venerdì 23 marzo 2012

Servizio su Rai TG3 h 19 del 23/03/2012

Clicca e ascolta al 17'23''

INTERVISTA AVVOCATO GUGLIEMI

CLICCA E ASCOLTA

VODAFONE: ANTICIPATA NEL CALL CENTER DI ROMA LA RIFORMA DELL'ART. 18

Al giudice che le ordina il reintegro, Vodafone risponde licenziando.

NOVEMBRE 2007: Vodafone inventa un fantomatico ramo d’azienda, ci mette dentro 914 lavoratori sparsi in varie sedi d’Italia e, con l'avallo di un accordo sindacale di CGIL, CISL e UIL molto contestato dai lavoratori, li cede alla NewCo Comdata Care.

Quei lavoratori perdono così garanzie, soldi, benefits e diritti ma decidono di impugnare la
cessione, ritenendola illegittima, rivolgendosi alla Magistratura.

A DICEMBRE 2011 un Magistrato del Tribunale del Lavoro di Roma evidenzia l’illegittimità di quella cessione, reintegra 33 lavoratori (vedi allegato “dispositivo21.12”) e aspetta di giudicare il caso di altri 108 lavoratori nei prossimi mesi, mentre un altro Magistrato romano dovrà ugualmente provvedere in ordine ad una trentina di altri ricorrenti. (Tot: più di 170 persone)
Il 20 FEBBRAIO 2012 Vodafone apre una procedura di licenziamento per riduzione di personale
(licenziamento collettivo) proprio per 33 lavoratori di Roma!

L'espressa motivazione di tale drastica misura è stata dichiarata essere la forzosa reintegra, tale – a suo dire – da mettere in pericolo il “proprio equilibrio organizzativo” e Vodafone chiede quindi allo Stato, ovvero alle tasche degli italiani, un intervento sociale nei confronti di una pronunzia “profondamente errata” che “inopinatamente” è intervenuta con un fatto “improvviso e grave”

E così un ordine giudiziale può essere certamente vanificato: i lavoratori, come pedine, passano da “ceduti a reintegrati a licenziati” in un gioco perverso di precarietà e strapotere delle
multinazionali, in cui anche gli stessi Giudici possono essere esposti al “giudizio universale” per le
loro pronunzie.

Gianluca Ventura, direttore delle risorse umane di Vodafone, ammette che il problema vero è nei
tribunali e, in riferimento all'art. 18, dichiara: “avere maggiori certezze sulle ragioni che
consentono alle aziende di separarsi dal lavoratore e tempi certi genererebbe quella maggiore flessibilità che ci consentirebbe anche di fare entrare persone nel mondo del lavoro”
http://blog.panorama.it/economia/2012/02/21/lavoro-aziende-vi-serve-davvero-abolire-l’articolo-
18 /

La ricca e potente Vodafone sta già attuando una riforma strisciante, ma ugualmente eversiva, del famigerato articolo 18, riforma che - si vorrebbe - impedisca al lavoratore di chiedere al giudice il reintegro nel luogo di lavoro in caso di ingiusto licenziamento.
Vodafone pretende oggi per sè il “diritto” all'impunità e lo fa con arroganza manifesta definendo la sentenza “grave ed errata”.

Nessun problema economico (ricavi in ascesa per un totale di 4 miliardi e 48 milioni di euro: gli
stipendi di 33 persone , per lo più part-time, costituiscono una goccia nel mare), nessun problema
logistico, nessuna carenza di attività lavorative, fiore all'occhiello dell'organizzazione di Vodafone è
proprio la fungibilità dei lavoratori (Job Rotation). Ecco perchè chiediamo il blocco della procedura
di licenziamento collettivo e il reintegro lavorativo dei 33 lavoratori!

In Spagna, dove la società nel solo ultimo trimestre ha registrato un calo di fatturato dell'8%, per
evitare licenziamenti ed esternalizzazioni attua 15 giorni di sospensione dal lavoro non retribuiti
per 4mila lavoratori! http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/14229_vodafone-in-spagna-trovatol-
accordo-con-i-sindacati.htm
Gli avvocati Enrico Luberto e Carlo Guglielmi sono a disposizione per le informazioni di carattere
legale.


