mercoledì 4 novembre 2009
Comdata Care: Comunicato nazionale SLC-CGIL
Lo sciopero nazionale di Comdata Care, proclamato da SLC-CGIL e UILCOM-UIL , per la giornata del 23 Ottobre ha visto la partecipazione della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Azienda.
Comdata, avuto sentore della quantità di deleghe raccolte da Slc e Uilcom, pochi giorni prima della giornata di sciopero, aveva annunciato a tutti i lavoratori, di elargire nella busta paga di Novembre 2009 la quota PdR maturata tra aprile e luglio 2008 con i relativi interessi.
Nei giorni scorsi l'Amministratore Delegato di Comdata Care ha inviato a tutti i lavoratori del gruppo un'informativa in cui annuncia di non elargire più il premio unilaterale promesso nelle varie plenarie (i famosi 250 euro!) perché sostiene che siano stati sottoscritti importanti impegni a favore dei dipendenti.
QUALI SONO GLI IMPEGNI IMPORTANTI A FAVORE DEI DIPENDENTI??
Forse l'Azienda non ricorda che i 936,33 euro che arriveranno in busta a Novembre sono dovuti da un accordo di cessione siglato al Ministero e sono soldi che Comdata Care ha già da tempo nelle proprie tasche e che appartengono a tutti i lavoratori!
Comdata Care nell'ultimo incontro sindacale ha dichiarato, inoltre, che nel 2009 vi sono stati evidenti miglioramenti in termini di qualità e produttività e oggi ci annuncia di non voler riconoscere a nessuno tale miglioramento.
Di fronte ad un'azienda che continua a provocare, a non riconoscere i miglioramenti di produttività per l'anno 2009 e che non si impegna a riaprire un tavolo serio di trattativa per una discussione su un PdR, le organizzazioni sindacali Slc-Cgil e Uilcom-Uil si vedranno costrette a intraprendere nuove e più incisive forme di mobilitazione!!!
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, UILCOM-UIL
giovedì 29 ottobre 2009
DIFFERENZA TRA IMPIEGATO E DIRIGENTE
Avvista un uomo che passa per la strada, accosta al marciapiede e gli grida: - Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso a un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz'ora e non so dove mi trovo...-
- Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un'automobile, tra 40 e 42 gradi latitudine Nord e tra 58 e 60 gradi longitudine Ovest, sono le 14 e 23 minuti e 35 secondi e oggi è venerdì e ci sono 21,5 gradi centigradi...-
- Lei è un impiegato? - chiede quello dentro l'automobile. -
- Certamente. Come fa a saperlo?-
- Perché tutto ciò che mi ha detto è 'tecnicamente' corretto, ma praticamente inutile. Infatti non so che fare con l'informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada!-
- Lei allora deve essere un dirigente, vero? - risponde stizzito l'impiegato.-
- Infatti, lo sono. Ma... da cosa lo ha capito?-
- Abbastanza facile: lei non sa né dove si trova, né come ci è arrivato, né tanto meno dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente come mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema; di fatto, è esattamente nella merda in cui si trovava prima che ci si incontrasse... ma adesso, per qualche strano motivo...risulta che la colpa è mia...........-
CCNL TLC: SLC-CGIL “IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE
“Il nuovo modello contrattuale, al di là dei tentativi goffi di Cisl e Coonfindustria e dei loro uffici stampa, non è passato”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.
“La funzione del CCNL di “garantire la certezza e l’uniformità dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori ovunque impiegati nel territorio nazionale” è stata rafforzata, così come la non derogabilità a livello aziendale delle “materie ed istituti già negoziati al primo livello”. La contro piattaforma di ASSTEL che chiedeva deroghe su orari, pause, inquadramento e mercato del lavoro è stata respinta. Poiché il nuovo modello contrattuale si basava proprio sul superamento del CCNL è del tutto evidente che, propaganda a parte, politicamente il successo della CGIL è innegabile”.
“Il rinnovo del CCNL - continua Genovesi - è un rinnovo pulito in ogni sua parte. Non solo per quanto riguarda il rapporto tra le fonti contrattuali, ma anche per gli enti bilaterali. Nascerà un Ente Bilaterale per la sanità integrativa che darà una copertura minima a tutti i lavoratori del settore che oggi ne sono privi (a partire dalle ragazze e ragazzi dei call center). Una sanità integrativa esplicitamente non sostitutiva delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, con 8 euro a carico delle imprese e 2 dei dipendenti. Nascerà inoltre un Agenzia Bilaterale per la Formazione che utilizzerà esclusivamente risorse interne al sistema. I consiglieri dell’Agenzia presteranno la propria opera in forma completamente gratuita.
Altri compiti impropri (a partire da eventuali sostegni al reddito dei lavoratori) non sono contemplati. Chi voleva dar vita ad Enti Bilaterali per l’erogazione degli ammortizzatori sociali dovrà rassegnarsi, il CCNL delle TLC non ne recepisce nulla”.
“Avanzamenti significativi vanno registrati inoltre sul part-time sia in termini normativi che economici (la maggiorazione del supplementare passa dal 15% al 20%); sull’apprendistato (con la specifica che i locali per la formazione interna devono essere distinti da quelli adibiti alla produzione). Sono state migliorate le norme sulle 150 ore e sui permessi esame (con un giorno in più retribuito) ed è stata portata dal 2° al 3° giorno di malattia la franchigia per il certificato medico (da consegnare solo al rientro).
E’ stata fatta chiarezza sull’inquadramento iniziale degli addetti al call center: di fronte alla giungla e al dumping operato (anche con accordi separati a livello locale) da parte di imprese scorrette che sottoinquadravano i lavoratori si è definito una volta per tutte che è il 3° livello quello di ingresso (con relativa sanatoria per tutti entro il 2010). Sarà possibile inquadrare al 2° livello, per un periodo iniziale, esclusivamente i lavoratori privi di esperienza professionale (da qui 3 possibilità: assunzioni con apprendistato, con contratto di inserimento, con un “2° formativo” a fronte di almeno 20 ore di formazione minima, con automatico passaggio al 3° e con la clausola di mantenerne in servizio a tempo indeterminato almeno il 70%).
Una norma chiara che da oggi renderà più agevole la battaglia sindacale (e giudiziaria) contro le imprese più scorrette”.
“Per quanto riguarda infine gli aumenti salariali – sottolinea Genovesi – si esce a regime (per una durata di 3 anni: 1 gennaio 2009-31 dicembre 2011) con 129 euro di aumento (45 a Gennaio 2010; 34 a Giugno 2010; 50 a Giugno 2011) e una tantum di 585 euro, tutto al parametro del 5° livello. L’aumento a regime dei minimi (il valore punto era di 17,01 euro) è del 7,6% .
In base al nuovo modello firmato il 15 Aprile 2009 l’aumento avrebbe dovuto essere di 117 euro pari cioè al 6,7% (1,2% di recupero sul passato biennio di inflazione non depurata + il 5,5% delle previsioni Isae, cioè della nuova inflazione depurata dai beni energetici). Vi sono cioè aumenti superiori, dovuti proprio alla posizione della CGIL per cui l’inflazione va recuperata tutta, perché gli aumenti di benzina e riscaldamento i lavoratori li pagano e – quindi – i loro salari devono essere tutelati anche da questo tipo di inflazione”.
“Politicamente – conclude la SLC-CGIL - l’accordo è importante: perché giunge unitario dopo la presentazione di tre piattaforme separate; perché copre l’intera filiera ICT e guarda - tra sanità integrativa, mercato del lavoro, permessi, inquadramenti – tanto alle figure deboli che alla parte alta del settore. Perché soprattutto difende il CCNL, la sua funzione solidaristica e regolatoria e rilancia quindi la funzione sindacale della CGIL. Ora la parola passerà ai lavoratori che voteranno l’ipotesi, secondo la migliore tradizione democratica e partecipativa che ha visto la CGIL far votare sempre i lavoratori: quando è stata presentata la piattaforma e ora con l’ipotesi di accordo”.
sabato 24 ottobre 2009
CESSIONE RAMO D'AZIENDA EUTELIA
Confermati i sospetti sulle motivazioni della cessione del ramo di azienda: ora arriva la mobilità
di Beatrice Borromeo
Licenziati. 1192 lavoratori della società Omega hanno ricevuto due giorni fa la lettera che annuncia l’avvio delle procedure di mobilità. La scorsa settimana il “Fatto Quotidiano” aveva denunciato il rischio che più di duemila persone subissero un licenziamento mascherato dopo la
cessione del ramo d’azienda da cui dipendevano. Ora è successo: la società ha avviato la procedura di mobilità collettiva .
Ricapitoliamo: i lavoratori erano stati “ceduti” dalla società di telecomunicazioni Eutelia alla Agile, contemporaneamente acquisita da un terzo soggetto, la Omega. Quest'ultima non paga i dipendenti dallo scorso luglio, non si mette in regola per partecipare alle gare, tiene fermi i suoi lavoratori privi anche dell’accesso a Internet.
Questi sostengono che la Omega lo faccia di proposito per arrivare al fallimento e che questo fosse il suo compito sin dall'inizio dell’operazione: liberarsi dei dipendenti evitando a Eutelia
(società quotata, seconda peggiore a Piazza Affari quest’anno) di pagare 54 milioni di euro di tfr. “La Omega spiega di essere costretta alla messa in mobilità di 1200 persone - spiegano dal sindacato - tenuto conto dell'andamento dell'ultimo triennio.
Ma l'acquisizione di Agile, coi suoi 2200 dipendenti, risale a soli tre mesi fa. Se andava male da anni, perchè avrebbe dovuto farsi carico di tante persone? La verità é che non sarebbero mai stati in grado di pagarli. Omega è un'azienda killer che ha l'ordine di disfarsi di un intero
ramo aziendale.”
La preoccupazione è forte e la situazione sempre più confusa.
Il 7 ottobre un comunicato ha annunciato che Agile e Omega si fonderanno con la società Libeccio, con sede in Inghilterra. Gianni Seccia, segretario Fiom-Cgil di Roma, sostiene che: “Così
la proprietà di Agile si svincola dal diritto italiano e si appella a quello inglese, che non prevede ammortizzatori sociali per licenziare i dipendenti”.
Eutelia continua a negare le proprie responsabilità, sostenendo che il rapporto con Agile si è limitato alla cessione del ramo aziendale IT (Information Technology) e che nulla sa del trattamento salariale del personale.
Nel frattempo, però, i fratelli Landi, vicepresidente e amministratore delegato di Eutelia,
restano indagati dalla procura di Arezzo per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione
indebita. A Eutelia, che sostiene di aver ceduto insieme ai dipendenti anche crediti esigibili, commesse, e un sostanzioso portafoglio ordini, risponde un avvocato che segue molti dipendenti
in questa vicenda: “Omega continua a perdere gare, grosse commesse e tanti appalti. Sappiamo che molti committenti stanno revocando gli ordini, perchè si stanno preparando sul mercato
altre società legate a Eutelia che li rileveranno. Omega lo fa di proposito per fallire e non pagare i tfr”. L'avvocato aggiunge la sua lettura della recente procedura di mobilità annunciata da Omega: “Questo comportamento aziendale è nevrotico, sclerotico.
La lettera che è stata inviata non è scritta su carta intestata, è anomala. Sembra un'iniziativa autonoma dell'amministratore unico.
Quella dei dipendenti Agile- Omega è una morte annunciata. Ma non credo arriverà tramite la mobilità. Ritengo invece che sia una tecnica per disorientare perchè, a mio parere, la società sta per dichiarare il fallimento, così da non pagare proprio nulla ai dipendenti. Ha appena acquisito un'altra società, altri 400 dipendenti che non paga da tre mesi.
Omega è un buco nero dove viene mandata la gente per licenziarla senza creare problemi ai veri datori di lavoro”. Sta arrivando qualche reazione politica, come il sostegno dell'Italia dei Valori ai
lavoratori in (forse) mobilità da parte dell’ex sindacalista Maurizio Zipponi. Ma questo ai dipendenti non basta, chiedono risposte (e uno stipendio), vogliono subito un tavolo col ministero del Lavoro.
