giovedì 29 novembre 2007

Ci sentiamo un pò arancioni....

Solidali con i 500 colleghi di Wind di via lorenteggio (MI) che stanno subendo la centralizzazione di attività a Roma e che di conseguenza sono obbligati ad una scelta difficile e assurda: quella di fare le valigie e cambiare vita o di dare le dimissioni.

Una scelta, quella aziendale, chiaramente volta a ridurre il perimetro occupazionale.

Solidali al vostro sciopero, alla vostra causa, alla vostra lotta.

30 novembre: SCIOPERO

Roma (Delfina Santoro) - I sindacati delle telecomunicazioni Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil spiegano che quello del 30 novembre è uno sciopero nazionale e per tutto il turno di lavoro. A dare forte preoccupazione è il progetto di ridurre il perimetro occupazionale: 500 lavoratori da Milano a Roma e la mancanza di certezze sul futuro della rete fissa e quella mobile, e delle torri di trasmissione. Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Slc-Cgil spiega:”A fronte di un bilancio positivo per il secondo anno consecutivo e di ulteriori investimenti sulla banda larga, non vi è ragione per innescare l’ennesima e pasticciata riorganizzazione. Serve, invece – ha aggiunto il sindacalista – un piano aziendale serio. La sensazione è che davanti ad un’azienda che fa utili, il management è condizionato più dai debiti e dall’esigenza di aumentare i profitti nel breve periodo, che non da quella di mantenere competitiva Wind. Di conseguenza – ha concluso Genovesi – si punta alla riduzione dei costi di lavoro con trasferimenti coatti ed esternilizzazioni

Il cielo in una stanza....



"Amore guarda!! Una stella cadente! Esprimi un desiderio!"


"Speriamo che non piova!!"


Nessuno spot fu più lungimirante!

Una parte del soffitto del terzo piano, nell'edificio della ns nuova società, ha ceduto all'acqua.

Qui, a differenza di quello che si auspica Totti, piove!

E visto che non ci facciamo mancare nulla....in uno dei bagni, del secondo piano, è caduto uno specchio andando in frantumi.

7 anni di disgrazia....esattamente come i 7 anni di commessa!

mercoledì 28 novembre 2007

Lettera inviata e pubblicata da LIBERAZIONE

Vodafone Non esaltiamo un accordo che mette dei paletti alle esternalizzazioni invece di contrastarle

Caro direttore,
nei giorni scorsi è stato votato l'accordo Vodafone sulla cessione di ramo d'azienda di 914 colleghi verso Comdata. Abbiamo letto attentamente l'articolo di Maurizio Zipponi ("Liberazione" giovedì 15 novembre, pagina 12, ndr) e il suo commento sull'accordo stesso. Ci teniamo però a specificare alcune cose. Non esaltiamo l'accordo solo perché la commessa dura 7 anni anziché 3 in quanto il vero problema viene spostato in avanti, si vuole fare passare la logica di mettere dei paletti alle esternalizzazioni invece che contrastarle. Ma quando questi lavoratori e lavoratrici verranno buttati fuori dalla catena produttiva e avranno 40 anni chi li rappresenterà per ricollocarli al lavoro? Parliamo come lavoratori e nello stesso tempo come dirigenti del Partito. Ringraziamo Zipponi per aver evidenziato la ferma volontà dei lavoratori che attraverso il conflitto e la lotta si sono opposti fin da subito alla cessione di ramo d'azienda, ma bisogna ricordare che come lavoratori e lavoratrici non abbiamo condiviso il modo ed il metodo con cui questa battaglia è stata condotta da parte del sindacato. E' vero che è stato portato avanti un conflitto esemplare ed è stato sfondato il muro del silenzio, rendendo questa lotta visibile ovunque. Solo l'autorganizzione, unica risposta alla concertazione, ha generato la spinta dal basso e purtroppo molto spesso in contrasto con chi invece doveva supportare questo conflitto. Fin da subito è stato chiesto a Cgil, Cisl,Uil una linea politica più dura nei confronti dell'azienda, una forma di lotta più efficace, che generasse una maggiore visibilità con l'obiettivo principale di parlare sia ai palazzi della Politica per superare la legge sulla precarietà e sia ai palazzi della dirigenza Vodafone per sospendere la procedura. Tutto questo ci è stato negato, la linea che ha prevalso è sempre stata quella della concertazione al ribasso e la mancanza di volontà e capacità di contrastare fin da subito il processo di smantellamento messo in atto dall'azienda. La mancanza di democrazia sindacale ha portato ancora una volta a far calare sulla testa dei lavoratori accordi non condivisi e senza mandato alle organizzazioni sindacali a trattare l'armonizzazione, in quanto lo stesso giorno del secondo sciopero le segreterie nazionali erano seduti al tavolo con l'azienda, mentre nei giorni precedenti dalle assemblee era prevalso il No. Vale solo il risultato del referendum finale? La maggioranza dei 914 dipendenti che si è espressa per il No al mandato non vanta lo stesso diritti di rispetto delle proprie volontà? Ma in barba a tutto hanno stracciato queste richieste e sono andati a trattare. Bisogna anche evidenziare il risultato del referendum: il 57% dei Sì ma anche il 43% dei No sono la dimostrazione di un forte dissenso, di cui si deve tenere conto. Inoltre, ancora una volta, si evidenzia la solita mancanza di regole e trasparenza nella modalità in cui il referendum stesso è stato organizzato. Tutti questi elementi sono importanti per la politica e il mondo sindacale? Questa lotta così importante conterà qualcosa per ripristinare diritti e difendere i lavoratori e la loro volontà? Quanto ancora si dovrà aspettare per ottenere una legge sulla democrazia sindacale? Chi sostiene insieme al Prc la proposta di legge sulla modifica dell'art. 2012 per smantellare il meccanismo delle cessioni di ramo d'azienda? Non modificare nulla significa continuare a far pagare solo ai lavoratori i costi delle ristrutturazioni aziendali e l'aumento dei profitti per padroni, ma anche mantenere in piedi una casta sindacale che non rappresenta più nessuno se non se stessi. Noi non vogliamo solo difendere il programma elettorale del Governo Prodi, noi vogliamo che la Legge 30 sia davvero solo un brutto ricordo e vogliamo cancellare la precarietà. E bisogna fare in fretta perché insieme all'attualità della vertenza Vodafone e all'opposizione al protocollo del 23 luglio dobbiamo già discutere del tentativo di smantellamento del contratto nazionale.

