sabato 18 aprile 2009

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Di seguito il testo (con qualche taglio...) di una mail ricevuta qualche giorno fa.
Ancora una volta ribadiamo di essere a completa disposizione per eventuali contraddittori senza assumersi alcuna responsabilità circa la veridicità di ciò che ci è pervenuto e che pubblichiamo (fino a prova contraria noi del cets ci crediamo...)

Forse non sapevate che in un piccolo paese della provincia di milano c'è la sede Comdata di cernusco Sn dove lavoro io.
davvero un bel posto.
Tanto per cominciare i bagni assomigliano molto ai vostri! Pensate che da noi lavora una ragazza diversamente abile che per la sua patologia è sulla sedia a rotelle. peccato che nel bagno delle donne c'è un buco nel pavimento dove lei a volte si incastra con la ruota delle sedia ed è costretta ad aspettare che qualcuno entri in bagno x salvarla! Che amarezza!!

Non so se lo sapevate ma noi abbiamo appena perso una commessa "storica", quella di Samsung per la quale ho collaborato x più di 6 anni come coco-co, coco pro, contratti a termine di 2-3 mesi con stop and go, con diversi capi-commesse che si sono susseguiti nel corso degli anni, tutti molto preoccupati a che non si parlasse, non si mangiasse in postazione, non si perdesso tempo, fossimo gentili, competenti, esaustivi, mantenessimo gli SLA da mission impossible il tutto x 6.20 euro all'ora.

E dopo essersi fatti un mazzo non indifferente, rimane l'amaro in bocca x tutto quello che hai dovuto subire x...... niente!
Purtroppo tutto quello che si dice sui call canter è vero e bisogna moltiplicarlo x3.
Io spesso mi vergono a raccontare ai miei figli in che posto lavoro e come veniamo trattati.
con una TL ho dovuto imparare ad usare gli assorbenti interni x' non era possibile andare in bagno se non durante le pause assegnate e se c'erano le code? Disastro!
con un altro TL non ci si poteva alzare x chiudere la finestra..... quindi ci siamo portate il maglioncino da casa x evitare i raffreddori....
con un altro abbiamo dovuto staccare tutti i post-it, calendari, foto perchè le postazioni dovevano essere intercambiabili quindi tutte uguali....poi è stata la volta del "se non sapete qualcosa, non vi alzate restate suduti e alzate la mano"......nella speranza che qualcuno venga in aiuto.....
e quella che il cell in borsa si tiene rigorasemente spento...e poi il suo suona a ritmo di gig robot d'acciaio?!

scusate non mi sono presentata, mi chiamo ****** ho **** anni.
ho fatto la mamma-moglie a tempo pieno x qualche anno, poi ho avuto la necessità di reinsirirmi nel mondo del lavoro ma quello che ho trovato mi ha lasciato davvero sconcertata.quando avevo vent'anni e ho cominciato a lavorare si poteva scegliere, esplorare. la situazione di oggi invece soprattutto x i giovani è davvero sconcertante. ma come si può far lavorare dei ragazzi accettando SLA che ritengo "amorali". si perchè a fronte di un profilo professionale richiesto (diploma e/o laurea, conoscenza delle lingue straniere, pacchetto office, esperienza pregressa in analoga professione, velocità di esecuzione....) la controparte offre un contratto a termine con agenzia interinale.... e io che sono molto fortunata perchè sono stata "stabilizzata" un anno fa non posso parlare perchè sono una privilegiata e quindi devo stare muta o lasciare il posto a chi è magari più bravo di me a rispettare gli SLA.....(non é terrorismo psicologico questo?)

Sono così stanca di stare zitta, vorrei urlare la mia incazzatura...e pensare che in altri momenti sono davvero spassosa..le mie amiche mi chiedono spesso "dai *** facci ridere un po' raccontaci qualche storia delle tue...anche in famiglia rivesto spesso la parte della buffona...ma adesso mi sento stufa e stanca...azzerata... voi che avete avuto questa bella idea del blog non sapete a chi e dove possiamo andare a raccontare queste verità? Magari insieme creiamo una sorta di sit-com....io ho fatto anche un po' di teatro amatoriale sono sicura che farei ridere di buon gusto!

grazie per avermi letto, avete tutta la mia solidarietà nell'"incazzatura" mi sa che si iscriviamo ad un concorso di "incazzati veri" arriviamo tra i primi 3!!!
ciao a presto

mercoledì 8 aprile 2009

PRESIDIO PRESSO L'UNIONE INDUSTRIALE DI TORINO

Martedì 7 Aprile 2009 si è svolto presso la sede dell'Unione industriale di Torino un presidio dei lavoratori Comdata. La FLMUniti-CUB ha dichiarato quattro ore di sciopero in concomitanza dell'incontro tra azienda e sindacati confederali presso la sede di via Fanti a Torino.

Il presidio è cominciato alle ore 10 e si è concluso alle ore 14 e ha visto la partecipazione di oltre 50 lavoratori (fonti della Questura) ai quali si sono aggiunti numerosi lavoratori provenienti da altre realtà in lotta come la Indesit, Dyaco, Fiat Iveco. Inoltre hanno portato la loro solidarietà anche gli ex-operai della Thyssen che hanno riferimento alla "Associazione Legami d'Acciaio".

Durante l'incontro l'azienda avrebbe dovuto presentare il piano industriale. Da alcune indiscrezioni raccolte al termine dell'incontro non sono state fornite cifre sugli esuberi, che secondo alcune autorevoli fonti (SLC-CGIL), riguarderebbero 1000-1500 dipendenti. L'azienda si è rifiutata di smentire questa ipotesi in quanto nega di aver mai dichiarato tali cifre.

Come Collettivo Lavoratori Comdata riteniamo la presa di posizione dell'azienda, come un'ammissione del fatto che il piano industriale prevede esuberi, in quanto se la notizia si fosse rivelata priva di fondamento avrebbe provveduto immediatamente alla sua smentita.
Riteniamo questo atteggiamento molto grave e poco trasparente, dimostrazione di una scarsa sensibilità per le problematiche dell'occupazione e per le ricadute che una scelta di questo tipo comporterebbe sul tessuto sociale, insomma un atteggiamento che non si confà ad un'azienda che nei suoi pamphlet si descrive virtuosa e responsabile.

Di fronte a tutto questo come Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB, ribadiamo che non ci stiamo ad una pesante ristrutturazione come quella che si profila.
Inoltre non ci siederemo a tavoli delle trattative (semmai decideranno un giorno di invitarci!) nei quali saremo chiamati per trattare eventuali esuberi.
Noi diciamo che nessun posto di lavoro deve essere toccato perché questa non è un'azienda in crisi.
Non arretreremo mai di un millimetro da questa posizione e ci riserviamo di intraprendere qualsiasi iniziativa atta a difendere gli interessi di lavoratori e dei nostri iscritti.


Collettivo Lavoratori Comdata
FLMUniti-CUB Torino

lunedì 6 aprile 2009

Per Comdata SpA

Ciao a tutti,il gruppo Comdata spa ha fissato un incontro con CGIL,CISL e UIL martedì 7
aprile
alle 11 davanti all'Unione Industriale probabilmente per presentareil piano industriale ed esporre le proprie intenzioni in merito ai 1500esuberi ventilati il 3 marzo scorso, oltre a tutti i tempi determinati orain forza a Torino ed altrove.

Come FLMUniti-CUB abbiamo formalmentechiesto, all'indomani dello sciopero del 23 marzo, un incontro chiarificatore all'azienda - richiesta assolutamente ignorata.

Per questo abbiamo organizzato un presidio davanti all'Unione IndustrialeMARTEDI' 7 APRILE ORE 10.30 - per permettere a tutti i lavoratori dipoter partecipare domani verranno indette 4 ORE DI SCIOPERO AD INIZIOTURNO.

L'occasione, è inutile dirlo, è fondamentale per far sentire all'aziendale ragioni dei lavoratori, e per continuare sulla strada intrapresa con losciopero del 23 Marzo, quando una nostra delegazione è riuscita ad esporre direttamente all'assessore Bairati le proprie preoccupazioni in meritoalla situazione in Comdata.

Collettivo Lavoratori ComdataFLMUniti-CUB Torino

lunedì 23 marzo 2009

SCIOPERO DECISAMENTE RIUSCITO!!!

Comdata: SLC-CGIL “Sciopero riuscito. Azienda abbia senso di responsabilità”



“Lo sciopero nazionale nel gruppo Comdata è stato un successo. L’adesione è stata mediamente del 70% con punte del 90 e addirittura del 100% a La Spezia. Ora l’azienda dimostri senso di responsabilità, garantendo i livelli occupazionali e il rispetto degli accordi sottoscritti”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato in azienda.

“Insieme a Fistel-Cisl e Uilcom-Uil abbiamo dimostrato quanto le lavoratrici ed i lavoratori di Comdata siano pronti a dar battaglia per rivendicare il rispetto dei propri diritti. Alle migliaia di lavoratori che hanno scioperato va tutto il nostro ringraziamento”.

“Comdata deve ora ripensare il proprio piano di riorganizzazione, garantendo occupazione e attività in tutti i siti del gruppo, stabilizzando come da accordo i lavoratori a termine, mantenendo gli impegni presi con l’intesa di 2° livello sottoscritta”.

“Le difficoltà del momento non possono essere scaricate tutte sui lavoratori, magari sub appaltando attività o portando il lavoro in Romania. L’azienda deve invece puntare a un rilancio che garantisca lo sviluppo dei siti italiani, la crescita qualitativa delle commesse e l’innalzamento dei livelli professionali dei propri dipendenti”.

domenica 22 marzo 2009

Buongiorno a tutti,
come richiesto da alcuni colleghi e per evitare spiacevoli equivoci vi ribadisco che lo sciopero di lunedì 23 marzo 2009 è stato proclamato in COMDATA SpA e come annunciato nel precedente comunicato Cobas DOPO avremo l'occasione di organizzare mobilitazioni assieme, un vero grande movimento compatto.

A vostra disposizione
RSU Cobas Comdata Care

venerdì 20 marzo 2009

UNO SU QUATTRO!!!! (SCIOPERO COMDATA 23 MARZO)

Il 10 Marzo il gruppo Comdata Spa ha dichiarato alle controparti sindacali che vi sono dai 1000 ai 1500 dipendenti ai quali non potrà garantire gli accordi stipulati negli anni scorsi in materia di stabilizzazione e mantenimento dei livelli occupazionali.

In soldoni vuol dire che si tratta di veri e propri esuberi.

Il giro semantico di parole è da brividi: nessuno potrà garantire la sorte di questi malcapitati.

E' necessario ricordare che la Comdata non è un'azienda in crisi, semmai ha registrato secondo quello dichiarato dai suoi rappresentanti una contrazione del lavoro dettato dalla crisi economica mondiale. Questa contrazione sempre a detta dei suoi rappresentanti è dovuta in gran parte alla riduzione della commessa Telecom, storica committente del gruppo.
Il ragionamento evidentemente non funziona: i partner di Comdata sono decine e decine distribuite nel campo delle TLC, Finanza, Industrie ed Energia: partner prestigiosi come Vodafone, Wind, Eni, Fastweb, Fiat, Ferrero, Upim, San Paolo-Banca Intesa, solo per citare alcuni nomi, non giustificano il taglio di un quarto del personale.
Se poi mettiamo che all'inizio dell'anno il gruppo è stato ricapitalizzato per un ammontare di 12 milioni di euro con l'acquisizione da parte di Nuova Iniziativa spa i conti non tornano.
Il sospetto è che non ci troviamo di fronte ad un'azienda responsabile, ad un'azienda che cioè in tempi di crisi rinuncia ad una parte dei suoi profitti al fine di garantire la stabilità occupazionale ai suoi dipendenti, gli unici che hanno reso possibile che il gruppo diventasse un leader nel campo degli outsourcer.
Ci sembra invece che l'unico interesse del gruppo sia quello di continuare a garantirsi gli esorbitanti profitti grazie a spostamenti di rami produttivi in siti dove la manodopera costa meno, vedi la Romania, oppure dove grazie agli aiuti della Unione Europea per le aree depresse, vedi Lecce, oppure ancora attraverso la cessione di alcune commesse verso società satellite, vedi Rende dove i diritti sindacali sono meno garantiti e i lavoratori ricattabili sono pagati ancora meno delle nostre già miserabili buste paga.


