lunedì 26 maggio 2008

S C A N D A L O S O !!!!

Roma, addì 26 maggio 2008: esplode l'estate africana, una temperatura di 32 gradi.
Sede Roma di Comdata Care: i lavoratori iniziano il proprio turno di lavoro alle 8 del mattino ed appena entrati in ufficio si rendono conto che l'aria condizionata non è funzionante.
Cosa fare? Si spalancano tutte le finestre e ci si rivolge all'azienda per chiedere di attivare l'aria condizionata (ma c'è bisogno di chiederlo??!!). Viene risposto che il collaudo, badate bene... COLLAUDO, è previsto per il 30 maggio. Ma non dovrebbe avvenire nei mesi non caldi, affinchè non si giunga ai mesi caldi con problemi al sistema di condizionamento?! Seconda risposta dell'azienda: si è rotto un pezzo ed un tecnico sta lavorando per sistemare l'impianto. Morale della favola: clima letteralmente desertico, con vento caldo entrante dalle finestre spalancate, temperatura surriscaldata ulteriormente da centinaia di computer accesi, da centinaia di persone che lavorano in open space, da luci forti....ma di aria condizionata neanche l'ombra fino alla sera.
Da notare che l'azienda occupa anche l'ultimo piano dell'edificio, proprio quello sotto il tetto letteralmente arroventato dal sole.
Domani sarà un altro giorno e forse qualcosa si muoverà, visto che la minaccia dell'esposto all'Asl di competenza non dovrebbe essere vista positivamente dall'azienda.
Non ci sono parole per illustrare l'ennesima incapacità dimostrata dall'azienda a risolvere un qualsiasi problema, l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori, l'ennesimo sgarro alla legge 626.
Un'azienda fantasma, che deve solo ringraziare di avere lavoratori capaci di gestire il lavoro e se stessi, tanto da riuscire comunque a portare alla stessa risultati brillanti!
E se domani il problema sussiste abbiate il coraggio di alzarvi dalle vs scrivanie e informare l'azienda che tornerete quando le condizioni di lavoro saranno umane!

La Regina

29 commenti:

Anonimo ha detto...