Circoli delle telecomunicazioni del Prc Bologna, Roma e Firenze25 novembre 2007

martedì 27 novembre 2007

Petizione per la Proposta di modifica dell'art. 2112 del Codice Civile

Creata e scritta da Giorgio Zanutto.
Lo stesso Giorgio Zanutto ci comunica che in data 26/11 ore 9:30 ha provveduto ad inviare la documentazione, tramite A/R, alla Commissione XI della Camera dei Deputati.
La documentazione inviata fa riferimento a:

PROPOSTA DI LEGGE n. 2261
d'iniziativa dei deputati
BURGIO, ZIPPONI, PAGLIARINI, FERRARA, ROCCHI,
PROVERA, DE CRISTOFARO
Modifiche all'articolo 2112 del codice civile in materia di mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda o di ramo d'azienda
Presentata il 14 febbraio 2007

Sono stati allegati il testo dell'appello di cui sopra e l'elenco firme raccolte a sostegno dell'iniziativa, con specifica che verranno comunicati futuri aggiornamenti relativi ad ulteriori adesioni che perverranno.

domenica 25 novembre 2007

Trasmissione Report, domenica 25 Novembre h 21:30

Report torna domenica 25 Novembre alle 21.30 su RAI TRE.
La puntata si intitola GLI APPALTATI di Michele Buono e Piero Riccardi.
Segue Sinossi:L'anno scorso l'inchiesta Gli Esternalizzati, quest'anno Report torna sul tema. Esternalizzare è quella pratica di dare in appalto all'esterno una parte di attività di un ente, di un'azienda. Se si esternalizza personale si deve passare attraverso un'agenzia interinale, se invece ci si affida a cooperative e ditte si deve appaltare un servizio completo. Spesso i servizi appaltati non sono servizi e i costi dell'azienda invece di diminuire aumentano. A rimetterci sono i lavoratori che scontano paghe basse e minori diritti. Loro diventano la merce di questi appalti.Vedremo in quale forma viene mascherata la somministrazione di manodopera, con appalti di servizi.L'inchiesta di quest'anno vuole scavare dietro a questi interessi. Chi sono, chi si muove dietro questi appalti? Esistono dei cartelli? Se si a chi fanno capo?
Sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 120 piattaforma Sky nei seguenti giorni:
lunedì 26 novembre alle 10.00 e alle 21.00, mercoledì 28 novembre alle 23.00

sabato 24 novembre 2007

Dalai Lama


Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto.

Presentazione della proposta delle Organizzazioni Sindacali per la regolamentazione dei trasferimenti di ramo d'azienda

Comunicato delle Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL

Assemblea Nazionale dei delegati CGIL, CISL, UIL delle aziende esternalizzate ex Telecom

Roma 26 Novembre 2007 Ore 10,30 Auditorium Via Rieti Sono stati invitati tra gli altri:

Annamaria Furlan (Segretaria Nazionale CISL) On. Piero Gasperoni (Democratici di Sinistra) Paolo Pirani (Segretario Nazionale UIL) Nicoletta Rocchi (Segretaria Nazionale CGIL) On. Tiziano Treu (Margherita) On. Maurizio Zipponi (Rifondazione Comunista) Durante l’assemblea sarà presentata inoltre la proposta delle Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL per nuove norme in materia di trasferimenti di ramo d’azienda.