Per questo il 23 MARZO 2009 noi lavoratori dichiariamo una
giornata di SCIOPERO NAZIONALE di otto ore
contro la politica dei tagli
per il mantenimento di tutti i posti di lavoro
per la redistribuzione dei profitti al fine di garantire il livello occupazionale

PRESIDIO DALLE ORE 7.30 VIA CARLO ALBERTO 22/A TORINO
ALLE ORE 10.30 PRESIDIO DI FRONTE LA SEDE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE PIEMONTE, PIAZZA CASTELLO TORINO
COLLETTIVO LAVORATORI COMDATA Torino
LAVORATORI COMDATA, Ivrea

mercoledì 18 marzo 2009

Comunicato Cobas: NO ALL'ASSEMBLEA SINDACALE

Buongiorno a tutti i colleghi e colleghe,
la presente per informarvi di come la SLC CGIL attraverso la sua unica RSU, nominata dalla segreteria e votata da ben 8 lavoratori della sededi Roma, neghi la possibilità di confronto e discussione su quanto sta succedendo in Comdata S.p.A e su tematiche più specifiche del nostro sito (vedi piano ferie estive, varie ed eventuali).

In sintesi quanto è successo nell'ultima settimana.

* 9 marzo 2009: il delegato SLC CGIL A.B. rassegna le sue dimissioni come rappresentante sindacale e dipendente Comdata care;
* 9 marzo 2009: la sottoscritta delegata Cobas, sigla rappresentante il 70% dei lavoratori di Roma, chiede formalmente all'azienda un'assemblea sindacale;
* 11 marzo 2009 l'azienda nega la possibilità di convocare un'assemblea perché in assenza di una richiesta collegiale della RSU;
* 16 marzo 2009, dopo aver riflettuto per tutto il fine settimana sul dilemma ASSEMBLEA O NON ASSEMBLEA la delegata SLC CGIL, M.C. si rifiuta di avanzare una richiesta unitaria di assemblea perché come delegata CGIL ritiene prioritaria la discussione sul rinnovo del CCNL e quindi non opportuno convocare un'assemblea su altre tematiche per le quali si limita ad inoltrarci comunicati di altre sedi e vecchi di almeno 15 giorni (VodaRom è datato 27 febbraio e non marzo!).

Chi deve decidere cosa è prioritario discutere per i lavoratori?In base a cosa si parla di richiesta collegiale della RSU se questa è composta ormai solo da due persone di cui ho già ricordato la rappresentanza? Perché è stata annullata l'ultima assemblea convocata dalla SLC CGIL per discutere del rinnovo del CCNL? Forse non erano ancora abbastanza preparati sull'argomento per poterlo presentare con convinzione??? O i rappresentanti della segreteria territoriale Roma Sud hanno avuto impegni improvvisi e improrogabili e non avevano abbastanza fiducia nelle capacità dei loro delegati? Da quanto tempo i delegati SLC CGIL non indicono e soprattutto conducono un assemblea autonomamente e senza il supporto di qualche esterno?Da quanto tempo non viene indetta un assemblea come RSU e non come SLC CGIL?
E' LA SOLITA NONCURANZA DELLA VOLONTA' DEI LAVORATORI, E' IL SOLITO OSSEQUIO ALLE INDICAZIONI DI UN SINDACATO che continua a parlare di democrazia ma che cerca in tutti i modi di affermare un regime semi-dittatoriale.
ANCORA UNA VOLTA CGIL E AZIENDA SCHIERATI DALLA STESSA PARTE: NO ALLE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI!

A vostra disposizione per qualsiasi informazione e chiarimento.

RSU Cobas Comdata Care Roma

COMDATA: POSIZIONE AZIENDALE INACCETTABILE - 23 MARZO SCIOPERO NAZIONALE

Il giorno 10 Marzo a Torino si sono incontrate le Segreterie Nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, insieme alle RSU e RSA, con i rappresentanti dell’azienda Comdata S.p.A.
Durante l’incontro il Sindacato ha posto le seguenti questioni:

a) avere tutte le informazioni sui piani di sviluppo dell’azienda, alla luce di una riorganizzazione strisciante che non da garanzie sul futuro dei diversi siti, con attività in calo, commesse che vengono spostate e voci sempre più forti di una politica di sub appalti e trasferimenti di attività all’estero (Romania). Processi che metterebbero a rischio l’occupazione e i percorsi di stabilizzazione dei lavoratori che da anni, con contratti a termine in particolare, contribuiscono ai successi dell’azienda;
b) avere le necessarie garanzie sul rispetto degli accordi sottoscritti. In particolare per quanto riguarda il Premio di Risultato, l’avvio della sanità integrativa, la stabilizzazione dei contratti a termine (accordo sul 60%). Su questi punti specifici, dopo aver chiesto unitariamente di modificare alcuni termini usati nell’accordo di secondo livello relativamente alla definizione dei gruppi specifici sottoposti ai controlli individuali (richiesta unitaria importante perché permetterebbe di ricompattare il fronte sindacale unitario su tutti i punti a difesa dei lavoratori in questo delicato momento) sottolineiamo che:

· l’azienda si era resa disponibile ad abbassare gli obiettivi di Ebitda per il premio;
· l’azienda, mentre faceva circolare tra i lavoratori anche tramite comunicazioni scritte, il prossimo pagamento a febbraio della quota del premio, al contempo non riconvoca la commissione perché impossibilità a fornire (l’azienda!) gli obiettivi minimi, dimostrando l’incertezza su i suoi piani di sviluppo industriale;
· si è comunque registrato un forte aumento della produttività sulle commesse più importanti (Telecom, Vodafone, ecc.);
· la sanità integrativa (e i relativi versamenti da parte dell’azienda: 100 euro fino al 30 giugno 2009, 175 euro dal 1 luglio) è un diritto soggettivo riconosciuto dell’accordo, non variabile, ma certo.

c) avere le necessarie garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali in Italia in tutti i siti, andando ad una verifica sito per sito del rispetto anche degli accordi sulle stabilizzazioni.

L’azienda al riguardo ha risposto che l’Ebitda (cioè i ricavi prima delle tasse) si è contratto e che tale calo, non previsto, è da imputare al calo dei prezzi e dei volumi in particolare da parte di Telecom Italia (per un valore di circa il 10% dei margini di ricavi) e che, al momento, l’unica certezza che l’azienda può fornirci è che sono allo studio soluzioni per destinare le attività meno remunerative verso altre aziende (sub appalto) o territori (Sud Italia? Romania?) dove il costo del lavoro sia inferiore a quello di Comdata. L’azienda al riguardo si è quindi detta disponibile ad entrare nello specifico solo nelle prossime settimane, dopo la chiusura del bilancio. E comunque non sarà in grado di garantire la continuità occupazionale a partire dagli oltre 1500 lavoratori in somministrazione e a termine oggi presenti in azienda.
In relazione agli accordi sottoscritti, l’azienda si è dichiarata disponibile a riconoscere nel mese di luglio 80 euro di una tantum per tutti a “sanatoria” della sanità integrativa ancora non partita (e che comunque l’azienda si impegna a far partire per il 1 luglio 2009 come da accordi), mentre sul PDR ha dichiarato di non essere in grado di remunerare neanche l’incremento di produttività che vi è comunque stato.
A questo punto come Sindacato abbiamo denunciato che gli eventuali cali di attività o diminuzione dei prezzi di Vodafone e Telecom non giustificano il dimezzamento dei ricavi per stessa ammissione dell’azienda e che quindi vi sono cause che hanno portato alla diminuzione dei margini che non si vogliono dire ne ai lavoratori ne alla comunità finanziaria, dimostrando le incapacità del management e dei dirigenti. O almeno la loro non trasparenza verso i lavoratori.

Quindi abbiamo proposto:
di riconoscere 100 euro di una tantum come indennizzo per il periodo dicembre-giugno prima dell’entrata a regime della sanità integrativa da erogare tra marzo e aprile di quest’anno; di erogare in deroga all’accordo di secondo livello (viste le responsabilità dell’impresa e l’impossibilità di un proficuo lavoro comune in sede di commissione) una tantum per l’aumento di produttività per il periodo 2008/2009 come PDR nel mese di luglio (a metà cioè dell’erogazione prevista per febbraio e del conguaglio di settembre), di garantire i livelli occupazionali presenti (indicando sito per sito attività e commesse) nonché il rispetto dell’accordo sulla trasformazione a tempo indeterminato dei lavoratori a termine, verificando territorio per territorio le condizioni dei lavoratori somministrati.

Su questa controproposta l’azienda si è dichiarata indisponibile.

Pur consapevoli delle responsabilità dei committenti (Telecom e Vodafone in primis) come Sindacato riteniamo evidenti le responsabilità del gruppo Comdata, cui atteggiamento poco trasparente e volto a scaricare sui lavoratori i propri errori non è giustificabile. Comdata è una realtà che deve il proprio successo prima di tutto ai tanti lavoratori che ogni giorno mandano avanti l’azienda. Deve per tanto dimostrare il proprio senso di responsabilità.
Per queste ragioni, preso atto dell’attuale indisponibilità, per salvaguardare i livelli occupazionali e per chiedere il rispetto degli accordi, le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, insieme al Coordinamento Nazionale delle RSU/RSA, hanno dichiarato per il giorno 23 marzo lo sciopero nazionale intero turno in tutte le sedi dell’azienda. Invitiamo inoltre le segreterie territoriali e le RSU, presso i diversi capoluoghi, a organizzare in contemporanea allo sciopero presidi in ogni sede.


Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

lunedì 16 marzo 2009

Comunicato Cobas: IL LAVORO IN ROMANIA È DIVENTATO REALTÁ

Nella precedente comunicazione vi abbiamo raccontato della palesata intenzione di COMDATA S.p.A. di spostare altro Lavoro in Romania, scelta che pone inevitabilmente a rischio il posto di lavoro dei nostri colleghi e di tutti noi per le ragioni che vi presentiamo.
Il giorno 10 marzo, in un incontro nazionale, l'azienda ha definito i contorni di questa manovra ed il quadro che ne emerge è ben più che inquietante, è assolutamente drammatico.
L'azienda non ha offerto alcuna risposta rispetto alla situazione occupazionale, di più, in uno stile che ormai abbiamo imparato a conoscere bene anche noi, non ha offerto alcuna garanzia sul mantenimento dei posti di lavoro, sull'impiego del personale.

TUTTE LE ATTIVITÀ VODAFONE (e abbiamo la certezza anche di alcune attività Telecom ) che i colleghi gestivano vengono spostate IN ROMANIA;

alcune attività tecniche dislocate in centri minori dove il livello contrattuale è più basso (es.: a Lamezia Terme ci sono colleghi che hanno il 2 livello del CCNL delle Telecomunicazioni, il più basso!!);


NESSUN PREMIO DI RISULTATO ai dipendenti Comdata S.p.A. nonostante l’accordo di secondo livello tanto lodato da sindacati confederali ed azienda;

dulcis in fundo voci di corridoio parlano di un PIANO DI ESUBERO DI PERSONALE, intorno ai mille dipendenti a tempo indeterminato.

Comdata S.p.A. dichiara un deficit di bilancio gravissimo, chiede aiuti alla regione, ed agli enti statali ed intanto porta lavoro fuori dal paese, togliendolo ai cittadini che sono le fondamenta di quelle regioni, di questo paese.
Tutto questo non è una fantasiosa costruzione di ciò che potrebbe accadere, ma è quanto succede ora, nella società che controlla tutto il gruppo in cui noi lavoriamo, e che dovrebbe quindi essere la nostra garanzia, il nostro baluardo.
Qualche tempo fa scrivemmo un comunicato in cui ipotizzavamo un futuro 2010 in cui avremmo perduto il posto di lavoro, qualcuno lo ricorderà, qualcuno ci definì eccessivi e pessimisti; oggi vi chiediamo: quanto tempo credete passerà prima che questo sfacelo travolga anche noi?
Comdata Care è già un azienda che risparmia su tutto, che taglia qualunque spesa, e noi costiamo molto di più dei colleghi di Comdata S.p.A..
Dal bilancio Comdata Care si evince che dei 28 milioni di euro di costi sostenuti dall’azienda, i costi del personale - cioe' noi - ammontano ad oltre 20 milioni: rappresentiamo cioe' piu' del 70% dei costi totali, quanto credete abbiano intenzione di mantenerci ancora?

Nello scorso comunicato vi abbiamo detto di scegliere, tra l'immobilità e nessuna speranza o cominciare a muoversi oggi al fianco dei colleghi di Comdata spa e giocarci le nostre possibilità; decidere ora perchè se lasceremo che le cose accadano, quando sarà il nostro momento, quando i Lavoratori in esubero saremo noi, allora non ci sarà più nessuno a schierarsi al nostro fianco, allora saremo una piccola voce facile da zittire, una piccola presenza da schiacciare.
Non abbiamo bisogno di attendere assemblee ufficiali per discutere il da farsi, ci dobbiamo ritrovare e basta, in qualunque luogo, in qualunque momento per discutere, per decidere cosa concretamente fare, slegati da sistemi che le aziende conoscono perfettamente, li hanno gia' previsti e messi in conto e li possono manovrare a seconda delle loro esigenze:


ENTRO LA LEGALITÀ MA FUORI DAGLI SCHEMI PREORDINATI,
solo cosi' potremmo essere imprevedibili, non manovrabili ed avere qualche speranza.

