domenica 30 agosto 2009

Comunicato Fistel Cisl: mancata erogazione mensilità PDR

Care lavoratrici e lavoratori,
FISTEL- CISL, vi informa di aver concluso con esito giudiziario positivo una vertenza “pilota”, tramite la sua rappresentanza di Padova, per il riconoscimento di una somma ancora dovuta dall’azienda a seguito dell’accordo di cessione del 25 Ottobre 2007.
La somma è pari per un full time a 908.33 euro. Questa somma era promessa in un allegato all’accordo: in esso l’azienda si impegnava a riconoscere una somma per il periodo dal 1 Aprile 2008 al 31 Luglio 2008, pari al raggiungimento del 100% del target dell’anno fiscale 2007-2008 (vi ricordiamo di 2725 euro), qualora il confronto per la definizione del premio di risultato per il quadriennio 2008/2012, non avesse prodotto risultato entro il 31 Luglio 2008.
Ancora a Roma, in occasione dell’incontro, per la firma dell’accordo sindacale del 16.09.08, poi bocciato, la somma fu da noi richiesta ma ricevendo in risposta un rifiuto.
Per motivi che ignoriamo, questa somma è stata completamente trascurata anche dai “compagni” di Slc-Cgil, salvo un comunicato tardivo, inoltrato sulla sola sede di Padova, quando ormai il ricorso “pilota” si era concluso positivamente e tutti i lavoratori di quella sede erano già stati informati del diritto loro riconosciuto.
A seguito del ricorso vittorioso, altri lavoratori hanno presentato analogo ricorso tramite i nostri uffici vertenze.
L’ azienda in Agosto ha richiesto al nostro Segretario Nazionale T. Ferlinghetti la cortesia di sospendere l’avvio di ulteriori ricorsi miranti ad ottenere le mensilità di PDR spettanti ai lavoratori ancora da Settembre 2008.
L’azienda finalmente si dichiara intenzionata a discutere modalita’ e tempi di pagamento della somma a tutti i dipendenti.
Vi anticipiamo già che, come sinora fatto in ogni occasione, rilanceremo la riapertura della trattativa di secondo livello sul Premio di Risultato.
Data la particolare situazione di Roma, priva di rappresentanza sindacale, preghiamo chi desiderasse avere ragguagli sulla situazione di contattare Alessandro Faraoni al 3482270330 oppure all’indirizzo e-mail alessandro.faraoni@vodafone.com.

Un saluto
Fistel Cisl Roma

martedì 28 luglio 2009

Ennesima prepotenza aziendale: licenziata una collega di Comdata Care a Roma!

Il Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB esprime massima solidarietà alla collega di Comdata Care Debora Damiani e alla Confederazione Cobas per questo ennesimo atto di prevaricazione ed arroganza dei vertici Comdata.

Questa collega è stata licenziata perchè, a sua insaputa, la sua password è stata utilizzata per attivare delle promozioni. E' stata fatta pagare a una collega impegnata sindacalmente - guarda caso - le falle aziendali in termini di sicurezza informatica (alla faccia del codice etico!).

Falle che noi a Torino conosciamo molto bene, visto che Citrix è la normale interfaccia che viene utilizzata sulla commessa più importante, ossia ENI. Una unica password di rete per entrare in tutti i pc, login e password di Citrix che, alla fine di un contratto a tempo determinato, vengono riciclate e affibbiate ad altri colleghi, oppure utilizzate per le emergenze, tanto che poi, quando questi colleghi - magari in stop & go - rientrano possono ritrovarsi contratti attivati o cessati da altri, ma con le proprie utenze... un sistema di sicurezza da azienda delle banane!

Ma d'altronde, non sono queste le preoccupazioni del nostro amministratore delegato, impegnato, oltre che a sedersi nei "salotti che contano" di Asstel, a piagnucolare su presunte "crisi" ancora non dimostrate. Il tutto per procrastinare "sine die" contratti precari e salari da fame, cassa integrazione e tagli al personale, nel mentre allegramente investe con due soldi in Romania e Bulgaria, dove molte commesse Comdata stanno andando a finire.

Il tutto sulle pelle di operatori e operatrici che devono anche subire l'arroganza e i metodi da caserma di capi del personale "sceriffi", protagonisti di telefonate a chi è in mutua (bellamente avvertito del fatto che "è meglio ritornare al lavoro"), convocazioni in ufficio sullo stesso tema (con proposte ai limiti della legalità su possibili iscrizioni alle "categorie protette"), "passeggiate" fra le position per vedere chi ha un libro o un telefono poggiato sul tavolo, contestazioni disciplinari fantasma ("lei è stato/a visto/a fare questo o quello...", non si sa bene da chi), e molto altro...Ricordando a lorsignori dirigenti aziendali che quando si tira troppo la corda, poi si spezza, ci mettiamo subito a disposizione delle colleghe e dei colleghi di Comdata Care per tutte le azioni di solidarietà necessarie fino al giusto reintegro di Debora.

Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB Torino

lunedì 27 luglio 2009

DEBORA DAMIANI - LICENZIATA INGIUSTAMENTE

*Licenziata INGIUSTAMENTE*
* donna di 41 anni, madre, moglie *
*impegnata sindacalmente con i Cobas.*

DEBORA DAMIANI, dopo ben 14 anni di servizio per una società - Vodafone -che non si è fatta scrupoli a vendere la sua professionalità ma soprattutto la sua vita ad un'azienda - Comdata Care - creata appositamente per distruggere gradualmente tutte le certezze dei dipendenti che apparentemente ha acquistato insieme ad un presunto ramo d'azienda (che ancora oggi dimostra di non avere nessuna autonomia) E’ STATA LICENZIATA INGIUSTAMENTE.
PERCHÉ Debora è stata licenziata?
La sua password, A SUA INSAPUTA, è stata utilizzata per attivare delle promozioni.
Debora è stata quindi licenziata per non aver denunciato prima le inefficienze di Comdata Care in materia di sicurezza dei sistemi utilizzati per svolgere il proprio lavoro e per non averla obbligata a predisporre dei sistemi informatici più sicuri!
Quale colpa ha Debora se per avviare una qualsiasi macchina presente in azienda è stata predisposta una password uguale per tutti?
Quale colpa ha Debora se per avviare qualsiasi applicativo necessario a svolgere il suo lavoro deve collegarsi ad un server di Vodafone che è l'unica ad identificarla come utente abilitato a compiere tali operazioni?
Quale colpa ha Debora se solo oggi scopriamo che Roma è l'unica sede ComdataCare che usa Citrix, una specifica interfaccia per lavorare sui sistemi Vodafone?
Esiste un sistema di identificazione alle macchine di Comdata Care?
MA SOPRATTUTTO: esiste un'analisi fatta da Comdata Care per dimostrare l'estraneità di Debora ai fatti segnalati da Vodafone? Possibile sia sufficiente un resoconto di Vodafone per sbattere fuori unapersona che solo pochi anni fa era stata premiata economicamente dalla stessa Vodafone per la sua diligenza? Siamo o non siamo dipendenti Comdata Care? E' sufficiente bloccare il computer quando ci allontaniamo dalla nostra postazione? O è necessario chiudere tutte le applicazioni per salvaguardare la nostra password?
A Debora e a nessuno di noi è stato detto nulla in proposito!
PERCHE’?
O forse la verità è un'altra e le colpe di Debora sono di essersi resa disponibile a testimoniare per un altro collega che era stato ingiustamente licenziato, di aver scelto di partecipare attivamente alla nascita di un sindacato che per questa azienda non rientra negli schemi convenzionali, di essersi candidata nella lista Cobas per le elezioni della nuova Rsu?
Noi nutriamo molti dubbi sulla correttezza di Comdata Care, Comdata esoprattutto Vodafone, artefice principale del nostro destino, ma su Debora NO!
COSA STA SUCCEDENDO? COSA È SUCCESSO ESATTAMENTE 2 ANNI FA?
Molti di voi lo ricorderanno sicuramente - ma è bene ricordare all'opinione pubblica - quello che fin da subito 914 persone hanno temuto stesse per accadere e che oggi si sta concretizzando:

CESSIONE DI RAMO PER MASCHERARE LICENZIAMENTI DI PERSONALE!

Non si è trattato di una cessione di ramo d'azienda: Vodafone non era in crisi, il ramo d'azienda non era preesistente, il personale addetto non aveva uno specifico know how e i sindacati confederali che hanno assistito allo scempio si sono arrogati il diritto di firmare un accordo di cessione fasullo e senza alcun mandato dei lavoratori.
ECCO COSA E’ CAMBIATO: dopo quell'accordo Comdata Spa è stata sindacalizzata e prima ancora di intervenire sulle garanzie dei lavoratori è stato firmato un accordo per garantire un monte di 4000 ORE DI PERMESSI SINDACALI per le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL!Dopo solo 18 mesi dall'operazione FIORENZO CODOGNOTTO, amministratore delegato della holding che controlla Comdata Care, guadagna una POLTRONCINA all'ASSTEL. Cosa sicuramente irrilevante se non fosse che nei 20 anni di attività che aveva alle spalle non era riuscito forse neanche ad entrare all'ASSTEL…
VODAFONE... cara Vodafone... e tu cosa hai guadagnato in tutto questo?
Continui a vendere la tua immagine di società perfetta, a collezionare “bollini rosa” per il buon trattamento riservato alle tue donne, a fare profitti con il lavoro di quelle persone che hai affidato ad un altro padrone perché se ne liberasse senza coinvolgerti e senza che le tue manine si macchiassero.
PIETRO GUINDANI, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Vodafone,dove sta? Ha rassicurato i suoi dipendenti sull'affidabilità di questo partner commerciale e come carne da macello ci ha ceduto ad una società che, non riuscendo a sollevarsi, ci tratta come zavorre.
Siamo certi che in sede di giudizio questa storia si risolverà a favore della collega ma non siamo disposti a far finta che non sia successo niente e ci batteremo fino in fondo per ottenere il suo reintegro.
AIUTACI ANCHE TU A DENUNCIARE QUANTO E’ SUCCESSO A DEBORA E QUELLO CHE ALTRI HANNO DECISO PER IL NOSTRO FUTURO!
Fai girare questa mail e inviala anche ai seguenti indirizzi:
presidenza.repubblica@quirinale.it
redazione@ilmanifesto.it
larepubblica@repubblica.it
rubrica.lettere@repubblica.it
lettere@unità.it lettere@unit%C3A0.it
lettere@lastampa.it
messaggeroprioritaria@ilmessaggero.it
lettere@corriere.it

*Coordinamento nazionale Cobas Comdata Care** *

giovedì 16 luglio 2009

APPELLO

Sarebbe utile a tutti poter condividere copia dell'accordo sottoscritto in questi giorni (vedi post precedente).
Se qualcuno riesce ad averlo, può inviarcelo via mail?
Grazie!

mercoledì 15 luglio 2009

MUMBLE MUMBLE...

Riportiamo la notizia (mi piacerebbe leggere i dettagli di questo accordo....)


Roma, 14 lug. - (Adnkronos) -

Un accordo a tutela dei livelli occupazionali da parte di Comdata e' stato siglato, dopo una lunga vertenza, dalle Segreterie Nazionali e territoriali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Ne da' notizia la Slc Cgil in una nota che ricorda come il gruppo Comdata e' una azienda leader nelle attivita' di call center con oltre 4000 dipendenti.
''L'accordo rappresenta un portante successo di tutte le parti. Dei lavoratori che - spiega Alessandro Genovesi, segretario nazionale del sindacato della Cgil - hanno sostenuto il sindacato con la lotta e dell'azienda che ha dimostrato senso di responsabilita'.

