sabato 22 marzo 2008

Buona PASQUA... consapevole!!


- Ogni anno con l'avvicinarsi delle festivita' pasquali si verifica il maggior incremento nella macellazione di ovini e caprini, agnelli primi fra tutti.
Secondo l'Istat, durante la Pasqua dello scorso anno (aprile 2007), sono stati macellati 536.228 agnelli, 72.294 agnelloni, e 137 castrati. Il numero di capretti e caprettoni macellati nell'aprile del 2007 e' stato di 56.733 animali, per un totale di 696.035 tra ovini e caprini. Sempre secondo i dati Istat in tutto il 2007 sono stati macellati 5.320.599 agnelli, 590.843 agnelloni e 293.397 capretti e caprettoni, per un totale di 6.882.887 animali, tra ovini e caprini, mentre nei mesi compresi tra gennaio e settembre del 2007 si e' registrato un aumento nell'importazione di animali vivi: + 5,3% di ovini e un allarmante + 49,4% di caprini nei mesi da gennaio a settembre 2007, rispetto all'anno precedente.
La LAV fa appello ai consumatori affinche' "non si facciano complici di questo sterminio, preferendo per la tavola della festa un menu alternativo, scelta etica e morale, privo di ingredienti di origine animale, e proprio per questo ancor piu' sano e gustoso. Sono molte le pietanze con le quali ci si puo' sbizzarrire senza la necessita' di uccidere degli animali, in questo modo le festivita' potranno essere ancora piu' serene".
Sul suo sito www.lav.it, la LAV propone gustose ricette per un menu di Pasqua vegetariano, oltre ad informazioni e consigli per coloro che decidano di avvicinarsi a questa scelta alimentare, completa dal punto di vista nutrizionale. E' stato ormai accertato che il consumo di carne e grassi animali puo' causare, direttamente o indirettamente, numerose malattie (alcuni tipi di cancro, patologie cardiocircolatorie, ecc.), ecco perche' l'alimentazione vegetariana e' adatta a tutte le fasce di eta' e attivita'. Chi sceglie un'alimentazione vegetariana - il 9,5% degli italiani, secondo l'ultimo censimento AC Nielsen - inoltre, ogni anno risparmia torture e morte almeno a 20 animali, guadagnandoci anche in salute. La carne che finisce sulle tavole dei consumatori, infine, e' sempre piu' frequentemente frutto di furti e/o macellazioni clandestine, come riferiscono le cronache giudiziarie, con animali importati in maniera non regolare, feriti, esausti.
Ancor piu' in questo periodo, come testimoniano le recenti notizie di cronaca relative a furti di agnelli o sequestri di animali importati irregolarmente. Gran parte degli agnelli e dei capretti che giungono in Italia, infatti, provengono da paesi dell'Est Europa (soprattutto da Ungheria, Romania e Polonia), trasportati in condizioni precarie, senza cibo, acqua, senza la possibilita' di muoversi regolarmente, costretti in spazi minuscoli per lunghissime tratte che non prevedono soste. Animali importati in numeri molto superiori al fabbisogno, a prezzi tali all'origine (un euro al chilogrammo) da giustificare il rischio d'invenduto, se consideriamo che al consumatore vengono rivenduti a cifre che oscillano tra gli 8 e i 13 euro al chilo.(AGI)

Dedicato a mia sorella
Ghebba.

venerdì 21 marzo 2008

Altra esternalizzazione Vodafone, impattato il reparto IT di Milano

tratto da www.vodafogne.it

COMUNICATO STAMPA

Esternalizzati IT poco convinti: e’ finita con un voto a due facce (33 votanti tutti per il “SI”, 62 astenuti su 95 aventi diritto al voto) l’ennesima giornata di duro confronto nella vicenda dell’outsourcing da Vodafone a IBM Italia nel settore Information Technology.

Poco convinti dell’ipotesi di armonizzazione - scritta forse troppo “sotto dettatura” dai due management - i 95 dipendenti milanesi dell’IT Vodafone hanno preferito disertare per due terzi il seggio elettorale. La legge non si esprime sulle modalita’ di voto pertanto l’esito del referendum avallato oggi, 14 marzo, dalle rappresentanze sindacali�potrebbe essere soggetto a controversie giuridiche.

La sconfitta e’ pesante soprattutto per il sindacato, che ieri, 13 marzo, attendeva di ricevere la ratifica del proprio operato: sconfessato dalla base, con le RSU che in privato esprimono solidarieta’ agli esternalizzati, ma in pubblico devono fare buon viso a cattivo gioco e allinearsi a quanto deciso dalle rappresentanze a livello territoriale. Ora ci si aspetterebbe che dipendenti esternalizzati, sindacati e azienda si siedano ad un tavolo comune per approfondire le ragioni del dissenso e avviare un dialogo che consenta di ricucire lo strappo.

La vicenda, lo ricordiamo, e’ iniziata un mese fa ed e’ figlia di un ennesimo accordo “globalizzato”, scritto tra i due colossi delle TLC e dell’IT: l’anno scorso tocco’ a circa 300 lavoratori dell’IT di Vodafone Spagna, ora e’ il turno dei 95 italiani, ciascuno dei quali coordina corposi team di consulenti, in totale circa un migliaio di professionisti del software - che potrebbero essere coinvolti dalle evoluzioni del piano industriale, di cui al momento non e’ dato sapere.

Come e’ noto, la compagnia telefonica ha sempre basato il proprio successo sulla qualita’ del servizio e sulla soddisfazione dei propri clienti, raggiunti attraverso la professionalita’ dei propri dipendenti, la qualita’ delle proprie tecnologie e il servizio offerto dal Customer Care. Dopo la vicenda Comdata e questa ulteriore “potatura”, sara’ piu’ complicato per Vodafone mantenere i livelli di eccellenza che l’hanno contraddistinta in questi anni.

Gli esternalizzati IT Vodafone

Firma la petizione per aiutare il popolo tibetano!

Se è sacrosanto tutelare ad ogni costo i diritti dei lavoratori, figuriamoci quando si tratta di rispettare i cosiddetti DIRITTI UMANI!

E' on line una petizione dove si chiede al governo cinese di aprire un dialogo con il Dalai Lama, so benissimo che abbiamo tutti poca fiducia ma è l'unica cosa che possiamo fare in questo momento:


FIRMATELA!



Grazie!
Ghebba e la Regina

domenica 16 marzo 2008

Festività in Comdata Care

Su esternalizzati.ilbello.com è stata pubblicata un'interessantissima informativa relativa all'argomento in oggetto indicato....prendetene visione.

Elezioni RSU a Napoli

Nelle elezioni tenutesi nella Comdata Care di Napoli l'11 e 12 marzo hanno vinto i Cobas, con una percentuale di voti leggermente inferiore al 50%.
Purtroppo, vista la regolamentazione relativa alle elezione delle RSU che le confederazioni hanno pensato bene di applicare dal 1 marzo, i Cobas sono riusciti ad ottenere solo un seggio su 3, nonostante fossero la prima lista.

L'ennesima prova che non dobbiamo consentire ai sindacati confederali di continuare a non rispettare il volere dei lavoratori, ma li ringraziamo per mettersi sempre spontaneamente in mostra nel peggiore dei modi!
Apriamo gli occhi!!

venerdì 14 marzo 2008

Tibet, "Dalai Lama dietro scontri", da TGCom


Governo cinese accusa leader spirituale

Ancora alta tensione in Tibet, dove i monaci sono scesi in piazza per protestare contro il governo cinese. Le autorità del governo regionale del Tibet nominate da Pechino puntano il dito contro il Dalai Lama, accusandolo di aver premeditato e organizzato i disordini scoppiati a Lhasa. "Le violenze, inclusi i pestaggi, i saccheggi e gli incedi che hanno sconvolto l'ordine pubblico sono opera sua", ha detto un dirigente governativo.
"Il governo della regione autonoma del Tibet afferma di avere prove sufficienti che il recente sabotaggio a Lhasa è stato organizzato, premeditato e diretto dalla cricca del Dalai Lama", afferma un funzionario. "I complotti di poche persone contro la stabilità e l'armonia del Tibet vanno contro la volontà del popolo e sono destinati a fallire", ha aggiunto.
Le accuse al Dalai Lama di attentare all'ordine pubblico, non sono una novità. Da anni Pechino afferma che sia proprio il leader spirituale, in esilio dal 1959, la mente della rivolta dei monaci, e non la condizione coloniale e illiberale imposta dalla Cina all'intera regione.
Dalai Lama: "Accuse senza senso"
Immediata la risposta di un portavoce del Dalai Lama che, da Nuova Dehli afferma: "Pensare che ci sia lui dietro le proteste dei monaci, sono parole senza senso".

mercoledì 12 marzo 2008

DA ESTERNALIZZATI A PRECARI

È il caso dei lavoratori di TELEPOST S.p.A. che da oltre un anno continuano a
lavorare in regime di proroga senza, cioè, un rinnovo della commessa.

Il 01/03/2004 Telecom Italia ha fatto la cessione di ramo d’azienda del Document Management da Telecom Italia alla New Co TELEPOST S.p.A. con una commessa di 3 anni rinnovabile per altri 4 anni (cadenza biennale), quindi il 01/03/2007 è scaduta la prima fase, senza che ad oggi vi sia stato alcun rinnovo.

Quanto sopra è semplicemente scandaloso e dimostra come sia stata fallimentare, specialmente per i lavoratori , la precedente gestione di Telecom Italia e quanto fallimentare sia stato l’uso e l’abuso della legge 30 per le aziende e per i
lavoratori che in quanto tali hanno diritto alla certezza del lavoro e non alla precarietà generata da una monocommessa.

La strada però non è quella del “RINNOVO “che gli altri stanno perseguendo e che condannerebbe i lavoratori alla condizione di esternalizzati o precari ma quella
del REINTEGRO IN TELECOM.

A questo quadro si aggiunge l’atteggiamento arrogante di Telecom Italia che,
dopo aver perso numerose cause in diversi tribunali d’Italia non ottempera agli
obblighi delle sentenze reintegrando i lavoratori, costringendoli a fare azioni penali contro la stessa Telecom Italia per ottenere quanto stabilito dai giudici.

La politica del lavoro fallimentare generata dalla legge 30 deve finire!!


Come sindacato chiediamo ai nuovi proprietari di Telecom Italia un cambio di
rotta che restituisca ai lavoratori esternalizzati e non (uniche vittime delle cessioni di ramo d’azienda) la dignità che gli è stata tolta con la gestione Tronchetti-Provera ancor prima da Colannino.

Tratto da un comunicato dell'UGL, segreteria nazionale.

lunedì 10 marzo 2008

Il Comitato Promotore dei Referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale comunica che...