Noi oggi vi chiediamo se siete ancora disposti ad ascoltare chi ci dice di stare tranquillo o al massimo esprimere la tua solidarietà verbalmente, se avete ancora la voglia di fare qualcosa per voi stessi, oppure se si è perso tutto il coraggio e la voglia, perchè in questo caso siamo già morti, non ci resta che aspettare il colpo di mannaia.
Il giorno 23 marzo in Comdata S.p.A. ci sarà un primo sciopero, dopo avremo l'occasione di organizzare mobilitazioni assieme, un vero grande movimento compatto.

NON VI CHIEDIAMO DI ESSERE SOLIDALI,
VI CONSIGLIAMO DI ESSERE FURBI,
DI PERNSARE ALLA VOSTRA VITA!

Come gia' chiesto nell'ultimo comunicato, vi invitiamo ad essere protagonisti attivi della vostra vita e di indicarci cosa pensate si debba fare, e se ci sara' una maggioranza di Lavoratori decisi a gestire la propria vita e non a farsela gestire, decisi a giocarsi le proprie carte, ci adopereremo per realizzare quanto deciso insieme.

Coordinamento nazionale Cobas ComdataCare

sabato 14 marzo 2009

COMUNICATO CGIL 2

Roma, 4 Marzo 2009

CCNL: SU VOLANTINO FISTEL-CISL SOLO POCHE
RIFLESSIONI CONCLUSIVE

In queste ore sta girando un volantino farneticante di Fistel-Cisl. Una risposta è d’obbligo.
Facciamo prima, però, una premessa: questo sarà l’ultimo comunicato che faremo per
chiarire per l’ennesima volta la posizione di SLC-CGIL sul rinnovo del CCNL e sul percorso
fatto finora. Perché come sempre, noi, lavoriamo per l’unità di tutti i lavoratori e siamo certi
che prima o poi questo non potrà non far cambiare idea a Fistel-Cisl.

Chiarito questo, veniamo al merito:

1) Prendiamo atto che la Fistel-Cisl è d’accordo con Asstel a non aprire il tavolo per
confrontarsi nel merito delle proposte approvate da migliaia di lavoratori, utilizzando
gli stessi argomenti di Confindustria. Il fatto che il CCNL sia scaduto a dicembre 2008
sembra non preoccupare più di tanto… Del resto che un sindacato chiami in aiuto le
controparti per giustificare la propria posizione è quanto mai originale. Ripetiamo:
non è rispettoso per le migliaia di lavoratori che hanno votato la nostra piattaforma. E
QUESTO E’ UN FATTO!

2) Non abbiamo ancora capito quale è la richiesta economica di Fistel-Cisl. Se per loro
l’accordo interconfederale vuol dire che le cifre le fanno gli altri, penso che i lavoratori
avranno qualche problema a capire a cosa serve un sindacato in azienda o nel
settore. Manca la cifra di richiesta economica. E QUESTO E’ UN FATTO!

3) La FAI-CISL, una grande categoria della Cisl con più di centomila iscritti ha
presentato venerdì scorso una piattaforma unitaria con FLAI-CGIL e UILA-UIL per il
rinnovo del contratto dell’industria alimentare (800 mila addetti) chiedendo 173 euro
al 4° livello, senza aspettare nuovi accordi interconfederali, commissione tecniche.
La Fistel-Cisl che ne pensa? Anche QUESTO E’ UN FATTO!

4) SLC-CGIL ha lavorato fino all’ultimo per una piattaforma unitaria (fino al 15 gennaio
per l’esattezza, scambiandoci bozze tra di noi fino all’ultimo); ha proposto a Fistel-
Cisl di fare un percorso insieme e di sottoporre al voto dei lavoratori le diverse
piattaforme. La Fistel-Cisl ha deciso di stracciare tutte le bozze su cui insieme
abbiamo lavorato e di non sottoporre al voto dei lavoratori le diverse opzioni. Su
questo la Fistel-Cisl nel suo comunicato non dice nulla... Chi tiene veramente
all’unità dei lavoratori non se la può cavare con generici appelli, deve avere il
coraggio di andare in assemblea e costruire l’unità facendo votare i lavoratori.
Perché così nasce la vera unità. La Fistel-Cisl non ha avuto il coraggio di far votare i
lavoratori su ipotesi diverse QUESTO E’ UN FATTO!

Chiarito ciò, su una cosa siamo d’accordo: quello che conta sono i risultati finali della
trattativa e meno sacrifici si fanno fare ai lavoratori per ottenere quello che spetta loro (cioè
un buon contratto) meglio è. Questo però non vuol dire non pretendere rispetto e non
tutelare la dignità dei lavoratori.
In ogni caso, per essere propositivi e concreti, noi proponiamo ufficialmente a Fistel-Cisl,
qualora si giungesse ad un’ipotesi di accordo sul contratto e vi fossero (ma speriamo di no)
ipotesi diverse sulla chiusura dell’eventuale accordo, di sottoporre il tutto ad un referendum
certificato e vincolante tra tutti i lavoratori del settore. Questa è una proposta concreta per
dare ai lavoratori l’ultima parola e chi avrà gli argomenti più convincenti non deve avere
paura. Siamo certi che una Segreteria nazionale responsabile e matura come quella di
Fistel-Cisl non potrà che essere d’accordo nel dare l’ultima parola ai lavoratori.

La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL

COMUNICATO CGIL

ASSTEL/CONFINDUSTRIA RIFIUTA DI APRIRE CONFRONTO SU RINNOVO CCNL … E LA FISTEL-CISL LE DA UNA MANO

Il 27 Febbraio il rappresentante di ASSTEL-CONFINDUSTRIA da noi sollecitato ci ha formalmente comunicato che, non essendoci una piattaforma unitaria e non essendo giunta ancora la piattaforma della Fistel-Cisl (“siamo in attesa – scrive – che giungano tutti i rispettivi documenti”), non è pronta ad aprire il tavolo di confronto.
Abbiamo così scoperto che la Fistel-Cisl non ha mai consegnato a Confindustria la propria piattaforma e le proprie rivendicazioni.
Quello di ASSTEL è, in ogni caso, un atteggiamento grave e sbagliato, non rispettoso delle piattaforme sindacali che ci sono e che sono state votate da migliaia di lavoratori in centinaia di assemblee.
Non è rispettoso delle posizioni di SLC-CGIL e di UILCOM-UIL, anche perché ci domandiamo: il contratto è scaduto o no il 31 dicembre 2008? I lavoratori del settore hanno diritto o no a non perdere salario e diritti? Che cosa succederà se la piattaforma Fistel-Cisl (che tutto è, quella che è girata, tranne che una piattaforma, essendo priva di richieste economiche ecc.) non dovesse arrivare o giungere tra un mese o due?
Un “successo” Confindustria lo ha già ottenuto: dividere i lavoratori e perdere tempo. Ovviamente Confindustria fa il suo gioco, ma la Fistel-Cisl che gioco fa?
LA Fistel-Cisl non ha voluto presentare una piattaforma unitaria (cosa che per esempio altre categorie della Cisl hanno fatto: venerdì scorso è stata varata la piattaforma unitaria di FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL per il rinnovo del CCNL dell’industria alimentare, che tra le altre cose chiede 173 euro…), fornendo così un pronto argomento per ASSTEL-CONFINDUSTRIA.
Le loro proposte sono troppo vaghe (a quando l’onore di sapere quanti soldi chiedono?) e il loro percorso è stato “carbonaro”, senza un reale confronto democratico.
Nonostante i nostri ripetuti appelli, durante tutto il mese di gennaio e febbraio, per fare un percorso comune, la Fistel-Cisl infatti non ha permesso ai lavoratori di poter discutere insieme le diverse proposte (avrebbero giudicato i lavoratori e il percorso e il voto delle assemblee avrebbe vincolato tutti).
Ora che i “trucchi” vanno scoprendosi, invitiamo tutti a maggior responsabilità, a non continuare nell’errore. Come SLC-CGIL ha già dimostrato, ricercando sempre percorsi unitari quando vi sono le condizioni di merito (a partire dalla mobilitazione in Telecom contro la riorganizzazione), invitiamo la Fistel-Cisl a fare altrettanto, a mettere da parte atteggiamenti ideologici e a fare gli interessi dei lavoratori contro le nostre controparti che sono le aziende, non le altre sigle sindacali.

La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL

mercoledì 11 marzo 2009

In bocca al lupo...

...all'ormai ex-sindacalista CGIL della RSU ComdataCare Roma che ha rassegnato le dimissioni dall'azienda, poichè ha trovato un altro lavoro.
Umanamente contenti per lui...ma il detto che i topi sono i primi ad abbandonare la barca quando questa affonda ci fa molto pensare.....

Oh, mi raccomando, non era intenzione creare allarmismi! :)

La Regina

venerdì 6 marzo 2009

Comunicato Sindacale CGIL

Roma, 24 febbraio 2009

Comunicato Sindacale

La Segreteria Nazionale della SLC-CGIL e i delegati e le delegate della SLC-CGIL stigmatizzano la mancanza di corrette relazioni sindacali da parte di Comdata Care e prendono atto dell'ennesima riorganizzazione unilaterale nella gestione delle attività lavorative.
Da alcuni giorni l'Azienda ha intrapreso un percorso di formazione che coinvolgerà un numero imprecisato di lavoratori di Comdata SpA al fine di supportare Comdata Care nella lavorazione di parte della commessa Vodafone. Tutto questo in evidente contraddizione con l’accordo di cessione!
Solo pochi giorni fa chiedevamo maggiore chiarezza nelle strategie e correttezza nei rapporti sindacali. Non ci sembra che la risposta aziendale vada in questa direzione! Chiediamo a Comdata Care di bloccare il progetto e convocare a breve un incontro nazionale. In caso contrario ci vedremo obbligati ad intraprendere immediatamente le azioni che riterremo più opportune per riportare l’Azienda ad un atteggiamento più rispettoso e trasparente.

Segreteria Nazionale SLC-CGIL

COMUNICATO COBAS IVREA

C O M U N I C A T O

In un contesto occupazionale che si sta quotidianamente sgretolando, segnato dallo spettro di una crisi economica che sembra asservita all’interesse di imprese che sfruttano la paura e la paralisi collettiva per incrementare i propri guadagni in spregio ai lavoratori, ci troviamo a registrare un’incresciosa scelta di delocalizzazione che colpirebbe dozzine di posti di lavoro, minando ulteriormente una situazione lavorativa già al limite della tollerabilità.
L’induzione di un regime di paura ha mosso i suoi primi passi nel mese di Novembre, per degenerare rapidamente in un’escalation atta a minare la stabilità occupazionale dei lavoratori di Comdata Spa:

-Spostamenti
-Ridimensionamenti di personale
-Colloqui individuali, al fine di lacerare la sicurezza e la stabilità emotiva e professionale di ogni operatore.

Tutto ciò ha generato il clima di insostenibile paura che condiziona e accompagna l’operato quotidiano dei Lavoratori.
Quanto sopra sarebbe già sufficiente ad aprire la strada a uno stato di agitazione di cui, dopo l’estate impegnativa, non si sentiva affatto la necessità. L’Azienda, il cui atteggiamento permette di dedurre che la questione “serenità lavorativa” non rappresenta priorità alcuna, ha deciso di continuare sulla sua strada ben decisa a non smentirsi:
Da Lunedì 02/03/2009 sappiamo che alcuni colleghi di Ivrea sono partiti per la Romania allo scopo di formare i rep rumeni trasferendo loro competenze, flussi e procedure per quanto riguarda l’attività corporate della commessa Vodafone.
I lavoratori e i COBAS, di rimando, hanno una notizia altrettanto sgradevole per l’intero management Comdata:

- Noi diciamo no a questa scelta irresponsabile e la ostacoleremo con ogni mezzo e azione, non accetteremo silenti una decisione deleteria per un contesto territoriale che non offre alcuna alternativa.
I COBAS per i fatti summenzionati, dichiarano lo stato di agitazione e rendono noto che, attualmente, è in corso l’elaborazione di un calendario di scioperi e iniziative di lotta per far fronte a tale emergenza.