In particolare sono rientrati gli oltre mille esuberi dichiarati e tutti i siti (la proprieta' aveva deciso di chiudere il centro di La Spezia) rimaranno operativi con una piu' razionale distribuzione delle attivita'. Questo garantira' tanto il sito ligure che quello sardo, oltre che tutti gli altri siti di Milano, in Piemonte e in Puglia''.
L'accordo prevede un periodo di cassa integrazione in alcune realta' dell'azienda in attesa di ridislocare le attivita'. In piu' l'accordo si fa garante dei lavoratori a termine che, per anzianita', avevano gia' nel 2008 maturato il diritto alla stabilizzazione e si riconosce il diritto di precedenza per gli altri in caso di ripresa o picchi produttivi.

''Con l'accordo e con i relativi interventi previsti le parti hanno concordato soprattutto - e questa e' una buona notizia per l'intero settore - di non dover piu' intervenire per almeno due anni sui livelli occupazionali (ovviamente fatti salvi eventi eccezionali esterni). Di fatto una vera e propria moratoria sui licenziamenti. Sperando che nel 2010 vi siano segnali di ripresa'', conclude il sindacalista.

lunedì 6 luglio 2009

COMDATA CARE ROMA

Vi ricordiamo che nei giorni:

7 luglio 2009 dalle 10 alle 18
8 luglio 2009 dalle 9 alle 16

si terranno presso i locali di Comdata Care Roma le elezioni sindacali per la nuova Rsu.

QUALCHE CONSIDERAZIONE PERSONALE

Il motivo principale per cui questo blog è ancora attivo è perché riteniamo non esserci, in Comdata, validi strumenti di comunicazione.

Questo è quindi uno spazio dedicato a noi, dove con la vostra collaborazione e il vostro aiuto (grazie anche alle email che ci inviate) cerchiamo di fare il punto della triste situazione.

Poi leggo i commenti tipo quelli del post precedente e mi chiedo… è questa la comunicazione che vorrei qui dentro? Certamente no.

Non cancellerò tali commenti, non vedo motivazioni serie per farlo, facciamo finta che sia stato uno scambio di opinioni…. Però vi chiedo in futuro di essere costruttivi nell’esprimere i vostri pensieri. La cosiddetta guerra tra poveri non giova proprio a nessuno….

E un’altra cosa che vi chiedo è di fare attenzione alle info che fornite nei commenti: i falsi allarmismi non aiutano. Citate le fonti di quello che dichiarate se possibile, o altrimenti sottolineate che si tratta di voci di corridoio e che come tali vanno prese.

Grazie per la collaborazione, ci dispiacerebbe dover attuare una moderazione più forte dei commenti, sarebbe una sconfitta per tutti.

giovedì 2 luglio 2009

COMUNICATO SINDACALE SLC CGIL

SLC CGIL ROMA E LAZIO HA DECISO DI NON PRESENTARE UNA PROPRIA LISTA ALLE ELEZIONI DELLE RSU DI COMDATA CARE.

L’ELEZIONE DELLE RSU ATTRAVERSO IL VOTO SEGRETO DI TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI PRESENTI IN AZIENDA E’ STATA UNA PROPOSTA ED UNA VITTORIA DELLA CGIL OTTENUTA NEL 1993 DOPO ANNI DI LUNGHE BATTAGLIE CONDOTTE NELLE FABBICHE DALLE NOSTRE COMPAGNE E DAI NOSTRI COMPAGNI PER CONSENTIRE A TUTTI DI VOTARE I PROPRI RAPPRESENTANTI SINDACALI.

LA SCELTA IN COMDATA CARE E’ STATA DUNQUE PER NOI DIFFICILE E DOLOROSA MA ABBIAMO DOVUTO PRENDERE ATTO DELLA SITUAZIONE REALE PRESENTE IN AZIENDA E L’IMPOSSIBILITA’ DI PROSEGUIRE L’ESPERIENZA RSU AVVIATA CIRCA DUE ANNI FA.

A MARZO CI E’ STATO IMPEDITO DI SPIEGARE IN ASSEMBLEA IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE, UN ACCORDO FIRMATO DA UGL CISL E UIL CHE PEGGIORA LE CONDIZIONI ECONOMICHE E NORMATIVE DI TUTTI I LAVORATORI ITALIANI; IN QUEI GIORNI IN TUTTE LE AZIENDE ITALIANE, ANCHE IN QUELLE TRAVOLTE DALLA CRISI E DAI LICENZIAMENTI, SI SONO FATTE LE ASSEMBLEE CGIL E SI E’ VOTATO; MENTRE CIO’ NON E’ STATO POSSIBILE IN COMDATA CARE, IMPEDENDO ANCHE A CHI VOLEVA ASCOLTARE E VOTARE DI POTERLO FARE.
INOLTRE, NEI GIORNI SUCCESSIVI LA RSU SLC CGIL HA RICEVUTO MAIL CON INSULTI ED IGNOBILI GIUDIZI PERSONALI.

A QUESTO PUNTO, E’ EVIDENTE CHE IN GIOCO NON E’ PIU’ UN ACCORDO, MA IL CONCETTO STESSO DI DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO ED IL DIRITTO DEI SINGOLI INDIVIDUI AD INFORMARSI ED ESPRIMERSI ANCHE SE MINORANZA.

SU QUESTO NON SI PUO’ MEDIARE, SENZA SE E SENZA MA.

PER QUESTO FACCIAMO UN PASSO INDIETRO, CI FERMIAMO, NELLA SPERANZA CHE QUANDO DEMOCRAZIA, TOLLERANZA, DIRITTO AL DISSENSO ED A MANIFESTARE LIBERAMENTE LE PROPRIE IDEE TORNERANNO IN CAMPO POTREMO FARE TUTTI INSIEME DUE PASSI IN AVANTI.


