di Helene Benedetti
Pubblicato dalla testata giornalistica Reportonline
Vodafone ha creato l’idea della famiglia felice con Totti ed Ilary, ma doveva licenziare 914 dipendenti così, per non macchiarsi la faccia causando una grave perdita d’ immagine, ha pensato bene di usare il metodo delle esternalizzazioni.
Vodafone ha ceduto i dipendenti ad una società creata ad hoc per le esternalizzazioni, la Comdata Care, una società creata dal nulla, oggi, a tre anni dalla cessione, il sito di Milano viene chiuso.
Il contratto di commessa con il quale vengono pagati i dipendenti prevede il subappalto a Comdata Spa, la holding di tutte le attività impattate dalla cessione. Quindi, la Comdata Care ha assunto i dipendenti, non è chiaro da quale società provengano gli stipendi visto che Comdata Care è sempre in perdita, e gli straordinari sono autorizzati e pagati da Vodafone, stando a quanto ha detto la dirigenza Comdata.
Un sistema di scatole cinesi che rende più facile il non trovare un responsabile della situazione.
I lavoratori continuano a svologere lo stesso lavoro che facevano prima di essere esternalizzati, vedono Vodafone come l’unica società che continua a tenere le fila della gestione. Comdata Care, come datore di lavoro, non ha nessun potere direttivo. E’ Vodafone che stabilisce le procedure da applicare, addirittura autorizza lo straordinario che Comdata Care deve concedere ai dipendenti.
E’ evidente che l’operazione di esternalizzazione creata da Vodafone ha la finalità di traghettare i lavoratori verso un licenziamento collettivo senza sporcarsi le mani.
Nel 2007 l’amministratore delegato Vodafone diceva che la cessione dei dipendenti all’azienda Comdata Care serviva per accrescere la professionalità degli stessi dipendenti e per creare nuovi posti lavoro.
Parole smentite dai fatti: della professionalità tanto pubblicizzata nessuno ha saputo cosa farsene visto che le attività sono state alienate quasi subito ai dipendenti ceduti e Comdata Care non è cresciuta di un solo posto di lavoro, anzi conta almeno 100 dipendenti in meno.
Oggi è evidente che il tutto serviva per licenziare il personale. Infatti, un documento agli atti dichiara proprio che c’è una specifica richiesta di diminuzione del personale ogni anno.
914 dipendenti assunti a tempo indeterminato dalla Vodafone ceduti all’azienda Comdata Care che non ha rispettato Il contratto che gli stessi avevano con Vodafone.
Dipendenti rispetto ai quali gran parte degli accordi di secondo livello non trova applicazione.
Questo è l’effetto più visibile delle operazioni di cessione di ramo in Italia: l’impoverimento immediato del lavoratore e la successiva perdita del posto di lavoro.
Vediamo cos’altro hanno perso questi 914 dipendenti:
Il contratto con Vodafone era a tempo indeterminato, come anche il contratto con Comdata Care, ma quest’ultima è un’azienda in continua perdita, un’azienda ben lontana dalla multinazionale Vodafone inglese che dichiarò 4 miliardi di utili l’anno della cessione nell’Aprile 2007, che dopo due mesi dalla cessione, nel Gennaio 2008 (Milano Finanza) staccò un assegno di 2,5 miliardi di euro alla capogruppo britannica, soldi italiani che vengono investiti all’estero mentre in Italia si esternalizza. Anche in questa situazione di crisi globale, la Vodafone, continua ad incrementare i suoi profitti.
Comdata Spa, così come Comdata Care, sono società che stanno in piedi per contratti di commesse mensili, semestrali o annuali. Sono società che non riconoscono i minimi diritti ai propri dipendenti, e per le quali il controllo a distanza è pane quotidiano. Sono aziende che fanno massiccio ricorso al lavoro interinale spremendo i ragazzi fino all’osso, rinnovandone il contratto a tempo determinato fino ed oltre il consentito, senza poi procedere a nessuna assunzione. Sono società che fanno continuo ricorso alla cassa integrazione, linea di demarcazione tra le aziende che usano la crisi come alibi per non pagare di tasca proprio gli stipendi per qualche mese e quelle che invece vi ricorrono per reale necessità , non sempre è cosi evidente.
La commessa Vodafone è di 7 anni, scadrà nel 2014. Se per quella data viene dichiarata la fine dei lavori senza alcun rinnovo di commessa, i 914 dipendenti ceduti si ritroveranno senza lavoro.
Ma anche se dovessero rinnovare la commessa dopo i 7 anni, non è assicurato il lavoro per i 914 dipendenti ceduti; Non c’è nessuno scritto che assicuri che il rinnovo della commessa nel 2014 sia accompagnato dal mantenimento dei lavoratori ceduti. La commessa è una cosa, i lavoratori un’altra.
La storia italiana ci dimostra che le cessioni di ramo d’azienda vengono usate fraudolentemente per fare licenziamenti, portando all’esasperazione i dipendenti che perdono tutti i diritti raggiunti con i contratti di secondo livello.
Le operazioni di cessione determinano all’inizio un impoverimento del lavoratore, successivamente la perdita dello stesso posto di lavoro.
Faccio l’esempio dei dipendenti Omnia ceduti da Wind, avevano un contratto a tempo indeterminato anche con l’azienda che li ha acquisiti (Omnia), invece dopo 2 anni l’azienda cessionaria, subito dopo le sentenze negative del giudice del tribunale di Monza che ha dato torto ai lavoratori, non ha pagato più gli stipendi. I lavoratori, dopo mesi di lotta, hanno accettato di essere ricollocati presso un’azienda terza con la metà di quello che avevano in Wind.
I dipendenti di Eutelia hanno fatto anche una fine peggiore.
Sono tutte storie italiane di cessioni di ramo d’azienda, potremmo andare avanti all’infinito con gli esempi, un fatto è certo, è lo stesso meccanismo attuato ora da Vodafone con Comdata Care.
Con Comdata Care, i dipendenti ceduti hanno perso anche il premio di produzione, che era frutto di accordo sindacale, scaduto l’anno dopo la cessione e prontamente riformulato in Vodafone con le parti sociali, aumentando addirittura l’importo; in Comdata Care solo quest’anno si è arrivati all’accordo per un premio di produzione che è però solo formale, perchè di fatto sono state inserite così tante variabili a controllo univoco dell’azienda che non vi sarà mai una corresponsione sostanziale dell’importo.
•Hanno perso il diritto di parcheggiare l’auto nel parcheggio dell’azienda, diritto che avevano per contratto con Vodafone. Nonostante ci siano ampi parcheggi all’interno della Comdata Care, essi sono riservati agli impiegati e dirigenti. Pensate che si erano addirittura rifiutati di dare a due dipendenti disabili il parcheggio interno. Ne pagano le conseguenze soprattutto i dipendenti che lavorano nella sede di Milano dove la situazione è ancora più disastrosa, l’azienda è situata su una strada trafficatissima e pericolosa e il problema multe e rimozione auto è all’ordine del giorno.
•Hanno perso le azioni a cui tutti i dipendenti Vodafone avevano diritto.
•Hanno perso l’assicurazione sulla vita che era stata firmata invece nel contratto Vodafone.
•Hanno perso il diritto alla retribuzione maggiorata durante i giorni di lavoro festivi che ora vengono riconosciuti come giornate di lavoro feriale al contrario del contratto con Vodafone.
•Hanno perso la possibilità di recupero dei giorni di lavoro festivi che avevano per contratto con Vodafone
•Hanno perso il diritto di usufruire degli asili nido aziendali che avevano per contratto con Vodafone.
•Hanno perso il diritto alla navetta che Vodafone offriva e che Comdata Care offre nelle sedi delle altre città
•Hanno perso il diritto di agevolazioni sim fra dipendenti
•Hanno perso il diritto della tariffa sim dipendenti che veniva attivata ogni 6 mesi con Vodafone
•Hanno perso tutte le convenzioni aziendali previste dall’assunzione in Vodafone
•Hanno perso il diritto ai periodi di formazioni firmati nel contratto con Vodafone, quindi fine di una crescita professionale iniziata con Vodafone.
•Hanno perso la tranquillità del loro posto di lavoro, i dipendenti vengono sballottati e sfiancati con spostamenti improvvisi e continui
Insomma, un netto peggioramento delle condizioni lavorative che li sta portando allo sfiancamento e al licenziamento; analizzando tutti i punti, basta poco per capire che è tutta una tattica per sbarazzarsi dei dipendenti a tempo indeterminato.
L’azienda Comdata Care di Milano ha chiuso, la comunicazione della chiusura del sito è avvenuta il giorno successivo alla sentenza del Tribunale, i circa 100 dipendenti ex Vodafone in essa impiegati sono stati smistati in altre sedi del gruppo Comdata a gestire lavori di data entry per qualche mese. Hanno fatto firmare ai dipendenti una lettera di distacco con la quale si accetta il demansionamento e nella quale si evidenzia che al termine del distacco si farà ritorno nella propria sede….che nel frattempo verrà chiusa.
La commessa e le attività Vodafone residuali del territorio di Milano sono state destinate non si sa bene a chi, presumibilmente in Romania,dove sono state girate in subappalto (illecito) tante attività oggetto della cessione.
Gran parte delle attività cedute sono state subappaltate all’estero nonostante esista il divieto del subappalto sancito nell’accordo ministeriale di cessione.
Questa è la situazione che vige dal 2007 per i 914 dipendenti che Vodafone ha ceduto alla Comdata Care. Ma ci sono degli importanti aggiornamenti:
i dipendenti oggi non sono più 914, un centinaio circa sono stati invogliati a dimettersi. Gli altri, in parte gestiscono la commessa Vodafone per la quale sono stati ceduti, ma con sempre meno mansioni. Gli altri sono stati collocati su altre attività non acquisite dalla Comdata Care, ma di proprietà della Holding, e questo elemento non è da poco, vuol dire che questa società, creata ad hoc per la cessione e per la quale si erano spese grosse parole e promesse di crescita, da sola non regge un bel niente, non è in grado di stare sul mercato e rimarrà in piedi fino quando non sarà stato dismesso l’ultimo lavoratore.
Ancora oggi, a distanza di 3 anni, non è stato riconosciuto il secondo livello ai dipendenti. Dipendenti che non hanno più nessun diritto. Dipendenti parcheggiati in attesa della chiusura.
La Cgil non riesce o non vuole intervenire perchè non può ammettere che l’accordo di cessione sottoscritto e sbandierato ai 4 venti come avamposto della civiltà in tema di cessioni di ramo, in realtà non fornisce tutele al lavoratore.
Hanno prontamente firmato un accordo perché si indicava una garanzia occupazionale di 7 anni, e di questo elemento di garanzia il sindacato ne ha avuto un notevole ritorno d’immagine.
Si sono vantati di aver fornito ai lavoratori ceduti una tutela del posto di lavoro più lunga rispetto a quanto previsto dall’ articolo 2112 del Codice civile che in materia di cessioni di ramo prevede il mantenimento degli stessi diritti solo per 2 anni. In realtà, da documenti recuperati nel corso delle udienze, si è scoperto che Vodafone già in tempi lontani dalla cessione, parlava dell’operazione pensando ad un accordo per la durata della commessa pari a 7 anni.
Quindi, il sindacato non ha fatto altro che firmare ciò che l’azienda aveva già deciso da tempo di dare ai lavoratori, senza alcuna negoziazione e senza alcuna clausola effettiva di salvaguardia… viene quasi da pensare che si erano accordati segretamente, a beneficio di un ritorno d’immagine da entrambi le parti?
Nel corso delle manifestazioni organizzate dalla stessa Slc – Cgil, quest’ultima ha anche sponsorizzato, durante scioperi , magliette e cartelli con scritto “mamma in vendita”, questo vuol dire che il sindacato aveva verificato l’enorme percentuale di lavoratrici madri impattate da questa operazione senza tuttavia attuare alcun intervento per limitarne la portata. C’è da precisare che sono lavoratrici madri e non semplicemente donne, perché nei call center purtroppo la percentuale di presenza femminile è molto alta, diverso è il discorso delle lavoratrici madri.
In particolare per il territorio di Milano, nella causa in corso, le lavoratrici madri hanno chiesto l’intervento della consigliera regionale di parità che è intervenuta in giudizio con 2 suoi avvocati poiché nelle sue analisi preliminari ravvisò forti elementi di discriminazione nei confronti delle lavoratrici madri, molte delle quali erano appena rientrate in Vodafone dalla maternità e esternalizzate subito dopo. Nel suo ricorso dichiarò che in base ai dati in suo possesso, il numero delle lavoratrici madri in Vodafone, sul territorio di Milano, era fortemente diminuito dopo l’operazione di cessione.
La consigliera regionale, Sig.ra Maria Teresa Coppo Gavazzi é stata estromessa dal processo per un vizio di forma.
Nei giorni dell’intervento in giudizio della Consigliera, parliamo di Settembre-Ottobre 2009, Vodafone lancia e pubblicizza un progetto chiamato Monica che avrebbe la finalità di tutelare le neomamme e le mamme in attesa che si trovino in condizioni di difficoltà. La coincidenza temporale é scandalosa.
L’attività per la quali sono stati ceduti è stata tolta da subito, quindi della professionalità, tanto decantata all’atto dell’esternalizzazione, la nuova azienda non sa cosa farsene, era solo uno specchietto per le allodole usato dai dirigenti per mantenere la calma fra i dipendenti.
I dipendenti hanno più volte richiesto l’intervento del Sindacato pregandolo di fare qualcosa prima che fosse troppo tardi, prima di fare la fine di Wind, Eutelia, Telepost, ecc ecc ecc… ma nulla è stato fatto.
Voglio riportare una mail che mi è giunta da una dipendente ceduta, la dipendente che mi ha indirizzato sulle informazioni che ho riportato, voglio farvela leggere per farvi capire il loro stato d’animo e per chiedervi di dare loro voce, non lasciateli soli:
“Ciao Helene grazie per l’abbraccio resistente…lo apprezzo molto, anche tutto il lavoro che stai facendo per aiutarci a dare voce alla nostra situazione.
Troverai dei punti in più su ciò che hai scritto. Il fatto che vi siate presi carico di questa situazione e finalmente qualcuno ha avuto tanta pazienza da scrivere un articolo VERO senza bugie, ci riempie di gioia e finalmente non ci sentiamo più tanto soli.
Grazie ancora e se ho azzardato un po’ troppo scusa la mia veemenza ma le ferite che mi porto dietro da 3 anni sono difficili da far sparire. Io sono stata assunta in Vodafone nel 1996 praticamente allo start up della nuova società di telefonia che si chiamava Omnitel e faceva concorrenza alla Tim. Ho lavorato sodo, ho dato il cuore e l’anima perché ti facevano sentire parte di una grande famiglia, parte di un progetto bellissimo che aveva un motto :”quello che facciamo oggi gli altri lo faranno domani”.
Tutti i diritti acquisti con gli anni sono stato il frutto di un lavoro duro, di un lavoro di persone giovanissime che volevano fare grande un’azienda nuova, che contrastava un monopolio. E poi quando l’azienda è diventata grande, quando sono arrivati gli azionisti Esteri, quando il pensiero era solo guadagnare di più… ci hanno cacciato..il contratto a tempo indeterminato non valeva più. Forse è difficile capire la delusione, ma avevo 25 anni, un lavoro ottimo e ci credevo. Oggi voglio solo la giustizia, la verità
grazie per quello che fate, a te un grazie speciale.
Ceduta"
Helene Benedetti
martedì 30 novembre 2010
domenica 21 novembre 2010
Comunicato nazionale - In nome e per conto della Segreteria territoriale SLC-CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC-CGIL
Roma, 17 novembre 2010
Il Coordinamento nazionale delle RSU SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL di Comdata Care, riunitosi a Roma il giorno 17 novembre, unitamente alle Segreterie nazionali e territoriali, esprime forte preoccupazione per le scelte operate in queste settimane dall’azienda. Pur ribadendo di non essere pregiudizialmente contrari all’ingresso in Comdata Care di altri committenti, le Segreterie Nazionali ed il Coordinamento ritengono che ciò debba avvenire nella piena trasparenza e nel rispetto degli accordi in atto. Quanto avvenuto nelle ultime settimane nelle sedi di Roma e Milano non risponde né a criteri di chiarezza e trasparenza né, cosa importante, può essere visto come un effettivo rafforzamento dell’azienda Comdata Care attraverso l’acquisizione di nuove commesse. Le commesse che dovrebbero lavorare i colleghi di Milano sono a tutti gli effetti commesse di Comdata SPA che verrebbero lavorate dai colleghi in regime di distacco; altrettanto poco chiaro è il motivo per il quale si continua a togliere postazioni di lavoro dalla sede di Roma.
Queste azioni non fanno altro che aumentare la confusione e l’incertezza fra i lavoratori.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL chiedono che il management aziendale dia garanzie sul mantenimento del perimetro occupazionale e, cosa non secondaria, del perimetro fisico attuale dell’azienda. Da questi impegni imprescindibili Comdata Care deve partire per costruire un Piano industriale credibile e coerente.
Operazioni di ottimizzazione dei costi operativi devono avvenire nel pieno rispetto della dislocazione geografica attuale delle sedi Comdata Care e, soprattutto, della professionalità dei lavoratori.
Le scriventi Segreterie Nazionali ed il Coordinamento delle RSU chiedono un incontro urgente con l’azienda per verificarne le reali volontà e ritengono indispensabile calendarizzare, in tempi brevi, un aggiornamento del Tavolo Triangolare con Vodafone al fine di verificare lo stato dei rapporti con il committente anche alla luce delle ultime novità.
Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL
Il Coordinamento nazionale delle RSU SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL di Comdata Care, riunitosi a Roma il giorno 17 novembre, unitamente alle Segreterie nazionali e territoriali, esprime forte preoccupazione per le scelte operate in queste settimane dall’azienda. Pur ribadendo di non essere pregiudizialmente contrari all’ingresso in Comdata Care di altri committenti, le Segreterie Nazionali ed il Coordinamento ritengono che ciò debba avvenire nella piena trasparenza e nel rispetto degli accordi in atto. Quanto avvenuto nelle ultime settimane nelle sedi di Roma e Milano non risponde né a criteri di chiarezza e trasparenza né, cosa importante, può essere visto come un effettivo rafforzamento dell’azienda Comdata Care attraverso l’acquisizione di nuove commesse. Le commesse che dovrebbero lavorare i colleghi di Milano sono a tutti gli effetti commesse di Comdata SPA che verrebbero lavorate dai colleghi in regime di distacco; altrettanto poco chiaro è il motivo per il quale si continua a togliere postazioni di lavoro dalla sede di Roma.
Queste azioni non fanno altro che aumentare la confusione e l’incertezza fra i lavoratori.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL chiedono che il management aziendale dia garanzie sul mantenimento del perimetro occupazionale e, cosa non secondaria, del perimetro fisico attuale dell’azienda. Da questi impegni imprescindibili Comdata Care deve partire per costruire un Piano industriale credibile e coerente.
Operazioni di ottimizzazione dei costi operativi devono avvenire nel pieno rispetto della dislocazione geografica attuale delle sedi Comdata Care e, soprattutto, della professionalità dei lavoratori.
Le scriventi Segreterie Nazionali ed il Coordinamento delle RSU chiedono un incontro urgente con l’azienda per verificarne le reali volontà e ritengono indispensabile calendarizzare, in tempi brevi, un aggiornamento del Tavolo Triangolare con Vodafone al fine di verificare lo stato dei rapporti con il committente anche alla luce delle ultime novità.
Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL
TELECOM : UTILI NETTI DOPO GLI ACCORDI SU AMMORTIZZATORI SOCIALI
Ciao a tutti,
di seguito un comunicato Cobas che vi invitiamo a leggere riguardante cio' che è da poco accaduto all'interno dell'azienda Telecom, giusto per meglio inquadrare la nostra situazione di dipendenti Comdata Care all'interno del mondo delle Telecomunicazioni a cui apparteniamo.
COORDINAMENTO COBAS COMDATA CARE
VERGOGNA!!
Telecom Italia continua a macinare utili sulle spalle di lavoratori e cittadini.
Appena incassato il REGALO di 3900 mobilità cosiddette volontarie (sottoscritte dalle OO.SS. CGIL-CISL-UIL-UGL-SNATER) e 29000 contratti di solidarietà +il rinnovo dei 1000 CdS del D.A. + 2343 CdS in SSC (sottoscritti da CGIL-CISL-UIL), Telecom Italia ha annunciato alla comunità finanziaria la decisa crescita degli utili aziendali.
E’ semplicemente scandaloso che un’azienda come Telecom Italia possa sfacciatamente aumentare i propri utili saccheggiando le CASSE PUBBLICHE e taglieggiando le retribuzioni dei propri dipendenti.
Ancora più scandaloso che ciò avvenga con il patrocinio del Governo, che dovrebbe vigilare affinché a beneficiare degli stanziamenti pubblici per gli ammortizzatori sociali siano le tante aziende e i tanti lavoratori che a seguito della crisi economica rischiano seriamente di collassare, oppure affinché tali fondi siano spesi in favore dei tanti lavoratori precari e/o disoccupati privi di un reddito sufficiente utile a sostenere se stessi e le
loro famiglie.
Ma è ancora più rivoltante che ciò sia possibile grazie alla complice acquiescenza delle OO.SS. firmatarie degli accordi per la mobilità cosiddetta volontaria e i contratti di solidarietà.
Grazie a tale operazione Telecom Italia risparmierà ogni anno oltre 200 milioni di euro.
Una cifra enorme che graverà sulle casse dell’INPS e sulle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici in solidarietà, che servirà ad INGRASSARE ulteriormente, nel 2011 e 2012, i DIVIDENDI AGLI AZIONISITI E RETRIBUZIONI, PREMI, BUONUSCITE ELARGITE ALLA CASTA, I MANAGER E DIRIGENTI DELLA NOSTRA AZIENDA.
Sono oltre 10 anni che la categoria assiste impotente a tale saccheggio.
Bisogna impedire danni ulteriori. Invitiamo, per questo tutti e tutte a dare tempestivamente DISDETTA da tutte quelle organizzazioni sindacali che hanno deciso di fare tale regalo alla CASTA, in cambio di privilegi e
clientele in favore delle proprie strutture, per revocargli definitivamente il mandato a trattare.
COBAS TELECOM
di seguito un comunicato Cobas che vi invitiamo a leggere riguardante cio' che è da poco accaduto all'interno dell'azienda Telecom, giusto per meglio inquadrare la nostra situazione di dipendenti Comdata Care all'interno del mondo delle Telecomunicazioni a cui apparteniamo.
COORDINAMENTO COBAS COMDATA CARE
VERGOGNA!!
Telecom Italia continua a macinare utili sulle spalle di lavoratori e cittadini.
Appena incassato il REGALO di 3900 mobilità cosiddette volontarie (sottoscritte dalle OO.SS. CGIL-CISL-UIL-UGL-SNATER) e 29000 contratti di solidarietà +il rinnovo dei 1000 CdS del D.A. + 2343 CdS in SSC (sottoscritti da CGIL-CISL-UIL), Telecom Italia ha annunciato alla comunità finanziaria la decisa crescita degli utili aziendali.
E’ semplicemente scandaloso che un’azienda come Telecom Italia possa sfacciatamente aumentare i propri utili saccheggiando le CASSE PUBBLICHE e taglieggiando le retribuzioni dei propri dipendenti.
Ancora più scandaloso che ciò avvenga con il patrocinio del Governo, che dovrebbe vigilare affinché a beneficiare degli stanziamenti pubblici per gli ammortizzatori sociali siano le tante aziende e i tanti lavoratori che a seguito della crisi economica rischiano seriamente di collassare, oppure affinché tali fondi siano spesi in favore dei tanti lavoratori precari e/o disoccupati privi di un reddito sufficiente utile a sostenere se stessi e le
loro famiglie.
Ma è ancora più rivoltante che ciò sia possibile grazie alla complice acquiescenza delle OO.SS. firmatarie degli accordi per la mobilità cosiddetta volontaria e i contratti di solidarietà.
Grazie a tale operazione Telecom Italia risparmierà ogni anno oltre 200 milioni di euro.
Una cifra enorme che graverà sulle casse dell’INPS e sulle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici in solidarietà, che servirà ad INGRASSARE ulteriormente, nel 2011 e 2012, i DIVIDENDI AGLI AZIONISITI E RETRIBUZIONI, PREMI, BUONUSCITE ELARGITE ALLA CASTA, I MANAGER E DIRIGENTI DELLA NOSTRA AZIENDA.
Sono oltre 10 anni che la categoria assiste impotente a tale saccheggio.
Bisogna impedire danni ulteriori. Invitiamo, per questo tutti e tutte a dare tempestivamente DISDETTA da tutte quelle organizzazioni sindacali che hanno deciso di fare tale regalo alla CASTA, in cambio di privilegi e
clientele in favore delle proprie strutture, per revocargli definitivamente il mandato a trattare.
COBAS TELECOM
lunedì 15 novembre 2010
L’autunno caldo di Comdata Care
Un saluto a tutti.
Come noto, le assemblee sindacali che si sono svolte nella sede di Comdata Care il 2 novembre 2010 hanno visto emergere la decisione della stragrande maggioranza dei lavoratori di non dare mandato alla propria delegazione (rsu e Slc-Cgil di Milano) a negoziare con la direzione aziendale un accordo riguardante la chiusura del sito Comdata Care, lo spostamento di tutti i lavoratori nella sede di Comdata S.p.A e l’impiego degli stessi su altre commesse gestite da Comdata S.p.A, con l’utilizzo della formula del distacco.
