lunedì 7 settembre 2009
Mail inviata a Tonoli
dopo un anno in cui il nostro Coordinamento ha continuato a chiedere un incontro a questa Azienda, richiesto alle OO.SS. un incontro preventivo per collaborare sulle proposte da sottoporre al tavolo delle trattative e dopo che non sono arrivate ne' risposte e....nemmeno altre proposte, oggi veniamo a sapere che a breve dovrebbe esserci una riapertura dei tavoli per la trattativa di secondo livello.
Dato che rischiamo che la nostra piattaforma, votata e appoggiata dai lavoratori, non abbia un futuro, e, per concomitanze, che nessuno rappresenti quel percorso la RSU Cobas di Napoli ha inviato a Tonoli la seguente mail:
Buongiorno,
ci pervengono, per vie indirette, informazioni in merito alle quali l'Azienda sarebbe disponibile alla riapertura delle trattative come in oggetto; dato che al momento io sono, per diverse concomitanze, l'unica RSU in carica eletta nelle liste COBAS, movimento presente in maniera sostanziale in tre delle cinque sedi di ComdataCare, e dato che dal giorno 11 Settembre e sino a tutto il giorno 22 beneficero` delle ferie preventivamente concordate con l'Azienda stessa, chiedo ufficialmente di tenere presente di questa mia assenza e di non far coincidere con la stessa gli appuntamenti relativi alla trattativa.
In questo modo ritengo si possa garantire la pluralita` di opinioni presenti in Azienda ad un tavolo tanto importante, e non discriminare le scelte di quei tanti che si riconoscono rappresentati attraverso la linea sindacale che, come RSU ed organizzazioni, portiamo avanti.
In attesa di un cortese riscontro
Salvatore Musella RSU ComdataCare Pozzuoli.
Coordinamento Nazionale COBAS Comdata Care.
domenica 30 agosto 2009
Comunicato Fistel Cisl: mancata erogazione mensilità PDR
FISTEL- CISL, vi informa di aver concluso con esito giudiziario positivo una vertenza “pilota”, tramite la sua rappresentanza di Padova, per il riconoscimento di una somma ancora dovuta dall’azienda a seguito dell’accordo di cessione del 25 Ottobre 2007.
La somma è pari per un full time a 908.33 euro. Questa somma era promessa in un allegato all’accordo: in esso l’azienda si impegnava a riconoscere una somma per il periodo dal 1 Aprile 2008 al 31 Luglio 2008, pari al raggiungimento del 100% del target dell’anno fiscale 2007-2008 (vi ricordiamo di 2725 euro), qualora il confronto per la definizione del premio di risultato per il quadriennio 2008/2012, non avesse prodotto risultato entro il 31 Luglio 2008.
Ancora a Roma, in occasione dell’incontro, per la firma dell’accordo sindacale del 16.09.08, poi bocciato, la somma fu da noi richiesta ma ricevendo in risposta un rifiuto.
Per motivi che ignoriamo, questa somma è stata completamente trascurata anche dai “compagni” di Slc-Cgil, salvo un comunicato tardivo, inoltrato sulla sola sede di Padova, quando ormai il ricorso “pilota” si era concluso positivamente e tutti i lavoratori di quella sede erano già stati informati del diritto loro riconosciuto.
A seguito del ricorso vittorioso, altri lavoratori hanno presentato analogo ricorso tramite i nostri uffici vertenze.
L’ azienda in Agosto ha richiesto al nostro Segretario Nazionale T. Ferlinghetti la cortesia di sospendere l’avvio di ulteriori ricorsi miranti ad ottenere le mensilità di PDR spettanti ai lavoratori ancora da Settembre 2008.
L’azienda finalmente si dichiara intenzionata a discutere modalita’ e tempi di pagamento della somma a tutti i dipendenti.
Vi anticipiamo già che, come sinora fatto in ogni occasione, rilanceremo la riapertura della trattativa di secondo livello sul Premio di Risultato.
Data la particolare situazione di Roma, priva di rappresentanza sindacale, preghiamo chi desiderasse avere ragguagli sulla situazione di contattare Alessandro Faraoni al 3482270330 oppure all’indirizzo e-mail alessandro.faraoni@vodafone.com.
Un saluto
Fistel Cisl Roma
venerdì 7 agosto 2009
martedì 28 luglio 2009
Ennesima prepotenza aziendale: licenziata una collega di Comdata Care a Roma!
Questa collega è stata licenziata perchè, a sua insaputa, la sua password è stata utilizzata per attivare delle promozioni. E' stata fatta pagare a una collega impegnata sindacalmente - guarda caso - le falle aziendali in termini di sicurezza informatica (alla faccia del codice etico!).
Falle che noi a Torino conosciamo molto bene, visto che Citrix è la normale interfaccia che viene utilizzata sulla commessa più importante, ossia ENI. Una unica password di rete per entrare in tutti i pc, login e password di Citrix che, alla fine di un contratto a tempo determinato, vengono riciclate e affibbiate ad altri colleghi, oppure utilizzate per le emergenze, tanto che poi, quando questi colleghi - magari in stop & go - rientrano possono ritrovarsi contratti attivati o cessati da altri, ma con le proprie utenze... un sistema di sicurezza da azienda delle banane!
Ma d'altronde, non sono queste le preoccupazioni del nostro amministratore delegato, impegnato, oltre che a sedersi nei "salotti che contano" di Asstel, a piagnucolare su presunte "crisi" ancora non dimostrate. Il tutto per procrastinare "sine die" contratti precari e salari da fame, cassa integrazione e tagli al personale, nel mentre allegramente investe con due soldi in Romania e Bulgaria, dove molte commesse Comdata stanno andando a finire.
Il tutto sulle pelle di operatori e operatrici che devono anche subire l'arroganza e i metodi da caserma di capi del personale "sceriffi", protagonisti di telefonate a chi è in mutua (bellamente avvertito del fatto che "è meglio ritornare al lavoro"), convocazioni in ufficio sullo stesso tema (con proposte ai limiti della legalità su possibili iscrizioni alle "categorie protette"), "passeggiate" fra le position per vedere chi ha un libro o un telefono poggiato sul tavolo, contestazioni disciplinari fantasma ("lei è stato/a visto/a fare questo o quello...", non si sa bene da chi), e molto altro...Ricordando a lorsignori dirigenti aziendali che quando si tira troppo la corda, poi si spezza, ci mettiamo subito a disposizione delle colleghe e dei colleghi di Comdata Care per tutte le azioni di solidarietà necessarie fino al giusto reintegro di Debora.
Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB Torino
lunedì 27 luglio 2009
DEBORA DAMIANI - LICENZIATA INGIUSTAMENTE
* donna di 41 anni, madre, moglie *
*impegnata sindacalmente con i Cobas.*
DEBORA DAMIANI, dopo ben 14 anni di servizio per una società - Vodafone -che non si è fatta scrupoli a vendere la sua professionalità ma soprattutto la sua vita ad un'azienda - Comdata Care - creata appositamente per distruggere gradualmente tutte le certezze dei dipendenti che apparentemente ha acquistato insieme ad un presunto ramo d'azienda (che ancora oggi dimostra di non avere nessuna autonomia) E’ STATA LICENZIATA INGIUSTAMENTE.
PERCHÉ Debora è stata licenziata?
La sua password, A SUA INSAPUTA, è stata utilizzata per attivare delle promozioni.
Debora è stata quindi licenziata per non aver denunciato prima le inefficienze di Comdata Care in materia di sicurezza dei sistemi utilizzati per svolgere il proprio lavoro e per non averla obbligata a predisporre dei sistemi informatici più sicuri!
Quale colpa ha Debora se per avviare una qualsiasi macchina presente in azienda è stata predisposta una password uguale per tutti?
Quale colpa ha Debora se per avviare qualsiasi applicativo necessario a svolgere il suo lavoro deve collegarsi ad un server di Vodafone che è l'unica ad identificarla come utente abilitato a compiere tali operazioni?
Quale colpa ha Debora se solo oggi scopriamo che Roma è l'unica sede ComdataCare che usa Citrix, una specifica interfaccia per lavorare sui sistemi Vodafone?
Esiste un sistema di identificazione alle macchine di Comdata Care?
MA SOPRATTUTTO: esiste un'analisi fatta da Comdata Care per dimostrare l'estraneità di Debora ai fatti segnalati da Vodafone? Possibile sia sufficiente un resoconto di Vodafone per sbattere fuori unapersona che solo pochi anni fa era stata premiata economicamente dalla stessa Vodafone per la sua diligenza? Siamo o non siamo dipendenti Comdata Care? E' sufficiente bloccare il computer quando ci allontaniamo dalla nostra postazione? O è necessario chiudere tutte le applicazioni per salvaguardare la nostra password?
A Debora e a nessuno di noi è stato detto nulla in proposito!
PERCHE’?
O forse la verità è un'altra e le colpe di Debora sono di essersi resa disponibile a testimoniare per un altro collega che era stato ingiustamente licenziato, di aver scelto di partecipare attivamente alla nascita di un sindacato che per questa azienda non rientra negli schemi convenzionali, di essersi candidata nella lista Cobas per le elezioni della nuova Rsu?
Noi nutriamo molti dubbi sulla correttezza di Comdata Care, Comdata esoprattutto Vodafone, artefice principale del nostro destino, ma su Debora NO!
COSA STA SUCCEDENDO? COSA È SUCCESSO ESATTAMENTE 2 ANNI FA?
Molti di voi lo ricorderanno sicuramente - ma è bene ricordare all'opinione pubblica - quello che fin da subito 914 persone hanno temuto stesse per accadere e che oggi si sta concretizzando:
CESSIONE DI RAMO PER MASCHERARE LICENZIAMENTI DI PERSONALE!
Non si è trattato di una cessione di ramo d'azienda: Vodafone non era in crisi, il ramo d'azienda non era preesistente, il personale addetto non aveva uno specifico know how e i sindacati confederali che hanno assistito allo scempio si sono arrogati il diritto di firmare un accordo di cessione fasullo e senza alcun mandato dei lavoratori.
ECCO COSA E’ CAMBIATO: dopo quell'accordo Comdata Spa è stata sindacalizzata e prima ancora di intervenire sulle garanzie dei lavoratori è stato firmato un accordo per garantire un monte di 4000 ORE DI PERMESSI SINDACALI per le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL!Dopo solo 18 mesi dall'operazione FIORENZO CODOGNOTTO, amministratore delegato della holding che controlla Comdata Care, guadagna una POLTRONCINA all'ASSTEL. Cosa sicuramente irrilevante se non fosse che nei 20 anni di attività che aveva alle spalle non era riuscito forse neanche ad entrare all'ASSTEL…
VODAFONE... cara Vodafone... e tu cosa hai guadagnato in tutto questo?
Continui a vendere la tua immagine di società perfetta, a collezionare “bollini rosa” per il buon trattamento riservato alle tue donne, a fare profitti con il lavoro di quelle persone che hai affidato ad un altro padrone perché se ne liberasse senza coinvolgerti e senza che le tue manine si macchiassero.
PIETRO GUINDANI, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Vodafone,dove sta? Ha rassicurato i suoi dipendenti sull'affidabilità di questo partner commerciale e come carne da macello ci ha ceduto ad una società che, non riuscendo a sollevarsi, ci tratta come zavorre.
Siamo certi che in sede di giudizio questa storia si risolverà a favore della collega ma non siamo disposti a far finta che non sia successo niente e ci batteremo fino in fondo per ottenere il suo reintegro.
AIUTACI ANCHE TU A DENUNCIARE QUANTO E’ SUCCESSO A DEBORA E QUELLO CHE ALTRI HANNO DECISO PER IL NOSTRO FUTURO!
Fai girare questa mail e inviala anche ai seguenti indirizzi:
presidenza.repubblica@quirinale.it
redazione@ilmanifesto.it
larepubblica@repubblica.it
rubrica.lettere@repubblica.it
lettere@unità.it lettere@unit%C3A0.it
lettere@lastampa.it
messaggeroprioritaria@ilmessaggero.it
lettere@corriere.it
*Coordinamento nazionale Cobas Comdata Care** *
giovedì 16 luglio 2009
mercoledì 15 luglio 2009
MUMBLE MUMBLE...