Rinviata la raccolta delle firme: costruiamo i Comitati di sostegno

Sono passati alcuni mesi da quando il Comitato “Basta precarietà” ha depositato i quesiti referendari in Cassazione. In questi mesi le firme raccolte sull'appello a sostegno della proposta per arrivare ai referendum contro la precarietà e per una vera democrazia sindacale, ci hanno incoraggiato ad andare avanti per raggiungere l'obiettivo.
Infatti, oltre a singoli cittadini, le adesioni sono arrivate anche da Associazioni, Comitati dei precari, parlamentari e politici della cosiddetta sinistra radicale, oggi La Sinistra L'Arcobaleno.
La caduta del governo e l'indizione delle elezioni politiche generali ci obbliga a posticipare la data della raccolta firme ma una prima valutazione sullo stato di questa iniziativa politica è d'obbligo.
Premesso che l'avvio della raccolta delle firme inizierà soltanto quando ci sarà la certezza del raggiungimento dell'obbiettivo, quota 700.000, è naturale che in tutta l'operazione il coinvolgimento non potrà essere solo quello raggiunto sino ad ora, ma dovrà prevedere la partecipazione di altri soggetti sociali e politici che facilitino il percorso, con adeguate risorse economiche ed umane.
Le Assemblee di Roma, Milano, Napoli e di altre città, avevano lo scopo di accelerare i tempi per la raccolta firme: lo scopo non è stato raggiunto per l'indizione delle elezioni politiche anticipate, ma anche e soprattutto perché non siamo riusciti a coinvolgere tutti coloro che in questi anni e ancor oggi nel corso di questa campagna elettorale, mettono la precarietà al primo posto nei loro programmi, come piaga sociale da combattere.
L'esperienza dell'ultimo governo Prodi doveva insegnare a molti che gli attuali equilibri politici e sociali non hanno permesso e non permetteranno nessun intervento, radicale o meno che sia, nei confronti della precarietà.
Questa semplice verità ci porta ad essere sempre più convinti che l'unico strumento concreto, almeno per i prossimi anni, che possa essere utilizzato per intervenire e modificare l'attuale legislazione sul lavoro e sconfiggere il precariato è e rimarrà unicamente il referendum.
Tutti si dichiarano contro il precariato, sarà perché l'avversione contro le nuove tipologie dei rapporti di lavoro è entrata nel senso comune della maggioranza della popolazione ?
Noi oggi pensiamo però che nessuno ha veramente intenzione di sconfiggere il precariato, altrimenti non si capirebbe come anche le forze politiche più sensibili a questo tema, dopo averlo inserito in un programma di governo, dopo aver organizzato manifestazioni nazionali per tre anni consecutivi, con la partecipazione di milioni di lavoratori in piazza, pensino realmente di poter cambiare qualche cosa attraverso le battaglie parlamentari e con i nuovi equilibri politici ed i rapporti di forza ancor più penalizzanti per loro.
Non si può parlare a vuoto sulla precarietà, ne se ne può parlare strumentalmente in termini elettorali come fanno tutti i partiti politici.
La differenza tra chi ne parla a vuoto o strumentalmente e chi invece vuole sconfiggere veramente la precarietà, sta proprio nell'utilizzo dello strumento più appropriato oggi, da mettere a disposizione dell'intera popolazione italiana per farla esprimere su un tema così centrale e determinante che condizionerà il tipo ed il modello di sviluppo della società futura.
Il Referendum oggi è l'unico strumento democratico e con possibilità di vittoria che possiamo utilizzare per cambiare l'abominio della cultura della precarietà, come asse centrale del modello di sviluppo della società liberista. Oggi si può vincere perché la precarietà è, nel sentire comune, un male da sconfiggere, domani non è dato sapere. Noi continuiamo la nostra battaglia per sostenere i referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale, anche attraverso l'estensione dei Comitati territoriali: sta ad altri dimostrare la praticabilità di altri strumenti e le loro possibilità di vittoria contro la precarietà.

10 marzo 2008
Per il comitato promotore
Vincenzo Siniscalchi

venerdì 7 marzo 2008

11 e 12 marzo elezioni RSU Napoli

Sono prossime le elezione RSU nella sede Comdata Care di Napoli e i componenti della lista Cobas RSU Libere sembra non intendano fare "propaganda elettorale".
Siamo certi che i colleghi di Napoli voteranno con coscienza e in virtù di quello che si è passato.
Speriamo che lo stesso si faccia a Roma e Ivrea....e non per ultime a Milano e Padova.

TUTTA LA VITA DAVANTI


Il nuovo film di Paolo Virzì racconta l'Italia del precariato.

Il film
La ventiquattrenne Marta (Isabella Ragonese) si è laureata in filosofia, con tanto di lode e abbraccio accademico, ma fatica a trovare lavoro. Dopo le prime risposte negative si trova costretta ad accettare un posto come telefonista presso il call-center della Multiple, l'azienda diretta da Claudio (Massimo Ghini) che vende robottini da cucina a domicilio. Claudia scopre presto che per essere buoni venditori bisogna curare il sorriso e agire d'astuzia. La responsabile delle telefoniste, Daniela (Sabrina Ferilli) si accorge subito delle potenzialità della ragazza e la incita a migliorare. Gli slogan dell'azienda (Coccolare il cliente, Coraggio e autostima, L'orgoglio di essere persone speciali) sembrano dimenticare che quei posti di lavoro non offrono speranza per il futuro, ma sono precari. A interessarsi alla situazione è Giorgio (Valerio Mastandrea), un sindacalista della Nidil-Cgil che spera di ottenere qualche informazione sul modus operandi della Multiple. Scritto da Francesco Bruni e Paolo Virzì, Tutta la vita davanti è una commedia all'italiana che posa lo sguardo ora sulle vite private dei dipendenti, ora sulla situazione (precaria) dell'Italia di oggi (Il film
La ventiquattrenne Marta (Isabella Ragonese) si è laureata in filosofia, con tanto di lode e abbraccio accademico, ma fatica a trovare lavoro. Dopo le prime risposte negative si trova costretta ad accettare un posto come telefonista presso il call-center della Multiple, l'azienda diretta da Claudio (Massimo Ghini) che vende robottini da cucina a domicilio. Claudia scopre presto che per essere buoni venditori bisogna curare il sorriso e agire d'astuzia. La responsabile delle telefoniste, Daniela (Sabrina Ferilli) si accorge subito delle potenzialità della ragazza e la incita a migliorare. Gli slogan dell'azienda (Coccolare il cliente, Coraggio e autostima, L'orgoglio di essere persone speciali) sembrano dimenticare che quei posti di lavoro non offrono speranza per il futuro, ma sono precari. A interessarsi alla situazione è Giorgio (Valerio Mastandrea), un sindacalista della Nidil-Cgil che spera di ottenere qualche informazione sul modus operandi della Multiple. Scritto da Francesco Bruni e Paolo Virzì, Tutta la vita davanti è una commedia all'italiana che posa lo sguardo ora sulle vite private dei dipendenti, ora sulla situazione (precaria) dell'Italia di oggi. (di Tirza Bonifazi Tognazzi)

giovedì 6 marzo 2008

Esito riunione del 5 marzo a Roma

Di cosa si è parlato durante la riunione di mercoledì 5 marzo tenutasi nella sede Cobas di V.le Manzoni a Roma?
E' stata ulteriormente spiegata l'identità e la valenza dei Cobas, che sono delle organizzazioni sindacali autonome composte dai lavoratori, nel cui interno non è presente una gerarchia, come si verifica nelle classiche confederazioni sindacali (CGIL, CISL e UIL), ma è presente solo la BASE ovvero i lavoratori che dopo il proprio orario di lavoro si mettono a disposizione per erogare corsi, consulenze e aiuti ad altri lavoratori o alle RSU.
E' stato sottolineato che le RSU Cobas hanno la stessa valenza delle RSU CGIL, CISL e UIL, pertanto l'azienda ha l'obbligo di convocarle ad ogni tavolo di trattativa.
Le RSU Cobas hanno pieno potere di discussione e di firma su ogni argomento d'inerenza sindacale.

Si è discusso delle dimissioni, in Comdata Care, sia del rappresentante sindacale CISL che di uno dei due rappresentanti sindacali di CGIL.
Da notare come la CISL non ha inserito un sostituto del rappresentante dimissionario nell'RSU di Comdata Care, ma lo ha fatto inserendolo nell'RSU di Vodafone (ma non erano due aziende distinte e separate?!).
Alla luce delle dimissioni sopra indicate si è presentata quindi l'occasione di arrivare anticipatamente alle elezioni dell'RSU in Comdata Care, altrimenti previste per maggio.
Si rende importante votare con coscienza e coraggio, in virtù dei recenti trascorsi da noi vissuti, visto che la nuova RSU che nascerà avrà subito il compito di confrontarsi con l'azienda per la negoziazione del contratto di II livello, in prossima scadenza. L'RSU che si costituirà avrà un compito ancora più arduo....seguire ed essere protagonista delle contrattazioni per il rinnovo del contratto TLC, che scadrà a dicembre 2008.
E' importante che noi lavoratori siamo protagonisti e arriviamo preparati, uniti e battaglieri a queste nuove sfide che si presentano!
Si resta in attesa che in questi giorni vengano indette, da CGIL visto l'unico rapprensetante sindacale rimasto, le elezione dell'RSU in Comdata Care.
VOTIAMO E AGIAMO CON COSCIENZA E NON CON INCOSCIENZA!
Chiunque sia stato presente alla riunione è pregato di aggiungere nei commenti passi importanti che posso aver dimenticato in questo sunto.

Cordialità a tutti.

La Regina

mercoledì 5 marzo 2008

POST IT

Per i colleghi romani di comdata care

Ricordiamo l'importante appuntamento di questa sera, ore 21.
Viale Manzoni 55

Non mancate.

martedì 4 marzo 2008

RICEVIAMO (da punzy) E PUBBLICHIAMO

Un gran bel pezzo che ci ha fatto amaramente sorridere, scritto da una nostra amica, che ringraziamo.
Se volete leggere altre sue cose... www.punzy.blogspot.com

COLLOQUIO DI LAVORO

Dialogo teatrale di triste neorealismo

Personaggi:
Amministratore Delegato
Giovane neolaureato



La scena si svolge in un ufficio spazioso, arredamento moderno: megascrivania, moquette, grande vetrata alle spalle dell’AD che lascia filtrare la luce dorata del sole

AD: bene,bene, bene, caro giovanotto! Il suo curriculum e’ eccellente: laurea con il massimo dei voti,master in business&management presso la XXXX, stage formativo di tre anni presso la YYYYYY…beh, direi che Lei e’ proprio la persona che serve ala nostra azienda, in questo momento! Congratulazioni, il posto e’ suo!!

GNL: Ma..ma davvero? Oh grazie grazie signore, non ve ne pentirete! Per me sara’ un piacere e un onore lavorare per voi!

AD: no no giovanotto, l’onore e’ nostro, tutto nostro, mi creda! Bene, definiamo i..ahem..dettagli tecnici della questione..ahem..dunque, come sapra’, la nostra ditta non naviga in acque serene..

GNL (stupito): ma..veramente…ho letto due settimane fa il vostro bilancio societario sul sole24ore e sembrava tutto in attivo, fiorente..

AD : Ma non stia a credere a tutto quello che legge sui giornali, ragazzo mio!! Carta straccia al soldo di editori venduti!!

GNL: ..ma..il sole24ore..

AD(perentorio): Carta straccia

GNL: ..ah..

AD: Le dicevo, dunque, caro giovanotto, che questo momento non e’ propriamente ..uhm..propizio..per gli affari, intendo ..per cui..uhm..purtroppo..non possiamo permetterci di assumere personale a tempo indeterminato..

A queste parole dell’AD il sole che illuminava la grande vetrata viene oscurato da una nuvola che rende l’atmosfera molto piu’ tetra

GNL (deluso): ma io pensavo che..

AD: Non pensi, ragazzo mio, non pensi. Creda a me, non ne vale la pena

GNL: ah

AD: Pensare e’ un brutto vizio. Poi con il tempo passa, se ci si lavora su. Le dicevo, mio caro giovanotto, che data la delicata situazione aziendale abbiamo un bisogno estremo di una certa ahem..flessibilita’..

GNL (rincuorato) ah ma se si tratta di flessibilita’ di orari io..

AD (interrompendolo) Giovanotto, l’orario flessibile e’ il minimo e se ne accorgera’, lavorando qui: il tempo e’ relativo! E lo straordinario pure. La flessibilita’ che ci occorre, in questo momento e’..come dire? Una flessibilita’..ecco, contabile diciamo pure…fiscale..Insomma, ragazzo mio ma lei si rende conto quanto ci sosterebbe uno come lei se la assumessimo a tempo indeterminato??

GNL (mortificato) No..non saprei di preciso ma immagino,,

AD: Immagina bene, ragazzo mio, piu’ che bene! (abbassando la voce, quasi in un sussurro) Abbiamo il fisco con il fiato sul collo…ma ci costa di meno un…regalino, diciamo, diciamo, a chi di dovere per chiudere un occhio, o due o tutti e due, se capisce cosa intendo…
Mentre l’AD parla, un pezzo di intonaco crolla dal soffitto, sollevando un nuvolose di polvere)

GNL (mesto)..credo di capire..