Tratto dal blog Vodafonepeople.blogspot.com

giovedì 22 novembre 2007

Sciopero Wind

A seguito dell’esito negativo con cui si sono conclusi gli incontri previsti dalla normativa in vigore in materia di Sciopero, i Cobas del Lavoro Privato indicono uno :

SCIOPERO per l’intero turno di Lavoro per tutti i Lavoratori del gruppo Wind VENERDI’ 30 NOVEMBRE 2007. Siamo contrari ai trasferimenti collettivi che si paventano dopo la comunicata intenzione dell’Azienda di trasferire su Roma alcune aree e funzioni. Riteniamo che qualsiasi manovra di tali proporzioni dovrebbe essere considerata dall’azienda a partire dall’impatto sociale che ne conseguirebbe. Solo dopo l’azienda avrebbe qualche credenziale nel dichiarare (come nella comunicazione del 23 ottobre) di voler "gestire questo percorso con la massima attenzione per le persone coinvolte". L’art. 25 del nostro Contratto di Lavoro contempla in questi casi anche la "mobilità professionale", unico contrappeso in grado di evitare sulla sede di Milano una pesante ricaduta occupazionale a seguito di questa eventuale ristrutturazione. In assenza di ogni garanzia occupazionale per la sede di Milano, siamo contrari a questo progetto, comunicato tra l’altro come una decisione gia presa. Siamo altresì contrari ad ulteriori cessioni di ramo d’azienda.Purtroppo nel settore delle TLC, caratterizzato tra l’altro da grossi margini di profitto, stiamo assistendo ad un accentuarsi delle ristrutturazioni dall’esito nefasto per la stabilità e la dignità del Lavoro Dipendente. Le cessioni di ramo d’azienda avvenute in Wind e Vodafone Italia nel solo 2007 (circa 1.200 persone) sono solo gli ultimi esempi dello scenario che si sta delineando.Urge una controffensiva di Settore, una maggiore autodeterminazione dei Lavoratori coinvolti.Il nostro Contratto di Settore si rivela ad oggi uno strumento inadeguato, la politica e le istituzioni (di ogni colore e sfumatura) sembrano ben lontani dal prendere provvedimenti in materia di tutela del Lavoro Dipendente.Ribadiamo infine la necessità di una scelta accurata per le date di eventuali successive iniziative di Sciopero. In assenza di normativa e trasparenza in materia di consultazione dei Lavoratori e relativamente ai processi decisionali collettivi, invitiamo i Colleghi ad esprimersi in tutti i modi possibili (feedback[at]cobasinwind.it)

DOCUMENTO IN SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI VODAFONE E WIND

Il Direttivo della FALCRI BNL , coerentemente con la propria scelta di contrastare in tutti i modi la precarietà nel mondo del lavoro, esprime solidarietà ai lavoratori dei Call Center Vodafone e Wind, “vittime” dell’ingiustificata scelta aziendale di scorporare centinaia di loro in società senza reali garanzie di mantenimento del posto di lavoro.

Tale scelta aziendale è ingiustificata sia dal punto di vista economico (enormi utili prodotti negli ultimi anni) sia da quello sociale.

La Falcri BNL considera la lotta degli addetti ai Call Center Vodafone e Wind simbolo della gravità dl livello di precarietà nel mondo del lavoro e prova reale dell’estrema necessità d mobilitarsi per il ripristino dei diritti di tutti i lavoratori, messi attualmente a rischio dalla legge 30.

La campagna per la modifica dell’art-2112 del Codice Civile, che la Falcri anche attraverso la raccolta delle firme, sostiene e sosterrà, si inserisce perfettamente nella mobilitazione citata.

Una nuova legge sui «rami d'azienda»

Il caso Vodafone I limiti di una norma pessima peggiorata dalla «legge 30». Da cambiare subito
Alberto Burgio

