Sono di pochi giorni fa i resoconti
inviati da Cgil e Cisl al personale Comdata Care circa il tavolo triangolare
Vodafone/Comdata/OO.SS.
Oltre il cabaret offerto a Roma dal solito battibecco tra rappresentanti fistel e slc (questa volta sul fondamentale punto di chi ha inviato per prima il resoconto) e una necessarissima spiegazione del perchè una delle due non fosse presente a quell'incontro, altre sono le notizie che apparirebbero risibili se non fosse per la loro cruda drammaticità:
l'azienda Comdata Care ha aperto il confronto confermando la fusione per
incorporazione in Comdata SPA, questa avverrà come da accordo del 25 maggio 2012
entro il 2014 e senza nessun vincolo al contenzioso
legale
(cosi come più volte nelle varie plenarie alcuni responsabili avevano
dichiarato), ma solo successivamente alle opportune verifiche societarie e
fiscali.
Insomma Comdata Care ha detto “la
facciamo, ma solo dopo averne verificata, sia a livello societario che
finanziario, la fattibilità”. E le OO.SS. ne hanno semplicemente preso atto,
senza nulla ribattere! Si sentono davvero garantite da tale affermazione? I
lavoratori davvero no.
Sul vincolo al contenzioso legale poi, dopo la
lettera di Comdata del 21 giugno scorso in cui si leggeva che la fusione sarebbe
avvenuta qualora “sia ritirata gran parte del contenzioso
promosso”, anche
Vodafone si esprime sul punto nelle memorie difensive prodotte per l'impugnativa
dei licenziamenti scrivendo “Non è infatti pensabile che
un'azienda s'impegni ad acquisire tramite fusione un'altra società, ancorchè
appartenente al proprio Gruppo, non sapendo quale sia il numero dei dipendenti
che entreranno a far parte della incorporante. […] potenzialmente l'alea dei
giudizi al momento interessa l'esistenza o meno di oltre 300 rapporti di lavoro
su 914 lavoratori di Comdata Care. Da qui l'esigenza del reciproco abbandono del
contenzioso”
Insomma, a scrivere che la fusione si
farà senza alcun vincolo al contenzioso legale sono rimaste solo Cgil, Cisl e
Uil.
La domanda sorge spontanea: ci fanno o
ci sono?
Cgil, Cisl e Uil sono davvero così
incapaci di intendere o fanno finta di esserlo per difendere gli interessi delle
aziende e quindi anche i propri?
Una cosa è certa: i lavoratori imbecilli
non sono!
.
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