03/03/2009
COBAS COMDATA IVREA

lunedì 2 marzo 2009

mercoledì 11 febbraio 2009

COMUNICATO CGIL

La Segreteria nazionale della SLC-CGIL e le RSU SLC-CGIL di Comdata Care esprimono forte preoccupazione per gli atteggiamenti assunti nelle ultime settimane dall’azienda in tutte le sedi operative.
In particolare ritengono sbagliata e pericolosa la strada intrapresa dall’azienda in tema di rapporti con i dipendenti e quotidiano disinteresse per le normali relazioni sindacali sulle singole sedi.
Non è con poco chiari interventi “formativi” ad personam, con l’irrigidimento quotidiano dei rapporti aziendali, con il sistematico disinteresse per le relazioni sindacali con le RSU che si risolleva un clima aziendale ogni giorno più pesante.
Questa azienda ha bisogno di chiarezza. Nei rapporti con i lavoratori, nelle strategie aziendali, nei rapporti con il sindacato. Troppo spesso vengono prese decisioni operative nel più assoluto disinteresse per quegli obblighi, non solo formali, di consultazione sindacale che dovrebbero contraddistinguere la normale prassi delle relazioni industriali.
Alla luce di tutto questo chiediamo all’azienda di ripensare alcuni atteggiamenti e decisioni e di riprendere quanto prima un percorso relazionale serio e costruttivo a tutti i livelli. Se così non fosse ci vedremmo costretti ad intraprendere tutte le iniziative che riterremo opportune a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Comdata Care.

venerdì 30 gennaio 2009

Comunicazione Cobas - procedura di raffreddamento

Buongiorno a tutti,
in attesa di ricevere il responso del coordinamento nazionale della slc cgil su quanto sta succedendo soprattutto nella sede Comdata Care di Roma, vi informo che dopo aver tentato invano una condivisione di strategie e azioni urgenti con i delegati e la struttura territoriale Roma sud slc cgil abbiamo deciso di avviare autonomamente la procedura di raffreddamento per il clima intimidatorio instauratosi in azienda a seguito dell'avvio di colloqui individuali e di test psico-attitudinali somministrati al personale, dei quali sonosconosciuti i contenuti e incomprensibili le finalità.
Per correttezza nei vostri confronti aggiungo che l'azienda ha dichiarato in diverse occasioni che questo tipo di percorso sarà esteso a tutto il personale e che il gruppo di colleghi coinvolti è solo un punto di partenza.
Confidiamo che attraverso i colloqui obbligatori che la procedura prevede l'azienda faccia un passo indietro sospendendo questa iniziativa e fornendo i dovuti chiarimenti.

RSU Cobas Comdata Care Roma e Cobas del Lavoro Privato

giovedì 29 gennaio 2009

Lettera di una collega di Comdata

Carissimi colleghi
sono una collega della sede di Spezia dico subito 3 parole e scusate la ripetizione: NON HO PAROLE!!!!!!!!!direi che in queste 3 sillabe è raccolto tutto il mio pensiero
159 dipendenti in cassa integrazione e altre 40 a casa
sono dipendente comdata da circa un anno e mezzo naturalmente con contratto a tempo determinato anzi tra poco mi scade.... sapete che gioia!!!!!
abbiamo scoperto della cassa integrazione tramite il giornale perchè nella Ns. sede nessuno sapevo niente naturalmente non mi riferisco a noi operatori ma a qualcuno dei piani alti
com'è possibile una cosa del genere?
ci hanno tolto la commessa del 187 e quindi tutti gli operatori saranno formati e passati al back office
quanto durerà?
le risposte sono molte e molto vaghe: bò, chissà, bisogna vedere, vi facciamo sapere
INTERESSANTE
le persone che sono in cassa integrazione naturalmente non sono a casa ma bensi' in azienda a fare i corsi di formazione
NATURALMENTE 8 ore di corso e ne VENGONO PAGATE 4 COMPLIMENTIIIIIIIIIII CHE AZIENDA SERIA!!!!!!!!!!
dico solo che ogni tanto potrebbero farci sapere qualcosa non mi sembra di chiedere molto
ci hanno tolto la commessa 187 perchè dicono che non avevamo produttività, non raggiungevamo gli obbiettivi?!!!!!
ma quante adsl al gg bisogna fare??? 20.000 quanti aldini bisogna vendere??? 1.000.000??!!! con il back office faranno le solite storie.....ci diranno che non abbiamo produttività che non abbiamo qualità.....le solite cose che ormai dicono da anni.......che dire ragazzi VEDREMO!!!!!!!!!!

mercoledì 28 gennaio 2009

Comunicato sindacale SLC-CGIL

Buonasera a tutte le colleghe e a tutti i colleghi,

Vi informiamo che, alla luce delle ultime vicende (test psico - attitudinali e tecnici, progetto di incentivazione della produttivita’, ferie forzate, pressione psicologica, ecc.), e’ stato convocato il Coordinamento Nazionale della SLC CGIL e dei suoi delegati sindacali di tutte le sedi di Comdata Care per il giorno mercoledi’ 4 febbraio 2009 .

In tale sede sara’ affrontata la situazione della nostra azienda e si valuteranno eventuali iniziative da intraprendere.

Sara’ nostra cura aggiornarvi sull’esito dell’incontro e sulle iniziative che la SLC CGIL e i suoi delegati intenderanno intraprendere.

Segreteria Territoriale SLC CGIL Roma Sud e suoi delegati

Progetto di incentivazione della produttività

In questi giorni l'Azienda ha presentato nelle varie sedi di Comdata Care il suo progetto di incentivazione della produttività e, prevedibilmente, l'aspetto legato al beneficio economico non ha lasciato indifferenti le lavoratrici ed i lavoratori del nostro sito.

La Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud ed i suoi delegati sottolineano l'importanza dell'istituzione del Premio di Risultato (PdR) che è concordato tra le parti (Azienda e OO.SS.), è raggiungibile per tutti i dipendenti ed ha una durata quadriennale.
Il progetto esposto, viceversa, è un'iniziativa unilaterale e rischia di elargire il beneficio economico solo ad una piccola parte dei dipendenti.

Riteniamo, altresì, doveroso sottolineare che il progetto, non considerando alcune tipologie di permessi (permessi legge 104, maternità, permessi studio, ecc.), rischia di mettere in atto situazioni discriminanti. Per queste ragioni riteniamo necessario che venga doverosamente sensibilizzato l’organico affinché non si verifichino in nessun caso eventuali tentativi di giudicare le condizioni personali delle lavoratrici e dei lavoratori da parte di chiunque.

Qualunque forma di incentivazione che porti un beneficio economico non deve in nessun modo ledere la dignita’ di ogni persona e non giustifica alcuna eventuale azione discriminatoria nei confronti di chicchessia.

Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud e suoi delegati

Commessa Pfizer: conclusione

Commessa Pfizer: conclusione

Lunedì 26 gennaio le colleghe ed i colleghi coinvolti sulle attività della commessa Pfizer, hanno ripreso a gestire le attività che svolgevano in precedenza sulla commessa Vodafone.

I nostri colleghi, nello svolgere la propria mansione con la serietà e la disponibilità che finora li ha contraddistinti, in questi giorni hanno espresso la loro professionalità e mantenuto la loro dignità nonostante la richiesta aziendale di imporre unilateralmente un periodo di ferie, richiesta assolutamente priva di fondamento e che non deve costituire un precedente.

Auspichiamo che l’Azienda, oltre al progetto di incentivazione mirato al recupero e all’aumento della nostra produttività, si impegni seriamente per far riacquistare in noi la fiducia nell’impegno in eventuali commesse future.

Un clima di serenità e collaborazione è, infatti, la base per poter raggiungere qualsiasi obiettivo.

Infine manifestiamo la nostra totale solidarietà nei confronti dei colleghi della Selfin, impegnati sulla commessa Pfizer, cui è stato comunicato che il loro distacco era terminato e che torneranno alla loro azienda, col rischio di cassa integrazione.

SLC-CGIL Roma Sud

Comunicato sindacale SLC-CGIL

Non siamo più a scuola!!!! Siamo indignati e arrabbiati nel venire a sapere che da ieri sono ricominciati gli esami di maturità!
L'Azienda, senza aver preventivamente avvisato la RSU, parte con una delle sue iniziative: test tecnici e psico-attitudinali sui dipendenti.
Le modalità sono quanto meno discutibili!
Ci preoccupa l'immediatezza di tale azione. Alimenta cattivi pensieri. Quest'Azienda continua a non comunicare!
Quali finalità hanno tali test?
Se hanno una finalità formativa, perchè non inviare comunicazione aziendale con i dettagli dell'iniziativa?
Invitiamo l'Azienda a rivedere il percorso di formazione che sta attuando. La formazione ed i test di verifica devono essere fatti a gruppi e non singolarmente! I test devono essere anonimi! L'Azienda deve capire che ha di fronte persone mature e responsabili, professionali e corrette! Lavoratrici e lavoratori preparati e competenti!
Chiediamo con forza che l'iniziativa venga immediatamente bloccata!
Il tempo dei compiti in classe è finito, vogliamo tutelare ed onorareil nostro lavoro. VOGLIAMO LAVORARE CON DIGNITA?!
Vi terremo aggiornati sulle prossime azioni.

Segreteria Territoriale SLC-CGIL Roma Sud e suoi delegati

azione RSU Cobas: verifica a sorpresa?!

Verifica a sorpresa?!?
Comdata Care non ci delude mai? Ogni giorno ci riserva qualche sorpresa, peccato che non siano mai gradite e apprezzate dai suoi dipendenti! Ma che importa? E' un'azienda non babbo natale!Non regala lo stipendio, non ci regala premi di risultato non regala Rc, non regala aumenti di ore, ma udite udite ci manda in ferie forzatamente quando gli serve e ora ci somministra dei questionari tecnici senza nessun preavviso.
Se l'azienda ha necessità di verificare la qualità e l'efficienza del lavoro svolto dai suoi dipendenti perché ricorrere ad un test individuale in un aula di formazione dove non è stata fatta prima formazione, senza gli strumenti di lavoro necessari per svolgere il nostro lavoro (jack, ccm, ecc.)?NON SI TRATTA DI UNA SIMULAZIONE. NON SONO TEST DI VERIFICA di apprendimento in seguito a formazione. NON SONO TEST VALUTATIVI.
Ma allora a che servono? L'azienda ha provato a spiegarci le finalità di questo approccio ma continuano ad essere poco chiare. Pertanto non essendoci nessun obbligo del lavoratore di conoscere a memoria delle procedure o informazioni tecniche, non essendoci un percorso formativo immediatamente precedente alla somministrazione del test e non essendo ancora chiare le finalità di questi test, riteniamo che sia anche inutile un approccio simile.
Senza considerare che la situazione in cui sono stati calati i colleghi è assolutamente anomala per la presenza di personale di altre sedi e per l'enorme stress che una tale circostanza può provocare.
In modo assolutamente modesto suggeriamo all'azienda di provare a parlare con i suoi dipendenti attraverso mezzi più idonei a personale adulto e responsabile che negli ultimi mesi è stato sottoposto a cambi di mansione e reparti non sempre condivisi e non sempre accompagnati da adeguata informazione e formazione. Per il clima di serenità auspicato da tutte le parti ci aspettiamo una maggiore chiarezza e una preventiva condivisione di queste iniziative con il personale coinvolto e la RSU.

RSU Cobas Comdata Care

Sopralluogo presso sede Comdatacare di Roma

Buongiorno a tutti,
quanto è successo con i colleghi impegnati sulla commessa Pfizer mi ha impedito fino ad oggi di aggiornarvi su quanto è emerso il 15 gennaio 2009 durante il sopralluogo presso la sede Comdatacare di Roma (via diTor Pagnotta, 84/86) da parte del Responsabile del Servizio di Prevenzione e protezione dei Rischi, dell'Addetto ai Servizi Generali e della Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Vi chiedo scusa per il ritardo e per vostra conoscenza vi giro il resoconto che è stato inviato all'azienda il giorno seguente al sopralluogo e a cui oggi stesso ho sollecitato gli interventi concordati il 15 gennaio c.a.
Dal citato sopralluogo è emerso quanto segue:
* la Presenza, in tutti gli ambienti di lavoro, di ANTENNE TERMINALI UMTS.
I dispositivi bianchi attaccati al controsoffitto nei corridoi dell'open space altro non sono che contenitori di terminali antenne UMTS ossia ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici.
Allo stato attuale non esiste un'ipotesi scientifica condivisa sui possibili meccanismi attraverso i quali i CEM (campi eletromagnetici) potrebbero determinare l'insorgenza di tumori, ma l'OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità), nel frattempo , raccomanda:
- rigoroso rispetto delle normative di sicurezza nazionale ed internazionale, sviluppate per proteggere qualunque individuo della popolazione;
- consultazione con le autorità locali e con il pubblico circa la localizzazione dei nuovi impianti;
- informazione corretta alla popolazione finalizzata alla messa in atto di semplici misure di protezione.
Nell'interesse di tutti noi, è stato richiesto all'azienda di effettuare urgentemente delle rilevazioni interne ed esterne dei CEM, considerando anche la vicinanza della nostra sede all'antennone che tutti possiamo vedere.
Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta dell'azienda in merito.
Sono stati richiesti anche interventi per problematiche più generiche di cui vi informo per correttezza e per le quali purtroppo l'azienda o chi di competenza non ha dato ancora seguito:

* illuminazione artificiale, ridurre la luminosità negli ambientilavorativi;
* sostegni separati per lo schermo o piano regolabile;
* maggiore attenzione al fattore del microclima;
* bagno donne al terzo piano: lavandino centrale otturato, pannello controsoffitto con macchie di umidità;
* Bagno per diversamente abili terzo piano: aspiratore con filtri non funzionante;
* Bagno uomini al terzo piano: aspiratore con filtri non funzionante e pannelli controsoffitto con macchie di umidità.
* Richiesta di frigorifero e lavabo in almeno uno dei locali utilizzati per la consumazione dei pasti;
* Bagno disabili secondo piano (lato credito): sostituzione della griglia nel pannello con le luci e aspiratore con filtri non funzionante;
* Bagno uomini secondo piano (lato credito): aspiratore con filtri non funzionante e pannelli controsoffitto con macchie di umidità e crepe;
* Bagno uomini secondo piano (lato consumer): aspiratore con filtri non funzionante e pannello controsoffitto sollevato;
*Pannelli controsofitto con macchie di umidità al secondo piano lato consumer, in sala sindacale e aula di formazione al terzo piano;
* Pulizia degli UTA (sono i bocchettoni per il riciclo dell'aria);
* Verifica del rispetto di quanto previsto nel capitolato con la ditta di pulizie in quanto è evidente lo stato di sporcizia dei pavimenti e delle postazioni soprattutto al secondo piano oltre alla totale assenza di interventi durante il fine settimana nello specifico il sabato e la domenica.

