martedì 18 maggio 2010

Resoconto dell'incontro con l'azienda del 13 maggio (COMDATA CARE)

Buongiorno a tutti,

di seguito un resoconto dell'incontro tenutosi lo scorso 13/05/10 suddiviso per punti per rendere più agevole la lettura.

Situazione aziendale

L'Azienda ha aperto l'incontro mostrandoci una serie di slides dalle quali si evince che:

- ormai le varie sedi sono divenute centri specializzati: Padova per business, Ivrea per consumer, Roma per credito, e solo Napoli e Milano restano centri che gestiscono entramdi i mercati

- che gli indicatori di qualità sono ad oggi assestati bene tranne che per la gestione della dsl (che però è di pertinenza di Lecce e quindi sotto Comdata spa) ; per quanto ci riguarda, denunciano problematiche in temi di qualità solo sui reclami dsl gestiti a Roma

- che sul tema assenteismo, comprensivo di tutti gi istituti di permessi e malattie ma al netto di rol e ferie, viaggiamo ancora su cifre che definiscono non sostenibili. Su questo tema abbiamo tenuto a ribadire come fosse ovvio che il frutto di una cessione, strumentalmente costituita da un'altissima percentuale di persone accomunate da problematiche varie, non poteva che essere costituito da una lavoratori meno presenti percentualmente di quanto ci si può aspettare rispetto ad un'azienda che abbia condotto in maniera normale le sue assunzioni.

- che i nostri dati di produttività risultano in crescita ma comunque ancora lontani dall' essere in attivo, con un EBITDA su marzo che si è assestato sul 3.3. Questo valore, che potrebbe mettere in pari entrate ed uscite azzerando le perdite, in realtà è un valore che va a fare media con tutti i mesi precedenti, portandoci ad una media annua sin qui inferiore all' 1.5.
Commessa Fastweb

Verterà sulla gestione del numero verde 192193 che risponde all'inbound microbusiness, ovvero appuntamenti per istallazioni di impianti domestici, gestione servizi, e back office in generale. Inizialmente parte da Roma ma e’ nell'intenzione dell’Azienda farla crescere affinché raggiunga volumi di circa 80 FTE tra Roma e Milano ( due sedi esplicitamente richieste per motivi di cablaggio dal committente).

Hanno quindi specificato che le persone impattate non verranno scelte su base volontaria.

Il quadro ha inevitabilmente generato due domande:

1) Dove andrà a finire il lavoro della commessa Vodafone che quegli 80 FTE svolgevano sino ad oggi?

A questa richiesta l'Azienda risponde che in realtà quella commessa va a sostituire volumi di lavoro di Vodafone che vanno scomparendo a seguito di gestioni automatizzate o comunque modificate da Vodafone stessa. Nei fatti, mentre all'ultimo tavolo triangolare Vodafone aveva dichiarato che stava per aumentare i volumi passando a Comdata Care il 10% di lavoro in più rispetto a quanto organizzato in fase di cessione, ora, con questi nuovi sistemi, non solo ha azzerato quel monte aggiuntivo ma sta “azzerando” il volume di lavoro iniziale, ci hanno spiegato ad esempio che a breve sparirà completamente la fase di PO.

2) Cosa accadrebbe a quelle persone nel malaugurato caso che quella commessa dovesse fallire?

La risposta è stata che non hanno previsto alcun piano paracadute per le persone impattate da quella commessa.
Attività gestite in Romania
L'Azienda ci ha elencato una sequenza di attività gestite in Romania, dichiarando che nessuna di quelle attività fanno parte di quelle esternalizzate a Comdata Care. Nei fatti, anche se molte delle attivita’ elencate non appartengono al nostro perimetro gestionale, in questa lista compaiono anche nostre attività come variazioni e disattivazioni (che ci risultano far parte del nostro ramo d’Azienda). A questo proposito l’Azienda ha dichiarato che si tratta di particolari lavorazioni che non riguardano il lavoro esternalizzato però non ha saputo darci maggiori informazioni del tipo di variazioni gestite.
Strong Autentication

Su questo tema, a fronte della domanda specifica, l'Azienda ha risposto che non sarà Vodafone a gestire il database delle impronte biometriche, e che quel database non sarà una memoria perpetua; i dati personali, infatti, verranno cancellati dopo alcuni mesi qualora l'operatore non utilizzi quell'accesso.

Tutte le parti sindacali hanno comunque ribadito di non voler recepire un accordo di Vodafone , e che comunque la discussione sarà rimandata sui territori con le RSU.

L'Azienda ha risposto che avrebbe spostato quindi la discussione sui territori, e che qualora non avesse trovato gli accordi sarebbe andata avanti con l'imposizione unilaterale dello strumento.

Riguardo a quest'ultima eventualità, noi dichiareremo, in forma scritta attraverso una mail, che non intendiamo fornire all'Azienda un nostro dato tanto sensibile, consci del fatto che, a quanto ci risulta in termini di legge, non possiamo essere obbligati a fornire le nostre tracce biometriche. Pertanto, qualora l'Azienda ritenga di averne la possibilità, ci dovrà notificare in forma scritta l'obbligo ad attenerci a quest'ordine. Ovviamente ci cauteleremo con tutte le vie che riteniamo opportune. Vi suggeriamo di seguire la stessa strada.

Premio di Risultato


L'Azienda ci ha sottoposto un’ ipotesi di sistema di calcolo del premio prendendo come spunto iniziale cio’ che il nostro coordinamento aveva proposto un anno fa; ha però aggiunto un tema a lei caro basato sull’effettiva presenza dei lavoratori.

In pratica il pdr si sdoppierà in due diversi premi autonomi:

uno basato esclusivamente sull'EBITDA con un valore minimo di ingresso al quale si prevede una quota minima di pdr ed una curva crescente per la quale man mano che cresce l'indicatore cresce anche il premio

l'altro invece tiene conto delle effettive presenze su ogni sito; analizzando quindi ciascun sito, si pone, per quello, un obbiettivo di presenze complessivo, al raggiungimento di questo una parte verrà ridistribuita a tutto il sito e la rimanente a coloro che hanno maturato una presenza maggiore.

L'analisi ovviamente al momento è stata meramente teorica, visto che l'azienda non aveva dati reali sui quali discutere, e per questo motivo ci siamo rimandati per lo sviluppo della discussione ad un prossimo incontro.

Arretrato PDR
L'Azienda ci ha infine proposto un una tantum, per liquidare i due anni di arretrato pdr, di 250 euro; tutte le parti sindacali hanno ritenuto inaccettabile tale cifra perche’ non sufficiente per chiudere questa vacanza contrattuale; inoltre 250 euro e’ esattamente l’importo stabilito da CCNL che le aziende dovrebbero versare ai dipendenti in caso di mancato accordo sul premio, in pratica, quello strumento previsto sarebbe stato sfruttato come un'elargizione aziendale.

Coordinamento COBAS Comdata Care

lunedì 17 maggio 2010

AMALIA BIGATTI: il nuovo direttore del Personale del Gruppo Comdata

Avete avuto modo di conoscere questa gentile signora?
Il primo colloquio conoscitivo con Roma non è andato nel migliore dei modi, visto che la signora inizialmente ha modulato molto bene il timbro di voce su toni bassi e dopo pochi minuti, tanto è durato il suo self-control, ha mostrato la sua vera natura di.......sicario dei dipendenti! :))

Ed ecco a voi cosa racconta internet relativamente al curriculum della sig.ra Bigatti:

Nata a Milano, laureata in Filosofia con specializzazione in Psicologia, ha svolto attività e successivamente maturato esperienza nelle Organizzazioni Sindacali ricoprendo incarichi direttivi a livello nazionale.

Ha, poi, operato in un'azienda di tecnologia meccanica nell'ambito delle Risorse Umane.
Nel 1995 è entrata in Italtel come responsabile della Comunicazione interna, successivamente come responsabile delle relazioni industriali e della Gestione del Personale, conducendo progetti di ristrutturazione anche attraverso l'outsourcing delle attività manufatturiere. Dal 1999 è nominata direttore delle Risorse Umane, guidando i processi HR: formazione, selezione, sviluppo, compensation, stock option oltre ai progetti strategici di "change management".