AD: Ah ma ne ero sicuro, sicuro, un giovanotto intelligente come lei non poteva non afferrare…e non faccia quella faccia! Il costo della vita aumenta anche per noi dirigenti, sa?

GNL (Incredulo e ironico) ma davvero?

AD: una volta, ragazzo mio, una volta si che…mah, altri tempi. Oggi i miei 18.000 euro netti mensili mi consentono appena di mantenere le mie due ex mogli, i miei tre figli e i capricci della mia fidanzata 22enne…a proposito, guardi qui, questa foto..non e’ graziosa? (porge al GNL una rivista di gossip dove appare, in copertina, una gnoccona anoressica con tette e labbra enormi)

GNL:(schifato) ….bella..si…

AD: e che tette eh? E sa chi ha pagato il chirurgo? Ahime’! fortunatamente il mio commercialista ha trovato il modo di farle passare come spese mediche necessarie e detraibili

Mentre l’AD parla la mega scrivania scricchiola e si inclina da un lato, rompendosi

GNL (fintamente sollevato) ah beh, meno male!

AD: oh ma a proposito di commercialista e detraibilita’, questo mi riporta dritto dritto a lla nostra…transazione..dunque, io mi sentirei di proporle un CO.CO.PRO..

GNL: un contratto a progetto? Ma con quale mansione?
AD: Con quale mansione? Ah ma mi delude, giovanotto..CO.CO.PRO…lo dice ;a parola stessa…niente greco al liceo? Male ragazzo mio, molto male; il greco e’ utile, ingentilisce..COPROS, in greco, vuol dire..

GNL(rassegnato) questa la so, anche se non ho studiato il greco…COPROS in greco vuol dire..merda..
(appena pronunciate queste parole sembra, al GNL che la sua sedia non sia piu’ appoggiata al pavimento ma ad uno strato morbido, quasi molle)

AD (euforico) Esatto, ragazzo mio, ESATTO!! MERDA! E’ questo che le proponiamo! Merda in salse varie, speziate, miste ma con un un innegabile sapore di MERDA in sottofondo!
(a questo punto i muri di dell’ufficio si coprono di ragnatele e muffe, altro intonaco si stacca e cade)
D’altronde, come chiama lei un lavoro di 12 ore al giorno,niente straordinario pagato, niente malattia ne’ ferie retribuite e zero prospettive per il futuro?

GNL: (tristemente consapevole) un lavoro di merda

AD: afferrato, giovanotto, afferrato. Ma vedo che si e’ gia introdotto nell’ambiente, vuole cominciare subito?

GNL (si accorge di essere seduto su un mucchio di merda, abbastanza compatto). Guarda rassegnato l’AD: beh, ormai..perche’ no?

AD (sogghignando)..gia..perche’ no?

lunedì 3 marzo 2008

E PURE STO RAMO L'ABBIAMO CEDUTO...

Le sim aziendali sono in fase di disattivazione.
Oggi sono state convertite, nei prossimi giorni ci saranno più di 900 richieste di portabilità.
Non è una grande soddisfazione, forse non lo è affatto, ma io oggi mi sono sentita meglio, non c'è più manco questo che mi lega alla mia ex azienda.

venerdì 29 febbraio 2008

QUANTO CE DATE??

Oggi è apparsa in bacheca la procedura per dare le dimissioni.

Tra lo stupore e lo scuotimento di testa generale una riflessione è stata comune a molti: la prima procedura ufficiale messa per iscritto da quando siamo qui!!!

Un bel passo avanti...

Modifica 2112 cc

Giorgio Zanutto ci informa che è stata pubblicata la lista aggiornata delle sottoscrizioni a sostegno della modifica dell'art.2112 (Cessione di ramo d'azienda).

In sintesi la proposta di legge n.2261 prevede il consenso del singolo lavoratore per poter essere ceduto.

QUI trovate la pagina contenente le firme e altri articoli sull'argomento.

giovedì 28 febbraio 2008

Riflessioni...

Non ho bene la percezione di quello che sta succedendo tra gli esternalizzati degli altri centri ma qui non c’e’ nulla che mi piace. E non parlo dell’azienda perché ne ho la nausea e il post non avrebbe fine.

Parlo di noi, vittime di questa assurda vicenda.

Noto un lassismo terrificante, ormai si sputa veleno ma 2 secondi dopo si fanno spallucce. Sembra tutto passato, ci siamo davvero già rassegnati?

L’azienda è davvero riuscita a passare il messaggio che voleva, e che cioè i forti sono loro e ora bisogna prendere quello che abbiamo che sennò è peggio?

Eppure la rabbia c’è, si sente, si tocca, si respira nei corridoi, si legge negli occhi di tutti. Ma non si fa nulla, si sta in attesa di non si sa bene che cosa.

Ragazzi, io una cosa voglio dire, voglio gridare.

NON E’ FINITA QUI

Le notizie delle cause vinte dai lavoratori (simili alle nostre) si susseguono al ritmo medio di una a settimana.

NON E’ FINITA QUI

Per carità, non arrendiamoci, non arrendetevi.

Continuiamo ad urlare la nostra indignazione ai media, c’è chi lo sta facendo e ogni tanto qualche pallina va in buca ma lo dico a tutti: lo scandalo permesso dalla legge 30 e dal 2112 cc DEVE continuare ad essere denunciato.

Lo dobbiamo a noi e ai nostri figli.

mercoledì 27 febbraio 2008

Roma, 5 marzo ore 21.00 Viale Manzoni 55

LORO CI CAMBIANO AZIENDA E NOI GLI CAMBIAMO SINDACATO!!!!!

· Dopo lo SCANDALOSO comportamento tenuto da CGIL CISL e UIL in occasione della recente e drammatica Cessione di Ramo d’Azienda da parte di Vodafone verso Comdata, che NEI FATTI si e’ tradotto nell’evitare accuratamente ogni azione che potesse opporsi EFFICACEMENTE a tale decisione aziendale, e che ha portato ad un accordo con l’azienda che garantisce il mantenimento delle condizioni di provenienza e del posto di lavoro negli anni, SOLO NELLA FORMA E NON NELLA SOSTANZA (e gia’ ce ne stiamo accorgendo sulla nostra pelle a soli 4 mesi di distanza!!!!)

· Dopo l’ARROGANTE e INACCETTABILE risposta data dalla CGIL nella scorsa assemblea sindacale riguardo alla LEGITTIMA e GIUSTIFICATA richiesta della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori ceduti di arrivare all’elezione anticipata della Rsu che ci rappresenta, richiesta che e’ stata DI FATTO IGNORATA (alla faccia della “natura democratica” che la CGIL sostiene di avere a pag. 1 del proprio Statuto!!!!!)
e’ evidente l’impossibilita’ di continuare a delegare ai sindacati confederali la nostra rappresentanza. Una rappresentanza e’ realmente tale se chi rappresenta si fa carico e non si sostituisce alla volonta’ di chi e’ rappresentato. Un’analisi un po’ piu’ maliziosa dei recenti fatti potrebbe addirittura far nascere il sospetto che l’Azienda ritrovi nelle confederazioni un alleato piu’ che un oppositore!!!!
E noi lavoratrici e lavoratori che abbiamo drammaticamente bisogno di una REALE rappresentanza?

NOI CAMBIAMO SINDACATO!!!!!

IL “COMITATO COBAS COMDATA CARE ROMA” (C4 ROMA)
e’ nato su iniziativa di colleghe e colleghi che non si sentono piu’ rappresentati dalle confederazioni, con il proposito di affrontare lo stato di permanente emergenza ed incertezza legato alla recente esternalizzazione di 914 dipendenti Vodafone e alla loro condizione di precarieta’ attraverso UN DIALOGO COSTRUTTIVO tra i Lavoratori, l’Azienda ed i Sindacati.
Il C4 Roma intende perseguire esclusivamente il bene comune delle Lavoratrici e dei Lavoratori e nell’esercizio delle sue funzioni RESTA ESTRANEO A QUALUNQUE INFLUENZA DI CARATTERE PARTITICO, RELIGIOSO O DETTATA DA INTERESSI PERSONALI.

Se sei d’accordo con quanto hai letto, se vuoi saperne di piu’ o se anche vuoi darci la tua opinione partecipa al prossimo incontro APERTO A TUTTI di

MERCOLEDI’ 5 MARZO ORE 21.00 IN VIALE MANZONI 55

NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCI DI NON VEDERE E DI NON CAPIRE! VIENI A CONOSCERCI, VIENI A VEDERE CON I TUOI OCCHI E A VALUTARE CON LA TUA TESTA!!!!!!

COMITATO COBAS COMDATA CARE ROMA



QUALCHE RISPOSTA…

· CHI SONO I COBAS?

In estrema sintesi, i COBAS (Comitati di Base) nascono ufficialmente nel 1986 in ambiente scolastico. I lavoratori della scuola, di fronte alle sempre piu’ difficili condizioni di lavoro e al sempre piu’ evidente decadimento delle confederazioni sindacali, costituiscono un’organizzazione sindacale autonoma che introduce una grande novita’: far diventare protagonista LA BASE (le lavoratrici e i lavoratori destinatari degli accordi sindacali) nelle trattative e nella rappresentanza, senza alcun filtro estraneo alla BASE stessa. Di conseguenza non esistono posizioni gerarchiche interne a cui ci si debba uniformare e non ci sono dictat a cui obbedire calati dal “vertice”….a dire il vero non c’e’ alcun vertice perche’ c’e’ SOLO LA BASE!
Nel corso di questi anni tanti lavoratori di altri settori hanno deciso di costituirsi in Cobas, mantenendo sempre il medesimo approccio e spirito, distinguendosi per la forte e decisa difesa della propria autonomia da qualsivoglia influenza partitica, religiosa, economica e di ogni altro tipo.….Insomma…..I COBAS SIAMO NOI LAVORATRICI E LAVORATORI!!!!!

· E’ VERO CHE I COBAS HANNO MENO POTERE DELLE CONFEDERAZIONI?

I Cobas non hanno legami con sistemi di potere economici e/o partitici o di qualsiasi altro tipo, quindi rendono conto del proprio operato esclusivamente ai lavoratori!
Le risorse economiche che provengono dagli aderenti permettono di avere una sede e strumenti a disposizione dei lavoratori (computer, avvocati, testi circa varie materie del lavoro). Persone di buona volonta’ DOPO IL PROPRIO LAVORO si mettono a disposizione per fare corsi di formazione su materie importanti (Legge 626, busta paga, ecc) o per aiutare le Rsu, per fare qualche esempio.
In merito alla TITOLARITA’, i Cobas sono un soggetto sindacale vero e proprio alla stregua di un sindacato confederale. Le Rsu Cobas hanno l’identica valenza di quelle Cgil, Cisl o Uil e l’azienda ha l’obbligo di convocarle ad ogni tavolo di trattativa. Non c’e’ invece tale obbligo verso il rappresentante esterno Cobas in quanto è previsto solo in favore dei sindacati firmatari di contratto. Può accadere quindi che al tavolo della trattativa non sia presente un rappresentante esterno dei Cobas, mentre c’e’ quello Cgil o Cisl ma, riteniamo che nessuno possa rappresentare le istanze dei dipendenti meglio di un dipendente stesso che vive su di se’ le problematiche (la BASE appunto!!!) A scanso di equivoci chiariamo che le Rsu Cobas hanno pieno potere di discussione e di firma su ogni argomento d’inerenza sindacale! Per concludere, e’ evidente che il VERO potere di contrattazione ad un’organizzazione sindacale lo da’ solo il consenso dei lavoratori! Ecco perche’ spesso nell’esperienza concreta COBAS HA PIU’ POTERE DEI SINDACATI CONFEDERALI!!!

· E’ VERO CHE I COBAS SONO TENDENZIALMENTE ESTREMISTI?