Roma, 14 lug. - (Adnkronos) -
Un accordo a tutela dei livelli occupazionali da parte di Comdata e' stato siglato, dopo una lunga vertenza, dalle Segreterie Nazionali e territoriali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Ne da' notizia la Slc Cgil in una nota che ricorda come il gruppo Comdata e' una azienda leader nelle attivita' di call center con oltre 4000 dipendenti.
''L'accordo rappresenta un portante successo di tutte le parti. Dei lavoratori che - spiega Alessandro Genovesi, segretario nazionale del sindacato della Cgil - hanno sostenuto il sindacato con la lotta e dell'azienda che ha dimostrato senso di responsabilita'.
In particolare sono rientrati gli oltre mille esuberi dichiarati e tutti i siti (la proprieta' aveva deciso di chiudere il centro di La Spezia) rimaranno operativi con una piu' razionale distribuzione delle attivita'. Questo garantira' tanto il sito ligure che quello sardo, oltre che tutti gli altri siti di Milano, in Piemonte e in Puglia''.
L'accordo prevede un periodo di cassa integrazione in alcune realta' dell'azienda in attesa di ridislocare le attivita'. In piu' l'accordo si fa garante dei lavoratori a termine che, per anzianita', avevano gia' nel 2008 maturato il diritto alla stabilizzazione e si riconosce il diritto di precedenza per gli altri in caso di ripresa o picchi produttivi.
''Con l'accordo e con i relativi interventi previsti le parti hanno concordato soprattutto - e questa e' una buona notizia per l'intero settore - di non dover piu' intervenire per almeno due anni sui livelli occupazionali (ovviamente fatti salvi eventi eccezionali esterni). Di fatto una vera e propria moratoria sui licenziamenti. Sperando che nel 2010 vi siano segnali di ripresa'', conclude il sindacalista.
lunedì 6 luglio 2009
COMDATA CARE ROMA
7 luglio 2009 dalle 10 alle 18
8 luglio 2009 dalle 9 alle 16
si terranno presso i locali di Comdata Care Roma le elezioni sindacali per la nuova Rsu.
QUALCHE CONSIDERAZIONE PERSONALE
Questo è quindi uno spazio dedicato a noi, dove con la vostra collaborazione e il vostro aiuto (grazie anche alle email che ci inviate) cerchiamo di fare il punto della triste situazione.
Poi leggo i commenti tipo quelli del post precedente e mi chiedo… è questa la comunicazione che vorrei qui dentro? Certamente no.
Non cancellerò tali commenti, non vedo motivazioni serie per farlo, facciamo finta che sia stato uno scambio di opinioni…. Però vi chiedo in futuro di essere costruttivi nell’esprimere i vostri pensieri. La cosiddetta guerra tra poveri non giova proprio a nessuno….
E un’altra cosa che vi chiedo è di fare attenzione alle info che fornite nei commenti: i falsi allarmismi non aiutano. Citate le fonti di quello che dichiarate se possibile, o altrimenti sottolineate che si tratta di voci di corridoio e che come tali vanno prese.
Grazie per la collaborazione, ci dispiacerebbe dover attuare una moderazione più forte dei commenti, sarebbe una sconfitta per tutti.
giovedì 2 luglio 2009
COMUNICATO SINDACALE SLC CGIL
L’ELEZIONE DELLE RSU ATTRAVERSO IL VOTO SEGRETO DI TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI PRESENTI IN AZIENDA E’ STATA UNA PROPOSTA ED UNA VITTORIA DELLA CGIL OTTENUTA NEL 1993 DOPO ANNI DI LUNGHE BATTAGLIE CONDOTTE NELLE FABBICHE DALLE NOSTRE COMPAGNE E DAI NOSTRI COMPAGNI PER CONSENTIRE A TUTTI DI VOTARE I PROPRI RAPPRESENTANTI SINDACALI.
LA SCELTA IN COMDATA CARE E’ STATA DUNQUE PER NOI DIFFICILE E DOLOROSA MA ABBIAMO DOVUTO PRENDERE ATTO DELLA SITUAZIONE REALE PRESENTE IN AZIENDA E L’IMPOSSIBILITA’ DI PROSEGUIRE L’ESPERIENZA RSU AVVIATA CIRCA DUE ANNI FA.
A MARZO CI E’ STATO IMPEDITO DI SPIEGARE IN ASSEMBLEA IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE, UN ACCORDO FIRMATO DA UGL CISL E UIL CHE PEGGIORA LE CONDIZIONI ECONOMICHE E NORMATIVE DI TUTTI I LAVORATORI ITALIANI; IN QUEI GIORNI IN TUTTE LE AZIENDE ITALIANE, ANCHE IN QUELLE TRAVOLTE DALLA CRISI E DAI LICENZIAMENTI, SI SONO FATTE LE ASSEMBLEE CGIL E SI E’ VOTATO; MENTRE CIO’ NON E’ STATO POSSIBILE IN COMDATA CARE, IMPEDENDO ANCHE A CHI VOLEVA ASCOLTARE E VOTARE DI POTERLO FARE.
INOLTRE, NEI GIORNI SUCCESSIVI LA RSU SLC CGIL HA RICEVUTO MAIL CON INSULTI ED IGNOBILI GIUDIZI PERSONALI.
A QUESTO PUNTO, E’ EVIDENTE CHE IN GIOCO NON E’ PIU’ UN ACCORDO, MA IL CONCETTO STESSO DI DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO ED IL DIRITTO DEI SINGOLI INDIVIDUI AD INFORMARSI ED ESPRIMERSI ANCHE SE MINORANZA.
SU QUESTO NON SI PUO’ MEDIARE, SENZA SE E SENZA MA.
PER QUESTO FACCIAMO UN PASSO INDIETRO, CI FERMIAMO, NELLA SPERANZA CHE QUANDO DEMOCRAZIA, TOLLERANZA, DIRITTO AL DISSENSO ED A MANIFESTARE LIBERAMENTE LE PROPRIE IDEE TORNERANNO IN CAMPO POTREMO FARE TUTTI INSIEME DUE PASSI IN AVANTI.
ROMA 1.7.2009
SLC CGIL ROMA E LAZIO
domenica 28 giugno 2009
Cessione Vodafone
Ricostruisce la puntata andata in onda in quel periodo e fa delle considerazioni economiche sociali che ovviamente bocciano tali speculazioni.
Provvederemo ad aggiornarlo....
venerdì 26 giugno 2009
Premio di risultato: cosa sta succedendo?
*PIANO DI INCENTIVO O PDR?
**335 EURO O 2725,00 EURO?*
Se e` gia` tanto brava da sola l'azienda a creare confusione e false aspettative con comunicazioni incerte e poco trasparenti, diviene addirittura fuorviante, a qualcuno in malafede potrebbe apparire proprio strumentale, la comunicazione pervenuta da slc cgil che cavalca la facile onda del malcontento generale per una reale perdita economica subita a distanza di 20 mesi dal passaggio in Comdata Care e cerca di far passare per ORO quanto con lucidità e consapevolezza il 74% dei dipendenti dell'azienda hanno giudicato INADEGUATO.
E' a dir poco infelice il tentativo di riproporre come punto di partenza per un nuovo tavolo sul pdr stralci dell'accordo integrativo bocciato dai lavoratori per di più con commenti che sono palesemente errati e fuorvianti e ignorando aspetti determinanti per il raggiungimento di quel premio di risultato.
A tal fine vi alleghiamo il testo integrale di quell'accordo e vi sottolineiamo i punti che probabilmente ne hanno determinato la bocciatura e comunque gli aspetti che già all'epoca abbiamo evidenziato come assolutamente negativi.
FRANCHIGIA: la franchigia introdotta da quell'ipotesi di accordo era di 10 giorni e non di due settimane (14 gg)! L'azienda affermava e Cgil, Cisl eUil accettavano che essendo questo un premio DI RISULTATO era giusto distribuirlo in base all'effettiva presenza dei lavoratori.
Ma, a parte la franchigia, cosa prevedeva quel modello di PdR?
EBITDA: parametro internazionale che, banalizzando, misura la differenza tra lavoro fatturato (le entrate) e costo di tale lavoro (spese sostenute, a lordo di certe spese non conteggiate nel parametro). Ogni anno l'azienda fissa un risultato da ottenere: per il 2008/2009 era stato concordato che il premio fosse erogato se l'EBITDA fosse stato pari al 5% del fatturato. Basta che sia POCO O POCHISSIMO PIU' BASSO per perdere completamente il Premio. Per quanto la speranza sia l'ultima a morire non abbiamo avuto dall'azienda notizie confortanti su l'EBITDA dell'anno fiscale che sta per chiudersi.
ATTENZIONE Il modello di PdR a cui eravamo abituati e che come Coordinamento nazionale Cobas vorremmo ripristinare, aveva degli ammortizzatori: se anche si raggiungeva solo il 90% dell'obiettivo posto per quell'anno, il PdR NON veniva competamente perso, ma VENIVA EROGATO IN MISURA MINORE.
PRODUTTIVITA' E QUALITA': in quell'ipotesi di piattaforma integrativa, una volta raggiunto l'obiettivo EBITDA fissato, dal 2009/2010 in poi era prevista l'introduzioni anche dei parametri correttivi in base alla produttività e alla qualità di cui non erano stati definiti i dettagli. Vi ricordiamo come tali parametri hanno determinato una riduzione del 20% del valore dell'incentivo per il mercato CREDITO nello scorso bimestre che dovrà essere scalato dalla già esigua cifra di 335 euro LORDI per un fulltime!!!
*Tutti voi sicuramente lo ricordate, come ricordate tutti quei punti legati piu` strettamente ai nostri diritti, al nostro quotidiano, che quell'accordo ci toglieva.**Eppure chi ce lo sottoponeva erano gli stessi che avevano sottoscritto l'accordo di cessione, perche` tanto per noi non sarebbe cambiato nulla!**
Il fatto e` che se i lavoratori in tanta maggioranza dicono di non volere una cosa, e questa e` invece tanto desiderata dall'azienda, un sindacato responsabile sostiene le istanze che i Lavoratori portano avanti, non continua a pubblicizzare i desideri del padrone; altrimenti chi sta rappresentando?*
Il coordinamento nazionale Cobas Comdata Care ha rinnovato la richiesta all'azienda ufficialmente il 20 gennaio 2009, il 2 giugno 2009 e lo rinnoveremo ancora per presentare le istanze dei lavoratori.
*C4 Roma*
Piano di incentivo
Ciao,
in questi ultimi giorni è forte il disappunto fra tutti noi per le ultime notizie dell'Azienda sul Piano di incentivo. Pare, infatti, non fosse chiaro a tutti i colleghi del nostro sito che nel calcolo del 70% delle presenze individuali che davano diritto all'erogazione della quota di incentivo raggiunta rientrassero tutte le forme di assenza (rol, ferie, malattia, 104,permessi studio, ecc.).
Ci chiediamo se questo equivoco è da imputare esclusivamente ad una nostra superficialità o non, piuttosto, ad una scarsa chiarezza delle comunicazioni aziendali. Certo, ci rincuora non poco che nello stesso errore interpretativo siano incorsi anche le colleghe ed i colleghi di altre sedi della nostra Azienda, ad esempio Ivrea, dove le Rsu hanno pubblicato il comunicato che Vi alleghiamo. Dal canto nostro, non possiamo che ribadire la posizione espressa dalle nostre Rsu e dalla Segreteria Slc-Cgil con il comunicato pubblicato il 27 gennaio scorso e che, per comodità, Vi alleghiamo. In quel documento le Rsu e la Segreteria Territoriale Slc Cgil sottolineavano che il Progetto di incentivo costituiva un'iniziativa unilaterale dell'Azienda che presentava due rischi:
1) elargire il beneficio economico solo ad una piccola parte di dipendenti;
2) mettere in atto azioni discriminanti fra colleghi.
In quello stesso documento si sottolineava l'importanza dell'istituzione del Premio di Risultato (PdR) perché esso:
1) è concordato tra le parti (Azienda e OO.SS.);
2) è raggiungibile per tutti i dipendenti;
3) ha una durata quadriennale.
Auspichiamo si possano aprire spiragli di una trattativa a livello nazionaleper tornare a discutere nuovamente del PdR, magari partendo dall'Ipotesi di Accordo siglata il 16 settembre 2008 e sottoposta al nostro voto il 29 e 30settembre 2008, con esito negativo.