Dopo il Protocollo sul welfare è toccato all'accordo sulla cessione del servizio clienti di Vodafone al gruppo Comdata. In entrambi i casi le scelte dei vertici sindacali hanno ricevuto il via libera dai referendum indetti tra i lavoratori. È il caso di parlare di successi della partecipazione democratica?
Sul Protocollo ci sono opinioni diverse, sia sulla congruenza del quesito, sia sulle modalità della consultazione, certo non favorevole alla libera espressione delle posizioni critiche. Anche sull'accordo Vodafone-Comdata il giudizio è discorde. L'8 novembre, su queste pagine, Alessandro Genovesi lo ha definito un «importante passo avanti», pur chiarendo che il Slc-Cgil mantiene un giudizio critico sulla cessione. L'accordo conterrebbe buone garanzie per i 914 lavoratori ceduti e il referendum avrebbe garantito la democrazia sindacale. Il giudizio di gran parte dei lavoratori è ben diverso. In primo luogo occorre tenere conto che ai lavoratori non è stata offerta la possibilità di opporsi alla cessione. Il consenso di chi ha accettato l'accordo non implica quindi un giudizio favorevole al trasferimento. Tutt'altro. L'accordo genera precarietà (in Vodafone i contratti erano a tempo indeterminato) e nulla garantisce in merito ad ulteriori eventuali esternalizzazioni. Si parla di sette anni di lavoro garantiti e c'è da sperare che la clausola di co-datorialità inserita nell'accordo (l'obbligo, per chi cede, di garantire la tutela occupazionale dei lavoratori trasferiti) costituisca un paracadute sufficiente. Nulla è stato chiesto né garantito agli altri 8mila dipendenti Vodafone, che ora temono per il proprio futuro. Non stupisce che la consultazione abbia registrato appena il 44,4% dei consensi e l'opposizione di oltre il 41% dei lavoratori, che verranno pertanto ceduti contro la loro volontà.
Detto questo, su un punto non si può non convenire con Genovesi. La normativa vigente in materia (l'art. 2112 del codice civile modificato da un decreto attuativo della legge 30) è pessima, proprio perché consente alle imprese di trattare i propri dipendenti come «sacchi di sabbia». Il punto-chiave è l'assenza di vincoli sul piano dell'autonomia funzionale preesistente alla cessione, che permette all'impresa di trasformare in «ramo d'azienda» e cedere qualsiasi gruppo di dipendenti. Violando un principio in vigore sino al 2001 e ribadito tanto dalla Cassazione quanto dalla Direttiva europea 23/2001. Non solo. Il totale arbitrio delle imprese determina conseguenze dirompenti perché, al contrario, ai lavoratori non è dato opporsi a trasferimenti che spesso mascherano puri e semplici licenziamenti collettivi. Contro questo stato di cose la Corte di Giustizia europea ha sancito la legittimità di normative che prevedano il diritto del lavoratore di «opporsi al trasferimento del suo rapporto di lavoro». Invano, per quel che riguarda il Bel Paese, culla della «buona flessibilità» nella quale il lavoro rischia di vedersi ridotto a variabile dipendente dei processi produttivi.
E difatti il caso Vodafone (una multinazionale che registra utili annui di oltre 4 miliardi di euro) è solo la punta di un iceberg. Genovesi ha ragione nel chiamare in causa tutti gli attori coinvolti a una precisa assunzione di responsabilità. Ci vuole una nuova legge, che metta fine a un andazzo non più tollerabile. Anche a questo proposito, però, occorre un'attenta valutazione. La codatorialità è necessaria ma insufficiente, perché interviene quando il danno (la crisi dell'azienda cessionaria) è fatto. Va quindi accompagnata da garanzie preventive che riguardino sia l'autonomia funzionale del ramo d'azienda, sia il consenso dei lavoratori, che debbono poter decidere sul proprio destino.
Una proposta di legge di tal fatta (la n. 2261) è stata depositata alla Camera lo scorso febbraio. Per sollecitarne l'esame da parte della Commissione Lavoro si è sviluppata in queste settimane una mobilitazione spontanea tradottasi già in oltre mille sottoscrizioni (zanutto.giorgio@libero.it). È il momento di stringere e di passare dalla denuncia all'iniziativa. La precarietà non è fatta solo di tempo determinato e di finte collaborazioni a progetto. È anche il frutto avvelenato di licenziamenti collettivi messi in atto con la complicità di una legge vergognosa.

il manifesto
20 Novembre 2007

Dialogo tra un “giovane” esternalizzato e suo nonno pensionato

Trastevere (Roma) ore 00.45

Nonno: Aò, Umbertì, sei te! M’hai fatto pià ‘no spavento! M’ero alzato p’andà ar bagno e ho visto n’ombra in cucina… ma che te stai a fa ‘no spaghetto de mezzanotte? Che hai fatto bagordi?

Umberto: Ciao nò, scusa sa’ ma c’ho ‘na fame… altro che bagordi torno mò dar lavoro!