Grazie ai Media si tende a ritenere i Cobas come estremisti, contestatori ribelli, semianarchici, che utilizzano solo metodi duri per le proprie rivendicazioni…. SI TRATTA DI UNA MISTIFICAZIONE!!!!
Nonostante le azioni di palese disinformazione (ad es. in occasione della vertenza sulle Quote Latte è stato utilizzato dai mass-media il termine “cobaslatte” per identificare una lotta che non è stata intrapresa dai Cobas), la storia dei Cobas e’ fatta di normali azioni in cui sono stati utilizzati SEMPRE gli usuali strumenti dell’attivita’ sindacale e che si sono sempre sviluppate nel rispetto dei limiti di civilta’ e legalita’.
In ogni caso, non essendoci linee guida esterne da seguire, SE MAI SAREMO ESTREMISTI SARA’ SOLO PERCHE’ AVREMO DECISO TUTTI INSIEME DI ESSERLO!

martedì 26 febbraio 2008

C4 Roma

E' stato costituito il COMITATO COBAS COMDATA CARE ROMA (C4 Roma)

Ne siamo contente e ne abbiamo molta fiducia.

Sappiamo che il loro non sarà un lavoro semplice ma ne fanno parte persone in gamba alle quali offriamo sin da ora il massimo sostegno e, qualora ne avessero bisogno, anche l'aiuto delle pagine di questo blog.

Di seguito l'atto costitutivo.

Costituzione di Comitato

La finalità della costituzione del comitato è determinata dalla necessità di affrontare lo stato di permanente emergenza ed incertezza legato alla recente esternalizzazione di 914 dipendenti Vodafone e alla lorocondizione di precarietà attraverso un dialogo costruttivo tra i Lavoratori, l’Azienda ed i Sindacati.


1) COSTITUZIONE:

Nell’anno 2008 nel mese di Gennaio il giorno 9, i sottoscrittori del presente atto costituiscono un Comitato denominato “Comitato Cobas Comdata Care Roma” (in seguito C4 Roma).

2) REGOLAMENTO:

1. Il Comitato Cobas Comdata Care Roma (C4 Roma) si costituisce con l’intento di perseguire
esclusivamente il bene comune dei Lavoratori.

2. Nell’esercizio delle proprie funzioni il C4 ROMA resta estraneo a qualunque influenza di carattere politico, religioso o dettata da interessi personali.

3. Le riunioni del C4 ROMA si intendono validamente costituite quando sia presente alle medesime, o fisicamente, oppure a mezzo delega, la maggioranza dei componenti.

4. E’ obbiettivo del gruppo trovare soluzioni unanimemente accettate, qualora questa condizione non dovesse verificarsi, le decisioni all’interno del gruppo saranno prese a maggioranza assoluta dei presenti alle riunioni. In caso di parità si terrà conto della somma dei voti ottenuti dai diversi
schieramenti, e la decisione finale sarà presa in base alla maggiore rappresentatività.

5. Titolare della firma COMITATO COBAS COMDATA CARE ROMA, è la maggioranza del C4 Roma, è fatto salvo il diritto delle minoranze, di esprimere la propria opinione, anche attraverso comunicati, con l’obbligo di firmarsi a proprio nome.

6. Nel confronto con la controparte aziendale, ciascun componente del C4 Roma dovrà sostenere
quanto deciso a maggioranza dal gruppo, fatto salvo il diritto di astenersi.

7. In ogni caso, ciascun componente, potrà prodursi in opera di proselitismo tra i lavoratori affinché i medesimi sostengano la sua tesi (vedi punto 8)

8. Obbligo inderogabile dei componenti del C4 Roma, è di sostenere sempre e comunque le linee
indicate dalla maggioranza dei lavoratori.

9. La RSU è un organismo costituito da rappresentanti dei lavoratori appartenenti a diverse sigle, e decide collegialmente a maggioranza dei suoi componenti. Il C4 ROMA riconosce questa gestione ed ovviamente accetta le decisioni prese a maggioranza RSU anche se diversa da quella presa dalla maggioranza COBAS. Soltanto nel caso in cui detta maggioranza dovesse essere determinata dai voti dei nominati nelle altre strutture sindacali (ovviamente quando le posizioni si stanno palesando e prima della votazione), il C4 ROMA si ritirerà in ristretta per decidere una linea comune che da quel momento tutti i componenti presenti adotteranno. E’ fatto sempre salvo il diritto di astensione.

10. Agli incontri nazionali si proverà a far prendere parte a tutti i componenti, qualora questo non fosse possibile, ci si organizzerà con delle rotazioni che consentano a tutti di fare la stessa esperienza, provando ad abbinare sempre un RSU più esperto con uno più giovane.

11. Il delegato a prender parte alla trattativa sarà scelto mixando i criteri di rappresentatività e
competenza nella materia trattata.

12. Un lavoratore che intenda candidarsi al ruolo di RSU all’interno del C4 ROMA dovrà essere iscritto o iscriversi contestualmente ai COBAS, e sarà soggetto a valutazione da parte del gruppo stesso; la sua candidatura sarà accettata se votata a maggioranza, in una riunione costituita dopo aver messo tutto il gruppo a conoscenza della candidatura, e dell’incontro conseguente. Il candidato ha il diritto di presenziare alla discussione sulla sua candidatura. Se la Candidatura dovesse essere accettata a maggioranza, questa si riterrà definitivamente valida trascorso il termine di 20 gg dalla riunione, tempo utile questo per presentare eventuali eccezioni che possano mettere nuovamente in discussione la scelta. Qualora questa dovesse essere respinta, il Lavoratore potrà ricorrere ad una raccolta di firme tra i lavoratori iscritti COBAS, ed al raggiungimento di almeno 50 firme di questa tipologia la sua candidatura dovrà essere accettata.

13. Qualunque RSU COBAS che dovesse contravvenire ad uno dei succitati punti verrà sottoposto al giudizio del gruppo stesso che deciderà le sanzioni da adottare nei suoi confronti, sino all’espulsione dal gruppo stesso. Qualora il contravvenente dovesse presentare ricorso riguardo alla scelta, della situazione verranno avvisati gli iscritti, all’interno dei quali si dovrà costituire una commissione di 11 lavoratori chiamati ad esprimere un giudizio supremo e scelti su base volontaria. Obbligo di questa commissione sarà quello di acquisire tutte le informazioni utili alla decisione, e di esprimersi a maggioranza solo dopo aver ascoltato entrambe le parti.

Il C4 Roma decide di autofinanziarsi con una quota mensile decisa di volta in volta dalla maggioranza del gruppo stesso e potrà essere dell’importo massimo pari al doppio della trattenuta prevista per gli iscritti ft. Eventuali importi superiori potranno essere decisi solo all’unanimità.

mercoledì 20 febbraio 2008

RIASSUMETE GLI ESTERNALIZZATI

Left, 7-15 febbraio

In pochi anni la Telecom ha ceduto a imprese esterne oltre tremila lavoratori. Alcuni di loro, però, si sono rivolti al giudice e hanno vinto di Manuele Bonaccorsi

Dal 2000 al 2006 Telecom Italia ha realizzato decine di esternalizzazioni, utilizzando con molta solerzia una norma della legge 30 che facilita la cosiddetta “cessione ramo d’azienda”, la vendita di un pezzo della produzione a un’impresa esterna, legata alla prima da un appalto. In questi casi i lavoratori ceduti rischiano di perdere buona parte dei diritti acquisiti. E non raramente il cambiamento del valore del contratto di appalto o la crisi della nuova società porta a procedure di mobilità e licenziamenti.

Nel tentativo di gestire questo processo i sindacati hanno provato a strappare accordi di armonizzazione per limitare la perdita di diritti e stabilità dei “ceduti”. Alcuni dipendenti, però, si sono rifiutati di firmarli e hanno scelto di citare in giudizio Telecom, contestando l’autonomia funzionale del ramo ceduto, ossia la capacità della nuova azienda di stare sul mercato da sola, per la legge condizione necessaria alla vendita.

Molti di questi lavoratori, circa cento su 3000 esternalizzati, hanno vinto la causa. E ora Telecom sarà costretta a riassumerli. E’ il caso di Telepost, un’azienda di proprietà di tnt, pirelli re e comdata, che nel 2004 ha acquisito 257 lavoratori e l’appalto per la corrispondenza commerciale di Telecom.

“In azienda mi occupavo di tutt’altro”, racconta Stefano Torcellan, lavoratore Telepost di Mestre, che la scorsa settimana ha vinto, insieme a 10 colleghi, la propria causa contro Telecom. “Poi, poco prima di cederlo, mi trasferirono nel settore Document management insieme ad altri lavoratori, alcuni dei quali disabili”. Nonostante la ricca cessione (l’appalto ha un valore di oltre 50milioni di euro) la Telecom ha poi sottratto parte della commessa alla Telepost per affidarla ad altre aziende o continuare a gestirla direttamente, costituendo al proprio interno settori simili a quello venduto. Dalla data di cessione ad oggi i 257 lavoratori di Telecom si sono ridotti a 180 e per ben due volte, nel 2006 e nel 2007, l’azienda ha aperto procedure per la mobilità (poi rientrata) per 70 e 40 lavoratori. “Quasi tutti i miei colleghi hanno continuato a lavorare nello stesso ufficio. La Telepost, escluso piccolissime commesse locali, lavora solo per Telecom”, racconta Torcellan. Proprio per questo il giudice gli ha dato ragione: il servizio svolto da Telepost non ha autonomia funzionale, è una forma di “cessione fraudolenta” del ramo d’azienda, che nasconde l’obiettivo di colpire i diritti dei lavoratori.

Alla stessa conclusione era giunto, lo scorso ottobre, il tribunale di Milano che aveva dato ragione a 22 lavoratori lombardi. “Basti pensare – spiega Torcellan , che dopo le sue vicissitudini ha fondato l’Anle, Associazione nazionale lavoratori esternalizzati – che Telepost utilizza la rete aziendale di Telecom. Se un problema tecnico dovesse bloccarla anche noi di tele post rimarremmo con le mani in mano. Altro che autonomia….”. Ma per lui e gli altri esternalizzati di telecom la strada giudiziaria è ancora lunga, e piena di insidie. “Quasi in ogni caso Telecom ha presentato ricorso e spesso per otenere il reintegro è stato necessario procedere penalmente” spiega Torcellan. Ma per lui e gli 800 iscritti della sua associazione la via maestra è un’altra: “Cambiare la legge, dare ai lavoratori il diritto di non accettare la cessione”.

mercoledì 13 febbraio 2008

ERA SOLO L'INIZIO...

Dopo la gioia per la sentenza di pochi giorni fa, oggi la notizia che non vorresti mai leggere.

Michele Verna annuncia una nuova cessione di ramo d’azienda che coinvolge 97 colleghi Vodafone impiegati nella direzione IT Services della sede di Milano affermando che il progetto è parte integrante di un accordo internazionale siglato a novembre 2006.

Il gruppo che acquisisce attività e colleghi è IBM.

martedì 12 febbraio 2008

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

una mail ricevuta oggi da una collega...

Ciao cets,
sono una vostra collega e stanotte ho fatto un incubo e ho pensato di raccontarvelo.Ho sognato di essere esternalizzata. ho sognato tutto quello che è successo, ho rivissuto tutto.ho avuto di nuovo quella terribile notizia, ho scioperato, ho fatto il viaggio a roma per manifestare la nostra paura, ho rivisto tutti i palloncini della piazza. l'ho detto in famiglia, mi sono preoccupata per il futuro, mi sono amareggiata per la mancanza di spazio sui notiziari e sui giornali. sono stata male. poi mi sono svegliata e li c'è stato il problema. ho aperto gli occhi e mi sono detta... ah, è stato un incubo. dopo un secondo ho realizzato che non solo avevo sognato la realtà, ma che questa è addirittura peggiore. ho avuto una mattinata terrificante, questo pseudo sogno mi ha sconvolta.
il mio analista mi ha detto più volte che ancora non avevo realizzato quello che era successo e che stava succedendo ma solo oggi ho capito cosa volesse dire. oggi non andrò a lavorare, non ci riesco, sono in trance. ma che ci hanno fatto?
Vodafone, me la pagherai.