Tremate, tremate, le "streghe" son tornate! :)

Buon lavoro a tutti!

venerdì 14 maggio 2010

RICEVIAMO E volentieri PUBBLICHIAMO (COMDATA TORINO)

Il Referendum di Comdata




Non servono tortuosi giri di parole: appannati da anni di concertazione, di tavoli dove non si decide niente, di "rappresentanze" sindacali blindate ed eterodirette, di burocrati che fanno il bello ed il cattivo giorno, anche in un settore relativamente giovane dal punto di vista sindacale, come quelli dei call center, Cgil, Cisl e Uil iniziano a prendere sonori "schiaffi" politici dai lavoratori e dalle lavoratrici. E in nella sede di Torino li hanno presi, oltretutto, proprio sul loro terreno, quello delle elezioni RSU, notoriamente, appunto, blindate grazie all'accordo interconfederale truffa del '93. Eppure avrebbero avuto la possibilità di prevederlo, ed eventualmente di porvi rimedio, se avessero analizzato con più attenzione una serie di segnali inequivocabili trasmessi in questi anni dagli operatori. tre su tutti: la sonora bocciatura del vergognoso accordo di II livello del 2008, firmato da Cgil e Uil, che legava l'erogazione del PdR (Premio di Risultato) a fantascientifici aumenti di margini operativi e di Ebitda - cioè dei ricavi - che appunto non si sono verificati e in fatti il PdR sfumò come previsto. Bocciatura nelle urne del referendum interno e nella piazza con lo sciopero del 16 luglio di quell'anno, dove praticamente si fermò l'azienda; la diffida che i dipendenti della commessa Santander spedirono alla Triplice, intenzionata a firmare la loro deportazione ad Asti (e i dipendenti non furono deportati); la incredibile ed autorganizzata mobilitazione dei precari della commessa Eni nel giugno dell'anno scorso, che scongiurò la "strage degli innocenti" e garantì la riconferma a centinaia di persone. In tutti e tre questi casi SLC-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil non solo erano latitanti, ma venivano sempre più additati come oggettivi complici delle manovre di un'azienda-squalo, come tutte quelle del settore peraltro.




In questi due anni l'autonomia ed il protagonismo, nella lotta, dei lavoratori e delle lavoratrici di Comdata Torino ha avuto come sostegno e come motore l'azione del Collettivo Lavoratori Comdata, forma organizzata del dissenso sindacale in azienda, nato proprio nel turbine della battaglia contro l'integrativo-truffa di due anni fa. In questi anni, su queste grandi battaglie, come nella microconflittualità aziendale, i ragazzi e le ragazze di Comdata Torino hanno potuto vedere, sperimentare, partecipare attivamente, ad un modo differente di fare "contrattazione" e lavoro sindacale, dove tutti/e sono uguali, non ci sono funzionari, non ci sno piedistalli, non c'è il monopolio delle conoscenze e delle competenze, non ci sono carrierismi, ma ognun* rischia il proprio posto di lavoro e il proprio fegato nel contrastare l'arroganza della direzione aziendale, mettendo anche di tasca propria, dai miseri stipendi che si hanno, anche le risorse economiche. Tutte le battaglie portate avanti, e sottolineiamo tutte, sono state vinte, dai provvedimenti disciplinari alla salvguardia dei contratti precari. Ora, l'esperienza della pratica, l'esperienza della lotta, fa "cultura", quella cultura completamente assente ormai dal bagaglio politico-sindacale delle sigle concertative, ormai disperatamente aggrappate alle loro micro-poltrone e ai loro privilegi (dai distacchi ai permessi rsu retribuiti). Una cultura della solidarietà, dell'azione collettiva, della determinazione a difendere "con le unghie e con i denti" i propri, interessi e i propri diritti, ad affermare i propri bisogni. Ma si sa, le battaglie non sono tutte uguali: ce ne sono alcune che hanno un'importanza vitale, oseremmo dire "epocali", se non fosse che comunque stiamo sempre parlando di uno stabilimento di 500 persone e non della Mirafiori degli anni Settanta. E allora le elezioni per il rinnovo delle RSU, scadute nel dicembre 2009, assumono il valore di un bilancio dell'azione confederale di questi anni, di un referendum pro o contro Cgil-Cisl-Uil, e, per la proprietà transitiva tipica della concertazione, pro o contro Comdata Spa. L'aria era quella dei "centofiori", molti lavoratori e lavoratrici non vedevano l'ora finalmente, anche se solo col voto in una competizione "a carte truccate" (dai confederali), di dare il loro giudizio sull'operato dei propri rappresentanti, di bocciare quelli ritenuti, inadeguati, di promuovere quelli validi, di dare mandato a quelli nuovi per verificarne il lavoro.


Ma si sa, chi pensa di godere del monopolio della rappresentanza "per statuto" (diceva Lama), difficilmente è disposto a "mollare l'osso". Ecco che quindi i segretari delle federazioni di categoria del sindacalismo consociativo hanno pensato bene che le "carte truccate" non andavano bene, perchè il "quarto" del tavolo (Collettivo Lavoratori Comdata - FLMUniti-CUB) aveva comunque delle buone carte e poteva battere i 3 "bari". Allora è meglio fare quello che nemmeno Berlusconi ha mai osato fare: lui è famoso per le famose leggi "ad personam", Rabellino e Russo (Slc), Borgialli (Uilcom), Boni (Fistel) hanno invece pensato bene di fare proprio un bel golpe, inventandosi clausole inesistenti nell'accordo del '93, facendo sbarramento con capziose, pretestuose ed illeggittime eccezioni (sulle quali comunque c'è un capitolo giudiziario non ancora chiuso), il tutto per "fare fuori" (così si sono espressi secondo alcune loro "gole profonde") il Collettivo. Pensavano che con quest'atto di prepotenza avrebbero piegato i "ragazzini" della Cub e indotto alla rassegnazione e alla scelta dell'esistente (cioè di candidati francamente impresentabili oltre che decisi dalle segreterie) i dipendenti. La risposta dei lavoratori è stata dura, rabbiosa, determinata e bellissima al tempo stesso: la maggioranza di loro non si è recata alle urne, il quorum non è stato raggiunto e l'urna con i voti non è stata nemmeno aperta. Il segnale politico è a questo punto inequivocabile: nella sede torinese dell'azienda di Fiorenzo Codognotto, l'azienda non può fare il bello e il cattivo tempo, non si può scegliere i "suoi" delegati (ignobili i siparietti ai quali molti lavoratori hanno assistito, fra i funzionari e i delegati confederali da una parte, e il capo del personale, Ezio Bonaguro, dall'altra), non può pensare di instaurare un "regime" in azienda. I lavoratori hanno resistito alle minacce, alle preghiere, alle blandizie di funzionari e candidati, e hanno bocciato il golpe. In quei due giorni si respirava un clima da "guerra civile", con molt* lavoratori e lavoratrici infuriat* che chiedevano di partecipare allo spoglio e alla conta dei voti.


Il primo tempo della sfida si è chiuso quindi sul risultato di 1-0 per i lavoratori su confederali e azienda. La partita non è finita: scopriremo presto quali saranno le intenzioni dei 3 bonzi: se prendere atto della sfiducia, riazzerare tutto e riaprire le procedure elettorali, insieme al Collettivo, in trasparenza. O se continuare nel delirio di onnipotenza e sfidare la pazienza degli operatori. Non c'è limite alla miopia politica ed all'opportunismo arrivistico e quindi non bisogna cullare facili llusioni. Ma quello che è certo è che il muro che si troveranno di fronte è duro, molto duro...




Ernesto Recalcati - Associazione parenti e amici delle vittime delle esternalizzazioni nei call center

giovedì 13 maggio 2010

PROSSIME ELEZIONI RSU COMDATA CARE ROMA

IL PROSSIMO 20 E 21 MAGGIO NELLA SEDE DI ROMA DI COMDATA CARE, SI SVOLGERANNO LE ELEZIONI DELLE RSU

Le titolari di questo blog stavolta la pensano in maniera diversa e non voteranno la stessa sigla (tanto per dimostrare finalmente che nulla abbiamo e avevamo a che fare con i cobas, semplicemente fino ad oggi li avevamo sempre sostenuti entrambe, come ribadito più volte...).

Una di noi voterà UGL perchè delusa da comportamenti passati dei COBAS, perchè l'azienda ha più volte sottolineato che tanto MAI SI SIEDERA' al tavolo delle trattative insieme a rappresentanti dei comitati di base, perchè vuole dare fiducia a questa sigla alla quale finora mai abbiamo dato possibilità di rappresentarci in maniera attiva.

Un'altra di noi voterà COBAS, perchè non dimentica il lavoro fatto da loro in fase di cessione vodafone, perchè ritiene che mai come questa volta ci sarà bisogno di essere rappresentati da persone con ESPERIENZA, perchè è convinta che sia l'unica sigla lontana, per definizione, da giochi di potere e che quindi possa fare DAVVERO gli interessi dei lavoratori.

Ovviamente le altre sigle non le teniamo neanche in considerazione, visto che per quanto ci riguarda, di danni ne hanno già fatti abbastanza.

In qualunque modo voi la pensiate, il nostro invito vuole essere innanzitutto quello di VOTARE, perchè l'unica cosa certa è che non possiamo permetterci di restare senza RSU, e di farlo con la consapevolezza che le persone elette, resteranno in carica per i prossimi 3 anni. Anni che si preannunciano davvero tesi, durante i quali i cambiamenti saranno molti e le difficoltà da affrontare saranno serie.

In bocca al lupo a tutti noi.

BREVE STORIA DELL'ORRORE (comunicato cobas)

Giovedì 6 Maggio. In una scura e uggiosa mattina, all'improvviso, compare in plenaria il nuovo direttore delle Risorse Umane: dott.sa Amalia Bigatti....e, sarà forse per il nome, è inevitabile l'associazione con un certo personaggio Disney...