Cari compagni e compagne, inizio così perchè Io posso definirmi compagno di altri che come me danno via il... futuro... per soppravivvere nella maniera piu dignitosa possibile.
Mio figlio lo vedo un paio di volte a settimana, quando va bene, e non me l'ha imposto un giudice, non sono, almeno non ancora, divorziato.
Se mi prenderà un colpo, è molto probabile che mi prenda per strada, 120.000 km l'anno, due o tre multe, prese ogni 12 mesi, una ventina di traghetti e più o meno il doppio di aerei ogni anno. Ah dimenticavo, quello si, il più proletario dei mezzi, diciamo una 30 di Milano-Roma.
Non ci sono feste o domeniche, si lavora con gli ospedali, più precisamente con i malati, per fargli avere apparecchi che l'indomani possano farli guarire, o dirgli se e come guarire. oppure che loro no, non guariranno.
Almeno sarò stato utile, magra consolazione.
C'è chi non ha nemmeno quella.
Le condizioni meteo non le guardo nemmeno. Nebbia, neve o diluvio universale, ghiaccio o sole se ne sbattono se tu devi fare 600 o 800 km. Loro stanno lì fuori e tù lì dentro. Due metri e mezzo di larghezza e più o meno altrettanti di lunghezza per uno e novanta di altezza. Dietro di te, 13,65 metri per un totale di 16 metri e cinquanta centimetri per quatto di altezza.
Pesi 44.000 kg, più o meno come una quarantina di fiat punto. Sempre se sei in regola e non ti anno sovraccaricato il mezzo. Guidi 4 ore e 30 minuti poi ti devi fermare per almeno 45 minuti, poi puoi guidare altre 4 ore e mezzo. Quindi ti dovresti fermare. Per almeno altre 8 ore. Si dovresti. Fanno 45 ore settimanali. A cui Dovrebbero seguirne altrettante di riposo.
Io che sono un privilegiato ne faccio almeno 60/65 di ore di guida in 5 giorni.
Una "scatola nera" che si chiama tachigrafo, che sui mezzi più recenti come il mio, è digitale, si infila una card magnetica (che è obbligatoria ma la devi pagare alla camera di commercio!!!)registra tre mesi di guida fino al giorno in cui sta guidando. I dati dei mesi precedenti vanno scaricati su un computer e devono essere conservati per alcuni anni.
Si dorme in quei due metri e mezzo di larghezza per 80/90 di larghezza. Se hai un mezzo moderno d'estate puoi far funzionare l'aria condizionata anche a motore spento, perchè di dormire con i vetri aperti anche di un paio di cm non se ne parla, bene che ti vada spruzzano nell'abitacolo del gas che ti stordisce, entrano ti buttano legato sul ciglio della strada e se ne vanno. Per stare tranquilli c'è chi incatena gli sportelli dall'interno, almeno se arrivano mentre dormi senti i rumori e fai scattare l'allarme sonoro e satellitare e quelli scappano.
Se non ti pagano i pranzi scongeli qualcosa nel microonde, e metti l'isalata in frigo. Radio sempre accesa, in alto c'è quasi sempre una tv che giri per non avere la tentazione di guardare e distrarti, però ti fa almeno compagnia. Ogni tanto accendi il cb, il "baracchino", la ricetrasmittente, e trovi qualche info in più sui 5/10 km che ti aspettano davanti, una trattoria o l'indirizzo di una fabbrica o i "puffi".
La polizia stradale, i "Puffi" in gergo, spesso ti "graziano". Sbattuti in mezzo la strada giorno e notte si trovano con noi sulla stessa barca, diciamo noi a poppa e loro a prua. Ogni anno sono la specialità di polizia che ha le maggiori perdite in vite umane.
Spesso perdono la vita investiti in autostrada mentre soccorrono vittime di incidenti staradali.
Quasi sempre, se ci si trova nell'immediatezza, dell'incidente li aitui a tirare fuori i feriti dalle auto o gli regali i guanti in lattice che lo stato non gli dà. Fateci caso, anche in estate hanno i guanti di pelle nera appesi al cinturone. Se è andata male gli allunghi una vecchia coperta o il lenzuolo del lettino.
In attesa che portino via le vittime e aprano la strada.
Basta trovarti una volta, magari di notte con la nebbia, su un'autostrada con davanti un'incidente appena successo e tu che cerchi di segnalare a dei fari che sbucano dal nulla che lì davanti c'è un casino per far capire a un'idiota che si ubriaca e poi guida come si campa.
E come si crepa.
Oggi va di moda fare notizia con gli incidenti sul lavoro.
Mai sentito parlare di un autista morto alla guida del suo mezzo in un'incidente stradale.
Succede spesso, quasi quotidianamente. Manco ci degnano di fare notizia.
Roma-Milano fanno 624 km da casello a casello. Il mio mezzo e recentissimo, quindi è limitato elettronicamente a 91km/h. Il limite per noi in autostrada e 80 km/h. Si viaggia tutti sugli 85/90 km/h, massimo 95 per i mezzi più datati senza limitatore elettronico. I banditi che vanno a 100 105 sono pochi e odiati. Per primi da noi.
Con il nostro peso 5 km/h in più sono metri e metri di differenza fra fermarsi e tamponare.
O ammazzare qualcuno.
624 km di autostrada ad 85 km/h di media.
Di notte nei primi anni che fai questo lavoro puoi anche aver riposato tutto il giorno ma dopo tre ore, tre ore e mezzo al massimo ti viene sonno.
E allora o ti fermi o muori, o peggio ammazzi qualcuno.
Non ci sono scorciatoie trucchi o red bull che tengano. Dormi 40 minuti un'ora poi riparti.
La trattoria del camionista esiste ormai solo nell'immagginario collettivo.
Quando devi guidare per ore intere non ti ingozzi.
O primo o secondo leggeri, frutta e 0 alcool.
Se sgarri ti viene sonno, sonno vuol dire distrazione, distrazione vuol dire più pericolo per te e per gli altri.
La panza non ti viene per ciò che mangi ma per la vita che fai.
I testicoli sono sempre ad alte temperature perchè sei seduto e ti portano alla sterilità. Sei a rischio trombosi per le gambe e più o meno a qualunque patologia della schiena e della cervicale.
Se non ti sbottoni cinta e pantaloni mentre guidi non digerisci nemmeno l'acqua.
Quando hi finito le tue 9, 10 ore di lavore giornaliere, che con le soste vogliono spesso dire 12 ore di lavoro, non vai a casa o in palestra. Non incontri i tuoi amici. Al massimo qualche collega.
perchè ti trovi a 800/1000 o più km da casa e magari è ancora solo martedì, e tu sei in'un'area di servizio tedesca o francese.
Beh almeno all'estero sai che le regole si DEVONO rispettare, così guiderai le tue brave 9h e 30 minuti, e alla fine ti sembrerà pure di aver lavorato poco.
Dimenticavo, il nostro non è classificato come lavoro usurante.
Non ho più un partito politico che mi rappresenti, sui sindacati e sul 98% di chi li rappresenta la penso come Pierangelo Bertoli nella canzone il rosso colore.
Credere nella giustizia è la consolazione di chi non ha i soldi per pagarsi principi del foro.
L'unica cosa che non mi fà inneggiare alla lotta armata è una frase di Berlinguer che al terrorismo di sinistra disse più o meno: "Non è possibile che un'operaio che viene da anni di lotte per togliere un minuto di vita al lavoro, tolga la vita ad un lavoratore in un minuto".
Il problema forse, non è l'aria condizionata ma la libertà, quella si, condizionata.
Questo è scandaloso.
Piper