I Lavoratori di quella sede hanno espresso un NO deciso e importante ad uno scenario occupazionale ancora più precario di quello attuale.
L’Azienda Comdata Care infatti non avrebbe più sul sito di Milano alcuna commessa; cesserebbe di fatto di esistere una sede aziendale di Comdata Care Spa nata contestualmente alla cessione e formata da lavoratori all’epoca definiti specialisti nel gestire ben definite attivita’ di Vodafone, attivita’ e lavoratori a suo tempo individuati come ramo autonomo, proprio per poterli esternalizzare.
E quel lavoro specializzato? Che fine dovrebbe fare?
I lavoratori di Milano hanno scelto di considerare, come recita il comunicato della loro RSU il mantenimento dell’attività attuale prioritaria, rispetto a tutte le altre considerazioni.
I lavoratori di Milano hanno scelto di tornare a lottare, mettendo in atto tutte le iniziative sindacali e legali atte ad impedire che quest’ulteriore scempio delle loro vite lavorative venga compiuto, e sulla sede i rappresentanti sindacali hanno avviato lo stato di agitazione.
E nelle altre sedi?
Si potrebbe commettere l’errore di sentirsi dispiaciuti per i colleghi e pero’ starsene buoni perche’, almeno per ora, non e’ toccata a noi; si potrebbe commettere l’errore di pensarsi e mostrarsi solidali con la lotta
di questi colleghi, ritenendo pero’ appunto che si tratti della loro lotta:
sarebbero atteggiamenti e pensieri errati e poco lungimiranti.
In questo momento deve essere chiaro a tutti che e’ in discussione il NOSTRO posto di lavoro, che e’ necessario agire per difendere il NOSTRO posto di lavoro, per far sentire moltiplicato in tutte le sedi quel
fondamentale NO!
La chiusura della commessa Vodafone su Milano e’ l’ennesimo passo compiuto nella direzione del definitivo smantellamento del nostro posto di lavoro, e’ l’ennesimo pesante colpo inflitto alle residue speranze di mantenerlo: lo frazionano e lo portano via pezzo dopo pezzo, prendendoci a piccoli gruppi per renderci meno forti sperando e/o confidando nella mancanza di coesione.
E’ facile per l’Azienda immaginare e pensare che i lavoratori non direttamente toccati da questa decisione abbiano paura e scelgano l’immobilismo, e’ verosimile per l’Azienda confidare nel fatto che staremo bravi e tranquilli perche’ molti lavoratori ormai mettono in conto la fine di questo lavoro e hanno fatto propria la convinzione che siamo a termine, se va bene con data scadenza 2014, e che quindi ogni giorno che passa e’ un giorno guadagnato e che percio’ e’ meglio rimanere passivi anziche’ agitarsi perche’ il destino e’ segnato…
Ebbene noi pensiamo che aver perso il posto in Vodafone, aver perso la tranquillita’ lavorativa e di vita e aver perso salario sia gia’ abbastanza.
Non e’ piu’ tempo di continuare a pensare che si debba accettare qualunque cosa purche’ duri per un giorno, un mese o un anno in piu’ questo nuovo lavoro con condizioni tanto diverse e peggiori, non e’ piu’ tempo di continuare a pensare che non si possa provare ad arrestare questo processo di degrado e impoverimento. Non dobbiamo fare a nessuno il favore di morire lentamente e in silenzio, senza dare disturbo.
Questo Coordinamento COBAS Comdata Care non intende lasciar fare, ed e` per questo motivo che in concomitanza con gli eventi di Milano e Roma decidiamo di aprire nei confronti dell’Azienda le procedure di raffreddamento per una mobilitazione nazionale su tutte le sedi di Comdata Care.
Contestualmente avvieremo la richiesta di un tavolo di confronto presso il ministero del lavoro al fine di ridiscutere tutta la cessione Vodafone alla luce di questi nuovi sviluppi e di un tanto palese depauperamento del lavoro a soli tre anni dall’esternalizzazione.
In tutte le sedi in cui e` presente un COBAS avrete attraverso quei vostri riferimenti consueti aggiornamenti circa le evoluzioni della vicenda e le mobilitazioni messe in atto, per le altre sedi restiamo a disposizione di chi volesse contattarci anche attraverso quest’indirizzo di posta elettronica.
Coordinamento Cobas Comdata Care
Come noto, le assemblee sindacali che si sono svolte nella sede di Comdata Care il 2 novembre 2010 hanno visto emergere la decisione della stragrande maggioranza dei lavoratori di non dare mandato alla propria delegazione (rsu e Slc-Cgil di Milano) a negoziare con la direzione aziendale un accordo riguardante la chiusura del sito Comdata Care, lo spostamento di tutti i lavoratori nella sede di Comdata S.p.A e l’impiego degli stessi su altre commesse gestite da Comdata S.p.A, con l’utilizzo della formula del distacco.
I Lavoratori di quella sede hanno espresso un NO deciso e importante ad uno scenario occupazionale ancora più precario di quello attuale.
L’Azienda Comdata Care infatti non avrebbe più sul sito di Milano alcuna commessa; cesserebbe di fatto di esistere una sede aziendale di Comdata Care Spa nata contestualmente alla cessione e formata da lavoratori all’epoca definiti specialisti nel gestire ben definite attivita’ di Vodafone, attivita’ e lavoratori a suo tempo individuati come ramo autonomo, proprio per poterli esternalizzare.
E quel lavoro specializzato? Che fine dovrebbe fare?
I lavoratori di Milano hanno scelto di considerare, come recita il comunicato della loro RSU il mantenimento dell’attività attuale prioritaria, rispetto a tutte le altre considerazioni.
I lavoratori di Milano hanno scelto di tornare a lottare, mettendo in atto tutte le iniziative sindacali e legali atte ad impedire che quest’ulteriore scempio delle loro vite lavorative venga compiuto, e sulla sede i rappresentanti sindacali hanno avviato lo stato di agitazione.
E nelle altre sedi?
Si potrebbe commettere l’errore di sentirsi dispiaciuti per i colleghi e pero’ starsene buoni perche’, almeno per ora, non e’ toccata a noi; si potrebbe commettere l’errore di pensarsi e mostrarsi solidali con la lotta
di questi colleghi, ritenendo pero’ appunto che si tratti della loro lotta:
sarebbero atteggiamenti e pensieri errati e poco lungimiranti.
In questo momento deve essere chiaro a tutti che e’ in discussione il NOSTRO posto di lavoro, che e’ necessario agire per difendere il NOSTRO posto di lavoro, per far sentire moltiplicato in tutte le sedi quel
fondamentale NO!
La chiusura della commessa Vodafone su Milano e’ l’ennesimo passo compiuto nella direzione del definitivo smantellamento del nostro posto di lavoro, e’ l’ennesimo pesante colpo inflitto alle residue speranze di mantenerlo: lo frazionano e lo portano via pezzo dopo pezzo, prendendoci a piccoli gruppi per renderci meno forti sperando e/o confidando nella mancanza di coesione.
E’ facile per l’Azienda immaginare e pensare che i lavoratori non direttamente toccati da questa decisione abbiano paura e scelgano l’immobilismo, e’ verosimile per l’Azienda confidare nel fatto che staremo bravi e tranquilli perche’ molti lavoratori ormai mettono in conto la fine di questo lavoro e hanno fatto propria la convinzione che siamo a termine, se va bene con data scadenza 2014, e che quindi ogni giorno che passa e’ un giorno guadagnato e che percio’ e’ meglio rimanere passivi anziche’ agitarsi perche’ il destino e’ segnato…
Ebbene noi pensiamo che aver perso il posto in Vodafone, aver perso la tranquillita’ lavorativa e di vita e aver perso salario sia gia’ abbastanza.
Non e’ piu’ tempo di continuare a pensare che si debba accettare qualunque cosa purche’ duri per un giorno, un mese o un anno in piu’ questo nuovo lavoro con condizioni tanto diverse e peggiori, non e’ piu’ tempo di continuare a pensare che non si possa provare ad arrestare questo processo di degrado e impoverimento. Non dobbiamo fare a nessuno il favore di morire lentamente e in silenzio, senza dare disturbo.
Questo Coordinamento COBAS Comdata Care non intende lasciar fare, ed e` per questo motivo che in concomitanza con gli eventi di Milano e Roma decidiamo di aprire nei confronti dell’Azienda le procedure di raffreddamento per una mobilitazione nazionale su tutte le sedi di Comdata Care.
Contestualmente avvieremo la richiesta di un tavolo di confronto presso il ministero del lavoro al fine di ridiscutere tutta la cessione Vodafone alla luce di questi nuovi sviluppi e di un tanto palese depauperamento del lavoro a soli tre anni dall’esternalizzazione.
In tutte le sedi in cui e` presente un COBAS avrete attraverso quei vostri riferimenti consueti aggiornamenti circa le evoluzioni della vicenda e le mobilitazioni messe in atto, per le altre sedi restiamo a disposizione di chi volesse contattarci anche attraverso quest’indirizzo di posta elettronica.
Coordinamento Cobas Comdata Care
venerdì 12 novembre 2010
Incontro RSU-HR su postazioni dismesse
Buongiorno a tutti,
in data 5 novembre la RSU romana di Comdata Care si è incontrata con l'azienda per avere chiarimenti in merito alla situazione creatasi il 3 novembre circa la comunicazione della dismissione delle postazional secondo piano.
L'azienda ha informato la RSU che si tratta di 40 postazioni che saranno spostate nella sede Comdata Spa di Lecce.
Tale trasferimento, a detta dell'azienda, è da addebitarsi esclusivamente all'elevato costo di gestione (ed è già il secondo caso, vedi la chiusura della sede di Milano) che le postazioni inutilizzate producono.
La RSU ha chiesto di sapere se tale spostamento genera delle entrate riscontrabili a bilancio: Comdata Spa pagherà tali postazioni a Comdata Care, oppure non è previsto alcun esborso ed è forse plausibile immaginare uno sgravio sull'affitto del nostro stabile, che non viene pagato da tempo? A tale quesito l'azienda si è impegnata a fornirci un riscontro.
Ci teniamo fermamente a precisare che il fatto di avere un introito monetario da tale operazione non rende comunque giustificabile lo spostamento, ma se non altro si potrà vantare una voce in attivo nel nostro bilancio poco edificante.
Le postazioni spostate a Lecce veranno utilizzate per la gestione inbound e backoffice 190 e ci è stato comunicato che le attività di credito tolte da Milano non verranno passate a Lecce ed è ancora da definire l'eventuale redistribuzione delle stesse in altri siti.
Altro tema correlato affrontato, e di primaria importanza, è qello legato al numero di position disponibili in relazione al numero di lavoratori in operativo. Secondo l'azienda le postazioni sono commisurate alla media del personale in operativo considerando anche la percentuale di assenza giornaliera (sono state aggiunte 5
postazioni in sala formazione che ci è stato comunicato essere già cablate ed utilizzabili mentre questa mattina abbiamo potuto verificare essere mancanti di telefoni e strong).
Come RSU troviamo quantomeno singolare che l'azienda focalizzi negativamente il dato delle assenze quando si parla di produttività e qualità, mentre lo prende in considerazione a suo "vantaggio" quando si tratta di smantellare 40 position.
La nostra domanda è: e se il dato delle assenze dovesse tendere a ridimensionarsi, le persone dove troverebbero posto? Ci troveremmo a guardare fuori dalla finestra....
Tale supposizione ha avuto conferma nella giornata di oggi 8 novembre dove addirittura l'azienda è ricorsa in extremis ad una riunione di team per poter liberare delle postazioni e consentire, quindi, ai lavoratori che sono rimasti in piedi, di svolgere la propria regolare attività.
Ci sentiamo di dire che siamo alle comiche finali!
Addirittura, adesso, è l'azienda ad inficiare la nostra produttività non consentendoci di svolgere regolarmente il nostro lavoro!!!!
Non soltanto a noi rep ma anche ai tl in quanto per liberare delle position si sono trovati costretti a non poter lavorare loro o ad essere in più persone su un unico pc!
Ricordiamo, inoltre, all'azienda che esistono delle distanze di sicurezza previste tra una postazione di lavoro e l'altra e per il passaggio nei corridoi!
Conseguentemente a questa situazione è da prendere in seria considerazione la turnistica.
Siamo state informate che i turni verranno emessi tenendo conto delle postazioni/presenze, visto che la fascia oraria più critica è 12-13 e coincide con tutti i turni part-time e full-time di chi ha un orario mattutino o centrale. A seguito di ciò, potranno essere rimodulati i turni full time (i part time hanno delle fasce orarie
contrattualizzate che non possono prevedere variazioni) per evitare troppa concentrazione in quella fascia oraria.
E' ovvio che l'azienda ha facoltà di gestire la turnistica in modo tale da garantire la copertura di tutta la giornata ma abbiamo richiesto che, oltre ad assegnare più turni pomeridiani, per venire anche incontro ai lavoratori venga presa nuovamente in considerazione la possibilità di avere turni per i full time a partire dalle 8 di mattina (visto anche che i contatti outbound possono essere fatti a partire da quell'orario). Sicuramente la fascia oraria critica non subirebbe sostanziali modifiche, ma diminuirebbe l'arco temporale di "parcheggio" in position temporanee.
In merito a quest'ultimo tema vi invitiamo a metterci al corrente di eventuali anomalie che doveste riscontrare sulla prossima turnistica in emissione lunedì 8 novembre e chiediamo all'azienda di rispettare le direttive comunicate circa gli orari del reparto credito (8 - 20 e 8 - 16 il sabato) e quindi a non richiedere in futuro ai lavoratori di fare un turno che preveda l'uscita dopo le ore 20 (anche se solo su base volontaria).
A margine di questi temi abbiamo affrontato altri argomenti che vi illustriamo brevemente:
- la frequente loggatura: è legata esclusivamente ad un alto volume di service order sul mondo consumer e small business e non è correlata con la chiusura della commessa Vodafone a Milano.
- sicurezza sul lavoro: abbiamo richiesto nuovamente che venga fatta la prova di evacuazione in caso di emergenza e che vengano nominati gli addetti all'emergenza (ed aggiornati i pannelli informativi presenti nei locali aziendali).
- manutenzione interna: è stata richiesta la sistemazione dei pannelli mancanti nel soffitto del terzo piano e la riparazione della porta di ingresso al bagno degli uomini sempre al terzo piano.
Come RSU di Roma aspettiamo risposte concrete dall'azienda in merito a questi temi, ma principalmente sulle nostre garanzie occupazionali future. Mai come oggi ci sentiamo privati della nostra sedia e ci auguriamo che, oltre alla rigidità annunciata per chi viola le norme aziendali (vedi fotocopie e stampe personali, internet, pause), l'azienda si adoperi concretamente per non sfiduciare ulteriormente i lavoratori.
Ci teniamo anche a ribadire la nostra più ferma solidarietà ai colleghi di Milano che oltre a non avere più la sedia, non hanno più nè la commessa per la quale sono stati coattamente ceduti (unica garanzia occupazionale reale), nè una prospettiva di lavoro futuro.
RSU Comdata Care Roma
in data 5 novembre la RSU romana di Comdata Care si è incontrata con l'azienda per avere chiarimenti in merito alla situazione creatasi il 3 novembre circa la comunicazione della dismissione delle postazional secondo piano.
L'azienda ha informato la RSU che si tratta di 40 postazioni che saranno spostate nella sede Comdata Spa di Lecce.
Tale trasferimento, a detta dell'azienda, è da addebitarsi esclusivamente all'elevato costo di gestione (ed è già il secondo caso, vedi la chiusura della sede di Milano) che le postazioni inutilizzate producono.
La RSU ha chiesto di sapere se tale spostamento genera delle entrate riscontrabili a bilancio: Comdata Spa pagherà tali postazioni a Comdata Care, oppure non è previsto alcun esborso ed è forse plausibile immaginare uno sgravio sull'affitto del nostro stabile, che non viene pagato da tempo? A tale quesito l'azienda si è impegnata a fornirci un riscontro.
Ci teniamo fermamente a precisare che il fatto di avere un introito monetario da tale operazione non rende comunque giustificabile lo spostamento, ma se non altro si potrà vantare una voce in attivo nel nostro bilancio poco edificante.
Le postazioni spostate a Lecce veranno utilizzate per la gestione inbound e backoffice 190 e ci è stato comunicato che le attività di credito tolte da Milano non verranno passate a Lecce ed è ancora da definire l'eventuale redistribuzione delle stesse in altri siti.
Altro tema correlato affrontato, e di primaria importanza, è qello legato al numero di position disponibili in relazione al numero di lavoratori in operativo. Secondo l'azienda le postazioni sono commisurate alla media del personale in operativo considerando anche la percentuale di assenza giornaliera (sono state aggiunte 5
postazioni in sala formazione che ci è stato comunicato essere già cablate ed utilizzabili mentre questa mattina abbiamo potuto verificare essere mancanti di telefoni e strong).
Come RSU troviamo quantomeno singolare che l'azienda focalizzi negativamente il dato delle assenze quando si parla di produttività e qualità, mentre lo prende in considerazione a suo "vantaggio" quando si tratta di smantellare 40 position.
La nostra domanda è: e se il dato delle assenze dovesse tendere a ridimensionarsi, le persone dove troverebbero posto? Ci troveremmo a guardare fuori dalla finestra....
Tale supposizione ha avuto conferma nella giornata di oggi 8 novembre dove addirittura l'azienda è ricorsa in extremis ad una riunione di team per poter liberare delle postazioni e consentire, quindi, ai lavoratori che sono rimasti in piedi, di svolgere la propria regolare attività.
Ci sentiamo di dire che siamo alle comiche finali!
Addirittura, adesso, è l'azienda ad inficiare la nostra produttività non consentendoci di svolgere regolarmente il nostro lavoro!!!!
Non soltanto a noi rep ma anche ai tl in quanto per liberare delle position si sono trovati costretti a non poter lavorare loro o ad essere in più persone su un unico pc!
Ricordiamo, inoltre, all'azienda che esistono delle distanze di sicurezza previste tra una postazione di lavoro e l'altra e per il passaggio nei corridoi!
Conseguentemente a questa situazione è da prendere in seria considerazione la turnistica.
Siamo state informate che i turni verranno emessi tenendo conto delle postazioni/presenze, visto che la fascia oraria più critica è 12-13 e coincide con tutti i turni part-time e full-time di chi ha un orario mattutino o centrale. A seguito di ciò, potranno essere rimodulati i turni full time (i part time hanno delle fasce orarie
contrattualizzate che non possono prevedere variazioni) per evitare troppa concentrazione in quella fascia oraria.
E' ovvio che l'azienda ha facoltà di gestire la turnistica in modo tale da garantire la copertura di tutta la giornata ma abbiamo richiesto che, oltre ad assegnare più turni pomeridiani, per venire anche incontro ai lavoratori venga presa nuovamente in considerazione la possibilità di avere turni per i full time a partire dalle 8 di mattina (visto anche che i contatti outbound possono essere fatti a partire da quell'orario). Sicuramente la fascia oraria critica non subirebbe sostanziali modifiche, ma diminuirebbe l'arco temporale di "parcheggio" in position temporanee.
In merito a quest'ultimo tema vi invitiamo a metterci al corrente di eventuali anomalie che doveste riscontrare sulla prossima turnistica in emissione lunedì 8 novembre e chiediamo all'azienda di rispettare le direttive comunicate circa gli orari del reparto credito (8 - 20 e 8 - 16 il sabato) e quindi a non richiedere in futuro ai lavoratori di fare un turno che preveda l'uscita dopo le ore 20 (anche se solo su base volontaria).
A margine di questi temi abbiamo affrontato altri argomenti che vi illustriamo brevemente:
- la frequente loggatura: è legata esclusivamente ad un alto volume di service order sul mondo consumer e small business e non è correlata con la chiusura della commessa Vodafone a Milano.
- sicurezza sul lavoro: abbiamo richiesto nuovamente che venga fatta la prova di evacuazione in caso di emergenza e che vengano nominati gli addetti all'emergenza (ed aggiornati i pannelli informativi presenti nei locali aziendali).
- manutenzione interna: è stata richiesta la sistemazione dei pannelli mancanti nel soffitto del terzo piano e la riparazione della porta di ingresso al bagno degli uomini sempre al terzo piano.
Come RSU di Roma aspettiamo risposte concrete dall'azienda in merito a questi temi, ma principalmente sulle nostre garanzie occupazionali future. Mai come oggi ci sentiamo privati della nostra sedia e ci auguriamo che, oltre alla rigidità annunciata per chi viola le norme aziendali (vedi fotocopie e stampe personali, internet, pause), l'azienda si adoperi concretamente per non sfiduciare ulteriormente i lavoratori.
Ci teniamo anche a ribadire la nostra più ferma solidarietà ai colleghi di Milano che oltre a non avere più la sedia, non hanno più nè la commessa per la quale sono stati coattamente ceduti (unica garanzia occupazionale reale), nè una prospettiva di lavoro futuro.
RSU Comdata Care Roma
COMUNICATO SINDACALE Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Roma, 9 Novembre 2010
Il giorno 5 Novembre si è svolta la prima riunione della Commissione Paritetica per il Premio di Risultato prevista nell’accordo del 9/9/2010, presso la sede di Comdata SpA a Milano.
Dopo lungo esame dei dati relativi a produttività, qualità ed assenteismo, si è pervenuti alle seguenti conclusioni.
E’ evidente il trend positivo su tutti e 3 i parametri suddetti.
I dati relativi al trimestre Luglio/Settembre saranno pubblicati nei prossimi giorni.
Da essi risulta tuttavia che per conseguire il target di produttività fissato per il primo semestre (5,2 Ue/h) è necessario uno sforzo maggiore da parte di ciascun lavoratore nel velocizzare la gestione delle attività: attorno al 0,8/0,9 Ue/h. Questo sforzo, di consistenza minima ma imprescindibile, va attuato da subito in quanto il target di 5,2 Ue/h non va solo raggiunto ma consolidato per un periodo di tempo apprezzabile, per compensare il mancato raggiungimento nel periodo in cui non era stato ancora siglato l’accordo.
Per dare puntuale riscontro dei maggiori sforzi, i dati relativi ad ogni mese per il parametro di produttività e assenteismo saranno pubblicati entro il 20 del mese successivo.
Inoltre per accrescere la percezione dell’incidenza del proprio lavoro sul fatturato, si implementeranno modalità che permettano di dare visione del prodotto finito compiuto (Ue/h), per ogni singola attività/sede. Tale indicazione si affianca a quella attuale che, ricordiamo, fornisce evidenza dell’intero gestito, ma non dà visione della quantità di prodotto finito: l’unico che determina il fatturato.
La qualità è anch’essa buona (ottima per il mercato Business). Di essa, ricavata come proporzione tra la somma algebrica di bonus/malus ed il fatturato per singolo mercato, verrà data evidenza trimestralmente per la difficoltà di estrapolare il dato preciso mensilmente.
Per l’assenteismo per malattia, i dati evidenziano un netto calo su quasi tutte le sedi, che tuttavia necessita di trovare conferma nei mesi successivi. Restano migliorabili i livelli di presenza complessiva.
Su sollecitazione delle OO.SS. l’azienda ha ribadito di voler rendere partecipe del PDR, il personale distaccato su altre commesse (Fastweb, E.On, Edison). Saranno oggetto di successivi approfondimenti i target per tali commesse, a maggior ragione per quelle in fase di start up.
Per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% sul lavoro straordinario con efficacia retroattiva, di cui alla Risoluzione 83 dell’Agenzia delle Entrate e delle circolari congiunte 47/E e 48/E, l’azienda, su specifica richiesta delle OO.SS., ha confermato di aver già svolto riunioni per lo studio, tuttora in corso, della questione.
Le OO.SS. giudicano positivamente la condivisa necessità che il lavoratore sia reso partecipe dell’incremento della produttività, mediante modalità chiare e trasparenti di comunicazione dei dati. Ritengono che il trend positivo costituisca chiaro segnale della risposta responsabile della maggioranza dei lavoratori alla situazione difficile dell’azienda. Consapevoli che il trend positivo debba ricevere conferma nei mesi successivi e debba essere punto di partenza per un imprescindibile e costante miglioramento, credono fermamente che i lavoratori sapranno dimostrare di poter raggiungere i target prefissati. Al pari ritengono che l’azienda dimostrerà, se i target saranno raggiunti, la propria disponibilità a riaprire un tavolo di trattativa sull’accordo normativo di secondo livello.
Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Componenti SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Commissione Paritetica PdR Comdata Care
Il giorno 5 Novembre si è svolta la prima riunione della Commissione Paritetica per il Premio di Risultato prevista nell’accordo del 9/9/2010, presso la sede di Comdata SpA a Milano.
Dopo lungo esame dei dati relativi a produttività, qualità ed assenteismo, si è pervenuti alle seguenti conclusioni.
E’ evidente il trend positivo su tutti e 3 i parametri suddetti.
I dati relativi al trimestre Luglio/Settembre saranno pubblicati nei prossimi giorni.