N.: Dar lavoro??? E che te sei messo a fa’ er metronotte? Ma nun lavoravi li… a la cosa…. la sipfon?!
U: A nò ma che sip… la vodafone!
N: E vabbè sempre e bollette fate pagà no? E comunque là a cosafonne lì, ma che fate fino a mezzanotte?!
U: Ehh beh, c’è er call center che è sempre aperto.
N:Er col che?
U: Er centralino no’!
N: Ohh vedi che bello l’italiano! e parla come magni!
Oh, e ‘nsomma quinni tu fai er centralinista? Ma nun era un lavoro da donne?
U: ‘mbè in un certo senso, si diciamo il centralinista, ma mica è come ali tempi tua che se diceva: “signorina, mi passa la linea?” Noo, mo la gente chiama per conoscere le nuove tariffe, le promozioni in corso, come si attivano le opzioni, come funzionanao i telefonini…
N: se’ se’ ho capito… ‘pe rompe li cojoni a quelli che lavoreno a mezzanotte…
U: ma no, che dici a o’… mbè oddio qualcuno in effetti… e poi oh, comunque, questo passa er convento!
N: ah si si ‘mbè, er lavoro è lavoro…poi te hai pure studiato, te sei pure preso la laurea in…cosa de e telecommunicazzioni là. Aò, e c’avrai pure er ritorno tuo, no?! Che sei capufficio? C’hai ‘e responsabbilità no?!
U: Si nonno, scienze delle telecomunicazioni, ma per il resto… a parte che i capufficio non esistono più, anzi no, mo se chiamano team leader, ma io l’unica responsabilità che c’ho è quella de nun rompe le cuffie che m’hanno dato pe’ risponde ar telefono, sinnò me tocca pure ripagalle de tasca mia… e quanto ar ritorno…900 euri…almeno fino a ‘npò de tempo ‘fa…mo co li capi novi vedemo…
N: A Umbertì, vabbé ma cor notturno, e li straordinari….
U: A no’, l’unico notturno che pio è er 97, pe ritornà a casa! che pure oggi la macchina che m’avete regalato pe i 18 anni nun’è partita… e li straordinari… lassamo stà!
N: E te credo che nun parte la machina, c’ha diciott’anni cià!!!
U: ecco appunto…
N:Ho capito Umbertì, però almeno te c’hai er posto fisso! ‘A sicurezza! Ho inteso dì in televisione che ce so’ un sacco de farlocconi dell’età tua che stanno ancora co’ li genitori!
U: Bamboccioni nonno, bamboccioni, che farlocconi ! L’ha chiamati così “l’onorevole”.
E poi scusa eh, ma perché io nun so’ dovuto venì ad abita’ a casa tua co mi moje e il pupo? Che se n’un’era pe’ te che ce ospitavi…
N: E se làllèro! ma che ospite, ‘sta casa è così grande e poi da quando nun c’è più la pora tu nonna, pace all’anima sua, me sembrava così vota, così triste… e poi a me i marmocchietti me piacciono, tu moje lavora… e io mica so ancora der tutto rincojonito oh! Er nipotino me lo scarozzo volentieri eh! E poi mò piano piano che farai cariera…
U: Si come no?! Nun sai che carriera stò a fa! So passato da fisso a precario, e se tutto va bene passo da precario a interinale. Robba che se valeva la cariera ar contrario ero già dirigente!!!
N: Ma come precario, ma che stai a dì? Ma c’hai fatto qualche cazzata sur lavoro? Oh a nonno tuo je lo poi dì eh! Magari te do ‘nconsiglio, tutto s’aggiusta, che hai litigato cor capo ufficio! Eh?!
U: No no, macchè… aridaje cor capufficio, no nessuna lite… è che c’hanno esternalizzato…
N: Che v’hanno fatto???
U: E S T E R N A L I Z Z A T O!
N: e che dè? ‘Na cosa bona? ‘na cosa brutta? ‘na cattiveria? che d’e’? Spieghete!
U: Eh, mo’ te spiego, la ditta dice che noi nun servimo più alla causa sua, du mesi fa’ eravamo indisensabili, mo’ semo un peso e un costo…
N: e vabbe’ e chi lo fa er lavoro vostro, come fanno mo’ loro?
U: Ecco… qui stà er bello, er lavoro lo continuamo a fa noi, ma sotto ‘nartro padrone che ha aperto apposta ‘na ditta. Vodafone c’ha ceduto come ramo d’azzienda, a ‘sta ditta creata apposta… e noi continuamo a fà lo stesso lavoro, almeno fino a chè sta ditta creata apposta nun perde la commessa… e po’ esse fra 6 mesi come fra 6 anni, sempre che prima nun ce mettono a venne cravatte nei conventi deli frati, oppure ce licenzieno der tutto!
N: Mbè, ma vordì che stavate quasi a fallì e v’hanno dovuto venne no?
U: No!!! Semo, anzi, sono, in super attivo!
N: Vabbè ma allora è na sola!!! Nun è legale! e le leggi che dicono?
U: Legge 30, lo ponno fà è tutto legale.
N: Vabbè er sindacato che dice? Darà battaja er sindacato!!!
U: Er sindacato dice che se dovemo accontentà, che co l’accordo che hanno fatto dovremmo ‘stà a posto pe’ qualche annetto, che in fonno dovemo dì grazzie che nun ce licenzieno…
N: Se… se…. ho capito…. s’accontentamo co l’ajetto!!! (*)
Eh e il governo? che dice er governo? Bertinotti sarà ‘ncazzato nero, anzi rosso de rabbia! Che dicono i comunisti, che dicono??!!
U: E che devono da dì?! Parlano de concertazione, de indignazione… de solidarietà…
N: Ih, che delusione ni’, e pensà che c’ho pure a tessera der partito c’ho! E i capi? Che dicono li capi vostri?
U: e chi l’ha visti…quelli arivano ‘co le macchine scure, ‘co i vetri scuri e le guardie, scure pure loro, poi te se presentano in videoconferenza, te portano all’hilton, dicono tre cose in burocratese, due in inglese e pretendono pure d’esse stati convicenti…
N: A Umbè, in tutta franchezza, te posso di ‘na cosa?
U: Dimme nò!
N : A Umbè, altro che esternalizzà, qua me sà che ve stanno a cojonà !
U: e me sa…
N: a Umbè, cala ‘a pasta che l’acqua bolle… e bonanotte!!!