Anonimo ha detto...

e dopo sto pezzo che te voi commentà????

Anonimo ha detto...

scrivi peggio dell'urlatrice!

Punzy ha detto...

Senza parole

La Regina ha detto...

Noi commentiamo la realtà che viviamo, in più prendiamo coscienza anche delle altre. Ogni lavoro ha i propri pro e contro...il ns contro è il menefreghismo dell'azienda, l'essere trattati come bestie....oh, certo, non ci perdiamo la vita, non è così grave, ma anche il nostro è un disagio.
Forse il disagio più grande è la mancanza di rispetto, di dignità, di accortezza dei confronti dei propri lavoratori, che sono persone.
Perdonami Piper, ma trovo il tuo intervento un pò fuori luogo, perchè l'ho avvertito come un "C'è chi sta peggio di voi, quindi non lamentatevi", spero di sbagliarmi e spero che il tuo commento sia da considerare come un rappresentare la tua situazione e quella di altri.
Non facciamo la gara a chi sta peggio, cerchiamo solo di svegliare le coscienze.

Anonimo ha detto...

Ciao regina, conoscendo "un pochino" piper si, CREDO tu abbia frainteso ma non ne abbiamo parlato quindi non so.
ci dirà lui...
:)
comunque oggi l'aria condizionata è accesa ma non si respira lo stesso. poveri noi.

La Regina ha detto...

A ma in questo caso sono contentissima di sbagliarmi! :)

Anonimo ha detto...

No, la mia non vuole essere una guerra fra poveri.
So per certo che c'è chi stà peggio di me.
Io in un call center con cento persone che parlano tutte insieme non ci starei nemmeno dieci minuti. Figuriamoci anni.
Quindi onore al merito, a chi come me, forse, il lavoro che fà non se lo è scelto ma gli è capitato, magari se lo è pure fatto piacere e di certo se lo deve tenere stretto.
Il mio intervento vuole solo essere
solidale con voi ma farvi ricordare però, che se si conoscono anche i problemi degli altri, forse si riesce a ridimensionare un pochino i propri e a sopportarli/affrontarli con uno spirito più costruttivo.
Forse non scrivo in maniera impeccabile, ma di sicuro c'è qualcuno che legge in maniera altrettanto balorda.
L'arguzia stà nel capire il contenuto non la forma.
Per chi non ce la fà pazienza.
Piper

La Regina ha detto...

E vabbè Piper in un blog vuoi avere l'arguzia di capire il contenuto e non guardare la forma?! Non si ha la persona davanti, non la si conosce e non si può sempre correttamente interpretare il contenuto di ciò che si legge. Da quello che hai scritto io interpreto il racconto di una realtà diversa e pesante, sicuramente la consideri più pesante della ns altrimenti non saresti stato così dettagliato.
Pazienza, faccio parte di quelli che non ce la fanno, come dici tu.
Facciamo così mi tengo la mia realtà e continuo a contestarla, ma qualora mi venisse chiesto di essere solidale con altre realtà di certo non mi tirerei indietro. :)

Anonimo ha detto...

ah regì, tu sto piper non lo capisci proprio eh!
ahahahahahah
:)
anche il discorso dell'arguzia non era rivolto a te ma a chi l'ha paragonato all'urlatrice!!!
hihihihihi

fate i bravi!
:)

La Regina ha detto...