Amalia è nata a Milano, si laurea e fa esperienze nel mondo della Didattica e nelle Organizzazioni Sindacali con incarichi direttivi a livello nazionale...poi la grande svolta: entra in Italtel e in soli 4 anni diventa magicamente direttore delle Risorse Umane.

Questa azienda le offre la possibilità di dare sfoggio di tutte le sue abilità visto che l'Italtel disdice unilateralmente, con 8 mesi di anticipo, i contratti di solidarietà per 1.400 dipendenti, oggetto di un accordo siglato al ministero del Welfare nel giugno 2009 e, non soddisfatta, annuncia anche 400 esuberi e la cassa integrazione straordinaria a zero ore....una maledizione lanciata contro i dipendenti Italtel? Ma no! E' “solo” che il principale cliente del gruppo (leggi Telecom) ha ridotto inaspettatamente le commesse... E ora questa maga della gestione del Personale è arrivata alla direzione delle Risorse Umane in un altro grande gruppo: Comdata S.p.a. che nonostante a Gennaio 2010 metta in cassa integrazione straordinaria a zero ore 100 dipendenti, ha evidentemente ancora molto da imparare in questo campo...e quale migliore maestra dell'ex insegnante Amalia? Ma Amalia non è anche una ex sindacalista? Si, ma un terribile sortilegio le ha fatto dimenticare tutto, infatti confonde Malattia e Legge 104 con Assenteismo; ma il terribile sortilegio non ha colpito solo lei, visto che sempre dal sindacato proviene chi confonde invece Malattia con Ferie e Rol.

Amalia finalmente arriva anche a Roma e l'incontro con i romani è folgorante.

Prima svela l'arcano mistero che circondava fino a quel momento le cause del fallimento della commessa Pfizer e la perdita dei reclami DSL: è colpa dell'inefficienza dei dipendenti!

Poi fa una profezia: i 4 anni e mezzo che mancano al termine del Contratto di Servizi con Vodafone non sono garantiti e quindi potrebbero ridursi notevolmente...chissà, forse avrà visto nella sua sfera di cristallo che Vodafone, il principale e unico cliente di Comdata Care (stranamente Fastweb è una commessa di Comdata) continuerà a ridurre progressivamente i volumi della commessa (Telecom docet).

Per fortuna questa è solo un racconto di fantasia, così come fantasia è che l'Assenteismo a Roma è al 20% (o sono state conteggiate pure le pause?) e fantasia è pure che la commessa Pfizer sia fallita e che i reclami DSL siano andati persi per colpa dei dipendenti. Noi lo sappiamo bene. Ma ad Amalia gliel'hanno detto?

L'azienda ha il dovere di dimostrare con dati e cifre la veridicità delle sue ultime affermazioni.

Vota Cobas per avere una Rsu che faccia valere davvero questo diritto.

Scriviamolo insieme il finale di questa Storia.

Coordinamento Cobas Comdata Care Roma

UGL Telecomunicazioni: MATERNITA' NON FA RIMA CON ASSENTEISMO

Giovedì 6 maggio, il nuovo Direttore del Personale del Gruppo Comdata ha incontrato i Lavoratori di Comdata Care della sede di Roma.
Nel corso della riunione il messaggio aziendale che si è voluto far passare, più o meno velatamente, è stato quello secondo il quale, senza la tutela dell'attuale commessa, sarebbero già stati effettuati dei tagli al personale, ovvero è stata rimarcata la precarietà del futuro occupazionale in Comdata Care.
Ci saremmo aspettati che l’incontro avesse lo scopo di ascoltare i colleghi e di creare un clima di collaborazione e concordia, senza il quale è difficile motivare e rilanciare un' Azienda (se mai i Lavoratori dovessero ancora dimostrare qualcosa...).
In effetti motivare i dipendenti ritenendoli esclusivamente i responsabili della perdita della commessa Pfizer ci sembra un buon viatico per rasserenare gli animi (ogni riferimento ironico è volutamente casuale....).
La riunione ha avuto poi come elemento centrale l’assenteismo: vorremmo sapere come l’Azienda calcola il 20% di “non presenti in servizio”. Certamente sarebbe molto grave se le assenze per maternità fossero computate in questa percentuale: è normale che se un’azienda assume giovani donne (probabilmente perché ritenute preparate e produttive), ad un certo punto della loro vita decidano di avere dei bambini. Così come non possono essere conteggiati tutti gli altri istituti normativi e contrattuali previsti .
Ogni decisione che ha impatti sulla vita sociale e/o l’attività lavorativa dei lavoratori, come ad esempio soppressione e/o variazione dei turni, chiusure collettive, acquisizione di nuove commesse (Fastweb ad es.), devono preventivamente essere oggetto di confronto con le Organizzazioni Sindacali.
Ribadiamo infine che un ambiente di lavoro maggiormente rispondente alle vigenti normative di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, potrebbe contribuire a migliorare la salute delle persone ed anche un poco il clima lavorativo.

Roma 11/05/2010

la Segreteria Regionale del Lazio

la Segreteria Provinciale di Roma

domenica 18 aprile 2010

COMUNICATO SINDACALE del 15/04/2010

In data odierna si e’ svolto l’incontro con l’Azienda, pianificato da piu’ giorni, sul tema delle ferie estive 2010.


L’incontro e’ stato aggiornato al pomeriggio di venerdi’ 16 aprile per avere risposte in merito ai seguenti punti posti dalla delegazione sindacale:

• percentuali di approvazione delle ferie estive 2009

• percentuali di scopertura del piano ferie 2010

• criteri di approvazione utilizzati nel sito di Roma

• blindatura dell’approvazione del piano ferie a prescindere dalla commessa alla quale i lavoratori saranno legati

Infatti, l’attenzione e’ stata da noi immediatamente spostata sul tema della commessa Fastweb, rimarcando la nostra ferma contrarieta’ sulle modalita’ di comunicazione adottate e sul mancato coinvolgimento delle OO.SS.

L’azienda ha comunicato che:

• la commessa e’ stata acquisita da Comdata S.p.A. ma che, ad oggi, non ha ancora risposte precise da fornire in ordine alla forma contrattuale che leghera’ i lavoratori impegnati sulle nuove attivita’;

• i lavoratori che andranno sulla commessa Fastweb saranno individuati dall’Azienda in base ai loro skills professionali;

• il numero delle persone impegnate sara’: 20 Fte nella fase di start up (primi di maggio), 40 Fte prima dell’estate, per arrivare a 60/70 Fte entro la fine del 2010 (di cui circa 15/20 interinali).

A questo punto, la delegazione sindacale ha preteso garanzie sul pieno rispetto dell’accordo di cessione del 25/10/07, in particolar modo dei punti 8-9-10 relativi a:

• stabilita’ occupazionale delle persone impegnate su eventuali altre commesse

• clausola di responsabilita’ sociale di Vodafone

• mantenimento della propria sede di lavoro

Sono stati sollevati, inoltre, i seguenti interrogativi:

• Qualora i volumi di attivita’ dovessero essere inferiori a quanto previsto, come verrebbero ricollocati i lavoratori sul sito di Roma?

• Allo stesso modo, nella malaugurata ipotesi il Committente Fastweb fosse insoddisfatto della gestione da parte dell’Azienda, su quali attivita’ verrebbero spostati i lavoratori?

• Dove saranno spostate le attivita’ di Vodafone che dovranno fare posto a quelle del nuovo Committente?

• Quale sara’ la durata della commessa?


Infine, facendo riferimento ad alcuni comunicati usciti negli ultimi giorni, l’Azienda ha dichiarato che e’ un falso problema il tema della riduzione dei volumi di servizio fino a 60 Fte, previsto dal contratto di fornitura, e ha dichiarato che questo numero e’ stato raggiunto a livello nazionale gia’ a marzo 2010.

In attesa di chiarire tutti i dubbi e le problematiche espresse al tavolo, ci riserviamo in tempi brevi di fare delle assemblee con tutti i lavoratori per condividere insieme il percorso da intraprendere.

Le Segreterie territoriali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Roma, 15/04/2010

TIRIAMO SU LA TESTA E GUARDIAMO COSA SUCCEDE O CONTINUIAMO A FARE GLI STRUZZI?

*FASTWEB NELLA BUFERA E SULL´ORLO DEL CRAC?*
*TRANQUILLI!*
* ARRIVA CODOGNOTTO E CI METTE A LAVORARE DIPENDENTI EX-VODAFONE CEDUTI!!!*
Il giorno 08/04/2010, nella sede di Roma, e' stata convocata senza preavviso una plenaria nella quale e' stata data comunicazione dell'ingresso di una nuova commessa Fastweb in Comdata Care sulla sede di Roma.
L´azienda ne ha parlato come di una grossa commessa di 2 anni + opzione per altri 2 su servizi di data entry e back office, inbound e outbound di secondo livello di Fastweb.
Per far fronte a questa commessa verra' effettuato un graduale spostamento di Lavoratori Comdata Care (attualmente impiegati sulla commessa Vodafone) da concludersi entro dicembre 2010. Si partirà con 20 unità nel primo mese (fase di start up) con attività di outbound e via via crescendo fino all'inserimento di 70 FTE, la commessa impatterà notevolmente il reparto reclami standard e adsl e le attuali attività verranno verranno assegnate/fatte gestire a comdata spa. Dal reparto del credito verrà coinvolta solo qualche unità.
Ci risulta veramente difficile ipotizzare che sia solo una coincidenza il fatto che nel contratto di cessione che vi abbiamo riportato fosse scritto: "[...] A partire dal 1 aprile 2010 vodafone avra' in ogni caso la facolta'
di ridurre i volumi di servizi sempre entro il limite di 60 FTE per l'intera durata del presente contratto.[...]"