Da essi risulta tuttavia che per conseguire il target di produttività fissato per il primo semestre (5,2 Ue/h) è necessario uno sforzo maggiore da parte di ciascun lavoratore nel velocizzare la gestione delle attività: attorno al 0,8/0,9 Ue/h. Questo sforzo, di consistenza minima ma imprescindibile, va attuato da subito in quanto il target di 5,2 Ue/h non va solo raggiunto ma consolidato per un periodo di tempo apprezzabile, per compensare il mancato raggiungimento nel periodo in cui non era stato ancora siglato l’accordo.
Per dare puntuale riscontro dei maggiori sforzi, i dati relativi ad ogni mese per il parametro di produttività e assenteismo saranno pubblicati entro il 20 del mese successivo.
Inoltre per accrescere la percezione dell’incidenza del proprio lavoro sul fatturato, si implementeranno modalità che permettano di dare visione del prodotto finito compiuto (Ue/h), per ogni singola attività/sede. Tale indicazione si affianca a quella attuale che, ricordiamo, fornisce evidenza dell’intero gestito, ma non dà visione della quantità di prodotto finito: l’unico che determina il fatturato.
La qualità è anch’essa buona (ottima per il mercato Business). Di essa, ricavata come proporzione tra la somma algebrica di bonus/malus ed il fatturato per singolo mercato, verrà data evidenza trimestralmente per la difficoltà di estrapolare il dato preciso mensilmente.
Per l’assenteismo per malattia, i dati evidenziano un netto calo su quasi tutte le sedi, che tuttavia necessita di trovare conferma nei mesi successivi. Restano migliorabili i livelli di presenza complessiva.
Su sollecitazione delle OO.SS. l’azienda ha ribadito di voler rendere partecipe del PDR, il personale distaccato su altre commesse (Fastweb, E.On, Edison). Saranno oggetto di successivi approfondimenti i target per tali commesse, a maggior ragione per quelle in fase di start up.
Per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% sul lavoro straordinario con efficacia retroattiva, di cui alla Risoluzione 83 dell’Agenzia delle Entrate e delle circolari congiunte 47/E e 48/E, l’azienda, su specifica richiesta delle OO.SS., ha confermato di aver già svolto riunioni per lo studio, tuttora in corso, della questione.
Le OO.SS. giudicano positivamente la condivisa necessità che il lavoratore sia reso partecipe dell’incremento della produttività, mediante modalità chiare e trasparenti di comunicazione dei dati. Ritengono che il trend positivo costituisca chiaro segnale della risposta responsabile della maggioranza dei lavoratori alla situazione difficile dell’azienda. Consapevoli che il trend positivo debba ricevere conferma nei mesi successivi e debba essere punto di partenza per un imprescindibile e costante miglioramento, credono fermamente che i lavoratori sapranno dimostrare di poter raggiungere i target prefissati. Al pari ritengono che l’azienda dimostrerà, se i target saranno raggiunti, la propria disponibilità a riaprire un tavolo di trattativa sull’accordo normativo di secondo livello.
Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Componenti SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Commissione Paritetica PdR Comdata Care
Comdata Care: garantire la commessa Vodafone!
segreteria@ugltelecomunicazioni.it http://www.ugltelecomunicazioni.it/
La notizia dello spostamento della sede di Milano non ha di certo contribuito a rasserenare il clima lavorativo in Comdata Care.
La gestione logistica delle sedi è sicuramente di competenza aziendale, ma nel momento in cui viene tolta la commessa Vodafone ai Lavoratori di Milano a seguito di questo spostamento, il problema torna ad essere al centro dell’attenzione sindacale. Se poi nella nuova sede non fossero del tutto rispettati i parametri igienico ambientali, il problema sarebbe ancora maggiore.
UGL Telecomunicazioni ritiene doveroso che la direzione aziendale convochi le Segreterie Nazionali delle OO.SS. per esporre il Piano Industriale (qualora ve ne sia uno…) di Comdata Care, quanto meno per fornire delucidazioni sugli effettivi volumi della commessa Vodafone e per spiegare su quali centri verrà ripartito il lavoro svolto sino a pochi giorni fa dagli operatori di Milano.
Durante la trattativa sul PdR, Comdata Care aveva espresso alle OO.SS. la volontà di aprire un nuovo ciclo di Relazioni Industriali: sicuramente il mancato coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori, anche su questo ennesimo atto unilaterale, non è il segnale che ci saremmo aspettati dall’Azienda.
La scrivente O.S. continua a ritenere che le problematiche attuali sono il conseguente seguito all’Accordo del 25 ottobre 2007 (non siglato da UGL Telecomunicazioni), che non offre garanzie ai lavoratori sui futuri livelli
occupazionali.
Riteniamo che l’acquisizione di nuove commesse sia un fatto positivo per un’Azienda di outsourcing, a patto che ciò non avvenga a discapito dei volumi di traffico della commessa Vodafone, che sono l’unica reale garanzia della tenuta occupazionale di Comdata Care.
UGL Telecomunicazioni è disponibile a qualsiasi incontro con l’Azienda per aprire un confronto su questa vicenda, auspicando un pieno coinvolgimento delle RSU e dei Lavoratori, che da tempo vedono quotidianamente depauperate le proprie professionalità.
Roma 09/11/2010 La Segreteria Nazionale
La notizia dello spostamento della sede di Milano non ha di certo contribuito a rasserenare il clima lavorativo in Comdata Care.
La gestione logistica delle sedi è sicuramente di competenza aziendale, ma nel momento in cui viene tolta la commessa Vodafone ai Lavoratori di Milano a seguito di questo spostamento, il problema torna ad essere al centro dell’attenzione sindacale. Se poi nella nuova sede non fossero del tutto rispettati i parametri igienico ambientali, il problema sarebbe ancora maggiore.
UGL Telecomunicazioni ritiene doveroso che la direzione aziendale convochi le Segreterie Nazionali delle OO.SS. per esporre il Piano Industriale (qualora ve ne sia uno…) di Comdata Care, quanto meno per fornire delucidazioni sugli effettivi volumi della commessa Vodafone e per spiegare su quali centri verrà ripartito il lavoro svolto sino a pochi giorni fa dagli operatori di Milano.
Durante la trattativa sul PdR, Comdata Care aveva espresso alle OO.SS. la volontà di aprire un nuovo ciclo di Relazioni Industriali: sicuramente il mancato coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori, anche su questo ennesimo atto unilaterale, non è il segnale che ci saremmo aspettati dall’Azienda.
La scrivente O.S. continua a ritenere che le problematiche attuali sono il conseguente seguito all’Accordo del 25 ottobre 2007 (non siglato da UGL Telecomunicazioni), che non offre garanzie ai lavoratori sui futuri livelli
occupazionali.
Riteniamo che l’acquisizione di nuove commesse sia un fatto positivo per un’Azienda di outsourcing, a patto che ciò non avvenga a discapito dei volumi di traffico della commessa Vodafone, che sono l’unica reale garanzia della tenuta occupazionale di Comdata Care.
UGL Telecomunicazioni è disponibile a qualsiasi incontro con l’Azienda per aprire un confronto su questa vicenda, auspicando un pieno coinvolgimento delle RSU e dei Lavoratori, che da tempo vedono quotidianamente depauperate le proprie professionalità.
Roma 09/11/2010 La Segreteria Nazionale
Comunicato sindacale - In nome e per conto della Segreteria territoriale SLC CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC CGIL
Buonasera a tutte le colleghe e a tutti i colleghi,
è ormai noto che l’Azienda ha deciso di chiudere la sede di Comdata Care sita in via Bisceglie a Milano e di spostare tutti i dipendenti nella sede di Comdata Spa in via Kuliscioff. Inoltre, la direzione aziendale ha comunicato ai colleghi milanesi che non svolgeranno più attività Vodafone, ma verranno assegnati su altre commesse, già di Comdata Spa, ossia E.On Energia ed Edison, impiegando la formula del distacco.
Lo scorso martedì 2 novembre a Milano si sono svolte le assemblee sindacali, al termine delle quali la Slc Cgil e le Rsu di Milano hanno aperto lo stato di agitazione e preannunciato azioni di lotta.
Come Comitato degli Iscritti Slc Cgil di Roma, esprimiamo la nostra totale solidarietà alle colleghe e ai colleghi di Milano, dichiarandoci pronti a sostenerli in tutte le azioni di lotta che si riterrà opportuno intraprendere.
Siamo fortemente preoccupati per quanto sta accadendo a Milano, oltre che per quanto l’Azienda ha comunicato a Roma il pomeriggio di mercoledì 3 novembre u.s., in merito alle 40 postazioni del credito, al secondo piano, che verranno fisicamente trasferite a Lecce, perché inutilizzate da noi.
L’Azienda ha giustificato anche a Roma questa operazione con motivazioni economiche, ma restano forti le nostre perplessità. E’ per noi inevitabile, infatti, collegare la notizia con quanto accade a Milano e chiederci, ad esempio, se le attività del credito, ora gestite a Milano, saranno spostate proprio a Lecce…
Per questo motivo, per quanto di nostra competenza, abbiamo già messo al corrente la Segreteria Territoriale e Nazionale della Slc Cgil. Nei prossimi giorni Vi informeremo sulle decisioni che verranno intraprese in queste vicende.
In questo contesto, non possiamo esimerci dal fare alcune precisazioni in merito a certe dichiarazioni che continuano a circolare.
Qualcuno sostiene che la firma di un accordo sul PdR con Comdata Care può incidere negativamente sulle azioni legali che sono state intraprese a Roma contro la Vodafone. Si dichiara che addirittura alcuni “legali” avrebbero sostenuto questa teoria.
Ci teniamo a precisare che alcuni lavoratori, nel leggere nuovamente questa notizia, hanno personalmente contattato l’avvocato che segue le cause di buona parte dei dipendenti di Roma il quale ha, invece, dichiarato che l'eventuale accordo sul PdR “non può in nessun caso modificare o influenzare il risultato delle cause”.
Invitiamo, pertanto, tutte le colleghe ed i colleghi che hanno intrapreso l’azione legale contro Vodafone *a contattare personalmente l’avvocato che li segue, per avere le dovute e corrette informazioni *e a non dare credito alle affermazioni di persone non preparate giuridicamente.
Comitato degli Iscritti SLC-CGIL
è ormai noto che l’Azienda ha deciso di chiudere la sede di Comdata Care sita in via Bisceglie a Milano e di spostare tutti i dipendenti nella sede di Comdata Spa in via Kuliscioff. Inoltre, la direzione aziendale ha comunicato ai colleghi milanesi che non svolgeranno più attività Vodafone, ma verranno assegnati su altre commesse, già di Comdata Spa, ossia E.On Energia ed Edison, impiegando la formula del distacco.
Lo scorso martedì 2 novembre a Milano si sono svolte le assemblee sindacali, al termine delle quali la Slc Cgil e le Rsu di Milano hanno aperto lo stato di agitazione e preannunciato azioni di lotta.
Come Comitato degli Iscritti Slc Cgil di Roma, esprimiamo la nostra totale solidarietà alle colleghe e ai colleghi di Milano, dichiarandoci pronti a sostenerli in tutte le azioni di lotta che si riterrà opportuno intraprendere.
Siamo fortemente preoccupati per quanto sta accadendo a Milano, oltre che per quanto l’Azienda ha comunicato a Roma il pomeriggio di mercoledì 3 novembre u.s., in merito alle 40 postazioni del credito, al secondo piano, che verranno fisicamente trasferite a Lecce, perché inutilizzate da noi.
L’Azienda ha giustificato anche a Roma questa operazione con motivazioni economiche, ma restano forti le nostre perplessità. E’ per noi inevitabile, infatti, collegare la notizia con quanto accade a Milano e chiederci, ad esempio, se le attività del credito, ora gestite a Milano, saranno spostate proprio a Lecce…
Per questo motivo, per quanto di nostra competenza, abbiamo già messo al corrente la Segreteria Territoriale e Nazionale della Slc Cgil. Nei prossimi giorni Vi informeremo sulle decisioni che verranno intraprese in queste vicende.
In questo contesto, non possiamo esimerci dal fare alcune precisazioni in merito a certe dichiarazioni che continuano a circolare.
Qualcuno sostiene che la firma di un accordo sul PdR con Comdata Care può incidere negativamente sulle azioni legali che sono state intraprese a Roma contro la Vodafone. Si dichiara che addirittura alcuni “legali” avrebbero sostenuto questa teoria.
Ci teniamo a precisare che alcuni lavoratori, nel leggere nuovamente questa notizia, hanno personalmente contattato l’avvocato che segue le cause di buona parte dei dipendenti di Roma il quale ha, invece, dichiarato che l'eventuale accordo sul PdR “non può in nessun caso modificare o influenzare il risultato delle cause”.
Invitiamo, pertanto, tutte le colleghe ed i colleghi che hanno intrapreso l’azione legale contro Vodafone *a contattare personalmente l’avvocato che li segue, per avere le dovute e corrette informazioni *e a non dare credito alle affermazioni di persone non preparate giuridicamente.
Comitato degli Iscritti SLC-CGIL
sabato 6 novembre 2010
giovedì 4 novembre 2010
Commessa Vodafone a Milano
Ciao a tutti,
in data 28 ottobre si è svolto un incontro tra la RSU di Roma e HR relativamente alla situazione creatasi nella sede di Milano.
L'azienda ha ufficiamente comunicato che la commessa Vodafone è stata tolta dalla sede Comdata Care di Milano, ed i lavoratori saranno occupati su due commesse diverse di Comdata Spa (Eon energetico ed Edison, più specificatamente in attività di credito e di back office).
Tale decisione è stata motivata dall'azienda principalmente a causa dei costi di gestione dell'edificio che ospitava la sede Comdata Care, in quanto troppo onerosi ed anche dalla difficoltà economica di cablare tutta la rete Vodafone in un altro sito; i lavoratori verranno ospitati in uno stabile vicino (i colleghi milanesi ci riferiscono decisamente non in buone condizioni), già sede di Comdata Spa.
Lo spostamento sarà graduale, ed inizierà intorno a metà novembre con il passaggio dei colleghi che gestivano il Credito, per passare poi alle altre attività.
Tutte le attività verranno redistribuite in altri sedi, ma al momento l'azienda non sa dirci specificatamente quali e se su sedi Comdata o Comdata Care, ma esclude che vengano ridistribuite attività di Milano sulla sede Comdata Care di Roma.
A noi sembra quantomeno insolito che tale decisione sia stata presa all'indomani della sentenza negativa del giudice sulla causa milanese contro la cessione (causa peraltro avanzata dalla CGIL, che prima firma la nostra cessione, poi fa azione legale contro Vodafone ed infine perde pure la causa...)!
Vorremmo rassicurarvi comunque su questo punto in quanto I NOSTRI LEGALI SONO FIDUCIOSI SULL'ESITO DELLE NOSTRE VERTENZE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE IL NOSTRO RICORSO VERTE SU TEMI DIVERSI DA QUELLI DEPOSITATI A MILANO. Questa vicenda di Milano poi, in cui lavoratori ceduti in quanto specialisti nelle proprie attività lavorative si ritrovano dopo pochi anni a occuparsi di tutt'altro, dà ennesima riprova del fatto che la presunta Cessione di Ramo d'Azienda effettuata da Vodafone nei fatti si è dimostrata un mero e maldestro tentativo di mascherare passaggio di lavoro verso Comdata in cambio della possibilità per Vodafone di sbarazzarsi di personale scomodo e/o costoso. Se poi si dovesse giungere con Vodafone al rinnovo della commessa oltre la scadenza del 2014, ci chiediamo, che garanzie occupazionali possono avere questi colleghi?
Inoltre riteniamo doveroso considerare anche che i lavoratori oggetto di questo spostamento molto probabilmente perderanno gran parte del già esiguo PdR, firmato e ratificato da tutte le sedi, ad eccezione di Comdata Care Roma. HR su nostra domanda specifica a riguardo ha testualmente commentato "prenderanno la quota minima sindacale del Premio".
A tal proposito, visto che nell'ultima assemblea rappresentanti Cisl e Cgil hanno ribadito che l'eventuale firma sul PdR non avrebbe in alcun modo inciso negativamente sulle azioni legali che stiamo intraprendendo, contattando i nostri legali abbiamo nuovamente ricevuto parere esattamente opposto.
Aver firmato e ratificato un Premio di Risultato può essere utilizzato da Vodafone a nostro sfavore.
Concludiamo con un'ultima, fondamentale, considerazione: la sede di Milano, al contrario di quella di Roma, vista a detta dell'azienda come la pecora nera di tutta Comdata Care, si è sempre caratterizzata per lavoratori produttivi e per delegati sindacali che hanno firmato e sostenuto ogni tipo di accordo, ultimo dei quali proprio quello sul PdR che i colleghi di Milano hanno in stragrande maggioranza approvato.
Nonostante ciò la prima sede ad essere stata colpita da un fatto grave è stata proprio quella di Milano a riprova del fatto che, indipendentemente dal nostro operato, siamo tutti soggetti alle decisioni aziendali e che pertanto dobbiamo cercare di essere compatti, come finora, nel portare avanti le nostre convinzioni e rivendicazioni e non lasciare nulla di intentato.
RSU COMDATA CARE ROMA
in data 28 ottobre si è svolto un incontro tra la RSU di Roma e HR relativamente alla situazione creatasi nella sede di Milano.
L'azienda ha ufficiamente comunicato che la commessa Vodafone è stata tolta dalla sede Comdata Care di Milano, ed i lavoratori saranno occupati su due commesse diverse di Comdata Spa (Eon energetico ed Edison, più specificatamente in attività di credito e di back office).
Tale decisione è stata motivata dall'azienda principalmente a causa dei costi di gestione dell'edificio che ospitava la sede Comdata Care, in quanto troppo onerosi ed anche dalla difficoltà economica di cablare tutta la rete Vodafone in un altro sito; i lavoratori verranno ospitati in uno stabile vicino (i colleghi milanesi ci riferiscono decisamente non in buone condizioni), già sede di Comdata Spa.
Lo spostamento sarà graduale, ed inizierà intorno a metà novembre con il passaggio dei colleghi che gestivano il Credito, per passare poi alle altre attività.
Tutte le attività verranno redistribuite in altri sedi, ma al momento l'azienda non sa dirci specificatamente quali e se su sedi Comdata o Comdata Care, ma esclude che vengano ridistribuite attività di Milano sulla sede Comdata Care di Roma.
A noi sembra quantomeno insolito che tale decisione sia stata presa all'indomani della sentenza negativa del giudice sulla causa milanese contro la cessione (causa peraltro avanzata dalla CGIL, che prima firma la nostra cessione, poi fa azione legale contro Vodafone ed infine perde pure la causa...)!
Vorremmo rassicurarvi comunque su questo punto in quanto I NOSTRI LEGALI SONO FIDUCIOSI SULL'ESITO DELLE NOSTRE VERTENZE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE IL NOSTRO RICORSO VERTE SU TEMI DIVERSI DA QUELLI DEPOSITATI A MILANO. Questa vicenda di Milano poi, in cui lavoratori ceduti in quanto specialisti nelle proprie attività lavorative si ritrovano dopo pochi anni a occuparsi di tutt'altro, dà ennesima riprova del fatto che la presunta Cessione di Ramo d'Azienda effettuata da Vodafone nei fatti si è dimostrata un mero e maldestro tentativo di mascherare passaggio di lavoro verso Comdata in cambio della possibilità per Vodafone di sbarazzarsi di personale scomodo e/o costoso. Se poi si dovesse giungere con Vodafone al rinnovo della commessa oltre la scadenza del 2014, ci chiediamo, che garanzie occupazionali possono avere questi colleghi?
Inoltre riteniamo doveroso considerare anche che i lavoratori oggetto di questo spostamento molto probabilmente perderanno gran parte del già esiguo PdR, firmato e ratificato da tutte le sedi, ad eccezione di Comdata Care Roma. HR su nostra domanda specifica a riguardo ha testualmente commentato "prenderanno la quota minima sindacale del Premio".
A tal proposito, visto che nell'ultima assemblea rappresentanti Cisl e Cgil hanno ribadito che l'eventuale firma sul PdR non avrebbe in alcun modo inciso negativamente sulle azioni legali che stiamo intraprendendo, contattando i nostri legali abbiamo nuovamente ricevuto parere esattamente opposto.
Aver firmato e ratificato un Premio di Risultato può essere utilizzato da Vodafone a nostro sfavore.
Concludiamo con un'ultima, fondamentale, considerazione: la sede di Milano, al contrario di quella di Roma, vista a detta dell'azienda come la pecora nera di tutta Comdata Care, si è sempre caratterizzata per lavoratori produttivi e per delegati sindacali che hanno firmato e sostenuto ogni tipo di accordo, ultimo dei quali proprio quello sul PdR che i colleghi di Milano hanno in stragrande maggioranza approvato.
Nonostante ciò la prima sede ad essere stata colpita da un fatto grave è stata proprio quella di Milano a riprova del fatto che, indipendentemente dal nostro operato, siamo tutti soggetti alle decisioni aziendali e che pertanto dobbiamo cercare di essere compatti, come finora, nel portare avanti le nostre convinzioni e rivendicazioni e non lasciare nulla di intentato.
RSU COMDATA CARE ROMA
martedì 5 ottobre 2010
Detassazione STRAORDINARI
Buongiorno a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori,
l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 83/E del 17 agosto 2010 ha specificato i requisiti e i limiti previsti per la tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 10%, sulle somme erogate ai lavoratori dipendenti.
Nella risoluzione l'argomento principale era il regime agevolato per il lavoro notturno, tuttavia la risoluzione ha avviato un generale ripensamento dell'Agenzia sulla tassazione agevolata.
Sebbene la norma che lo prevedeva (art. 2, comma 1 lett. c del d.l. 93/2008) sia stata abrogata dall'art. 5 del d.l. 185/2008, a seguito di una nota congiunta, l'Agenzia delle Entrate ed il Ministero del Lavoro (prot.2010/134950), hanno chiarito che può beneficiare dell'imposta sostitutiva anche tutto il LAVORO STRAORDINARIO E SUPPLEMENTARE, PURCHE' SUSSISTA UN VINCOLO DI CORRELAZIONE CON I PARAMETRI DI PRODUTTIVITA'.
L'interpretazione è retroattiva, pertanto applicabile anche per le retribuzioni riferite ad anni passati (2008 e 2009) in cui è stata effettuata la tassazione ordinaria anzichè l'imposta sostitutiva del 10%.
Stiamo verificando la possibilità di beneficiare di tale detassazione, ossia se le somme sinora erogate possano ritenersi connesse ad un incremento della produttività.
L'Agenzia, recependo una proposta avanzata da CISL, ha emanato il 27/9 la circolare 48/E, in cui specifica che il datore di lavoro dovrà indicare nel CUD/2011 le somme che andavano assoggettate ad imposta sostitutiva ed il dipendente potrà recuperare il proprio credito mediante la dichiarazione dei redditi da presentare nel 2011.
Sarà nostra cura informarvi degli ulteriori sviluppi.
La Segreteria Territoriale Fistel-Cisl
l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 83/E del 17 agosto 2010 ha specificato i requisiti e i limiti previsti per la tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 10%, sulle somme erogate ai lavoratori dipendenti.
Nella risoluzione l'argomento principale era il regime agevolato per il lavoro notturno, tuttavia la risoluzione ha avviato un generale ripensamento dell'Agenzia sulla tassazione agevolata.
Sebbene la norma che lo prevedeva (art. 2, comma 1 lett. c del d.l. 93/2008) sia stata abrogata dall'art. 5 del d.l. 185/2008, a seguito di una nota congiunta, l'Agenzia delle Entrate ed il Ministero del Lavoro (prot.2010/134950), hanno chiarito che può beneficiare dell'imposta sostitutiva anche tutto il LAVORO STRAORDINARIO E SUPPLEMENTARE, PURCHE' SUSSISTA UN VINCOLO DI CORRELAZIONE CON I PARAMETRI DI PRODUTTIVITA'.
L'interpretazione è retroattiva, pertanto applicabile anche per le retribuzioni riferite ad anni passati (2008 e 2009) in cui è stata effettuata la tassazione ordinaria anzichè l'imposta sostitutiva del 10%.
Stiamo verificando la possibilità di beneficiare di tale detassazione, ossia se le somme sinora erogate possano ritenersi connesse ad un incremento della produttività.
L'Agenzia, recependo una proposta avanzata da CISL, ha emanato il 27/9 la circolare 48/E, in cui specifica che il datore di lavoro dovrà indicare nel CUD/2011 le somme che andavano assoggettate ad imposta sostitutiva ed il dipendente potrà recuperare il proprio credito mediante la dichiarazione dei redditi da presentare nel 2011.
Sarà nostra cura informarvi degli ulteriori sviluppi.
La Segreteria Territoriale Fistel-Cisl
giovedì 30 settembre 2010
PdR: alcune considerazioni
UGL Telecomunicazioni e le RSU ad essa aderente hanno partecipato alla trattativa per l’istituzione del premio di risultato con la direzione aziendale di Comdata Care, con la consapevolezza che i Lavoratori dell’unità produttiva di Roma, interpellati in assemblea congiuntamente alla RSU, avevano dato chiaro mandato alla non firma dell’accordo.
La scrivente O.S, in occasione delle elezioni RSU svolte la scorsa primavera, si è presentata come un sindacato il cui scopo è quello di recuperare il rapporto con i Lavoratori, delusi dalle precedenti politiche sindacali e seguendo, a seconda delle circostanze, una politica di protesta o di proposta, ma che in entrambi i casi sarebbe stata portata avanti seguendo il volere della maggioranza dei Lavoratori.