Ma secondo te che ce sta a fa lo pseudonimo La Regina?! La Regina dei Permalosi! Tsè, poi io non capisco! ; )

Anonimo ha detto...

sciocchina

Anonimo ha detto...

Caro compagno Piper direi che scrivi benissimo ed e' ben comprensibile il tuo messaggio.
Penso che ognuno abbia la sua "croce" ma la tua e' sicuramente piu' pesante di quella di un lavoratore di call center!!
Ci piace lamentarci di Comdata perche' ancora non siamo in grado di capire che in realta' il cattivo e' Vodafone che mostra i suoi successi e ci ha buttato fuori dalla finestra senza un perche'..
Anche in Vodafone ho lavorato senza aria condizionata ..nessuno ha fatto clamore via internet certo ci si e' lamentati ma tra di noi ,non con l'azienda..
Anche in Vodafone ho lavorato anni con un buco sul soffitto e con cestino che raccoglieva l'acqua ..nessuno ha mai fatto appelli o senteze!
Ci lamentiamo perche' sappiamo che Comdata non e' vodafone !
Perche' gli amici ci dicono ma tu "lavoravi" per quella grande azienda e ora?
Insomma non vogliamo accettare di essere stati cacciati e ce la prendiamo con chi ci paga lo stipendio..
Pensiamo se vodafone ad un certo punto ci avesse messo in cassa integrazione e poi licenziato un po' alla volta? Credo che chi ci ha "comprato" abbia bisogno di noi e creda un po' nelle nostre capacita' ...Quindi dico basta con questi lamenti da asilo nido.
Se non si seguono le regole di sicurezza segnalate i problemi ma fatelo da adulti in grado di comprendere il problema ..
Se vi dicono in questi giorni non avete lavorato al meglio dite pure che era fisicamente impossibile stare seduti davanti ad un pc a piu' di 30 gradi e basta!
Saranno in grado di capire che siamo essere umani per il resto cerchiamo di capire anche loro , voi un tecnico lo trovate in pochi minuti quando c'e' un guasto?

CETS ha detto...

Ma dove hai lavorato in Vodafone?!Negli scantinati per i topi???
In 12 anni di lavoro non sono mai stata senza aria condizionata, lì c'erano sul serio gli IT, avevamo benefit che qui ci hanno cancellato...ti ricordo anche che sarà Comdata a non lasciarci il premio di produzione annuale, che avevamo in Vodafone, ti ricordo che Comdata non ha voluto attivare una ram aziendale, ti ricordo che Comdata non ha voluto mantenere l'uso dei riposi compensativi, ti ricordo che Comdata non ha fatto, in 8 mesi dalla cessione, un corso per la sicurezza, ti ricordo che in Comdata non c'è un presidio medico...ma quante vuoi che te ne elenchi? No, perchè ne ho parecchie da dirti. Vodafone è morta e sepolta, è la situazione attuale che mi allarma.
Và a scrivere stronzate da un'altra parte e soprattutto apri gli occhi, perchè le sedie senza braccioli che Comdata ci ha concesso verranno tolte da sotto il culo anche a te!
E scusate lo sfogo, ma quando leggo idiozie del genere scritte da lingue felpate che baciano il sedere ai capi proprio non ci sto!

Anonimo ha detto...

.ti ricordo che vodafone non ha mai messo nero su bianco la situazione recuperi festivita'
..ti ricordo che ora lavori per un'altra azienda..
aprili tu gli occhi ti hanno buttato fuori non sei piu' in vodafone e per quanto rigurda la sedia vedi di tenertela stretta perche' se e' vero come dici tu che ci viene tolta allora sara' ancora piu' dura per te adattarti a fare altri lavori con altre ditte..
Devo dire che vodafone vi ha ben viziati ma per fortuna non e' stato cosi' per tutti!
Per il resto lascio scivolare le tue critiche alla mia persona ...vi dite solidali ma se non sapete nemmeno cos'e' il rispetto?