Questa notizia intanto apre diversi scenari su cui non possiamo non interrogarci:

1) Se il passaggio su commessa Fastweb è obbligatorio, un certo numero di Lavoratori sarà costretto ad abbandonare la commessa madre, per la quale sono stati ceduti, a meno di due anni e mezzo dalla cessione, per passare su una commessa legata a un'Azienda che attualmente ha uno scenario disastroso e per la quale il futuro pare promettersi ancora più cupo;

2) Se il passaggio dei Lavoratori dovesse essere facoltativo e nessuno dovesse passare sulla nuova commessa, diminuendo drasticamente le attività vodafone, si ritroveranno ad essere Lavoratori in esubero!
E cosa accadrà a questi Lavoratori? Cassa integrazione? Invito a trasferirsi nella sede dove saranno spostate le attività perse a Roma? Invito a girarsi i pollici?

3) Se l'attività della commessa Fastweb, non prende il posto nè parzialmente nè totalmente di una parte di commessa Vodafone, come sarà possibile fare con lo stesso numero di Lavoratori un importante pezzo di
lavoro in più?

Per quanto riguarda il tema degli eventuali passaggi consigliamo ai lavoratori eventualmente impattati, soprattutto a coloro che hanno intrapreso la causa contro l´esternalizzazione, di affrontare la cosa consultandosi con i propri legali.
A tutti invece i fatti non devono sfuggire, tutti devono comprendere il fatto che Vodafone si sia lasciata la finestra per poter far fuori dal 1 aprile 2010 60 ft equivalent, e che proprio in concomitanza di quel termine sia partita quest´operazione. E' l´evidente indizio che lo smantellamento e' cominciato.
E´ con questa coscienza che dobbiamo decidere se liquidare la cosa con un´alzata di spalle perche` magari al momento "tanto non ci riguarda" e continuare a fare gli struzzi, aspettando che la mannaia si abbatta sul nostro collo, oppure prendere coscienza del fatto che ci colpiscono un gruppo alla volta, ma alla fine colpiscono tutti! Il processo di totale smantellamento del lavoro che ci riguarda e´ iniziato il 17 settembre 2007, e procede rispettando tutte le tappe da noi previste e denunciate da tempo. E´ un percorso irreversibile, bisogna capire se anche la nostra passivita´ e apatia sono altrettanto irreversibili, oppure se riteniamo che sia arrivato il momento di alzare la testa e mettere in piedi una lotta che, contro una
situazione estrema, drammatica e inesorabile, puo´ solo essere (sempre nel rispetto delle leggi), altrettanto estrema, drammatica e inesorabile, perche` e` questa l´unica via per concederci una possibilita´.

Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care

martedì 13 aprile 2010

COMUNICATO SINDACALE: Comdata Care Roma: quale verita`?

Il giorno 8 aprile si è svolta una plenaria nella sede di Comdata Care Roma, nel corso della quale i referenti aziendali hanno messo a conoscenza le lavoratrici ed i lavoratori dell’ acquisizione di una nuova commessa Fastweb.


Le attività acquisite riguardano attività di inbound, di outbound e di back office (di tipo tecnico, amministrativo e di customer care), i turni necessari per la commessa devono coprire la giornata dalle 8:00 alle 20:00 e dal lunedì al sabato, la partenza sarebbe prevista nei primi giorni di maggio, dopo formazione di una settimana, la fase di start up interesserà 20/30 persone per arrivare a 70/80 dopo l’estate. Soltanto il giorno successivo l’Azienda ha precisato che la commessa e` stata acquisita da Comdata S.p.A., ma non sono stati forniti dettagli precisi sulla forma contrattuale che legherà i dipendenti di Comdata Care impegnati sulle attività del nuovo committente.

Pur volendo essere propositivi nell’accogliere una nuova commessa, sapendo che Comdata Care e` una società di outsourcer, sottolineiamo la nostra contrarietà per non essere stati preventivamente informati come OO.SS.

Pertanto, le OO.SS chiedono la convocazione urgente di un incontro, al fine di approfondire tutti i dettagli della nuova commessa, di avere le dovute e necessarie garanzie sulle modalità di gestione della stessa, a partire dall’Accordo del 25/10/07, e di avere precise risposte alle preoccupazioni circa il fatto che alcune attività del principale Committente Vodafone potrebbero subire significative ripercussioni.

Invitiamo, altresì, l'Azienda a non andare avanti nel suo progetto unilaterale prima di un confronto con le OO.SS. Interessate.

Se l’Azienda continuera` in modo ostinato a non prendere in considerazione un coinvolgimento preventivo delle OO.SS, metteremo in campo tutte le azioni opportune da intraprendere con i lavoratori.

Le Segreterie territoriali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Roma, 12/04/2010

mercoledì 24 marzo 2010

Antenna Vodafone pericolosa nel Lazio e i cittadini scrivono: "Totti, pensaci tu"

"Caro Totti, aiutaci tu".
Poteri della pubblicità: quando il testimonial diventa l'ultima ancora di salvezza.
Un gruppo di genitori di Civita Castellana - Viterbo - hanno scritto al capitano della Roma, nonchè uomo simbolo della Vodafone, per far rimuovere un ripetitore della compagnia telefonica, installato proprio davanti la scuola dei loro figli.
E così, sulla scia del "Life is now", la lettera è stata recapitata a San Francesco da Porta Metronia, nella speranza che il fuoriclasse giallorosso riesca a segnare un gol anche nei vertici societari della Vodafone.
E Totti non si è di certo tirato indietro, anzi: "Quando si tratta di una richiesta che viene dai bambini non mi posso tirare indietro cercherò di fare tutto il possibile attraverso i responsabili dell'azienda per sensibilizzarli sul problema. Vediamo cosa succederà: non posso promettere nulla ma ci proverò".

di Franco Pasqualetti (fonte Leggo)

Encomiabile il capitano della Roma, ma mi domando dove era e che sensibilità aveva all'epoca della ns esternalizzazione, due anni e mezzo fa circa, quando scrivemmo anche a lui una lettera per sensibilizzarlo al ns problema. Non chiedevamo una risoluzione da parte del fuoriclasse, ma un interessamento alla ns causa ed un aiuto a darci voce.
Forse la ns richiesta non fu presa in considerazione perchè non eravamo bambini?
Evidenzierei il fatto che, qualora Vodafone accogliesse la richiesta di questi genitori, verrebbe dimostrato che i campi elettromagnetici creati dai ripetitori sono dannosi per la salute dell'uomo...allora perchè questi danni nessuno ha interesse a provarli scientificamente? Sono anni che a Roma si lavora in una zona che è un vero groviglio di campi elettromagnetici!
Meditate gente, meditate!

La Regina

mercoledì 10 marzo 2010

12 MARZO 2010 SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL

LAVORO FISCO CITTADINANZA


CAMBIARE SI PUO’

Il Governo nega la crisi e promette che nessuno “verrà lasciato indietro”. Intanto cresce la disoccupazione, si licenziano i precari, si moltiplicano le vertenze sull'occupazione, aumentano gli appalti al massimo ribasso e le risposte continuano a non essere date.
La prima richiesta della CGIL al Governo, a Confindustria e a tutte le imprese è fermare i licenziamenti.
E' necessario affrontare le vertenze, impedire la chiusura delle aziende, definire strumenti di politica industriale, avviare subito un piano per la ricerca e un piano per il Mezzogiorno. Una risposta immediata della CGIL è una prima restituzione di 500 euro per il 2010 di quanto già lavoratori e pensionati hanno pagato in più.
E' necessario ridurre le tasse per lavoratori e pensionati, attraverso la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, la tassazione come in Europa delle rendite finanziare, dei grandi patrimoni e delle stock option, attraverso l'abbassamento della prima aliquota al 20 %.
E' necessario costruire un futuro per il Paese attraverso politiche di accoglienza e lotta alle nuove schiavitù.

PER QUESTE RAGIONI LE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLE AZIENDE TLC ED I CALL CENTER SCIOPERERANNO PER 8 ORE.