“Sono incazzata nera - racconta una dipendente - noi non sapevamo nulla, e nemmeno i sindacati erano informati. Che ci hanno comprati a fare? Solo per licenziarci? Niente stipendio da tre mesi, niente contributi da un anno. Questa società è stata svenduta da Eutelia a Omega per 96mila euro e da quel momento abbiamo capito che volevano farci fuori. Ho 36 anni, un bambino di 4,
e sono disperata. Mi sbattono in mezzo alla strada. Ho provato a guardarmi intorno: ho spedito il curriculum al governatorato del Vaticano, perchè stanno mettendo in piedi un centro elettronico.
Sapete cosa mi hanno risposto? Che sono troppo vecchia! Ho 36 anni e mi sento inutile”.
I licenziamenti di Omega stanno arrivando in tutt'Italia. A Torino ci sono 110 lavoratori in mobilità, a Ivrea 109, a Milano 237. E, conclude un delegato Fiom : “La lettera di licenziamento chiede al ministero del Lavoro di non utilizzare gli ammortizzatori
sociali”.
giovedì 22 ottobre 2009
23 OTTOBRE E' SCIOPERO GENERALE INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE
1) blocco dei licenziamenti e riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario;
2)cassa integrazione all'80% del salario per tutti i lavoratori, precari compresi;
3) reinternalizzazione dei servizi e assunzione a tempo indeterminato dei precari;
4) introduzione di un reddito minimo garantito per tutti;
5) aumenti consistenti di salari e pensioni con aggancio al reale costo della vita;
6) abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza;
7) sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico;
8) messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti sul lavoro, gravi infortuni, malattie professionali;
9) reperimento di alloggi popolari e canone sociale per i bassi redditi;
10) diritto di uscita dai fondi-pensione;
11) difesa del diritto di sciopero;
12) rappresentanza elettiva e democratica sui luoghi di lavoro e fine del monopolio oligarchico di CGIL-CISL-UIL sulla rappresentanza e i diritti sindacali;
13) ritiro della riforma Brunetta;
14) contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti;
15) contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea;
16) contro l'aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della P.A."
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI ROMA CON CORTEO ORE 10,00 DA P.ZZA DELLA REPUBBLICA.
lunedì 12 ottobre 2009
IN NOME DELLA VERITA’!
1) Ribadiamo che durante l’incontro del 6 Ottobre e’ stato richiesto da CGIL un valore aggiuntivo ai 935 euro pari a 70 euro da recuperare sulle “valorizzazioni forfettarie e convenzionali” (cosi’ come specificato nell’accordo siglato davanti al Ministero dello Sviluppo Economico) dovute ai colleghi non piu’ in forza in Comdata Care (ricordate l’esempio dello sciacallo?).
“Solo” per questi 70 euro in piu’ CGIL proclama uno sciopero che costa ad un FT 80 euro. Se avessero seguito le lezioni di matematica a scuola saprebbero che in questo modo, faranno perdere ai Lavoratori 10 euro, PER UN DIRITTO già acquisito. Inoltre l’Azienda stessa non ha manifestato reticenza nel fissare un incontro per il PdR; dato confermato anche dalla Fistel-Cisl nell’ultimo comunicato inviato in data 9 OTTOBRE 2009.
2) L’obiettivo del 6.5%, che come indicato durante l’assemblea, pare essere un target gia’ prestabilito, e’ in realta’ stato nominato solo come un obiettivo che l’Azienda si prefigge di raggiungere. Il tema PDR non e’ stato assolutamente trattato.
3) Il comunicato inviato dal Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care in data 5 Ottobre 2009 e’ basato su un Contratto di Servizi, firmato e sottoscritto tra Vodafone e Comdata in tutte le sue parti, e suoi allegati.
E’ stato sollevato il dubbio che quanto portato da noi in evidenza non sia un documento veritiero. E’ stato strumentalizzato il fatto che sulle pagine dell’allegato E compaia la dicitura “ bozza”.
La stessa dicitura e’ presente su altri documenti depositati da Vodafone e accolti dai giudici delle zone in cui la vertenza è stata già avviata e che, per impostazioni, impaginazione sigle ecc…, e’ tale e quale all’Allegato E.
Da consulti legali, tale dicitura risulta essere utilizzata per consentire alle due Parti di apportare modifiche in comune accordo, senza la necessita’ di dover effettuare tali variazioni sotto il vaglio di un notaio. Quindi ci chiediamo: come mai l’avvocato della RSU CGIL di Milano (citata in assemblea) non ha richiesto a Vodafone di presentare agli atti questo documento? Ha studiato Legge dove il coordinamento CGIL ha studiato matematica? Oppure si tratta dell’ennesima bugia? Ed inoltre: se l’ Azienda non ha smentito nulla di quanto abbiamo comunicato perche’ la CGIL si prende la responsabilita’ di distruggere quanto messo in evidenza da noi?
4) Infine, il fatto che quanto da noi denunciato, in merito ai contenuti del Contratto di Fornitura Servizi e dei suoi allegati, corrisponda al vero e’ ufficialmente confermato anche dai fatti che da quei contenuti ne derivano: Costi – Ricavi – Perdite come da Bilancio Comdata Care; modalita’ e quantita’ di diminuzione dei volumi di lavoro che si stanno verificando nella varie sedi.
Il Coordinamento Cobas, insieme ai Lavoratori, ha trattato e portato alla luce dei contenuti importantissimi e gravissimi che chiariscono ancor meglio il disegno desiderato sin dalle origini di questa cessione e di cui stiamo, fin dall'inizio, subendo le conseguenze.
Ora attendiamo che l'Azienda, insieme a CGIL, stando a cio' che e' emerso dalle assemblee, confutino tali contenuti comprovando le loro tesi. Attendiamo che presentino i loro fantomatici documenti “originali”, contenenti tutte le rassicurazioni del caso, e saremo i primi ad esserne piu’ che felici.
Se, come pensiamo, non hanno nulla di tutto questo devono smetterla di fare inutile ostruzionismo e confusione nel bieco tentativo di distogliere l’attenzione da fatti tanto gravi appellandosi ad inesistenti cavilli giuridici.
«La verità passa per tre gradini: viene ridicolizzata, viene contrastata, viene accettata come ovvia.» (Arthur Schopenhauer)
Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care
venerdì 9 ottobre 2009
PROBLEMA: Contratto di Servizi e Bilancio
DI QUANTE PERSONE BISOGNA DISFARSI PER NON ESSERE IN PERDITA?
TRACCIA:
Un contadino (Fiorenzo) va al mercato e compra 913 persone (alcuni vermi da Vodafone Pozzuoli – Tenia Lecchinus – che evidentemente di queste cose se ne intendono, dicono trattarsi di 913 mele marce); in cambio ottiene una commessa che gli frutta circa 34.500.000 euro all’anno (fonte: Contratto di Servizi).
Sapendo che il totale dei costi sostenuti dal contadino nei primi 293 giorni di gestione è stato di 28.688.600, di cui il 71,20% relativi a costi del personale, che ha comportato una perdita netta di 729.062 euro (fonte: Bilancio di esercizio al 30 giugno 2008), rispondi alle seguenti domande:
DOMANDA 1: Di quante persone il contadino si deve liberare per non continuare ad accumulare perdite di esercizio?
DOMANDA 2: Ci sono, e se si, quali sono gli altri costi che si possono ridurre e in che modo?
SVOLGIMENTO:
RISPOSTA ALLA DOMANDA 1:
Sappiamo che in un anno il contadino guadagnerà 34.500.000 euro. I costi che sosterrà invece (rapportati a quelli del primo anno) saranno di 35.738.358 euro (cioè, 28.688.600 diviso 293 e moltiplicato per 365 giorni), comportando una perdita di 1.238.358 euro. Sapendo che il costo del personale rappresenta il 71,2% del totale, sappiamo che questo dato corrisponde a 25.445.711 euro che, diviso per le 913 persone, fa un costo di 27.881 euro a Lavoratore. Dividendo la perdita (1.238.358 euro) per 27.881 euro, otteniamo 44,42 FTE di cui disfarsi, per poter pareggiare i conti. Cosa che sarebbe sufficiente se il contadino operasse per beneficenza, tipo ONLUS, se invece (come in effetti è) gestisce una società di lucro, per “abbuscarsi” la giornata, deve liberarsi di più persone.
RISPOSTA ALLA DOMANDA 2:
Essendo la restante parte dei costi imputabili a tasse, oneri, utenze, ecc. l’unico (limitato) margine di intervento per ridurre ulteriormente i costi, potrebbe essere sul fitto dei locali nei quali opera, trasferendosi o in altri meno confortevoli, ma meno onerosi, o riunendo le persone operanti in riversi locali sparsi in varie zone d’Italia, in modo da chiudere qualche centro e risparmiarne i costi.
DOMANDONE FINALE:
Quante possibilità hai, terminato il contratto di commessa (se non prima) di continuare a lavorare, di lavorare nel luogo (o quantomeno nella città) dove sei ora, e senza diminuire il tuo stipendio?
Che possibilità ci sono che il Padrone rinnovi la commessa ad un contadino che ha un costo di gestione base del personale di oltre 25 milioni di euro all’anno, quando un nuovo personale italiano di mercato gli costerebbe circa 19 milioni, un personale rumeno circa 10 milioni, un sistema automatizzato solo pochi spiccioli?
RISPOSTA: 0%!!!
IL VERO CONTRATTO DI CESSIONE
E' proprio vero che "tutti i nodi vengono al pettine": tutto cio' che questa Azienda ha voluto mantenere segreto adesso viene a galla. Tutte le omissioni sui fatti, informazioni, riorganizzazioni interne, a livello di personale e di attivita', sono "giustificate" a pieno....il timore di un possibile tumulto all'interno dell'Azienda? La volonta' di sfruttare le risorse fino all'ultima goccia senza volerne ripagare la fatica? O piu' semplicemente un "licenziamento di massa" ?
Per due anni sono state presentate dal Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care proposte piu’ che legittime per poter migliorare le nostre condizioni lavorative ed avere maggiori garanzie occupazionali. Ci hanno dato dei “fanatici idealisti” e più volte siamo passati per quelli che urlano “al lupo al lupo” e seminano il terrore.
Sono state poste domande specifiche sul nostro futuro in quest’ Azienda in diverse occasioni pubbliche ma “tutte” le “risposte” sono sempre state vaghe, superficiali e poco rassicuranti…
…tutte le “risposte” tranne una!
Abbiamo richiesto ad Andrea Tonoli in un incontro “privato” e poi tramite mail che vi invieremo in seguito, maggiori specifiche riguardo a questi passaggi riportati nel Contratto di Fornitura Servizi, siglato in data 5 Novembre 2007.
" […]Vodafone potra’ ridurre i volumi dei servizi affidati a ComdataCare una o piu’ volte nell’arco dell’intera durata del presente contratto, ma comunque entro il limite complessivo: 60 FTE (l’equivalente di un operatore di call center che lavora 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana) per l’intera durata del presente contratto, a partire dal 1 aprile 2008 […]” - art 2 par 2.3 Riduzione dei volumi del contratto di Fornitura dei servizi.
"[…] in caso di flessione dei livelli di fornitura Vodafone potra’ richiedere delle modifiche alla struttura e/o all’organizzazione aziendale di ComdataCare, compreso il suo dimensionamento[…]” - art 4 par 4.2b Valutazione degli SLA
"[…] A partire dal 1 aprile 2010 vodafone avra’ in ogni caso la facolta’ di ridurre i volumi di servizi sempre entro il limite di 60 FTE per l’intera durata del presente contratto.[…]”
Alla domanda diretta ed esplicita: “può Vodafone ridurre i volumi di lavoro?”, l’A.D. ha negato tale possibilità, e ciò si presta a due possibili motivazioni:
A) a guidare ComadaCare c’è un Amministratore Delegato tanto distratto che gli è sfuggito un particolare tanto importante;
B) Tonoli è tutt’altro che un Dirigente distratto, quindi ha deciso di mentire.
Tra l’altro, questa risposta dell’A.D. è stata ribadita anche in un corso di Formazione a Pozzuoli, in cui era presente anche un Manager di quella zona, il quale ha espressamente negato la possibilità che i volumi di lavoro potessero diminuire (almeno per i 7 anni della commessa), perché a garantirgli questo era stato proprio l’A.D. Andrea Tonoli. Anche questo si presta a due possibili motivazioni: Tonoli mente anche ai suoi Manager, o gli stessi Manager mentono a loro volta? La risposta a queste diverse motivazioni, invece, riteniamo possa essere una sola: che siano in buona fede o in cattiva fede, quanto valore e quanta credibilità dobbiamo dare a ciò che in generale ci dice l’Azienda?