Anonimo ha detto...

..ah dimenticavo ho lavorato anche dove c'erano i topi mentre sistemavano la sede nuova e eravamo a rispondere uno a fianco all'altro ..gomito a gomito..
nessun lamento ..ecco perche' voi non ne sapete nulla !

La Regina ha detto...

Ah ah aaaahhh! Ma chi ha sciolto questo individuo?! Argomentazioni da derisione e da sberleffo collettivo.
Ma per tua fortuna ti sei mantenuto anonimo!
Torna a lavorare, muto e sottomesso.....mi sembra che le pecore facciano così.
Lo strapotere delle aziende è soprattutto merito di coscienze come le tue....che magari riescono anche ad ottenere un proprio ufficio, uso singolo, di certo non per merito.
Magari un giorno ti racconterò di tutti i mestieri che ho esercitato prima di approdare in Vodafone, alla quale io non resto votata, a differenza tua, visto che parlo dell'attuale situazione e non del passato. E di certo non ho alcun timore a tornare ad esercitare vecchie professioni. Resto in questa azienda solo finchè non troverò di meglio e fintanto che avrò dei vantaggi, ottenuti con anni di lavoro e lotte, che mi permetteranno di mantenermi.

Anonimo ha detto...

...quindi resterai in comdata a vita !
buon lavoro e non chiedere solidarita' perche' non la meriti ..ripeto ti manca il rispetto che e' la base di ogni rapporto umano..
comunque non ho visto il tuo cognome e nome quindi sei anonimo quanto me!
saluti

La Regina ha detto...

No, rimarrò in Comdata al massimo 7 anni, se mi dirà bene, ovvero il tempo della commessa...qualora tu avessi dimenticato questo piccolo particolare.
Bello credulone, mi piacciono coloro che credono ancora in Babbo Natale e alla Befana! :)
Buona fortuna a te...ciò che si augura agli altri è ciò che ci ritorna indietro, non dimenticare neanche questo ulteriore piccolo particolare.
E la chiusura del commento, ragazzi, non vi fa pensare a qualcuno? Saluti....mumble....mumble....mumble....suona un pò come i buoni padri di famiglia.
Alla prossima anonimo.
La Regina Anonima

Anonimo ha detto...

Compagno, io non porto una croce, ne la voglio portare. Io voglio solo lavorare. Non conosco direttamente la vostra situazione, mai lavorato con alcuno di voi. però conosco persone che lavorano con te da anni.
Le ho viste prima, in vodafone e poi in comdata. E mi sono fatto una mia idea.
In vodafone probabilmente i lavoratori erano più tolleranti sulle mancanze dell'azienda, (che comunque di certo non saranno mancate immagino) semplicemente perchè erano parte di una azienda.
Oggi per la maniera con cui l'azienda gli è stata sfilata da sotto al culo, con la complicità ovvio, della nuova propietà, non si può più pretendere da loro attaccamento aziendale. Molti sono ancora lì perchè non possono o non sanno prendere a calci i responsabili di questo scempio legalizzato.
E allora cosa possono fare? Cercano di far valere i propi diritti usando un sistema, inventato propio da quegli stessi sindacalisti che si sono voltati dall'altra parte in più di un occasione, per far valere il propio astio e la propia voglia di farsi sentire.
Immagina se per un giorno ci fosse il golden day in com data. Un giorno in cui tu puoi dire tutto ciò che pensi ai tuoi caporali, non capi, caporali.
Che succederebbe? prova a immaginare.
Se affitto una puttana non gli chiedo coccole.
Lei non ne fa a me.
Funziona così e nessuno dei due può farci niente.
Paghi solo una parte, l'altra non te la puoi comprare perchè è spontanea e quindi non si può vendere.
Oggi vedo il mio capo su auto da 200 mila euro.
Nulla da ridire. Se non c'è il padrone non c'è il lavoro.
Pero il mio camion è sempre nuovo, e sul lavoro non mi manca nulla.
Lui non lo fà per amore ma per intelligenza. Io stò bene lavoro in pace e lui guadagna di più e meglio.
Chi lavora non cerca regali. Vuole, almeno, qualcosa di simile a ciò che gli spetta.
Tutto il resto è psicologia spicciola fatta da quattro figli di papà che vengono pagati a peso d'oro per cercare di lavare il cervello a dei lavoratori con i loro slogan.
Site belli, siete fighi, siete in grado di cambiare il mondo!
No, il mondo sono stati loro a cambiarcelo a noi.
Possibile non abbiano capito?
Piper

La Regina ha detto...