Per un futuro migliore e più giusto, contro le delocalizzioni, contro la precarietà, per introdurre clausole sociali generalizzate, per un rilancio industriale del settore.

giovedì 4 marzo 2010

ARTICOLO SOLE 24 ORE - In nome e per conto della Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC CGIL

Buongiorno a tutte le colleghe e a tutti i colleghi,

la scorsa settimana siamo venuti a conoscenza di un fatto segnalatoci dai colleghi di Comdata Care di Pozzuoli (NA) e che vogliamo condividere con tutti Voi.
Nell’inserto SUD del Sole 24 Ore del 27 gennaio 2010 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Un centralino a misura d’uomo”, che Vi alleghiamo. Per la scarsa qualità della copia che abbiamo ricevuto, l’abbiamo trascritto, oscurando per ovvi motivi i nomi delle persone citate.
Nell’articolo, prendendo spunto dal film di Paolo Virzì, “Tutta la vita davanti”, si immagina una…”favola”, con la protagonista che, appena laureata, approda nel call center di un’azienda in cui si premia chi si
impegna e ha idee innovative, in cui si trova l’uomo/la donna della propria vita, in cui c’è anche un asilo aziendale, in cui si assume a tempo indeterminato, in cui si agevolano i lavoratori studenti con permessi studio, in cui si può fare carriera nel giro di soli 10 anni………… Indovinate di quale azienda si tratta? Sì, proprio quella: VODAFONE!!!!!!
Siamo sicuri che la cosa genera in Voi, come è accaduto a noi e ai colleghi di Comdata Care di Pozzuoli, profonda indignazione! Indignazione per la scarsa, se non assente, sensibilità dell’azienda Vodafone, che ha
opportunamente omesso una “piccolissima” nota dolente: le attività e centinaia di colleghe e colleghi della giovane neolaureata, per ricalcare la favola dell’articolo, sono stati esternalizzati! L’articolo, quindi, palesa
almeno una mancanza di rispetto per gli ex dipendenti, che sono stati accompagnati, nemmeno troppo gentilmente, all’uscita dei cancelli di Vodafone!
Non solo! Tutte le cose elencate nell’articolo non sono frutto della bontà e della generosità di quell’azienda, ma il risultato delle conquiste delle OO.SS. e delle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori, di tutte/i, anche
quelli esternalizzati! I permessi universitari, agevolazioni per le lavoratrici madri, l’asilo nido (convenzioni con esterni o in strutture interne, come nel comprensorio di Pozzuoli), ecc. sono tutte conquiste di accordi sindacali sudati da tutti noi!
Ci uniamo a quanto scritto dalle Rsu SLC CGIL di Comdata Care della sede di Pozzuoli nella lettera inviata alla redazione del Sole 24 Ore. Vogliamo credere che le lavoratrici ed i lavoratori di Vodafone, che hanno contribuito alla stesura dell’articolo con i loro racconti, siano grati e riconoscenti del contributo delle lavoratrici e dei lavoratori di Comdata Care S.p.A. e di tutti gli altri call center in outsourcing che lavorano su
commesse Vodafone e sarebbero orgogliosi di condividere i frutti positivi del lavoro che tutti, compresi noi, facciamo per Vodafone, a partire dal Premio di Risultato!
Vogliamo aggiungere, inoltre, che ci sembra del tutto fuori luogo il riferimento fatto nell’articolo alla figura dell’ingegnere Adriano Olivetti, quasi a voler far passare il messaggio che la realtà del call center di
 Pozzuoli è paragonabile al “sogno industriale” di questo grande personaggio.
Egli sperimentò un’organizzazione del lavoro, improntata su principi di solidarietà sociale, che rese l’esperienza dell’Olivetti un caso unico nel panorama imprenditoriale della sua epoca e, crediamo, anche di oggi.
Concludiamo dicendo che a noi l’articolo non ha fatto venire in mente una favola, ma due canzoni di Simone Cristicchi (...)
La prima è “Studentessa universitaria”, che ci ha ricordato effettivamente la protagonista del film di Virzì.
La seconda è la sua evoluzione, “Laureata precaria”, che ci ha convinti di più sulla più probabile prosecuzione, al giorno d’oggi, della storia della giovane neolaureata! Per una pura combinazione in questa seconda canzone c’è un significativo riferimento al mondo dei call center.

Comitato degli Iscritti SLC-CGIL

L'articolo sul Sole 24 Ore Sud


27 gennaio 2010

La Storia. La Vodafone a Pozzuoli con 500 addetti premia produttività e dà chance di carriera.

Un centralino a “misura d’uomo”.

Prendete il film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti” sull’esistenza alienata di chi lavora nel call center e immaginate alcune piccole variazioni alla sceneggiatura. Uno: la giovane neolaureata protagonista prende servizio al suo nuovo posto di lavoro e comprende presto di avere a che fare con un’azienda che premia chi si impegna e ha idee innovative. Due: nel giro di un annetto, da interinale che era, viene assunta a tempo indeterminato. Tre: nella sala multimediale in cui lavora, conosce l’uomo della sua vita, lo sposa, ha un figlio che frequenta l’asilo nido aziendale. Quattro: finale con la protagonista che, trascorsi dieci anni, si ritrova poco più che trentenne a ricoprire l’incarico di responsabile della stessa azienda.

Una favola? Forse. Di sicuro una vicenda che non trova analogie con le esperienze in numerosi call center disseminati per il Paese. Eppure stiamo parlando di ciò che può accadere ai lavoratori di Vodafone, multinazionale delle telecomunicazioni, che considera i propri dipendenti qualcosa di più che semplici “risorse umane”. Come si lavora in un call center e in che modo sia possibile ottimizzare il servizio rivolto alla clientela saranno temi affrontati nell’incontro “Porte aperte”, che si terrà domani al centro Vodafone di Pozzuoli, ospiti gli stessi utenti dei servizi di telefonia cui sarà consentito di osservare “dal vivo” i loro interlocutori con cuffia. “L’attenzione degli utenti - spiega G. B., 34 anni, responsabile della sede campana – ci ha sempre ossessionato. Ma sappiamo bene che, per far sì che i nostri dipendenti diano il meglio nel rapporto con la clientela, c’è bisogno di investire su di loro”. Non è un caso che a Pozzuoli, su 500 addetti al call center, gli interinali siano meno di una decina. L’orario di lavoro è di 35 ore settimanali (ricordate il dibattito sull’esperienza francese?), i turni si estendono dalle 8 alle 21, compresi un’ora di pausa, le aperture domenicali riguardano due domeniche su quattro.

La retribuzione di un call centralinist può oscillare dai 1.100 ai 1.200 euro mensili, più bonus che in media si attestano sui 150 euro. “Premi – commenta la B. – attribuiti misurando la soddisfazione del cliente attraverso specifici indici, o la semplice produttività del dipendente”. Il bello è che si fa anche carriera. “Lavoro nel settore da 10 anni e ho cominciato dalle cuffie – racconta A. P., 32 anni – oggi sono responsabile locale di customer care sales”. Se qualcuno ha un’idea valida, può anche sperare che si trasformi in un progetto concreto. “Qualche mese fa – dice G. M., responsabile del servizio informativo 89-2000 per il centro – ci venne in mente che approdare su Facebook potesse essere una scelta vincente . Al top management l’idea è piaciuta e oggi serviamo i 600 utenti con questa formula”.

Ci sono poi “vantaggi” molto più pratici. A. D., 39 anni, lavora al call center e ha due gemellini. “Sapere che sono a pochi passi – racconta - nel nido aziendale mi fa stare tranquillo”. B. P., 30, frequenta l’università. “L’Azienda – dichiara – ci riconosce quattro giorni di permessi studio per esame, a fronte dei tre previsti dal contratto nazionale”. Cose che sarebbero piaciute all’ingegnere Adriano Olivetti, che a Pozzuoli volle lo stabilimento produttivo in riva al mare, proprio in quell’edificio che dal ’98 ospita Vodafone. Evidentemente alcuni call center ti lasciano davvero “Tutta la vita davanti”.

martedì 23 febbraio 2010

Ex Omnitelliani...ve lo ricordate Silvio Scaglia?

ORDINE D'ARRESTO PER SILVIO SCAGLIA

Ex a.d. Fastweb ricercato per riciclaggio

Silvio Scaglia, ex amministratore delegato di Fastweb, è ricercato da Dda di Roma che ha emesso nei suoi confronti un mandato di arresto nell'ambito dell'inchiesta "Broker".
La misura non è stata ancora eseguita, Scaglia risulta al momento latitante.
Sono 56 le persone arrestate e accusate di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio ed al rimpiego di ingentissimi capitali illecitamente acquisiti attraverso frodi fiscali.

TGCOM

sabato 30 gennaio 2010

Incontro Comdata Care Roma - In nome e per conto della SLC-CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC-CGIL

Il giorno 26 gennaio 2010 la Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud ha incontrato la Direzione del Personale di Comdata Care Roma per discutere delle problematiche riscontrate e segnalatele dalle lavoratrici e dai lavoratori del sito.


Formazione

La SLC-CGIL ha richiesto un resoconto sulla quantità di ore erogate per la formazione, sulle modalità di erogazione (affiancamento, aula, ecc.) e su quelle che l’Azienda intende erogare per il futuro.

Tale richiesta è motivata dal fatto che l’Azienda dichiara che la qualità del lavoro e la produttività del sito romano di Comdata Care risultano essere ancora insoddisfacenti.