Come può un sindacato, che si definisce difensore dei diritti dei lavoratori, continuare a dichiarare sufficiente garanzia del posto di lavoro il lacunoso accordo di cessione del 25 ottobre 2007? Prima di sbandierare certezze ed elargire rassicurazioni ai dipendenti, quel sindacato ha fatto delle verifiche e ricerche su quanto cedente e cessionario hanno concordato non davanti al Ministero del Lavoro e Sviluppo Economico?
Andrea Tonoli ci ha risposto che non avrebbe mai accettato di firmare un documento simile, che al massimo ci potevano essere delle flessioni di volume di attività ma che non era possibile includere una condizione del genere nell’ Accordo di Cessione…risposta decisamente “rassicurante”!
…eppure sul Contratto di Fornitura Servizi è scritto nero su bianco e siamo disposti a condividere con tutti voi il documento originale e uno dei suoi allegati che risulta altrettanto interessante per un passaggio che vi sottoponiamo:
Piano di efficientamento e maggiore efficienza: Per efficienza operativa si intende la capacità della NewCo (Comdata Care) di utilizzare un numero inferiore di FTE per realizzare lo stesso volume di attività […]
In altre parole Vodafone, con l’introduzione degli automi da lei voluti e in gran parte realizzati, ha ridotto gia’ i volumi delle nostre attivita’, creando cosi’ il cosiddetto “FTE liberato (ossia operatori non piu’ necessari per realizzare i volumi richiesti da Vodafone).
Turnover maggiore del 3%. […] I valori di canone annuo nei diversi anni sopra descritti sottendono un turnover del 3% garantito su ogni anno di Contratto di Fornitura di servizi. Per ogni FTE ex Vodafone dimissionario aggiuntivo rispetto a quelli previsti da piano (3%) NewCo (Comdata Care) dovrà riconoscere uno sconto sul canone pari al differenziale di costo tra un FTE ex Vodafone e un FTE di mercato. […] Nel caso in cui la % di turnover a consuntivo dovesse risultare inferiore o uguale al 3% la NewCo si accolla il rischio e non dovrà impattare su Vodafone”
In altre parole Comdata Care si impegna a ridurre il livello occupazionale annuo e, a fronte di questo, si ottengono degli sconti.
Abbiamo atteso delle risposte dall’Azienda prima di rendere pubblici i documenti in nostro possesso ma dopo 5 mesi riteniamo, che se l’Azienda non ha sentito la necessita’ di “chiarirci i dubbi”, probabilmente la nostra interpretazione e’ corretta come “corretto” condividere con tutti i Lavoratori il Contratto di Fornitura Servizi.
Come sempre la scelta finale spetta a VOI: potete continuare a sperare nella tutela di un sindacato “distratto”, se in buona fede, e che si preoccupa solo di distribuire qualche spicciolo per tenerci buoni e fingere che Comdata Care sia l’Azienda perfetta che non è stata Vodafone oppure alzare la voce, agire in tutti i modi che si rendano necessari per difendere il nostro diritto ad avere un futuro!
Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care
Comunicato della Segreteria Territoriale SLC CGIL Roma Sud
Plaude, altresì, allo spirito di responsabilità assunto dalle stesse Confederazioni CGIL CISL UIL che, accogliendo le rivendicazioni della CGIL e dei lavoratori, ha consentito, con il contributo di tutti, di ritrovare l’unita’ e raggiungere in Teleperformance un accordo sul controllo a distanza che supera le criticità emerse dal precedente accordo separato firmato senza la CGIL.
Per tali ragioni giudichiamo incomprensibile, se non addirittura in controtendenza, l’iniziativa della FISTEL CISL che, con l’assemblea indetta in Comdata Care del sito di Roma, di fatto sottovaluta il mandato già raccolto dalla SLC CGIL nell’assemblea del 18 settembre. Assemblea indetta dalla sola SLC CGIL a causa del disinteresse che in questi anni (dalla cessione ad oggi) ha dimostrato la FISTEL CISL territoriale, nascondendosi dietro l’alibi di non avere Rsu.
Noi abbiamo risposto nelle assemblee svoltesi il 18 settembre (pur non avendo Rsu) alle provocazioni della FISTEL CISL, spiegando chiaramente qual è stata la nostra posizione anche in merito alla questione della “quota PDR” arretrata, posizione che, ci teniamo a ribadirlo, fu concordata unitariamente e strategicamente anche con la stessa FISTEL CISL al momento della cessione.
Nonostante stigmatizziamo il comportamento della FISTEL CISL che rischia di compromettere l’unita’ sindacale proprio alla vigilia di un delicato incontro per la trattativa di II livello, noi insistiamo nel richiamarla ad una maggiore responsabilità, affinché rispetti i lavoratori che, a prescindere dalle nostre differenze politico-sindacali, attendono da troppo tempo risultati tangibili per poter continuare ad assistere ad iniziative che minano la forza delle nostre Confederazioni CGIL CISL UIL.
Ricordiamo, altresì, che il 6 ottobre 2009 si svolgerà presso l’UIR di Roma l’incontro di riapertura della trattativa di II livello
Illegale l'esternalizzazione Telepost
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 03-10-2009]
Dopo aver perso la sentenza di primo grado, Telecom Italia ha perso anche l'appello ed è stata condannata a pagare ingenti spese legali per il caso dei lavoratori Telepost.
Si tratta di 23 dipendenti della sede di Milano, lavoratori che gestiscono la posta all'interno di Telecom, esternalizzati alcuni anni fa per essere ceduti a Telepost, una società costituita da Pirelli, Comdata e Tnt.
Per i giudici la cessione non è legittima; i lavoratori sono dipendenti Telecom a tutti gli effetti. Telecom Italia ha già fatto sapere che intende ricorrere in Cassazione contro la sentenza.
giovedì 24 settembre 2009
Convegno Nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici dei Call Center
c/o Liceo Carducci – Via Beroldo 9 (MM Loreto)
Su questo mondo selvaggio dei Call Center che non finisce mai di stupire e che sorprende più di un film di fantascienza con i suoi: KPO, ACR, OCR, ACW, ATT, Mistery Call, Front Line, Back Office, job rotation ma anche esternalizzazioni, insourcing, outsourcing, stop and go, tempi determinati, indeterminati, a contatto, a durata conversazione ad ottobre si terrà un convegno, un appuntamento più utile di un Canvass, più grande di una Phone Skill, più sensuale di un affiancamento, più formativo di un briefing.
Un mondo che coinvolge “ufficialmente” ca. 300.000 addetti, di cui sempre prendendo solamente i dati semi-ufficiali soltanto il 5/6% accede a contratti stabili con salari pieni. Ma prendendo invece seriamente in considerazione le infinite situazioni di call center selvaggio che si stanno moltiplicando nel paese insieme a tutte quelle forme di organizzazione del lavoro che più facilmente consentono l’interscambio di persone e applicazione delle più infami forme di assunzione fino al nero gli addetti e le proporzioni si amplificano.
I numeri poi diventano terrorizzanti, quando prendiamo in considerazione il ricorso, che il personale addetto a questo tipo di lavorazione alienante e repressa, a psicofarmaci conseguenza troppo spesso dello stress correlato. Oppure dei molteplici sintomi di malattie professionali (perdita dell’udito, dolori alle osse del polso, del gomito, dell’avambraccio, tumori alle ovaie, gravidanze isteriche fino alle leucemie) che però non sono tutt’oggi riconosciute come tali in quanto trattasi di “new-economy” e i settori scientifici che dovrebbe coadiuvare i sindacati in questa certificazione se ne guardano bene..
Per questo il 3 ottobre si terrà a Milano, il Convegno Nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici dei Call Center, organizzato da: FLMUniti CUB Telecomunicazioni - Rete Colsenter.
Un appuntamento imperdibile per condividere informazioni, affrontare problematiche vecchie e nuove, i punti critici che insidiano le condizioni di lavoro e i punti caldi dove i nostri diritti vengono erosi, per iniziare un percorso esteso a tutti e tutte, che sappia esplorare gli ambienti del lavoro con i diritti dei lavoratori.
Discutiamo, scambiamoci esperienze e proponiamo iniziative per: salari adeguati e non risacati, orari di lavoro che tengano conto delle esigenze personali o non delle macchine, permessi per il tempo libero, la salute e sicurezza contro lo stress, per superare il problema dei contratti precari, per un Contratto Collettivo rispondente alle esigenze dei lavoratori e non del profit.
Il convegno prevede in mattinata gli eventi/partecipazione:
Stress del lavoro (stressati non si nasce, ci si diventa) (Working in Call), Precarietà (la faccia oscura della precarietà), Impatto sul PIL (quanto produciamo veramente?), con interventi di:
• Dott. Vito Totire, della AUSL di Bologna -Dipartimento di Salute Pubblica- Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro,responsabile dell'Ambulatorio per il disagio in Ambiente di Lavoro;
• Avv. Danilo Conte del Foro di Firenze, esperto di tutele contro i contratti precari;
• Prof. Andrea Fumagalli, economista e docente all’Università di Pavia;
• Lidia Undiemi, dottoranda in Scienze Politiche a Palermo, membro della Lega Italiana dei Diritti Umani, che sta conducendo studi sulle esternalizzazioni e l’intermediazione illecita di manodopera.
e nel pomeriggio:
- dibattito, scambio di esperienze e proposte fra RSU, Lavoratori/trici, collettivi sindacali e collettivi autorganizzati delle aziende del settore. Fra queste: Comdata, Wind, Omnia-Network, Transcom, E-Care, Telecom, Telegate, Answers-Phonemedia, Sky-Telecare, Servitel, Atesia…
Per partecipare al convegno o per informazioni contattare: convegno.callcenter@gmail.com - 3383065043
sabato 12 settembre 2009
UN SALTO DAI CUGINI OLTRALPE...
Roma, 10 set. (Apcom) - La direzione di France Telecom ha annunciato oggi di voler "rafforzare la prevenzione contro i suicidi" con la formazione di 20mila quadri dirigenti per "l'individuazione di eventuali segnali di debolezza" fra i collaboratori.
Dall'inizio dell'estate sei dipendenti della società telefonica francese si sono suicidati.
L'ultimo gesto disperato di un dipendente: ieri, nel corso di una riunione con una quindicina di colleghi, l'uomo ha afferrato un coltello e lo ha rivolto contro se stesso, ferendosi gravemente all'addome. Non è in pericolo di vita, precisa il quotidiano francese Le Figaro.
L'episodio è avvenuto nella sede di Troyes, nord-est della Francia. All'uomo, cinquant'anni, da trenta nell'azienda, era appena stata comunicata ufficialmente una variazione di incarico, da lui consideratacome una retrocessione. "Aveva cominciato dal basso e aveva lavorato sodo per fare carriera. Da un giorno all'altro gli è stato detto che avrebbe fatto un lavoro molto meno interessante", ha spiegato un suo collega.
Dal febbraio 2008, France Telecom ha registrato 22 suicidi fra i suoi dipendenti, di cui 6 solo in questa estate. Anche il numero di congedi malattia è aumentato in modo significativo. I sindacati denunciano da diversi anni l'atmosfera di stress a France Telecom e le "pressioni" sul personale da quando il gruppo è stato privatizzato nel 2004, ma soprattutto dall'annuncio del piano di ristrutturazione che si è tradotto con 22.000 "dimissioni volontarie" tra il 2006 e il 2008.
lunedì 7 settembre 2009
Mail inviata a Tonoli
dopo un anno in cui il nostro Coordinamento ha continuato a chiedere un incontro a questa Azienda, richiesto alle OO.SS. un incontro preventivo per collaborare sulle proposte da sottoporre al tavolo delle trattative e dopo che non sono arrivate ne' risposte e....nemmeno altre proposte, oggi veniamo a sapere che a breve dovrebbe esserci una riapertura dei tavoli per la trattativa di secondo livello.