Dal momento che l’Accordo Interconfederale del 15 aprile 2009, così come quello del 23 luglio 1993, prevede che la contrattazione di 2° livello può svolgersi sia a livello aziendale (in questo caso la maggioranza dei Lavoratori va calcolata a livello nazionale) che a livello territoriale (in questo caso la maggioranza dei Lavoratori va calcolata a livello di unità produttiva), UGL Telecomunicazioni ha chiesto all’azienda di scegliere questa seconda possibilità, in modo che poteva essere rispettata anche la volontà di una minoranza non trascurabile (ricordiamo che a Roma, in occasione del referendum, oltre il 75% dei Lavoratori ha bocciato l’accordo).
Si è quindi arrivati al risultato che sia l’Azienda che le altre OO.SS firmatarie dell’accordo si sono “rimpallate” a vicenda la responsabilità di aver posto un veto su questa ipotesi di percorso….
Per quanto riguarda l’ orientamento sull’utilizzo della rilevazione biometrica, a fronte del reclamo formulato dalla ns Organizzazione, rimaniamo in attesa del prossimo pronunciamento del Garante.
Roma 20 settembre 2010
La Segreteria Nazionale
La scrivente O.S, in occasione delle elezioni RSU svolte la scorsa primavera, si è presentata come un sindacato il cui scopo è quello di recuperare il rapporto con i Lavoratori, delusi dalle precedenti politiche sindacali e seguendo, a seconda delle circostanze, una politica di protesta o di proposta, ma che in entrambi i casi sarebbe stata portata avanti seguendo il volere della maggioranza dei Lavoratori.
Dal momento che l’Accordo Interconfederale del 15 aprile 2009, così come quello del 23 luglio 1993, prevede che la contrattazione di 2° livello può svolgersi sia a livello aziendale (in questo caso la maggioranza dei Lavoratori va calcolata a livello nazionale) che a livello territoriale (in questo caso la maggioranza dei Lavoratori va calcolata a livello di unità produttiva), UGL Telecomunicazioni ha chiesto all’azienda di scegliere questa seconda possibilità, in modo che poteva essere rispettata anche la volontà di una minoranza non trascurabile (ricordiamo che a Roma, in occasione del referendum, oltre il 75% dei Lavoratori ha bocciato l’accordo).
Si è quindi arrivati al risultato che sia l’Azienda che le altre OO.SS firmatarie dell’accordo si sono “rimpallate” a vicenda la responsabilità di aver posto un veto su questa ipotesi di percorso….
Per quanto riguarda l’ orientamento sull’utilizzo della rilevazione biometrica, a fronte del reclamo formulato dalla ns Organizzazione, rimaniamo in attesa del prossimo pronunciamento del Garante.
Roma 20 settembre 2010
La Segreteria Nazionale
mercoledì 22 settembre 2010
Cessioni in Wind: ecco come si sono comportati cgil, cisl e uil
Ciao,
durante le assemblee convocate da cgil, cisl e uil il 15 settembre per la presentazione del PdR che si è votato il 16, i rappresentanti nazionali di slc-cgil (Renato Saccone) e di fistel-cisl (Alessandro Faraoni) si sono vantati di non aver firmato alcun accordo sulla cessione di ramo d'azienda per i lavoratori Wind di Sesto San
Giovanni, ceduti a Omnia Service Center prima e Almaviva poi. Durante l'assemblea del pomeriggio, come i colleghi che vi hanno partecipato sanno, ricordandomi un paio di accordi firmati in Wind e inerenti questi fatti, mi sono presa l'impegno con tutti i colleghi di diffondere tali accordi firmati da slc e fistel, allo scopo di rendere nota la vicenda, per molti versi simile alla nostra, dei lavoratori Wind ceduti e impedire che, ancora una volta approfittando dell'ignoranza delle persone, questi individui possano stravolgere la realtà adattandola ai propri scopi.
Di seguito, a grandi linee, la cronostoria di quanto accaduto ai colleghi di Wind:
- Marzo 2007: circa 275 dipendenti Wind del call center di Sesto San Giovanni vengono ceduti a Omnia Service Center. _Slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil intenzionati a fare un accordo sindacale sulla cessione non arriveranno mai a sottoscriverlo in quanto vengono letteralmente cacciati a malo mado dai lavoratori nelle assemblee di Sesto San Giovanni.
- Aprile 2007/Dicembre 2007: partono le cause legali dei dipendenti Wind ceduti e si aprono procedure di raffreddamento sia a livello locale (Milano) che nazionale. A Ottobre, in piena procedura di raffreddamento prima e scioperi poi, Wind e slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil firmano un accordo sulle relazioni industriali (ci sono le firme anche dei personaggi comparsi nelle nostre assemblee) che prevede 40.000 ore l'anno di permessi sindacali retribuiti da Wind!!!In pratica cgil, cisl e uil possono distaccare circa 20 persone l'anno
a spese di Wind!!!
- Dicembre 2007 c'è l'accordo tra Wind e slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil per il trasferimento da Milano a Roma di qualche centinaio di dipendenti. Grazie a questa operazione Wind, in due anni, si è sbarazzata di un buon numero di persone che, impossibilitate a trasferirsi, si sono viste costrette man, mano a dimettersi.
- 2008/2009 Omnia Service Center, a solo due anni dalla cessione Wind, va in fallimento: i tfr dei dipendenti ceduti restano in azienda che, essendo fallita, non li risarcisce. I dipendenti ex Wind restano parecchi mesi senza stipendio, pur continuando a lavorare. Arriva l'accordo per la cassa integrazione. I dipendenti si chiudono dentro il call center iniziando ad occuparlo ad oltranza.
- Gennaio 2010. Santoro ad "Anno zero" si occupa di questa vicenda di Sesto San Giovanni. Il 29 gennaio 2010 arriva l'accordo, che qui riporto in allegato, tra Wind e slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil.
Tale accordo ricolloca il personale ex Wind con un altro fornitore (Almaviva). Messa così l'accordo sembra un'ottima cosa, ma basta leggerne il breve testo per capire che non è proprio così. Infatti le organizzazioni sindacali si trovavano ad avere l'occasione di riportare la vicenda dei dipendenti Wind ceduti all'attenzione del Ministero del Lavoro, visto che a soli due anni dalla cessione la nuova società era fallita e quindi c'erano tutti gli estremi per richiamare Wind alle proprie responsabilità e accellerare il reintegro di tale personale. E invece hanno sottoscritto questo accordo che è peggio di una cessione in quanto, non solo evitano di mettere Wind di fronte alle proprie responsabilità, ma anzi le fanno anche un enorme regalo: i dipendenti ceduti saranno ricollocati presso Almaviva a condizione che gli stessi "procedano, in via preliminare, a sottoscrivere con Wind una conciliazione ex art. 410 c.p.c. che definisca le situzioni di contenzioso nei suoi confronti, in essere o potenziali". In pratica i lavoratori sono messi sotto ricatto: se vuoi continuare a lavorare devi rinunciare alla causa che hai fatto a Wind per la cessione subita che ti ha messo nella situazione di poter
perdere il lavoro.
Questi i fatti di quella triste vicenda. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali venuti alle nostre assemblee volevano convincerci della bontà dell'accordo sindacale che ha accompagnato la nostra cessione, ma sappiamo che quell'accordo è pieno di buchi e assolutamente non garantista del nostro posto di lavoro. Questi i personaggi con cui ci troviamo ad avere a che fare. A voi trarre le conclusioni.
SERENA
RSU COBAS COMDATA CARE ROMA
durante le assemblee convocate da cgil, cisl e uil il 15 settembre per la presentazione del PdR che si è votato il 16, i rappresentanti nazionali di slc-cgil (Renato Saccone) e di fistel-cisl (Alessandro Faraoni) si sono vantati di non aver firmato alcun accordo sulla cessione di ramo d'azienda per i lavoratori Wind di Sesto San
Giovanni, ceduti a Omnia Service Center prima e Almaviva poi. Durante l'assemblea del pomeriggio, come i colleghi che vi hanno partecipato sanno, ricordandomi un paio di accordi firmati in Wind e inerenti questi fatti, mi sono presa l'impegno con tutti i colleghi di diffondere tali accordi firmati da slc e fistel, allo scopo di rendere nota la vicenda, per molti versi simile alla nostra, dei lavoratori Wind ceduti e impedire che, ancora una volta approfittando dell'ignoranza delle persone, questi individui possano stravolgere la realtà adattandola ai propri scopi.
Di seguito, a grandi linee, la cronostoria di quanto accaduto ai colleghi di Wind:
- Marzo 2007: circa 275 dipendenti Wind del call center di Sesto San Giovanni vengono ceduti a Omnia Service Center. _Slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil intenzionati a fare un accordo sindacale sulla cessione non arriveranno mai a sottoscriverlo in quanto vengono letteralmente cacciati a malo mado dai lavoratori nelle assemblee di Sesto San Giovanni.
- Aprile 2007/Dicembre 2007: partono le cause legali dei dipendenti Wind ceduti e si aprono procedure di raffreddamento sia a livello locale (Milano) che nazionale. A Ottobre, in piena procedura di raffreddamento prima e scioperi poi, Wind e slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil firmano un accordo sulle relazioni industriali (ci sono le firme anche dei personaggi comparsi nelle nostre assemblee) che prevede 40.000 ore l'anno di permessi sindacali retribuiti da Wind!!!In pratica cgil, cisl e uil possono distaccare circa 20 persone l'anno
a spese di Wind!!!
- Dicembre 2007 c'è l'accordo tra Wind e slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil per il trasferimento da Milano a Roma di qualche centinaio di dipendenti. Grazie a questa operazione Wind, in due anni, si è sbarazzata di un buon numero di persone che, impossibilitate a trasferirsi, si sono viste costrette man, mano a dimettersi.
- 2008/2009 Omnia Service Center, a solo due anni dalla cessione Wind, va in fallimento: i tfr dei dipendenti ceduti restano in azienda che, essendo fallita, non li risarcisce. I dipendenti ex Wind restano parecchi mesi senza stipendio, pur continuando a lavorare. Arriva l'accordo per la cassa integrazione. I dipendenti si chiudono dentro il call center iniziando ad occuparlo ad oltranza.
- Gennaio 2010. Santoro ad "Anno zero" si occupa di questa vicenda di Sesto San Giovanni. Il 29 gennaio 2010 arriva l'accordo, che qui riporto in allegato, tra Wind e slc-cgil, fistel-cisl e uilcom-uil.
Tale accordo ricolloca il personale ex Wind con un altro fornitore (Almaviva). Messa così l'accordo sembra un'ottima cosa, ma basta leggerne il breve testo per capire che non è proprio così. Infatti le organizzazioni sindacali si trovavano ad avere l'occasione di riportare la vicenda dei dipendenti Wind ceduti all'attenzione del Ministero del Lavoro, visto che a soli due anni dalla cessione la nuova società era fallita e quindi c'erano tutti gli estremi per richiamare Wind alle proprie responsabilità e accellerare il reintegro di tale personale. E invece hanno sottoscritto questo accordo che è peggio di una cessione in quanto, non solo evitano di mettere Wind di fronte alle proprie responsabilità, ma anzi le fanno anche un enorme regalo: i dipendenti ceduti saranno ricollocati presso Almaviva a condizione che gli stessi "procedano, in via preliminare, a sottoscrivere con Wind una conciliazione ex art. 410 c.p.c. che definisca le situzioni di contenzioso nei suoi confronti, in essere o potenziali". In pratica i lavoratori sono messi sotto ricatto: se vuoi continuare a lavorare devi rinunciare alla causa che hai fatto a Wind per la cessione subita che ti ha messo nella situazione di poter
perdere il lavoro.
Questi i fatti di quella triste vicenda. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali venuti alle nostre assemblee volevano convincerci della bontà dell'accordo sindacale che ha accompagnato la nostra cessione, ma sappiamo che quell'accordo è pieno di buchi e assolutamente non garantista del nostro posto di lavoro. Questi i personaggi con cui ci troviamo ad avere a che fare. A voi trarre le conclusioni.
SERENA
RSU COBAS COMDATA CARE ROMA
Dopo il PdR da dove vogliamo ripartire?
Lavoratori ex Vodafone in Comdata Care: dopo il PdR a che punto siamo?
Quella appena trascorsa è stata una settimana molto intensa per noi dipendenti Comdata Care: ci siamo riuniti in assemblee per valutare la proposta di un Premio di Risultato che subito dopo siamo stati chiamati a votare. Ormai tutti conosciamo l'esito di tale votazione.
L'Ipotesi di Accordo è stata accettata dalla maggior parte del personale Comdata Care e quindi l'accordo è stato convalidato. A Roma abbiamo espresso le nostre perplessità su tale testo e come Rsu abbiamo lasciato ai colleghi la scelta di quale voto esprimere e Roma, unica sede in tutta Italia, ha bocciato a stragrande maggioranza (hanno votato praticamente tutti i colleghi presenti in turno il 16/9) quell'accordo, che però, lo ribadisco, è stato comunque accettato dalla maggioranza delle altre sedi italiane. La democrazia è davvero
un valore da difendere e quindi, pur rimanendo le perplessità, rispetto la scelta della maggioranza dei colleghi che evidentemente non hanno condiviso i dubbi di noi romani. Sarà poi il Tempo a dirci, nei fatti, se le nostre perplessità erano giustificate oppure no.
Voglio però prendere spunto da quanto accaduto a Roma sia durante le assemblee sia col voto espresso, per fare e condividere con tutti alcune riflessioni circa la nostra situazione in azienda.
Partiamo dall'inizio. Oggi ci troviamo ad essere dipendenti Comdata Care in quanto abbiamo subito un torto: siamo stati oggetto di una falsa Cessione di Ramo d'Azienda! Su questo, credo, non ci sono dubbi, tanto che la maggior parte di noi in tutta Italia ha deciso di fare causa a Vodafone. Tale Cessione è stata poi accompagnata da un accordo sindacale sottoscritto da cgil, cisl e uil che da subito abbiamo valutato non soddisfacente in quanto non solo, nella migliore delle ipotesi, ha trasformato un contratto di lavoro a tempo indeterminato in contratto di fatto a termine (7 anni), ma lascia la possibilità a Comdata Care anche all'interno dei 7 anni di licenziarci se, ad esempio, dovesse dichiarare esuberi o se dovesse fallire.
Sappiamo tutti che la presunta cessione è stata per Vodafone uno strumento per liberarsi di circa 1000 lavoratori o troppo fastidiosi o troppo costosi, e per Comdata l'occasione di collocarsi tra Vodafone e il nostro lavoro, e di guadagnare su di esso, visto che utilizziamo gli stessi sistemi e rispondiamo alle stesse indicazioni (vedi Strong Authentication) degli ex colleghi ancora in Vodafone.
Eppure in questi 3 anni che siamo in Comdata cgil, cisl e uil non hanno mai neanche tentato di aprire un confronto serio con l'azienda per darci più garanzie di stabilità occupazionale o per tentare di sanare il torto subito ma si sono limitati a sottoscrivere due Premi di Risultato: uno nel 2008 che per fortuna è stato bocciato, altrimenti oggi ci troveremmo a non aver preso un centesimo di premio e ad aver dato in cambio la flessibilità d'orario per i Part Time; l'altro è quello di questi giorni che, al di là delle valutazioni di merito, non sfugge a nessuno riguarda pochi spiccioli, specie se confrontato col Premio che avevamo in Vodafone.
Durante le assemblee romane i lavoratori tutti, tranne una decina che ancora si sentono vicini a slc-cgil e a fistel-cisl, hanno duramente attaccato i rappresentanti nazionali di tali sigle fondamentalmente
per queste ragioni e per queste stesse ragioni hanno deciso di votare no a un Premio di Risultato che hanno valutato incerto e soprattutto umiliante.
La reazione dei rappresentati nazionali di slc-cgil e fistel-cisl è stata incomprensibile:
- attacchi personali fatti vigliaccamente alle singole rsu al di fuori delle assemblee evidentemente per timore di dover sostenere l'inevitabile risposta a difesa che sarebbe scaturita dai lavoratori in massa, ma che ritengo essere solo il sintomo di quanto l'accoglienza romana sia stata per loro bruciante;
- accuse ai colleghi romani di farsi ?imbabolare? dalle proprie rsu, come se fossero persone senza una testa propria e non fossero in grado di intendere e volere;
- anatemi sui romani che, invece di mettersi l'anima in pace per quanto accaduto e accontentarsi del poco che generosamente l'azienda (che guadagna sul nostro lavoro) può darci, si ostinano a volersi opporre a questa condizione di ceduti, fino al punto che se un giorno l'azienda dovesse decidere di licenziarli gli sta bene perchè se la sono proprio cercata! Ma non dovrebbero essere proprio loro a difenderci e a far si che questo non possa mai accadere? Proprio non si capisce per quale motivo chi subisce un torto debba mettersi l'anima in pace! E poi sappiamo bene che per tutti, romani e non, "buoni" e "cattivi" arriverà il giorno che saremo messi alla porta.
Ma ciò che appare, più di ogni altra cosa, inconcepibile e decisamente allarmante è assistere come per queste organizzazioni l'unico nemico appare essere costituito da quei lavoratori e quelle organizzazioni sindacali che non fanno le loro stesse valutazioni, mentre nulla dicono o fanno circa cosa debba essere fatto per obbligare Vodafone a ripagarci del torto subito!
Ho deciso eccezionalmente di scrivere a tutti i colleghi d'Italia (avrei preferito farlo a nome dell'intera Rsu di Roma, ma le mie colleghe non si sono trovate d'accordo) non per amore di polemica che poco ci può aiutare, ma nella speranza di fornire, specie nelle sedi dove non c'è contraddittorio, un diverso spunto di riflessione su quanto ci sta accadendo, visto che ciò che ci accadrà dipende molto da quello che ogni giorno viviamo. Invito ogni collega che abbia voglia di confrontarsi con questo punto di vista a scrivere a questo indirizzo. Concludo con le parole di Seneca, un grande uomo del passato, che mi appaiono illuminanti:
Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla.
Serena
Rsu Cobas Comdata Care Roma
Quella appena trascorsa è stata una settimana molto intensa per noi dipendenti Comdata Care: ci siamo riuniti in assemblee per valutare la proposta di un Premio di Risultato che subito dopo siamo stati chiamati a votare. Ormai tutti conosciamo l'esito di tale votazione.
L'Ipotesi di Accordo è stata accettata dalla maggior parte del personale Comdata Care e quindi l'accordo è stato convalidato. A Roma abbiamo espresso le nostre perplessità su tale testo e come Rsu abbiamo lasciato ai colleghi la scelta di quale voto esprimere e Roma, unica sede in tutta Italia, ha bocciato a stragrande maggioranza (hanno votato praticamente tutti i colleghi presenti in turno il 16/9) quell'accordo, che però, lo ribadisco, è stato comunque accettato dalla maggioranza delle altre sedi italiane. La democrazia è davvero
un valore da difendere e quindi, pur rimanendo le perplessità, rispetto la scelta della maggioranza dei colleghi che evidentemente non hanno condiviso i dubbi di noi romani. Sarà poi il Tempo a dirci, nei fatti, se le nostre perplessità erano giustificate oppure no.
Voglio però prendere spunto da quanto accaduto a Roma sia durante le assemblee sia col voto espresso, per fare e condividere con tutti alcune riflessioni circa la nostra situazione in azienda.
Partiamo dall'inizio. Oggi ci troviamo ad essere dipendenti Comdata Care in quanto abbiamo subito un torto: siamo stati oggetto di una falsa Cessione di Ramo d'Azienda! Su questo, credo, non ci sono dubbi, tanto che la maggior parte di noi in tutta Italia ha deciso di fare causa a Vodafone. Tale Cessione è stata poi accompagnata da un accordo sindacale sottoscritto da cgil, cisl e uil che da subito abbiamo valutato non soddisfacente in quanto non solo, nella migliore delle ipotesi, ha trasformato un contratto di lavoro a tempo indeterminato in contratto di fatto a termine (7 anni), ma lascia la possibilità a Comdata Care anche all'interno dei 7 anni di licenziarci se, ad esempio, dovesse dichiarare esuberi o se dovesse fallire.
Sappiamo tutti che la presunta cessione è stata per Vodafone uno strumento per liberarsi di circa 1000 lavoratori o troppo fastidiosi o troppo costosi, e per Comdata l'occasione di collocarsi tra Vodafone e il nostro lavoro, e di guadagnare su di esso, visto che utilizziamo gli stessi sistemi e rispondiamo alle stesse indicazioni (vedi Strong Authentication) degli ex colleghi ancora in Vodafone.
Eppure in questi 3 anni che siamo in Comdata cgil, cisl e uil non hanno mai neanche tentato di aprire un confronto serio con l'azienda per darci più garanzie di stabilità occupazionale o per tentare di sanare il torto subito ma si sono limitati a sottoscrivere due Premi di Risultato: uno nel 2008 che per fortuna è stato bocciato, altrimenti oggi ci troveremmo a non aver preso un centesimo di premio e ad aver dato in cambio la flessibilità d'orario per i Part Time; l'altro è quello di questi giorni che, al di là delle valutazioni di merito, non sfugge a nessuno riguarda pochi spiccioli, specie se confrontato col Premio che avevamo in Vodafone.
Durante le assemblee romane i lavoratori tutti, tranne una decina che ancora si sentono vicini a slc-cgil e a fistel-cisl, hanno duramente attaccato i rappresentanti nazionali di tali sigle fondamentalmente
per queste ragioni e per queste stesse ragioni hanno deciso di votare no a un Premio di Risultato che hanno valutato incerto e soprattutto umiliante.
La reazione dei rappresentati nazionali di slc-cgil e fistel-cisl è stata incomprensibile:
- attacchi personali fatti vigliaccamente alle singole rsu al di fuori delle assemblee evidentemente per timore di dover sostenere l'inevitabile risposta a difesa che sarebbe scaturita dai lavoratori in massa, ma che ritengo essere solo il sintomo di quanto l'accoglienza romana sia stata per loro bruciante;
- accuse ai colleghi romani di farsi ?imbabolare? dalle proprie rsu, come se fossero persone senza una testa propria e non fossero in grado di intendere e volere;
- anatemi sui romani che, invece di mettersi l'anima in pace per quanto accaduto e accontentarsi del poco che generosamente l'azienda (che guadagna sul nostro lavoro) può darci, si ostinano a volersi opporre a questa condizione di ceduti, fino al punto che se un giorno l'azienda dovesse decidere di licenziarli gli sta bene perchè se la sono proprio cercata! Ma non dovrebbero essere proprio loro a difenderci e a far si che questo non possa mai accadere? Proprio non si capisce per quale motivo chi subisce un torto debba mettersi l'anima in pace! E poi sappiamo bene che per tutti, romani e non, "buoni" e "cattivi" arriverà il giorno che saremo messi alla porta.
Ma ciò che appare, più di ogni altra cosa, inconcepibile e decisamente allarmante è assistere come per queste organizzazioni l'unico nemico appare essere costituito da quei lavoratori e quelle organizzazioni sindacali che non fanno le loro stesse valutazioni, mentre nulla dicono o fanno circa cosa debba essere fatto per obbligare Vodafone a ripagarci del torto subito!
Ho deciso eccezionalmente di scrivere a tutti i colleghi d'Italia (avrei preferito farlo a nome dell'intera Rsu di Roma, ma le mie colleghe non si sono trovate d'accordo) non per amore di polemica che poco ci può aiutare, ma nella speranza di fornire, specie nelle sedi dove non c'è contraddittorio, un diverso spunto di riflessione su quanto ci sta accadendo, visto che ciò che ci accadrà dipende molto da quello che ogni giorno viviamo. Invito ogni collega che abbia voglia di confrontarsi con questo punto di vista a scrivere a questo indirizzo. Concludo con le parole di Seneca, un grande uomo del passato, che mi appaiono illuminanti:
Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla.
Serena
Rsu Cobas Comdata Care Roma
lunedì 20 settembre 2010
Comunicato nazionale unitario - In nome e per conto della Segreteria territoriale SLC-CGIL Roma Sud e del Comitato degli Iscritti SLC-CGIL
Dopo assemblee molto sentite e a seguito di un referendum che ha visto una forte partecipazione nella stragrande maggioranza delle sedi di Comdata Care, le OO.SS sciolgono positivamente la riserva sull’ipotesi di accordo sul PDR sottoscritto lo scorso 9 settembre a Milano in AssoLombarda.
Le votazioni per sede hanno avuto il seguente esito:
Ivrea 163 votanti 127 SI 36 NO
Milano 67 votanti 62 SI 5 NO
Napoli 70 votanti 37 SI 33 NO
Padova 92 votanti 87 SI 5 NO
Roma 118 votanti 26 SI 90 NO 2 NULLE
Con 339 SI, 169 NO e 2 NULLE pari a 510 votanti e con una partecipazione media di circa il 63% dei lavoratori aventi diritto, gli stessi hanno dato un chiaro segnale di voler riprendere la strada della contrattazione con l’azienda Comdata Care.
Ora è importante dare seguito a tale richiesta, continuando il confronto con l’azienda sull’organizzazione del lavoro e le prospettive industriali di Comdata Care, ovvero ripristinare un percorso di relazioni sindacali stabili per dare risposte concrete ai problemi dei lavoratori e a quelli delle singole sedi operative.