La SLC CGIL ha, però, sottolineato che una formazione inadeguata (es.: reclami adsl) e procedure operative poco chiare (es.: inserimento dati carta di credito on line), unite ad una pressione eccessiva sui target, oltre al rischio di indurre eccessivo stress, non contribuiscono al miglioramento dei risultati, obiettivo che è interesse di tutti raggiungere.

A corollario di tutto ciò sono stati richiesti anche chiarimenti sul tipo di controllo che viene effettuato sulle lavorazioni degli operatori.

Riorganizzazione delle attività / Turnistica

La SLC CGIL ha richiesto uno schema più dettagliato delle attività attualmente svolte sul sito di Roma, a seguito delle ultime riorganizzazioni.

Ciò anche al fine di valutare, seppur in via sperimentale, una eventuale riorganizzazione dei turni in uscita (per il reparto “Credito”), e dei riposi del sabato (anche per il reparto “Reclami”), che portino un miglioramento alla qualità della vita di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del sito. Alla valutazione di questi ultimi verrebbe in ogni caso sottoposta qualsiasi eventuale proposta aziendale sul punto.

Sicurezza

• La SLC CGIL ha richiesto aggiornamenti all’Azienda in merito alle infiltrazioni d’acqua nel soffitto al terzo piano. A tale domanda, l’Azienda ha risposto che i lavori di coibentazione erano stati programmati per lunedì 25 gennaio u.s., ma la pioggia ha reso impossibile eseguirli. Appena le condizioni climatiche lo permetteranno, si provvederà.

• La SLC CGIL ha rimarcato, altresì, il disagio delle lavoratrici e dei lavoratori causato dal microclima aziendale, sottolineando la necessità di cercare soluzioni per apportarvi miglioramenti.

• Si è portato all’attenzione dell’Azienda anche l’assenza della pulizia dei bagni il sabato. Gli interventi di igiene devono essere garantiti anche in quel giorno, seppur in misura inferiore in rapporto al minor numero di presenze.

• Si è, inoltre, richiesto di aumentare i posti auto riservati ai dipendenti diversamente abili (portandoli almeno nuovamente a 4), anche in ragione dell’aumento del numero dei posti spettanti a Comdata Care.

• Infine, la SLC CGIL ha richiesto garanzie in ordine alla sicurezza degli applicativi. Si sono verificati troppi episodi in cui, ad un accesso di un nuovo operatore agli applicativi, veniva visualizzata automaticamente la password (seppur asteriscata) dell’operatore precedentemente collegato al PC. E’ interesse di tutti, anche della stessa Azienda, garantire la riservatezza dei dati.

FERIE

L’Azienda ha dichiarato che si apre la raccolta ferie per i mesi aprile/maggio con le seguenti condizioni:

• L’inserimento è previsto dal 28 gennaio al 6 febbraio e la rimodulazione entro il 18 febbraio.

• E’ possibile chiedere massimo una settimana, comprensiva dei riposi.

• Per il mese di marzo non è possibile chiedere ferie, data la coincidenza di questo periodo con la chiusura dell’anno fiscale del Cliente.

La SLC CGIL ha richiesto la possibilità di consentire l’inserimento delle richieste almeno fino al 10 febbraio.

Ha espresso, inoltre, la sua ferma contrarietà alla impossibilità di richiedere ferie nel mese di marzo. La stessa richiesta fu accolta dalle parti sindacali per lo scorso marzo 2009, a fronte di una contrattazione che portò ad aumentare al 10% la percentuale di approvazione rol per i primi 15 giorni del mese.

Inoltre, le parti sindacali valutarono che il mese non era particolarmente critico lo scorso anno, dal momento che la festività di Pasqua cadeva ad aprile inoltrato.

La condizione di quest’anno richiede, seppur in considerazione delle esigenze organizzative dell’Azienda, una soluzione almeno parzialmente differente. Si è richiesto, pertanto, di aprire la possibilità di richiesta ferie almeno per i giorni 29 – 30 e 31 marzo.

Inoltre, a fronte di questa limitazione della richiesta ferie nel mese di marzo, la SLC CGIL ha richiesto anche la disponibilità a riconoscere per tutti la festività del 1 maggio, peraltro coincidente con un sabato.

Su tutti questi punti l’Azienda si è riservata di effettuare le sue verifiche e dare riscontro alla parte sindacale già entro la settimana in corso.

Apprezziamo la disponibilità al dialogo e al confronto dimostrata dalla Direzione del Personale di Comdata Care Roma. Confidiamo che, nell’interesse generale, l’Azienda collabori alla risoluzione delle problematiche elencate e di quelle che potranno emergere in futuro, al fine di creare un clima lavorativo più disteso e motivato.


SEGRETERIA TERRITORIALE SLC CGIL ROMA SUD

FABRIZIO MICARELLI

lunedì 11 gennaio 2010

COLLEGHI DI C. CARE, VI RICORDA QUALCOSA???

MEDIASET: SCIOPERO 10 E 11 GENNAIO PER L'IMMINENTE CESSIONE RAMO D'AZIENDA

LA REPLICA DI MEDIASET

L'azienda rassicura tutti i propri dipendenti: il nuovo assetto delle attività di sartoria trucco e acconciatura non comporterà alcun effetto sull'occupazione nè tantomeno sulle condizioni retributive e contrattuali delle persone coinvolte. Infatti, tutti i lavoratori interessati avranno un posto di lavoro e, oltre a continuare ad operare per Mediaset, potranno sviluppare nuove opportunità professionali presso una società che, operando in ambito televisivo, teatrale e cinematografico, è specializzata nella fornitura di servizi per la realizzazione di trasmissioni televisive. Mediaset, più in generale, conferma la propria volontà di continuare ad investire in tutte le varie attività legate alla produzione televisiva, un'area strategica per il futuro dell'azienda.

E ora, scusate, vado a vomitare.

sabato 9 gennaio 2010

ESTERNALIZZAZIONI MEDIASET

Ora, io ADORO il Grande Fratello MA...
Se i dipendenti mediaset in sciopero contro l'esternalizzazione del settore Sartoria Trucco e Acconciatura riescono davvero a far saltare la puntata di lunedì 11, faccio il giro del mondo a piedi scalzi per decantarne l'audacia all'intera umanità e denunciare a ogni essere vivente LA VERGOGNA resa possibile dalla legge Maroni.

domenica 20 dicembre 2009

Comunicato Cobas- Resoconto dell'incontro del 15/12/09

Ciao a tutti.

Come molti di voi sapranno, lo scorso 15 Dicembre a Milano ha avuto luogo un incontro nazionale con l’Azienda vertente su due temi: Premio di risultato e Strong autentication.
L’Azienda ha aperto il confronto sviluppando una panoramica su tutte le criticita` incontrate dal gruppo Comdata e, di conseguenza, da tutte quante le aziende controllate.
Riguardo al premio di risultato, l’Azienda ha sottolineato come per Comdata Care l’indice EBITDA sia passato da un valore negativo ad un positivo +1,2%, registrato alla chiusura del bilancio dello scorso Giugno.
Tale trend di ripresa sarebbe stato riconfermato dalla chiusura dell’indice al primo trimestre di quest’anno, attestatosi al +1%. Malgrado la sottolineatura positiva, l’Azienda ha comunque evidenziato il fatto che, allo stato attuale, il bilancio risulta in perdita di 2.000.000 di Euro.
Dopo aver comunicato la volontà di non procedere piu` per vie unilaterali con percorsi di elargizione di bonus, l'Azienda ha specificato l'intenzione di considerare, quale target per erogare il pdr, il raggiungimento del 6,5% dell’ EBITDA.
Preso atto delle valutazioni dell'Azienda secondo le quali alcuni dei parametri che venivano presi in considerazione in Vodafone per il premio quali, ad esempio, qualità e produttività, si svuotano di contenuto in una società di contact center, e considerata la grande distanza attualmente presente tra l’indice posto quale obiettivo e quello attualmente raggiunto, abbiamo proposto all'Azienda, attraverso la nostra RSU, un ragionamento di percentuali a scalare in merito al premio di risultato.
In pratica abbiamo ipotizzato un sistema per il quale, al raggiungimento dell’indice del 6,5% venga elargito il 100% del pdr, mentre all’assestamento su percentuali inferiori venga erogato un premio corrispondente alla quota prodotta.
Dopo una riflessione in merito, l’Azienda e` addivenuta alla plausibilità di tale discorso e, dicendosi disposta seguire tale ragionamento, ha ipotizzato una scala di valori con una prima percentuale di ingresso del 3,5% dell’ EBITDA, percentuale alla quale verrebbe erogato1/3 del premio (circa 1000 euro), e poi man mano a salire sino al 6,5%.
Accogliamo favorevolmente l’apertura dell’Azienda a ragionare secondo questi parametri, ma, come specificato al tavolo, riteniamo che la prima quota d’ingresso sia ancora troppo alta rispetto allo standard attuale e che sia pertanto necessario riuscire a costruire un sistema che preveda un premio effettivamente raggiungibile gia` dal primo anno di un eventuale accordo.
Dal momento che il 31 Dicembre si chiudera` il 2° trimestre e che solo a quel punto potranno essere fatte proiezioni piu` attendibili sugli indici aziendali, abbiamo suggerito quanto poi si e` inteso fare, ovvero aspettare
Gennaio, anche perche` prima non ci sarebbe stato modo di vederci, per provare a strutturare una scala finale con premi realmente ricevibili dai lavoratori.
Ipotizzavamo ad esempio che, fissata la percentuale al 6,5% di EBITDA  per l'elargizione del 100% del pdr, si potrebbe considerare come prima soglia d'accesso all' 1/3 di detto premio, una percentuale che fosse
anch'essa 1/3 dell'obbiettivo finale, e quindi stabilire che raggiunta una soglia annua del 2,16% di edibta (e non come proposto dall'Azienda il 3.5%) si elargisca l'1/3 del premio totale, circa 1000 euro, e poi via via in
percentuale crescente sino al 100% del premio nel caso si raggiunga il 6,5%.