*** Commentino personale... anche la mia analista mi ha detto che non ho elaborato questa cessione... devo aspettarmi anche io un sogno di questo tipo??? ***

domenica 10 febbraio 2008

OTTIME, OTTIMISSIME NOTIZIE !!!! :)))

Con grande piacere informo della vittoria di Stefano Torcellan, presidente dell'ANLE, che ha ottenuto oggi insieme ai suoi colleghi, nella causa contro la cessione ramo d'azienda di Telepost.

Grazie Stefano, complimenti ragazzi, queste sentenze danno forza a tutti noi.

Il dispositivo su www.ilvascellofantasma.it

mercoledì 6 febbraio 2008

Resoconto della seconda assemblea nazionale dei Lavoratori del settore TLC

Si è svolta a Roma, il giorno 2 febbraio, la seconda assemblea nazionale dei lavoratori e delegati del settore TLC. Innanzi tutto si è deciso di dare un nome a questo gruppo di lavoro che, si auspica, possa divenire un punto di riferimento per tutti quei lavoratori insoddisfatti delle scelte di forte precarizzazione che le aziende stanno mettendo in atto nel settore delle Telecomunicazioni. Il nome assunto è:”RETE OCCUPATA – coordinamento nazionale TLC”. Questo coordinamento si compone di singole lavoratrici e lavoratori e, per ora, di persone provenienti da diverse realtà sindacali delle TLC, tra le quali, Cobas, Cub, Snater, Rete 28 aprile nella CGIL.


La necessità di realizzare un coordinamento di persone che, senza pregiudizi, affronti le problematiche che il nostro settore sta attraversando, deriva dal fatto che le parziali conclusioni delle vertenze che negli ultimi mesi hanno coinvolto, TELECOM, TIM, WIND, VODAFONE, H3G, e di conseguenza i concessionari delle suddette società, il gruppo ALMAVIVA (Atesia-Cos), E-CARE, COMDATA, solo per citare le più importanti, hanno avuto un esito assolutamente insoddisfacente per tutti i lavoratori. Non solo, i “rumors” sul futuro sono identici al passato. Voci molto accreditate danno per già chiuso un accordo tra VODAFONE e la società DES per la cessione di un’altra buona fetta di lavoro e molto probabilmente anche di lavoratrici e lavoratori, mentre il dipartimento Rete non è più sotto la direzione di Vodafone Italia essendo passato sotto il controllo di Vodafone Groupe. In WIND invece, nonostante la chiusura di un accordo sindacale nazionale nel quale si comprende il trasferimento di 240 lavoratori da Milano a Roma, gli stessi sono ancora in lotta per la difesa del loro posto di lavoro, ma anche nelle altre società il futuro segna “tempesta”.

Abbiamo pertanto deciso di effettuare entro la fine di febbraio, assemblee cittadine, in tutti quei luoghi dove sono presenti le più importanti realtà lavorative delle TLC. L’obiettivo è quello di poter attivare una discussione tra i vari lavoratori delle varie aziende, per condividere le diverse problematiche che ognuno ha nella propria società e cercare di trovare una comune strategia per affrontarle. Il percorso, ovviamente, prevederà una seconda fase entro la metà di marzo, con l’indizione di una assemblea nazionale, dove rappresentanti delle varie città, possano condividere ed arrivare ad una sintesi sulle linee guida che il movimento si darà.

Nei prossimi giorni saranno fornite tutte le indicazioni relative alle assemblee cittadine, alle quali invitiamo tutti i lavoratori interessati. L’importanza di una ampia partecipazione è fondamentale per provare a ripristinare una condizione dignitosa di lavoro lì dove è stata stravolta, per far fronte ai nuovi attacchi che le aziende hanno già o stanno già predisponendo nei confronti dei Lavoratori e per tentare di invertire quella tendenza che porta ad un uso del lavoro stabile sempre più come eccezione. Infine, si vuole anche iniziare un percorso che spinga il Legislatore a cambiare radicalmente quelle leggi volte solo a garantire alle aziende sempre più libertà di gestione sulla vita delle persone, assoggettandole alla logica del cinico lucro che va ben oltre i normali principi della sana gestione aziendale.



RETE OCCUPATA
Coordinamento Nazionale TLC

sabato 2 febbraio 2008

Meglio tardi che mai...

Oggi, 2 febbraio al X municipio alle ore 10:00
Seconda assemblea di settore.

CLAMOROSO DIETROFRONT

La notizia è di qualche giorno fa, purtroppo però in questi giorni non riesco ad aggiornare il blog con frequenza giornaliera, perdonatemi.
Dicevamo, è di qualche giorno fa ma vale comunque la pena darne rilievo...
In breve, accenture era pronta a rilevare SSC, a leggere la storia di questa cessione sembra di ripercorrere la nostra... ebbene, il 24 gennaio arriva la notizia bomba. SSC non si vende più, grazie anche e forse soprattutto alla mobilitazione dei lavoratori SUPPORTATI AL 100 PER CENTO DALLE LORO OO.SS.
Maggiori dettagli sul loro blog

martedì 29 gennaio 2008

Modifiche all'art. 2112 del c.c.

Tratto da: esserecomunisti.it
21 GENNAIO 2008.
Finalmente!Mercoledì 16 gennaio, finalmente, la Commissione Lavoro ha ufficialmente annunciato di aver messo in calendario la proposta di legge n. 2261 d'iniziativa dei deputati Burgio, Zipponi, Pagliarini, Ferrara, Rocchi, Provera e De Cristofaro concernente modifiche all'articolo 2112 del codice civile in materia di mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda o di ramo d'azienda.La proposta di legge, presentata il 14 febbraio 2007, ha ricevuto cioè il via libera per la discussione, che avverrà entro e non oltre la fine del mese di gennaio.Come è evidente, ciò non comporta o implica la sua approvazione, a maggior ragione in una fase così complessa per il quadro politico e parlamentare italiano. Segna soltanto l'inizio dell'iter di discussione. Ma è già un primo, determinante, passo.

giovedì 24 gennaio 2008



Non potremo essere presenti ma vi ricordiamo comunque questo appuntamento perchè potrebbe essere davvero molto interessante...

E rinnoviamo la nostra solidarietà ai colleghi di WIND, oggi in sciopero.

GRAZIE!!!!

A tutti voi lettori per gli oltre 10.000 contatti...
per le vostre mail, le vostre segnalazioni, il vostro interesse, che poi è un interesse comune ma ci fa comunque piacere...
Grazie a tutti coloro che ci hanno linkato, alle vostre critiche e ai vostri suggerimenti.

Le streghette del CETS

martedì 22 gennaio 2008

Sicurezza sul lavoro

Visto l'ottimo lavoro fatto con la raccolta delle firme per proporre la modifica del 2112 cc, vorremmo occuparci di un altro appello che ci sta a cuore, segnalatoci da Ciarcip.

Chiediamo al governo, alla Confindustria, a tutti gli imprenditori un impegno immediato su legislazione e applicazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Non è più il tempo delle parole.

Modifica articolo 2112 cc

Giorgio Zannutto ci ha informate che, grazie alle circa 2.000 firme raccolte, mercoledì 16 gennaio, finalmente, la Commissione Lavoro ha ufficialmente annunciato di aver messo in calendario la proposta di legge n. 2261 d'iniziativa dei deputati Burgio, Zipponi, Pagliarini, Ferrara, Rocchi, Provera e De Cristofaro concernente modifiche all'articolo 2112 del codice civile in materia di mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda o di ramo d'azienda.
La proposta di legge, presentata il 14 febbraio 2007, ha ricevuto cioè il via libera per la discussione, che avverrà entro e non oltre la fine del mese di gennaio.
Come è evidente, ciò non comporta o implica la sua approvazione, a maggior ragione in una fase così complessa per il quadro politico e parlamentare italiano. Segna soltanto l'inizio dell'iter di discussione. Ma è già un primo, determinante, passo.

Ne siamo felici!!!

domenica 20 gennaio 2008

Ravenna, operaio muore sul lavoro

Da TGCom:
Sommerso da argilla in un silos

Nuovo tragico incidente sul lavoro in una ditta di ceramiche a Castel Bolognese, in provincia di Ravenna. Un uomo è morto sommerso dall'argilla in un silos in cui stava effettuando un intervento di manutenzione. L'operaio è stato investito improvvisamente da un'enorme massa di polveri per cause ancora da accertare. Nel silos c'era anche una seconda persona, che è riuscita invece a mettersi in salvo.
L'incidente è avvenuto attorno alle 9.30. La dinamica esatta è ancora al vaglio di carabinieri e personale della Medicina del Lavoro, ma l'uomo è probabilmente morto per un'asfissia provocata dalle polveri fini per prodotto ceramico contenute nel silos. Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, arrivati nella sede delle ditta subito dopo l'allarme lanciato dal collega superstite.

venerdì 18 gennaio 2008

Dedicato a tutti noi


In bocca al lupo ai lavoratori telecom e dei call center.
RESISTERE!
Marco Travaglio

martedì 15 gennaio 2008

Riunioni e Assemblee cittadine in preparazione dei referendum contro il precariato

Comitato promotore dei Referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale.

Nell'ambito dell'iniziativa sui referendum contro il precariato, il comitato promotore sta organizzando riunioni in varie città.
Le prime riguardano Bologna, Napoli, Firenze e Torino.
Pertanto il comitato promotore invita tutti coloro che hanno aderito via email al referendum contro il precariato attraverso il sito www.bastaprecarieta.org a partecipare alle riunioni ed alle assemblee pubbliche ed a dare la massima diffusione possibile alle iniziative
Nelle città di Roma e Milano il comitato organizza due assemblee pubbliche il 26 Gennaio 2008, in seguito faremo sapere il luogo e l'ora.
Le ulteriori riunioni si svolgeranno nelle sedi provinciali messe a disposizione da SdL Intercategoriale.
Bologna il giorno 22.01.2008 dalle ore 15 in Via San Felice n°7 Bologna.
Napoli il giorno 23.01 2008 dalle ore 15 in via Cupa Carbone n°97 ( ingresso viale aeroporto Capodichino )
Firenze il giorno 24.01 2008 dalle ore 15 alla stazione Firenze Rifredi primo piano sede SdL Intercategoriale.
Torino il giorno 25.01.2008 dalle ore 15 in via Nichelino n°14.
Se possibile, sarebbe gradita un email di risposta all'indirizzo info@bastaprecarieta.org che confermi la partecipazione, o per proporre riunioni di lavoro in altre città.

lunedì 14 gennaio 2008

CASO WIND

E' stato proclamato un nuovo sciopero il 24 gennaio.
Invitiamo chi fosse interessato a seguire questa vicenda scandalosa, inquietante e gravissima, a leggere il sito delle rsumilano.

Ragazzi, siamo con voi!

Ci è stato segnalata...

... e la pubblichiamo volentieri, una bella notizia: nei giorni scorsi Comdata Spa ha rinnovato diversi contratti in scadenza ai colleghi di Asti, molti dei quali sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato.
Ne siamo felici, tanti auguri a questi colleghi!!! :-)

Dunque...

Scusate la latitanza dovuta a svariati motivi... e scusate quindi con il ritardo nel quale vi aggiorno dell'esito dell'incontro del 09 gennaio.
Eravamo circa 25 persone, di cui due team leader che voglio ringraziare di cuore perchè la loro presenza mi/ci ha fatto davvero piacere.
E' vero che siamo tutti sulla stessa barca ma a volte sembra che i più se ne dimentichino...
Mi è stato chiesto esplicitamente di non dettagliare quanto è emerso dalla riunione, quindi in generale vi dico che è stata fatta chiarezza sul ruolo dei comitati dei base, su quello che potrebbero fare (e non) all'interno dell'azienda, si è discusso in merito all'opportunità di far candidare una lista cobas alle vicine elezioni rsu e si è formato un comitato interno dei lavoratori (composto per ora da una decina di persone) che avrà, tra le altre cose, il compito di far da riferimento presso tutti i colleghi in questo periodo davvero caotico nel quale è difficile persino far circolare le informazioni.
Chi volesse aggiungere qualcosa è libero di farlo nei commenti...
Ghebba.

domenica 13 gennaio 2008

Petizione per la Proposta di modifica dell'art. 2112 del Codice Civile

Per la modifica dell'art. n. 2112 del C.C. e a sostegno della proposta di legge n. 2261 sono state raccolte 1900 adesioni.
Per la consultazione si rimanda al sito http://www.esserecomunisti.it/.
Oltre la raccolta attraverso "firmiamo.it" e i "siti amici" che lo reclamizzano e/o collaborano all'iniziativa, hanno recentemente inviato adesioni: l'Associazione Contromobbing di Venezia e i CUB SALLCA.
La raccolta continua, quindi chi non ha ancora aderito lo faccia, per favore!

martedì 8 gennaio 2008

CETS E NON SOLO

Curiosando in rete ho scoperto che l’acronimo CETS (da noi utilizzato per Comitato Esternalizza Tu Sorella) ha anche un'altra valenza: si tratta di un nuovo sistema di tracciamento contro la pedopornografia.