ROMA 1.7.2009

SLC CGIL ROMA E LAZIO

domenica 28 giugno 2009

Cessione Vodafone

Ne parla Marco Travaglio nel suo libro "Italia Anno Zero" da pag. 230 in poi.
Ricostruisce la puntata andata in onda in quel periodo e fa delle considerazioni economiche sociali che ovviamente bocciano tali speculazioni.

Provvederemo ad aggiornarlo....

venerdì 26 giugno 2009

Premio di risultato: cosa sta succedendo?

*PIANO DI INCENTIVO O PDR?

**335 EURO O 2725,00 EURO?*

Se e` gia` tanto brava da sola l'azienda a creare confusione e false aspettative con comunicazioni incerte e poco trasparenti, diviene addirittura fuorviante, a qualcuno in malafede potrebbe apparire proprio strumentale, la comunicazione pervenuta da slc cgil che cavalca la facile onda del malcontento generale per una reale perdita economica subita a distanza di 20 mesi dal passaggio in Comdata Care e cerca di far passare per ORO quanto con lucidità e consapevolezza il 74% dei dipendenti dell'azienda hanno giudicato INADEGUATO.

E' a dir poco infelice il tentativo di riproporre come punto di partenza per un nuovo tavolo sul pdr stralci dell'accordo integrativo bocciato dai lavoratori per di più con commenti che sono palesemente errati e fuorvianti e ignorando aspetti determinanti per il raggiungimento di quel premio di risultato.

A tal fine vi alleghiamo il testo integrale di quell'accordo e vi sottolineiamo i punti che probabilmente ne hanno determinato la bocciatura e comunque gli aspetti che già all'epoca abbiamo evidenziato come assolutamente negativi.

FRANCHIGIA: la franchigia introdotta da quell'ipotesi di accordo era di 10 giorni e non di due settimane (14 gg)! L'azienda affermava e Cgil, Cisl eUil accettavano che essendo questo un premio DI RISULTATO era giusto distribuirlo in base all'effettiva presenza dei lavoratori.

Ma, a parte la franchigia, cosa prevedeva quel modello di PdR?

EBITDA: parametro internazionale che, banalizzando, misura la differenza tra lavoro fatturato (le entrate) e costo di tale lavoro (spese sostenute, a lordo di certe spese non conteggiate nel parametro). Ogni anno l'azienda fissa un risultato da ottenere: per il 2008/2009 era stato concordato che il premio fosse erogato se l'EBITDA fosse stato pari al 5% del fatturato. Basta che sia POCO O POCHISSIMO PIU' BASSO per perdere completamente il Premio. Per quanto la speranza sia l'ultima a morire non abbiamo avuto dall'azienda notizie confortanti su l'EBITDA dell'anno fiscale che sta per chiudersi.

ATTENZIONE Il modello di PdR a cui eravamo abituati e che come Coordinamento nazionale Cobas vorremmo ripristinare, aveva degli ammortizzatori: se anche si raggiungeva solo il 90% dell'obiettivo posto per quell'anno, il PdR NON veniva competamente perso, ma VENIVA EROGATO IN MISURA MINORE.

PRODUTTIVITA' E QUALITA': in quell'ipotesi di piattaforma integrativa, una volta raggiunto l'obiettivo EBITDA fissato, dal 2009/2010 in poi era prevista l'introduzioni anche dei parametri correttivi in base alla produttività e alla qualità di cui non erano stati definiti i dettagli. Vi ricordiamo come tali parametri hanno determinato una riduzione del 20% del valore dell'incentivo per il mercato CREDITO nello scorso bimestre che dovrà essere scalato dalla già esigua cifra di 335 euro LORDI per un fulltime!!!

*Tutti voi sicuramente lo ricordate, come ricordate tutti quei punti legati piu` strettamente ai nostri diritti, al nostro quotidiano, che quell'accordo ci toglieva.**Eppure chi ce lo sottoponeva erano gli stessi che avevano sottoscritto l'accordo di cessione, perche` tanto per noi non sarebbe cambiato nulla!**

Il fatto e` che se i lavoratori in tanta maggioranza dicono di non volere una cosa, e questa e` invece tanto desiderata dall'azienda, un sindacato responsabile sostiene le istanze che i Lavoratori portano avanti, non continua a pubblicizzare i desideri del padrone; altrimenti chi sta rappresentando?*

Il coordinamento nazionale Cobas Comdata Care ha rinnovato la richiesta all'azienda ufficialmente il 20 gennaio 2009, il 2 giugno 2009 e lo rinnoveremo ancora per presentare le istanze dei lavoratori.

*C4 Roma*

Piano di incentivo

Ciao,

in questi ultimi giorni è forte il disappunto fra tutti noi per le ultime notizie dell'Azienda sul Piano di incentivo. Pare, infatti, non fosse chiaro a tutti i colleghi del nostro sito che nel calcolo del 70% delle presenze individuali che davano diritto all'erogazione della quota di incentivo raggiunta rientrassero tutte le forme di assenza (rol, ferie, malattia, 104,permessi studio, ecc.).

Ci chiediamo se questo equivoco è da imputare esclusivamente ad una nostra superficialità o non, piuttosto, ad una scarsa chiarezza delle comunicazioni aziendali. Certo, ci rincuora non poco che nello stesso errore interpretativo siano incorsi anche le colleghe ed i colleghi di altre sedi della nostra Azienda, ad esempio Ivrea, dove le Rsu hanno pubblicato il comunicato che Vi alleghiamo. Dal canto nostro, non possiamo che ribadire la posizione espressa dalle nostre Rsu e dalla Segreteria Slc-Cgil con il comunicato pubblicato il 27 gennaio scorso e che, per comodità, Vi alleghiamo. In quel documento le Rsu e la Segreteria Territoriale Slc Cgil sottolineavano che il Progetto di incentivo costituiva un'iniziativa unilaterale dell'Azienda che presentava due rischi:

1) elargire il beneficio economico solo ad una piccola parte di dipendenti;

2) mettere in atto azioni discriminanti fra colleghi.

