo e confusione nel bieco tentativo di distogliere l’attenzione da fatti tanto gravi appellandosi ad inesistenti cavilli giuridici.

«La verità passa per tre gradini: viene ridicolizzata, viene contrastata, viene accettata come ovvia.» (Arthur Schopenhauer)


Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care