Riguardo la Strong autentication, abbiamo rimandato la discussione di questo punto, di particolare rilevanza per gli interessi aziendali, ad una fase in cui si discuta dati alla mano ed in maniera approfondita del pdr.

Coordinamento Cobas Comdata Care

giovedì 17 dicembre 2009

Renault condannata per suicidio dipendente

PARIGI - La Renault è stata condannata per il suicidio di un suo ingegnere. Antonio B. è stato ucciso dall'eccessivo stress lavorativo. Tre suoi colleghi del centro progettazione della casa automobilistica si sono tolti la vita. Dopo i recenti suicidi per i tagli al personale della France Telecom, la sentenza sulla causa intentata dalla vedova dell'ingegnere della Renault potrebbe aprire la strada a una serie di procedimenti contro le aziende che impongono ritmi di lavoro troppo duri. "Spero che sia un segnale forte per tutte quelle imprese che sacrificano ogni cosa sull'altare del profitto", ha commentata la moglie di Antonio B.




Da Citroen a France Telecom, sono numerose le grandi imprese francesi che negli ultimi mesi sono state accusate dai sindacati di aver indirettamente spinto al suicidio alcuni dei propri dipendenti, con sistemi manageriali aggressivi o trattamenti degradanti. E ora potrebbero essere trascinati in tribunale dalle famiglie.



Antonio B. aveva 39 anni, una moglie e un figlio. Il 20 ottobre 2006 si gettò dal quinto piano del Centro tecnologico della Reanult di Guyancourt, alle porte di Parigi. "Per raggiungere gli obiettivi che gli avevano fissato - ricorda la vedova, Sylvie - mio marito lavorava tutte le sere, tutte le notti, tutti i weekend. Negli ultimi mesi dormiva solo due ore per notte e mi diceva continuamente che comunque non sarebbe mai riuscito a raggiungere gli obiettivi dell'azienda". Anche i colleghi della vittima erano preoccupati. Ricordano che Antonio era "inquieto e ansioso, ed era anche dimagrito", come è scritto nella sentenza, ma i superiori "non avvertirono il medico del lavoro".



Nel 2007 già la Cassa primaria di assistenza sanitaria dell'Hauts-de-Seine aveva riconosciuto il suicidio di Antonio B. come "incidente sul lavoro". Ora la sentenza del tribunale di sicurezza sociale (Tass) di Nanterre, secondo cui "la Renault avrebbe dovuto essere consapevole del pericolo al quale il dipendente era esposto". "Una negligenza ingiustificabile", scrivono i giudici che hanno fissato la massima indennità per la vedova e il figlio, ancora minorenne.



Renault ha un mese di tempo per presentare ricorso: "Esamineremo in dettaglio il dossier", dicono i legali della casa automobilistica. Ma la serie preoccupante di suicidi ha già spinto l'azienda a riorganizzare radicalmente i propri centri ingegneristici, riducendo l'orario di lavoro e istruendo il personale su come individuare i colleghi in difficoltà. Lo stesso amministratore delegato Carlos Ghosn, durante un'assemblea generale, ha ammesso che tra i dipendenti di Guyancourt si registravano "tensioni oggettivamente molto forti" e che sarebbe necessario "identificare le situazioni nelle quali i collaboratori sono lasciati soli di fronte ai problemi".

lunedì 14 dicembre 2009

COMUNICATO SINDACALE: Risultati votazione ipotesi di accordo per rinnovo CCNL

Roma, 11 Dicembre 2009

Al termine delle assemblee sui luoghi di lavoro e relative votazioni, i risultati a livello nazionale sono i seguenti:

Votanti: 23.897

Favorevoli: 20766 (86,9%)

Contrari: 2748 (11,5%)

Astenuti/Nulle: 383 (1,6%)


Pertanto l’ipotesi, come già preannunciato, si intende sciolta positivamente.

Ovviamente dovremmo lavorare per analizzare i diversi risultati e le legittime contrarietà di chi ha votato contro, così come dovremmo continuare a portare avanti le nostre battaglie su appalti, clausole sociali, ecc.

Infine una semplice constatazione rispetto a chi (UGL) – non avendo fatto neanche un’assemblea e avendo come al solito firmato un testo di accordo “fotocopia” di quello sudato e contrattato da CGIL CISL e UIL – si vanta di aver sciolto positivamente la riserva in contemporanea a noi.

Prendersi i meriti di un lavoro non fatto, sciogliere un’ipotesi senza aver fatto neanche un’assemblea, è un atteggiamento che squalifica chi lo porta avanti ed è una beffa per le tante lavoratrici e lavoratori del settore.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

domenica 13 dicembre 2009

Campagna nazionale contro le delocalizzazioni

Premessa

Il settore delle TLC continua a rappresentare nel Paese un settore ricco e non in particolare difficoltà, con margini di fatturato ampi (il primo semestre 2009 si è chiuso con una crescita del + 1%; dati Confindustria) e con una liquidità mediamente alta. Eppure come SLC-CGIL denunciamo oggi pubblicamente il comportamento delle grandi aziende (Telecom, Vodafone, Wind, H3G, Fastweb, BT Italia, SKY) in materia di esternalizzazioni e delocalizzazioni. Un comportamento sbagliato ed ingiusto, che recherà danni all’occupazione e – più in generale – alla qualità del settore.
In particolare, dopo una sommaria indagine e uno studio sui principali contratti commerciali in essere e in via di definizione, è evidente la scelta dei principali operatori (scelta inedita per quantità e qualità), di avviare nei prossimi mesi un processo massiccio di delocalizzazione di attività oggi lavorate in Italia. Una delocalizzazione verso quei paesi (Tunisia, Albania, Romania in particolare) cui costo del lavoro è pari circa ad un quarto di quello italiano.
Inutile dire che tali lavoratori, in quei paesi, sono oggi privi di tutele collettive anche lontanamente paragonabili alle nostre, di un Contratto Collettivo Nazionale con minimi salariali dignitosi. E che in molti casi non vi sono quelle libertà sindacali minime come definite dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).
Nello specifico, solo analizzando le politiche di delocalizzazione avviate dalle sette aziende sovra
indicate, riteniamo siano a rischio nel breve periodo (anno 2010) circa tre/quattro mila posti di lavoro, con evidente sottrazione di volumi di attività all’intera filiera delle TLC.
Ed il tutto esclusivamente per aumentare gli attuali profitti a vantaggio degli azionisti, come risposta ad un calo dei guadagni, in un settore che genera comunque profitti e liquidità.
In particolare come SLC-CGIL denunciamo una politica non solo di esternalizzazioni di attività verso imprese di outsourcing italiane (Comdata, Almaviva, Teleperformance, E-Care, ecc.), ma - tramite subappalto delle stesse - verso aziende oggi operanti in Romania, Albania, Tunisia, Turchia, Sud America.
Una scelta questa sbagliata socialmente e industrialmente, in contraddizione con la produzione
normativa dell’Autorita Garante per la Comunicazione (AGCOM) che, anche ultimamente, ha sottolineato l’esigenza di una maggiore trasparenza, una maggiore responsabilità delle imprese titolari di licenza, una maggiore attenzione alla qualità verso i consumatori (si veda per tutte la delibera n. 79/09).
Una scelta sbagliata socialmente in sé ma che si colloca oggi in un momento di difficoltà dell’economia nazionale con una delle più gravi crisi occupazionali degli ultimi decenni: il sistema delle imprese (soprattutto quelle che si basano su servizi avanzati, sulla capacità commerciale di fornire soluzioni personalizzate, ecc.) dovrebbe salvaguardare i livelli occupazionali, eventualmente ripensando le politiche di esternalizzazione di volumi di attività, non certo incoraggiandole.
Una scelta sbagliata industrialmente, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni: le aziende oggi vanno delocalizzando la “gestione” dei clienti di fascia bassa e media, limitandosi alla gestione in house dei clienti top e a maggior capacità di spesa.
Poiché però il futuro del settore sarà sempre più dipendente dalla capacità di “alfabetizzare” all’uso delle tecnologie di comunicazione (sia fissa che mobile) fasce sempre più ampie della popolazione, con la trasformazione degli attuali terminali in veri e propri “portali” (per comunicare, fare impresa, qualificare il tempo libero), rinunciare all’evoluzione dei consumatori medi in possibili “fruitori alti” di nuovi servizi e applicazioni, significa rinunciare alla crescita di nuovi e più avanzati modelli di consumo.
In Italia infatti occorre accompagnare un mercato ancora oggi ancorato sulla fonia, verso una maggiore capacità di utilizzo convergente degli apparati (dalla banda larga in mobilità, alla “casa e all’impresa digitale”, ecc.). Mettere “fuori” i clienti di fascia media (chiamati nei modi più diversi: 4 stelle, Silver, ecc.) vuol dire ridursi i propri margini di crescita.
Soprattutto vuol dire una minore personalizzazione del servizio, una peggiore qualità nella gestione del contatto, una minore capacità di commercializzazione. Tutto questo con buona pace del cliente e delle sue prerogative.