Questo nuovo strumento (Child Exploitation Tracking Sistem) consentirà alla Polizia Postale delle Telecomunicazioni di tracciare eventuali tentativi di pedopornografia on line e di indagare con maggiore efficacia gli individui e i siti internet sospetti.

A questo proposito, visto che non se ne parla mai abbastanza, vi segnalo anche questo sito-progetto (affidato al telefono azzurro): www.hot114.it

Il 114 è la linea telefonica di emergenza accessibile gratuitamente da telefonia fissa (perché solo da telefonia fissa????) da parte di chiunque intenda segnalare situazioni di emergenza in cui la salute psico fisica di bambini o adolescenti è in pericolo o a rischio di trauma.

Da questo numero parte l’idea dell’hot 114, dedicato alla pedopornografia on line.

Per i dettagli visitate il sito, e perdonatemi la digressione.

lunedì 7 gennaio 2008

RISCHIARE

A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi;
A piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui;
Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti;
A vivere c'è il rischio di morire;
A sperare c'è il rischio della disperazione e
A tentare c'è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.

Leo Buscaglia

sabato 5 gennaio 2008

La Befana


Un tempo la Befana

veniva col vento di tramontana

su una scopa e col saccone

mezzo pieno di carbone

e lasciava tanti doni

solamente ai bambini buoni.

Ma poi lei è andata a scuola

e ha imparato una cosa sola:

bimbi cattivi non ci sono per niente

non serve il carbone assolutamente!

Non serve la scopa per portare il saccone

se viaggi col razzo a propulsione.

Ci son doni per tutti i bambini,

anche se non esistono più i camini.

Se il mondo è cambiato non fa niente:

la buona Befana verrà certamente

NON MANCATE


ROMA 9 GENNAIO ORE 20.30
NEI PRESSI DEL NOSTRO UFFICIO.

Finalmente ci sarà un incontro al quale parteciperà un buon numero di lavoratori esternalizzati.
Sarà un' occasione per venire informati da chi è " del mestiere" su casi come il nostro. Le informazioni abbracceranno sia la sfera sindacale (saranno presenti dei rappresentanti COBAS) che l'eventuale tutela legale (probabile presenza di un avvocato). Per i dettagli sull' incontro invitiamo chi ne avesse bisogno a scriverci una mail.
Sottolineiamo l' importanza di questo incontro anche come occasione di scambio di idee e di informazioni tra noi lavoratori di tutti i reparti coinvolti.
Grazie a tutti coloro che sceglieranno di investire in modo costruttivo un' ora del loro tempo e che saranno con noi.

giovedì 3 gennaio 2008

Caso Thyssen di Torino


Tratto da TGCom:
Torino, morto capo Vigili del fuoco
Thyssen, colto da malore in Procura
Giorgio Mazzini, 67enne capo del Corpo dei Vigili del fuoco e vice capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, è morto a Torino dopo esser stato colto da un grave malore mentre si trovava al palazzo di giustizia per incontrare i magistrati che si occupano del rogo alla ThyssenKrupp. Mazzini è scomparso poco dopo la celebrazione dei funerali di Giuseppe Demasi, settima vittima dell'incendio.
Mazzini aveva 67 anni, era sposato e aveva due figli. Sarebbe andato in pensione tra due mesi. L'ingegnere si è sentito male all'interno del palazzo di giustizia ed è morto poco dopo. Mazzini si è accasciato al suolo all'improvviso, senza nessuna avvisaglia precedente, mentre si trovava in Procura a Torino, nella stanza dell'ispettore di polizia giudiziaria Raimondo Romanazzi, uno dei più stretti collaboratori del pubblico ministero Raffaele Guariniello nel quadro degli accertamenti sul rogo alla Thyssenkrupp.
I soccorsi sono stati inutili. I sanitari hanno tentato un massaggio cardiaco, ma senza esito. Sul posto, al quinto piano del palazzo di Giustizia di Torino, è giunto un medico legale per svolgere gli accertamenti di rito.

sabato 29 dicembre 2007

L'avete firmato già tutti?


Oltre all'importante firma da apporre per la petizione del 2112 proposta da Sergio Zannutto (banner a destra), volevo sottolineare l'importanza di sottoscrivere la richiesta del referendum banalmente chiamato "contro la precarietà".
Riporto per chiarezza il manifesto, per la firma basta andare QUI

Per l’attuazione dei referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale

I firmatari del presente appello, considerando la precarietà uno dei peggiori mali della nostra società che impedisce a giovani e meno giovani di costruirsi un futuro, che riduce certezze e diritti, che ostacola qualsiasi possibilità di cambiamento in positivo della società civile, che affossa la solidarietà e la giustizia sociale, ritengono opportuno accompagnare alle mobilitazioni ed alle lotte che si sono messe in atto sino ad oggi e che sicuramente continueranno nel prossimo futuro, uno strumento democratico e di massa come il Referendum abrogativo.

Una ipotesi aperta che, partendo dalle Legge 30 e dalla Legge 276 relative ai lavori atipici e passando alla Legge 368 che regola specificatamente i contratti a tempo determinato, vada ad intercettare anche la richiesta diffusa di maggiore democrazia sindacale attraverso l'abrogazione parziale dell'Art. 19 dello Statuto dei Lavoratori, nella parte che discrimina le organizzazioni sindacali non firmatarie di contratto, eliminando un assurdo giuridico e politico che ha messo nelle mani dei datori di lavoro il riconoscimento della controparte sindacale.

Il 16 Ottobre alcuni giuslavoristi e alcuni precari e rappresentanti sindacali di base hanno depositato in cassazione tre quesiti referendari sul lavoro precario e sulla democrazia sindacale nei posti di lavoro. I quesiti sono finalizzati ad eliminare le maggiori storture del mercato del lavoro presenti nell'attuale legislazione ed a ripristinare la democrazia sindacale.

- abrogazione totale della Legge 30 e del decreto legislativo di attuazione 276 del 2003;
- abrogazione parziale del Decreto Legislativo 368 del 2001 sui contratti a tempo determinato.
- abolizione delle parole: nell'ambito delle organizzazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva; dell'art. 19 della Legge 300/70.


I firmatari del presente appello sostengono il Comitato Promotore che non si ritiene il detentore unico dei quesiti referendari depositati,considerandoli una proposta aperta a modifiche, ampliamenti ed integrazioni.

http://www.bastaprecarieta.org/

venerdì 28 dicembre 2007

CASO WIND

La vergognosa ipotesi di accordo è stata bocciata dalle assemblee dei lavoratori che hanno dimostrato di avere dignità.

Bravi ragazzi.

Mi chiedo... ma ci rendiamo conto di chi sono i nostri ministri?
Come si possono di fatto avallare certe strategie aziendali?

Ometto, non a caso ma solo per disgusto, ogni qualsivoglia commento sui sindacati che l'hanno siglato.... ho avuto un nauseante dejà vu.

mercoledì 26 dicembre 2007

27 dicembre: sciopero Comdata (dal blog esternalizzati.ilbello.com


Comdata: Proclamate 8 ore di sciopero sulle sedi di Torino, Ivrea, Scarmagno, Asti, La Spezia e Olbia, con presidio all’ingresso
A fronte dell’ interruzione della trattativa sul secondo livello di contrattazione
(24 dicembre 2007)

Inaspettata la rottura delle trattative in COMDATA S.p.a dopo un anno di attento e consapevole lavoro svolto dal Sindacato e dai lavoratori tutti, confermato da un accordo sulle stabilizzazioni che ci aveva fatto ben sperare per il percorso successivo.
Comdata, nota per la recente acquisizione del ramo di Vodafone S.p.a, che ha coinvolto 914 lavoratori destando preoccupazione per il mantenimento delle condizioni economiche, contrattuali e forte attenzione alla stabilità occupazionale degli stessi; Comdata che ha risposto a queste preoccupazioni ribadendo la centralità del “valore dell’uomo” nella propria politica aziendale e che ha fornito grandi rassicurazioni sul solido profilo economico in costante e forte crescita.
Valore dell’uomo e crescita di fatturato: queste sono le basi che sono venute a mancare durante l’ultima fase di trattative che andavano delineando la distribuzione di parte degli utili ai lavoratori ( p.d.r.), i passaggi inquadramentali e i buoni pasto come temi principali.
Comdata ha detto NO. Ha detto no a tutte le richieste onerose annunciando che “non c’è torta da dividere” rinnegando dunque, quanto poco meno di due mesi fa, in occasione dell’acquisizione del ramo Vodafone, era diventata la base delle rassicurazioni date ai lavoratori.
Comdata e l’Unione Industriali di Torino, dichiarando di non avere intenzione di “trattare con le RSU”, hanno chiuso il dialogo con la delegazione sindacale. Rinnegando la loro rappresentatività, rifiutandosi di ascoltare le migliaia di lavoratori che da anni permettono all’Azienda di crescere in modo esponenziale; gli stessi lavoratori che portano i profitti all’interno della stessa che vanno a coprire i costi degli investimenti e delle acquisizioni e si trovano costretti a vivere con 900 euro al mese.
A fronte di questa situazione INACCETTABILE, le RSU/RSA proclamano uno sciopero di 8 ore per il giorno 27 dicembre 2007 con relativo presidio davanti all’ingresso di ogni sede, auspicando la massima partecipazione dei lavoratori e l’attenzione degli organi di stampa che tanto hanno seguito la vicenda Comdata-Vodafone degli ultimi mesi.
presidio su Torino, Via Carlo Alberto, 22 dalle 8 alle 18presidio su Ivrea, Via Jervis, 77 dalle 8 alle 18presidio su Asti, Via Guerra, .5 dalle ore 6.00 alle ore 18.00
18.12.2007
Le RSU/RSA Comdata

sabato 22 dicembre 2007

Buon Natale!


Auguri di Buone Feste a tutti i colleghi esternalizzati e non e alle vostre famiglie!