In quello stesso documento si sottolineava l'importanza dell'istituzione del Premio di Risultato (PdR) perché esso:

1) è concordato tra le parti (Azienda e OO.SS.);

2) è raggiungibile per tutti i dipendenti;

3) ha una durata quadriennale.

Auspichiamo si possano aprire spiragli di una trattativa a livello nazionaleper tornare a discutere nuovamente del PdR, magari partendo dall'Ipotesi di Accordo siglata il 16 settembre 2008 e sottoposta al nostro voto il 29 e 30settembre 2008, con esito negativo.

In essa:

1) si garantiva il Premio di Risultato (PdR) fino al 2012;

2) si riconosceva per l'anno fiscale 2008/2009, l'erogazione di una quota di PdR, ad esempio per un FT al 5° livello di E. 2725,00 lordi;

3) si garantiva l'erogazione del Premio non solo a tutto il personale a tempo indeterminato, ma anche al personale con contratto di apprendistato e di inserimento e al personale somministrato. L'unico limite stabilito per il riconoscimento del PdR era costituito da una franchigia di due settimane di assenza per malattia, superati i quali si prevedeva una riduzione proporzionale del Premio di Risultato: cioè se ne prendeva una percentuale in meno in rapporto ai giorni di assenza per malattia. Chiaramente tale limite non è stato accettato all'inizio dai sindacati, ma è il risultato di una trattativa. Certo, si introduce un principio che non condividiamo, ma oggi, guardando alle “regole del piano di incentivazione aziendale, ci convinciamo che quella forma di incentivazione è migliore di un piano unilaterale dell'azienda e garantisce un minimo di dignità a tutte le persone. Per comodità, riportiamo quanto era contenuto nel testo: “

Il valore del P.d.R. sarà ridotto di tante quote giornaliere quanti sono i giorni di assenza nell'anno fiscale ad esclusione delle ferie, dei permessi retribuiti, dell'astensione obbligatoria per maternità, dei giorni di ricovero ospedaliero ivi compresi i day hospital e dei permessi retribuiti ex legge n. 104/92 fatta salva la franchigia per assenza per malattia paria 10 giorni in ragione d'anno. Nell'eventualità si dovessero creare le condizioni per riaprire una trattativa di II livello in cui discutere nuovamente del Premio di Risultato, ci auguriamo tutti che, nell'interesse comune, riusciremo ad analizzare gli eventuali risultati con maggiore serenità.

Comitato degli Iscritti SLC-

N.B. La presente e_mail è un'iniziativa del Comitato degli Iscritti SLC CGIL di Comdata Care Roma.

sabato 20 giugno 2009

COMDATA CERNUSCO

Portiamo in evidenza un commento postato da un collega...

sono dipendente indeterminato di Comdata Cernusco (ex Televoice): la nostra sede 160 lavoratori circa, tutta ristrutturata lo scorso anno per una spesa di 800.000 euro, chiude e nei mesi di luglio e agosto verremo tutti trasferiti a Milano Kulisciof, 30 km di distanza, con l'incognita anche della cassa integrazione (ieri vertice Rsu e sindacati a Milano). Tutto questo e' successo nel giro di 1 mese praticamente, e sappiate che le nostre commesse (DHL, MPE, Italcogim, H3G, RCS) vanno molto bene!!!! H3G verra' forse spostata a Lecce e RCS non si sa ed il perche' se vanno bene si chiude, ce lo domandiamo tutti qui! I sindacati non hanno saputo contrapporsi e le RSU non sono state incisive...e noi credevamo in loro. Voi delle sedi storiche lo sapevate?

martedì 16 giugno 2009

COMDATA CARE CONDANNATA PER ATTIVITA' ANTISINDACALE

Il 4 maggio 2009: il Tribunale civile di Roma, III sezione civile lavoro, condanna la società Comdata Care S.p.A. per attività antisindacale nei confronti dell’Organizzazione sindacale Cobas del lavoro privato consistita nel diniego di procedere a trattenuta sulle relative buste paga dei dipendenti che avevano richiesto cessione del credito mensile in favore dell’Organizzazione sindacale Cobas del lavoro privato.Tale sentenza dimostra come le motivazioni addotte dall’azienda fino ad oggi erano del tutto pregiudiziali dell’organizzazione sindacale scelta a stragrande maggioranza dai dipendenti Comdata Care di Roma, e non solo, perchè ritenuta maggiormente rappresentativa.

leggi la sentenza

mercoledì 10 giugno 2009

Comdata S.p.A. si espande e a Torino manda a casa centinaia di precari

Lettera ai mezzi di informazione e alle istituzioni



Siamo un gruppo di lavoratori e di lavoratrici della sede torinese della Comdata SpA, tutti con contratti a tempo determinato e con scadenze che vanno dalla metà di maggio alla metà di luglio. Ci troviamo costretti a scrivere ai mezzi di informazione e alle istituzioni per far conoscere la nostra situazione e aprire uno squarcio di luce sull’utilizzo della precarietà nelle aziende della cosiddetta “new economy”, anche nei periodi di crisi.

Comdata SpA è una grande azienda specializzata in attività di Customer Care, Contact Center Inbound e Outbound, Help Desk multilingue, Servizi di supporto alla gestione del cliente, Analisi e sviluppo di progetti e soluzioni di gestione documentale e CRM, archiviazione ottica e cartacea. Impiega ufficialmente 5800 dipendenti, il 90% dei quali in 16 call centers, fra i quali più di 500 persone nella sede di Torino.