A questo punto uno sforzo di responsabilità da tutte le parti, sindacali e aziendali, è necessario per permettere a quest’azienda di avere un futuro nel mercato in cui opera, superando quelle forti divisioni che ancora persistono in alcune realtà, causate da toni spesso eccessivi, che hanno come conseguenza un allontanamento dei lavoratori da tutte le realtà sindacali.
Come Organizzazioni Sindacali Confederali abbiamo il dovere di recuperare il rapporto con tutti quei lavoratori che, soprattutto in alcune realtà aziendali, non hanno partecipato al voto per scetticismo o perché non si sentono rappresentate pienamente.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Le votazioni per sede hanno avuto il seguente esito:
Ivrea 163 votanti 127 SI 36 NO
Milano 67 votanti 62 SI 5 NO
Napoli 70 votanti 37 SI 33 NO
Padova 92 votanti 87 SI 5 NO
Roma 118 votanti 26 SI 90 NO 2 NULLE
Con 339 SI, 169 NO e 2 NULLE pari a 510 votanti e con una partecipazione media di circa il 63% dei lavoratori aventi diritto, gli stessi hanno dato un chiaro segnale di voler riprendere la strada della contrattazione con l’azienda Comdata Care.
Ora è importante dare seguito a tale richiesta, continuando il confronto con l’azienda sull’organizzazione del lavoro e le prospettive industriali di Comdata Care, ovvero ripristinare un percorso di relazioni sindacali stabili per dare risposte concrete ai problemi dei lavoratori e a quelli delle singole sedi operative.
A questo punto uno sforzo di responsabilità da tutte le parti, sindacali e aziendali, è necessario per permettere a quest’azienda di avere un futuro nel mercato in cui opera, superando quelle forti divisioni che ancora persistono in alcune realtà, causate da toni spesso eccessivi, che hanno come conseguenza un allontanamento dei lavoratori da tutte le realtà sindacali.
Come Organizzazioni Sindacali Confederali abbiamo il dovere di recuperare il rapporto con tutti quei lavoratori che, soprattutto in alcune realtà aziendali, non hanno partecipato al voto per scetticismo o perché non si sentono rappresentate pienamente.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
giovedì 19 agosto 2010
COMUNICATO SU SCIOPERO COMDATA 9 - 10 AGOSTO
Il Collettivo Lavoratori Comdata esprime la piena soddisfazione per la riuscita delle due giornate di sciopero del 9 e del 10 Agosto. In un contesto non certo semplice il 30 % di adesioni alla mobilitazione rappresentano un buon punto di partenza nella prospettiva di una costruzione di un fronte unitario e condiviso per la difesa degli interessi e dei diritti dei lavoratori all’interno dell’azienda.
Lo sciopero è stato proclamato dopo che l’azienda ha deciso di “licenziare” (anche se tecnicamente si è trattato di mancati rinnovi) 8 colleghi, la maggior parte dei quali avevano raggiunto la soglia media dei 30 mesi (una di esse quasi 36 mesi, che ricordiamo è il limite massimo per la proroga di contratti a termine). Questa decisione aziendale rappresenta un salto in avanti unilaterale: mai prima di adesso dei colleghi che avevano raggiunto tale anzianità erano stati lasciati a casa. Inoltre le motivazioni addotte per i “licenziamenti”, cinque giorni di mutua che non si possono sforare in un anno, scarsa produttività, ritardi, unito al contestuale aumento dei carichi di lavoro ed all’inasprimento del clima repressivo con una sequela di provvedimenti disciplinari “a pioggia”, hanno reso inevitabile una risposta che andava data immediatamente.
Nelle ultime settimane abbiamo saputo che sono in corso dei tavoli informali tra azienda e CGIL-CISL-UIL per il reintegro dei colleghi “licenziati”. Non crediamo che questa iniziativa sia in contrapposizione allo sciopero del 9 e del 10 Agosto, ed anzi siamo convinti che tutte le iniziative tese a far rientrare i “licenziati” in azienda vadano salutate positivamente. Esprimiamo però un certo rammarico per l’occasione perduta di un’azione unitaria tra tutte le sigle sindacali maggiormente visibile su questo tema, che avrebbe avuto sicuramente un effetto ed un impatto di ben altro tipo sulla controparte.
Ricordiamo infine e ringraziamo, i lavoratori e delegati di Agile-Eutelia, Fiat Mirafiori, scuola, Auchan, Omnia-Voicity, Sovracup, ASL 1 To, Lear, Generali Assicurazioni, E-Care, Bibliocoop, molti dei quali appartenenti ad altre sigle sindacali, per averci sostenuto con la loro presenza durante le iniziative dei due giorni di sciopero
Collettivo Lavoratori Comdata / FLMUniti-CUB
Lo sciopero è stato proclamato dopo che l’azienda ha deciso di “licenziare” (anche se tecnicamente si è trattato di mancati rinnovi) 8 colleghi, la maggior parte dei quali avevano raggiunto la soglia media dei 30 mesi (una di esse quasi 36 mesi, che ricordiamo è il limite massimo per la proroga di contratti a termine). Questa decisione aziendale rappresenta un salto in avanti unilaterale: mai prima di adesso dei colleghi che avevano raggiunto tale anzianità erano stati lasciati a casa. Inoltre le motivazioni addotte per i “licenziamenti”, cinque giorni di mutua che non si possono sforare in un anno, scarsa produttività, ritardi, unito al contestuale aumento dei carichi di lavoro ed all’inasprimento del clima repressivo con una sequela di provvedimenti disciplinari “a pioggia”, hanno reso inevitabile una risposta che andava data immediatamente.
Nelle ultime settimane abbiamo saputo che sono in corso dei tavoli informali tra azienda e CGIL-CISL-UIL per il reintegro dei colleghi “licenziati”. Non crediamo che questa iniziativa sia in contrapposizione allo sciopero del 9 e del 10 Agosto, ed anzi siamo convinti che tutte le iniziative tese a far rientrare i “licenziati” in azienda vadano salutate positivamente. Esprimiamo però un certo rammarico per l’occasione perduta di un’azione unitaria tra tutte le sigle sindacali maggiormente visibile su questo tema, che avrebbe avuto sicuramente un effetto ed un impatto di ben altro tipo sulla controparte.
Ricordiamo infine e ringraziamo, i lavoratori e delegati di Agile-Eutelia, Fiat Mirafiori, scuola, Auchan, Omnia-Voicity, Sovracup, ASL 1 To, Lear, Generali Assicurazioni, E-Care, Bibliocoop, molti dei quali appartenenti ad altre sigle sindacali, per averci sostenuto con la loro presenza durante le iniziative dei due giorni di sciopero
Collettivo Lavoratori Comdata / FLMUniti-CUB
sabato 7 agosto 2010
LA MALATTIA E' UNA COLPA CHE DEVI PAGARE...
Il Collettivo Lavoratori Comdata esprime la massima solidarietà agli 8 colleghi lasciati a casa dopo quasi tre anni di lavoro. Assolutamente consci del fatto che un’azienda potrà anche fare le proprie valutazioni del caso e decidere, in base a propri parametri, di lasciare a casa chi ritiene non rientri in certi standard comportamental-produttivi, quello che lascia più basiti, però, e che è indice di improvvisazione e di una scarsa cultura delle relazioni sindacali, sono state le modalità e le motivazioni fornite dal direttore del personale - in viva voce direttamente da uno stabilimento balneare! - ai diretti interessati: “abuso” della mutua (non si possono sforare 5 giorni di mutua all’anno!), ritardi, scarsa produttività, capacità relazionali con gli altri colleghi.
In un contesto di crisi economica generale potrebbe sembrare del tutto normale: 8 dipendenti su 55 in scadenza di contratto potrebbero sembrare il giusto taglio di un manipolo di “fancazzisti” che, come le mele marce, rischiano di intaccare il virtuoso sistema produttivo dell’azienda. Peccato però che i colleghi ai quali non è stato rinnovato il contratto fossero invece degli ottimi operatori, a detta di tutti i nostri Team Leader, che hanno sempre lavorato con scrupolo e coscienza.
Ad alcuni dei colleghi non rinnovati è stato anche detto che l’azienda deve procedere con dei tagli. Bene – allora perché Comdata non ha convocato le organizzazioni sindacali per discutere di questo?
Questo ragionamento, però, non ci convince in quanto ha un respiro molto corto. Un’azienda che vanta decine di sedi sparse sul territorio nazionale e nel resto del continente, con 6000 dipendenti, conta di risparmiare tagliando una cinquantina di posti di lavoro ? (accettando la logica che sulle altre sedi sia giunto lo stesso ordine, sicuramente ad Asti ed Ivrea è così). Un ragionamento simile, a nostro avviso, pecca di un eccessivo “economismo” e non considera la tendenza che invece si sta affermando in questo Paese: i licenziamenti in Fiat per la diffusione di un volantino di solidarietà dei colleghi polacchi, la sospensione per dieci giorni di una delegata dell’Auchan di Torino, rea di conservare sul proprio profilo facebook un volantino ironico sull’azienda, solo per restare sul nostro territorio, sono il segno che le associazioni imprenditoriali hanno deciso di mandare un messaggio di intimidazione nei confronti dei lavoratori “con più grilli nella testa”.
A nostro avviso il mancato rinnovo degli otto colleghi è sintomo di questa tendenza, il messaggio è chiaro : chi da ora in poi avrà il contratto in scadenza sa benissimo che ammalarsi diventerà un lusso che non potrà permettersi, pena la perdita del posto di lavoro. Inoltre, se si considera che sulla commessa Eni proprio in queste settimane la barra telefonica è stata modificata azzerando il tempo di “wrap-up”, aumentando così il carico di lavoro su ogni singolo operatore, il disegno diventa evidente: non solo si riducono le risorse, ma coloro che vi rimangono dovranno lavorare su ritmi ancora più asfissianti… come dire lavorare con meno persone e lavorare di più…
Riteniamo tutto questo inaccettabile, invitiamo quindi i colleghi a mobilitarsi da subito:
per il reintegro immediato di Alberto, Antonella, Antonio, Daniela, Patrizia, Stefania, Valentina, Dario
contro l’introduzione di ritmi di lavoro disumanizzanti che ledono la salute e la dignità del lavoro svolto dagli operatori.
Collettivo Lavoratori Comdata / FLMUniti-CUB
In un contesto di crisi economica generale potrebbe sembrare del tutto normale: 8 dipendenti su 55 in scadenza di contratto potrebbero sembrare il giusto taglio di un manipolo di “fancazzisti” che, come le mele marce, rischiano di intaccare il virtuoso sistema produttivo dell’azienda. Peccato però che i colleghi ai quali non è stato rinnovato il contratto fossero invece degli ottimi operatori, a detta di tutti i nostri Team Leader, che hanno sempre lavorato con scrupolo e coscienza.
Ad alcuni dei colleghi non rinnovati è stato anche detto che l’azienda deve procedere con dei tagli. Bene – allora perché Comdata non ha convocato le organizzazioni sindacali per discutere di questo?
Questo ragionamento, però, non ci convince in quanto ha un respiro molto corto. Un’azienda che vanta decine di sedi sparse sul territorio nazionale e nel resto del continente, con 6000 dipendenti, conta di risparmiare tagliando una cinquantina di posti di lavoro ? (accettando la logica che sulle altre sedi sia giunto lo stesso ordine, sicuramente ad Asti ed Ivrea è così). Un ragionamento simile, a nostro avviso, pecca di un eccessivo “economismo” e non considera la tendenza che invece si sta affermando in questo Paese: i licenziamenti in Fiat per la diffusione di un volantino di solidarietà dei colleghi polacchi, la sospensione per dieci giorni di una delegata dell’Auchan di Torino, rea di conservare sul proprio profilo facebook un volantino ironico sull’azienda, solo per restare sul nostro territorio, sono il segno che le associazioni imprenditoriali hanno deciso di mandare un messaggio di intimidazione nei confronti dei lavoratori “con più grilli nella testa”.
A nostro avviso il mancato rinnovo degli otto colleghi è sintomo di questa tendenza, il messaggio è chiaro : chi da ora in poi avrà il contratto in scadenza sa benissimo che ammalarsi diventerà un lusso che non potrà permettersi, pena la perdita del posto di lavoro. Inoltre, se si considera che sulla commessa Eni proprio in queste settimane la barra telefonica è stata modificata azzerando il tempo di “wrap-up”, aumentando così il carico di lavoro su ogni singolo operatore, il disegno diventa evidente: non solo si riducono le risorse, ma coloro che vi rimangono dovranno lavorare su ritmi ancora più asfissianti… come dire lavorare con meno persone e lavorare di più…
Riteniamo tutto questo inaccettabile, invitiamo quindi i colleghi a mobilitarsi da subito:
per il reintegro immediato di Alberto, Antonella, Antonio, Daniela, Patrizia, Stefania, Valentina, Dario
contro l’introduzione di ritmi di lavoro disumanizzanti che ledono la salute e la dignità del lavoro svolto dagli operatori.
Collettivo Lavoratori Comdata / FLMUniti-CUB
SCIOPERO COMDATA TORINO
LUNEDI’ 9 E MARTEDI’ 10 AGOSTO 2010
SCIOPERO
DI DUE ORE DI TUTTI I DIPENDENTI COMDATA DELLA SEDE DI
TORINO
PER IL REINTEGRO IMMEDIATO DI ALBERTO, ANTONELLA, ANTONIO, DANIELA,
DARIO, PATRIZIA, STEFANIA, VALENTINA
CONTRO L’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO
CONTRO IL REGIME MILITARESCO INSTAURATO DAL NUOVO MANAGEMENT
DELL’AZIENDA
Lo sciopero sarà così articolato:
Un’ora al giorno:
dalle ore 11 alle ore 12 (turni del mattino) e dalle 16.30 alle 17.30 (turni del pomeriggio) nelle giornate di
lunedì 9 e martedì 10 agosto. Durante l’astensione dal lavoro si svolgerà un
PRESIDIO sotto l’ingresso dell’azienda
martedì 3 agosto 2010
Strong Authentication in Comdata Care: Istruzioni per l'Uso
Un saluto a tutti,
come probabilmente molti di voi sanno, Comdata Care ha inviato alla Direzione Provinciale del Lavoro di ogni sua sede una richiesta di parere attorno alla natura di “controllo a distanza” della rilevazione di dati biometrici per l’accesso alle banche dati, in quanto ciò è previsto dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori ma solo “in mancanza” di accordo sindacale in materia. In quelle sedi in cui le organizzazioni sindacali non
sono state formalmente chiamate a concordare l’introduzione di tali strumenti di autenticazione o in cui la trattativa in materia si è solo avviata e non conclusa, Cobas prima del 30 Luglio ha inviato alla relativa DPL una diffida a esprimere parere in quanto esso è previsto dalla legge appunto solo in caso di mancato accordo.
Questa diffida di fatto avrebbe bloccato per un po' la possibilità per l'Azienda di introdurre tale pratica a Padova, Napoli e Roma, sedi per le quali la competente DPL non si è ancora espressa, ma questa azione e' stata invalidata dall'accordo siglato il 30 Luglio da Cgil, Cisl e Uil, in virtu' del quale ora l'Azienda può procedere a chiederci di prendere le nostre impronte digitali.
Sempre prima del 30 Luglio, la confederazione Cobas ha inviato anche una richiesta di parere al Garante per la Privacy circa la possibilità per i dipendenti Comdata Care di rifiutarsi di fornire all'Azienda la propria
impronta digitale. I nostri legali ritengono infatti che ci siano buone possibilità di una risposta favorevole per chi appunto decidesse di non fornire l'impronta.
Tale pratica di rilevazione biometrica, prevista dal Garante solo per gli operatori che hanno accesso ai dati di traffico telefonico conservato “per esclusive finalità di accertamento e repressione dei reati”, è stata da Vodafone ampliata a tutto il suo personale con una forzatura, tanto che il Garante stesso ha invitato l'Azienda Vodafone a procedere con la massima cautela, specie nel caso in cui qualche suo dipendente dovesse rifiutarsi di dare le impronte. Nel nostro caso questa forzatura è anche maggiore dal momento che in Comdata Care, a differenza di quanto accade in Vodafone, nessun dipendente ha accesso al traffico conservato “per esclusive finalità di accertamento e repressione dei reati” e quindi proprio non dovremmo essere interessati dalla pratica di rilevamento delle impronte.
Inoltre la trasformazione in codice matematico, la conservazione e la gestione delle nostre impronte rimangono integralmente nella piena ed esclusiva responsabilità di Vodafone, soggetto contrattuale estraneo al nostro rapporto di lavoro, nei confronti del quale molti di noi sono anche in causa, da cui l’assenza di qualsivoglia garanzia tipica dei rapporti contrattuali di lavoro.
Siamo in attesa che il Garante ci risponda.
Quindi? Serve tempo!
Allo stato attuale non abbiamo alcuna garanzia del fatto che, una volta fornita, Vodafone proceda realmente alla cancellazione dell'impronta per conservare unicamente il codice che da essa ne ricava e decisamente insufficienti sono le garanzie di una corretta conservazione di dati tanto sensibili.
Allora, di fronte alla richiesta aziendale di fornire l'impronta digitale, invitiamo i colleghi a non dare subito una risposta, esplicitando qualsiasi tipo di richiesta di chiarimento che si desidera avere dall'Azienda ed esigendo il tempo necessario per consultare un proprio legale di fiducia, facolta' di fatto sancita dalla Delibera del Garante laddove prevede che il lavoratore possa “esprimere un eventuale consenso in modo libero, informato e consapevole” a comunicare all'Azienda che si vuole attendere la risposta del Garante per essere pienamente consapevoli della scelta che si sta esprimendo.
Le poche specifiche tecniche presenti nell'accordo del 30 Luglio e/o i breefing tenuti in alcune sedi non sono neanche lontanamente sufficienti a darci un'informativa esaustiva, tanto più che è Vodafone, e non il nostro
datore di lavoro, ad avere la gestione di tali impronte.
Riteniamo infine che, per tutelare al meglio i lavoratori rispetto a qualunque scenario futuro derivante dal fatto che si sta dando a un'azienda un dato unico e sensibile come una rilevazione biometrica, che l'Azienda
debba consegnare a ogni singolo lavoratore una disposizione scritta e individuale, ovvero non generica, ma con l'esplicitazione del fatto che viene richiesto proprio a 'Mario Rossi' di fornire la sua impronta.
Questi i primi suggerimenti. Ovviamente continueremo a tenere costantemente monitorare la situazione e a comunicare ogni eventuale suo sviluppo.
Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care (C4)
come probabilmente molti di voi sanno, Comdata Care ha inviato alla Direzione Provinciale del Lavoro di ogni sua sede una richiesta di parere attorno alla natura di “controllo a distanza” della rilevazione di dati biometrici per l’accesso alle banche dati, in quanto ciò è previsto dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori ma solo “in mancanza” di accordo sindacale in materia. In quelle sedi in cui le organizzazioni sindacali non
sono state formalmente chiamate a concordare l’introduzione di tali strumenti di autenticazione o in cui la trattativa in materia si è solo avviata e non conclusa, Cobas prima del 30 Luglio ha inviato alla relativa DPL una diffida a esprimere parere in quanto esso è previsto dalla legge appunto solo in caso di mancato accordo.
Questa diffida di fatto avrebbe bloccato per un po' la possibilità per l'Azienda di introdurre tale pratica a Padova, Napoli e Roma, sedi per le quali la competente DPL non si è ancora espressa, ma questa azione e' stata invalidata dall'accordo siglato il 30 Luglio da Cgil, Cisl e Uil, in virtu' del quale ora l'Azienda può procedere a chiederci di prendere le nostre impronte digitali.
Sempre prima del 30 Luglio, la confederazione Cobas ha inviato anche una richiesta di parere al Garante per la Privacy circa la possibilità per i dipendenti Comdata Care di rifiutarsi di fornire all'Azienda la propria
impronta digitale. I nostri legali ritengono infatti che ci siano buone possibilità di una risposta favorevole per chi appunto decidesse di non fornire l'impronta.
Tale pratica di rilevazione biometrica, prevista dal Garante solo per gli operatori che hanno accesso ai dati di traffico telefonico conservato “per esclusive finalità di accertamento e repressione dei reati”, è stata da Vodafone ampliata a tutto il suo personale con una forzatura, tanto che il Garante stesso ha invitato l'Azienda Vodafone a procedere con la massima cautela, specie nel caso in cui qualche suo dipendente dovesse rifiutarsi di dare le impronte. Nel nostro caso questa forzatura è anche maggiore dal momento che in Comdata Care, a differenza di quanto accade in Vodafone, nessun dipendente ha accesso al traffico conservato “per esclusive finalità di accertamento e repressione dei reati” e quindi proprio non dovremmo essere interessati dalla pratica di rilevamento delle impronte.
Inoltre la trasformazione in codice matematico, la conservazione e la gestione delle nostre impronte rimangono integralmente nella piena ed esclusiva responsabilità di Vodafone, soggetto contrattuale estraneo al nostro rapporto di lavoro, nei confronti del quale molti di noi sono anche in causa, da cui l’assenza di qualsivoglia garanzia tipica dei rapporti contrattuali di lavoro.
Siamo in attesa che il Garante ci risponda.
Quindi? Serve tempo!
Allo stato attuale non abbiamo alcuna garanzia del fatto che, una volta fornita, Vodafone proceda realmente alla cancellazione dell'impronta per conservare unicamente il codice che da essa ne ricava e decisamente insufficienti sono le garanzie di una corretta conservazione di dati tanto sensibili.
Allora, di fronte alla richiesta aziendale di fornire l'impronta digitale, invitiamo i colleghi a non dare subito una risposta, esplicitando qualsiasi tipo di richiesta di chiarimento che si desidera avere dall'Azienda ed esigendo il tempo necessario per consultare un proprio legale di fiducia, facolta' di fatto sancita dalla Delibera del Garante laddove prevede che il lavoratore possa “esprimere un eventuale consenso in modo libero, informato e consapevole” a comunicare all'Azienda che si vuole attendere la risposta del Garante per essere pienamente consapevoli della scelta che si sta esprimendo.
Le poche specifiche tecniche presenti nell'accordo del 30 Luglio e/o i breefing tenuti in alcune sedi non sono neanche lontanamente sufficienti a darci un'informativa esaustiva, tanto più che è Vodafone, e non il nostro
datore di lavoro, ad avere la gestione di tali impronte.
Riteniamo infine che, per tutelare al meglio i lavoratori rispetto a qualunque scenario futuro derivante dal fatto che si sta dando a un'azienda un dato unico e sensibile come una rilevazione biometrica, che l'Azienda
debba consegnare a ogni singolo lavoratore una disposizione scritta e individuale, ovvero non generica, ma con l'esplicitazione del fatto che viene richiesto proprio a 'Mario Rossi' di fornire la sua impronta.
Questi i primi suggerimenti. Ovviamente continueremo a tenere costantemente monitorare la situazione e a comunicare ogni eventuale suo sviluppo.
Coordinamento Nazionale Cobas Comdata Care (C4)
COMUNICAZIONE COBAS DEL LAVORO PRIVATO - Esito trattativa
Ciao,
come gia' scritto nel comunicato precedente, nella mattinata del 29 luglio si doveva tenere una trattativa tra Rsu e HR sul tema in oggetto, dopo che la Rsu ha ricordato all'azienda che non esiste appliglio normativo che possa consentirle di attuare alcun tipo di ripercussione sul personale che eventualmente non fosse stato
disponibile ad accettare le modifiche contrattuali..
La trattativa pero' si e' subito interrotta in quanto il Site Manager presente ha tenuto nei confronti della Rsu Cobas un atteggiamento rabbioso che le impediva di terminare ogni concetto questa provasse ad esprimere e riduceva il "colloquio" a un mero sfogo del site manager nei confronti della Rsu stessa, impedendo di fatto alcun dialogo tra le parti e annullando completamente ogni possibilita' di instaurare un sereno clima necessario per ogni trattativa degna di questo nome.
Dopo un paio di ore però l'azienda è completamente tornata sui suoi passi. Hr ha richiamato la Rsu Cobas per comunicarle la nuova decisione aziendale: il sito di Roma per il mese di agosto mantiene il nuovo orario variato, ma al personale con turni lavorativi in sabato e/o dopo le 20 verranno assegnati permessi di servizio retribuiti nel caso in cui tali dipendenti fossero impossibilitati a fare cambi turno e/o a modificare la giornata di riposo. L'azienda quindi ha riconfermato quanto già concordato a voce in un primo momento.
Invitiamo l'azienda a modificare il proprio atteggiamento nei confronti delle legittime rappresentanze sindacali elette dai dipendenti di questa sede. Inoltre cogliamo l'occasione per ribadire ancora una volta ad Hr e al Site Manager che se fino ad oggi hanno sempre potuto contare sulla disponibilita' del proprio personale per effettuare operazioni altrimenti impossibili in base alla normativa vigente (disponibilita', tra l'altro, sempre a senso unico, visto che l'azienda ha sempre fatto molto attenzione a usare ogni minimo appiglio che la normativa le mette a disposizione nei confronti dei propri dipendenti), e' decisamente fuori luogo e inaccettabile, nel momento in cui tale disponibilita' del personale viene a mancare per oggettive motivazioni personali, che l'azienda attraverso i suoi responsabili abbia l'atteggiamento di arroganza mostrato giovedì scorso.