Dato che rischiamo che la nostra piattaforma, votata e appoggiata dai lavoratori, non abbia un futuro, e, per concomitanze, che nessuno rappresenti quel percorso la RSU Cobas di Napoli ha inviato a Tonoli la seguente mail:
Buongiorno,
ci pervengono, per vie indirette, informazioni in merito alle quali l'Azienda sarebbe disponibile alla riapertura delle trattative come in oggetto; dato che al momento io sono, per diverse concomitanze, l'unica RSU in carica eletta nelle liste COBAS, movimento presente in maniera sostanziale in tre delle cinque sedi di ComdataCare, e dato che dal giorno 11 Settembre e sino a tutto il giorno 22 beneficero` delle ferie preventivamente concordate con l'Azienda stessa, chiedo ufficialmente di tenere presente di questa mia assenza e di non far coincidere con la stessa gli appuntamenti relativi alla trattativa.
In questo modo ritengo si possa garantire la pluralita` di opinioni presenti in Azienda ad un tavolo tanto importante, e non discriminare le scelte di quei tanti che si riconoscono rappresentati attraverso la linea sindacale che, come RSU ed organizzazioni, portiamo avanti.
In attesa di un cortese riscontro
Salvatore Musella RSU ComdataCare Pozzuoli.
Coordinamento Nazionale COBAS Comdata Care.
domenica 30 agosto 2009
Comunicato Fistel Cisl: mancata erogazione mensilità PDR
FISTEL- CISL, vi informa di aver concluso con esito giudiziario positivo una vertenza “pilota”, tramite la sua rappresentanza di Padova, per il riconoscimento di una somma ancora dovuta dall’azienda a seguito dell’accordo di cessione del 25 Ottobre 2007.
La somma è pari per un full time a 908.33 euro. Questa somma era promessa in un allegato all’accordo: in esso l’azienda si impegnava a riconoscere una somma per il periodo dal 1 Aprile 2008 al 31 Luglio 2008, pari al raggiungimento del 100% del target dell’anno fiscale 2007-2008 (vi ricordiamo di 2725 euro), qualora il confronto per la definizione del premio di risultato per il quadriennio 2008/2012, non avesse prodotto risultato entro il 31 Luglio 2008.
Ancora a Roma, in occasione dell’incontro, per la firma dell’accordo sindacale del 16.09.08, poi bocciato, la somma fu da noi richiesta ma ricevendo in risposta un rifiuto.
Per motivi che ignoriamo, questa somma è stata completamente trascurata anche dai “compagni” di Slc-Cgil, salvo un comunicato tardivo, inoltrato sulla sola sede di Padova, quando ormai il ricorso “pilota” si era concluso positivamente e tutti i lavoratori di quella sede erano già stati informati del diritto loro riconosciuto.
A seguito del ricorso vittorioso, altri lavoratori hanno presentato analogo ricorso tramite i nostri uffici vertenze.
L’ azienda in Agosto ha richiesto al nostro Segretario Nazionale T. Ferlinghetti la cortesia di sospendere l’avvio di ulteriori ricorsi miranti ad ottenere le mensilità di PDR spettanti ai lavoratori ancora da Settembre 2008.
L’azienda finalmente si dichiara intenzionata a discutere modalita’ e tempi di pagamento della somma a tutti i dipendenti.
Vi anticipiamo già che, come sinora fatto in ogni occasione, rilanceremo la riapertura della trattativa di secondo livello sul Premio di Risultato.
Data la particolare situazione di Roma, priva di rappresentanza sindacale, preghiamo chi desiderasse avere ragguagli sulla situazione di contattare Alessandro Faraoni al 3482270330 oppure all’indirizzo e-mail alessandro.faraoni@vodafone.com.
Un saluto
Fistel Cisl Roma
venerdì 7 agosto 2009
martedì 28 luglio 2009
Ennesima prepotenza aziendale: licenziata una collega di Comdata Care a Roma!
Questa collega è stata licenziata perchè, a sua insaputa, la sua password è stata utilizzata per attivare delle promozioni. E' stata fatta pagare a una collega impegnata sindacalmente - guarda caso - le falle aziendali in termini di sicurezza informatica (alla faccia del codice etico!).
Falle che noi a Torino conosciamo molto bene, visto che Citrix è la normale interfaccia che viene utilizzata sulla commessa più importante, ossia ENI. Una unica password di rete per entrare in tutti i pc, login e password di Citrix che, alla fine di un contratto a tempo determinato, vengono riciclate e affibbiate ad altri colleghi, oppure utilizzate per le emergenze, tanto che poi, quando questi colleghi - magari in stop & go - rientrano possono ritrovarsi contratti attivati o cessati da altri, ma con le proprie utenze... un sistema di sicurezza da azienda delle banane!
Ma d'altronde, non sono queste le preoccupazioni del nostro amministratore delegato, impegnato, oltre che a sedersi nei "salotti che contano" di Asstel, a piagnucolare su presunte "crisi" ancora non dimostrate. Il tutto per procrastinare "sine die" contratti precari e salari da fame, cassa integrazione e tagli al personale, nel mentre allegramente investe con due soldi in Romania e Bulgaria, dove molte commesse Comdata stanno andando a finire.
Il tutto sulle pelle di operatori e operatrici che devono anche subire l'arroganza e i metodi da caserma di capi del personale "sceriffi", protagonisti di telefonate a chi è in mutua (bellamente avvertito del fatto che "è meglio ritornare al lavoro"), convocazioni in ufficio sullo stesso tema (con proposte ai limiti della legalità su possibili iscrizioni alle "categorie protette"), "passeggiate" fra le position per vedere chi ha un libro o un telefono poggiato sul tavolo, contestazioni disciplinari fantasma ("lei è stato/a visto/a fare questo o quello...", non si sa bene da chi), e molto altro...Ricordando a lorsignori dirigenti aziendali che quando si tira troppo la corda, poi si spezza, ci mettiamo subito a disposizione delle colleghe e dei colleghi di Comdata Care per tutte le azioni di solidarietà necessarie fino al giusto reintegro di Debora.
Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB Torino
lunedì 27 luglio 2009
DEBORA DAMIANI - LICENZIATA INGIUSTAMENTE
* donna di 41 anni, madre, moglie *
*impegnata sindacalmente con i Cobas.*
DEBORA DAMIANI, dopo ben 14 anni di servizio per una società - Vodafone -che non si è fatta scrupoli a vendere la sua professionalità ma soprattutto la sua vita ad un'azienda - Comdata Care - creata appositamente per distruggere gradualmente tutte le certezze dei dipendenti che apparentemente ha acquistato insieme ad un presunto ramo d'azienda (che ancora oggi dimostra di non avere nessuna autonomia) E’ STATA LICENZIATA INGIUSTAMENTE.
PERCHÉ Debora è stata licenziata?
La sua password, A SUA INSAPUTA, è stata utilizzata per attivare delle promozioni.
Debora è stata quindi licenziata per non aver denunciato prima le inefficienze di Comdata Care in materia di sicurezza dei sistemi utilizzati per svolgere il proprio lavoro e per non averla obbligata a predisporre dei sistemi informatici più sicuri!
Quale colpa ha Debora se per avviare una qualsiasi macchina presente in azienda è stata predisposta una password uguale per tutti?
Quale colpa ha Debora se per avviare qualsiasi applicativo necessario a svolgere il suo lavoro deve collegarsi ad un server di Vodafone che è l'unica ad identificarla come utente abilitato a compiere tali operazioni?
Quale colpa ha Debora se solo oggi scopriamo che Roma è l'unica sede ComdataCare che usa Citrix, una specifica interfaccia per lavorare sui sistemi Vodafone?
Esiste un sistema di identificazione alle macchine di Comdata Care?
MA SOPRATTUTTO: esiste un'analisi fatta da Comdata Care per dimostrare l'estraneità di Debora ai fatti segnalati da Vodafone? Possibile sia sufficiente un resoconto di Vodafone per sbattere fuori unapersona che solo pochi anni fa era stata premiata economicamente dalla stessa Vodafone per la sua diligenza? Siamo o non siamo dipendenti Comdata Care? E' sufficiente bloccare il computer quando ci allontaniamo dalla nostra postazione? O è necessario chiudere tutte le applicazioni per salvaguardare la nostra password?
A Debora e a nessuno di noi è stato detto nulla in proposito!
PERCHE’?
O forse la verità è un'altra e le colpe di Debora sono di essersi resa disponibile a testimoniare per un altro collega che era stato ingiustamente licenziato, di aver scelto di partecipare attivamente alla nascita di un sindacato che per questa azienda non rientra negli schemi convenzionali, di essersi candidata nella lista Cobas per le elezioni della nuova Rsu?
Noi nutriamo molti dubbi sulla correttezza di Comdata Care, Comdata esoprattutto Vodafone, artefice principale del nostro destino, ma su Debora NO!
COSA STA SUCCEDENDO? COSA È SUCCESSO ESATTAMENTE 2 ANNI FA?
Molti di voi lo ricorderanno sicuramente - ma è bene ricordare all'opinione pubblica - quello che fin da subito 914 persone hanno temuto stesse per accadere e che oggi si sta concretizzando:
CESSIONE DI RAMO PER MASCHERARE LICENZIAMENTI DI PERSONALE!
Non si è trattato di una cessione di ramo d'azienda: Vodafone non era in crisi, il ramo d'azienda non era preesistente, il personale addetto non aveva uno specifico know how e i sindacati confederali che hanno assistito allo scempio si sono arrogati il diritto di firmare un accordo di cessione fasullo e senza alcun mandato dei lavoratori.
ECCO COSA E’ CAMBIATO: dopo quell'accordo Comdata Spa è stata sindacalizzata e prima ancora di intervenire sulle garanzie dei lavoratori è stato firmato un accordo per garantire un monte di 4000 ORE DI PERMESSI SINDACALI per le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL!Dopo solo 18 mesi dall'operazione FIORENZO CODOGNOTTO, amministratore delegato della holding che controlla Comdata Care, guadagna una POLTRONCINA all'ASSTEL. Cosa sicuramente irrilevante se non fosse che nei 20 anni di attività che aveva alle spalle non era riuscito forse neanche ad entrare all'ASSTEL…
VODAFONE... cara Vodafone... e tu cosa hai guadagnato in tutto questo?
Continui a vendere la tua immagine di società perfetta, a collezionare “bollini rosa” per il buon trattamento riservato alle tue donne, a fare profitti con il lavoro di quelle persone che hai affidato ad un altro padrone perché se ne liberasse senza coinvolgerti e senza che le tue manine si macchiassero.
PIETRO GUINDANI, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Vodafone,dove sta? Ha rassicurato i suoi dipendenti sull'affidabilità di questo partner commerciale e come carne da macello ci ha ceduto ad una società che, non riuscendo a sollevarsi, ci tratta come zavorre.
Siamo certi che in sede di giudizio questa storia si risolverà a favore della collega ma non siamo disposti a far finta che non sia successo niente e ci batteremo fino in fondo per ottenere il suo reintegro.
AIUTACI ANCHE TU A DENUNCIARE QUANTO E’ SUCCESSO A DEBORA E QUELLO CHE ALTRI HANNO DECISO PER IL NOSTRO FUTURO!
Fai girare questa mail e inviala anche ai seguenti indirizzi:
presidenza.repubblica@quirinale.it
redazione@ilmanifesto.it
larepubblica@repubblica.it
rubrica.lettere@repubblica.it
lettere@unità.it lettere@unit%C3A0.it
lettere@lastampa.it
messaggeroprioritaria@ilmessaggero.it
lettere@corriere.it
*Coordinamento nazionale Cobas Comdata Care** *
giovedì 16 luglio 2009
mercoledì 15 luglio 2009
MUMBLE MUMBLE...
Roma, 14 lug. - (Adnkronos) -
Un accordo a tutela dei livelli occupazionali da parte di Comdata e' stato siglato, dopo una lunga vertenza, dalle Segreterie Nazionali e territoriali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Ne da' notizia la Slc Cgil in una nota che ricorda come il gruppo Comdata e' una azienda leader nelle attivita' di call center con oltre 4000 dipendenti.
''L'accordo rappresenta un portante successo di tutte le parti. Dei lavoratori che - spiega Alessandro Genovesi, segretario nazionale del sindacato della Cgil - hanno sostenuto il sindacato con la lotta e dell'azienda che ha dimostrato senso di responsabilita'.