Piper

(*) accontentarsi dell’aglietto: modo di dire romanesco. Dopo aver cucinato l’abbacchio rimane sempre nella pentola uno spicchio d’aglio che ha insaporito la carne…assaggiandolo si può in parte sentire molto alla lontana l’aroma della succulenta portata…

mercoledì 21 novembre 2007

M E R A V I G L I O S I

209 FIRME per la petizione.

QUASI TRIPLICATE!!!
Facciamoci un applauso e continuiamo a darne pubblicità!!!!

martedì 20 novembre 2007

Sabato 24 novembre

Sabato 24 novembre, ore 14:30 si terrà l’assemblea nazionale del settore TLC promossa dai lavoratori Vodafone.
L’incontro avverrà c/o la Sala Rossa del X Municipio di Roma, Piazza di Cinecittà 11, fermata metro Subaugusta.
L’invito è esteso a tutti i lavoratori Vodafone, Comdata e delle altre aziende di TLC.
Si discuterà, tutti insieme, dei problemi dei lavoratori, di quali strategie mettere in campo e si analizzerà se questa precarietà potrà essere combattuta anche, ma non solo, con l'indizione di uno sciopero di settore.

Da Autunno Vodafone

Sindacati VERGOGNATEVI!

Ma guardate che comunicato che inviano le Segr.Naz. dei Sindacati il 16 novembre, dopo che è stata fatta la nostra frittata di esternalizzazione!

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione

Roma, 16 novembre 2007

COMUNICATO

Il giorno 14 c.m. si è svolto l’incontro richiesto dalle Segreterie Nazionali SLC-FISTEL-UILCOM con il Ministro del Lavoro, per condividere il protocollo d’intenti per il settore dei Call-Center in outsourcing sottoscritto in data 26 settembre 2007 con l’Associazione Imprenditoriale Assocontact.
All’incontro hanno partecipato il Ministro On. Cesare Damiano, il Presidente di Assocontact e i vari Direttori Generali dei dipartimenti Ministeriali. Le parti hanno condiviso che nel settore delle TLC si è chiusa una prima fase importante dove sono stati stabilizzati circa 20.000 addetti e che ora non bisogna abbassare la guardia, ma avviare una nuova fase con i seguenti obiettivi.
· Definire ancora meglio il profilo del lavoratore outbound per arrivare ad una stabilizzazione anche di questi lavoratori;
· Continuare nelle ispezioni per non creare dumping sociale tra le imprese;
· Responsabilizzare al massimo i committenti, sia privati che pubblici, nel riconoscere la qualità come elemento discriminante nell’assegnazione delle commesse evitando il massimo ribasso sui costi del lavoro come definiti dai CCNL e sui costi per la salute e sicurezza. In particolare occorre da subito intervenire per eliminare nel settore della funzione pubblica le gare di appalto effettuate al massimo ribasso, con la definizione di una soglia minima di costo orario come già avviene in molti Paesi UE.;
· Riconoscere alle imprese operanti nel settore Call-Center gli ammortizzatori sociali in deroga alle norme previste dalla 223/91, prevedendo inoltre una deroga per il 2008 rispetto ai limiti temporali di anzianità previdenziale per i requisiti d’accesso;
· Proseguire nel lavoro dell’Osservatorio Nazionale dei Call-Center;
· Definire rispetto alla legge sulla privacy le ricadute sul settore;
· Effettuare una formazione continua per i lavoratori dei Call-Center in outsourcing.