In essa:
1) si garantiva il Premio di Risultato (PdR) fino al 2012;
2) si riconosceva per l'anno fiscale 2008/2009, l'erogazione di una quota di PdR, ad esempio per un FT al 5° livello di E. 2725,00 lordi;
3) si garantiva l'erogazione del Premio non solo a tutto il personale a tempo indeterminato, ma anche al personale con contratto di apprendistato e di inserimento e al personale somministrato. L'unico limite stabilito per il riconoscimento del PdR era costituito da una franchigia di due settimane di assenza per malattia, superati i quali si prevedeva una riduzione proporzionale del Premio di Risultato: cioè se ne prendeva una percentuale in meno in rapporto ai giorni di assenza per malattia. Chiaramente tale limite non è stato accettato all'inizio dai sindacati, ma è il risultato di una trattativa. Certo, si introduce un principio che non condividiamo, ma oggi, guardando alle regole del piano di incentivazione aziendale, ci convinciamo che quella forma di incentivazione è migliore di un piano unilaterale dell'azienda e garantisce un minimo di dignità a tutte le persone. Per comodità, riportiamo quanto era contenuto nel testo:
Il valore del P.d.R. sarà ridotto di tante quote giornaliere quanti sono i giorni di assenza nell'anno fiscale ad esclusione delle ferie, dei permessi retribuiti, dell'astensione obbligatoria per maternità, dei giorni di ricovero ospedaliero ivi compresi i day hospital e dei permessi retribuiti ex legge n. 104/92 fatta salva la franchigia per assenza per malattia paria 10 giorni in ragione d'anno. Nell'eventualità si dovessero creare le condizioni per riaprire una trattativa di II livello in cui discutere nuovamente del Premio di Risultato, ci auguriamo tutti che, nell'interesse comune, riusciremo ad analizzare gli eventuali risultati con maggiore serenità.
Comitato degli Iscritti SLC-
N.B. La presente e_mail è un'iniziativa del Comitato degli Iscritti SLC CGIL di Comdata Care Roma.
sabato 20 giugno 2009
COMDATA CERNUSCO
sono dipendente indeterminato di Comdata Cernusco (ex Televoice): la nostra sede 160 lavoratori circa, tutta ristrutturata lo scorso anno per una spesa di 800.000 euro, chiude e nei mesi di luglio e agosto verremo tutti trasferiti a Milano Kulisciof, 30 km di distanza, con l'incognita anche della cassa integrazione (ieri vertice Rsu e sindacati a Milano). Tutto questo e' successo nel giro di 1 mese praticamente, e sappiate che le nostre commesse (DHL, MPE, Italcogim, H3G, RCS) vanno molto bene!!!! H3G verra' forse spostata a Lecce e RCS non si sa ed il perche' se vanno bene si chiude, ce lo domandiamo tutti qui! I sindacati non hanno saputo contrapporsi e le RSU non sono state incisive...e noi credevamo in loro. Voi delle sedi storiche lo sapevate?
martedì 16 giugno 2009
COMDATA CARE CONDANNATA PER ATTIVITA' ANTISINDACALE
leggi la sentenza
mercoledì 10 giugno 2009
Comdata S.p.A. si espande e a Torino manda a casa centinaia di precari
Siamo un gruppo di lavoratori e di lavoratrici della sede torinese della Comdata SpA, tutti con contratti a tempo determinato e con scadenze che vanno dalla metà di maggio alla metà di luglio. Ci troviamo costretti a scrivere ai mezzi di informazione e alle istituzioni per far conoscere la nostra situazione e aprire uno squarcio di luce sull’utilizzo della precarietà nelle aziende della cosiddetta “new economy”, anche nei periodi di crisi.
Comdata SpA è una grande azienda specializzata in attività di Customer Care, Contact Center Inbound e Outbound, Help Desk multilingue, Servizi di supporto alla gestione del cliente, Analisi e sviluppo di progetti e soluzioni di gestione documentale e CRM, archiviazione ottica e cartacea. Impiega ufficialmente 5800 dipendenti, il 90% dei quali in 16 call centers, fra i quali più di 500 persone nella sede di Torino.
Comdata SpA si presenta, attraverso il suo sito web, come “un partner affidabile e vicino alle vostre esigenze… Scoprite la nostra filosofia per dare valore al vostro business… Una realtà di successi, grandi progetti, opportunità concrete”… Opportunità concrete sicuramente non ce ne sono per i suoi dipendenti. Infatti, nonostante i 300 milioni di fatturato dell’anno scorso, le acquisizioni di un ramo d’azienda di Vodafone (914 operatori nel 2007), il controllo e l’acquisizione di altre 10 aziende del gruppo, una ricapitalizzazione da 12 milioni e mezzo di euro fatta ad inizio anno, le prospettive di stabilizzazione occupazionale sono un miraggio. Invitandovi ad osservare quanto sta avvenendo nelle sedi di La Spezia, Asti, Scarmagno, Ivrea, Milano, Olbia (con ricorso massiccio alla cassa integrazione, ferie forzate e sedi a rischio chiusura), vi possiamo solo dire che, al dicembre 2008, su un totale di circa 600 dipendenti nella sede di Torino, poco meno della metà era a tempo determinato, in spregio a quanto stabiliscono la Costituzione, la legge 368/01, il CCNL e un accordo interno del 2007 che stabiliva un rapporto in percentuale fra indeterminati e determinati prima 60/40 e poi negli anni successivi, 80/20.
Ora siamo giunti alla scadenza dei nostri contratti a termine e abbiamo pensato di prendere la parola. Finora non lo abbiamo quasi mai fatto per quella maledetta, comprensibile, paura di essere additati come “rompiscatole” e quindi nella speranza che il nostro “silenzio” ci permettesse di continuare a lavorare in questa azienda. Purtroppo, visto che nessuno parla di noi, e nessuno parla con noi (neanche le organizzazioni sindacali e le RSU), non ci resta altro da fare che comunicare quello che pensiamo.
Abbiamo la certezza non solo dei nostri futuri licenziamenti, ma anche di essere stati raggirati. Abbiamo il sospetto che, stante quello che abbiamo scritto sopra (e che è tranquillamente verificabile nel sito dell’azienda e alla Camera di Commercio), l’intenzione dell’azienda sia mandare a casa i precari, mettere in cassa integrazione i colleghi a tempo indeterminato, sfruttare i finanziamenti dello Stato (che paga la cassa) e diversificare gli investimenti in qualche settore più redditizio e con costi del lavoro più bassi. Con un impatto drammatico nella regione Piemonte, dove la crisi economica già morde da mesi e dove ritrovare un lavoro in questo momento è quasi impossibile.
Ma c’è dell’altro: lavoriamo per la Comdata Spa da molto tempo (da un minimo di 1 anno e mezzo a un massimo di 2 anni e mezzo). Lo abbiamo sempre fatto con scrupolo e professionalità, in diverse commesse, spesso ottenendo livelli di qualità superiori ai nostri colleghi dipendenti delle aziende committenti. Lo abbiamo fatto pensando di far parte di un’azienda seria, (qualche quotidiano l’aveva definita “virtuosa”), che si distinguesse dalle tante che operano sul mercato attraverso contratti a progetto e operazioni spregiudicate e cialtronesche. Sappiamo che in questi anni l’azienda è cresciuta, sia dal punto di vista dell’espansione delle sedi sul territorio nazionale e all’estero, sia sul piano delle partnerships con altre aziende, sia su quello del fatturato e dei ricavi. Per questo reagiamo con sconcerto, preoccupazione e rabbia, alla prospettiva, per moltissimi di noi, di dover andare a casa dopo anni. Le scuse che ci vengono propinate sono che l’azienda va male perché si farebbe troppa mutua, o che la produttività sarebbe scarsa, o che le commesse “telefoniche” vanno male, o che nella commessa ENI (sulla quale lavorano la maggior parte di noi a Torino) con l'arrivo dell'estate arrivano meno chiamate perchè, come ci hanno detto i nostri team leader, ENI E' UNA COMMESSA STAGIONALE.... Ma soprattutto siamo incazzati neri per il fatto che nessuno si degna di spiegarlo ai diretti interessati (cioè noi, quelli coi contratti in scadenza), mentre a chi viene convocato vengono fatte passare le giustificazioni più grottesche (come aver fatto troppe assenze, quando queste assenze erano sostanzialmente permessi studio universitari), oppure gli viene comunicato uno “stop and go” di più di 20 gg, o addirittura a tempo indeterminato, “fino a quando riprenderanno le commesse”. Per Stop and Go si intende che alla scadenza del secondo rinnovo del contratto a termine ti lasciano a casa e ti richiamano dopo una ventina di giorni per farti un nuovo contratto (nel frattempo hai perso tutta l'anzianità accumulata nei periodi precedenti). Il tutto senza un minimo feed-back operativo (molti di noi, già lasciati a casa, erano totalmente sconosciuti al responsabile del personale nonostante avessero lavorato per circa 2 anni in azienda). Infine, la notizia, all’indomani dell’incontro fra alcuni operatori “prescelti” e l’amministratore delegato, che ci sarà la “strage degli innocenti” fra i tempi determinati in scadenza.
Abbiamo contribuito in questi anni alla crescita economica e produttiva di questa azienda e non accetteremo passivamente di essere accompagnati alla porta senza tanti complimenti. Non accetteremo passivamente di fare le vittime sacrificali di interessi e strategie aziendali che se ne infischiano degli esseri umani e guardano solo alle quadrature dei bilanci (leggi: i profitti). Riteniamo una provocazione che, contemporaneamente alla decisione di licenziarci, si attaccano volantini dove si decantano le più disparate partnership con aziende prestigiose. Con che faccia si presenta l’immagine virtuosa di chi ha speculato sul nostro lavoro?
Abbiamo già avvertito l’azienda che non staremo con le mani in mano e, alla luce delle evidenti illegittimità commesse in relazione ai nostri inquadramenti contrattuali e alle motivazioni che essa adduce per i nostri licenziamenti, porteremo avanti tutte le iniziative in sede legale e di lotta per difendere il nostro posto di lavoro. Perché per riuscire a trattare con l’azienda, non ci rimane che trattarla male…
Operatori/trici “determinati” della sede di Torino
info determinati@gmail.com
PS: In che condizioni ambientali e di sicurezza si lavora nella sede di Torino
La Sede di Torino in via Carlo Alberto si divide in tre piani: nei primi due ci siamo noi operatori al terzo gli uffici amministrativi.
I condizionatori (utilizzati sia il riscaldamento che per il raffreddamento, quindi tutto l’anno), nei primi due piani dove lavoriamo, sono nella parte superiore tutti rotti e pieni di polvere. L’unica manutenzione che viene effettuata è la sostituzione dei filtri nella parte inferiore degli apparecchi, una volta l’anno. I suddetti condizionatori restano accesi lo stesso. I CASI DI MALORI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA continuano a moltiplicarsi.
Durante l'esercitazione antincendio svolta a maggio per i primi due piani mancava un responsabile e ogni Team leader diceva la sua. E nel caos più assoluto sia al primo che al secondo piano noi operatori ci siamo ritrovati per qualche minuto fermi al centro della sala in attesa di comunicazioni. In questo quadro grottesco alcuni dipendenti si sono fatti anche male e per una di queste è venuta anche l'ambulanza (per inciso, questa collega è una delle decine già mandate a casa per mancato rinnovo del contratto a tempo). Non vogliamo immaginare cosa sarebbe successo se l'incendio fosse stato reale.
In cortile, luogo dove noi operatori effettuiamo le nostre pause, ci sono da diversi mesi mattonelle traballanti o rotte che ci mettono a rischio di possibili infortuni, quanto in caso di spostamento o rottura si va sotto di 40cm circa. Le suddette mattonelle continuano a rimanere lì, anzi se ne rompono altre, ma l'azienda non prende alcun provvedimento.