In particolare sono rientrati gli oltre mille esuberi dichiarati e tutti i siti (la proprieta' aveva deciso di chiudere il centro di La Spezia) rimaranno operativi con una piu' razionale distribuzione delle attivita'. Questo garantira' tanto il sito ligure che quello sardo, oltre che tutti gli altri siti di Milano, in Piemonte e in Puglia''.
L'accordo prevede un periodo di cassa integrazione in alcune realta' dell'azienda in attesa di ridislocare le attivita'. In piu' l'accordo si fa garante dei lavoratori a termine che, per anzianita', avevano gia' nel 2008 maturato il diritto alla stabilizzazione e si riconosce il diritto di precedenza per gli altri in caso di ripresa o picchi produttivi.
''Con l'accordo e con i relativi interventi previsti le parti hanno concordato soprattutto - e questa e' una buona notizia per l'intero settore - di non dover piu' intervenire per almeno due anni sui livelli occupazionali (ovviamente fatti salvi eventi eccezionali esterni). Di fatto una vera e propria moratoria sui licenziamenti. Sperando che nel 2010 vi siano segnali di ripresa'', conclude il sindacalista.
lunedì 6 luglio 2009
COMDATA CARE ROMA
7 luglio 2009 dalle 10 alle 18
8 luglio 2009 dalle 9 alle 16
si terranno presso i locali di Comdata Care Roma le elezioni sindacali per la nuova Rsu.
QUALCHE CONSIDERAZIONE PERSONALE
Questo è quindi uno spazio dedicato a noi, dove con la vostra collaborazione e il vostro aiuto (grazie anche alle email che ci inviate) cerchiamo di fare il punto della triste situazione.
Poi leggo i commenti tipo quelli del post precedente e mi chiedo… è questa la comunicazione che vorrei qui dentro? Certamente no.
Non cancellerò tali commenti, non vedo motivazioni serie per farlo, facciamo finta che sia stato uno scambio di opinioni…. Però vi chiedo in futuro di essere costruttivi nell’esprimere i vostri pensieri. La cosiddetta guerra tra poveri non giova proprio a nessuno….
E un’altra cosa che vi chiedo è di fare attenzione alle info che fornite nei commenti: i falsi allarmismi non aiutano. Citate le fonti di quello che dichiarate se possibile, o altrimenti sottolineate che si tratta di voci di corridoio e che come tali vanno prese.
Grazie per la collaborazione, ci dispiacerebbe dover attuare una moderazione più forte dei commenti, sarebbe una sconfitta per tutti.
giovedì 2 luglio 2009
COMUNICATO SINDACALE SLC CGIL
L’ELEZIONE DELLE RSU ATTRAVERSO IL VOTO SEGRETO DI TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI PRESENTI IN AZIENDA E’ STATA UNA PROPOSTA ED UNA VITTORIA DELLA CGIL OTTENUTA NEL 1993 DOPO ANNI DI LUNGHE BATTAGLIE CONDOTTE NELLE FABBICHE DALLE NOSTRE COMPAGNE E DAI NOSTRI COMPAGNI PER CONSENTIRE A TUTTI DI VOTARE I PROPRI RAPPRESENTANTI SINDACALI.
LA SCELTA IN COMDATA CARE E’ STATA DUNQUE PER NOI DIFFICILE E DOLOROSA MA ABBIAMO DOVUTO PRENDERE ATTO DELLA SITUAZIONE REALE PRESENTE IN AZIENDA E L’IMPOSSIBILITA’ DI PROSEGUIRE L’ESPERIENZA RSU AVVIATA CIRCA DUE ANNI FA.
A MARZO CI E’ STATO IMPEDITO DI SPIEGARE IN ASSEMBLEA IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE, UN ACCORDO FIRMATO DA UGL CISL E UIL CHE PEGGIORA LE CONDIZIONI ECONOMICHE E NORMATIVE DI TUTTI I LAVORATORI ITALIANI; IN QUEI GIORNI IN TUTTE LE AZIENDE ITALIANE, ANCHE IN QUELLE TRAVOLTE DALLA CRISI E DAI LICENZIAMENTI, SI SONO FATTE LE ASSEMBLEE CGIL E SI E’ VOTATO; MENTRE CIO’ NON E’ STATO POSSIBILE IN COMDATA CARE, IMPEDENDO ANCHE A CHI VOLEVA ASCOLTARE E VOTARE DI POTERLO FARE.
INOLTRE, NEI GIORNI SUCCESSIVI LA RSU SLC CGIL HA RICEVUTO MAIL CON INSULTI ED IGNOBILI GIUDIZI PERSONALI.
A QUESTO PUNTO, E’ EVIDENTE CHE IN GIOCO NON E’ PIU’ UN ACCORDO, MA IL CONCETTO STESSO DI DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO ED IL DIRITTO DEI SINGOLI INDIVIDUI AD INFORMARSI ED ESPRIMERSI ANCHE SE MINORANZA.
SU QUESTO NON SI PUO’ MEDIARE, SENZA SE E SENZA MA.
PER QUESTO FACCIAMO UN PASSO INDIETRO, CI FERMIAMO, NELLA SPERANZA CHE QUANDO DEMOCRAZIA, TOLLERANZA, DIRITTO AL DISSENSO ED A MANIFESTARE LIBERAMENTE LE PROPRIE IDEE TORNERANNO IN CAMPO POTREMO FARE TUTTI INSIEME DUE PASSI IN AVANTI.
ROMA 1.7.2009
SLC CGIL ROMA E LAZIO
domenica 28 giugno 2009
Cessione Vodafone
Ricostruisce la puntata andata in onda in quel periodo e fa delle considerazioni economiche sociali che ovviamente bocciano tali speculazioni.
Provvederemo ad aggiornarlo....
venerdì 26 giugno 2009
Premio di risultato: cosa sta succedendo?
*PIANO DI INCENTIVO O PDR?
**335 EURO O 2725,00 EURO?*
Se e` gia` tanto brava da sola l'azienda a creare confusione e false aspettative con comunicazioni incerte e poco trasparenti, diviene addirittura fuorviante, a qualcuno in malafede potrebbe apparire proprio strumentale, la comunicazione pervenuta da slc cgil che cavalca la facile onda del malcontento generale per una reale perdita economica subita a distanza di 20 mesi dal passaggio in Comdata Care e cerca di far passare per ORO quanto con lucidità e consapevolezza il 74% dei dipendenti dell'azienda hanno giudicato INADEGUATO.
E' a dir poco infelice il tentativo di riproporre come punto di partenza per un nuovo tavolo sul pdr stralci dell'accordo integrativo bocciato dai lavoratori per di più con commenti che sono palesemente errati e fuorvianti e ignorando aspetti determinanti per il raggiungimento di quel premio di risultato.
A tal fine vi alleghiamo il testo integrale di quell'accordo e vi sottolineiamo i punti che probabilmente ne hanno determinato la bocciatura e comunque gli aspetti che già all'epoca abbiamo evidenziato come assolutamente negativi.
FRANCHIGIA: la franchigia introdotta da quell'ipotesi di accordo era di 10 giorni e non di due settimane (14 gg)! L'azienda affermava e Cgil, Cisl eUil accettavano che essendo questo un premio DI RISULTATO era giusto distribuirlo in base all'effettiva presenza dei lavoratori.
Ma, a parte la franchigia, cosa prevedeva quel modello di PdR?
EBITDA: parametro internazionale che, banalizzando, misura la differenza tra lavoro fatturato (le entrate) e costo di tale lavoro (spese sostenute, a lordo di certe spese non conteggiate nel parametro). Ogni anno l'azienda fissa un risultato da ottenere: per il 2008/2009 era stato concordato che il premio fosse erogato se l'EBITDA fosse stato pari al 5% del fatturato. Basta che sia POCO O POCHISSIMO PIU' BASSO per perdere completamente il Premio. Per quanto la speranza sia l'ultima a morire non abbiamo avuto dall'azienda notizie confortanti su l'EBITDA dell'anno fiscale che sta per chiudersi.
ATTENZIONE Il modello di PdR a cui eravamo abituati e che come Coordinamento nazionale Cobas vorremmo ripristinare, aveva degli ammortizzatori: se anche si raggiungeva solo il 90% dell'obiettivo posto per quell'anno, il PdR NON veniva competamente perso, ma VENIVA EROGATO IN MISURA MINORE.
PRODUTTIVITA' E QUALITA': in quell'ipotesi di piattaforma integrativa, una volta raggiunto l'obiettivo EBITDA fissato, dal 2009/2010 in poi era prevista l'introduzioni anche dei parametri correttivi in base alla produttività e alla qualità di cui non erano stati definiti i dettagli. Vi ricordiamo come tali parametri hanno determinato una riduzione del 20% del valore dell'incentivo per il mercato CREDITO nello scorso bimestre che dovrà essere scalato dalla già esigua cifra di 335 euro LORDI per un fulltime!!!
*Tutti voi sicuramente lo ricordate, come ricordate tutti quei punti legati piu` strettamente ai nostri diritti, al nostro quotidiano, che quell'accordo ci toglieva.**Eppure chi ce lo sottoponeva erano gli stessi che avevano sottoscritto l'accordo di cessione, perche` tanto per noi non sarebbe cambiato nulla!**
Il fatto e` che se i lavoratori in tanta maggioranza dicono di non volere una cosa, e questa e` invece tanto desiderata dall'azienda, un sindacato responsabile sostiene le istanze che i Lavoratori portano avanti, non continua a pubblicizzare i desideri del padrone; altrimenti chi sta rappresentando?*
Il coordinamento nazionale Cobas Comdata Care ha rinnovato la richiesta all'azienda ufficialmente il 20 gennaio 2009, il 2 giugno 2009 e lo rinnoveremo ancora per presentare le istanze dei lavoratori.
*C4 Roma*
Piano di incentivo
Ciao,
in questi ultimi giorni è forte il disappunto fra tutti noi per le ultime notizie dell'Azienda sul Piano di incentivo. Pare, infatti, non fosse chiaro a tutti i colleghi del nostro sito che nel calcolo del 70% delle presenze individuali che davano diritto all'erogazione della quota di incentivo raggiunta rientrassero tutte le forme di assenza (rol, ferie, malattia, 104,permessi studio, ecc.).
Ci chiediamo se questo equivoco è da imputare esclusivamente ad una nostra superficialità o non, piuttosto, ad una scarsa chiarezza delle comunicazioni aziendali. Certo, ci rincuora non poco che nello stesso errore interpretativo siano incorsi anche le colleghe ed i colleghi di altre sedi della nostra Azienda, ad esempio Ivrea, dove le Rsu hanno pubblicato il comunicato che Vi alleghiamo. Dal canto nostro, non possiamo che ribadire la posizione espressa dalle nostre Rsu e dalla Segreteria Slc-Cgil con il comunicato pubblicato il 27 gennaio scorso e che, per comodità, Vi alleghiamo. In quel documento le Rsu e la Segreteria Territoriale Slc Cgil sottolineavano che il Progetto di incentivo costituiva un'iniziativa unilaterale dell'Azienda che presentava due rischi:
1) elargire il beneficio economico solo ad una piccola parte di dipendenti;
2) mettere in atto azioni discriminanti fra colleghi.
In quello stesso documento si sottolineava l'importanza dell'istituzione del Premio di Risultato (PdR) perché esso:
1) è concordato tra le parti (Azienda e OO.SS.);
2) è raggiungibile per tutti i dipendenti;
3) ha una durata quadriennale.
Auspichiamo si possano aprire spiragli di una trattativa a livello nazionaleper tornare a discutere nuovamente del PdR, magari partendo dall'Ipotesi di Accordo siglata il 16 settembre 2008 e sottoposta al nostro voto il 29 e 30settembre 2008, con esito negativo.