Le Segreterie Nazionali SLC-FISTEL-UILCOM hanno molto apprezzato le azioni effettuate fin ad ora da parte del Ministero e hanno ribadito il loro impegno a proseguire nella lotta alla precarietà e al sommerso, giudicando importanti gli obiettivi, finora raggiunti.
Il Ministero in particolare si è reso disponibile a continuare un’opera di pressione ulteriore sui committenti e a sollecitare il Ministro per la Funzione pubblica a costituire uno specifico osservatorio per le commesse pubbliche. Il Ministero inoltre si è impegnato a predisporre un ulteriore approfondimento sul tema outbound e ha dato la propria disponibilità a recepire eventuali accordi quadro tra le parti per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali in deroga, ovviamente appena sarà certa la dotazione economica così come prevista nella proposta di legge Finanziaria al vaglio del Parlamento.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

La Regina

lunedì 19 novembre 2007

Solo 73????

E' da quando mi sono ritrovata in mezzo a questo sfacelo che sento parlare di art. 2112 codice civile, me so' fatta na cultura tra legge Maroni (o come la volete chiamare...), cassazioni varie, incontri con tremila avvocati, leggi e regolamentazioni varie del lavoro.

E' da quando mi sono ritrovata in mezzo a questo sfacelo che sento parlare e leggo di proposte di modifica al famoso 2112. Credevo che questa proposta, di cui avevo approfondito il testo e che reputavo necessarissima e urgentissimissima, fosse un pezzo avanti.

Ricevo oggi una mail dove mi si chiede di dare pubblicità alla petizione on line dove si raccolgono le firme per tentare di portare avanti questo progetto e mi si spiega (rabbrividisco...) che si è arenato per mancanza di interesse del nostro "amato" governo. Si tenta così la strada della rete e della raccolta di firme on line. Una proposta di legge contro le esternalizzazioni SELVAGGE.
Resto ancora più basita nel constatare come questa petizione sia on line dal 06 novembre e abbia raccolto solo 73 firme.

Allora... vogliamo farci sentire? Magari inserendo nei commenti la richiesta che qualsiasi modifica a favore dei dipendenti possa essere retroattiva???

Vogliamo vedere in 48 ore quante firme riusciamo a ottenere?

giovedì 15 novembre 2007

Risposta del Presidente della Camera Fausto Bertinotti

Pubblico la risposta del Presidente della Camera ad una lettera inviatagli da una nostra collega e ringrazio il Presidente per il suo interesse.


Gentile signora Mazzone,

ho ricevuto la Sua email del 9 ottobre scorso e ho letto con attenzione quanto Ella ha inteso rappresentarmi.

Nel mio discorso di insediamento, ho sottolineato tra l'altro che viviamo ogni giorno il rischio di un distacco del paese reale dalle istituzioni, il rischio di una separazione della quotidianità della vita delle donne e degli uomini dalla politica, il rischio che, in questo quadro, una parte della società - quella più debole, quella più spogliata - venga trascinata fuori dal quadro della politica.

La politica tutta vive una sua crisi; eppure dal nostro paese viene alta e grande una domanda di politica, una domanda esigente e, a volte, aspra.

Il Parlamento non potrà da solo risolvere questi grandi problemi, affrontare questa dura crisi, ma può concorrere alla rinascita e allo sviluppo di tutte le forze democratiche, di partecipazione e di politica; concorrere con l'insieme delle istituzioni democratiche e attraverso la partecipazione delle donne e degli uomini del nostro paese, con cui penso possiamo lavorare alla riqualificazione dello spazio pubblico, che ognuna e ognuno possa vivere come propria comunità.

Il nocciolo duro della crisi sta nell'incapacità della politica di dare risposte ai problemi della vita quotidiana dei cittadini, come il quesito che mi ha posto, che rappresentano il fondamento sociale e strutturale della crisi. Se non si danno risposte a questi problemi allora le riforme rischiano di essere sì necessarie ma non sufficienti.

Serve una riforma della politica che tenga conto del malessere degli strati a reddito medio e basso della popolazione.

E' il rapporto tra il lavoro e la vita, che decide, spesso, il livello di società e di civiltà.

Per anni, non solo questi ultimi, si è vissuto un oscuramento nel mondo del lavoro: un lavoro che ha subito spesso una svalutazione sociale, alla fine della quale è spuntata drammaticamente la precarietà come il male più terribile del nostro tempo.

Io penso che sia intollerabile.

Perciò, dobbiamo riprendere il filo di un diverso discorso, anche per restituire il futuro alle nuove generazioni, che ce lo chiedono in molti modi, ma che ce lo chiedono così intensamente.