Comdata SpA si presenta, attraverso il suo sito web, come “un partner affidabile e vicino alle vostre esigenze… Scoprite la nostra filosofia per dare valore al vostro business… Una realtà di successi, grandi progetti, opportunità concrete”… Opportunità concrete sicuramente non ce ne sono per i suoi dipendenti. Infatti, nonostante i 300 milioni di fatturato dell’anno scorso, le acquisizioni di un ramo d’azienda di Vodafone (914 operatori nel 2007), il controllo e l’acquisizione di altre 10 aziende del gruppo, una ricapitalizzazione da 12 milioni e mezzo di euro fatta ad inizio anno, le prospettive di stabilizzazione occupazionale sono un miraggio. Invitandovi ad osservare quanto sta avvenendo nelle sedi di La Spezia, Asti, Scarmagno, Ivrea, Milano, Olbia (con ricorso massiccio alla cassa integrazione, ferie forzate e sedi a rischio chiusura), vi possiamo solo dire che, al dicembre 2008, su un totale di circa 600 dipendenti nella sede di Torino, poco meno della metà era a tempo determinato, in spregio a quanto stabiliscono la Costituzione, la legge 368/01, il CCNL e un accordo interno del 2007 che stabiliva un rapporto in percentuale fra indeterminati e determinati prima 60/40 e poi negli anni successivi, 80/20.

Ora siamo giunti alla scadenza dei nostri contratti a termine e abbiamo pensato di prendere la parola. Finora non lo abbiamo quasi mai fatto per quella maledetta, comprensibile, paura di essere additati come “rompiscatole” e quindi nella speranza che il nostro “silenzio” ci permettesse di continuare a lavorare in questa azienda. Purtroppo, visto che nessuno parla di noi, e nessuno parla con noi (neanche le organizzazioni sindacali e le RSU), non ci resta altro da fare che comunicare quello che pensiamo.

Abbiamo la certezza non solo dei nostri futuri licenziamenti, ma anche di essere stati raggirati. Abbiamo il sospetto che, stante quello che abbiamo scritto sopra (e che è tranquillamente verificabile nel sito dell’azienda e alla Camera di Commercio), l’intenzione dell’azienda sia mandare a casa i precari, mettere in cassa integrazione i colleghi a tempo indeterminato, sfruttare i finanziamenti dello Stato (che paga la cassa) e diversificare gli investimenti in qualche settore più redditizio e con costi del lavoro più bassi. Con un impatto drammatico nella regione Piemonte, dove la crisi economica già morde da mesi e dove ritrovare un lavoro in questo momento è quasi impossibile.

Ma c’è dell’altro: lavoriamo per la Comdata Spa da molto tempo (da un minimo di 1 anno e mezzo a un massimo di 2 anni e mezzo). Lo abbiamo sempre fatto con scrupolo e professionalità, in diverse commesse, spesso ottenendo livelli di qualità superiori ai nostri colleghi dipendenti delle aziende committenti. Lo abbiamo fatto pensando di far parte di un’azienda seria, (qualche quotidiano l’aveva definita “virtuosa”), che si distinguesse dalle tante che operano sul mercato attraverso contratti a progetto e operazioni spregiudicate e cialtronesche. Sappiamo che in questi anni l’azienda è cresciuta, sia dal punto di vista dell’espansione delle sedi sul territorio nazionale e all’estero, sia sul piano delle partnerships con altre aziende, sia su quello del fatturato e dei ricavi. Per questo reagiamo con sconcerto, preoccupazione e rabbia, alla prospettiva, per moltissimi di noi, di dover andare a casa dopo anni. Le scuse che ci vengono propinate sono che l’azienda va male perché si farebbe troppa mutua, o che la produttività sarebbe scarsa, o che le commesse “telefoniche” vanno male, o che nella commessa ENI (sulla quale lavorano la maggior parte di noi a Torino) con l'arrivo dell'estate arrivano meno chiamate perchè, come ci hanno detto i nostri team leader, ENI E' UNA COMMESSA STAGIONALE.... Ma soprattutto siamo incazzati neri per il fatto che nessuno si degna di spiegarlo ai diretti interessati (cioè noi, quelli coi contratti in scadenza), mentre a chi viene convocato vengono fatte passare le giustificazioni più grottesche (come aver fatto troppe assenze, quando queste assenze erano sostanzialmente permessi studio universitari), oppure gli viene comunicato uno “stop and go” di più di 20 gg, o addirittura a tempo indeterminato, “fino a quando riprenderanno le commesse”. Per Stop and Go si intende che alla scadenza del secondo rinnovo del contratto a termine ti lasciano a casa e ti richiamano dopo una ventina di giorni per farti un nuovo contratto (nel frattempo hai perso tutta l'anzianità accumulata nei periodi precedenti). Il tutto senza un minimo feed-back operativo (molti di noi, già lasciati a casa, erano totalmente sconosciuti al responsabile del personale nonostante avessero lavorato per circa 2 anni in azienda). Infine, la notizia, all’indomani dell’incontro fra alcuni operatori “prescelti” e l’amministratore delegato, che ci sarà la “strage degli innocenti” fra i tempi determinati in scadenza.

Abbiamo contribuito in questi anni alla crescita economica e produttiva di questa azienda e non accetteremo passivamente di essere accompagnati alla porta senza tanti complimenti. Non accetteremo passivamente di fare le vittime sacrificali di interessi e strategie aziendali che se ne infischiano degli esseri umani e guardano solo alle quadrature dei bilanci (leggi: i profitti). Riteniamo una provocazione che, contemporaneamente alla decisione di licenziarci, si attaccano volantini dove si decantano le più disparate partnership con aziende prestigiose. Con che faccia si presenta l’immagine virtuosa di chi ha speculato sul nostro lavoro?