Rsu Comdata Care Roma
come gia' scritto nel comunicato precedente, nella mattinata del 29 luglio si doveva tenere una trattativa tra Rsu e HR sul tema in oggetto, dopo che la Rsu ha ricordato all'azienda che non esiste appliglio normativo che possa consentirle di attuare alcun tipo di ripercussione sul personale che eventualmente non fosse stato
disponibile ad accettare le modifiche contrattuali..
La trattativa pero' si e' subito interrotta in quanto il Site Manager presente ha tenuto nei confronti della Rsu Cobas un atteggiamento rabbioso che le impediva di terminare ogni concetto questa provasse ad esprimere e riduceva il "colloquio" a un mero sfogo del site manager nei confronti della Rsu stessa, impedendo di fatto alcun dialogo tra le parti e annullando completamente ogni possibilita' di instaurare un sereno clima necessario per ogni trattativa degna di questo nome.
Dopo un paio di ore però l'azienda è completamente tornata sui suoi passi. Hr ha richiamato la Rsu Cobas per comunicarle la nuova decisione aziendale: il sito di Roma per il mese di agosto mantiene il nuovo orario variato, ma al personale con turni lavorativi in sabato e/o dopo le 20 verranno assegnati permessi di servizio retribuiti nel caso in cui tali dipendenti fossero impossibilitati a fare cambi turno e/o a modificare la giornata di riposo. L'azienda quindi ha riconfermato quanto già concordato a voce in un primo momento.
Invitiamo l'azienda a modificare il proprio atteggiamento nei confronti delle legittime rappresentanze sindacali elette dai dipendenti di questa sede. Inoltre cogliamo l'occasione per ribadire ancora una volta ad Hr e al Site Manager che se fino ad oggi hanno sempre potuto contare sulla disponibilita' del proprio personale per effettuare operazioni altrimenti impossibili in base alla normativa vigente (disponibilita', tra l'altro, sempre a senso unico, visto che l'azienda ha sempre fatto molto attenzione a usare ogni minimo appiglio che la normativa le mette a disposizione nei confronti dei propri dipendenti), e' decisamente fuori luogo e inaccettabile, nel momento in cui tale disponibilita' del personale viene a mancare per oggettive motivazioni personali, che l'azienda attraverso i suoi responsabili abbia l'atteggiamento di arroganza mostrato giovedì scorso.
Rsu Comdata Care Roma
Strong Authentication in Comdata Care: Tutti i Retroscena
QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA STRONG AUTHENTICATION
Come l'Azienda vince il sindacato confederale e gli fa' firmare cio' che vuole.
Quando, circa un anno fa, Cgil, Cisl e Uil firmarono l'accordo per l'introduzione in Vodafone della Strong Authentication con rilevazione dell'impronta biometrica (l'impronta digitale) ebbero la brillante idea di utilizzare per Comdata Care un'altra tecnica. Infatti, ancora dolenti per lo smacco subito con la bocciatura dell'accordo sul Premio di Risultato (PdR) del 2008 da loro sottoscritto e respinto dai lavoratori e preoccupati soprattutto di non essere nuovamente delegittimati da un'eventuale ulteriore bocciatura dell'accordo sul PdR da parte dei dipendenti, decisero di avere con Comdata Care il seguente atteggiamento: firmare l'accordo sulla Strong Authentication (SA) in cambio di un Premio di Risultato vendibile ai lavoratori almeno nella forma, perche' appare chiaro che la sostanza del Premio invece non è per loro rilevante, visto lo schema del nuovo PdR che ci proporranno a Settembre.
E così nell'incontro nazionale del *13 Maggio* scorso tra Comdata Care, OO.SS. e Rsu, le strutture di Cgil, Cisl e Uil presero la decisione di rimandare la discussione del tema a livello territoriale, con le RSU di ogni
sede, probabilmente anche al fine di apparire democratici e non invadenti agli occhi dei lavoratori. Che tale disposizione fosse puramente di facciata e' emerso chiaramente durante l'incontro di Milano svoltosi venerdi' scorso, quando loro stessi hanno ammesso di aver dato alle proprie Rsu ordine tassativo di non firmare alcun accordo sul tema con l'Azienda, ordine che ovviamente le Rsu hanno eseguito con massima disciplina.
Tutto sembrava andare per il meglio fino a quando un brutto giorno arrivo' la notizia che Comdata Care si era rivolta alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) di ogni sede per chiedere il parere sull'applicazione di tale protocollo in Azienda. Ottenuta risposta positiva da parte delle DPL competenti di Milano e Ivrea, l'Azienda e' partita in quelle sedi con la rilevazione delle impronte biometriche del personale.
Cgil, Cisl e Uil capiscono di essere stati completamente scavalcati e che il loro piano e' fallito. Che fare? Dal momento che hanno già firmato accordi sulla SA praticamente in tutte le aziende di telecomunicazioni, qui non possono certo permettersi di mostrare tutta la loro debolezza visto che l'Azienda fa ciò che vuole con o senza il loro consenso. E poi il PdR? Ormai la trattativa con l'Azienda su questo tema è stata avviata, come si fa a evitare il rischio che nuovamente un eventuale accordo venga bocciato dai lavoratori?
Il 20 Luglio, con il pretesto del tavolo triangolare tra Vodafone, Comdata Care e OO.SS. previsto dall'accordo di cessione allo scopo di "monitorare lo stato di avanzamento delle attività e del servizio in relazione alle evoluzioni occupazionali", Cgil, Cisl e Uil hanno la possibilità di parlare a queste aziende, SENZA LA PRESENZA DELLE RSU visto che a tali incontri non sono mai state invitate. E' piu' che naturale pensare che in quell'occasione si sia parlato di SA e di PdR per trovare una nuova strategia comune con l'Azienda: firmare l'accordo sulla SA - il cui testo è stato molto verosimilmente preparato proprio in quella riunione - cosi' da consentire all'Azienda di partire subito anche nelle sedi di Padova, Napoli e Roma dove le DPL non hanno ancora risposto e riprendere la trattativa per arrivare a un accordo sul PdR che almeno formalmente appaia fruibile e permetta a Cgil, Cisl e Uil di riguadagnare consensi.
E infatti, il 28 Luglio, con soli 2 giorni di anticipo, e' arrivata alle OO.SS. e alle Rsu la convocazione a sorpresa per il 30 Luglio avente come ordine del giorno la discussione sul PdR. Ovviamente l'Azienda sa il fatto suo e non firma nulla sul PdR se prima non ha in mano l'accordo siglato sulla SA ed ecco che, seguendo il copione condiviso il 20 Luglio, negli ultimi 10 minuti di riunione appare il testo dell'accordo che, senza essere discusso (lo conoscevano già bene?) viene rapidamente firmato, anche dalle loro Rsu. Ma decidono di andare anche oltre, i confederali decidono di potersi esprimere anche per tutti noi, non chiedendoci alcun parere stabiliscono che tale accordo non debba essere confermato nella sua validità attraverso il voto dei lavoratori che impatta, in quanto Cgil, Cisl e Uil ben sanno che verrebbe bocciato dalla stragranze maggioranza delle persone che sono chiamati a rappresentare.
Altrettanto rapidamente si fissa l'incontro del 6 Settembre quando Cgil, Cisl e Uil, che già parlano di “svolta delle relazioni industriali in Comdata Care” potranno siglare l'accordo beffa sul PdR e riscuotere il compenso per la prestazione fornita all'Azienda.
Cgil, Cisl e Uil? Grazie, anche no!
Coordinamento Cobas Comdata Care (C4)
Come l'Azienda vince il sindacato confederale e gli fa' firmare cio' che vuole.
Quando, circa un anno fa, Cgil, Cisl e Uil firmarono l'accordo per l'introduzione in Vodafone della Strong Authentication con rilevazione dell'impronta biometrica (l'impronta digitale) ebbero la brillante idea di utilizzare per Comdata Care un'altra tecnica. Infatti, ancora dolenti per lo smacco subito con la bocciatura dell'accordo sul Premio di Risultato (PdR) del 2008 da loro sottoscritto e respinto dai lavoratori e preoccupati soprattutto di non essere nuovamente delegittimati da un'eventuale ulteriore bocciatura dell'accordo sul PdR da parte dei dipendenti, decisero di avere con Comdata Care il seguente atteggiamento: firmare l'accordo sulla Strong Authentication (SA) in cambio di un Premio di Risultato vendibile ai lavoratori almeno nella forma, perche' appare chiaro che la sostanza del Premio invece non è per loro rilevante, visto lo schema del nuovo PdR che ci proporranno a Settembre.
E così nell'incontro nazionale del *13 Maggio* scorso tra Comdata Care, OO.SS. e Rsu, le strutture di Cgil, Cisl e Uil presero la decisione di rimandare la discussione del tema a livello territoriale, con le RSU di ogni
sede, probabilmente anche al fine di apparire democratici e non invadenti agli occhi dei lavoratori. Che tale disposizione fosse puramente di facciata e' emerso chiaramente durante l'incontro di Milano svoltosi venerdi' scorso, quando loro stessi hanno ammesso di aver dato alle proprie Rsu ordine tassativo di non firmare alcun accordo sul tema con l'Azienda, ordine che ovviamente le Rsu hanno eseguito con massima disciplina.
Tutto sembrava andare per il meglio fino a quando un brutto giorno arrivo' la notizia che Comdata Care si era rivolta alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) di ogni sede per chiedere il parere sull'applicazione di tale protocollo in Azienda. Ottenuta risposta positiva da parte delle DPL competenti di Milano e Ivrea, l'Azienda e' partita in quelle sedi con la rilevazione delle impronte biometriche del personale.
Cgil, Cisl e Uil capiscono di essere stati completamente scavalcati e che il loro piano e' fallito. Che fare? Dal momento che hanno già firmato accordi sulla SA praticamente in tutte le aziende di telecomunicazioni, qui non possono certo permettersi di mostrare tutta la loro debolezza visto che l'Azienda fa ciò che vuole con o senza il loro consenso. E poi il PdR? Ormai la trattativa con l'Azienda su questo tema è stata avviata, come si fa a evitare il rischio che nuovamente un eventuale accordo venga bocciato dai lavoratori?
Il 20 Luglio, con il pretesto del tavolo triangolare tra Vodafone, Comdata Care e OO.SS. previsto dall'accordo di cessione allo scopo di "monitorare lo stato di avanzamento delle attività e del servizio in relazione alle evoluzioni occupazionali", Cgil, Cisl e Uil hanno la possibilità di parlare a queste aziende, SENZA LA PRESENZA DELLE RSU visto che a tali incontri non sono mai state invitate. E' piu' che naturale pensare che in quell'occasione si sia parlato di SA e di PdR per trovare una nuova strategia comune con l'Azienda: firmare l'accordo sulla SA - il cui testo è stato molto verosimilmente preparato proprio in quella riunione - cosi' da consentire all'Azienda di partire subito anche nelle sedi di Padova, Napoli e Roma dove le DPL non hanno ancora risposto e riprendere la trattativa per arrivare a un accordo sul PdR che almeno formalmente appaia fruibile e permetta a Cgil, Cisl e Uil di riguadagnare consensi.
E infatti, il 28 Luglio, con soli 2 giorni di anticipo, e' arrivata alle OO.SS. e alle Rsu la convocazione a sorpresa per il 30 Luglio avente come ordine del giorno la discussione sul PdR. Ovviamente l'Azienda sa il fatto suo e non firma nulla sul PdR se prima non ha in mano l'accordo siglato sulla SA ed ecco che, seguendo il copione condiviso il 20 Luglio, negli ultimi 10 minuti di riunione appare il testo dell'accordo che, senza essere discusso (lo conoscevano già bene?) viene rapidamente firmato, anche dalle loro Rsu. Ma decidono di andare anche oltre, i confederali decidono di potersi esprimere anche per tutti noi, non chiedendoci alcun parere stabiliscono che tale accordo non debba essere confermato nella sua validità attraverso il voto dei lavoratori che impatta, in quanto Cgil, Cisl e Uil ben sanno che verrebbe bocciato dalla stragranze maggioranza delle persone che sono chiamati a rappresentare.
Altrettanto rapidamente si fissa l'incontro del 6 Settembre quando Cgil, Cisl e Uil, che già parlano di “svolta delle relazioni industriali in Comdata Care” potranno siglare l'accordo beffa sul PdR e riscuotere il compenso per la prestazione fornita all'Azienda.
Cgil, Cisl e Uil? Grazie, anche no!
Coordinamento Cobas Comdata Care (C4)
Resoconto Trattativa Nazionale Comdata Care/Sindacati 30 Luglio 2010
Ciao a tutti,
vi inviamo il resoconto dell'incontro nazionale svoltosi venerdi' 30 Luglio u.s. tra Azienda e Organizzazioni Sindacali avente come oggetto: PDR e, a sorpresa, Strong Authentication.
Per Cobas del Lavoro Privato era presente la RSU di Roma.
L'incontro è durato 2 ore e mezza (dalle 14.30 alle 17.00) nelle quali l'Azienda ha spiegato a grandi linee lo schema di PdR (Premio di Risultato) che è disponibile a sottoscrivere. Le OO.SS. (Cgil, Cisl e Uil, in quanto
Ugl- sigla presente dalle ultime elezioni RSU nella sede di Roma - è stata convocata separatamente) hanno a loro volta proposto modifiche a tale schema che a LORO parere potrebbero rendere accettabile la struttura delineata per il conseguimento del PDR.
Lo schema di massima concordato tra le parti prevede un PdR costituito:
1. per il *60%* dal parametro *EBITDA*
2. per il *30%* da parametri di *produttività*
3. per il *10%* da parametri di *qualità.*
Il PdR prevede, per il 60% della sua entità, il raggiungimento di una soglia EBITDA almeno del 3,8% (che l'Azienda afferma corrispondere a 1.300.000 euro).
SE TALE SOGLIA NON VIENE RAGGIUNTA, SI PERDE IL 60% DEL PREMIO.
Nell'anno fiscale 2007/2008 l'EBITDA è stato corrispondente a -700.000 euro; nell'anno 2008/2009 a -500.000 euro; nell'anno 2009/2010 a + 500.000 euro corrispondente all' 1,3%. Quindi in due anni l'EBITDA è passato da 0 a 1,3%.
L'azienda spera di avere in un solo anno un incremento del 2,5% nonostante Comdata Care sia un'azienda fissa nella sua struttura occupazionale, visto che il suo personale se varia, non è per crescere ma per calare. L'azienda si è dichiarata disponibile a diminuire lievemente tale soglia d'accesso del 3,8%, ma per ora non ha specificato di quanto.
Il 30% del PdR invece può essere accessibile a prescindere dall'andamento dell'EBITDA e questa parte di premio l'Azienda la eroga se i parametri di produttività aziendale arrivano almeno al 5.4% *(attualmente siamo sotto il 5% quindi con questi valori, oggi come oggi, non accederemmo), ma la somma PIENA corrispondente al 30% del totale del premio la si ottiene se tale parametro arriva almeno al 5.8%*. Tali percentuali possono essere leggermente limate, ma l'Azienda non ha specificato di quanto.
La Rsu Cobas di Roma ha fatto presente che avendo l'Azienda la possibilità di spostare tipo e quantità di lavoro tra le sedi Comdata Care e anche tra quelle Comdata, ne consegue che facilmente riesce anche a “controllare” la produttività di tali sedi, nel senso che potenzialmente è in grado di dare a una certa sede lavoro insufficiente a raggiungere quel 5,4% minimo necessario.
Di conseguenza l'Azienda ha la possibilità di stabilire se e quali sedi possono accedere a questa parte di Premio. Tale obiezione però non è stata accolta.
Anche al 10% del PdR si può accedere a prescindere dall'andamento dell'EBITDA ed è vincolato alla qualità del lavoro, calcolata a seconda del mercato (Consumer, Credito, Corporate e Fastweb). Si intende fissare una soglia, per ora non quantificata, sopra la quale si prendono i soldi e sotto alla quale no.
Nel caso in cui il PdR venga raggiunto al 100% in ogni sua parte, i valori economici AL LORDO per i lavoratori FULL TIME corrispondono a:
1248 euro per un IV livello
1505 euro per un V livello
1684 euro per un VI livello
1888 euro per un VII livello
2104 euro per un quadro.
L'Azienda si è dichiarata disponibile a rivedere tali cifre, ma solo di poco e non dà disponibilità ad aumentarle del 30% come richiesto dai sindacati: l'aumento richiesto porterebbe il PdR a 1956 euro lordi per un full time al V livello.
Questo schema di PdR inoltre prevede un legame con le assenze per malattia.
L'Azienda ha proposto di definire tre fasce di percentuali di assenza a titolo 'malattia' e di calcolare per ogni sede la percentuale di assenza per malattie sia lunghe che brevi. A seconda della fascia nella quale ci si viene a trovare come sede, accade quanto segue:
1) al di sopra di una non meglio precisata soglia c'è un DECREMENTO DEL 5% del Premio;
2) in una fascia neutra non c'è variazione economica del Premio;
3) al di sotto di una non precisata soglia c'è un AUMENTO DEL 5% del Premio.
L'Azienda si dichiara disponibile a gestire in maniera diversa eventuali casi di malattie lunghe per problematiche di salute importanti, eventualmente previo confronto con le rappresentanze sindacali territoriali.
Certo non sfugge che tale sistema, oltre a introdurre il principio aberrante che chi sta male deve essere anche penalizzato economicamente, rischia seriamente di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, in quanto i colleghi che devono assentarsi per malattia potrebbero essere ritenuti responsabili di un'eventuale diminuzione dell'ammontare del PdR per tutta la sede.
L'Azienda si è poi dichiarata NON disponibile a erogare qualsiasi cifra una tantum per sanare la mancata erogazione del PdR degli anni precedenti. Ha quindi proposto un PdR a cadenza semestrale: Luglio/Dicembre 2010 e Gennaio/Giugno 2011.
Le parti si sono quindi date appuntamento per il 6/9/2010 con un testo di ipotesi di accordo sul PdR impostato sulle caratteristiche sopra descritte.
Durante gli ultimi 10 minuti (!!!) dell'incontro, l'Azienda ha dichiarato di avere necessità di fare un accordo nazionale per l'introduzione in azienda della Strong Authentication tramite rilevazione biometrica e ha tirato fuori un testo di accordo gia' bello che pronto.
L'Azienda lo ha letto e SENZA ALCUNA DISCUSSIONE all'interno delle rappresentanze sindacali è stato da tutti i presenti firmato in fretta e furia, naturalmente non attribuendo la minima importanza al fatto che i lavoratori andrebbero consultati prima di firmare alcunche' in loro rappresentanza.
La Rsu romana ha palesato chiaramente a tutti (Azienda, OO.SS. e altre Rsu) la sua assoluta volontà di NON FIRMARE tale accordo e ha richiesto, senza successo, di eliminare la dicitura in premessa sul testo che riporta la presenza anche della Rsu romana in quanto questo può indurre a credere che anche Roma abbia apposto la sua firma.
ROMA E LA CONFEDERAZIONE COBAS NON HANNO FIRMATO.
Questo accordo sulla Strong Authentication non verrà fatto votare ai lavoratori e per cui è automaticamente valido dal 30 Luglio 2010.
Coordinamento Cobas Comdata Care (C4)
vi inviamo il resoconto dell'incontro nazionale svoltosi venerdi' 30 Luglio u.s. tra Azienda e Organizzazioni Sindacali avente come oggetto: PDR e, a sorpresa, Strong Authentication.
Per Cobas del Lavoro Privato era presente la RSU di Roma.
L'incontro è durato 2 ore e mezza (dalle 14.30 alle 17.00) nelle quali l'Azienda ha spiegato a grandi linee lo schema di PdR (Premio di Risultato) che è disponibile a sottoscrivere. Le OO.SS. (Cgil, Cisl e Uil, in quanto
Ugl- sigla presente dalle ultime elezioni RSU nella sede di Roma - è stata convocata separatamente) hanno a loro volta proposto modifiche a tale schema che a LORO parere potrebbero rendere accettabile la struttura delineata per il conseguimento del PDR.
Lo schema di massima concordato tra le parti prevede un PdR costituito:
1. per il *60%* dal parametro *EBITDA*
2. per il *30%* da parametri di *produttività*
3. per il *10%* da parametri di *qualità.*
Il PdR prevede, per il 60% della sua entità, il raggiungimento di una soglia EBITDA almeno del 3,8% (che l'Azienda afferma corrispondere a 1.300.000 euro).
SE TALE SOGLIA NON VIENE RAGGIUNTA, SI PERDE IL 60% DEL PREMIO.
Nell'anno fiscale 2007/2008 l'EBITDA è stato corrispondente a -700.000 euro; nell'anno 2008/2009 a -500.000 euro; nell'anno 2009/2010 a + 500.000 euro corrispondente all' 1,3%. Quindi in due anni l'EBITDA è passato da 0 a 1,3%.
L'azienda spera di avere in un solo anno un incremento del 2,5% nonostante Comdata Care sia un'azienda fissa nella sua struttura occupazionale, visto che il suo personale se varia, non è per crescere ma per calare. L'azienda si è dichiarata disponibile a diminuire lievemente tale soglia d'accesso del 3,8%, ma per ora non ha specificato di quanto.
Il 30% del PdR invece può essere accessibile a prescindere dall'andamento dell'EBITDA e questa parte di premio l'Azienda la eroga se i parametri di produttività aziendale arrivano almeno al 5.4% *(attualmente siamo sotto il 5% quindi con questi valori, oggi come oggi, non accederemmo), ma la somma PIENA corrispondente al 30% del totale del premio la si ottiene se tale parametro arriva almeno al 5.8%*. Tali percentuali possono essere leggermente limate, ma l'Azienda non ha specificato di quanto.
La Rsu Cobas di Roma ha fatto presente che avendo l'Azienda la possibilità di spostare tipo e quantità di lavoro tra le sedi Comdata Care e anche tra quelle Comdata, ne consegue che facilmente riesce anche a “controllare” la produttività di tali sedi, nel senso che potenzialmente è in grado di dare a una certa sede lavoro insufficiente a raggiungere quel 5,4% minimo necessario.
Di conseguenza l'Azienda ha la possibilità di stabilire se e quali sedi possono accedere a questa parte di Premio. Tale obiezione però non è stata accolta.
Anche al 10% del PdR si può accedere a prescindere dall'andamento dell'EBITDA ed è vincolato alla qualità del lavoro, calcolata a seconda del mercato (Consumer, Credito, Corporate e Fastweb). Si intende fissare una soglia, per ora non quantificata, sopra la quale si prendono i soldi e sotto alla quale no.
Nel caso in cui il PdR venga raggiunto al 100% in ogni sua parte, i valori economici AL LORDO per i lavoratori FULL TIME corrispondono a:
1248 euro per un IV livello
1505 euro per un V livello
1684 euro per un VI livello
1888 euro per un VII livello
2104 euro per un quadro.
L'Azienda si è dichiarata disponibile a rivedere tali cifre, ma solo di poco e non dà disponibilità ad aumentarle del 30% come richiesto dai sindacati: l'aumento richiesto porterebbe il PdR a 1956 euro lordi per un full time al V livello.
Questo schema di PdR inoltre prevede un legame con le assenze per malattia.
L'Azienda ha proposto di definire tre fasce di percentuali di assenza a titolo 'malattia' e di calcolare per ogni sede la percentuale di assenza per malattie sia lunghe che brevi. A seconda della fascia nella quale ci si viene a trovare come sede, accade quanto segue:
1) al di sopra di una non meglio precisata soglia c'è un DECREMENTO DEL 5% del Premio;
2) in una fascia neutra non c'è variazione economica del Premio;
3) al di sotto di una non precisata soglia c'è un AUMENTO DEL 5% del Premio.
L'Azienda si dichiara disponibile a gestire in maniera diversa eventuali casi di malattie lunghe per problematiche di salute importanti, eventualmente previo confronto con le rappresentanze sindacali territoriali.
Certo non sfugge che tale sistema, oltre a introdurre il principio aberrante che chi sta male deve essere anche penalizzato economicamente, rischia seriamente di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, in quanto i colleghi che devono assentarsi per malattia potrebbero essere ritenuti responsabili di un'eventuale diminuzione dell'ammontare del PdR per tutta la sede.
L'Azienda si è poi dichiarata NON disponibile a erogare qualsiasi cifra una tantum per sanare la mancata erogazione del PdR degli anni precedenti. Ha quindi proposto un PdR a cadenza semestrale: Luglio/Dicembre 2010 e Gennaio/Giugno 2011.
Le parti si sono quindi date appuntamento per il 6/9/2010 con un testo di ipotesi di accordo sul PdR impostato sulle caratteristiche sopra descritte.
Durante gli ultimi 10 minuti (!!!) dell'incontro, l'Azienda ha dichiarato di avere necessità di fare un accordo nazionale per l'introduzione in azienda della Strong Authentication tramite rilevazione biometrica e ha tirato fuori un testo di accordo gia' bello che pronto.
L'Azienda lo ha letto e SENZA ALCUNA DISCUSSIONE all'interno delle rappresentanze sindacali è stato da tutti i presenti firmato in fretta e furia, naturalmente non attribuendo la minima importanza al fatto che i lavoratori andrebbero consultati prima di firmare alcunche' in loro rappresentanza.
La Rsu romana ha palesato chiaramente a tutti (Azienda, OO.SS. e altre Rsu) la sua assoluta volontà di NON FIRMARE tale accordo e ha richiesto, senza successo, di eliminare la dicitura in premessa sul testo che riporta la presenza anche della Rsu romana in quanto questo può indurre a credere che anche Roma abbia apposto la sua firma.