Nel mondo del lavoro ci sono stati e ci sono dei picchi di cancellazione dei diritti e di inciviltà che non ammettono più che si protraggano nel tempo e che chiedono interventi molto forti da parte della politica e delle istituzioni in particolare; allo stesso tempo penso che finalmente sul mondo del lavoro si riscontra una nuova attenzione, grazie anche ai lavoratori che la hanno sempre tenuta viva malgrado il lungo ciclo di oscuramento.

Bisogna restituire ai lavoratori singoli e organizzati una capacità di controllo, associata anche ad una protezione quando denunciano i soprusi. Oggi il lavoro è diventato rischioso, è stato abbattuto il potere di controllo del sindacato sul lavoro. E' importante, invece, la restituzione di capacità di controllo affinchè i lavoratori abbiano la giusta protezione.

Come ho detto in più occasioni, penso che sia arrivato il momento che le istituzioni agiscano e si mettano in condizione di avviare una grande inchiesta sul lavoro che cambia, con il coinvolgimenti di tutti i soggetti istituzionali tra cui il Cnel e l'Inail, così da costruire una cultura politica su un tema che è di ogni giorno.

Per quanto riguarda il caso dell'esternalizzazione dei dipendenti Vodafone, Le comunico di aver ricevuto altre segnalazioni come la Sua e di averle inoltrate alla Commissione parlamentare competente affinchè i deputati possano prenderne visione e intraprendere le azioni che ritengono opportune.

Nel ringraziarLa per la Sua attenzione, colgo l'occasione per inviarLe il mio saluto più cordiale.

Fausto Bertinotti

PERCHE'... SENNO??


Direttive fresche di giornata:
non ci si alza dalla propria sedia se non per andare in bagno.
Non si parla tra di noi.
La pausa fuori dal reparto.

Di cosa hanno paura????
se non ci fosse da piangere ci sarebbe da MORIR DAL RIDERE.

A RIDICOLI!!!!!!!!!!!!

martedì 13 novembre 2007

Primo giorno in Comdata Care: lettera di una collega











Roma, 12 novembre 2007. Il mio primo giorno di lavoro sotto “il nuovo padrone”… Entro con la macchina, attraverso il cancello e parcheggio…. Arriva subito un tizio vestito modello pompe funebri che con un forte accento milanese mi chiede ”Che sei di Comdata TE’?” Io rispondo di si e subito mi dice che devo spostare la macchina perché in quel posto non ci posso stare… Gli chiedo il perché e mi risponde “perché non si può stare”. “Grazie per la spiegazione” dico io e mi sposto… Poi salgo al II piano e saluto le 4 o 5 persone che sono dietro la reception…nessuna risposta (forse parlano un’altra lingua????). Appena entro mi cerco una postazione mentre mi accorgo che ci saranno circa 27 o 28 gradi…. Poi mi danno il kit di benvenuto con una miriade di psw e account, proprio quegli account che abbiamo tanto preso in giro fino alla scorsa settimana.. ZZ…. Non dimentichiamoci della scatolina di latta con dentro le caramelle ed il logo Comdata Care sul retro….le metterò in un’urna di cristallo ed oro come Biancaneve dopo aver morso la mela stregata… Poi entriamo nel caos più totale, non si riesce ad entrare negli applicativi, le psw non funzionano ed il tempo passa veloce come il vento… Poi faccio una “visitina” al bagno delle donne (essendo io una femminuccia) e mi accorgo che se chiamiamo l’ufficio d’igiene li fanno chiudere subito…. Intorno all’ora di pranzo arriva l’idea illuminante… Ci scambiano i bagni… Quelli che prima erano delle donne ora diventano degli uomini e viceversa….Il tutto senza nemmeno una pulitina…. Che dire, sono sopravvissuta a questa prima giornata….in fondo domani è un altro giorno… Intanto vi allego le foto che ho scattato col mio cellulare per farvi vedere i potenti mezzi di Comdata Care e la sua meravigliosa nuova sede….Tweedy

domenica 11 novembre 2007

Arrivederci...


Roma Boccabelli

Sabato 10 novembre ore 15.55

Siamo tra gli ultimi ad abbandonare la nave.. si chiudono gli ultimi scatoloni, il trasloco è terminato.

Resta il tempo di un brindisi, l’ultimo dei tanti consumati tra queste postazioni.
Un brindisi amaro… al nostro futuro e a quello dei nostri colleghi.

Ghebba

venerdì 9 novembre 2007

Ricordate sempre che....


Le decisioni sono un modo per definire se stessi. Sono il modo per dare vita e significato ai sogni. Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo.

Dalai Lama


La Regina