In essa:
1) si garantiva il Premio di Risultato (PdR) fino al 2012;
2) si riconosceva per l'anno fiscale 2008/2009, l'erogazione di una quota di PdR, ad esempio per un FT al 5° livello di E. 2725,00 lordi;
3) si garantiva l'erogazione del Premio non solo a tutto il personale a tempo indeterminato, ma anche al personale con contratto di apprendistato e di inserimento e al personale somministrato. L'unico limite stabilito per il riconoscimento del PdR era costituito da una franchigia di due settimane di assenza per malattia, superati i quali si prevedeva una riduzione proporzionale del Premio di Risultato: cioè se ne prendeva una percentuale in meno in rapporto ai giorni di assenza per malattia. Chiaramente tale limite non è stato accettato all'inizio dai sindacati, ma è il risultato di una trattativa. Certo, si introduce un principio che non condividiamo, ma oggi, guardando alle regole del piano di incentivazione aziendale, ci convinciamo che quella forma di incentivazione è migliore di un piano unilaterale dell'azienda e garantisce un minimo di dignità a tutte le persone. Per comodità, riportiamo quanto era contenuto nel testo:
Il valore del P.d.R. sarà ridotto di tante quote giornaliere quanti sono i giorni di assenza nell'anno fiscale ad esclusione delle ferie, dei permessi retribuiti, dell'astensione obbligatoria per maternità, dei giorni di ricovero ospedaliero ivi compresi i day hospital e dei permessi retribuiti ex legge n. 104/92 fatta salva la franchigia per assenza per malattia paria 10 giorni in ragione d'anno. Nell'eventualità si dovessero creare le condizioni per riaprire una trattativa di II livello in cui discutere nuovamente del Premio di Risultato, ci auguriamo tutti che, nell'interesse comune, riusciremo ad analizzare gli eventuali risultati con maggiore serenità.
Comitato degli Iscritti SLC-
N.B. La presente e_mail è un'iniziativa del Comitato degli Iscritti SLC CGIL di Comdata Care Roma.
sabato 20 giugno 2009
COMDATA CERNUSCO
sono dipendente indeterminato di Comdata Cernusco (ex Televoice): la nostra sede 160 lavoratori circa, tutta ristrutturata lo scorso anno per una spesa di 800.000 euro, chiude e nei mesi di luglio e agosto verremo tutti trasferiti a Milano Kulisciof, 30 km di distanza, con l'incognita anche della cassa integrazione (ieri vertice Rsu e sindacati a Milano). Tutto questo e' successo nel giro di 1 mese praticamente, e sappiate che le nostre commesse (DHL, MPE, Italcogim, H3G, RCS) vanno molto bene!!!! H3G verra' forse spostata a Lecce e RCS non si sa ed il perche' se vanno bene si chiude, ce lo domandiamo tutti qui! I sindacati non hanno saputo contrapporsi e le RSU non sono state incisive...e noi credevamo in loro. Voi delle sedi storiche lo sapevate?
martedì 16 giugno 2009
COMDATA CARE CONDANNATA PER ATTIVITA' ANTISINDACALE
leggi la sentenza
mercoledì 10 giugno 2009
Comdata S.p.A. si espande e a Torino manda a casa centinaia di precari
Siamo un gruppo di lavoratori e di lavoratrici della sede torinese della Comdata SpA, tutti con contratti a tempo determinato e con scadenze che vanno dalla metà di maggio alla metà di luglio. Ci troviamo costretti a scrivere ai mezzi di informazione e alle istituzioni per far conoscere la nostra situazione e aprire uno squarcio di luce sull’utilizzo della precarietà nelle aziende della cosiddetta “new economy”, anche nei periodi di crisi.
Comdata SpA è una grande azienda specializzata in attività di Customer Care, Contact Center Inbound e Outbound, Help Desk multilingue, Servizi di supporto alla gestione del cliente, Analisi e sviluppo di progetti e soluzioni di gestione documentale e CRM, archiviazione ottica e cartacea. Impiega ufficialmente 5800 dipendenti, il 90% dei quali in 16 call centers, fra i quali più di 500 persone nella sede di Torino.
Comdata SpA si presenta, attraverso il suo sito web, come “un partner affidabile e vicino alle vostre esigenze… Scoprite la nostra filosofia per dare valore al vostro business… Una realtà di successi, grandi progetti, opportunità concrete”… Opportunità concrete sicuramente non ce ne sono per i suoi dipendenti. Infatti, nonostante i 300 milioni di fatturato dell’anno scorso, le acquisizioni di un ramo d’azienda di Vodafone (914 operatori nel 2007), il controllo e l’acquisizione di altre 10 aziende del gruppo, una ricapitalizzazione da 12 milioni e mezzo di euro fatta ad inizio anno, le prospettive di stabilizzazione occupazionale sono un miraggio. Invitandovi ad osservare quanto sta avvenendo nelle sedi di La Spezia, Asti, Scarmagno, Ivrea, Milano, Olbia (con ricorso massiccio alla cassa integrazione, ferie forzate e sedi a rischio chiusura), vi possiamo solo dire che, al dicembre 2008, su un totale di circa 600 dipendenti nella sede di Torino, poco meno della metà era a tempo determinato, in spregio a quanto stabiliscono la Costituzione, la legge 368/01, il CCNL e un accordo interno del 2007 che stabiliva un rapporto in percentuale fra indeterminati e determinati prima 60/40 e poi negli anni successivi, 80/20.
Ora siamo giunti alla scadenza dei nostri contratti a termine e abbiamo pensato di prendere la parola. Finora non lo abbiamo quasi mai fatto per quella maledetta, comprensibile, paura di essere additati come “rompiscatole” e quindi nella speranza che il nostro “silenzio” ci permettesse di continuare a lavorare in questa azienda. Purtroppo, visto che nessuno parla di noi, e nessuno parla con noi (neanche le organizzazioni sindacali e le RSU), non ci resta altro da fare che comunicare quello che pensiamo.
Abbiamo la certezza non solo dei nostri futuri licenziamenti, ma anche di essere stati raggirati. Abbiamo il sospetto che, stante quello che abbiamo scritto sopra (e che è tranquillamente verificabile nel sito dell’azienda e alla Camera di Commercio), l’intenzione dell’azienda sia mandare a casa i precari, mettere in cassa integrazione i colleghi a tempo indeterminato, sfruttare i finanziamenti dello Stato (che paga la cassa) e diversificare gli investimenti in qualche settore più redditizio e con costi del lavoro più bassi. Con un impatto drammatico nella regione Piemonte, dove la crisi economica già morde da mesi e dove ritrovare un lavoro in questo momento è quasi impossibile.
Ma c’è dell’altro: lavoriamo per la Comdata Spa da molto tempo (da un minimo di 1 anno e mezzo a un massimo di 2 anni e mezzo). Lo abbiamo sempre fatto con scrupolo e professionalità, in diverse commesse, spesso ottenendo livelli di qualità superiori ai nostri colleghi dipendenti delle aziende committenti. Lo abbiamo fatto pensando di far parte di un’azienda seria, (qualche quotidiano l’aveva definita “virtuosa”), che si distinguesse dalle tante che operano sul mercato attraverso contratti a progetto e operazioni spregiudicate e cialtronesche. Sappiamo che in questi anni l’azienda è cresciuta, sia dal punto di vista dell’espansione delle sedi sul territorio nazionale e all’estero, sia sul piano delle partnerships con altre aziende, sia su quello del fatturato e dei ricavi. Per questo reagiamo con sconcerto, preoccupazione e rabbia, alla prospettiva, per moltissimi di noi, di dover andare a casa dopo anni. Le scuse che ci vengono propinate sono che l’azienda va male perché si farebbe troppa mutua, o che la produttività sarebbe scarsa, o che le commesse “telefoniche” vanno male, o che nella commessa ENI (sulla quale lavorano la maggior parte di noi a Torino) con l'arrivo dell'estate arrivano meno chiamate perchè, come ci hanno detto i nostri team leader, ENI E' UNA COMMESSA STAGIONALE.... Ma soprattutto siamo incazzati neri per il fatto che nessuno si degna di spiegarlo ai diretti interessati (cioè noi, quelli coi contratti in scadenza), mentre a chi viene convocato vengono fatte passare le giustificazioni più grottesche (come aver fatto troppe assenze, quando queste assenze erano sostanzialmente permessi studio universitari), oppure gli viene comunicato uno “stop and go” di più di 20 gg, o addirittura a tempo indeterminato, “fino a quando riprenderanno le commesse”. Per Stop and Go si intende che alla scadenza del secondo rinnovo del contratto a termine ti lasciano a casa e ti richiamano dopo una ventina di giorni per farti un nuovo contratto (nel frattempo hai perso tutta l'anzianità accumulata nei periodi precedenti). Il tutto senza un minimo feed-back operativo (molti di noi, già lasciati a casa, erano totalmente sconosciuti al responsabile del personale nonostante avessero lavorato per circa 2 anni in azienda). Infine, la notizia, all’indomani dell’incontro fra alcuni operatori “prescelti” e l’amministratore delegato, che ci sarà la “strage degli innocenti” fra i tempi determinati in scadenza.
Abbiamo contribuito in questi anni alla crescita economica e produttiva di questa azienda e non accetteremo passivamente di essere accompagnati alla porta senza tanti complimenti. Non accetteremo passivamente di fare le vittime sacrificali di interessi e strategie aziendali che se ne infischiano degli esseri umani e guardano solo alle quadrature dei bilanci (leggi: i profitti). Riteniamo una provocazione che, contemporaneamente alla decisione di licenziarci, si attaccano volantini dove si decantano le più disparate partnership con aziende prestigiose. Con che faccia si presenta l’immagine virtuosa di chi ha speculato sul nostro lavoro?
Abbiamo già avvertito l’azienda che non staremo con le mani in mano e, alla luce delle evidenti illegittimità commesse in relazione ai nostri inquadramenti contrattuali e alle motivazioni che essa adduce per i nostri licenziamenti, porteremo avanti tutte le iniziative in sede legale e di lotta per difendere il nostro posto di lavoro. Perché per riuscire a trattare con l’azienda, non ci rimane che trattarla male…
Operatori/trici “determinati” della sede di Torino
info determinati@gmail.com
PS: In che condizioni ambientali e di sicurezza si lavora nella sede di Torino
La Sede di Torino in via Carlo Alberto si divide in tre piani: nei primi due ci siamo noi operatori al terzo gli uffici amministrativi.
I condizionatori (utilizzati sia il riscaldamento che per il raffreddamento, quindi tutto l’anno), nei primi due piani dove lavoriamo, sono nella parte superiore tutti rotti e pieni di polvere. L’unica manutenzione che viene effettuata è la sostituzione dei filtri nella parte inferiore degli apparecchi, una volta l’anno. I suddetti condizionatori restano accesi lo stesso. I CASI DI MALORI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA continuano a moltiplicarsi.
Durante l'esercitazione antincendio svolta a maggio per i primi due piani mancava un responsabile e ogni Team leader diceva la sua. E nel caos più assoluto sia al primo che al secondo piano noi operatori ci siamo ritrovati per qualche minuto fermi al centro della sala in attesa di comunicazioni. In questo quadro grottesco alcuni dipendenti si sono fatti anche male e per una di queste è venuta anche l'ambulanza (per inciso, questa collega è una delle decine già mandate a casa per mancato rinnovo del contratto a tempo). Non vogliamo immaginare cosa sarebbe successo se l'incendio fosse stato reale.
In cortile, luogo dove noi operatori effettuiamo le nostre pause, ci sono da diversi mesi mattonelle traballanti o rotte che ci mettono a rischio di possibili infortuni, quanto in caso di spostamento o rottura si va sotto di 40cm circa. Le suddette mattonelle continuano a rimanere lì, anzi se ne rompono altre, ma l'azienda non prende alcun provvedimento.
Al primo piano le più elementari condizioni di sicurezza non vengono rispettate in quanto da ogni postazione di lavoro e sono più cento fuoriescono da un pozzetto decine di cavi che ci ritroviamo tra i piedi con i possibili rischi che tutti noi possiamo immaginare.
sabato 6 giugno 2009
Selfin, tensione proprietà-operai
Ancora tempi bui per il settore industriale in provincia di Caserta. Aziende un tempo fiore all'occhiello del territorio, sono da tempo in crisi, scomparse o finite in mani poco raccomandabili. Un terzo delle imprese in profonda crisi si trova proprio nel casertano, venti per la precisione. Ultime vertenze, ma solo in ordine di tempo quella della ex Pirelli e della Rieter. E alla Selfin è tensione tra proprietà e lavoratori.