ROMA E LA CONFEDERAZIONE COBAS NON HANNO FIRMATO.
Questo accordo sulla Strong Authentication non verrà fatto votare ai lavoratori e per cui è automaticamente valido dal 30 Luglio 2010.
Coordinamento Cobas Comdata Care (C4)
giovedì 29 luglio 2010
Riceviamo e pubblichiamo
Ricevuta per mail dalla persona direttamente coinvolta in questo caso...
La Sicilia: Esternalizzate e licenziate mentre sono in malattia
CATANIA - Da ieri due impiegate assunte 12 anni fa dalla Sac - la società che gestisce i servizi all'aeroporto di Catania - e rientrate nel gennaio scorso dopo un temporaneo trasferimento, si sono ritrovate senza lavoro. Lo denuncia in una nota il Coordinamento operatori e utenti aeroportuali (Coau). Le due donne, provenienti dalla Saga, hanno saputo di essere state trasferite a una terza azienda, l'Aviation Service, che però non ha fatto loro firmare il contratto vista l'assenza, certificata, per malattia. Ora le due dipendenti minacciano di attuare uno sciopero della fame e hanno chiesto ai legali del coordinamento di avere "assistenza e indicazioni circa la possibilità di tutelare la propria posizione rispetto a una decisione tanto assurda quanto repentina". "Il 23 luglio scorso - afferma il Coordinamento - con un telegramma la Saga invita gli 11 lavoratori (tra cui le due signore che si trovavano in malattia breve avendo regolarmente presentato la certificazione medica) a presentarsi urgentemente a firmare il contratto per un altro trasferimento all'Aviation Service, ma gli uffici della Saga hanno dimenticato di comunicare alla nuova azienda che le due signore si trovavano in malattia". Il coordinamento, per il quale la vicenda "ha dell'incredibile e viola ogni norma di tutela del lavoratore", ha inviato lettere di sollecito alla Saga e all'Aviation Service per conoscere più precisamente i termini della vicenda e sollecitato l'intervento dell'Enac e dei sindacati a tutela delle due lavoratrici. 29/07/2010
La Sicilia: Esternalizzate e licenziate mentre sono in malattia
CATANIA - Da ieri due impiegate assunte 12 anni fa dalla Sac - la società che gestisce i servizi all'aeroporto di Catania - e rientrate nel gennaio scorso dopo un temporaneo trasferimento, si sono ritrovate senza lavoro. Lo denuncia in una nota il Coordinamento operatori e utenti aeroportuali (Coau). Le due donne, provenienti dalla Saga, hanno saputo di essere state trasferite a una terza azienda, l'Aviation Service, che però non ha fatto loro firmare il contratto vista l'assenza, certificata, per malattia. Ora le due dipendenti minacciano di attuare uno sciopero della fame e hanno chiesto ai legali del coordinamento di avere "assistenza e indicazioni circa la possibilità di tutelare la propria posizione rispetto a una decisione tanto assurda quanto repentina". "Il 23 luglio scorso - afferma il Coordinamento - con un telegramma la Saga invita gli 11 lavoratori (tra cui le due signore che si trovavano in malattia breve avendo regolarmente presentato la certificazione medica) a presentarsi urgentemente a firmare il contratto per un altro trasferimento all'Aviation Service, ma gli uffici della Saga hanno dimenticato di comunicare alla nuova azienda che le due signore si trovavano in malattia". Il coordinamento, per il quale la vicenda "ha dell'incredibile e viola ogni norma di tutela del lavoratore", ha inviato lettere di sollecito alla Saga e all'Aviation Service per conoscere più precisamente i termini della vicenda e sollecitato l'intervento dell'Enac e dei sindacati a tutela delle due lavoratrici. 29/07/2010
Comdata Care Roma: Chiusura sabato e variazione orario fino al 31.08.2010
Ciao,
oggi ancora una volta, contrariamente a quanto concordato con la Rsu sul tema in oggetto, l'azienda, e più specificatamente il Site Manager, ha cambiato idea e ha deciso di proclamare chiusura aziendale sabato e chiusura anticipata dal lun al ven alle ore 20.00 dall'1/08/2010 al 31/8/2010.
In seguito a tale decisione poi, l'azienda ha deciso di presentare ai lavoratori in turno fino alle 22:00 e con sabato lavorativo, lettere di modifica temporanea della loro turnistica.
In fondo alla presente riportiamo la comunicazione di risposta all'azienda da parte della Rsu. L'azienda ha risposto fissando un incontro per domani mattina.
Pertanto, fino a trattativa conclusa, invitiamo tutti i colleghi part-time impattati da tali variazioni A NON FIRMARE ALCUNA LETTERA DI VARIAZIONI ORARI, in attesa dell'esito della trattativa di domani tra Rsu e Hr.
A disposizione per chiarimenti
Rsu Comdata Care Roma
Data: Wed, 28 Jul 2010 15:28:18 +0200 [15:28:18 CEST]
Da: RSU ROMA
Oggetto: Re: Variazione orario di lavoro agosto 2010
Buongiorno,
in merito alla vostra imminente decisione di variare quanto già concordato a voce e di procedere con la variazione degli orari di lavoro anche del personale in part time, vi ricordo come l'art. 46 del Dlgs 276/2003 preveda al comma 9 che "la disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 richiede il consenso del lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche contestuale al contratto di lavoro, reso, su richiesta del lavoratore, con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo. L'eventuale rifiuto del lavoratore non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento".
Ciò premesso, vi ricordo come tutti i part time assunti non hanno convenuto alcuna clausola elastica, eccetto rari casi per i quali comunque non vi è un valido accordo raggiunto "con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale".
Tutto ciò detto, sono a chiedervi un incontro al fine di valutare le eventuali esigenze sottese alla vostra richiesta e concordare strumenti compensativi. Sono a precisare che sino a tale momento non sarà possibile nè disporre unilateralmente modifiche nè prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di lavoratori che non accettino detto spostamento d'orario.
Rsu Comdata Care Roma
oggi ancora una volta, contrariamente a quanto concordato con la Rsu sul tema in oggetto, l'azienda, e più specificatamente il Site Manager, ha cambiato idea e ha deciso di proclamare chiusura aziendale sabato e chiusura anticipata dal lun al ven alle ore 20.00 dall'1/08/2010 al 31/8/2010.
In seguito a tale decisione poi, l'azienda ha deciso di presentare ai lavoratori in turno fino alle 22:00 e con sabato lavorativo, lettere di modifica temporanea della loro turnistica.
In fondo alla presente riportiamo la comunicazione di risposta all'azienda da parte della Rsu. L'azienda ha risposto fissando un incontro per domani mattina.
Pertanto, fino a trattativa conclusa, invitiamo tutti i colleghi part-time impattati da tali variazioni A NON FIRMARE ALCUNA LETTERA DI VARIAZIONI ORARI, in attesa dell'esito della trattativa di domani tra Rsu e Hr.
A disposizione per chiarimenti
Rsu Comdata Care Roma
Data: Wed, 28 Jul 2010 15:28:18 +0200 [15:28:18 CEST]
Da: RSU ROMA
Oggetto: Re: Variazione orario di lavoro agosto 2010
Buongiorno,
in merito alla vostra imminente decisione di variare quanto già concordato a voce e di procedere con la variazione degli orari di lavoro anche del personale in part time, vi ricordo come l'art. 46 del Dlgs 276/2003 preveda al comma 9 che "la disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 richiede il consenso del lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche contestuale al contratto di lavoro, reso, su richiesta del lavoratore, con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo. L'eventuale rifiuto del lavoratore non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento".
Ciò premesso, vi ricordo come tutti i part time assunti non hanno convenuto alcuna clausola elastica, eccetto rari casi per i quali comunque non vi è un valido accordo raggiunto "con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale".
Tutto ciò detto, sono a chiedervi un incontro al fine di valutare le eventuali esigenze sottese alla vostra richiesta e concordare strumenti compensativi. Sono a precisare che sino a tale momento non sarà possibile nè disporre unilateralmente modifiche nè prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di lavoratori che non accettino detto spostamento d'orario.
Rsu Comdata Care Roma
lunedì 26 luglio 2010
Affiancamenti Governance
Ciao a tutti,
vi scriviamo per portare alla vostra conoscenza un fatto grave che si è verificato nel nostro ufficio.
Come tutti noi sappiamo, Governance è spesso presente nella nostra sede ed altrettanto frequentemente attua degli affiancamenti.Qualche giorno fa uno di questi è stato effettuato per quasi due ore, nella
totale assenza di almeno un team leader (sia lato credito che consumer dove era in corso l'affiancamento) e senza precisare la motivazione per cui tale affiancamento avveniva e si prolungava per tempi che vanno ben oltre quelli che ci erano stati paventati e che Vodafone stessa dichiara nella propria memoria difensiva legata alle cause in corso.
Inoltre al collega non è stata chiesta l'accettazione all'affiancamento, che nel rispetto di noi tutti ci siamo detti essere necessaria.
La cosa più grave di tutte è stata che, quando il collega si è alzato per recarsi in bagno, Governance ha utilizzato il pc, aperto ovviamente con le password del collega, e più precisamente utilizzava l'applicativo Oca! La RSU presente al momento ha subito richiesto un intervento del manager consumer e la persona di Vodafone in questione è stata allontanata.
Successivamente la RSU ha portato a conoscenza dell'accaduto anche il site manager ed ha richiesto un incontro con HR per definire la questione. Durante l'incontro con HR abbiamo chiesto di poter avere per iscritto l'iter che disciplina gli affiancamenti e che già ci è stato comunicato a voce durante una plenaria lato credito. In sostanza i punti sono:
- che Governance non possa girare indisturbata per l'ufficio
- che il team leader o il manager accompagni il cliente e presenzi all'affiancamento del dipendente
- che al collega, prescelto per l'affiancamento, debba essere chiesta la disponibilità allo stesso
- che tale affiancamento abbia dei tempi ragionevoli e che ne sia spiegata la finalità
- che in nessun modo il cliente possa utilizzare gli applicativi tantomeno se aperti con la password di un dipendente interno
-che la RSU sia informata preventivamente della presenza del cliente
La risposta dell'azienda è stata negativa non fornendo, quindi, la disponibilità a garantirci una maggiore serenità e tranquillità lavorativa!
Visto, quindi, il totale disinteresse dell'azienda alla nostra richiesta vi chiediamo di fare attenzione nel bloccare sempre il pc e sottoliniamo che è NOSTRA FACOLTÀ DECIDERE SE ACCETTARE O MENO
L'AFFIANCAMENTO SENZA CHE UN RIFIUTO CI SI POSSA RIPERCUOTERE CONTRO
IN ALCUN MODO!
Ricordiamo inoltre che, in base al D.lgs. 196/2003 (art. 11 e art.123), il cliente deve essere preventivamente informato che la sua conversazione è ascoltata anche da una terza persona, quindi l'operatore affiancato, HA OBBLIGO di informare il cliente con cui sta parlando della presenza dell'affiancatore.
RSU Comdata Care Roma
vi scriviamo per portare alla vostra conoscenza un fatto grave che si è verificato nel nostro ufficio.
Come tutti noi sappiamo, Governance è spesso presente nella nostra sede ed altrettanto frequentemente attua degli affiancamenti.Qualche giorno fa uno di questi è stato effettuato per quasi due ore, nella
totale assenza di almeno un team leader (sia lato credito che consumer dove era in corso l'affiancamento) e senza precisare la motivazione per cui tale affiancamento avveniva e si prolungava per tempi che vanno ben oltre quelli che ci erano stati paventati e che Vodafone stessa dichiara nella propria memoria difensiva legata alle cause in corso.
Inoltre al collega non è stata chiesta l'accettazione all'affiancamento, che nel rispetto di noi tutti ci siamo detti essere necessaria.
La cosa più grave di tutte è stata che, quando il collega si è alzato per recarsi in bagno, Governance ha utilizzato il pc, aperto ovviamente con le password del collega, e più precisamente utilizzava l'applicativo Oca! La RSU presente al momento ha subito richiesto un intervento del manager consumer e la persona di Vodafone in questione è stata allontanata.
Successivamente la RSU ha portato a conoscenza dell'accaduto anche il site manager ed ha richiesto un incontro con HR per definire la questione. Durante l'incontro con HR abbiamo chiesto di poter avere per iscritto l'iter che disciplina gli affiancamenti e che già ci è stato comunicato a voce durante una plenaria lato credito. In sostanza i punti sono:
- che Governance non possa girare indisturbata per l'ufficio
- che il team leader o il manager accompagni il cliente e presenzi all'affiancamento del dipendente
- che al collega, prescelto per l'affiancamento, debba essere chiesta la disponibilità allo stesso
- che tale affiancamento abbia dei tempi ragionevoli e che ne sia spiegata la finalità
- che in nessun modo il cliente possa utilizzare gli applicativi tantomeno se aperti con la password di un dipendente interno
-che la RSU sia informata preventivamente della presenza del cliente
La risposta dell'azienda è stata negativa non fornendo, quindi, la disponibilità a garantirci una maggiore serenità e tranquillità lavorativa!
Visto, quindi, il totale disinteresse dell'azienda alla nostra richiesta vi chiediamo di fare attenzione nel bloccare sempre il pc e sottoliniamo che è NOSTRA FACOLTÀ DECIDERE SE ACCETTARE O MENO
L'AFFIANCAMENTO SENZA CHE UN RIFIUTO CI SI POSSA RIPERCUOTERE CONTRO
IN ALCUN MODO!
Ricordiamo inoltre che, in base al D.lgs. 196/2003 (art. 11 e art.123), il cliente deve essere preventivamente informato che la sua conversazione è ascoltata anche da una terza persona, quindi l'operatore affiancato, HA OBBLIGO di informare il cliente con cui sta parlando della presenza dell'affiancatore.
RSU Comdata Care Roma
AGOSTO: NUOVI ORARI SEDE COMDATA CARE DI ROMA
Ciao,
venerdì 23 luglio HR di Roma ha informato la Rsu presente che per il solo mese di agosto 2010 Comdata Care Roma ha l'esigenza di chiudere la sede ogni sabato e tutti i giorni la sera alle ore 20,00.
Queste modifiche impattano un piccolo gruppo di circa 20 colleghi a cui l'azienda potrebbe chiedere disponibilità a modificare i giorni di riposo infrasettimanale nel caso lavorino di sabato e/o ad anticipare
l'orario di lavoro nel caso abbiano turni dopo le 20,00.
La Rsu ha ricordato che in entrambi i casi si sta parlando di condizioni contrattuali che come tali l'azienda non ha facoltà di modificare unilateralmente e quindi ha richiesto L'ASSEGNAZIONE DI ORE DI PERMESSO RETRIBUITO NON DECURTATE DAL MONTE ORARIO PERSONALE, PER TUTTI I COLLEGHI IMPATTATI CHE NON POSSONO DARE DISPONIBILITA' ALLE VARIAZIONI D'ORARIO SOPRA DESCRITTE.
L'azienda si è dichiarata disponibile.
Come sempre vi chiediamo di informarci tempestivamente di eventuali anomalie rispetto a quanto concordato.
STRONG AUTHENTICATION
Dopo l'estate Comdata Care intende introdurre la Strong Authentication anche nella sede di Roma, pertanto HR ieri ha convocato la RSU romana ad un incontro sindacale fissato per lunedì 26 Luglio, per discutere
dell'argomento.
Le ultime assemblee ci hanno dato un quadro chiaro della posizione che i dipendenti di Roma hanno sul tema e siamo consapevoli che la nostra posizione di lavoratori è stata indebolita dalla firma di Cgil, Cisl e Uil all'accordo su questo tema in Vodafone che prevede già l'introduzione della Strong Authentication tramite impronte biometriche anche nei suoi outsourcers, ma questo incontro sarà l'occasione per avere una serie di informazioni su aspetti tecnici importanti per valutare la nostra possibilità di opporci a tale decisione. Nei giorni immediatamente successivi all'incontro invieremo un resoconto di quanto emerso.
Buon Agosto a tutti
Rsu Comdata Care Roma
Roma, 24 Luglio 2010
venerdì 23 luglio HR di Roma ha informato la Rsu presente che per il solo mese di agosto 2010 Comdata Care Roma ha l'esigenza di chiudere la sede ogni sabato e tutti i giorni la sera alle ore 20,00.
Queste modifiche impattano un piccolo gruppo di circa 20 colleghi a cui l'azienda potrebbe chiedere disponibilità a modificare i giorni di riposo infrasettimanale nel caso lavorino di sabato e/o ad anticipare
l'orario di lavoro nel caso abbiano turni dopo le 20,00.
La Rsu ha ricordato che in entrambi i casi si sta parlando di condizioni contrattuali che come tali l'azienda non ha facoltà di modificare unilateralmente e quindi ha richiesto L'ASSEGNAZIONE DI ORE DI PERMESSO RETRIBUITO NON DECURTATE DAL MONTE ORARIO PERSONALE, PER TUTTI I COLLEGHI IMPATTATI CHE NON POSSONO DARE DISPONIBILITA' ALLE VARIAZIONI D'ORARIO SOPRA DESCRITTE.
L'azienda si è dichiarata disponibile.
Come sempre vi chiediamo di informarci tempestivamente di eventuali anomalie rispetto a quanto concordato.
STRONG AUTHENTICATION
Dopo l'estate Comdata Care intende introdurre la Strong Authentication anche nella sede di Roma, pertanto HR ieri ha convocato la RSU romana ad un incontro sindacale fissato per lunedì 26 Luglio, per discutere
dell'argomento.
Le ultime assemblee ci hanno dato un quadro chiaro della posizione che i dipendenti di Roma hanno sul tema e siamo consapevoli che la nostra posizione di lavoratori è stata indebolita dalla firma di Cgil, Cisl e Uil all'accordo su questo tema in Vodafone che prevede già l'introduzione della Strong Authentication tramite impronte biometriche anche nei suoi outsourcers, ma questo incontro sarà l'occasione per avere una serie di informazioni su aspetti tecnici importanti per valutare la nostra possibilità di opporci a tale decisione. Nei giorni immediatamente successivi all'incontro invieremo un resoconto di quanto emerso.
Buon Agosto a tutti
Rsu Comdata Care Roma
Roma, 24 Luglio 2010
domenica 25 luglio 2010
COMUNICATO: TAVOLO TRIANGOLARE CON COMDATA-CARE e VODAFONE
In data odierna si è svolto presso l’Assolombarda un incontro triangolare tra Vodafone – Comdatacare e SLC – FISTel – UILCOM per verificare l’andamento della commessa e la relativa tenuta organizzativa.
La committente Vodafone ha dichiarato che il Delivery delle attività svolte da Comdata-Care sono soddisfacenti, ma nel contempo ha manifestato la percezione di una scarsa propensione a fornire maggiore flessibilità alle mutate condizioni del mercato. Inoltre, Vodafone ha dichiarato che le attività gestite da Comdata-Care prima della cessione del ramo erano “attività specialistiche” e che successivamente alla cessione si è avuto un peggioramento della qualità del servizio.
Comdata-care associa la caduta della qualità ad un altissimo tasso di assenteismo (circa il 20%) soprattutto per le malattie brevi. L’Azienda ha comunicato il dato sull’occupazione ad oggi; i FTE sono pari a 650 a fronte dei 720 FTE al momento del passaggio di ramo. I lavoratori che hanno lasciato l’Azienda sono usciti con dimissioni volontarie, e comunque Comdata-Care ha tenuto a precisare che il turnover è inferiore agli altri outsourcers. L’Azienda sta cercando sul mercato nuove commesse per ampliare il proprio business, anche in previsione di possibili cali di attività che in futuro si possono registrare per l’introduzioni di nuovi sistemi operativi.
Le OO.SS. hanno risposto che il calo della qualità è fisiologico dopo la cessione del ramo, peraltro il Sindacato in fase di procedura di esternalizzazione lo denunciò con vigore e determinazione, invitando Vodafone a ripensare ad un modello organizzativo interno per mantenere invariati gli standard di qualità. E’ stata anche denunciata dal Sindacato la scarsa attenzione di Comdata-Care al sistema relazionale a partire dalle iniziative unilaterali assunte con l’introduzione della Stong Autentication e per il mancato tavolo sul P.d.R.
La FISTel si è comunque dichiarata disponibile a ricercare con l’Azienda forme di incentivazioni che da un lato possono possano garantire prestazioni di qualità e dall’altro disincentivare eventuali abusi di assenze dal lavoro La FISTel si è dichiarata indisponibile ad qualsiasi iniziativa che penalizza i portatori di handicap e chi usufruisce di istituti di legge. Per il Sindacato è fondamentale che l’Azienda si muova sul mercato per ricercare nuove commesse al fine di garantire i livelli occupazionali, anche se riteniamo indispensabile mantenere la focalizzazione sulle attività di Vodafone attraverso processi formativi e d il coinvolgimento dei lavoratori in tutti processi aziendali. In conclusione Comdata-care si è resa disponibile ad aprire un tavolo sul P.d.R. ed anche a valutare le condizioni per una intesa sulla Strong Autentication che per il Sindacato deve tutelare i diritti dei lavoratori.
Roma 21 Luglio 2010-07-21
La Segreteria Nazionale FISTel
La committente Vodafone ha dichiarato che il Delivery delle attività svolte da Comdata-Care sono soddisfacenti, ma nel contempo ha manifestato la percezione di una scarsa propensione a fornire maggiore flessibilità alle mutate condizioni del mercato. Inoltre, Vodafone ha dichiarato che le attività gestite da Comdata-Care prima della cessione del ramo erano “attività specialistiche” e che successivamente alla cessione si è avuto un peggioramento della qualità del servizio.
Comdata-care associa la caduta della qualità ad un altissimo tasso di assenteismo (circa il 20%) soprattutto per le malattie brevi. L’Azienda ha comunicato il dato sull’occupazione ad oggi; i FTE sono pari a 650 a fronte dei 720 FTE al momento del passaggio di ramo. I lavoratori che hanno lasciato l’Azienda sono usciti con dimissioni volontarie, e comunque Comdata-Care ha tenuto a precisare che il turnover è inferiore agli altri outsourcers. L’Azienda sta cercando sul mercato nuove commesse per ampliare il proprio business, anche in previsione di possibili cali di attività che in futuro si possono registrare per l’introduzioni di nuovi sistemi operativi.
Le OO.SS. hanno risposto che il calo della qualità è fisiologico dopo la cessione del ramo, peraltro il Sindacato in fase di procedura di esternalizzazione lo denunciò con vigore e determinazione, invitando Vodafone a ripensare ad un modello organizzativo interno per mantenere invariati gli standard di qualità. E’ stata anche denunciata dal Sindacato la scarsa attenzione di Comdata-Care al sistema relazionale a partire dalle iniziative unilaterali assunte con l’introduzione della Stong Autentication e per il mancato tavolo sul P.d.R.
La FISTel si è comunque dichiarata disponibile a ricercare con l’Azienda forme di incentivazioni che da un lato possono possano garantire prestazioni di qualità e dall’altro disincentivare eventuali abusi di assenze dal lavoro La FISTel si è dichiarata indisponibile ad qualsiasi iniziativa che penalizza i portatori di handicap e chi usufruisce di istituti di legge. Per il Sindacato è fondamentale che l’Azienda si muova sul mercato per ricercare nuove commesse al fine di garantire i livelli occupazionali, anche se riteniamo indispensabile mantenere la focalizzazione sulle attività di Vodafone attraverso processi formativi e d il coinvolgimento dei lavoratori in tutti processi aziendali. In conclusione Comdata-care si è resa disponibile ad aprire un tavolo sul P.d.R. ed anche a valutare le condizioni per una intesa sulla Strong Autentication che per il Sindacato deve tutelare i diritti dei lavoratori.
Roma 21 Luglio 2010-07-21
La Segreteria Nazionale FISTel
COMUNICATO COMDATA-CARE
Nei giorni scorsi COMDATACARE ha introdotto in modo unilaterale la Strong Autentication.
COMDATACARE ha ritenuto di introdurre l’utilizzo del sistema di rilevamento biometrico delle impronte digitali senza il confronto con il Sindacato, e cosa incomprensibile, facendosi autorizzare dalla DPL ancor prima di aprire un tavolo di approfondimento.
La FISTel – CISL condanna questo atteggiamento aziendale, perché COMDATACARE sa benissimo che SLC – FISTel – UILCOM non si sono sottratte dalle proprie responsabilità a sottoscrivere nelle altre aziende un accordo con una forte invasività nei confronti dei lavoratori.
Proprio perché la Strong Autentication è una materia molto sensibile, sarebbe stato opportuno informare dettagliatamente i lavoratori spiegandogli le esigenze dell’Azienda, ma anche le tutele che il Sindacato sarebbe riuscito ad ottenere sottoscrivendo un accordo sul modello di Vodafone.
La FISTel – CISL invita l’Azienda a sospenderene l’applicazione e convocare le OO.SS. al fine di condividerne gli obiettivi, ma soprattutto garantire i diritti dei lavoratori nell’utilizzo del sistema biometrico.
La FISTel – CISL non vorrebbe che questa iniziativa aziendale fosse un forzatura relazionale solo perché non intende sedersi al tavolo per aprire un confronto non più rinviabile sul Premio di Risulato.