Abbiamo già avvertito l’azienda che non staremo con le mani in mano e, alla luce delle evidenti illegittimità commesse in relazione ai nostri inquadramenti contrattuali e alle motivazioni che essa adduce per i nostri licenziamenti, porteremo avanti tutte le iniziative in sede legale e di lotta per difendere il nostro posto di lavoro. Perché per riuscire a trattare con l’azienda, non ci rimane che trattarla male…

Operatori/trici “determinati” della sede di Torino

info determinati@gmail.com


PS: In che condizioni ambientali e di sicurezza si lavora nella sede di Torino

La Sede di Torino in via Carlo Alberto si divide in tre piani: nei primi due ci siamo noi operatori al terzo gli uffici amministrativi.

I condizionatori (utilizzati sia il riscaldamento che per il raffreddamento, quindi tutto l’anno), nei primi due piani dove lavoriamo, sono nella parte superiore tutti rotti e pieni di polvere. L’unica manutenzione che viene effettuata è la sostituzione dei filtri nella parte inferiore degli apparecchi, una volta l’anno. I suddetti condizionatori restano accesi lo stesso. I CASI DI MALORI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA continuano a moltiplicarsi.

Durante l'esercitazione antincendio svolta a maggio per i primi due piani mancava un responsabile e ogni Team leader diceva la sua. E nel caos più assoluto sia al primo che al secondo piano noi operatori ci siamo ritrovati per qualche minuto fermi al centro della sala in attesa di comunicazioni. In questo quadro grottesco alcuni dipendenti si sono fatti anche male e per una di queste è venuta anche l'ambulanza (per inciso, questa collega è una delle decine già mandate a casa per mancato rinnovo del contratto a tempo). Non vogliamo immaginare cosa sarebbe successo se l'incendio fosse stato reale.

In cortile, luogo dove noi operatori effettuiamo le nostre pause, ci sono da diversi mesi mattonelle traballanti o rotte che ci mettono a rischio di possibili infortuni, quanto in caso di spostamento o rottura si va sotto di 40cm circa. Le suddette mattonelle continuano a rimanere lì, anzi se ne rompono altre, ma l'azienda non prende alcun provvedimento.

Al primo piano le più elementari condizioni di sicurezza non vengono rispettate in quanto da ogni postazione di lavoro e sono più cento fuoriescono da un pozzetto decine di cavi che ci ritroviamo tra i piedi con i possibili rischi che tutti noi possiamo immaginare.

sabato 6 giugno 2009

Selfin, tensione proprietà-operai

Alla ex Pirelli si prospetta il ricorso alla mobilità. Morteo, vicenda al capolinea
Ancora tempi bui per il settore industriale in provincia di Caserta. Aziende un tempo fiore all'occhiello del territorio, sono da tempo in crisi, scomparse o finite in mani poco raccomandabili. Un terzo delle imprese in profonda crisi si trova proprio nel casertano, venti per la precisione. Ultime vertenze, ma solo in ordine di tempo quella della ex Pirelli e della Rieter. E alla Selfin è tensione tra proprietà e lavoratori.

Maria Beatrice Crisci

" un quadro abbastanza avvilente quello che si presenta ai nostri occhi nella provincia di Caserta relativamente al settore industriale. Nel territorio di Pignataro Maggiore la situazione è sempre più critica. All'ex Pirelli, infatti, il management aziendale prospetta ben 80 esuberi per l'intero gruppo italiano e per questi già è stato annunciato il ricorso alla mobilità. I tagli potrebbero toccare anche il sito casertano che conta 150 unità. "Non conosciamo ancora nel dettaglio i provvedimenti che saranno adottati", fanno sapere i sindacati, "ma certamente ci batteremo perchè si possa accedere alla mobilità in modo del tutto volontario quale strumento di accompagnamento alla pensione".
Per la Rieter già impegnata in un programma di riorganizzazione le cose non vanno certo meglio dal momento che diventa sempre più problematica la trattativa aperta sul programma di armonizzatori contrattuali che dovrà riguardare sia i lavoratori di Marcianise che di Pignataro Maggiore.
Continua, intanto, il braccio di ferro tra Selfin azienda di servizi informatici e i lavoratori casertani dopo che il gruppo torinese ha deciso di optare per la cig per 13 settimane per 45 lavoratori.
"L'azienda resta convinta", sottolineano i sindacati, "che non ci sono alternative in mancanza di lavoro, dopo che è stato portato a termine il piano di smaltimento delle ferie".
La Rsa ricorda però che il gruppo Comdata ha acquisito la Selfin forte di un contratto quinquennale con la Ibm di 50 milioni di euro, a supporto di tutte le attività di rilancio del gruppo "Rilancio che non si intravede", si legge in una nota, "tanto da far ritenere che l'acquisizione di Selfin non abbia solide ragioni industriali e per questo vengono messe a rischio le sorti di tanti dipendenti". Va detto, poi, che la cassa integrazione che partirà dal primo giugno si aggiunge alle 6 settimane già effettuate nei mesi di febbraio e marzo scorso.
Alla Morteo di Sessa Aurunca la situazione non è certo migliore. La vicenda sembra in questo caso arrivata al capolinea dopo gli impegni non mantenuti dall'imprenditore Sartori. Il segretario provinciale della Fiom Cisl Maria Cacciapuoti con l'amaro in bocca sottolinea che "l'auspicio e che le lettere di licenziamento vengano ritirate e che si pensi ad un piano di rilancio dell'azienda. Si deve ripristinare la cassa integrazione in deroga così come è stata firmata fino a dicembre del 2009". Sono 350 i cassaintegrati e 250 gli operai dell'indotto rimasti senza lavoro.
Il sindaco di Sessa Aurunca più volte ha fatto appello alle istituzioni per una risoluzione della vertenza, ma al momento non c'è nessuna novità. "L'unica speranza rimane", ricorda la sindacalista della Cisl, "l'incontro di giovedì a Vicenza, allora si conoscerà il futuro della Morteo Industrie".