Maria Beatrice Crisci
" un quadro abbastanza avvilente quello che si presenta ai nostri occhi nella provincia di Caserta relativamente al settore industriale. Nel territorio di Pignataro Maggiore la situazione è sempre più critica. All'ex Pirelli, infatti, il management aziendale prospetta ben 80 esuberi per l'intero gruppo italiano e per questi già è stato annunciato il ricorso alla mobilità. I tagli potrebbero toccare anche il sito casertano che conta 150 unità. "Non conosciamo ancora nel dettaglio i provvedimenti che saranno adottati", fanno sapere i sindacati, "ma certamente ci batteremo perchè si possa accedere alla mobilità in modo del tutto volontario quale strumento di accompagnamento alla pensione".
Per la Rieter già impegnata in un programma di riorganizzazione le cose non vanno certo meglio dal momento che diventa sempre più problematica la trattativa aperta sul programma di armonizzatori contrattuali che dovrà riguardare sia i lavoratori di Marcianise che di Pignataro Maggiore.
Continua, intanto, il braccio di ferro tra Selfin azienda di servizi informatici e i lavoratori casertani dopo che il gruppo torinese ha deciso di optare per la cig per 13 settimane per 45 lavoratori.
"L'azienda resta convinta", sottolineano i sindacati, "che non ci sono alternative in mancanza di lavoro, dopo che è stato portato a termine il piano di smaltimento delle ferie".
La Rsa ricorda però che il gruppo Comdata ha acquisito la Selfin forte di un contratto quinquennale con la Ibm di 50 milioni di euro, a supporto di tutte le attività di rilancio del gruppo "Rilancio che non si intravede", si legge in una nota, "tanto da far ritenere che l'acquisizione di Selfin non abbia solide ragioni industriali e per questo vengono messe a rischio le sorti di tanti dipendenti". Va detto, poi, che la cassa integrazione che partirà dal primo giugno si aggiunge alle 6 settimane già effettuate nei mesi di febbraio e marzo scorso.
Alla Morteo di Sessa Aurunca la situazione non è certo migliore. La vicenda sembra in questo caso arrivata al capolinea dopo gli impegni non mantenuti dall'imprenditore Sartori. Il segretario provinciale della Fiom Cisl Maria Cacciapuoti con l'amaro in bocca sottolinea che "l'auspicio e che le lettere di licenziamento vengano ritirate e che si pensi ad un piano di rilancio dell'azienda. Si deve ripristinare la cassa integrazione in deroga così come è stata firmata fino a dicembre del 2009". Sono 350 i cassaintegrati e 250 gli operai dell'indotto rimasti senza lavoro.
Il sindaco di Sessa Aurunca più volte ha fatto appello alle istituzioni per una risoluzione della vertenza, ma al momento non c'è nessuna novità. "L'unica speranza rimane", ricorda la sindacalista della Cisl, "l'incontro di giovedì a Vicenza, allora si conoscerà il futuro della Morteo Industrie".
Dal sito http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=566761
mercoledì 3 giugno 2009
COMDATA OLBIA (la nave affonda....?)
Tutto tace. L'azienda non parla.
Sembra la normalità e invece tutti in feria forzate da settimane.
L'azienda non da nesuna comunicazione, si vocifera una possibile cassa integrazione o un chiusura del site nonostante siamo al 90%indeterminati!
Ma è possibile?
Nel giro di un mese la situazione è crollata non entra una chiamata.
Solo 30 giorni fa i TL gridavano e minacciavano perchè vendissimo adsl e telefoni. E noi lì a cercare di convincere l'anziano di 80 anni a fare l'alice.
Da indiscrezioni sembra che l'azienda sapesse di questa situazione da mesi ma non si è adoperata per una nuova commessa di proposito per sfoltire i dipendenti.
Se qualcuno sa qualcosa per favore parli!
Questo silenzio è insoportabile, ho figli e casa da pagare sono disperata.
E' colpa nostra? E' colpa della mancate produttività? Ma a cosa serve il contratto indetrminato se poi di punto in bianco ci sbattono fuori?
Qualcuno ci sta suggerendo di lincenziarci prima che la barca affondi ma questa è una zona depressa e non si trova lavoro.
Ho sempre fatto quello che mi dicevano, seguire direttive completamente prive di senso e lavorare praticamente in batteria con i limiti assurdi che imponevano e questo e il loro rigraziamento!
Cosa faccio?
Aiuto!
lunedì 1 giugno 2009
Dimissioni Rsu 2
accolgo con piacere la scelta di slc-cgil di riconoscere infine ai Lavoratori la possibilita` di scegliersi realmente la propria rappresentanza sindacale, e pertanto daremo anche noi come COBAS subito seguito a tutte le operazioni necessarie affinche` queste libere elezioni abbiano luogo il prima possibile.
Siamo anche noi lieti di pensare che la prossima RSU non avra` nessun ostacolo allo svolgimento democratico delle proprie funzioni, nessuna logica di imposizione nè ostruzione delle proprie espressioni, elementi che sono certamente ben piu` che semplici alibi; e pertanto siamo lieti di augurare buon Lavoro anche noi alla RSU che verra`.
Ci auspichiamo che la SLC-CGIL voglia portare questo percorso e questa scelta democratica anche nelle altre sedi di quest'azienda, nelle quali e` giusto divulgare la loro democratica posizione; ci auspichiamo che quanto accade nella nostra sede sia solo l'inizio di un indispensabile riconoscimento dei diritti dei Lavoratori che si espanda a macchia d'olio.
Resta inteso che la struttura COBAS e la sottoscritta saranno comunque disponibile in questo breve periodo di vacatio per tutte le problematiche dei Lavoratori e che la sottoscritta rimane in carica come Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza fino a nuove elezioni.
Buon lavoro
Rosanna D'Apolito e COBAS del Lavoro Privato
venerdì 29 maggio 2009
Dimissioni Rsu
al termine di una lunga riflessione condotta con SLC CGIL Roma e Lazio e valutati i fatti accaduti negli ultimi dodici mesi di attività sindacale in Comdata Care Roma, abbiamo riscontrato l’oggettiva impossibilità a proseguire l’esperienza dell’attuale RSU.
SLC CGIL Roma e Lazio e la sottoscritta prendono atto che l’orientamento prevalente in Comdata Care Roma, espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle assemblee, legittima una linea sindacale alternativa ed incompatibile alla linea di SLC CGIL.
A tal proposito e di concerto con SLC CGIL Roma e Lazio, presenterò le mie dimissioni dall’incarico di RSU, consentendo a tutti di tornare a votare una nuova RSU.
SLC CGIL aprirà immediatamente le procedure delle elezioni, al fine di accelerare le fasi di rielezione della nuova RSU che si svolgeranno con il metodo interamente proporzionale, con rinuncia all’ 1/3 di riserva per le OO.SS. firmatarie del contratto nazionale, così da permettere che l’organizzazione più rappresentativa in Comdata Care abbia la maggioranza delle/gli Elette/i e possa assumersi tutta ed in pieno la responsabilità sindacale di sottoscrivere accordi con l’Azienda, tesi a migliorare le condizioni di vita e reddito di tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori di Comdata Care Roma.
Al fine di evitare la paralisi della RSU in carica, è dunque giusto che ognuno si assuma in pieno le proprie responsabilità, a partire da noi che lo facciamo con questo atto, ma soprattutto da parte di chi in Comdata Care Roma riscuote i maggiori consensi ed a cui oggi spetterà gestire le attività sindacali senza più l’alibi della presenza della SLC CGIL.
La sottoscritta e la SLC CGIL Roma e Lazio augurano alla nuova RSU un proficuo lavoro.
Roma, 27/05/2009
SLC CGIL Roma e Lazio
RSU SLC CGIL Comdata Care
venerdì 22 maggio 2009
Per chi ci apostrofa "allarmisti"...
Sede di La Spezia-dal primo giugno 2009 tutti i lavoratori e tl(circa 80)della commessa 191 andranno in cassa integrazione per circa 13 settimane-contratti in scadenza entro la fine di maggio della commessa 187 back office verranno rinnovati(solo se il lavoratore ha raggiunto i 18 mesi di anzianità)e andranno in automatico in cassa integrazione per 13 settimane..a voi le conclusioni...
giovedì 21 maggio 2009
COMUNICATO STAMPA
CALL CENTER: SLC-CGIL “AGCOM GARANTISCA NUOVE ASSUNZIONI O RISCHIA DI DANNEGGIARE SALUTE MIGLIAIA DI GIOVANI”
“Agcom ha l’impegno da parte delle aziende di contact center a fare nei prossimi mesi migliaia di nuove assunzioni? Perché se non è così, l’abbattimento dei tempi di attesa e di risposta da parte degli operatori di call center vuole dire solo farsi pubblicità sulla pelle di migliaia di lavoratori che già oggi subiscono carichi di lavoro al limite della sopportazione fisica e psichica. E non lo dice la CGIL, ma tutti i principali studi fatti dalle ASL e dall’Inail. Se non fosse tecnicamente impossibile, saremmo tentati di denunciare l’AGCOM e il suo Presidente per danno alla salute dei lavoratori”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL il principale sindacato del settore, commentando il recente provvedimento dell’Agcom sulla qualità dei servizi di call center.
“Già nelle settimane passate – continua la CGIL – denunciamo l’atteggiamento di AGCOM che, ormai, intervenie prepotentemente (e senza neanche l’umiltà di ascoltare sindacati e aziende) su materie come l’organizzazione del lavoro e i livelli occupazionali nelle imprese di TLC”.
“L’Agcom lo sa che per abbattere i tempi di attesa di 2 secondi dopo aver selezionato il servizio, servono mediamente almeno il 5% in più di operatori, fatte 100 le postazioni disponibili, dato l’attuale livello dei tempi medi di conversazione sui principali servizi di assistenza al cliente? L’Agcom sa che il “tasso di risoluzione dei reclami” è indice complesso che necessita, vista la continua evoluzione dei sistemi, di una formazione costante degli operatori? Se AGCOM ha un’intesa per far assumere migliaia di nuovi operatori o per piani formativi straordinari, coniugando così qualità verso il cliente con un livello decente di occupazione, siamo i primi ad essere contenti. Ma se non è così si adoperi subito a concordare nuovi piani di assunzioni con le aziende, perché altrimenti sarà sulla pelle di migliaia di giovani ragazzi e ragazze, spesso precari e con bassi stipendi, che si farà pubblicità! E anche di questo i consumatori dovrebbero essere informati.”
sabato 16 maggio 2009
Delocalizzazioni: posizione della SLC-CGIL
TLC: SLC-CGIL “Aziende avviano delocalizzazioni. A rischio migliaia di posti di lavoro. Chiediamo a imprese e Governo una moratoria contro le delocalizzazioni”
“In queste settimane grandi aziende di TLC e Media stanno accelerando un processo di delocalizzazione di attività in paesi con minori salari e diritti, mettendo a rischio migliaia posti di lavoro”. Così denuncia in una nota, la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.
“In particolare Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G e Sky stanno in questi mesi riducendo le attività nel nostro paese, affidando servizi di customer care e di back office ad aziende in Romania, Albania e Tunisia, con gravi rischi occupazionali e con una qualità offerta ai consumatori enormemente inferiore. Il fatto già in sé grave, diviene oggi drammatico in un momento di difficoltà del Paese e con decine di imprese di call center in Italia che hanno scommesso su una competizione basata sulla qualità e non sulla gara a chi paga di meno i lavoratori o con meno tutele. Imprese che oggi subiscono una doppia beffa, vedendo il lavoro dato in paesi dove i salari sono minimi ed i diritti quasi zero”.
“Altro che internalizzare il lavoro, come il Sindacato rivendica da anni per mettere in sicurezza Telecom e le altre grandi aziende di TLC. Siamo al doppio danno per i lavoratori dei call center di Telecom, Vodafone, Wind, H3G, SKY, ecc. : non solo le attività finora svolte vengono esternalizzate, ma a beneficiarne non sono neanche i figli o i fratelli che operano in altre aziende italiane. Siamo alle prese con una vera e propria strategia socialmente suicida, che priverà l’Italia di migliaia di posti di lavoro, in uno dei pochi settori che non risente della crisi”.
“Siamo ormai all’impresa irresponsabile, che non solo paga stipendi a 6 zeri ai propri manager anche quando i risultati non ci sono, ma che non si preoccupa minimamente dei danni sociali che reca al proprio Paese, in un momento in cui invece dovremmo tutti essere più solidali e più attenti a non far pagare la crisi ai soggetti più deboli”.