Noi siamo disponibili a scindere le due questioni; recuperare una serenità relazionale attraverso un confronto sulla Strong Autentication e discutere del Premio da erogare ai lavoratori che assicurano la propria produttività attraverso competenze e professionalità eccellenti.
La Segreteria Nazionale Fistel Cisl
Roma, 19 luglio 2010
COMDATACARE ha ritenuto di introdurre l’utilizzo del sistema di rilevamento biometrico delle impronte digitali senza il confronto con il Sindacato, e cosa incomprensibile, facendosi autorizzare dalla DPL ancor prima di aprire un tavolo di approfondimento.
La FISTel – CISL condanna questo atteggiamento aziendale, perché COMDATACARE sa benissimo che SLC – FISTel – UILCOM non si sono sottratte dalle proprie responsabilità a sottoscrivere nelle altre aziende un accordo con una forte invasività nei confronti dei lavoratori.
Proprio perché la Strong Autentication è una materia molto sensibile, sarebbe stato opportuno informare dettagliatamente i lavoratori spiegandogli le esigenze dell’Azienda, ma anche le tutele che il Sindacato sarebbe riuscito ad ottenere sottoscrivendo un accordo sul modello di Vodafone.
La FISTel – CISL invita l’Azienda a sospenderene l’applicazione e convocare le OO.SS. al fine di condividerne gli obiettivi, ma soprattutto garantire i diritti dei lavoratori nell’utilizzo del sistema biometrico.
La FISTel – CISL non vorrebbe che questa iniziativa aziendale fosse un forzatura relazionale solo perché non intende sedersi al tavolo per aprire un confronto non più rinviabile sul Premio di Risulato.
Noi siamo disponibili a scindere le due questioni; recuperare una serenità relazionale attraverso un confronto sulla Strong Autentication e discutere del Premio da erogare ai lavoratori che assicurano la propria produttività attraverso competenze e professionalità eccellenti.
La Segreteria Nazionale Fistel Cisl
Roma, 19 luglio 2010
lunedì 21 giugno 2010
Comdata Care Roma - festività 29 giugno (festa dei patroni)
Ciao a tutti,
dando seguito alle vostre segnalazioni abbiamo chiesto all'Azienda chiarimenti in merito alla Festività del 29 giugno ed alla possibilità di fruire di un giorno di rol.
Vi confermiamo che a chi lavorerà il 29 giugno verrà riconosciuta in busta paga una maggiorazione per lavoro straordinario festivo.
Per chi non lavorerà a fronte di una richiesta di rol o ferie dovrà essere scaricato il festivo pertanto il lavoratore non sarà presente in ufficio, non si vedrà decurtare nulla dal proprio monte ore di rol o ferie e avrà la giornata pagata normalmente senza maggiorazioni.
Quei lavoratori che dovessero avere riscontrato anomalie nella busta paga di luglio 2009 e cioè che a fronte della lavorazione dei due festivi previsti a giugno (2 e 29) si sono visti pagare solo una festività possono portare in visione la busta paga a Wanda che provvederà a chiedere l'adeguemento.
Di seguito quanto previsto dal contratto sulle festività:
Capodanno (1° gennaio)
Epifania del Signore (6 gennaio)
lunedì di Pasqua
Il giorno del Santo Patrono del luogo in cui si trova la sede di lavoro
Assunzione di M.V. (15 agosto)
Ognissanti (1° novembre)
Immacolata Concezione (8 dicembre)
Natale (25 dicembre)
S. Stefano (26 dicembre)
Tutti coloro che hanno chiesto un giorno di rol o ferie il 29 ed a cui e' stato detto che la percentuale era stata raggiunta possono segnalare il loro nominativo alla RSU che provvederà, tramite Viviana Pittalis, come da lei stessa accordato, ad esaudire tale richiesta.
Tutti coloro che in Cream hanno un segnato per il 29 un giorno di rol o ferie, devono richiedere al proprio TL di modificare tale dicitura con un giorno di festivo.
Abbiamo ribadito all'Azienda che qualora dovessero aprirsi in futuro nuove possibilità di fruire con percentuali maggiorate di giorni di permesso, dovrà informare tempestivamente la RSU, dare la possibilità a tutti i lavoratori di potersi candidare ed accordare il permesso secondo criteri prestabiliti garantendo, quindi, parità di trattamento.
A disposizione per chiarimenti
RSU Comdata Care Roma
dando seguito alle vostre segnalazioni abbiamo chiesto all'Azienda chiarimenti in merito alla Festività del 29 giugno ed alla possibilità di fruire di un giorno di rol.
Vi confermiamo che a chi lavorerà il 29 giugno verrà riconosciuta in busta paga una maggiorazione per lavoro straordinario festivo.
Per chi non lavorerà a fronte di una richiesta di rol o ferie dovrà essere scaricato il festivo pertanto il lavoratore non sarà presente in ufficio, non si vedrà decurtare nulla dal proprio monte ore di rol o ferie e avrà la giornata pagata normalmente senza maggiorazioni.
Quei lavoratori che dovessero avere riscontrato anomalie nella busta paga di luglio 2009 e cioè che a fronte della lavorazione dei due festivi previsti a giugno (2 e 29) si sono visti pagare solo una festività possono portare in visione la busta paga a Wanda che provvederà a chiedere l'adeguemento.
Di seguito quanto previsto dal contratto sulle festività:
Capodanno (1° gennaio)
Epifania del Signore (6 gennaio)
lunedì di Pasqua
Il giorno del Santo Patrono del luogo in cui si trova la sede di lavoro
Assunzione di M.V. (15 agosto)
Ognissanti (1° novembre)
Immacolata Concezione (8 dicembre)
Natale (25 dicembre)
S. Stefano (26 dicembre)
Tutti coloro che hanno chiesto un giorno di rol o ferie il 29 ed a cui e' stato detto che la percentuale era stata raggiunta possono segnalare il loro nominativo alla RSU che provvederà, tramite Viviana Pittalis, come da lei stessa accordato, ad esaudire tale richiesta.
Tutti coloro che in Cream hanno un segnato per il 29 un giorno di rol o ferie, devono richiedere al proprio TL di modificare tale dicitura con un giorno di festivo.
Abbiamo ribadito all'Azienda che qualora dovessero aprirsi in futuro nuove possibilità di fruire con percentuali maggiorate di giorni di permesso, dovrà informare tempestivamente la RSU, dare la possibilità a tutti i lavoratori di potersi candidare ed accordare il permesso secondo criteri prestabiliti garantendo, quindi, parità di trattamento.
A disposizione per chiarimenti
RSU Comdata Care Roma
sabato 19 giugno 2010
Vogliono smantellare Comdata Tech
11 giugno, 2010
Allarme sulla società, ex Met Sogeda, del Gruppo Comdata.
I sindacati: cessioni in vista e apertura della procedura di mobilità
di Marco Tennyson
Brutte notizie per Comdata Tech, la società specializzata in ambito SAP del Gruppo Comdata. Secondo infatti quanto riferiscono fonti sindacali interne, nell’ultimo incontro dell’8 giugno 2010 con la direzione aziendale è stata “esplicitamente manifestata la volontà di smantellare Comdata Tech, i lavoratori e le competenze tecnico professionali in essa presenti”.
Comdata Tech fa parte della divisione Comdata ICT del gruppo, e come molti ricorderanno è nata dall’acquisizione di Met Sogeda nel 2007. Si è costruita una solida esperienza in ambito SAP ERP, tanto da essere SAP Alliance Service Partner sui Large Account e Value Added Reseller nel mercato della Small e Medium Enterprise.
Stando ai sindacati, in Comdata Tech ormai “non vi è più traccia di piani industriali, strategie aziendali, nuove commesse e mercati: esiste solo la volontà di cedere nel prossimo futuro rami aziendali ad altre aziende del gruppo (Delta Progetti e la capogruppo Comdata), di avere trattative avviate con altre aziende per la cessione di parte delle attività SAP”.
Le fonti sindacali dicono che nei prossimi giorni si aprirà una procedura di mobilità che coinvolgerà almeno 50 persone, con il carattere della volontarietà. “Ma con una disponibilità economica dell’azienda per incentivare le uscite assolutamente insufficiente, a cui si aggiunge la cassa integrazione straordinaria già aperta, e il non velato rischio da parte aziendale di ricorrere a un’altra mobilità nel 2011 che porti alla chiusura o quasi dell’azienda”.
Il sindacato e le RSU di Comdata Tech intendono richiedere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico “per denunciare il piano di smantellamento di un’azienda che ha oltre 300 lavoratori metalmeccanici”.
Fonte: http://www.cwi.it/news/2010/06/11/%E2%80%9Cvogliono-smantellare-comdata-tech%E2%80%9D/#
Allarme sulla società, ex Met Sogeda, del Gruppo Comdata.
I sindacati: cessioni in vista e apertura della procedura di mobilità
di Marco Tennyson
Brutte notizie per Comdata Tech, la società specializzata in ambito SAP del Gruppo Comdata. Secondo infatti quanto riferiscono fonti sindacali interne, nell’ultimo incontro dell’8 giugno 2010 con la direzione aziendale è stata “esplicitamente manifestata la volontà di smantellare Comdata Tech, i lavoratori e le competenze tecnico professionali in essa presenti”.
Comdata Tech fa parte della divisione Comdata ICT del gruppo, e come molti ricorderanno è nata dall’acquisizione di Met Sogeda nel 2007. Si è costruita una solida esperienza in ambito SAP ERP, tanto da essere SAP Alliance Service Partner sui Large Account e Value Added Reseller nel mercato della Small e Medium Enterprise.
Stando ai sindacati, in Comdata Tech ormai “non vi è più traccia di piani industriali, strategie aziendali, nuove commesse e mercati: esiste solo la volontà di cedere nel prossimo futuro rami aziendali ad altre aziende del gruppo (Delta Progetti e la capogruppo Comdata), di avere trattative avviate con altre aziende per la cessione di parte delle attività SAP”.
Le fonti sindacali dicono che nei prossimi giorni si aprirà una procedura di mobilità che coinvolgerà almeno 50 persone, con il carattere della volontarietà. “Ma con una disponibilità economica dell’azienda per incentivare le uscite assolutamente insufficiente, a cui si aggiunge la cassa integrazione straordinaria già aperta, e il non velato rischio da parte aziendale di ricorrere a un’altra mobilità nel 2011 che porti alla chiusura o quasi dell’azienda”.
Il sindacato e le RSU di Comdata Tech intendono richiedere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico “per denunciare il piano di smantellamento di un’azienda che ha oltre 300 lavoratori metalmeccanici”.
Fonte: http://www.cwi.it/news/2010/06/11/%E2%80%9Cvogliono-smantellare-comdata-tech%E2%80%9D/#
Comunicato RSU Comdata Care Roma
15 Giugno 2010
Buongiorno a tutti,
il presente comunicato per informarvi che ieri 14 giugno si è svolto un incotro tra la RSU di Comdata Care e l'azienda nella persona di Viviana Pittalis come HR e Daniela Latini ed Alessandra Spadola come operativo.
I punti trattati sono stati:
-Parr Credit
-Fastweb
-Cronos
-Santander
-104 ed aspettative
-fornitura acqua
-reception
-navetta
-condizioni igieniche e di sicurezza
Parr Credit:
Si tratta di una societa' che lavora per Vodafone e che si sta occupando di effettuare i contatti verso clienti in gestione al recupero crediti di CCare. Le due gestioni, quindi, si sovrappongono.
A seguito della nostra richiesta di spiegazioni l'Azienda ci informa di essere intervenuta contattando il proprio referente commerciale circa un mese fa.
Vodafone, che ha confermato tale gestione da parte della Parr Credit, riferisce di avere chiesto , da circa una settimana, di cessare questa attività.
Con questa comunicazione, quindi, ci confermano che fino a circa una settimana fà, un'altra società gestiva un'attività oggetto di cessione di ramo d'azienda.
Vi chiediamo di segnalarci tempestivamente eventuali nuove doppie gestioni che dovessero verificarsi.
Fastweb:
Si tratta di una commessa di Comdata Spa che ne ha, a sua volta, affidato la gestione a CCare Roma e Milano (lì sono operativi cinque fte, su base volontaria, che gestiscono le cortesy call in outbound).
Si tratta di clienti Small Business per i quali a Roma gestiamo una parte amministrativa (smistamento fax e piccole variazioni) ed una parte tecnica (principalmente problematiche tecniche adsl).
La coda sara' attiva da luglio, fino ad allora si stanno gestendo le chiamate in overflow per capirne flussi, tempi e percentuali.
Avendo delle perplessita' su come sta avvenendo la formazione abbiamo anticipato all'Azienda che eventuali carenze di qualita' o di gestione della commessa non dovranno ricadere sul colleghi, come gia' accaduto, ad esempio, per la commessa Pfizer.
Cronos:
Cronos Italia di Pomezia ha deciso di licenziare 65 lavoratori a seguito del calo delle commesse da parte di Comdata Spa e per la necessita' di contenere i costi. Comdata avrebbe comunicato che intende trasferire la commessa ad un nuovo call center in Puglia.
Abbiamo chiesto all'Azienda se aveva comunicazioni da fare a riguardo ma non sono in grado di fornirci informazioni.
Santander:
Si tratta di un istituto bancario di credito al consumo e di un ipotetico nuovo cliente che ha affidato in test, a CCare Roma e Comdata di Ivrea, una lista di 1000 clienti per un periodo di un mese circa (27/05 - 25/06) terminato il quale il cliente decidera' a quale societa' affidare la gestione della commessa. Tali clienti vengono
contattati per effettuare recupero crediti attraverso l'utilizzo di un loro sistema operativo che si chiama AS400.
Attualmente sono impiegate due persone dei reclami (l'Azienda ha motivato la scelta legandola alla diminuzione dei volumi dei reclami stessi). Gli orari sono lunedi/venerdi dalle 9.00 alle 18.00
L'Azienda conferma di aver pensato, in un primo momento, di ricorrere alla forma contrattuale del distacco per i colleghi impattati, ma che successivamente ha cambiato idea considerando il breve periodo di durata del test. Non si capisce quindi a quale titolo attualmente i colleghi siano impiegati su questa attività lavorativa.
Legge 104 e aspettative:
Siamo venute a conoscenza del fatto che prima dell'inizio della formazione di Fastweb il site manager, in aula, ha chiesto ai lavoratori di fare ricorso all'utilizzo della 104 solo se strettamente necessario.
Tale messaggio è stato rafforzato anche da HR che ritiene ne venga fatto un utilizzo a volte improprio.
E' stato ribadito che esiste una commissione che assegna le 104 pertanto non spetta all'Azienda stabilire quando ed in che misura usufruire di tali giorni di permesso, nè giudicare se l'utilizzo è opportuno o meno.
Per quanto ci riguarda opportuno lo è sempre dal momento che la stessa viene assegnata.
Stessa cosa dicasi per le aspettative e le maternità facoltative.
E' stato inoltre ricordato che all'atto della cessione Comdata conosceva perfettamente le caratteristiche del gruppo che andava ad acquisire e poteva quindi prevedere quello che oggi accade e che sembra coglierli di sorpresa!
Non intendiamo accettare ulteriori sottolineature, da parte dell'Azienda, per quanto riguarda questi temi e li invitiamo a ricercare più seriamente le cause di eventuali alte percentuali di assenze.
Fornitura acqua:
L'Azienda ci garantisce di avere firmato un nuovo contratto per la fornitura dell'acqua.HR ha chiesto all'ufficio acquisti di contattare il fornitore per poter ripristinare il servizio a partire da lunedi prossimo.
Confidiamo che l'uffico acquisti abbia dato seguito a tale richiesta, in caso contrario saremo solerti nell'intervenire.
Reception:
L'Azienda ci informa che il contratto con la cooperativa che fino alla fine del mese si occupava del servizio di Reception non verrà rinnovato, pertanto i compiti demandati alla reception verranno ripartiti tra ufficio del personale e Tl; ci faranno sapere come ed in che misura. Abbiamo però precisato all'Azienda che tale decisione non dovrà comportare disagi di alcun tipo al personale.
Navetta:
Su segnalazione dei lavoratori abbiamo chiesto all'Azienda se c'era l'intenzione di limitare o togliere tale servizio da parte di Vodafone; ci hanno risposto che non sono a conoscenza di tale intenzione ma che comunque si informeranno.
Condizioni igieniche e di sicurezza:
E' stato fatto presente che, nonostante i numerosi solleciti, le condizioni di igiene dell'ambiente di lavoro restano inaccettabili; che ci sono ancora dei bagni non funzionanti, che spesso manca la carta igienica (per averne una di almeno minima qualita' i lavoratori sono ricorsi ad una colletta).
Inoltre giorni fa degli operai hanno sostituito delle luci durante lo svolgimento dell'attività lavorativa e senza rispettare, quindi, la normativa che prevede una comunicazione preventiva e la messa in sicurezza dell'area onde ridurre al minimo i rischi.Serena, in qualità di RLS effettuerà formale richiesta all'Azienda di risoluzione di diverse problematiche legate al benessere e alla sicurezza, concedendo dei tempi accettabili per poter evadere le nostre richieste, onde evitare di dover ricorrere agli istituti competenti.
RSU Comdata Care Roma
Buongiorno a tutti,
il presente comunicato per informarvi che ieri 14 giugno si è svolto un incotro tra la RSU di Comdata Care e l'azienda nella persona di Viviana Pittalis come HR e Daniela Latini ed Alessandra Spadola come operativo.
I punti trattati sono stati:
-Parr Credit
-Fastweb
-Cronos
-Santander
-104 ed aspettative
-fornitura acqua
-reception
-navetta
-condizioni igieniche e di sicurezza
Parr Credit:
Si tratta di una societa' che lavora per Vodafone e che si sta occupando di effettuare i contatti verso clienti in gestione al recupero crediti di CCare. Le due gestioni, quindi, si sovrappongono.
A seguito della nostra richiesta di spiegazioni l'Azienda ci informa di essere intervenuta contattando il proprio referente commerciale circa un mese fa.
Vodafone, che ha confermato tale gestione da parte della Parr Credit, riferisce di avere chiesto , da circa una settimana, di cessare questa attività.
Con questa comunicazione, quindi, ci confermano che fino a circa una settimana fà, un'altra società gestiva un'attività oggetto di cessione di ramo d'azienda.
Vi chiediamo di segnalarci tempestivamente eventuali nuove doppie gestioni che dovessero verificarsi.
Fastweb:
Si tratta di una commessa di Comdata Spa che ne ha, a sua volta, affidato la gestione a CCare Roma e Milano (lì sono operativi cinque fte, su base volontaria, che gestiscono le cortesy call in outbound).
Si tratta di clienti Small Business per i quali a Roma gestiamo una parte amministrativa (smistamento fax e piccole variazioni) ed una parte tecnica (principalmente problematiche tecniche adsl).
La coda sara' attiva da luglio, fino ad allora si stanno gestendo le chiamate in overflow per capirne flussi, tempi e percentuali.
Avendo delle perplessita' su come sta avvenendo la formazione abbiamo anticipato all'Azienda che eventuali carenze di qualita' o di gestione della commessa non dovranno ricadere sul colleghi, come gia' accaduto, ad esempio, per la commessa Pfizer.
Cronos:
Cronos Italia di Pomezia ha deciso di licenziare 65 lavoratori a seguito del calo delle commesse da parte di Comdata Spa e per la necessita' di contenere i costi. Comdata avrebbe comunicato che intende trasferire la commessa ad un nuovo call center in Puglia.
Abbiamo chiesto all'Azienda se aveva comunicazioni da fare a riguardo ma non sono in grado di fornirci informazioni.
Santander:
Si tratta di un istituto bancario di credito al consumo e di un ipotetico nuovo cliente che ha affidato in test, a CCare Roma e Comdata di Ivrea, una lista di 1000 clienti per un periodo di un mese circa (27/05 - 25/06) terminato il quale il cliente decidera' a quale societa' affidare la gestione della commessa. Tali clienti vengono
contattati per effettuare recupero crediti attraverso l'utilizzo di un loro sistema operativo che si chiama AS400.
Attualmente sono impiegate due persone dei reclami (l'Azienda ha motivato la scelta legandola alla diminuzione dei volumi dei reclami stessi). Gli orari sono lunedi/venerdi dalle 9.00 alle 18.00
L'Azienda conferma di aver pensato, in un primo momento, di ricorrere alla forma contrattuale del distacco per i colleghi impattati, ma che successivamente ha cambiato idea considerando il breve periodo di durata del test. Non si capisce quindi a quale titolo attualmente i colleghi siano impiegati su questa attività lavorativa.
Legge 104 e aspettative:
Siamo venute a conoscenza del fatto che prima dell'inizio della formazione di Fastweb il site manager, in aula, ha chiesto ai lavoratori di fare ricorso all'utilizzo della 104 solo se strettamente necessario.
Tale messaggio è stato rafforzato anche da HR che ritiene ne venga fatto un utilizzo a volte improprio.
E' stato ribadito che esiste una commissione che assegna le 104 pertanto non spetta all'Azienda stabilire quando ed in che misura usufruire di tali giorni di permesso, nè giudicare se l'utilizzo è opportuno o meno.
Per quanto ci riguarda opportuno lo è sempre dal momento che la stessa viene assegnata.
Stessa cosa dicasi per le aspettative e le maternità facoltative.
E' stato inoltre ricordato che all'atto della cessione Comdata conosceva perfettamente le caratteristiche del gruppo che andava ad acquisire e poteva quindi prevedere quello che oggi accade e che sembra coglierli di sorpresa!
Non intendiamo accettare ulteriori sottolineature, da parte dell'Azienda, per quanto riguarda questi temi e li invitiamo a ricercare più seriamente le cause di eventuali alte percentuali di assenze.
Fornitura acqua:
L'Azienda ci garantisce di avere firmato un nuovo contratto per la fornitura dell'acqua.HR ha chiesto all'ufficio acquisti di contattare il fornitore per poter ripristinare il servizio a partire da lunedi prossimo.
Confidiamo che l'uffico acquisti abbia dato seguito a tale richiesta, in caso contrario saremo solerti nell'intervenire.
Reception:
L'Azienda ci informa che il contratto con la cooperativa che fino alla fine del mese si occupava del servizio di Reception non verrà rinnovato, pertanto i compiti demandati alla reception verranno ripartiti tra ufficio del personale e Tl; ci faranno sapere come ed in che misura. Abbiamo però precisato all'Azienda che tale decisione non dovrà comportare disagi di alcun tipo al personale.
Navetta:
Su segnalazione dei lavoratori abbiamo chiesto all'Azienda se c'era l'intenzione di limitare o togliere tale servizio da parte di Vodafone; ci hanno risposto che non sono a conoscenza di tale intenzione ma che comunque si informeranno.
Condizioni igieniche e di sicurezza:
E' stato fatto presente che, nonostante i numerosi solleciti, le condizioni di igiene dell'ambiente di lavoro restano inaccettabili; che ci sono ancora dei bagni non funzionanti, che spesso manca la carta igienica (per averne una di almeno minima qualita' i lavoratori sono ricorsi ad una colletta).
Inoltre giorni fa degli operai hanno sostituito delle luci durante lo svolgimento dell'attività lavorativa e senza rispettare, quindi, la normativa che prevede una comunicazione preventiva e la messa in sicurezza dell'area onde ridurre al minimo i rischi.Serena, in qualità di RLS effettuerà formale richiesta all'Azienda di risoluzione di diverse problematiche legate al benessere e alla sicurezza, concedendo dei tempi accettabili per poter evadere le nostre richieste, onde evitare di dover ricorrere agli istituti competenti.
RSU Comdata Care Roma
sabato 12 giugno 2010
Licenziamenti al call center Cronos
Altro giro altri licenziamenti....Il call center Cronos Italia di Pomezia (Rm) ha aperto la procedura di licenziamento per 65 giovani lavoratori elavoratrici, che lavorano la commessa del 187 di Telecom Italia.
Ennesima ferita che si apre nel settore delle telecomunicazioni, ormai preda giornaliera di crisi "vere o presunte" che si concludono con la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Ricordiamo anche che Cronos è stata una delle prime aziende a delocalizzare parte del lavoro in Romania qualche anno fa.
Nazionalehttp://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_giugno_8/pomezia-licenziamenti-1703162302381.shtml
Ennesima ferita che si apre nel settore delle telecomunicazioni, ormai preda giornaliera di crisi "vere o presunte" che si concludono con la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Ricordiamo anche che Cronos è stata una delle prime aziende a delocalizzare parte del lavoro in Romania qualche anno fa.
Nazionalehttp://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_giugno_8/pomezia-licenziamenti-1703162302381.shtml
mercoledì 2 giugno 2010
TUTELA DEI LAVORATORI NEI PROCESSI DI ESTERNALIZZAZIONE
Lidia Undiemi come per la Agile ex Eutelia, ha analizzato le distorsioni e le anomalie dei processi di esternalizzazione messi in atto dalla Telecom, che mettono a rischio in questi giorni oltre 2000 posti di lavoro. I processi di espulsione dei lavoratori per Eutelia e per Telecom coincidono, con il trasferimento dei lavoratori in scatole vuote partecipate dalle aziende stesse, per poi liberarsi definitivamente del costo del lavoro con falsi passaggi di ramo d’azienda, funzionali ai licenziamenti.
Nel dossier che segue, Lidia Undiemi, ricercatrice dell'Università di Palermo analizza queste distorsioni.
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Nel dossier che segue, Lidia Undiemi, ricercatrice dell'Università di Palermo analizza queste distorsioni.
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