Al primo piano le più elementari condizioni di sicurezza non vengono rispettate in quanto da ogni postazione di lavoro e sono più cento fuoriescono da un pozzetto decine di cavi che ci ritroviamo tra i piedi con i possibili rischi che tutti noi possiamo immaginare.
sabato 6 giugno 2009
Selfin, tensione proprietà-operai
Ancora tempi bui per il settore industriale in provincia di Caserta. Aziende un tempo fiore all'occhiello del territorio, sono da tempo in crisi, scomparse o finite in mani poco raccomandabili. Un terzo delle imprese in profonda crisi si trova proprio nel casertano, venti per la precisione. Ultime vertenze, ma solo in ordine di tempo quella della ex Pirelli e della Rieter. E alla Selfin è tensione tra proprietà e lavoratori.
Maria Beatrice Crisci
" un quadro abbastanza avvilente quello che si presenta ai nostri occhi nella provincia di Caserta relativamente al settore industriale. Nel territorio di Pignataro Maggiore la situazione è sempre più critica. All'ex Pirelli, infatti, il management aziendale prospetta ben 80 esuberi per l'intero gruppo italiano e per questi già è stato annunciato il ricorso alla mobilità. I tagli potrebbero toccare anche il sito casertano che conta 150 unità. "Non conosciamo ancora nel dettaglio i provvedimenti che saranno adottati", fanno sapere i sindacati, "ma certamente ci batteremo perchè si possa accedere alla mobilità in modo del tutto volontario quale strumento di accompagnamento alla pensione".
Per la Rieter già impegnata in un programma di riorganizzazione le cose non vanno certo meglio dal momento che diventa sempre più problematica la trattativa aperta sul programma di armonizzatori contrattuali che dovrà riguardare sia i lavoratori di Marcianise che di Pignataro Maggiore.
Continua, intanto, il braccio di ferro tra Selfin azienda di servizi informatici e i lavoratori casertani dopo che il gruppo torinese ha deciso di optare per la cig per 13 settimane per 45 lavoratori.
"L'azienda resta convinta", sottolineano i sindacati, "che non ci sono alternative in mancanza di lavoro, dopo che è stato portato a termine il piano di smaltimento delle ferie".
La Rsa ricorda però che il gruppo Comdata ha acquisito la Selfin forte di un contratto quinquennale con la Ibm di 50 milioni di euro, a supporto di tutte le attività di rilancio del gruppo "Rilancio che non si intravede", si legge in una nota, "tanto da far ritenere che l'acquisizione di Selfin non abbia solide ragioni industriali e per questo vengono messe a rischio le sorti di tanti dipendenti". Va detto, poi, che la cassa integrazione che partirà dal primo giugno si aggiunge alle 6 settimane già effettuate nei mesi di febbraio e marzo scorso.
Alla Morteo di Sessa Aurunca la situazione non è certo migliore. La vicenda sembra in questo caso arrivata al capolinea dopo gli impegni non mantenuti dall'imprenditore Sartori. Il segretario provinciale della Fiom Cisl Maria Cacciapuoti con l'amaro in bocca sottolinea che "l'auspicio e che le lettere di licenziamento vengano ritirate e che si pensi ad un piano di rilancio dell'azienda. Si deve ripristinare la cassa integrazione in deroga così come è stata firmata fino a dicembre del 2009". Sono 350 i cassaintegrati e 250 gli operai dell'indotto rimasti senza lavoro.
Il sindaco di Sessa Aurunca più volte ha fatto appello alle istituzioni per una risoluzione della vertenza, ma al momento non c'è nessuna novità. "L'unica speranza rimane", ricorda la sindacalista della Cisl, "l'incontro di giovedì a Vicenza, allora si conoscerà il futuro della Morteo Industrie".
Dal sito http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=566761
mercoledì 3 giugno 2009
COMDATA OLBIA (la nave affonda....?)
Tutto tace. L'azienda non parla.
Sembra la normalità e invece tutti in feria forzate da settimane.
L'azienda non da nesuna comunicazione, si vocifera una possibile cassa integrazione o un chiusura del site nonostante siamo al 90%indeterminati!
Ma è possibile?
Nel giro di un mese la situazione è crollata non entra una chiamata.
Solo 30 giorni fa i TL gridavano e minacciavano perchè vendissimo adsl e telefoni. E noi lì a cercare di convincere l'anziano di 80 anni a fare l'alice.
Da indiscrezioni sembra che l'azienda sapesse di questa situazione da mesi ma non si è adoperata per una nuova commessa di proposito per sfoltire i dipendenti.
Se qualcuno sa qualcosa per favore parli!
Questo silenzio è insoportabile, ho figli e casa da pagare sono disperata.
E' colpa nostra? E' colpa della mancate produttività? Ma a cosa serve il contratto indetrminato se poi di punto in bianco ci sbattono fuori?
Qualcuno ci sta suggerendo di lincenziarci prima che la barca affondi ma questa è una zona depressa e non si trova lavoro.
Ho sempre fatto quello che mi dicevano, seguire direttive completamente prive di senso e lavorare praticamente in batteria con i limiti assurdi che imponevano e questo e il loro rigraziamento!
Cosa faccio?
Aiuto!
lunedì 1 giugno 2009
Dimissioni Rsu 2
accolgo con piacere la scelta di slc-cgil di riconoscere infine ai Lavoratori la possibilita` di scegliersi realmente la propria rappresentanza sindacale, e pertanto daremo anche noi come COBAS subito seguito a tutte le operazioni necessarie affinche` queste libere elezioni abbiano luogo il prima possibile.
Siamo anche noi lieti di pensare che la prossima RSU non avra` nessun ostacolo allo svolgimento democratico delle proprie funzioni, nessuna logica di imposizione nè ostruzione delle proprie espressioni, elementi che sono certamente ben piu` che semplici alibi; e pertanto siamo lieti di augurare buon Lavoro anche noi alla RSU che verra`.
Ci auspichiamo che la SLC-CGIL voglia portare questo percorso e questa scelta democratica anche nelle altre sedi di quest'azienda, nelle quali e` giusto divulgare la loro democratica posizione; ci auspichiamo che quanto accade nella nostra sede sia solo l'inizio di un indispensabile riconoscimento dei diritti dei Lavoratori che si espanda a macchia d'olio.
Resta inteso che la struttura COBAS e la sottoscritta saranno comunque disponibile in questo breve periodo di vacatio per tutte le problematiche dei Lavoratori e che la sottoscritta rimane in carica come Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza fino a nuove elezioni.
Buon lavoro
Rosanna D'Apolito e COBAS del Lavoro Privato
venerdì 29 maggio 2009
Dimissioni Rsu
al termine di una lunga riflessione condotta con SLC CGIL Roma e Lazio e valutati i fatti accaduti negli ultimi dodici mesi di attività sindacale in Comdata Care Roma, abbiamo riscontrato l’oggettiva impossibilità a proseguire l’esperienza dell’attuale RSU.
SLC CGIL Roma e Lazio e la sottoscritta prendono atto che l’orientamento prevalente in Comdata Care Roma, espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle assemblee, legittima una linea sindacale alternativa ed incompatibile alla linea di SLC CGIL.
A tal proposito e di concerto con SLC CGIL Roma e Lazio, presenterò le mie dimissioni dall’incarico di RSU, consentendo a tutti di tornare a votare una nuova RSU.
SLC CGIL aprirà immediatamente le procedure delle elezioni, al fine di accelerare le fasi di rielezione della nuova RSU che si svolgeranno con il metodo interamente proporzionale, con rinuncia all’ 1/3 di riserva per le OO.SS. firmatarie del contratto nazionale, così da permettere che l’organizzazione più rappresentativa in Comdata Care abbia la maggioranza delle/gli Elette/i e possa assumersi tutta ed in pieno la responsabilità sindacale di sottoscrivere accordi con l’Azienda, tesi a migliorare le condizioni di vita e reddito di tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori di Comdata Care Roma.
Al fine di evitare la paralisi della RSU in carica, è dunque giusto che ognuno si assuma in pieno le proprie responsabilità, a partire da noi che lo facciamo con questo atto, ma soprattutto da parte di chi in Comdata Care Roma riscuote i maggiori consensi ed a cui oggi spetterà gestire le attività sindacali senza più l’alibi della presenza della SLC CGIL.
La sottoscritta e la SLC CGIL Roma e Lazio augurano alla nuova RSU un proficuo lavoro.
Roma, 27/05/2009
SLC CGIL Roma e Lazio
RSU SLC CGIL Comdata Care
venerdì 22 maggio 2009
Per chi ci apostrofa "allarmisti"...
Sede di La Spezia-dal primo giugno 2009 tutti i lavoratori e tl(circa 80)della commessa 191 andranno in cassa integrazione per circa 13 settimane-contratti in scadenza entro la fine di maggio della commessa 187 back office verranno rinnovati(solo se il lavoratore ha raggiunto i 18 mesi di anzianità)e andranno in automatico in cassa integrazione per 13 settimane..a voi le conclusioni...
giovedì 21 maggio 2009
COMUNICATO STAMPA
CALL CENTER: SLC-CGIL “AGCOM GARANTISCA NUOVE ASSUNZIONI O RISCHIA DI DANNEGGIARE SALUTE MIGLIAIA DI GIOVANI”
“Agcom ha l’impegno da parte delle aziende di contact center a fare nei prossimi mesi migliaia di nuove assunzioni? Perché se non è così, l’abbattimento dei tempi di attesa e di risposta da parte degli operatori di call center vuole dire solo farsi pubblicità sulla pelle di migliaia di lavoratori che già oggi subiscono carichi di lavoro al limite della sopportazione fisica e psichica. E non lo dice la CGIL, ma tutti i principali studi fatti dalle ASL e dall’Inail. Se non fosse tecnicamente impossibile, saremmo tentati di denunciare l’AGCOM e il suo Presidente per danno alla salute dei lavoratori”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL il principale sindacato del settore, commentando il recente provvedimento dell’Agcom sulla qualità dei servizi di call center.
“Già nelle settimane passate – continua la CGIL – denunciamo l’atteggiamento di AGCOM che, ormai, intervenie prepotentemente (e senza neanche l’umiltà di ascoltare sindacati e aziende) su materie come l’organizzazione del lavoro e i livelli occupazionali nelle imprese di TLC”.
“L’Agcom lo sa che per abbattere i tempi di attesa di 2 secondi dopo aver selezionato il servizio, servono mediamente almeno il 5% in più di operatori, fatte 100 le postazioni disponibili, dato l’attuale livello dei tempi medi di conversazione sui principali servizi di assistenza al cliente? L’Agcom sa che il “tasso di risoluzione dei reclami” è indice complesso che necessita, vista la continua evoluzione dei sistemi, di una formazione costante degli operatori? Se AGCOM ha un’intesa per far assumere migliaia di nuovi operatori o per piani formativi straordinari, coniugando così qualità verso il cliente con un livello decente di occupazione, siamo i primi ad essere contenti. Ma se non è così si adoperi subito a concordare nuovi piani di assunzioni con le aziende, perché altrimenti sarà sulla pelle di migliaia di giovani ragazzi e ragazze, spesso precari e con bassi stipendi, che si farà pubblicità! E anche di questo i consumatori dovrebbero essere informati.”
sabato 16 maggio 2009
Delocalizzazioni: posizione della SLC-CGIL
TLC: SLC-CGIL “Aziende avviano delocalizzazioni. A rischio migliaia di posti di lavoro. Chiediamo a imprese e Governo una moratoria contro le delocalizzazioni”
“In queste settimane grandi aziende di TLC e Media stanno accelerando un processo di delocalizzazione di attività in paesi con minori salari e diritti, mettendo a rischio migliaia posti di lavoro”. Così denuncia in una nota, la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.
“In particolare Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G e Sky stanno in questi mesi riducendo le attività nel nostro paese, affidando servizi di customer care e di back office ad aziende in Romania, Albania e Tunisia, con gravi rischi occupazionali e con una qualità offerta ai consumatori enormemente inferiore. Il fatto già in sé grave, diviene oggi drammatico in un momento di difficoltà del Paese e con decine di imprese di call center in Italia che hanno scommesso su una competizione basata sulla qualità e non sulla gara a chi paga di meno i lavoratori o con meno tutele. Imprese che oggi subiscono una doppia beffa, vedendo il lavoro dato in paesi dove i salari sono minimi ed i diritti quasi zero”.