Grazie e buon lavoro.

RLS Comdata Care Roma

venerdì 23 gennaio 2009

Dal sito http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Crisi-economica-ComData-Cassa-39092.aspx

15/01/2009

CRISI ECONOMICA, COMDATA: CASSA INTEGRAZIONE PER 150 DIPENDENTI

E la crisi economica non conosce affatto sosta: è scattata la cassa integrazione per 150 operatori di ComData, gruppo che opera nel campo delle telecomunicazione, segnatamente alla Spezia nel settore dei Call-center.
Il periodo è lungo: tredici settimane a decorrere dal prossimo lunedì 19 gennaio.
Oggi Cgil Cisl e Uil hanno in programma alle ore 14 un incontro con i vertici di ComData nella sede di Confindustria. Tra le questioni spinose in discussione anche la possibilità che starebbe vagliando l’azienda di un taglio del personale di 40 unità, contratti a termine che potrebbero non essere rinnovati.

COMMESSA PFIZER gestita da ComdataCare Roma aggiornamenti

COMMESSA PFIZER
Roma, 16 gennaio 2009

L'azienda comunica l'intenzione di mandare forzatamente in ferie per10 giorni i dipendenti Comdata Care che da 24 giorni lavoravano sullanuova commessa.
La RSU, informata lo stesso giorno, dichiara ufficialmente eattraverso un comunicato unitario le proprie perplessità sull'adeguatezza e correttezza di una simile scelta e invita formalmente l'azienda ad un immediato incontro per chiarire le cause del ritiro della commessa Pfizer e concordare il rientro dei colleghi sulla commessa Vodafone senza alcuna interruzione.
L'azienda non risponde!!!
Ai dipendenti che non avevano concordato in precedenza ferie o altri permessi e che lunedì mattina si sono presentati in azienda per confermare la disponibilità a garantire la propria prestazione lavorativa, la direzione del personale decide di confermare la dichiarata intenzione consegnando una lettera in cui comunica che i colleghi saranno in ferie obbligatorie.Ciò che ci sorprende è come i giorni necessari per le presunte"esigenze organizzative" siano diventati rapidamente 4!Ciò che non capiamo è come si riesca a parlare di necessità di ridurre l'assenteismo e aumentare la produttività durante le plenarie organizzate il giorno dopo aver mandato dei colleghi, assolutamente in grado di lavorare sulla commessa Vodafone, in ferie. Ciò che non capiamo è come si continui a chiedere di azzerare dei backlog con lavoro straordinario o di dare priorità a un attività piuttosto che ad un'altra perché mancano le risorse per gestirle tutte e poi si mandano in ferie altri colleghi.
Tutto questo è assolutamente inaccettabile!
Ricordiamo che a tutt'oggi l'attività per la Vodafone è l'unica formale attività a cui i dipendenti Comdata Care risultano assegnati.
Chiediamo all'azienda di fare un passo indietro concordando con i dipendenti la possibilità di usufruire su base volontaria di ferie/rol per i giorni utili al loro recupero psicofisico e assicurando al loro rientro mansioni e contratto equivalenti a quelle svolte prima della commessa Pfizer.
Facciamo quindi presente fin d'ora che ci riserviamo di agire in ogni competente sede, a tutela di questi colleghi, nel caso in cui l'azienda decida di adottare provvedimenti diversi da quanto qui richiesto e auspicato.

RSU Cobas Comdata Care Roma

lunedì 19 gennaio 2009

COMMESSA PFIZER gestita da ComdataCare Roma

Dopo soli 24 giorni di esercizio il cliente Pfizer ha deciso di ritirare la commessa dalla nostra sede e di affidarla ad un'altra società del gruppo Comdata SpA con sede a Padova.
I colleghi che hanno partecipato a tale progetto (lo ricordiamo: in fase di start up) hanno sempre assicurato il massimo impegno e disponibilità a cambi turno, straordinari e rimodulazione delle ferie, spesso rimanendo in turno anche 10 o 11 ore al giorno, accettando di lavorare anche il sesto giorno quando e' stato richiesto, ma soprattutto cercando di sopperire il più possibile all'evidente disorganizzazione e mancanza di flussi lavorativi che permettessero di gestire efficacemente il delicato e completamente nuovo lavoro a loro affidato.
Più di una volta diversi colleghi hanno fatto presente sia in colloqui "personali" che in riunioni pubbliche ai responsabili a vari livelli tutte le lacune che impedivano lo svolgimento efficace ed efficiente del lavoro: iniziale sottodimensionamento del personale, mancanza di strumenti tecnici in grado di diminuire i tempi di gestione e ricerca degli ordini, mancanza di flussi chiari e univoci da adottare a seconda dei casi, ecc.
L'azienda aveva risposto:
1) aumentando il personale senza però preoccuparsi di formarlo adeguatamente;
2) promettendo un applicativo in grado di stampare automaticamente i circa 300 fax giornalieri di ordini arrivati via mail, giunto dopo quasi un mese MA CHE NON HA MAI FUNZIONATO;
3) promettendo l'imminente arrivo di un esperto di Comdata capace di analizzare la tipologia di lavoro e di produrre chiari flussi organizzativi e un efficiente sistema di archiviazione degli ordini gestiti per consentire una veloce ricerca degli stessi; ma questa persona non e' MAI ARRIVATA!
E questo solo per fare qualche esempio.
Insomma l'impressione e' che la nostra azienda abbia accettato una commessa che non ha nulla a che fare col mondo delle telecomunicazioni senza aver prima davvero verificato di che tipo di lavoro si trattasse e soprattutto se e come fosse in grado di gestirlo. Riteniamo che tutto questo possa aver determinato una qualità del servizio discutibile e un'elevata percentuale di errore che hanno portato all'annullamento della commessa. L'azienda aveva rassicurato i dipendenti, durante la presentazione del progetto, che era stato preventivato un margine di errore per il periodo iniziale riconducibile alla commessa neonata, all'attività e agli strumenti informatici completamente nuovi. E invece ora, non potendo negare l'evidenza che qualcosa non ha funzionato, a chi pensi che Comdata Care voglia far pagare le conseguenze dell'annullamento? Esatto: ai suoi dipendenti, alla parte più debole e classicamente adatta a svolgere il ruolo del capo espiatorio.
La società che ci promette un clima di serenità e collaborazione decide di comunicare a tutte le persone coinvolte e alla RSU che intende mandare forzatamente in ferie per 10 giorni i nostri colleghi!!!
In questo momento di emergenza per la chiusura dell'anno fiscale di Vodafone, come mai l'azienda non decide di approfittare della disponibilità di queste persone per il raggiungimento di target ambiziosi? Ribadiamo con forza che i colleghi non devono subire alcuna conseguenza per questa scelta del cliente e che non esistono i presupposti per ricorrere ad un provvedimento come quello delle ferie obbligatorie. Pertanto i nostri colleghi che non hanno concordato con l'azienda la pianificazione di ferie o permessi per i prossimi giorni, lunedì mattina saranno in azienda per svolgere come sempre con diligenza e professionalità ' il loro lavoro.
Per queste ragioni chiediamo un immediato incontro con l'azienda sulla vicenda della commessa Pfizer, lunedì mattina, affinché vengano chiarite insieme le cause del ritiro nell'ottica di una doverosa trasparenza.

Comdata Care Roma

giovedì 15 gennaio 2009

COMDATA: CASSA INTEGRAZIONE PER 150 DIPENDENTI

E la crisi economica non conosce affatto sosta: è scattata la cassa integrazione per 150 operatori di ComData, gruppo che opera nel campo delle telecomunicazione, segnatamente alla Spezia nel settore dei Call-center.Il periodo è lungo: tredici settimane a decorrere dal prossimo lunedì 19 gennaio. Oggi Cgil Cisl e Uil hanno in programma alle ore 14 un incontro con i vertici di ComData nella sede di Confindustria. Tra le questioni spinose in discussione anche la possibilità che starebbe vagliando l’azienda di un taglio del personale di 40 unità, contratti a termine che potrebbero non essere rinnovati.

lunedì 22 dicembre 2008

19 dicembre...scusate il ritardo...

Il coordinamento nazionale COBAS Comdata/Comdata Care esprime totale solidarieta` e sostegno alla mobilitazione dei colleghi di Selfin, che affrontano una difficile situazione occupazionale e che oggi sono in sciopero a manifestare sotto la prefettura di Caserta in seguito alla comunicazione ricevuta da parte dell'Azienda riguardante il differimento dell'erogazione della 13^mensilità, dovuto a difficoltà finanziarie da parte del Gruppo Comdata.
Questi Lavoratori sono colleghi impiegati nel nostro medesimo gruppo aziendale, è pertanto indispensabile sentire i loro problemi come i problemi di tutti noi, ci auspichiamo di riuscire a strutturare una collaborazione con questi come con tutti i Lavoratori del gruppo Comdata, perche` se siamo tutti partecipi delle problematiche di ognuno possiamo mettere in campo, in ogni occasione in cui sara` necessario, una grande forza compatta.
In allegato la Loro comunicazione di sciopero.

Coordinamento Nazionale COBAS Comdata-Comdata Care.

giovedì 11 dicembre 2008

VENERDI' 12 DICEMBRE *** SCIOPERO COMDATA CARE – COMDATA

Come Cobas, pur condividendo l'analisi che vede una nazione in profonda crisi economica, riteniamo di dover dare al 12 dicembre un significato più legato alle nostre vicende personali.

Lavoriamo per un'azienda sorda ad ogni tentativo di migliorare la situazione economica e lavorativa dei propri dipendenti.

Dopo la bocciatura dell'ipotesi di accordo abbiamo chiesto la riapertura del tavolo chiedendo garanzie occupazionali senza ottenere un minimo cenno di apertura.

Chiediamo spiegazioni per una politica aziendale che vede spostare le prime commesse all'estero.

Chiediamo un premio di risultato basato su parametri "certi" e non su elementi discriminatori.

Chiediamo un adeguamento del buono pasto attinente al costo della vita ora e non tra un anno e mezzo

Chiediamo di riavere quello che avevamo in Vodafone, che arbitrariamente ci è stato tolto, quando ci avevano garantito che non sarebbe stato così

Noi non ci siamo arresi ed abbiamo intrapreso un percorso di rivendicazione.

Il percorso dei dipendenti di Roma il 12 dicembre partirà da Piazza delle Repubblica alle ore 10,00 (app. alle 9,45 davanti Mc donald's) per concludersi a Piazza Farnese dove la delegata COBAS racconterà dal palco della manifestazione nazionale la nostra situazione.
La piazza del nostro Sciopero Nazionale sarà anche Torino, fuori della sede COMDATA Spa, sotto la finestra di Codognotto, lì si incontreranno tutti, dipendenti di Comdata e Comdata Care, appoggiati dai lavoratori delle altre aziende del polo di Torino e faremo sentire a gran voce il nostro disagio.
Una delegazione da Napoli porterà le testimonianze dei colleghi di Napoli e Roma.

TOCCA A NOI

Coordinamento COBAS Comdata/Comdata Care

martedì 9 dicembre 2008

Per dire NO alla crisi. E LA NOSTRA CRISI???