Applauso per Piper!

L'equazione è semplice:

azienda:profitto=dipendente:rispetto

Anonimo ha detto...

Piper, grazie, te vojo bene!

Quello che forse non si è capito, è che non stiamo parlando di lamentele di bambini viziati, ma di persone che chiedono DIGNITA'.
vorrei rispondere all'anonimo sottolineando solo tre punti (ce ne sarebbero molti ma molti di più, cavolo...).
1- Vorrei che Vodafone ce lo averre avuto il coraggio di giocarsi la faccia mettendo 914 persone in cassa integrazione, invece che far passare un operazione sporca come la migliore opportunità per noi.
2- se hai lavorato gomito a gomito con i topi e non ti sei lamentato è perchè, ne sono certo, avevi una prospettiva, un progetto, un investimento in quello che stavi facendo. Vedevi il futuro.
Inutile dirti che per noi non è così, vero?
3- con Omnitel e poi Vodafone abbiamo partecipato, ci siamo sentiti parte del tutto, ci abbiamo messo del nostro, e fare un bilancio adesso è veramente dura. Questo non vuol dire che non saremmo capaci di lavorare a condizioni peggiori per un altra azienda, solo che non ci faremmo più fregare, ecco tutto. Si può accettare anche molto meno, ma sempre con dignità, ricordatelo!

E questo è uno spazio libero dove si scambiano opinioni e punti di vista, nessuno vuole fare offese personali non ti preoccupare, abbiamo altro di cui parlare. E solidarietà e rispetto sono tutta un altra storia.
Ben

Anonimo ha detto...

Credo che la solidarietà sia molto più costruttiva confrontandosi.
Altrimenti è inevitabile che ci si pianga addosso fra chi vive la stessa situazione. Ma poi non si arriva a nulla. Anzi si rimane stanziali ad avvelenarsi.
Il mondo è pieno di gente scontenta che però... è quasi paralizzata all'idea del cambiamento. Cambiare lavoro, oggi in particolare, è difficile, ma non impossibile. Andare a piangere sulla spalla del propio collega non serve a nulla. Far conoscere la propia situazione si.
Io ho descritto le mie condizioni di lavoro, non mi sono lamentato. Le accetto perchè fanno parte del lavoro. Però l'azienda si comporta con me in maniera tutto sommato esemplare.
Almeno fino a quando gli servirò.
Se manca l'azienda vengono meno anche i dipendenti. Io sono uno di quelli che verrebbero definiti "uomo azienda", undici anni di servizio, e responsabilità diretta sui mezzi e sugli autisti che devo coordinare. Responsabilità in più, stessi giorni di lavoro degli altri.
Io non prendo permessi per rappresentare chi è sotto di me. Ma lo faccio lo stesso. Cerco di essere uomo, senza azienda accanto alla parola.
Quanti dei vostri capi definireste uomini? Ma sopratutto quanti di loro si sentono uomini?
Gli uomini fanno le aziende.
Le aziende no, loro fanno capi capetti o altri individui a cui danno nomi in inglese, così non devono neanche avere il coraggio della responsabilità di sentirsi chiamare capo.
Piper

Anonimo ha detto...