“Altro che internalizzare il lavoro, come il Sindacato rivendica da anni per mettere in sicurezza Telecom e le altre grandi aziende di TLC. Siamo al doppio danno per i lavoratori dei call center di Telecom, Vodafone, Wind, H3G, SKY, ecc. : non solo le attività finora svolte vengono esternalizzate, ma a beneficiarne non sono neanche i figli o i fratelli che operano in altre aziende italiane. Siamo alle prese con una vera e propria strategia socialmente suicida, che priverà l’Italia di migliaia di posti di lavoro, in uno dei pochi settori che non risente della crisi”.
“Siamo ormai all’impresa irresponsabile, che non solo paga stipendi a 6 zeri ai propri manager anche quando i risultati non ci sono, ma che non si preoccupa minimamente dei danni sociali che reca al proprio Paese, in un momento in cui invece dovremmo tutti essere più solidali e più attenti a non far pagare la crisi ai soggetti più deboli”.
“Invitiamo per tanto le aziende in questione a dimostrare senso di responsabilità nel concreto, non spendendo solo qualche parola nei convegni o nelle trasmissioni televisive, ma scommettendo su uno sviluppo basato sulla qualità, sulla valorizzazione del lavoro e delle professionalità dei tanti lavoratori che, come unica colpa, hanno quella di pretendere un salario decente e un minimo di diritti”.
“Come SLC-CGIL proporremo nei prossimi giorni a Cisl e Uil di richiedere un tavolo specifico presso il Ministero del Lavoro e il Ministero delle attività produttive, dove consegneremo tutta la documentazione in nostro possesso. Come SLC-CGIL chiediamo alle imprese e al Governo di condividere una “moratoria” in materia di licenziamenti e di delocalizzazioni di attività oggi lavorate in Italia”.
Roma, 5 maggio 2009
COMDATA: CONTINUA CONFRONTO PER RIDURRE IMPATTI OCCUPAZIONALI
Il giorno 04 maggio 2009 presso l’Unione Industriale di Torino si e’ tenuto l’incontro fra le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, le Segreterie Territoriali e le Rsu/Rsa ed i rappresentanti del Gruppo COMDATA al fine di discutere i dettagli e la strategia del Piano Industriale.
L’azienda ha presentato sul tavolo della trattativa i seguenti problemi sul futuro sviluppo del Gruppo:
- un forte decremento della commessa Telecom che numericamente si può tradurre in un taglio del 70% dei volumi delle attività con conseguenze negative a livello occupazionale ed economico;
- una efficienza e produttività media giornaliera in calo, a cui si aggiunge una percentuale di assenza in forte aumento. In particolare obiettivo del Gruppo è quello di recuperare circa il 7,5% di fatturato, dopo un decremento dello stesso di oltre un terzo nel 2008. Questo come condizione necessaria a chiudere il 2009 in pareggio ed evitare un aumento dell’indebitamento già cresciuto nel 2008;
- la necessità di procedere alla razionalizzazione dei siti del Gruppo con centralizzazioni mirate allo sviluppo specifico di singole commesse/clienti;
- la necessita di concedere in sub appalto attività a minor valore con concentrazione dei dipendenti interni sulle commesse a maggior qualità;
- produrre risparmi con l’obiettivo di mantenere alti gli investimenti in tecnologia.
La Direzione Aziendale ha dichiarato, in conseguenza alle problematiche sopra esposte, la necessità di interventi urgenti sull’occupazione, annunciando che non saranno confermati 120 tra contratti a termine e contratti di somministrazione ripartiti sulle sedi di La Spezia, Olbia e Scarmagno.
Inoltre l’azienda ha annunciato la volontà di procedere al trasferimento dei dipendenti dalla sede di Cernusco alla sede in via Kuliscioff.
Il Sindacato, dopo aver ottenuto il rispetto degli accordi sulle stabilizzazioni come da verbale del 7 aprile 2009, che sicuramente rappresenta un buon punto di partenza e la garanzia per molti lavoratori di salvaguardare il proprio posto di lavoro (al netto delle prossime stabilizzazioni in base all’accordo sul 60/40% tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori flessibili, rimarrebbero in azienda circa 1300 lavoratori a termine o in somministrazione), ha dichiarato tutte le proprie contrarietà ad un progetto che necessita di essere definito con maggiore chiarezza. In particolare occorrono garanzie sul fatto che tutti i siti rimangano in produzione e occorre avere una visibilità certa tanto delle attività che saranno date in appalto, quanto e soprattutto delle attività che garantiranno il mantenimento dei livelli occupazionali (il problema infatti non è solo quelle delle attività che escono, ma anche di cosa andranno a fare i dipendenti di Comdata).
Il sindacato infatti è pronto, in maniera serie e responsabile, a raccogliere la “sfida” di una maggiore produttività così come è consapevole delle difficoltà del momento, ma ogni possibile contributo dei lavoratori deve essere subordinato a scenari e garanzie chiare per il futuro, soprattutto per quanto riguarda la tenuta dei livelli occupazionali, a partire dai lavoratori a tempo indeterminato e dai lavoratori a termine con maggiore anzianità.
Al fine di verificare le necessarie garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali in Italia sito per sito, il Sindacato ha proposto quindi la costituzione di un tavolo permanente con incontri tra OO.SS. e azienda, sia a livello nazionale che a livello territoriale (a partire da La Spezia e Milano) da concludersi nell’arco di un mese e che portino a soluzioni condivise sulle varie problematiche esistenti.
Si è inoltre chiesto all’azienda di farsi garante della tenuta occupazionale dei lavoratori a termine con maggiore anzianità. Il sindacato ha inoltre richiesto che per tutto il mese di confronto l’azienda non proceda ad avviare le procedure per la Cassa Integrazione.
L’azienda ha convenuto sul percorso proposto, impegnandosi a non procedere a Cassa Integrazione durante il mese di confronto e garantendo che si terrà conto della maggiore anzianità aziendale come criterio per le riconferme.
Il primo incontro già in agenda e’ previsto per il giorno 14 maggio 2009 sul territorio di La Spezia con la presenza delle Istituzioni, che il Sindacato ha già messo a conoscenza della situazione generale.
Altri incontri sono già stati calendarizzati fino ai primi giorni di Giugno.
Come Segreterie Slc, Fistel e Uilcom, sarà massimo il nostro impegno, pur consapevoli delle responsabilità del Committente Telecom e della grave crisi economica che investe anche il settore, a salvaguardare il futuro occupazionale dei lavoratori e ridurre al massimo le ricadute sociali.
Sono i lavoratori infatti il vero Core Business dell’azienda e la precondizione di ogni rilancio del gruppo.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
venerdì 15 maggio 2009
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (e l'azienda tace...)
lunedì 11 maggio 2009
Piano ferie estivo ComdataCare Roma
pur non avendo raggiunto un accordo con l'azienda su questo piano ferie estivo, come RSU abbiamo chiesto di poter conoscere le percentuali di rimodulazione delle richieste inserite dai lavoratori di Roma.
L'azienda ci ha risposto come segue:
- rep. credito: approvazione del 70% delle richieste inserite dai colleghi senza nessuna rimodulazione;
- rep. consumer: approvazione dell'80% delle richieste senza nessuna rimodulazione;
- rep. fermiced solo il 15% delle persone ha avuto rimodulazione delle richieste inserite;
- ai lavoratori oggetto di rimodulazione è stata proposta un'alternativa per poter godere di almeno 7 giorni consecutivi di ferie nel periodo dal 1 giugno al 15 giugno o dal 15 settembre al 30 settembre.
La percezione del malcontento arrivata a noi è molto alta ma l'unico strumento di verifica delle percentuali comunicate dall'azienda siete VOI e quindi vi chiedo collaborazione per ricostruire il quadro complessivo dei singoli reparti.
Grazie e buon lavoro
RSU Cobas
venerdì 8 maggio 2009
CARA COMDATA TI SCRIVIAMO…
e` tanto tempo che non ti fai sentire, cambiano le stagioni e le prospettive dei Lavoratori, ma tu proprio non ti fai sentire, possibile che tu ci abbia già dimenticati?
Siamo ormai giunti, anzi siamo andati ben oltre, al momento della verifica e condivisione dei risultati del primo bimestre del piano di incentivo e, ad eccezione di accenni sussurrati qua e là a risultati non positivi in nessuna sede, ancora nessuno ha ritenuto di fornire informazioni ufficiali ai lavoratori che ci hanno creduto, non e` che pensi all'effetto che una comunicazione negativa potrebbe avere sui dipendenti? Non e` che perdi tempo per continuare a spremere gli ultimi candidi di spirito che ancora ci credono?
Recentemente in alcune sedi sono state avviate campagne intimidatorie/esplorative della propria popolazione lavorativa al fine di migliorare la produttività e ridurre l'assenteismo, cara Comdata, queste scelte, lasciatelo dire, sono a dir poco discutibili.
Prima di iniziare con questi colloqui/ test/ verifiche ti sei chiesta cosa ha determinato una flessione nei targhet di produttività e qualità? Ti sei chiesta come mai le percentuali di "assenteismo" sono sempre così alte?
Parli di “assenteismo”? Forse non ti ricordi che Vodafone ha scelto di creare un presunto ramo d’azienda costituito in grossa percentuale da persone che loro malgrado soffrono di patologie che li costringono ad assentarsi spesso o di studenti che usufruiscono del diritto acquisito negli anni dei permessi esami, o di mamme con bambini di età inferiore agli 8 anni che spesso necessitano delle cure dei loro genitori; quando scegliesti di acquisire quel ramo d’azienda ne eri consapevole?
Sai che chi si ammala, chi studia, chi ha handicap, chi ha familiari con necessità particolari o ha dei figli non può essere giudicato assenteista? CHE DEVE ESSERE RISPETTATO E MESSO IN CONDIZIONE DI SVOLGERE AL MASSIMO IL PROPRIO LAVORO QUANDO É IN AZIENDA?
Poi volevamo chiederti se potevi dirci qualche cosa in più sull’opera di accentramento iniziata lo scorso anno in pompa magna e che con perseveranza diabolica stai completando comunicando nelle singole sedi i cambiamenti che ti riporto:
Milano: la sales support sarà gestita per lo più da interinali e chi lo scorso anno era tornato in cuffia ora riprenderà a gestire attività di credito;
Padova: incremento del reparto attivazioni corporate dopo aver tolto il presidio del credito che aveva ancora;
Ivrea: eliminato il gruppo storico delle attivazioni corporate e incremento dei team che faranno attività di reclami standard;
Roma: regala a Comdata Asti parte dei reclami standard (reclami Vodafone One) e un'altra parte a Comdata Care Ivrea. In cambio, in base a delle previsioni fatte solo su carta, a Roma si gestirà solo la parte dei reclami gn-gnp e reclami adsl che Vodafone si era ripresa a febbraio.
Tutto questo incorniciato in un panorama di informazioni che arrivano da Comdata S.p.A dove si parla di esuberi, di chiusure di sedi...
Tutto questo in una situazione in cui non e` stato definito alcun premio di risultato.
CARA COMDATA, QUANDO PENSI DI FARTI SENTIRE?
In attesa di tue notizie ti salutiamo.
Coordinamento nazionale Cobas Comdata Care
giovedì 7 maggio 2009
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Comdata La Spezia, lunedì 18 maggio ennesima gornata di ferie forzate per il back office 187 mentre per 80 operatori del 191 partono subito 15 giorni di ferie forzate fino al 23 maggio....
venerdì 1 maggio 2009
CHI HA PECCATO DI MALATTIA?
L'intenzione dichiarata dall'Azienda è quella di tentare di arginare il fenomeno dell'assenteismo, presente in tutto il gruppo Comdata in percentuale, pare, eccessivamente elevata.
Come Rsu abbiamo espresso all'Azienda la nostra contrarietà all'operazione. Non riteniamo che l'assenza per malattia sia"assenteismo", ma un diritto tutelato e disciplinato da norme di legge e di contratto, le stesse che prevedono anche strumenti di controllo di cui può avvalersi l'Azienda, quali le visite fiscali.
Del resto, eventuali "dubbi" dell'Azienda sullo stato di salute del dipendente possono essere fugati con la visita del medico aziendale, altro strumento regolarmente normato.
Abbiamo evidenziato come colloqui di questo tipo, invece, possano essere vissuti anche come una forma di "intimidazione" (ma siamo sicuri che non è certo questa l'intenzione dell'Azienda...) e non necessariamente perché si abbia la coscienza sporca!