Eccola: l’erogazione del PDR che nella modalità e nei numeri continua a mietere vittime in questa guerra dei poveri; gli ADEGUAMENTI CONTRATTUALI individuali; ‘sti maledetti TICKET che mai come ora darebbero una boccata di ossigeno ai portafogli e in ultimo (ma non meno importante); LA PASSIONE DELLA NOSTRA AZIENDA PER GLI SCACCHI: I continui spostamenti e trasferimenti, la mancanza di una comunicazione trasparente, alimentano lo spettro della precarietà su determinati e indeterminati.
Non siamo UNITA’ PRODUTTIVE, siamo UOMINI E DONNE.

PER QUESTO MOTIVO

Se anche tu ritieni che più che una crisi sociale, questa stia diventando una crisi mistica
Se anche tu stai pensando di rivolgerti allo psichiatra per incassare meglio il prossimo colpo di scena
Se anche tu ritieni che con la questione “Accordo Integrativo”abbiamo perso una grande occasione per poter migliorare le nostre condizioni di lavoro e di vita
Se anche tu guardi alle realtà migliori della nostra e continui a chiederti “Perché lui si e io no?”
Se anche tu hai il PDR già rosicchiato dalle prime ondate di influenza
Se anche tu continui a lasciare mezzo stipendio in mensa o al bar
Se anche tu ti riconosci in almeno uno dei punti di cui sopra

Venerdì 12 Dicembre, a TORINO in via Carlo Alberto,
sotto la sede legale Comdata
PRESIDIO DI TUTTI I LAVORATORI
COMDATA SPA + COMDATA CARE


La nostra situazione non è isolata, è il riflesso di un quadro nazionale in cui costantemente vengono attaccati diritti, salari e stabilità occupazionale dei lvoratori
Perché il padrone è lo stesso.. i problemi anche.
Perché oltre ad essere contro la crisi, è necessario ammonire chi ne cavalca l’onda.
E soprattutto perché…Quest’anno non vogliamo il vino, VOGLIAMO I SOLDI!

Venerdì 12 Dicembre 2008 ORE DI SCIOPERO GENERALE

Collettivo lavoratori Comdata SpA

NOI FIGLI DI UN DIO MINORE

Noi che stiamo attenti a tutto quello che accade, in precario equilibrio tra una commessa spostata in Romania ed un bilancio già troppo insufficiente per offrirci delle garanzie.

Noi che quell’equilibrio stiamo provando a renderlo un pò meno precario, che stiamo provando a scrivere delle garanzie che rendano un pò più stabile il nostro futuro.

Noi che non vogliamo tremare ad ogni malore perché temiamo di vedere decurtato il nostro premio di risultato.

Noi che quel premio di risultato, senza ammortizzatori sulla produttività e con dei bacini di attività che le nostre Aziende possono spostare da una parte all’altra (senza dar conto a nessuno), non lo vedremo mai.

Noi che il buono pasto non l’abbiamo mai avuto, e a chi di noi lo ha ereditato non basta più neanche per lo spuntino.

Noi di Comdata Care che lavoriamo per Vodafone, ma in quanto figli di un dio minore dobbiamo conquistarci tutto quello che ci spetta, anche quello che avevamo e che arbitrariamente ci è stato tolto.

Noi di Comdata Spa che facciamo lo stesso lavoro dei colleghi di Vodafone, Tim… in quanto figli di un dio minore dobbiamo conquistarci tutto quello che ci spetta, e che non ci è mai stato dato.

Noi che non ci siamo arresi ed abbiamo intrapreso un percorso di rivendicazione.

Noi ci prenderemo un giorno ancora!

Il nostro giorno è il 12/12, in concomitanza con lo Sciopero Generale, perché altrimenti avremmo dovuto attendere un tempo troppo lungo e perché non ci interessa lavorare contro altre sigle, preferiamo utilizzare questo momento utile per costruirci i nostri diritti.

La piazza del nostro Sciopero Nazionale sarà Torino, fuori della sede COMDATA Spa, sotto la finestra di Codognotto, lì ci incontreremo tutti, dipendenti di Comdata e Comdata Care, appoggiati dai lavoratori delle altre aziende del polo di Torino e faremo sentire a gran voce il nostro disagio. Una delegazione da Napoli porterà le testimonianze dei colleghi di Napoli e Roma, perché magari non tutti hanno modo di venire a Torino, ed a quelli chiediamo soltanto di sottoscrivere la loro partecipazione morale al movimento.

Contemporaneamente a Roma la delegata COBAS di Comdata Care di quella sede racconterà dal palco della manifestazione nazionale la nostra situazione.

NOI figli di un dio minore siamo pronti a far sentire ancora una volta la nostra voce perché davanti a un futuro Lavorativo incerto, un Paese intorno che sembra andare in malora in pasto ad una crisi che divora tutti i settori, non vogliamo abbatterci e deprimerci, ma rimboccarci le maniche ed andare avanti per il nostro futuro.

TOCCA A NOI!
Coordinamento COBAS Comdata/Comdata Care

sabato 29 novembre 2008

Tratto da ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-11-2008

Vodafone rivede le stime e si prepara a licenziare

Sebbene in Italia la situazione non sia preoccupante, la situazione economica spinge anche il colosso della telefonia a tagliare le spese

Dal Coordinamento Nazionale COBAS Comdata Care

Ciao a tutti,
alla domanda riguardo lo spostamento di attivita` che dovrebbe impattare Comdata, Comdata Care, ed eventuali call center esteri, ha risposto come segue l'amministratore delegato Dott. Tonoli:

" Come dichiarato ad Ivrea, Comdata S.p.A. ha confermato che sulla sede d'Ivrea le attività svolte dal reparto Attivazioni Consumer saranno sostituite da attività Business ad alto valore aggiunto.
Ciò non ha impatto sui dipendenti di Comdata Care, per i quali rimane inalterato il perimetro occupazionale già concordato.

Distinti saluti
Andrea Tonoli "

Intanto vogliamo condividere con tutti voi la richiesta di ulteriori chiarimenti che abbiamo inviato:
"In merito alla risposta da lei fornita teniamo a specificare che la stessa non e` esaustiva riguardo alle domande che le ponevamo, intanto perche` non aggiunge alcuna specifica riguardo a quale attivita` dovrebbe essere gestita da quei colleghi, poi, cosa importantissima, perche` lei asserisce che non vi saranno variazioni sul perimetro occupazionale, questo ce lo auguriamo, ma non e` dei posti di lavoro in comdata care che le chiedevamo, bensi`delle attivita` che in quest'azienda gestiamo, e quindi la nostra richiesta era mirata a sapere se qualcuna delle nostre gestioni verra` spostata.
Infine, ma sicuramente non ultima in ordine di importanza, le chiediamo ancora di fornire le risposte in merito alle nostre questioni sia a noi come RSU ma soprattutto a tutti i Lavoratori.
In attesa di un suo cortese riscontro la salutiamo.

RSU Comdata Care delle sedi di Roma eNapoli"

Alla nostra richiesta di chiarimenti aggiungiamo poi alcune considerazionisu quello che sta accadendo.
Le attività svolte dal reparto Attivazioni Consumer di Comdata Spa saranno trasferite all'estero? In Romania? E soprattutto quali sono i razionali che hanno portato a questa scelta? Nessuna risposta ufficiale dell'azienda in merito, ma tutti noi ricordiamo le dichiarazioni di Codognotto dello scorso anno che annunciava come in quel paese è possibile pagare un laureato 4 euro all'ora e che il problema dell'Italia sono i salari troppo onerosi…Peccato che noi non abbiamo la stessa percezione riguardo al nostro misero salario. Quali sono le attività Business ad alto valore aggiunto che sostituiranno le attivazioni consumer? Non abbiamo una risposta chiara in merito, ma vorremmo fare alcune considerazioni. Attualmente le attività business di Vodafone sono gestite da Comdata Care a seguito di una presunta cessione di ramo d'azienda che ha costretto 914 specialisti individuati da Vodafone stessa a cambiare azienda per ottimizzare la gestione di tutte le attività di back office. E' rimasto ancora qualche cosa in Vodafone di questo ramo d'azienda? Comdata Care non è stata costituita appositamente per gestire quelle attività? E come mai ora la gestione di queste attività ad alto valore aggiunto saranno gestite in Comdata SPA e non in Comdata Care?Forse perché i dipendenti Comdata care costano più di quelli Comdata Spa e quelli di Comdata SPA più di quelli in Romania? Che bella piramide di essere umani…
Tutto questo rientra nell'intento di spacchettare e frazionare ulteriormente il nostro lavoro?Sappiamo che dalla settimana prossima, a causa di sofferenza dei volumi lavorativi dello STU di Ivrea, le VARIAZIONI CONSUMER di Roma (con la sola eccezione delle attività relative a richieste di dettaglio chiamate)verranno spostate su Ivrea. E così gli interinali che fino ad oggi se ne sono occupati non avranno altri rinnovi di contratto e i dipendenti coinvolti passeranno alla gestione dei reclami consumer. Vi siete chiesti come mai i volumi lavorativi dello STU sono diminuiti? E Vodafone non sta cercando di ridurre anche i volumi lavorativi delle attività di reclamo? Cosa significa che rimane inalterato il perimetro occupazionale già concordato?Avevamo chiesto di sapere se le nostre attività potevano subire ulteriori variazioni dopo la recente riorganizzazione e non del perimetro occupazionale che è ben altra cosa, anche se ci fa sempre piacere ricevere conferme, dal nostro Amministratore Delegato, che non sono previsti per il momento dei licenziamenti.
Per questi e tanti altri dubbi rinnoviamo all'azienda l'invito a voler discutere con i sui dipendenti e/o con le loro RSU queste scelte aziendali per ristabilire la serenità necessaria per poter svolgere il proprio lavoro e contestualmente rivolgiamo un invito alla SLC-CGIL affinché oltre ad assicurarci la massima attenzione e un costante aggiornamento in merito alla questione Comdata SPA inizi a riflettere ed agire seriamente. Un sindacato serio e responsabile di questo Paese non può che essere preoccupato e condannare una manovra volta a portare fuori dall'Italia il lavoro con conseguenti rischi di perdita di capacità occupazionale in una situazione che non ci vede certamente in regime di massima occupazione e di un periodo di crisi internazionale che negli altri paesi (non ultimo gli Stati Uniti) vede mettere in campo azioni per migliorare e/o stabilizzare lo stato dei ceti bassi e medio-bassi, quali siamo noi.

Coordinamento Nazionale COBAS Comdata Care

giovedì 27 novembre 2008

SEMPRE PEGGIO: Posti a rischio nelle cessioni di aziende

Posto di lavoro a rischio per i dipendenti coinvolti nella cessione di aziende in cri­si.
Un emendamento approvato ieri dal Senato annulla infatti le garanzie di conserva­zione dell’impiego finora previste dalla legge.
L’allarme è stato lanciato ieri dal Pd, secondo cui la norma che punta a facilitare l’operazione di cessione di Alitalia alla Cai forse non rag­giungerà l’obiettivo perché Alitalia passerà di mano prima dell’approvazione definitiva.
La modifica riguarda il decreto infrastrutture, che si occupa tra l’altro di imprese in amministra­zione straordinaria.
Con un emendamento al­l’articolo 3 si stabilisce che «le operazione effet­tuate in attuazione dell’articolo 27 non costi­tuiscono comunque trasferimento di azienda, di ramo e di parti di azienda ai sensi dell’art 2112 del Codice civile».
Una norma che secondo un gruppo di senatori pd (tra cui Ichino, Treu, Pas­soni e Nerozzi) rappresenta un «pasticcio» che «sarà sicuramente condannato dalla Corte di Giustizia Ue» ma che intanto avrà «pesanti con­seguenze per i lavoratori». In pratica i dipen­denti di un’azienda in crisi (o di una parte) ce­duta a un nuovo azionista non avranno più il di­ritto a mantenere il posto. Il proprietario su­bentrante potrà riassumerli ma senza alcun ob­bligo.
Nel caso Alitalia i lavoratori finiranno in cassa in­tegrazione prima di essere (in parte) riassunti dalla Cai. «Ma la maggioranza ha paura che la Ue giudichi la discontinuità insufficiente e boc­ci l’operazione– accusa il senatore Passoni –. Co­sì hanno varato una legge per poter dire che non si tratta di cessione di azienda. A meno che con il pretesto di Alitalia non si punti a destruttura­re le garanzie di tutti i lavoratori proprio quan­do con la crisi ci saranno ristrutturazioni gigan­tesche ». Il relatore del provvedimento Angelo Maria Cicolani replica spiegando che c’era l’«e­sigenza di uniformarsi ad una direttiva europea che richiede la discontinuità nei passaggi di as­sunzione dei lavoratori. Se non lo si facesse, il nesso di continuità tra Alitalia e Cai sarebbe con­siderato dalla Ue come un altro aiuto di Stato»

Dopo il primo momento di lotta

Il giorno 20/11 si è conclusa una prima fase delle azioni di sciopero decise a seguito dell’assurdo silenzio dell’azienda, del suo ostinarsi a non voler rispondere all’invito ad una trattativa concreta che tenesse veramente conto delle esigenze di entrambe le parti, della sua continua ricerca del muro contro muro, del disagio creato ad arte per punire chi ha avuto solo il torto di dire no ad un’ipotesi di accordo assolutamente irricevibile.