Dal sito http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=566761

mercoledì 3 giugno 2009

COMDATA OLBIA (la nave affonda....?)

Operatrice 187 da OLbia!
Tutto tace. L'azienda non parla.
Sembra la normalità e invece tutti in feria forzate da settimane.
L'azienda non da nesuna comunicazione, si vocifera una possibile cassa integrazione o un chiusura del site nonostante siamo al 90%indeterminati!
Ma è possibile?
Nel giro di un mese la situazione è crollata non entra una chiamata.
Solo 30 giorni fa i TL gridavano e minacciavano perchè vendissimo adsl e telefoni. E noi lì a cercare di convincere l'anziano di 80 anni a fare l'alice.
Da indiscrezioni sembra che l'azienda sapesse di questa situazione da mesi ma non si è adoperata per una nuova commessa di proposito per sfoltire i dipendenti.
Se qualcuno sa qualcosa per favore parli!
Questo silenzio è insoportabile, ho figli e casa da pagare sono disperata.
E' colpa nostra? E' colpa della mancate produttività? Ma a cosa serve il contratto indetrminato se poi di punto in bianco ci sbattono fuori?
Qualcuno ci sta suggerendo di lincenziarci prima che la barca affondi ma questa è una zona depressa e non si trova lavoro.
Ho sempre fatto quello che mi dicevano, seguire direttive completamente prive di senso e lavorare praticamente in batteria con i limiti assurdi che imponevano e questo e il loro rigraziamento!
Cosa faccio?
Aiuto!

lunedì 1 giugno 2009

Dimissioni Rsu 2

Buongiorno a tutti,
accolgo con piacere la scelta di slc-cgil di riconoscere infine ai Lavoratori la possibilita` di scegliersi realmente la propria rappresentanza sindacale, e pertanto daremo anche noi come COBAS subito seguito a tutte le operazioni necessarie affinche` queste libere elezioni abbiano luogo il prima possibile.
Siamo anche noi lieti di pensare che la prossima RSU non avra` nessun ostacolo allo svolgimento democratico delle proprie funzioni, nessuna logica di imposizione nè ostruzione delle proprie espressioni, elementi che sono certamente ben piu` che semplici alibi; e pertanto siamo lieti di augurare buon Lavoro anche noi alla RSU che verra`.
Ci auspichiamo che la SLC-CGIL voglia portare questo percorso e questa scelta democratica anche nelle altre sedi di quest'azienda, nelle quali e` giusto divulgare la loro democratica posizione; ci auspichiamo che quanto accade nella nostra sede sia solo l'inizio di un indispensabile riconoscimento dei diritti dei Lavoratori che si espanda a macchia d'olio.
Resta inteso che la struttura COBAS e la sottoscritta saranno comunque disponibile in questo breve periodo di vacatio per tutte le problematiche dei Lavoratori e che la sottoscritta rimane in carica come Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza fino a nuove elezioni.

Buon lavoro
Rosanna D'Apolito e COBAS del Lavoro Privato

venerdì 29 maggio 2009

Dimissioni Rsu

Care Colleghe, cari Colleghi,

al termine di una lunga riflessione condotta con SLC CGIL Roma e Lazio e valutati i fatti accaduti negli ultimi dodici mesi di attività sindacale in Comdata Care Roma, abbiamo riscontrato l’oggettiva impossibilità a proseguire l’esperienza dell’attuale RSU.

SLC CGIL Roma e Lazio e la sottoscritta prendono atto che l’orientamento prevalente in Comdata Care Roma, espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle assemblee, legittima una linea sindacale alternativa ed incompatibile alla linea di SLC CGIL.

A tal proposito e di concerto con SLC CGIL Roma e Lazio, presenterò le mie dimissioni dall’incarico di RSU, consentendo a tutti di tornare a votare una nuova RSU.

SLC CGIL aprirà immediatamente le procedure delle elezioni, al fine di accelerare le fasi di rielezione della nuova RSU che si svolgeranno con il metodo interamente proporzionale, con rinuncia all’ 1/3 di riserva per le OO.SS. firmatarie del contratto nazionale, così da permettere che l’organizzazione più rappresentativa in Comdata Care abbia la maggioranza delle/gli Elette/i e possa assumersi tutta ed in pieno la responsabilità sindacale di sottoscrivere accordi con l’Azienda, tesi a migliorare le condizioni di vita e reddito di tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori di Comdata Care Roma.

Al fine di evitare la paralisi della RSU in carica, è dunque giusto che ognuno si assuma in pieno le proprie responsabilità, a partire da noi che lo facciamo con questo atto, ma soprattutto da parte di chi in Comdata Care Roma riscuote i maggiori consensi ed a cui oggi spetterà gestire le attività sindacali senza più l’alibi della presenza della SLC CGIL.

La sottoscritta e la SLC CGIL Roma e Lazio augurano alla nuova RSU un proficuo lavoro.

Roma, 27/05/2009

SLC CGIL Roma e Lazio
RSU SLC CGIL Comdata Care

venerdì 22 maggio 2009

Per chi ci apostrofa "allarmisti"...

Porto in evidenza un commento lasciato da un collega...

Sede di La Spezia-dal primo giugno 2009 tutti i lavoratori e tl(circa 80)della commessa 191 andranno in cassa integrazione per circa 13 settimane-contratti in scadenza entro la fine di maggio della commessa 187 back office verranno rinnovati(solo se il lavoratore ha raggiunto i 18 mesi di anzianità)e andranno in automatico in cassa integrazione per 13 settimane..a voi le conclusioni...