Non riteniamo corretto, inoltre, che colleghe e colleghi che devono assentarsi per motivi di salute a volte molto seri, e non certo per svago, siano costretti a subire anche l'umiliazione di sentirsi additati come assenteisti, un termine che ha un'evidente connotazione negativa!Suggeriamo all'Azienda di avvalersi di altri strumenti per motivare i suoi dipendenti e per creare un giusto ed auspicabile clima di serenità e di appartenenza.
Invitiamo, pertanto, l'Azienda a sospendere questi colloqui.
Qualora ciò non avvenisse, l'abbiamo già informata che saremo presenti al fianco delle colleghe e dei colleghi convocati che ce lo richiederanno.
RSU Comdata Care Roma
martedì 21 aprile 2009
sabato 18 aprile 2009
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Ancora una volta ribadiamo di essere a completa disposizione per eventuali contraddittori senza assumersi alcuna responsabilità circa la veridicità di ciò che ci è pervenuto e che pubblichiamo (fino a prova contraria noi del cets ci crediamo...)
Forse non sapevate che in un piccolo paese della provincia di milano c'è la sede Comdata di cernusco Sn dove lavoro io.
davvero un bel posto.
Tanto per cominciare i bagni assomigliano molto ai vostri! Pensate che da noi lavora una ragazza diversamente abile che per la sua patologia è sulla sedia a rotelle. peccato che nel bagno delle donne c'è un buco nel pavimento dove lei a volte si incastra con la ruota delle sedia ed è costretta ad aspettare che qualcuno entri in bagno x salvarla! Che amarezza!!
Non so se lo sapevate ma noi abbiamo appena perso una commessa "storica", quella di Samsung per la quale ho collaborato x più di 6 anni come coco-co, coco pro, contratti a termine di 2-3 mesi con stop and go, con diversi capi-commesse che si sono susseguiti nel corso degli anni, tutti molto preoccupati a che non si parlasse, non si mangiasse in postazione, non si perdesso tempo, fossimo gentili, competenti, esaustivi, mantenessimo gli SLA da mission impossible il tutto x 6.20 euro all'ora.
E dopo essersi fatti un mazzo non indifferente, rimane l'amaro in bocca x tutto quello che hai dovuto subire x...... niente!
Purtroppo tutto quello che si dice sui call canter è vero e bisogna moltiplicarlo x3.
Io spesso mi vergono a raccontare ai miei figli in che posto lavoro e come veniamo trattati.
con una TL ho dovuto imparare ad usare gli assorbenti interni x' non era possibile andare in bagno se non durante le pause assegnate e se c'erano le code? Disastro!
con un altro TL non ci si poteva alzare x chiudere la finestra..... quindi ci siamo portate il maglioncino da casa x evitare i raffreddori....
con un altro abbiamo dovuto staccare tutti i post-it, calendari, foto perchè le postazioni dovevano essere intercambiabili quindi tutte uguali....poi è stata la volta del "se non sapete qualcosa, non vi alzate restate suduti e alzate la mano"......nella speranza che qualcuno venga in aiuto.....
e quella che il cell in borsa si tiene rigorasemente spento...e poi il suo suona a ritmo di gig robot d'acciaio?!
scusate non mi sono presentata, mi chiamo ****** ho **** anni.
ho fatto la mamma-moglie a tempo pieno x qualche anno, poi ho avuto la necessità di reinsirirmi nel mondo del lavoro ma quello che ho trovato mi ha lasciato davvero sconcertata.quando avevo vent'anni e ho cominciato a lavorare si poteva scegliere, esplorare. la situazione di oggi invece soprattutto x i giovani è davvero sconcertante. ma come si può far lavorare dei ragazzi accettando SLA che ritengo "amorali". si perchè a fronte di un profilo professionale richiesto (diploma e/o laurea, conoscenza delle lingue straniere, pacchetto office, esperienza pregressa in analoga professione, velocità di esecuzione....) la controparte offre un contratto a termine con agenzia interinale.... e io che sono molto fortunata perchè sono stata "stabilizzata" un anno fa non posso parlare perchè sono una privilegiata e quindi devo stare muta o lasciare il posto a chi è magari più bravo di me a rispettare gli SLA.....(non é terrorismo psicologico questo?)
Sono così stanca di stare zitta, vorrei urlare la mia incazzatura...e pensare che in altri momenti sono davvero spassosa..le mie amiche mi chiedono spesso "dai *** facci ridere un po' raccontaci qualche storia delle tue...anche in famiglia rivesto spesso la parte della buffona...ma adesso mi sento stufa e stanca...azzerata... voi che avete avuto questa bella idea del blog non sapete a chi e dove possiamo andare a raccontare queste verità? Magari insieme creiamo una sorta di sit-com....io ho fatto anche un po' di teatro amatoriale sono sicura che farei ridere di buon gusto!
grazie per avermi letto, avete tutta la mia solidarietà nell'"incazzatura" mi sa che si iscriviamo ad un concorso di "incazzati veri" arriviamo tra i primi 3!!!
ciao a presto
mercoledì 8 aprile 2009
PRESIDIO PRESSO L'UNIONE INDUSTRIALE DI TORINO
Il presidio è cominciato alle ore 10 e si è concluso alle ore 14 e ha visto la partecipazione di oltre 50 lavoratori (fonti della Questura) ai quali si sono aggiunti numerosi lavoratori provenienti da altre realtà in lotta come la Indesit, Dyaco, Fiat Iveco. Inoltre hanno portato la loro solidarietà anche gli ex-operai della Thyssen che hanno riferimento alla "Associazione Legami d'Acciaio".
Durante l'incontro l'azienda avrebbe dovuto presentare il piano industriale. Da alcune indiscrezioni raccolte al termine dell'incontro non sono state fornite cifre sugli esuberi, che secondo alcune autorevoli fonti (SLC-CGIL), riguarderebbero 1000-1500 dipendenti. L'azienda si è rifiutata di smentire questa ipotesi in quanto nega di aver mai dichiarato tali cifre.
Come Collettivo Lavoratori Comdata riteniamo la presa di posizione dell'azienda, come un'ammissione del fatto che il piano industriale prevede esuberi, in quanto se la notizia si fosse rivelata priva di fondamento avrebbe provveduto immediatamente alla sua smentita.
Riteniamo questo atteggiamento molto grave e poco trasparente, dimostrazione di una scarsa sensibilità per le problematiche dell'occupazione e per le ricadute che una scelta di questo tipo comporterebbe sul tessuto sociale, insomma un atteggiamento che non si confà ad un'azienda che nei suoi pamphlet si descrive virtuosa e responsabile.
Di fronte a tutto questo come Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB, ribadiamo che non ci stiamo ad una pesante ristrutturazione come quella che si profila.
Inoltre non ci siederemo a tavoli delle trattative (semmai decideranno un giorno di invitarci!) nei quali saremo chiamati per trattare eventuali esuberi.
Noi diciamo che nessun posto di lavoro deve essere toccato perché questa non è un'azienda in crisi.
Non arretreremo mai di un millimetro da questa posizione e ci riserviamo di intraprendere qualsiasi iniziativa atta a difendere gli interessi di lavoratori e dei nostri iscritti.
Collettivo Lavoratori Comdata
FLMUniti-CUB Torino
lunedì 6 aprile 2009
Per Comdata SpA
aprile alle 11 davanti all'Unione Industriale probabilmente per presentareil piano industriale ed esporre le proprie intenzioni in merito ai 1500esuberi ventilati il 3 marzo scorso, oltre a tutti i tempi determinati orain forza a Torino ed altrove.
Come FLMUniti-CUB abbiamo formalmentechiesto, all'indomani dello sciopero del 23 marzo, un incontro chiarificatore all'azienda - richiesta assolutamente ignorata.
Per questo abbiamo organizzato un presidio davanti all'Unione IndustrialeMARTEDI' 7 APRILE ORE 10.30 - per permettere a tutti i lavoratori dipoter partecipare domani verranno indette 4 ORE DI SCIOPERO AD INIZIOTURNO.
L'occasione, è inutile dirlo, è fondamentale per far sentire all'aziendale ragioni dei lavoratori, e per continuare sulla strada intrapresa con losciopero del 23 Marzo, quando una nostra delegazione è riuscita ad esporre direttamente all'assessore Bairati le proprie preoccupazioni in meritoalla situazione in Comdata.
Collettivo Lavoratori ComdataFLMUniti-CUB Torino
martedì 24 marzo 2009
lunedì 23 marzo 2009
SCIOPERO DECISAMENTE RIUSCITO!!!
“Lo sciopero nazionale nel gruppo Comdata è stato un successo. L’adesione è stata mediamente del 70% con punte del 90 e addirittura del 100% a La Spezia. Ora l’azienda dimostri senso di responsabilità, garantendo i livelli occupazionali e il rispetto degli accordi sottoscritti”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato in azienda.
“Insieme a Fistel-Cisl e Uilcom-Uil abbiamo dimostrato quanto le lavoratrici ed i lavoratori di Comdata siano pronti a dar battaglia per rivendicare il rispetto dei propri diritti. Alle migliaia di lavoratori che hanno scioperato va tutto il nostro ringraziamento”.
“Comdata deve ora ripensare il proprio piano di riorganizzazione, garantendo occupazione e attività in tutti i siti del gruppo, stabilizzando come da accordo i lavoratori a termine, mantenendo gli impegni presi con l’intesa di 2° livello sottoscritta”.
“Le difficoltà del momento non possono essere scaricate tutte sui lavoratori, magari sub appaltando attività o portando il lavoro in Romania. L’azienda deve invece puntare a un rilancio che garantisca lo sviluppo dei siti italiani, la crescita qualitativa delle commesse e l’innalzamento dei livelli professionali dei propri dipendenti”.
domenica 22 marzo 2009
come richiesto da alcuni colleghi e per evitare spiacevoli equivoci vi ribadisco che lo sciopero di lunedì 23 marzo 2009 è stato proclamato in COMDATA SpA e come annunciato nel precedente comunicato Cobas DOPO avremo l'occasione di organizzare mobilitazioni assieme, un vero grande movimento compatto.
A vostra disposizione
RSU Cobas Comdata Care
venerdì 20 marzo 2009
UNO SU QUATTRO!!!! (SCIOPERO COMDATA 23 MARZO)
In soldoni vuol dire che si tratta di veri e propri esuberi.
Il giro semantico di parole è da brividi: nessuno potrà garantire la sorte di questi malcapitati.
E' necessario ricordare che la Comdata non è un'azienda in crisi, semmai ha registrato secondo quello dichiarato dai suoi rappresentanti una contrazione del lavoro dettato dalla crisi economica mondiale. Questa contrazione sempre a detta dei suoi rappresentanti è dovuta in gran parte alla riduzione della commessa Telecom, storica committente del gruppo.
Il ragionamento evidentemente non funziona: i partner di Comdata sono decine e decine distribuite nel campo delle TLC, Finanza, Industrie ed Energia: partner prestigiosi come Vodafone, Wind, Eni, Fastweb, Fiat, Ferrero, Upim, San Paolo-Banca Intesa, solo per citare alcuni nomi, non giustificano il taglio di un quarto del personale.
Se poi mettiamo che all'inizio dell'anno il gruppo è stato ricapitalizzato per un ammontare di 12 milioni di euro con l'acquisizione da parte di Nuova Iniziativa spa i conti non tornano.
Il sospetto è che non ci troviamo di fronte ad un'azienda responsabile, ad un'azienda che cioè in tempi di crisi rinuncia ad una parte dei suoi profitti al fine di garantire la stabilità occupazionale ai suoi dipendenti, gli unici che hanno reso possibile che il gruppo diventasse un leader nel campo degli outsourcer.