Tanti Lavoratori hanno compreso il momento, in tanti hanno chiara la situazione, sentono l’esigenza di concordare un documento che garantisca la nostra occupazione, che contemporaneamente non sia onerosa e quindi sia sostenibile da questa Azienda.

Perchè è questo signori, quello di cui stiamo parlando, scrivere delle garanzie che tutelino il nostro futuro non costa nulla più dell’inchiostro e della carta che ne verrebbe vergata; sfruttare le ore di lavoro lasciate libere da chi a vario titolo è andato via da questa azienda per creare stabilita’ occupazionale, fissare criteri chiari e non discriminanti per il premio di risultato, non stravolgere tutta quella serie di diritti che in tanti anni avevamo acquisito (cioe’, semplicemente come tutte le parti ci avevano detto: non cambierà nulla).

Tante persone hanno deciso di rimboccarsi le maniche per unirsi a questa unica voce che chiede soltanto un confronto responsabile.

Sono le stesse persone che un anno fa hanno affollato le piazze, che hanno mostrato la loro fermezza, il loro splendido orgoglio contro chi li stava calpestando; ma pure gli stessi che poi hanno saputo responsabilmente mettersi a lavorare in questa nuova realtà, che hanno compreso le esigenze e bocciato un’ipotesi di accordo che non li tutelava anzi al contrario li penalizzava.

Alla fine di questa fase tutti quegli occhi guardano all’Azienda, ancora una volta le chiedono quel confronto, quella correttezza che può essere la sola base per un rapporto sereno, ancora una volta aspettano di comprendere se chi parla di buon clima aziendale ha veramente voglia di curarsi dei suoi dipendenti, o e’ solo un falso slogan in cui i primi a non crederci sono gli stessi che lo declamano, e non fanno nulla per realizzarlo, dicendoci quindi che sarà necessario continuare a farci sentire, provare a prenderci con l’azione quello di cui non vogliono neanche discutere.

Per rafforzare la nostra iniziativa abbiamo preso contatto con i nostri colleghi di COMDATA SPA perchè i nostri divengano percorsi comuni, perchè siamo tutti sottoposti alla stessa logica di mercato dettata dalle grandi multinazionali come Vodafone, in nome della quale i nostri diritti vengono sempre più schiacciati e stratificati in, lavoratori di serie A, B oppure C.

Siamo già pronti ad unire i nostri percorsi in uno sciopero nazionale con un’azione congiunta COMDATA-COMDATA CARE per giorno 12 dicembre, contemporaneamente allo sciopero generale indetto dai sindacati di base COBAS, CUB e SDL, oltre che dalla CGIL (le norme che regolamentano il diritto allo sciopero ci impediscono di scegliere una data diversa da questa prima di gennaio 2009).

L’esigenza di tutti noi è quella di chiarire prima possibile e in tutti i modi possibili ciò di cui abbiamo bisogno. per creare quel clima di serenità a cui tutte le parti aspirano.

Allora guardiamo l’azienda, le chiediamo di porre termine a questo scontro e di aprire la trattativa, perchè nessuno di noi ha intenzione di distruggere e basta, perchè la nostra volontà è quella di costruire, di porre le basi su cui costruire il futuro delle nostre famiglie, ed è per tutto questo che siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario fare.

Coordinamento Nazionale COBAS Comdata Care

Da qualche giorno in Vodafone gira questa e-mail:

Oggetto: Aggiornamenti Comdata Care inviata da: info.comdata.care@googlemail.com a Paolo Bertoluzzi e Michele Verna.

Per ammissione dello stesso autore anonimo non si tratta di CGIL-CISL-COBAS manca UIL ma siamo sicuri che è una semplice dimenticanza.

Caro ex collega,
il 9 novembre dell’anno scorso hai ceduto 914 persone a Comdata Care (gruppo Comdata).
Nei giorni precedenti alla cessione hai fatto fare degli incontri dove facevi rassicurare tutti che per i colleghi non sarebbe cambiato nulla.
A circa un anno di distanza io ti dico che la prima cosa che ho perso e’ il guadagno:

- Premio di risultato non riconosciuto in piena percentuale
- Non ho piu’ le azioni (in una famiglia mono-reddito come la mia era ossigeno)
- Non si lavora piu’ la domenica, i festivi e non si finisce piu’ alle 24.

Mi fermo ma potrei continuare con altre cose.
Ma lo sai che quasi sempre ogni mese dobbiamo fare “discussioni inutili” perche’ puntualmente non troviamo il 27 lo stipendio accreditato ? E riceviamo sempre risposte inutili.
Non cambiera’ nulla, dicevi e facevi dire dai burattini che elargivano menzogne in tutte le sedi.
E lo stupendo R.C. e il magnifico P.R.R.R ?
Qui la risposta che ci danno e’ : NON ESISTONO. E tu dicevi :”non cambiera’ nulla”. Che faccio continuo ?
Ma lo sai che quasi ogni giorno siamo costretti a fare due ore di sciopero per combattere le scelte fatte dall’azienda in modo del tutto unilaterale senza neanche comunicarlo prima ai dipendenti ?
E tu dicevi :”non cambiera’ nulla”. Vuoi chiedere ai tuoi AMICI se esiste una trattativa di secondo livello qui da noi ?
E tu dicevi :”non cambiera’ nulla”.
Per il momento mi fermo qui perche’ altrimenti mi viene veramente da piangere.
Invito tutti i miei ex-colleghi a riflettere e diffidare da quello che vi dicono o vi diranno,la situazione qui non e’ per nulla semplice. Io non appartengo a nessuna sigla sindacale, non sono CGIL-CISL-COBAS o altro, appartengo a me stesso, sono solo un lavoratore prossimo alla disperazione.
E tu dicevi :”non cambiera’ nulla”.
Ci sentiamo a Natale per gli auguri.

Comunicazione inviata dalla RSU Cobas di Roma alla dirigenza di ComdataCare

22 Novembre 2008

Buongiorno,
sono arrivate informazioni dai colleghi dipendenti c/o Comdata secondo cui tutta l'attività "attivazioni consumer" verrà spostata in altro call center, verosimilmente estero; inoltre i colleghi precedentemente impiegati su tale commessa verranno invece spostati sulla gestione corporate.
Essendo quest'ultima oggetto della commessa sulla quale lavoriamo noi in Comdata Care, come Rsu vi chiedo urgentemente un incontro per avere chiarimenti in merito.
Vi prego inoltre di condividere subito tali chiarimenti con tutti i dipendenti.
In attesa di un vostro riscontro vi auguro buon lavoro.

Rsu Cobas Comdata Care

La Regina dice: attendiamo la risposta dell'azienda

domenica 23 novembre 2008

E visto che il precedente comunicato Cgil non aveva fatto abbastanza ridere...

Roma, 20 novembre 2008

COMUNICATO SLC COMDATA CARE

Il 29 ottobre u.s. si è tenuta a Roma la riunione del Coordinamento Nazionale dei delegati SLC CGIL di Comdata Care.
Lo stato del settore e la congiuntura economica attuale ci confermano che l'accordo di 2° livello bocciato, sarebbe stato, date le condizioni, il miglior punto di equilibrio raggiungibile.
In un momento di grave recessione mondiale i cui effetti non tardano a manifestarsi anche nel nostro settore, con Aziende in perdita, esuberi, mancate conferme di tempi determinati e blocco delle assunzioni lo scenario diventa ancora più complicato.
L’elaborazione delle piattaforme e la gestione della trattativa sono per noi frutto di un’analisi complessiva che mirava e mira al raggiungimento del massimo possibile, compatibilmente con tutte le altre forze in campo e con la specificità di essere un'azienda outsourcing, dove i costi del lavoro pesano – mediamente – oltre il 70% rispetto ai bilanci (contro il 7-8% nelle imprese di TLC i cui ricavi sono connessi a più voci, a più servizi, all’aumento delle tariffe, ecc.).
Ora, spetta a chi si è assunto la responsabilità sindacale di bocciare l' accordo dimostrare alle lavoratrici e ai lavoratori di Comdata Care che è possibile ottenere di più.
Ovviamente come sindacato siamo e saremo in campo sugli importanti temi che impattano con le condizioni di vita e professionali dei lavoratori.
Riorganizzazione: premesso che Comdata Care è un'azienda di outsourcing, e che quindi fatte salve le garanzie dell'accordo di cessione, si regge sul concetto di possibili cambi di attività, la nostra azione sindacale si concentrerà sulla richiesta di avere, a fronte di un possibile cambio di attività, un'adeguata e specifica formazione, oltre che far pesare all’azienda che eventuali sbalzi di produttività sono prima di tutto legati ai processi di cui ha responsabilità l’azienda, non i lavoratori.
Salute e Sicurezza: carichi di lavoro, stress lavoro correlato, turnistica e questione micro clima nei luoghi di lavoro saranno per noi punto di attenzione in tutti i siti, tramite una specifica campagna nazionale ad hoc.
Rinnovo CCNL: a fine anno dovremmo rinnovare il contratto delle Telecomunicazioni e la SLC, come tutta la CGIL, è impegnata nella difesa dell'unicità del contratto nazionale e nella tutela del potere di acquisto dei salari, contro la proposta di Confindustria di ridurre il potere di acquisto dei lavoratori.
Come Slc ci stiamo battendo contro chi, con discutibile coerenza, firma accordi al ribasso in altre aziende outsourcer. Queste scelte espongono anche i lavoratori di Comdata care a rischi evidenti di dumping e rappresentano anche un indebolimento per le rivendicazioni del contratto.
Invitiamo tutti i lavoratori ad unirsi alla Cgil nella lotta per il contratto, contro chi ci vuole più poveri e con meno diritti.

Segreteria Nazionale SLC-CGIL

lunedì 17 novembre 2008

Comunicato SLC-CGIL del 13 novembre 2008

COMUNICATO SINDACALE

Buongiorno a tutte le colleghe e a tutti i colleghi,a seguito dell’assemblea vogliamo fare alcune riflessioni.
L’analisi che abbiamo condiviso con voi sul quadro generale del mondo del lavoro e, in particolare, nel settore dell’outsourcing, non vuole essere populismo facile, ne’ politica arrendevole tipo “va tutto male, accontentiamoci!”.
Ci piace cominciare a ragionare a 360 gradi e fare le opportune valutazioni per poter riottenere ed esigere i nostri diritti, e continuare a migliorare la nostra condizione lavorativa, magari dando delle priorita’ considerando il difficile momento.
Vogliamo stare vicini alle persone e raccogliere tutte le esigenze! Vogliamo esporre e condividere con tutti coloro siano interessati, le iniziative, proposte, idee che concretamente ci porteranno ad affrontare un cammino comune, chiaro e democratico. Pertanto, dalla prossima settimana saremo a disposizione in sala sindacale, nei giorni e negli orari che vi comunicheremo, per affrontare con gruppi di voi i vari temi.
Ricordiamo che spesso nella nostra storia ci troviamo a lottare per il sacrosanto diritto alla privacy, vedi l’ultimo Bean. Pertanto, condanniamo fermamente l’atteggiamento di chi addita pubblicamente le persone che, a suo dire, si sono permesse di fare cambi turno, malattie, ecc, nel giorno in cui era stato proclamato uno sciopero, dichiarando pubblicamente di conoscere nomi e cognomi di tale lista NERA!
Tale comportamento e’ per noi gravissimo, poiche’ sul rispetto di tutte le idee si basa la civile convivenza e il senso di comunita’ democratica.
Infine, rispondiamo a quei colleghi che hanno firmato il foglio per le dimissioni delle Rsu Slc-Cgilcon il lavoro, la dedizione, la perseveranza, la volonta’ ferma di fare il bene dei lavoratori, il rispetto delle regole, il rispetto del lavoro, il rispetto delle idee e opinioni altrui.
L’unita’ fra tutti noi va ricercata e praticata, il foglio firme ci divide, non ci unisce.
Salutandovi, accetteremo sempre quelle critiche costruttive che rappresentano il grande patrimonio per la crescita di tutti noi!