“Invitiamo per tanto le aziende in questione a dimostrare senso di responsabilità nel concreto, non spendendo solo qualche parola nei convegni o nelle trasmissioni televisive, ma scommettendo su uno sviluppo basato sulla qualità, sulla valorizzazione del lavoro e delle professionalità dei tanti lavoratori che, come unica colpa, hanno quella di pretendere un salario decente e un minimo di diritti”.
“Come SLC-CGIL proporremo nei prossimi giorni a Cisl e Uil di richiedere un tavolo specifico presso il Ministero del Lavoro e il Ministero delle attività produttive, dove consegneremo tutta la documentazione in nostro possesso. Come SLC-CGIL chiediamo alle imprese e al Governo di condividere una “moratoria” in materia di licenziamenti e di delocalizzazioni di attività oggi lavorate in Italia”.
Roma, 5 maggio 2009
COMDATA: CONTINUA CONFRONTO PER RIDURRE IMPATTI OCCUPAZIONALI
Il giorno 04 maggio 2009 presso l’Unione Industriale di Torino si e’ tenuto l’incontro fra le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, le Segreterie Territoriali e le Rsu/Rsa ed i rappresentanti del Gruppo COMDATA al fine di discutere i dettagli e la strategia del Piano Industriale.
L’azienda ha presentato sul tavolo della trattativa i seguenti problemi sul futuro sviluppo del Gruppo:
- un forte decremento della commessa Telecom che numericamente si può tradurre in un taglio del 70% dei volumi delle attività con conseguenze negative a livello occupazionale ed economico;
- una efficienza e produttività media giornaliera in calo, a cui si aggiunge una percentuale di assenza in forte aumento. In particolare obiettivo del Gruppo è quello di recuperare circa il 7,5% di fatturato, dopo un decremento dello stesso di oltre un terzo nel 2008. Questo come condizione necessaria a chiudere il 2009 in pareggio ed evitare un aumento dell’indebitamento già cresciuto nel 2008;
- la necessità di procedere alla razionalizzazione dei siti del Gruppo con centralizzazioni mirate allo sviluppo specifico di singole commesse/clienti;
- la necessita di concedere in sub appalto attività a minor valore con concentrazione dei dipendenti interni sulle commesse a maggior qualità;
- produrre risparmi con l’obiettivo di mantenere alti gli investimenti in tecnologia.
La Direzione Aziendale ha dichiarato, in conseguenza alle problematiche sopra esposte, la necessità di interventi urgenti sull’occupazione, annunciando che non saranno confermati 120 tra contratti a termine e contratti di somministrazione ripartiti sulle sedi di La Spezia, Olbia e Scarmagno.
Inoltre l’azienda ha annunciato la volontà di procedere al trasferimento dei dipendenti dalla sede di Cernusco alla sede in via Kuliscioff.
Il Sindacato, dopo aver ottenuto il rispetto degli accordi sulle stabilizzazioni come da verbale del 7 aprile 2009, che sicuramente rappresenta un buon punto di partenza e la garanzia per molti lavoratori di salvaguardare il proprio posto di lavoro (al netto delle prossime stabilizzazioni in base all’accordo sul 60/40% tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori flessibili, rimarrebbero in azienda circa 1300 lavoratori a termine o in somministrazione), ha dichiarato tutte le proprie contrarietà ad un progetto che necessita di essere definito con maggiore chiarezza. In particolare occorrono garanzie sul fatto che tutti i siti rimangano in produzione e occorre avere una visibilità certa tanto delle attività che saranno date in appalto, quanto e soprattutto delle attività che garantiranno il mantenimento dei livelli occupazionali (il problema infatti non è solo quelle delle attività che escono, ma anche di cosa andranno a fare i dipendenti di Comdata).
Il sindacato infatti è pronto, in maniera serie e responsabile, a raccogliere la “sfida” di una maggiore produttività così come è consapevole delle difficoltà del momento, ma ogni possibile contributo dei lavoratori deve essere subordinato a scenari e garanzie chiare per il futuro, soprattutto per quanto riguarda la tenuta dei livelli occupazionali, a partire dai lavoratori a tempo indeterminato e dai lavoratori a termine con maggiore anzianità.
Al fine di verificare le necessarie garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali in Italia sito per sito, il Sindacato ha proposto quindi la costituzione di un tavolo permanente con incontri tra OO.SS. e azienda, sia a livello nazionale che a livello territoriale (a partire da La Spezia e Milano) da concludersi nell’arco di un mese e che portino a soluzioni condivise sulle varie problematiche esistenti.
Si è inoltre chiesto all’azienda di farsi garante della tenuta occupazionale dei lavoratori a termine con maggiore anzianità. Il sindacato ha inoltre richiesto che per tutto il mese di confronto l’azienda non proceda ad avviare le procedure per la Cassa Integrazione.
L’azienda ha convenuto sul percorso proposto, impegnandosi a non procedere a Cassa Integrazione durante il mese di confronto e garantendo che si terrà conto della maggiore anzianità aziendale come criterio per le riconferme.
Il primo incontro già in agenda e’ previsto per il giorno 14 maggio 2009 sul territorio di La Spezia con la presenza delle Istituzioni, che il Sindacato ha già messo a conoscenza della situazione generale.
Altri incontri sono già stati calendarizzati fino ai primi giorni di Giugno.
Come Segreterie Slc, Fistel e Uilcom, sarà massimo il nostro impegno, pur consapevoli delle responsabilità del Committente Telecom e della grave crisi economica che investe anche il settore, a salvaguardare il futuro occupazionale dei lavoratori e ridurre al massimo le ricadute sociali.
Sono i lavoratori infatti il vero Core Business dell’azienda e la precondizione di ogni rilancio del gruppo.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
venerdì 15 maggio 2009
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (e l'azienda tace...)
lunedì 11 maggio 2009
Piano ferie estivo ComdataCare Roma
pur non avendo raggiunto un accordo con l'azienda su questo piano ferie estivo, come RSU abbiamo chiesto di poter conoscere le percentuali di rimodulazione delle richieste inserite dai lavoratori di Roma.
L'azienda ci ha risposto come segue:
- rep. credito: approvazione del 70% delle richieste inserite dai colleghi senza nessuna rimodulazione;
- rep. consumer: approvazione dell'80% delle richieste senza nessuna rimodulazione;
- rep. fermiced solo il 15% delle persone ha avuto rimodulazione delle richieste inserite;
- ai lavoratori oggetto di rimodulazione è stata proposta un'alternativa per poter godere di almeno 7 giorni consecutivi di ferie nel periodo dal 1 giugno al 15 giugno o dal 15 settembre al 30 settembre.
La percezione del malcontento arrivata a noi è molto alta ma l'unico strumento di verifica delle percentuali comunicate dall'azienda siete VOI e quindi vi chiedo collaborazione per ricostruire il quadro complessivo dei singoli reparti.
Grazie e buon lavoro
RSU Cobas
venerdì 8 maggio 2009
CARA COMDATA TI SCRIVIAMO…
e` tanto tempo che non ti fai sentire, cambiano le stagioni e le prospettive dei Lavoratori, ma tu proprio non ti fai sentire, possibile che tu ci abbia già dimenticati?
Siamo ormai giunti, anzi siamo andati ben oltre, al momento della verifica e condivisione dei risultati del primo bimestre del piano di incentivo e, ad eccezione di accenni sussurrati qua e là a risultati non positivi in nessuna sede, ancora nessuno ha ritenuto di fornire informazioni ufficiali ai lavoratori che ci hanno creduto, non e` che pensi all'effetto che una comunicazione negativa potrebbe avere sui dipendenti? Non e` che perdi tempo per continuare a spremere gli ultimi candidi di spirito che ancora ci credono?
Recentemente in alcune sedi sono state avviate campagne intimidatorie/esplorative della propria popolazione lavorativa al fine di migliorare la produttività e ridurre l'assenteismo, cara Comdata, queste scelte, lasciatelo dire, sono a dir poco discutibili.
Prima di iniziare con questi colloqui/ test/ verifiche ti sei chiesta cosa ha determinato una flessione nei targhet di produttività e qualità? Ti sei chiesta come mai le percentuali di "assenteismo" sono sempre così alte?
Parli di “assenteismo”? Forse non ti ricordi che Vodafone ha scelto di creare un presunto ramo d’azienda costituito in grossa percentuale da persone che loro malgrado soffrono di patologie che li costringono ad assentarsi spesso o di studenti che usufruiscono del diritto acquisito negli anni dei permessi esami, o di mamme con bambini di età inferiore agli 8 anni che spesso necessitano delle cure dei loro genitori; quando scegliesti di acquisire quel ramo d’azienda ne eri consapevole?
Sai che chi si ammala, chi studia, chi ha handicap, chi ha familiari con necessità particolari o ha dei figli non può essere giudicato assenteista? CHE DEVE ESSERE RISPETTATO E MESSO IN CONDIZIONE DI SVOLGERE AL MASSIMO IL PROPRIO LAVORO QUANDO É IN AZIENDA?
Poi volevamo chiederti se potevi dirci qualche cosa in più sull’opera di accentramento iniziata lo scorso anno in pompa magna e che con perseveranza diabolica stai completando comunicando nelle singole sedi i cambiamenti che ti riporto:
Milano: la sales support sarà gestita per lo più da interinali e chi lo scorso anno era tornato in cuffia ora riprenderà a gestire attività di credito;
Padova: incremento del reparto attivazioni corporate dopo aver tolto il presidio del credito che aveva ancora;
Ivrea: eliminato il gruppo storico delle attivazioni corporate e incremento dei team che faranno attività di reclami standard;
Roma: regala a Comdata Asti parte dei reclami standard (reclami Vodafone One) e un'altra parte a Comdata Care Ivrea. In cambio, in base a delle previsioni fatte solo su carta, a Roma si gestirà solo la parte dei reclami gn-gnp e reclami adsl che Vodafone si era ripresa a febbraio.
Tutto questo incorniciato in un panorama di informazioni che arrivano da Comdata S.p.A dove si parla di esuberi, di chiusure di sedi...
Tutto questo in una situazione in cui non e` stato definito alcun premio di risultato.
CARA COMDATA, QUANDO PENSI DI FARTI SENTIRE?
In attesa di tue notizie ti salutiamo.
Coordinamento nazionale Cobas Comdata Care
giovedì 7 maggio 2009
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Comdata La Spezia, lunedì 18 maggio ennesima gornata di ferie forzate per il back office 187 mentre per 80 operatori del 191 partono subito 15 giorni di ferie forzate fino al 23 maggio....
venerdì 1 maggio 2009
CHI HA PECCATO DI MALATTIA?
L'intenzione dichiarata dall'Azienda è quella di tentare di arginare il fenomeno dell'assenteismo, presente in tutto il gruppo Comdata in percentuale, pare, eccessivamente elevata.
Come Rsu abbiamo espresso all'Azienda la nostra contrarietà all'operazione. Non riteniamo che l'assenza per malattia sia"assenteismo", ma un diritto tutelato e disciplinato da norme di legge e di contratto, le stesse che prevedono anche strumenti di controllo di cui può avvalersi l'Azienda, quali le visite fiscali.
Del resto, eventuali "dubbi" dell'Azienda sullo stato di salute del dipendente possono essere fugati con la visita del medico aziendale, altro strumento regolarmente normato.
Abbiamo evidenziato come colloqui di questo tipo, invece, possano essere vissuti anche come una forma di "intimidazione" (ma siamo sicuri che non è certo questa l'intenzione dell'Azienda...) e non necessariamente perché si abbia la coscienza sporca!
Non riteniamo corretto, inoltre, che colleghe e colleghi che devono assentarsi per motivi di salute a volte molto seri, e non certo per svago, siano costretti a subire anche l'umiliazione di sentirsi additati come assenteisti, un termine che ha un'evidente connotazione negativa!Suggeriamo all'Azienda di avvalersi di altri strumenti per motivare i suoi dipendenti e per creare un giusto ed auspicabile clima di serenità e di appartenenza.
Invitiamo, pertanto, l'Azienda a sospendere questi colloqui.
Qualora ciò non avvenisse, l'abbiamo già informata che saremo presenti al fianco delle colleghe e dei colleghi convocati che ce lo richiederanno.
RSU Comdata Care Roma