Ci sembra invece che l'unico interesse del gruppo sia quello di continuare a garantirsi gli esorbitanti profitti grazie a spostamenti di rami produttivi in siti dove la manodopera costa meno, vedi la Romania, oppure dove grazie agli aiuti della Unione Europea per le aree depresse, vedi Lecce, oppure ancora attraverso la cessione di alcune commesse verso società satellite, vedi Rende dove i diritti sindacali sono meno garantiti e i lavoratori ricattabili sono pagati ancora meno delle nostre già miserabili buste paga.
giornata di SCIOPERO NAZIONALE di otto ore
contro la politica dei tagli
per il mantenimento di tutti i posti di lavoro
per la redistribuzione dei profitti al fine di garantire il livello occupazionale
PRESIDIO DALLE ORE 7.30 VIA CARLO ALBERTO 22/A TORINO
ALLE ORE 10.30 PRESIDIO DI FRONTE LA SEDE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE PIEMONTE, PIAZZA CASTELLO TORINO
COLLETTIVO LAVORATORI COMDATA Torino
LAVORATORI COMDATA, Ivrea
mercoledì 18 marzo 2009
Comunicato Cobas: NO ALL'ASSEMBLEA SINDACALE
la presente per informarvi di come la SLC CGIL attraverso la sua unica RSU, nominata dalla segreteria e votata da ben 8 lavoratori della sededi Roma, neghi la possibilità di confronto e discussione su quanto sta succedendo in Comdata S.p.A e su tematiche più specifiche del nostro sito (vedi piano ferie estive, varie ed eventuali).
In sintesi quanto è successo nell'ultima settimana.
* 9 marzo 2009: il delegato SLC CGIL A.B. rassegna le sue dimissioni come rappresentante sindacale e dipendente Comdata care;
* 9 marzo 2009: la sottoscritta delegata Cobas, sigla rappresentante il 70% dei lavoratori di Roma, chiede formalmente all'azienda un'assemblea sindacale;
* 11 marzo 2009 l'azienda nega la possibilità di convocare un'assemblea perché in assenza di una richiesta collegiale della RSU;
* 16 marzo 2009, dopo aver riflettuto per tutto il fine settimana sul dilemma ASSEMBLEA O NON ASSEMBLEA la delegata SLC CGIL, M.C. si rifiuta di avanzare una richiesta unitaria di assemblea perché come delegata CGIL ritiene prioritaria la discussione sul rinnovo del CCNL e quindi non opportuno convocare un'assemblea su altre tematiche per le quali si limita ad inoltrarci comunicati di altre sedi e vecchi di almeno 15 giorni (VodaRom è datato 27 febbraio e non marzo!).
Chi deve decidere cosa è prioritario discutere per i lavoratori?In base a cosa si parla di richiesta collegiale della RSU se questa è composta ormai solo da due persone di cui ho già ricordato la rappresentanza? Perché è stata annullata l'ultima assemblea convocata dalla SLC CGIL per discutere del rinnovo del CCNL? Forse non erano ancora abbastanza preparati sull'argomento per poterlo presentare con convinzione??? O i rappresentanti della segreteria territoriale Roma Sud hanno avuto impegni improvvisi e improrogabili e non avevano abbastanza fiducia nelle capacità dei loro delegati? Da quanto tempo i delegati SLC CGIL non indicono e soprattutto conducono un assemblea autonomamente e senza il supporto di qualche esterno?Da quanto tempo non viene indetta un assemblea come RSU e non come SLC CGIL?
E' LA SOLITA NONCURANZA DELLA VOLONTA' DEI LAVORATORI, E' IL SOLITO OSSEQUIO ALLE INDICAZIONI DI UN SINDACATO che continua a parlare di democrazia ma che cerca in tutti i modi di affermare un regime semi-dittatoriale.
ANCORA UNA VOLTA CGIL E AZIENDA SCHIERATI DALLA STESSA PARTE: NO ALLE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI!
A vostra disposizione per qualsiasi informazione e chiarimento.
RSU Cobas Comdata Care Roma
COMDATA: POSIZIONE AZIENDALE INACCETTABILE - 23 MARZO SCIOPERO NAZIONALE
Durante l’incontro il Sindacato ha posto le seguenti questioni:
a) avere tutte le informazioni sui piani di sviluppo dell’azienda, alla luce di una riorganizzazione strisciante che non da garanzie sul futuro dei diversi siti, con attività in calo, commesse che vengono spostate e voci sempre più forti di una politica di sub appalti e trasferimenti di attività all’estero (Romania). Processi che metterebbero a rischio l’occupazione e i percorsi di stabilizzazione dei lavoratori che da anni, con contratti a termine in particolare, contribuiscono ai successi dell’azienda;
b) avere le necessarie garanzie sul rispetto degli accordi sottoscritti. In particolare per quanto riguarda il Premio di Risultato, l’avvio della sanità integrativa, la stabilizzazione dei contratti a termine (accordo sul 60%). Su questi punti specifici, dopo aver chiesto unitariamente di modificare alcuni termini usati nell’accordo di secondo livello relativamente alla definizione dei gruppi specifici sottoposti ai controlli individuali (richiesta unitaria importante perché permetterebbe di ricompattare il fronte sindacale unitario su tutti i punti a difesa dei lavoratori in questo delicato momento) sottolineiamo che:
· l’azienda si era resa disponibile ad abbassare gli obiettivi di Ebitda per il premio;
· l’azienda, mentre faceva circolare tra i lavoratori anche tramite comunicazioni scritte, il prossimo pagamento a febbraio della quota del premio, al contempo non riconvoca la commissione perché impossibilità a fornire (l’azienda!) gli obiettivi minimi, dimostrando l’incertezza su i suoi piani di sviluppo industriale;
· si è comunque registrato un forte aumento della produttività sulle commesse più importanti (Telecom, Vodafone, ecc.);
· la sanità integrativa (e i relativi versamenti da parte dell’azienda: 100 euro fino al 30 giugno 2009, 175 euro dal 1 luglio) è un diritto soggettivo riconosciuto dell’accordo, non variabile, ma certo.
c) avere le necessarie garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali in Italia in tutti i siti, andando ad una verifica sito per sito del rispetto anche degli accordi sulle stabilizzazioni.
L’azienda al riguardo ha risposto che l’Ebitda (cioè i ricavi prima delle tasse) si è contratto e che tale calo, non previsto, è da imputare al calo dei prezzi e dei volumi in particolare da parte di Telecom Italia (per un valore di circa il 10% dei margini di ricavi) e che, al momento, l’unica certezza che l’azienda può fornirci è che sono allo studio soluzioni per destinare le attività meno remunerative verso altre aziende (sub appalto) o territori (Sud Italia? Romania?) dove il costo del lavoro sia inferiore a quello di Comdata. L’azienda al riguardo si è quindi detta disponibile ad entrare nello specifico solo nelle prossime settimane, dopo la chiusura del bilancio. E comunque non sarà in grado di garantire la continuità occupazionale a partire dagli oltre 1500 lavoratori in somministrazione e a termine oggi presenti in azienda.
In relazione agli accordi sottoscritti, l’azienda si è dichiarata disponibile a riconoscere nel mese di luglio 80 euro di una tantum per tutti a “sanatoria” della sanità integrativa ancora non partita (e che comunque l’azienda si impegna a far partire per il 1 luglio 2009 come da accordi), mentre sul PDR ha dichiarato di non essere in grado di remunerare neanche l’incremento di produttività che vi è comunque stato.
A questo punto come Sindacato abbiamo denunciato che gli eventuali cali di attività o diminuzione dei prezzi di Vodafone e Telecom non giustificano il dimezzamento dei ricavi per stessa ammissione dell’azienda e che quindi vi sono cause che hanno portato alla diminuzione dei margini che non si vogliono dire ne ai lavoratori ne alla comunità finanziaria, dimostrando le incapacità del management e dei dirigenti. O almeno la loro non trasparenza verso i lavoratori.
Quindi abbiamo proposto:
di riconoscere 100 euro di una tantum come indennizzo per il periodo dicembre-giugno prima dell’entrata a regime della sanità integrativa da erogare tra marzo e aprile di quest’anno; di erogare in deroga all’accordo di secondo livello (viste le responsabilità dell’impresa e l’impossibilità di un proficuo lavoro comune in sede di commissione) una tantum per l’aumento di produttività per il periodo 2008/2009 come PDR nel mese di luglio (a metà cioè dell’erogazione prevista per febbraio e del conguaglio di settembre), di garantire i livelli occupazionali presenti (indicando sito per sito attività e commesse) nonché il rispetto dell’accordo sulla trasformazione a tempo indeterminato dei lavoratori a termine, verificando territorio per territorio le condizioni dei lavoratori somministrati.
Su questa controproposta l’azienda si è dichiarata indisponibile.
Pur consapevoli delle responsabilità dei committenti (Telecom e Vodafone in primis) come Sindacato riteniamo evidenti le responsabilità del gruppo Comdata, cui atteggiamento poco trasparente e volto a scaricare sui lavoratori i propri errori non è giustificabile. Comdata è una realtà che deve il proprio successo prima di tutto ai tanti lavoratori che ogni giorno mandano avanti l’azienda. Deve per tanto dimostrare il proprio senso di responsabilità.
Per queste ragioni, preso atto dell’attuale indisponibilità, per salvaguardare i livelli occupazionali e per chiedere il rispetto degli accordi, le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, insieme al Coordinamento Nazionale delle RSU/RSA, hanno dichiarato per il giorno 23 marzo lo sciopero nazionale intero turno in tutte le sedi dell’azienda. Invitiamo inoltre le segreterie territoriali e le RSU, presso i diversi capoluoghi, a organizzare in contemporanea allo sciopero presidi in ogni sede.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL
lunedì 16 marzo 2009
Comunicato Cobas: IL LAVORO IN ROMANIA È DIVENTATO REALTÁ
Il giorno 10 marzo, in un incontro nazionale, l'azienda ha definito i contorni di questa manovra ed il quadro che ne emerge è ben più che inquietante, è assolutamente drammatico.
L'azienda non ha offerto alcuna risposta rispetto alla situazione occupazionale, di più, in uno stile che ormai abbiamo imparato a conoscere bene anche noi, non ha offerto alcuna garanzia sul mantenimento dei posti di lavoro, sull'impiego del personale.
TUTTE LE ATTIVITÀ VODAFONE (e abbiamo la certezza anche di alcune attività Telecom ) che i colleghi gestivano vengono spostate IN ROMANIA;
alcune attività tecniche dislocate in centri minori dove il livello contrattuale è più basso (es.: a Lamezia Terme ci sono colleghi che hanno il 2 livello del CCNL delle Telecomunicazioni, il più basso!!);
NESSUN PREMIO DI RISULTATO ai dipendenti Comdata S.p.A. nonostante l’accordo di secondo livello tanto lodato da sindacati confederali ed azienda;
dulcis in fundo voci di corridoio parlano di un PIANO DI ESUBERO DI PERSONALE, intorno ai mille dipendenti a tempo indeterminato.
Comdata S.p.A. dichiara un deficit di bilancio gravissimo, chiede aiuti alla regione, ed agli enti statali ed intanto porta lavoro fuori dal paese, togliendolo ai cittadini che sono le fondamenta di quelle regioni, di questo paese.
Tutto questo non è una fantasiosa costruzione di ciò che potrebbe accadere, ma è quanto succede ora, nella società che controlla tutto il gruppo in cui noi lavoriamo, e che dovrebbe quindi essere la nostra garanzia, il nostro baluardo.
Qualche tempo fa scrivemmo un comunicato in cui ipotizzavamo un futuro 2010 in cui avremmo perduto il posto di lavoro, qualcuno lo ricorderà, qualcuno ci definì eccessivi e pessimisti; oggi vi chiediamo: quanto tempo credete passerà prima che questo sfacelo travolga anche noi?
Comdata Care è già un azienda che risparmia su tutto, che taglia qualunque spesa, e noi costiamo molto di più dei colleghi di Comdata S.p.A..
Dal bilancio Comdata Care si evince che dei 28 milioni di euro di costi sostenuti dall’azienda, i costi del personale - cioe' noi - ammontano ad oltre 20 milioni: rappresentiamo cioe' piu' del 70% dei costi totali, quanto credete abbiano intenzione di mantenerci ancora?
Nello scorso comunicato vi abbiamo detto di scegliere, tra l'immobilità e nessuna speranza o cominciare a muoversi oggi al fianco dei colleghi di Comdata spa e giocarci le nostre possibilità; decidere ora perchè se lasceremo che le cose accadano, quando sarà il nostro momento, quando i Lavoratori in esubero saremo noi, allora non ci sarà più nessuno a schierarsi al nostro fianco, allora saremo una piccola voce facile da zittire, una piccola presenza da schiacciare.