Il Cets


"Italia, addio giorni di gloria" (da TGCom)

Il Times boccia il nostro Paese

"I giorni di gloria sono finiti e l'Italia si appresta a diventare vecchia e povera". E' il giudizio impietoso che il Times dà del nostro Paese, spiegando che "gli standard di vita sono caduti dietro quelli della Spagna e i politici sono vecchi e stanchi" e quindi "adesso i tristi italiani pensano che il loro futuro sia orribile". Ma per Luca Cordero di Montezemolo, interpellato dal giornale britannico, "al di là del malessere diffuso, la speranza c'è".
Secondo il quotidiano inglese ''c'è un senso di angoscia nazionale in Italia in questo scorcio di 2007'' in cui ''per la prima volta la Spagna ha superato l'Italia in termini di standard di vita'' e in cui si sente ''sul collo il fiato della Grecia''. Il problema, dice il Times, non riguarda solo prezzi e salari, con un mood che ''raggiunge il cuore del dibattito dell'Italia con se stessa sulla propria anima e identita'''. Nessun profeta in patriaGli italiani, con Fabio Capello ct della nazionale inglese e Carla Bruni ''che ha conquistato il cuore del presidente francese'' stanno ricoprendo ruoli importanti nel mondo, tuttavia, in patria, ''sono consumati da un senso di declino nazionale''. In particolare, la sensazione è che ''il passato è la gloria dell'Italia, ma ne è anche la sua prigione, con la politica e l'economia dominate da una gerontocrazia, mentre gli imprenditori e i politici più giovani sono tenuti a freno''. Arte in crisi, politica vecchiaA giudizio del quotidiano anche l'arte fa fatica: ''Sebbene - si legge nell'articolo - ci siano buoni registi, non c'è nessuno che possa essere paragonato a Fellini o Visconti, e Monica Bellucci, con tutta la sua bellezza, non è Sofia Loren (e in ogni caso vive a Parigi)''. Prendendo spunto dal libro "La Casta", il Times si sofferma poi sugli sprechi della politica, con ''il Quirinale che costa quattro volte quanto Buckingham Palace'' e sottolinea le criticità del mondo del lavoro dove ''prevale una mentalita' di lavoro per tutta la vita'', con posti assegnati ''non sul merito ma attraverso una rete di favori reciproci e legami familiari noti come 'raccomandazione' (in italiano, ndr)'' e con scioperi a ripetizione. ''Perfino il nucleo familiare italiano - continua il Times - una volta baluardo (con la Chiesa Cattolica) della societa' italiana, e' in declino, con un aumento dei tassi di divorzio, una bassa natalita' e l'incremento dei genitori single'', anche se la famiglia ''continua a rappresentare un rifugio per i giovani italiani''. Povera ItaliaIl quotidiano punta poi il dito sulla povertàdelle famiglie (11%), i costi dell'energia, la forza dell'euro che colpisce l'industria del lusso e la concorrenza dall'Asia sul tessile. Il risultato, conclude il Times citando la ricerca dell'Università di Cambridge, ''è che gli italiani sono i meno felici d'Europa'', anche se ''c'è una speranza'': ''In Sicilia - ricorda il quotidiano - il potere invalidante della mafia è finalmente contrastato dagli imprenditori, quasi tutti quarantenni con esperienza in campo europeo, che rischiano la vita rifiutandosi di pagare il pizzo''.

mercoledì 19 dicembre 2007

Thyssen, morto sesto operaio (da TGCom)


Rosario Rodinò aveva 26 anni
Non ce l'ha fatta nemmeno Rosario Rodinò. L'operaio di 26 anni, rimasto gravemente ferito nell'incendio scoppiato all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino e ricoverato presso il reparto grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova, è morto. A darne notizia è la direzione sanitaria del nosocomio. E' la sesta vittima del rogo nell'acciaieria torinese. Il giovane aveva ustioni sul novanta per cento del corpo.
Il rogo si era sviluppato nella notte fra il 5 e il 6 dicembre scorso nello stabilimento torinese della multinazionale. Il nome di Rodinò si va aggiungere alla lista che già annovera Antonio Schiavone, 36 anni, Roberto Scola (23), Angelo Laurino (43), Bruno Santino (26) e Rocco Marzo (54), che è deceduto domenica scorsa. Resta ricoverato in gravissime condizioni un settimo operaio, il ventiseienne Giuseppe Demasi. Accertate le cause dell'incendio, la procura di Torino sta cercando di definire le responsabilità. Per ora gli indagati sono tre, ma alla luce di quanto sta emergendo, il quadro potrebbe essere modificato. I magistrati contano di chiudere le indagini entro la fine di gennaio.Torino, tensione al funerale di Rocco MarzoIntanto si sono svolti a Torino, nella parrocchia di San Giovanni Maria Vianney nel quartiere di Mirafiori sud, i funerali di Rocco Marzo, il quinto operaio morto nel rogo del 6 dicembre. Tensione durante le esequie con Ciro Argentino, sindacalista della Fiom e compagno di lavoro delle vittime, che ha stracciato il nastro che cingeva la corona inviata dall'azienda e ha urlato ai dirigenti che entravano in chiesa (c'era anche l'amministratore delegato, Harald Espenhahn): ''Avete le mani sporche di sangue''. La funzione funebre è stata officiata dall'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, e concelebrata, fra gli altri, da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele. In chiesa la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, il sindaco e il presidente della Provincia di Torino, Sergio Chiamparino e Antonio Saitta. Il cardinale è apparso molto commosso, anche perché era giunta notizia della sesta vittima deceduta nell'ospedale di Genova: ''La solidarietà della città è grande, anche l'azienda si è unita nella solidarietà, ma non basta. Serve un sussulto. Solo ieri in Italia sono morti altri 5 operai. Quella della sicurezza sul lavoro è un'emergenza nazionale''.

martedì 18 dicembre 2007

Incidenti lavoro: luci al Colosseo


(ANSA)-ROMA, 18 DIC -Il Colosseo e' stato illuminato in solidarieta' delle vittime sul lavoro, l'iniziativa e' stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio. Hanno partecipato anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ai piedi del Colosseo, dalla parte che guarda verso l'Arco di Costantino, e' stato esposto uno striscione con la scritta 'Mai piu''. Circa 200 persone partecipano alla fiaccolata.
Venerdì 7 dicembre 2007Comunicato dei Segretari Generali Nazionali di CGIL, CISL, UIL (tratto da Vodafone People):
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti lanciano l'allarme dopo gli ultimi morti sul lavoro. ''Non è più tollerabile questo continuo stillicidio, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità''.A partire da lunedì, quando Torino si fermerà, i segretari generali chiamano il mondo del lavoro a tre giorni di lutto e invitano i lavoratori ad esprimere sui luoghi di lavoro la propria partecipazione al cordoglio con un segno visibile, una fascia nera al braccio.Nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil promuoveranno importanti iniziative per la sicurezza, affinchè questa strage finalmente si arresti.***I dati della strage resi pubblici il 09/12/2007:da lunedì 1 gennaio a sabato 8 dicembre 2007, sono morte sul lavoro... 984 Persone,e la strage continua.


Tratto dal nr. 55 del mensile "Valori"

Tradito due volte (di Federica Fusco)


Il taglio dei rami secchi non risparmia nemmeno l’inventore degli sms solidali: è uno dei 914 esternalizzati.

FRANCESCO FORASTIERE LAVORAVA AL CALL CENTER VODAFONE di Roma.
Oggi continua a gestire i contratti dei clienti della compagnia telefonica, ma come dipendente
della Comdata.
È uno dei 914 esternalizzati. Con un dettaglio in più. Perché la sua storia è diversa dalle altre?
Perché sono stato tradito due volte. Come tutti gli esternalizzati, sono stato “ceduto” a un’altra azienda più piccola, con meno garanzie e meno certezze. In più non è stato minimamente considerato quello che ho dato a Vodafone.
A che cosa si riferisce?
Nel 2000 ho avuto un’idea per un servizio da lanciare: un sms per fare beneficenza. Ne ho parlato con i team leader, ho inviato una email all’amministrazione e ho usato il canale di comunicazione “Fai sentire la tua idea” che dava ai dipendenti la possibilità di esprimere
suggerimenti e pareri. Nel 2002 ho visto la mia intuizione diventare realtà. In occasione del tragico crollo della scuola elementare di San Giuliano, il Tg5 lanciò insieme a Vodafone la possibilità di donare un euro inviando un sms. In pochissimi giorni furono raccolti tre milioni.
E l’azienda ha riconosciuto il suo contributo?
Non in modo ufficiale, né in termini economici. Ma il 16 Giugno 2005, durante il “Focus on us”, momento di confronto tra dipendenti e dirigenti Vodafone, l’amministratore delegato Pietro Guindani ha riconosciuto la mia paternità sull’sms solidale, divisa con altre due persone. Quella che era nata come Omnitel è diventata un’azienda leader a livello internazionale anche grazie al lavoro dei suoi dipendenti. Ora però pare essersene dimenticata. .
Tradito due volte.

Toc toc... c'è nessuno in casa??? (4)

Dopo 19 giorni il "varco" sul soffitto è stato chiuso e sigillato.
Grazie per il pronto intervento, ma visto che siamo quasi sotto le feste potevamo lasciare ancora per un pò il cielo in una stanza, affinchè Babbo Natale e la Befana potessero usufruire del varco già aperto!

domenica 16 dicembre 2007

Cartella sanitaria e di rischio lavorativo

Ieri mi è stata recapitata la documentazione relativa alla mia condizione sanitaria controllata, verificata e certificata in questi anni dalla ns vecchia azienda.
Ho avuto questa sensazione.....un' ulteriore conferma del calcio nel fondoschiena che abbiamo ricevuto con l'esternalizzazione.
Mi viene da ridere a leggere l'esito delle PSEUDO visite che viene riportato nella cartella.....l'incontro con un medico che ti batte con il martelletto sulle ginocchia per verifichare i riflessi, che ti fa fare 2 piegamenti per appurare lo stato di elasticità fisica, che ti chiede "Accusa qualche disturbo?"...può essere considerato tutto ciò alla stregua di una visita medica?!
Eppure il plico consegnatomi è di notevoli dimensioni; dimensioni che racchiudono un vuoto....il vuoto dovuto alla mancanza di considerazione, di rispetto, di stima che questa azienda, nata e cresciuta, grazie a noi, semplici e motivati lavoratori, si è "dimenticata" di riempire!
E' stata capace di farci accumulare delusioni su delusioni senza adottare uno stile di comunicazione adeguato e d'obbligo per chi gestisce delle persone e non solo dei numeri!
"Cara vecchia azienda" non voglio più sentir parlare di te, se hai ancora cose da inviarci...strappale, bruciale, buttale, ma fammi un favore....SPARISCI!

La Regina

mercoledì 12 dicembre 2007

Tratto dal nr. 55 del mensile "Valori"

Mamme Vodafone in vendita. Solo una coincidenza?

Ceduta a Comdata una fetta della compagnia telefonica e il 10% del personale. I lavoratori temono di restare a casa. I sindacati ottengono qualche garanzia. Le dipendenti donne accusano: «Hanno voluto farci fuori». L’azienda smentisce sdegnata. Ma, intanto, il 50% delle lavoratrici colpite a Milano sono mamme da meno di tre anni.