compagno Piper qundo parlo di "croci" parlo di difficolta' da superare ogni giorno sul proprio lavoro..
Quando dico che in Vodafone eravamo abituati bene e' perche' era vero..
Non e' vero che eravamo piu' tolleranti con quello che l'azienda ci faceva solo che non facevamo tutto sto casino..
A me piace lavorare e rispondere al telefono era la cosa piu' bella che potessi fare. Amavo parlare con il cliente e aiutarlo sentirmi dire grazie e lasciare se richiesto qualsiasi riferimento..poi l'azienda vodafone ha richiesto i numeri e non piu' i fatti ,non interessava il problema del cliente ma il tempo di risoluzione (non il modo).
Gli interessava vendere ma non aiutando il cliente ma possibilmente fregandolo...
E cosi' non sono piu' riuscito a lavorare perche' volevo lavorare bene ma non mi e' stato permesso..
E cosi' mi sono trovato su mia richiesta in reparto poi venduto dove ho visto che c'erano colleghi che potevano permettersi di oziare ..mentre in cuffia non se ne poteva piu'.
Non stavo bene in vodafone ma per altre cose , non per l'aria condizionata , non per i topi ma perche' orami era chiaro che il mio modo di essere non andava bene in alto. Vendevo un servizio di gestione completo, risoluzione cortesia competenza e vendita ma per loro non andava bene. A loro bastava un numero a fine giornata non il fatto di aver "salvato" un cliente.
E' per questo che non sopporto che ci si lamenti di cose come l'aria condizionata.
Mi sta bene che si voglia il meglio ma si deve combattere per cose che hanno senso.Ok lottiamo per i riposi compesativi, per la dignita' ma quella che ti permette di dire quando vai a casa di aver lavorato di aver fatto qualcosa no di aver fatto numeri..questo non e' un lavoro!

Anonimo ha detto...

Permettimi una domanda.
Con tutto il rispetto che ho per un lavoratore.
Ma allora, perchè non te ne vai?Visto che il tuo mondo lavorativo ti è crollato addosso.
So bene che non è così facile, ma che senso ha essere in un posto che non ti appartiene più.
Perchè devi regalare la tua professionalità a chi non la valorizza o peggio la ignora.
Magari vorresti cambiare un'ambiente?
Ma credo che tu sia abbastanza smaliziato da renderti conto che sono le persone che fanno l'ambiente, e quelle non le cambi...
Hai mai parlato con le "grisaglie"?
O chissà magari hai anche fatto parte di loro?
Quelli vogliono numeri che fanno altri numeri che trasformeranno in altri numeri di conti correnti (loro) così poi si ritroveranno tutti insieme a trombarsi quattro sgallettate che subiscono il fascino (?) delle loro bmw/audi (aziendali) e tutti insieme andranno ad ingozzarsi nel ristorantino di pesce (che mangeranno con le mani, perchè il bon ton non lo compri) e si racconteranno a vicenda di quanto sono fighi.
Compresa magari l'impiegata di turno rimorchiata al volo fra una riunione e l'altra, che si pavoneggerà come la donna del boss.
Tutto ovviamente in attesa che il loro carissimo amico, diretto superiore, venga silurato per fottergli il posto.
Da questi che ti aspetti?
Numeri, tutto quello che ti possono dare.
So per certo che non è così dappertutto.
Oggi il grosso problema è che da un lato ti dicono che sei figo e fai parte di una grande famiglia, ma dall'altro ti fottono l'individualità. Quella è tua e solo tua. Mettila a disposizione del gruppo, d'accordo, ma tirala fuori e usala per trovare una situazione che per te sarà migliore. Se ce l'hai usala.
Cerca!
Ripeto, con il massimo rispetto che si deve ad un lavoratore se tale è!
Piper

Anonimo ha detto...

caro Piper me ne sto andando da li' ,solo che vorrei che i miei oramai ex colleghi capissero che stanno sprecando fiato se parlano di buchi, ram aziendali, corsi di sicurezza ( e chi li ha mai fatti in vodafone, mi ricordo solo che mi hanno dato un opuscolo ..bah).
Sarebbe meglio che cercassero di farsi valorizzare ma no per un premio ma per la propria dignita' lavorativa..
Un abbraccio!

Anonimo ha detto...

anonimo, tu non sei uno di noi, non ci credo manco se ti vedo.
e cresci.
ah, lo ricordo a te come ogni tanto mi capita di ricordarlo ad altri, su questo blog io mi lamento anche dell'unghia incarnita, è chiaro?
fortuna che ti stai dimettendo, con le persone come te (sempre che tu sia "vero" e non lo sei) si rischia solo di toccare il fondo.

Anonimo ha detto...

" questo è uno spazio libero dove si scambiano opinioni e punti di vista, nessuno vuole fare offese personali non ti preoccupare, abbiamo altro di cui parlare. E solidarietà e rispetto sono tutta un altra storia"
....ci credi proprio Ben dopo quest'ultimo commento..
A.

Anonimo ha detto...

che noia