Non abbiamo bisogno di attendere assemblee ufficiali per discutere il da farsi, ci dobbiamo ritrovare e basta, in qualunque luogo, in qualunque momento per discutere, per decidere cosa concretamente fare, slegati da sistemi che le aziende conoscono perfettamente, li hanno gia' previsti e messi in conto e li possono manovrare a seconda delle loro esigenze:
ENTRO LA LEGALITÀ MA FUORI DAGLI SCHEMI PREORDINATI,
solo cosi' potremmo essere imprevedibili, non manovrabili ed avere qualche speranza.
Noi oggi vi chiediamo se siete ancora disposti ad ascoltare chi ci dice di stare tranquillo o al massimo esprimere la tua solidarietà verbalmente, se avete ancora la voglia di fare qualcosa per voi stessi, oppure se si è perso tutto il coraggio e la voglia, perchè in questo caso siamo già morti, non ci resta che aspettare il colpo di mannaia.
Il giorno 23 marzo in Comdata S.p.A. ci sarà un primo sciopero, dopo avremo l'occasione di organizzare mobilitazioni assieme, un vero grande movimento compatto.
NON VI CHIEDIAMO DI ESSERE SOLIDALI,
VI CONSIGLIAMO DI ESSERE FURBI,
DI PERNSARE ALLA VOSTRA VITA!
Come gia' chiesto nell'ultimo comunicato, vi invitiamo ad essere protagonisti attivi della vostra vita e di indicarci cosa pensate si debba fare, e se ci sara' una maggioranza di Lavoratori decisi a gestire la propria vita e non a farsela gestire, decisi a giocarsi le proprie carte, ci adopereremo per realizzare quanto deciso insieme.
Coordinamento nazionale Cobas ComdataCare
sabato 14 marzo 2009
COMUNICATO CGIL 2
CCNL: SU VOLANTINO FISTEL-CISL SOLO POCHE
RIFLESSIONI CONCLUSIVE
In queste ore sta girando un volantino farneticante di Fistel-Cisl. Una risposta è d’obbligo.
Facciamo prima, però, una premessa: questo sarà l’ultimo comunicato che faremo per
chiarire per l’ennesima volta la posizione di SLC-CGIL sul rinnovo del CCNL e sul percorso
fatto finora. Perché come sempre, noi, lavoriamo per l’unità di tutti i lavoratori e siamo certi
che prima o poi questo non potrà non far cambiare idea a Fistel-Cisl.
Chiarito questo, veniamo al merito:
1) Prendiamo atto che la Fistel-Cisl è d’accordo con Asstel a non aprire il tavolo per
confrontarsi nel merito delle proposte approvate da migliaia di lavoratori, utilizzando
gli stessi argomenti di Confindustria. Il fatto che il CCNL sia scaduto a dicembre 2008
sembra non preoccupare più di tanto… Del resto che un sindacato chiami in aiuto le
controparti per giustificare la propria posizione è quanto mai originale. Ripetiamo:
non è rispettoso per le migliaia di lavoratori che hanno votato la nostra piattaforma. E
QUESTO E’ UN FATTO!
2) Non abbiamo ancora capito quale è la richiesta economica di Fistel-Cisl. Se per loro
l’accordo interconfederale vuol dire che le cifre le fanno gli altri, penso che i lavoratori
avranno qualche problema a capire a cosa serve un sindacato in azienda o nel
settore. Manca la cifra di richiesta economica. E QUESTO E’ UN FATTO!
3) La FAI-CISL, una grande categoria della Cisl con più di centomila iscritti ha
presentato venerdì scorso una piattaforma unitaria con FLAI-CGIL e UILA-UIL per il
rinnovo del contratto dell’industria alimentare (800 mila addetti) chiedendo 173 euro
al 4° livello, senza aspettare nuovi accordi interconfederali, commissione tecniche.
La Fistel-Cisl che ne pensa? Anche QUESTO E’ UN FATTO!
4) SLC-CGIL ha lavorato fino all’ultimo per una piattaforma unitaria (fino al 15 gennaio
per l’esattezza, scambiandoci bozze tra di noi fino all’ultimo); ha proposto a Fistel-
Cisl di fare un percorso insieme e di sottoporre al voto dei lavoratori le diverse
piattaforme. La Fistel-Cisl ha deciso di stracciare tutte le bozze su cui insieme
abbiamo lavorato e di non sottoporre al voto dei lavoratori le diverse opzioni. Su
questo la Fistel-Cisl nel suo comunicato non dice nulla... Chi tiene veramente
all’unità dei lavoratori non se la può cavare con generici appelli, deve avere il
coraggio di andare in assemblea e costruire l’unità facendo votare i lavoratori.
Perché così nasce la vera unità. La Fistel-Cisl non ha avuto il coraggio di far votare i
lavoratori su ipotesi diverse QUESTO E’ UN FATTO!
Chiarito ciò, su una cosa siamo d’accordo: quello che conta sono i risultati finali della
trattativa e meno sacrifici si fanno fare ai lavoratori per ottenere quello che spetta loro (cioè
un buon contratto) meglio è. Questo però non vuol dire non pretendere rispetto e non
tutelare la dignità dei lavoratori.
In ogni caso, per essere propositivi e concreti, noi proponiamo ufficialmente a Fistel-Cisl,
qualora si giungesse ad un’ipotesi di accordo sul contratto e vi fossero (ma speriamo di no)
ipotesi diverse sulla chiusura dell’eventuale accordo, di sottoporre il tutto ad un referendum
certificato e vincolante tra tutti i lavoratori del settore. Questa è una proposta concreta per
dare ai lavoratori l’ultima parola e chi avrà gli argomenti più convincenti non deve avere
paura. Siamo certi che una Segreteria nazionale responsabile e matura come quella di
Fistel-Cisl non potrà che essere d’accordo nel dare l’ultima parola ai lavoratori.
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL
COMUNICATO CGIL
Il 27 Febbraio il rappresentante di ASSTEL-CONFINDUSTRIA da noi sollecitato ci ha formalmente comunicato che, non essendoci una piattaforma unitaria e non essendo giunta ancora la piattaforma della Fistel-Cisl (“siamo in attesa – scrive – che giungano tutti i rispettivi documenti”), non è pronta ad aprire il tavolo di confronto.
Abbiamo così scoperto che la Fistel-Cisl non ha mai consegnato a Confindustria la propria piattaforma e le proprie rivendicazioni.
Quello di ASSTEL è, in ogni caso, un atteggiamento grave e sbagliato, non rispettoso delle piattaforme sindacali che ci sono e che sono state votate da migliaia di lavoratori in centinaia di assemblee.
Non è rispettoso delle posizioni di SLC-CGIL e di UILCOM-UIL, anche perché ci domandiamo: il contratto è scaduto o no il 31 dicembre 2008? I lavoratori del settore hanno diritto o no a non perdere salario e diritti? Che cosa succederà se la piattaforma Fistel-Cisl (che tutto è, quella che è girata, tranne che una piattaforma, essendo priva di richieste economiche ecc.) non dovesse arrivare o giungere tra un mese o due?
Un “successo” Confindustria lo ha già ottenuto: dividere i lavoratori e perdere tempo. Ovviamente Confindustria fa il suo gioco, ma la Fistel-Cisl che gioco fa?
LA Fistel-Cisl non ha voluto presentare una piattaforma unitaria (cosa che per esempio altre categorie della Cisl hanno fatto: venerdì scorso è stata varata la piattaforma unitaria di FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL per il rinnovo del CCNL dell’industria alimentare, che tra le altre cose chiede 173 euro…), fornendo così un pronto argomento per ASSTEL-CONFINDUSTRIA.
Le loro proposte sono troppo vaghe (a quando l’onore di sapere quanti soldi chiedono?) e il loro percorso è stato “carbonaro”, senza un reale confronto democratico.
Nonostante i nostri ripetuti appelli, durante tutto il mese di gennaio e febbraio, per fare un percorso comune, la Fistel-Cisl infatti non ha permesso ai lavoratori di poter discutere insieme le diverse proposte (avrebbero giudicato i lavoratori e il percorso e il voto delle assemblee avrebbe vincolato tutti).
Ora che i “trucchi” vanno scoprendosi, invitiamo tutti a maggior responsabilità, a non continuare nell’errore. Come SLC-CGIL ha già dimostrato, ricercando sempre percorsi unitari quando vi sono le condizioni di merito (a partire dalla mobilitazione in Telecom contro la riorganizzazione), invitiamo la Fistel-Cisl a fare altrettanto, a mettere da parte atteggiamenti ideologici e a fare gli interessi dei lavoratori contro le nostre controparti che sono le aziende, non le altre sigle sindacali.
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL
mercoledì 11 marzo 2009
In bocca al lupo...
Umanamente contenti per lui...ma il detto che i topi sono i primi ad abbandonare la barca quando questa affonda ci fa molto pensare.....
Oh, mi raccomando, non era intenzione creare allarmismi! :)
La Regina
venerdì 6 marzo 2009
Comunicato Sindacale CGIL
Comunicato Sindacale
La Segreteria Nazionale della SLC-CGIL e i delegati e le delegate della SLC-CGIL stigmatizzano la mancanza di corrette relazioni sindacali da parte di Comdata Care e prendono atto dell'ennesima riorganizzazione unilaterale nella gestione delle attività lavorative.
Da alcuni giorni l'Azienda ha intrapreso un percorso di formazione che coinvolgerà un numero imprecisato di lavoratori di Comdata SpA al fine di supportare Comdata Care nella lavorazione di parte della commessa Vodafone. Tutto questo in evidente contraddizione con l’accordo di cessione!
Solo pochi giorni fa chiedevamo maggiore chiarezza nelle strategie e correttezza nei rapporti sindacali. Non ci sembra che la risposta aziendale vada in questa direzione! Chiediamo a Comdata Care di bloccare il progetto e convocare a breve un incontro nazionale. In caso contrario ci vedremo obbligati ad intraprendere immediatamente le azioni che riterremo più opportune per riportare l’Azienda ad un atteggiamento più rispettoso e trasparente.
Segreteria Nazionale SLC-CGIL
COMUNICATO COBAS IVREA
In un contesto occupazionale che si sta quotidianamente sgretolando, segnato dallo spettro di una crisi economica che sembra asservita all’interesse di imprese che sfruttano la paura e la paralisi collettiva per incrementare i propri guadagni in spregio ai lavoratori, ci troviamo a registrare un’incresciosa scelta di delocalizzazione che colpirebbe dozzine di posti di lavoro, minando ulteriormente una situazione lavorativa già al limite della tollerabilità.
L’induzione di un regime di paura ha mosso i suoi primi passi nel mese di Novembre, per degenerare rapidamente in un’escalation atta a minare la stabilità occupazionale dei lavoratori di Comdata Spa:
-Spostamenti
-Ridimensionamenti di personale
-Colloqui individuali, al fine di lacerare la sicurezza e la stabilità emotiva e professionale di ogni operatore.
Tutto ciò ha generato il clima di insostenibile paura che condiziona e accompagna l’operato quotidiano dei Lavoratori.
Quanto sopra sarebbe già sufficiente ad aprire la strada a uno stato di agitazione di cui, dopo l’estate impegnativa, non si sentiva affatto la necessità. L’Azienda, il cui atteggiamento permette di dedurre che la questione “serenità lavorativa” non rappresenta priorità alcuna, ha deciso di continuare sulla sua strada ben decisa a non smentirsi:
Da Lunedì 02/03/2009 sappiamo che alcuni colleghi di Ivrea sono partiti per la Romania allo scopo di formare i rep rumeni trasferendo loro competenze, flussi e procedure per quanto riguarda l’attività corporate della commessa Vodafone.
I lavoratori e i COBAS, di rimando, hanno una notizia altrettanto sgradevole per l’intero management Comdata:
- Noi diciamo no a questa scelta irresponsabile e la ostacoleremo con ogni mezzo e azione, non accetteremo silenti una decisione deleteria per un contesto territoriale che non offre alcuna alternativa.
I COBAS per i fatti summenzionati, dichiarano lo stato di agitazione e rendono noto che, attualmente, è in corso l’elaborazione di un calendario di scioperi e iniziative di lotta per far fronte a tale emergenza.
03/03/2009
COBAS COMDATA IVREA