sabato 15 novembre 2008

6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro

per adesioni 6dicembre@gmail.com

6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino

Il 6 dicembre di un anno fa un rogo sprigionatosi all'interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino faceva strage di 7 operai. Sette vite bruciate e sette famiglie lasciate nella disperazione.
Forte fu la commozione e l'eco in tutto il Paese. Le massime autorità dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano, dichiararono che avrebbero fatto l'impossibile affinché stragi come quella di Torino non fossero più avvenute.
Spenti pian piano i riflettori dei mass-media, la questione della sicurezza sul lavoro è sparita dall'agenda politica di governi e parlamenti, sostituita da quella – montata ad arte - della "sicurezza" nelle città, della psicosi dell'immigrato stupratore, rapinatore, pirata della strada o altro, dimenticando che secondo studi della stessa UE, le città italiane sono le più "sicure" d'Europa…
Ma tant'è, si mandano forze di polizia e militari nelle città, ma non si fa un passo per garantire incolumità e sicurezza a chi vive di lavoro. La strage di Torino non è stata la prima e, purtroppo, non è stata l'ultima: i circa 4 morti al giorno nei luoghi di lavoro dovrebbero suonare come un sono schiaffo per qualsiasi società che abbia la presunzione di definirsi "civile". Ma in Italia no: qui non solo si continuano a varare provvedimenti assolutamente insufficienti, soprattutto dal punto di vista delle azioni di contrasto e di sanzione nei confronti delle aziende, come da quello dei poteri e delle agibilità degli RLS e degli ispettori INPS o INAIL (come il nuovo Testo Unico, Legge 81/2008), ma a questi si affiancano leggi e decreti come quello sulla detassazione degli straordinari (Legge 126/24 del luglio 2008), quello sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (Legge 133 del 5 agosto 2008), la direttiva del Ministero del Lavoro che indebolisce i servizi ispettivi del ministero stesso e dell'INPS (settembre 2008), e, ultimo solo per tempo, il ddl 1441 quater, attualmente in discussione alla Camera, che vorrebbe sterilizzare i processi e legare le mani ai giudici del lavoro.
Il segnale è purtroppo molto chiaro: da un parte si continuano a garantire condizione di massima redditività delle aziende (cioè massimi profitti), dall'altra si aumenta la precarietà, si allunga l'orario di lavoro, si controllano di meno le violazioni in termini di sicurezza, diminuendo quindi la tutela della salute e dell'incolumità del lavoratore, così come di chi vive in città o quartieri vicini ad impianti industriali: ecco che, quindi, l'immigrato che lavora nel cantiere si trova nella stessa barca con l'operaio Fiat, con l'abitante di Taranto che respira le polveri tossiche dell'ILVA, o con il valsusino che rischia di morire di amianto se partiranno i lavori del TAV…
Siamo stanchi di restare a guardare, spettatori/vittime di una macabra rappresentazione che coinvolge, direttamente o indirettamente tutti noi.
Il 6 dicembre saremo a Torino e sfileremo dalla Thyssenkrupp al Palagiustizia non solo per ricordare i nostri 7 compagni di lavoro morti nel rogo di un anno, reclamando giustizia in un processo che sta per entrare nel vivo, ma per ricordare tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno perdono la vita o subiscono gravi infermità perché qualcuno, per volersi arricchire sempre di più, li fa lavorare sempre di più, sempre più velocemente e in condizioni sempre più insicure.
Il processo Thyssen è giunto ad un grande risultato, senza precedenti nella storia della giurisprudenza italiana: i lavoratori vengono ammessi dal Gup come parte lesa e quindi riconosciuti come parte civile in un processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca per il rischio che hanno occorso a lavorare in un'azienda (peraltro già chiusa), così come purtroppo ha colpito i nostri cari sette compagni in quella tragica notte. Ma sappiamo che questo non basta: siamo coscienti che sarà possibile invertire questo drammatico corso di sangue e di morte (una "guerra" che fa più vittime della guerra in Iraq o delle guerre di mafia) solo se riusciremo ad affermare un punto di vista, che è chiaramente, senza se e senza ma, quello di salvaguardare la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro e di fare sempre e comunque gli interessi delle lavoratrici/ori scegliendo fino in fondo e senza ambiguità da che parte stare, ossia dalla nostra parte, con orgoglio e dignità, quella di chi lavora.
Per questo facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali, alle associazioni dei familiari, ai medici e ai giuristi sinceramente democratici, agli ispettori del lavoro, dell'INPS e dell'INAIL, ai giornalisti coscienziosi, ai giovani e agli studenti che in queste settimane stanno difendendo il loro futuro, a partecipare e a sostenere questa manifestazione. Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno al nostro posto.

Torino il 6 dicembre 2008 – Manifestazione con concentramento di fronte allo stabilimento ThyssenKrupp, Corso Regina Margherita 400, ore 09.30

Associazione LEGAMI D'ACCIAIO (ex-operai ThyssenKrupp e familiari delle vittime)

RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

bastamortesullavoro@domeus.it per comunicazioni rapide

mercoledì 12 novembre 2008

Lettera aperta della Cgil

Roma 10/11/2008

LETTERA APERTA DELLA RSU SLC-CGILAI LAVORATORI DEL CALL CENTER DI COMDATA CARE

Cara lavoratrice e caro lavoratore,
ti scriviamo questa lettera aperta affinché tu possa sapere con chiarezza cosa sta succedendo, da qualche mese a questa parte, nel settore dei call center in outsourcing.

Come CGIL dobbiamo infatti denunciare che - mentre ci battiamo per chiedere più tutele e garanzie, per chiedere che tutte le aziende rispettino il CCNL e le leggi (a partire dalle circolari del Ministero del Lavoro n. 4 e n. 8 del 2008), cioè mentre ci battiamo perché non vi sia più una competizione fatta solo risparmiando su salario e diritti - altri sindacati con la complicità di Confindustria e di imprenditori senza scrupoli vanno minacciando il nostro posto di lavoro.

Come? Accettando di derogare in peggio al CCNL delle TLC, firmando accordi che permettono di sotto inquadrare i lavoratori (assumendo centinaia di giovani per attività sia inbound che outbound al 1° livello), accettando che diverse aziende non paghino le maggiorazioni in caso di lavoro supplementare o straordinario, ecc.

Come SLC-CGIL noi abbiamo sempre - con coerenza - portato avanti un'unica linea politica e sindacale, in azienda ma anche nel settore.Perché siamo convinti che solo con regole uguali per tutti, con un costo del lavoro identico sia che si lavori al Nord come al Sud, in un grande gruppo o in un singolo call center si difende il posto di lavoro di tutti.

E' infatti chiaro che se c'è qualche azienda che paga di meno i lavoratori, che li sfrutta andando oltre i limiti e le tutele poste dalla contrattazione collettiva, quell?azienda vincerà le commesse su cui noi oggi lavoriamo, mettendo a rischio i nostri posti di lavoro e ogni possibile ulteriore conquista di diritti e di salario aggiuntivo.

E' per coerenza quindi che a differenza di altri non abbiamo firmato accordi in Abruzzo che stabilizzavano i contratti a progetto impegnati su attività inbound con tranche fino al 2010 (!!!); che non abbiamo firmato in Calabria e in Sicilia accordi che permettono di derogare alle tutele sull'orario di lavoro e di non pagare le maggiorazioni previste in caso di straordinario o supplementare. E' per coerenza che non abbiamo accettato che Phonemedia assumesse centinaia di ragazze e ragazzi al 1° livello del CCNL (da più di trent'anni non si inquadrano più lavoratori al 1° livello, visto che per il CCNL questo livello corrisponde ad operai generici e donne di pulizia, non agli operatori di call center leggetevi l'art. 23 del nostro CCNL e vedrete che un lavoratore part-time a 6 ore al 1° livello prende 550 euro lordi. Quindi guardate le nostre buste paga).

Potremmo continuare così e raccontarvi che gli unici che continuano a fare esposti perché gli ispettori intervengano contro le imprese più scorrette, siamo solo noi. Che solo la CGIL tutti i giorni continua a denunciare i grandi committenti come Telecom, Enel, BT, Fastweb, Sky ecc. che assegnano le commesse con il sistema delle gare al massimo ribasso.

Del resto come CGIL non da oggi chiediamo:

1) il rispetto del CCNL per tutti i lavoratori, vera garanzia per spingere le aziende a scommettere sulla qualità e su nuovi servizi. Basta con chi vuole fare impresa risparmiando sulla nostra pelle, mettendo lavoratori contro lavoratori, giovani contro altri giovani, donne contro altre donne;
2) il rispetto delle leggi e delle circolari del Ministero del Lavoro per stabilizzare tutti i lavoratori che sono ancora precari;
3) la responsabilizzazione dei grandi committenti, che solo se troveranno tutte le aziende impegnate a garantire uguali costi del lavoro, saranno spinti a dare commesse basandosi sulla qualità, sulla professionalità degli operatori, ecc.;
4) l'ampliamento dei diritti in tutto il settore, a partire da una contrattazione aziendale da diffondere in tutte le imprese per premiare il lavoro, investire in formazione e in crescita professionale (cioè portando tutti gli operatori di call center, in prospettiva, verso il 4° e il 5° livello);
5) l'introduzione di clausole sociali nei cambi di appalto.

Queste sono state, del resto, le parole d'ordine con cui il 19 Settembre abbiamo scioperato e manifestato a Roma, contro le imprese scorrette, per i nostri diritti, per la ripresa delle ispezioni e per una maggiore attenzione alle nostre condizioni di vita e lavoro.

SLC-CGIL porta avanti queste battaglie nella nostra azienda e in tutto il paese, perché solo stando tutti uniti, solo costruendo solidarietà tra i lavoratori di tutte le imprese di call center, saremo più forti. Saremo più forti in vista del prossimo rinnovo del CCNL (che scadrà il 31/12/08) e saremo più forti nella nostra azienda.

Aiutaci a difendere i diritti di tutti. Stai con la CGIL, da 100 anni dalla tua parte.

Le RSU di Comdata Care

martedì 11 novembre 2008

PENSIERINI DELLA SERA...

Continuiamo a ricevere mail da colleghi comdata spa sparsi nelle varie sedi in Italia che ci testimoniano situazioni di abuso di potere da parte dell’azienda, di mobbing e condizioni igieniche dei locali ai limite della legge. Leggiamo e rispondiamo volentieri alle vostre mail (continuate a scriverci) ma mi preme ricordarvi pubblicamente che il lamento fine a se stesso non serve a nulla. Dovete, dobbiamo agire. Non dobbiamo stancarci di rivendicare delle condizioni lavorative serene. Perché quello che chiediamo è di lavorare e lavorare bene. Non fatevi intimorire, unitevi e lottate. Non state chiedendo la luna.

Comdata care: E’ stato proclamato uno sciopero di 15 gg a partire dal 3 novembre per le 2 ore in uscita. Abbiamo partecipato il 3 novembre e oggi. Oggi c’è chi si è lamentato di essersi stancato!!!! Oggi, c’è chi si è lamentato di “non esser stato avvisato prima”!!! Ora, a parte il fatto che la nostra RSU cobas ha ben spiegato in assemblea le motivazioni e non sto qui a ripeterle ma, mi chiedo, … a cosa serviva essere avvisati prima? Dovevi forse portarti le molotov?
Allora mi e vi dico…. Io non mi incazzo con chi fa una scelta lucida e consapevole e ritiene non opportuno partecipare a queste forme di lotta. Io mi incazzo con chi si ritiene insoddisfatto e nonostante questo abbassa la testa, mette la coda tra le gambe e fa spallucce. Io mi incazzo con chi un anno fa era in piazza a manifestare perché aveva paura di perdere qualcosa di importante con la cessione, e ora che l’ha persa davvero si dichiara “stanco”. Stanco????? Di già????
Eh no cari miei, allora avete giocato. Allora non avete capito che la manna dal cielo non arriverà, allora non avete capito che è proprio questo il momento di non mollare. Cavolo, abbiamo fatto davvero 30, siamo stati uniti, abbiamo ottenuto dei bei risultati (non sottovalutate la bocciatura di quella ridicola ipotesi di accordo) e ora a un passo dal 31 ci (vi) tirate indietro? Perché??? Vi prego, aiutatemi a capire perché. Cosa vi è cambiato adesso? Cosa adesso vi rende felici, sereni, appagati al punto di rinunciare?
Spiegatemelo perché forse mi sono persa qualcosa. Spiegatemelo perché magari così mi tranquillizzo anche io. Spiegatemi anche, però, perché non alzate manco il sederino per partecipare alle assemblee e vi lamentate se al posto del giorno festivo avete un riposo. Spiegatemi perché vi ho sentito lamentare del fatto che l’accordo di secondo livello ottenuto da Vodafone vi avrebbe fatto gola. Spiegatemi perché avete bocciato la nostra ipotesi di accordo e poi non fate nulla per chiedere di riaprire il tavolo delle trattative. Spiegatemi perché siete preoccupati di perdere il posto di lavoro. Spiegatemi perché vi vedo incazzati e rassegnati.
Spiegatemelo, e convincetemi.

Perchè fortunatamente siete una minoranza ma porca miseria mi spaventate.