Esternalizzazione di attività: una politica che è fallita.

Oggi la discussione nel settore dovrebbe essere indirizzata in senso contrario: la politica seguita in materia di esternalizzazioni è – piaccia o no – fallita.
E’ fallita la strategia di esternalizzare le attività in Telecom Italia (la madre di tutte le “esternalizzazioni”): non vi è stata alcuna specializzazione produttiva, alcuna valorizzazione dell’occupazione ceduta. Non solo la qualità del servizio non è migliorata; non solo il rapporto costi/benefici si è dimostrato incongruente; non solo centinaia di cause legali hanno dimostrato anche la mancanza, in diversi casi, delle condizioni organizzative minime, ma le centinaia di posti di lavoro persi e la fragilità delle nuove imprese sono lì a dimostrare che il settore non è cresciuto andando in quella direzione.
E questo non riguarda solo Telecom: le difficoltà di aziende come Omnia, Agile, Phonemedia, Comdata, Almaviva e la stessa politica portata avanti da Teleperformance, E-care e Transcom (per non considerare la situazione delle imprese che operano negli appalti della rete) sono a dimostrare che la cessione di lavoratori ed attività (anche quando contrattata con buone clausole sociali e con buoni accordi) non risolve il problema di un settore che non ha ancora sviluppato una responsabilità sociale diffusa, una cultura della qualità e degli investimenti omogenea, una pratica relazione e sindacale in grado di tutelare l’intera filiera con regole uguali per tutti.
Lo scandalo delle imprese che riducono la forza lavoro ed intanto esternalizzano e delocalizzano.
Vi è poi uno “scandalo nello scandalo”. Da un lato assistiamo da parte di queste aziende (Telecom, H3G, BT) ad una politica di riduzione dei livelli occupazionali interni (tramite contratti di solidarietà, cassa integrazione, mobilità incentivata, ecc.) con forti sacrifici da parte dei lavoratori più sindacalizzati; dall’altra vi è una politica di sistematica riduzione di attività fino ad oggi lavorate in casa (per esempio di Telecom) su cui potrebbero essere riconvertiti gli esuberi dichiarati.
Per di più secondo un modello che “stressa” le imprese di outsourcing con politiche sugli appalti basati al massimo ribasso, tanto da rendere difficile anche la stessa tenuta occupazionale negli outsourcing che sono - quindi - “invitati” a sub appaltare all’estero.
Insomma, siamo alle prese con una vera e propria strategia che rischia di:

a- ridurre le attività lavorate internamente dalle grandi aziende, riducendo i livelli occupazionali
interni ed impedendo possibili riconversioni degli attuali occupati;
b- “stressare” con gare al massimo ribasso anche la parte finale della filiera, con outsourcing sempre più ridotti a divenire stazioni appaltanti di altre aziende (con fenomeni di sub appalto, che fanno perdere poi “le tracce” delle stesse attività di customer);
c- incentivare la delocalizzazione di attività a forte valore aggiunto, verso paesi dove le condizioni dei lavoratori sono drammatiche.

Il tutto per aumentare i margini di profitto, con grande danno verso tutti: i lavoratori dipendenti delle grandi aziende, i lavoratori degli outsourcing, i clienti finali (cui dati vengono lavorati presso aziende estere, con buona pace della qualità, della trasparenza, della tutela della privacy).
E questo in un momento di difficoltà del sistema paese, con centinaia di migliaia di disoccupati in più.

La nostre proposte

Per questo come SLC-CGIL ci mobiliteremo sia a livello di singola azienda (con comunicati e percorsi specifici) che di settore. In particolare per chiedere alle imprese, a ASSTEL, al Governo:
- una moratoria contro ogni delocalizzazione di attività di customer care e di lavorazioni di back
office;
- il rispetto delle Delibere Agcom per noi, nei fatti, svuotate di senso dall’attuale politica degli
appalti e dei sub appalti, a partire dalla delibera n. 79/09;
- un intervento di sostegno fiscale straordinario (soprattutto al Sud) mirato ai call center e più in
generale alle aziende labour intensive;
- la definizione di un Avviso Comune che riconosca il valore della riconversione professionale
dei lavoratori come prima vera tutela occupazionale, che recepisca clausole sociali chiare
per l’assegnazione/cambio di appalti salvaguardando i livelli salariali, che sancisca tutele
occupazionali minime in caso di cessione, che preveda la costituzione di un Osservatorio
nazionale sulle attività in appalto, al fine di seguire le catene produttive in tutte le diverse aziende.
Osservatorio che potrebbe predisporre un Capitolato generale di appalto ”tipo” che si basi su
responsabilità in solido delle imprese e parità di trattamenti economici e normativi tra lavoratori in house e lavoratori in appalto. Questo per distinguere tra vere operazioni di “specializzazione
produttiva” e mere operazioni di contenimento di costi/licenziamenti.
Documento a cura di Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale SLC-CGIL

Il quadro ad oggi, le stime per il 2010

Premessa

Il presente rapporto è frutto di un vero e proprio lavoro “investigativo” operato da diversi delegati sindacali che operano nelle varie aziende di TLC. Un ringraziamento va inoltre alle compagne e compagni coordinatori regionali di SLC-CGIL responsabili delle tlc per il loro contributo.
Diversi operatori sono stati inoltre contattati informalmente, anche tramite l’assistenza dei sindacati locali operanti nei diversi paesi. Purtroppo non è possibile dire con precisione quanti siano oggi i lavoratori che operano per aziende italiane e già questo testimonia della mancanza di trasparenza e delle difficoltà di una azione a livello di settore.
Ovviamente quanto le aziende stanno facendo - per quanto ci risulta - non è illegale e per tanto il loro comportamento, anche se venisse provato per quantità e qualità quanto denunciato, è pienamente legittimo (per di più la maggior parte delle attività non sono date in appalto direttamente dalle grandi aziende -con l’eccezione di H3G- ma risultano sub appalti dei fornitori italiani).
Un comportamento legittimo da un punto di vista legale quindi, meno – per noi – da un punto di vista sindacale, politico ed etico.
Chiariamo ciò in quanto riteniamo che sul tema tutti devono essere chiamati a fare la propria parte: le aziende in primo luogo (ovviamente), il Governo (soprattutto in un momento di così evidente difficoltà occupazionale per il Paese), la stessa Confindustria.

Situazione a fine ottobre 2009

Wind: l’azienda di proprietà dell’egiziano Sawiris ha annunciato l’avvio in Romania e in Albania (tramite specifiche aziende) di alcune centinaia di postazioni (per un equivalente di almeno 300-400 lavoratori).
Al riguardo dirigenti di imprese rumene sono già in Italia per lo studio degli applicativi e dei sistemi informatici (in particolare nel centro di Pozzuoli).
H3G: l’azienda guidata dal dott. Novari già oggi lavora in outsourcing circa la metà delle chiamate e delle pratiche amministrative (in particolare nel Sud Italia e all’estero) con contratti commerciali in essere con aziende operanti a Tirana, Bucarest, Tunisi per un totale di 400 operatori. L’azienda ha comunicato nel corso di un recente incontro con i sindacati che intende lavorare in house esclusivamente i clienti a “5 stelle”, implementando le attività da dare in appalto, estero compreso. Al momento sono in corso trattative per portare ad almeno 600 la forza lavoro estera (sviluppo in Argentina).
BT: la catena del sub appalto è quanto mai complessa da ricostruire. Attualmente servizi di assistenza per BT sono svolti in Romania e in Albania (per una stima prudenziale di 100 operatori circa).
VODAFONE/TELE 2: tramite i suoi principali fornitori (Comdata, Comdata Care, E-Care,
Transcom, ecc.) sono già operanti sub appalti in Romania per circa 300 lavoratori. In corso di definizione sono inoltre operazioni di sub appalto in Albania.
TELECOM: una stima di massima identifica in almeno 500-600 i lavoratori che opereranno per
l’azienda in Tunisia (dove sono già iniziate le selezioni del personale), Albania, Romania, Turchia,
Argentina.
FASTWEB: diverse attività in sub appalto sono attualmente lavorate in Albania e Romania, anche se per soli picchi produttivi da parte di fornitori.