ERA UN VENERDÌ COME UN ALTRO, il 14 settembre a Milano. Un salto in edicola prima di entrare in ufficio. Sole24Ore, pagina 25. “A Comdata i servizi Vodafone”,“Vodafone pronta a cedere parte dei servizi di gestione a supporto del cliente... cinque centri in Italia... diverse centinaia di lavoratori”. Come? Chi? Significa che ci licenzieranno? Un vero e proprio fulmine a ciel sereno per Milena, 37 anni, dipendente della filiale milanese della compagnia telefonica. Insieme agli altri 9.149 dipendenti Vodafone, ha saputo in questo modo, dalle pagine di un quotidiano, di rischiare di essere “esternalizzata”. L’azienda stava cioè cedendo alla torinese Comdata (vedi ) le proprie attività di back office (i servizi di assistenza al cliente come l’attivazione e la cessazione dei contratti) e di gestione del rischio crediti. Ma stava per essere “ceduta” anche una parte consistente dei dipendenti dell’azienda, 914 in tutto, il 10 per cento del totale, in cinque sedi: Milano, Ivrea, Roma, Padova e Napoli. Questi lavoratori in pratica
avrebbero continuato a fare quello che facevano prima, ma non più alle dipendenze di Vodafone, bensì di Comdata, che sarebbe diventata (in realtà lo era già da anni) fornitore di un servizio per la compagnia telefonica.
Detto, fatto.
Dopo un mese e mezzo da quel venerdì, la cessione è diventata realtà. «All’inizio di novembre abbiamo ricevuto una raccomandata, in cui ci annunciavano dove e quando avremmo dovuto presentarci per iniziare il nuovo lavoro. O meglio il vecchio lavoro con il nuovo capo», racconta
Milena. Gli scioperi, i presidi sotto i call center, gli incontri tra i sindacati e l’azienda sono serviti a ottenere qualche garanzia per i lavoratori, ma non abbastanza, dicono le organizzazioni di categoria. Ad esempio non è affatto chiaro che cosa succederebbe ai lavoratori nel caso in cui
Comdata decidesse di recedere dal contratto con Vodafone. Che fine farebbero i lavoratori? Resterebbero alle dipendenze dell’azienda torinese? Verrebbero reintegrati nella compagnia telefonica? O si ritroverebbero senza un lavoro?
Qualcosa di strano
Che cosa c’è di strano nel fatto che un’azienda decida di vendere una parte della propria attività? Ha tutto il diritto di farlo, sostengono i vertici Vodafone. «Questo è vero, se vengono garantiti i diritti dei lavoratori – replica un rappresentante della Rsu (la rappresentanza sindacale unitaria) della sede di Milano – Peccato che in questo caso qualcosa di strano ci sia. Primo, nell’uso distorto dello strumento della cessione del ramo d’azienda, lacosiddetta “esternalizzazione”. Era nata con la legge Biagi come strumento a tutela dei lavoratori di aziende in crisi, invece, è diventata un’arma ad uso esclusivo delle aziende per tagliare i costi del personale. Spesso l’esternalizzazione diventa l’anticamenra del licenziamento». «Non c’è nessuna motivazione industriale per la decisione di Vodafone – continua il rappresentante della Rsu – Perché un’azienda con 8,1 miliardi di euro di fatturato in Italia decide all’improvviso di cedere il 10 per cento del proprio personale, tra l’altro di un settore che fino al giorno prima aveva indicato come uno dei più efficienti e redditizi? Solo motivazioni di natura finanziaria, per tagliare i costi del
personale». «Ma l’elemento più grave è il modo in cui hanno scelto chi esternalizzare – aggiunge
Milena –. Guarda caso è stato preso di mira proprio un reparto con un elevato numero di donne e di mamme. Come non pensare a una volontà precisa di liberarsi di questa scomoda categoria di lavoratori?». È questa l’accusa, non da poco, lanciata alla Vodafone, che naturalmente smentisce. Ma Milena porta numeri e statistiche per provare le sue parole. Il 70% dei lavoratori colpiti a Milano sono donne, di cui un 50% mamme con bambini fino a 3 anni. E la percentuale si ripete simile nelle altre città. Qualche dubbio è legittimo. .

sabato 8 dicembre 2007

Seconda puntata

A grande richiesta, il seguito del racconto scritto da Piper.


DIALOGO AL PARCO TRA NONNI

Nonno Umberto e Nonno Aristide:

N.A.: Aò Bongiorno sor Umbè!
N.U.: Oh, bongiorno Arì
N.A.: ‘mbè che te stai a legge? Er coriere d’osporte? Aò hai visto Totti domenica?…
N.U.: See bonanotte! Ma che coriere e gazzetta! Arì ma che Totti e Totti, ‘sto a legge ‘a politica, a cronaca…
N.A.: ‘Fa ‘npò vede?! L’Unità, Repubblica, er Messaggero… E com’è aò? L’ultima vorta che hai comprato l’Unità era vivo Togliatti era vivo… che me so perso quarcosa? Aumenteno le penzioni? c’è ‘na rivoluzione?
N.U.: Ari’, so preoccupato!
N.A.: De che, de la pròstata?
N.U.: See de mele! Ma che prostata Arì!!! So preoccupato pe mi nipote!
N.A.: Ihh! Er tu nipote?! Ma che se drogà? Se fa i così lì… gli spillini!?
N.U.: Arì, a parte che se chiameno spinelli, e poi ‘co quello che guadambia…me sa che lo spacciatore manco ce parla co lui! Ma no, che droga Arì, er problema è er lavoro!
N.A.: Ma come scusa, ma tu nipote nun lavora pe quella ditta, quelli dei telefoni, quella de Totti…
N.U.: Si e lavora pure ‘co Gattuso! Arì la vodafonne, o vedì che te stai a rincojoni co stò calcio???
N.A.: E vabbè era pe fatte capì! Va bè ma ‘nzomma, nun lavora pe la cosafonne??, che ha fatto qualche casino? ha litigato cor capufficio?
N.U.: Noonee!!!, a parte che er capufficcio nun esiste più da li tempi der cucco… e poi no, nun ha fatto nessun casino, anzi, poraccio e’ serio e lavoratore, fa le notti, i turni… Noo, e che hanno venduto la ditta.
N.A.: Ma come? Hanno chiuso a cosafonne? Ma se stanno a fa pure a pubblicità, dice che regaleno pure le machine!
N.U.: Si, a lui però je l’ha portata gattuso… Aridanghete ‘co stà pubblicità!!! Zittete n’attimo che mò te spiego: Allora, mo te faccio un esempio, seguime eh! Allora, tu c’avevi er banco der pesce ar mercato no?
N.A.: Umh, si embè?
N.U.:Embè, ar banco tu c’avevi li scaffali co le seppie, le sojole, li scampi…
N.A.: se li calamari e le triglie! Ho campito, mbè?!
N.U:: Ecco allora, mo tu immaginate che vendi un sacco de pesce, poi un giorno, la moje de tu fio apre un negozio de surgelati
N.A.: Ihh li surgelati ma per l’amor de Dio! I surgelati noo eh!
N.U.: E zittate famme spiegà! Allora dicevo tu nuora apre stò negozio, allora tu che fai? Je cedi er ramo d’azzienda!
N.A.: Er ramo de chee???
N.U.: Er ramo d’azzienda, cioè tu lo scaffale der baccalà lo riempi co quello surgelato che te fornisce tu nuora, così tu lo paghi de meno e te lo rivenni a lo stesso prezzo, e in più c’hai fatto guadambia’ pure tu nuora no?
N.A.: Scusa eh, ma se io le sojole le piavo già belle e fresche dar pescatore ma perché devo fa sto giro?
N.U.: Ahh allora vedi che nun voi capì? Te invece de pja er baccalà dar pescatore e pagallo 10 euri, per rivennelo a 15, lo prendi da tu nuora che l’ ha pagato 3, tu je dai 5 e lei così ha guadagnato 2,
e poi lo rimetti sur bancone de la pescheria tua sempre a 15. Così, i contatti cor fornitore, le magagne e le fatturazioni ce l’ha tua nuora, e te te devi solo limità a vende stì baccala che però all’ occhi de la gente sembreranno sempre lì stessi, ma tu ce guadambi belli belli 10 euri, 5 de più, così un domani che te voi vende er banco fai pure vedè che li guadagni so più alti de prima!
N.A.: E vabbè ho capito ma così è ‘na sòla!!!
N.U.: eh no, perché c’è ‘na legge che te dice che se po’ fa!
N.A: E vabbè ma dall’occhietto der pesce se vede che…
N.U.:Ehh se vede se vede…Si, lo poi pure guardà nell’occhi ma tanto sempre un baccalà è! Chi se preoccupa de lo sguardo de n’baccalà?!.
N.A.: E quindi me voi dì che tu nipote… ha fatto a fine der baccalà??!!!
N.U.: Eh già!
N.A.: A Umbè, meno male che oggi è giovedì!!! Così, gnocchi,* che si poco poco era venerdì e chi c’aveva er coraggio de magnasse er baccalà!
N.U.: aho' artro che magnasselo, quelli er baccalà se lo so già magnato e ric…to
N.A.: Si si, ho capito Umbe', ho capito….

* La tradizione culinaria romana vuole che al giovedì si servano gnocchi, venerdi baccalà, e sabato trippa…

... Continua…
Piper

martedì 4 dicembre 2007

Riceviamo e pubblichiamo

Lettera NON pubblicata sull'assemblea del 26/11/07


Stavolta questa lettera non ci è stata pubblicata e allora, terminati i tempi canonici dell'attesa, la facciamo circolare al nostro interno, perché siamo stati gli unici “testimoni alternativi” dell’assemblea del 26 novembre scorso indetta da SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM, all’auditorium di in via Rieti a Roma, dove presentavano le loro norme sulle cessioni di rami d'azienda. La prima osservazione, ma lo davamo per scontato, è che non hanno fatto alcuna autocritica per non avere mai ostacolato in Telecom Italia e nelle aziende di TLC tutte le esternalizzazioni richieste dal datore di lavoro; per questo sono stati quindi rumorosamente fischiati da molti delegati e semplici lavoratori presenti, anche perché il tavolo di presidenza di cgil-cisl-uil ha, tra l’altro, negato l'intervento a Roberto Di Palma, delegato CGIL Vodafone, perché in disaccordo sulla cessione di 914 dipendenti appena sottoscritta ed anche alle RSU SNATER in quanto non confederali. E' riuscito a conquistare pochi minuti solamente Stefano Torcellan, RSU CGIL e Presidente A.N.L.E. (Associazione Naz. Lavoratori Esternalizzati), che con passione ha cercato di evidenziare l'inadeguatezza della loro proposta di legge che non migliora la vita di chi è già stato ceduto od è in procinto di esserlo, poiché consegna comunque il lavoratore ad una ergastolana precarietà nel cinico mondo delle speculazioni e delle fittizie combinazioni societarie con scadenza programmata. Chiediamo ai giornali che hanno raccontato un’altra assemblea, come sia possibile che cgil cisl e uil non riescano a capire che la loro proposta di vincolare il cedente sulla stabilità occupazionale, per il periodo della commessa o per almeno 48/72 mesi, è un modo per attaccare ed aggirare il contratto a tempo indeterminato, determinando perdite di diritti e di posti di lavoro? Torcellan ha inoltre ricordato i 3000 lavoratori Telecom esternalizzati, in parte fuoriusciti con mirate e “concertate” procedure di licenziamento e collocazione in mobilità (artt 4 e 24 L. 223/91) “pseudo-volontarie” e veracemente indotte. Pur essendo stata apprezzata l’intenzione di modificare l’articolo di legge che ripristinerebbe la preesistenza dell’autonomia funzionale, si è invece trascurato di sostenere il diritto del lavoratore di «opporsi al trasferimento al cessionario del suo contratto di lavoro…», unica vera garanzia di salvaguardia, in consonanza con la giurisprudenza comunitaria e con la proposta di legge del PRC, presentata a febbraio 2007.
Non gli è andata tanto bene, in termini di consenso, neanche con qualche intervento tra tutti quelli "preventivati e filtrati" essendo il tema troppo tormentato e la sofferenza non ha sigle!

Stefano Torcellan dell'Associazione Esternalizzati
Daniela Cortese e Raffaele Trischitta RSU SNATER Telecom Italia Sparkle
Roberto di Palma RSU CGIL Vodafone

METRONOTTE PRECARI

In questo momento è in corso un assalto alla camera dei deputati da parte di un gruppo di metronotte che stanno protestando perchè il loro lavoro è a rischio.

Ora... non è che voglio avallare questi gesti... però una considerazione è d'obbligo.

Non avevo mai sentito parlare prima di questa situazione di precariato dei metronotte.
Cosi' come il 99% della popolazione italiana non ha sentito parlare delle nostre inutili proteste pacifiche sulla cessione ramo d'azienda Vodafone.

Perchè si deve arrivare a questi gesti per avere un posto in prima pagina?

Metronotte, sto con voi.

Ghebba.

SQUITT SQUITT


Così faceva il topolino appena trovato in sala break tra la macchinetta del caffè e il microonde... chissà come stava calduccio...

povero

è stato soppresso.

Ci permettiamo di insistere...

La petizione on line per la proposta di modifica dell'art. 2112 del Codice Civile si è arenata a 460 firme. LA META' DEGLI ESTERNALIZZATI VODAFONE!!!!!!!!

In tutto se ne sono raccolte 1.700.

Ma vogliamo muoverci o no?

E' sconcertante, noi 914 ci siamo passati in prima persona, tanti colleghi del mondo delle telecomunicazioni lottano con queste norme e ne subiscono le conseguenze, ma non solo... può toccare i nostri mariti, le nostre mogli, i nostri amici, parenti, un domani anche i nostri figli se non lottiamo, ADESSO, per loro.

E non sto parlando di chissà quale lotta, sto parlando di una FIRMA, di una voce per dire "ehi, guardate che non sono d'accordo, che c'e' qualcosa che va cambiato, e subito.".

ECCHECAVOLO.