Grazie dell'attenzione

Lavoratori ex-Vodafone Roma

giovedì 1 marzo 2012

Vodafone, Roma: Smeriglio “Allarme per lavoratori reintegrati dal tribunale”

(IRIS) ROMA 29 FEB –  L’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio ha incontrato nel presidio davanti la sede di Vodafone in P.zza SS. Apostoli le lavoratrici e i lavoratori che nel 2007 vennero “ceduti” da Vodafone a Comdata. Una sentenza del tribunale del lavoro di Roma ha dichiarato illegittima la “cessione” per 33 di quei 914 lavoratori e ha ordinato a Vodafone di “ripristinare la concreta funzionalità dei rapporti di lavoro” per i ricorrenti; ad oggi, peraltro, altri 120 lavoratori attendono, dal medesimo Tribunale, una pronuncia su analogo ricorso.

“Ho già provveduto a scrivere al Ministero per il Lavoro e all’Assessore al Lavoro della Regione Lazio al fine di concordare una convocazione dei vertici Vodafone per capire meglio le posizioni delle parti in questa vicenda – dichiara l’assessore provinciale Smeriglio – A quanto ci riferiscono Vodafone non ha pienamente ottemperato alla sentenza, anzi ha aperto una procedura di mobilità per 33 lavoratori, collegandolo alla sentenza stessa.

Comdata ha invece immediatamente applicato la sentenza, cessando quindi i rapporti con i lavoratori che avrebbero dovuto essere reintegrati da Vodafone. Se quanto rappresentato corrisponde al vero saremmo di fronte ad un precedente pericoloso – continua l’assessore – messo in essere da una azienda leader nel settore, che lascerebbe senza retribuzione 33 lavoratori, e che rischia presto di vederne altri 120 nelle medesime drammatiche condizioni”.

sabato 25 febbraio 2012

LETTERA SU UNA SENTENZA DISATTESA

In un'epoca in cui ognuno tira l'altro per la giacchetta per fargli dire o fare quello cui ha interesse personale, come operatori della giustizia registriamo un ennesimo tentativo di operare nel senso del proprio “particulare”, appunto.


E' il caso di una sentenza che un Magistrato della Repubblica a Roma ha emesso in data 21 dicembre 2011 reintegrando 33 lavoratori che erano stati esternalizzati da Vodafone a Comdata Care, per un totale in tutta Italia di 914 persone tra le sedi di Napoli, Roma, Ivrea , Milano, Padova, dichiarando inefficace la cessione.


Per altre vertenze analoghe 13 Magistrati di altri Tribunali avevano invece, in precedenza, respinto i ricorsi proposti da altri lavoratori nell'ambito della stessa cessione di ramo di azienda.


All'esito di tale sentenza, che era uscita dal coro delle pronunzie precedenti, seppur preceduta, sempre a Roma, da altra pronunzia favorevole ad una unica ricorrente, la società Vodafone ha, riassorbito i 33 lavoratori esclusivamente sul piano amministrativo contabile (anche se gli stessi non hanno ancora ricevuto alcuna retribuzione essendo, nel frattempo, venuto meno il rapporto con la società cui erano stati ceduti).


In data 20 febbraio 2012 Vodafone ha aperto una procedura di licenziamento per riduzione di personale (licenziamento collettivo) proprio per 33 lavoratori!


L'espressa motivazione di tale drastica misura è stata dichiarata essere la forzosa reintegra tale – a suo dire – da mettere in pericolo il “proprio equilibrio organizzativo”, con necessità, quindi, di intervento da parte del nostro ordinamento, ovvero a carico della collettività, nei confronti di una pronunzia “profondamente errata” che “inopinatamente” è intervenuta con un fatto “improvviso e grave”.


Questa vicenda, che in apparenza sembrerebbe potere essere limitata ad una aspra conflittualità degna di essere risolta nel prossimo decennio da parte dei vari gradi di giudizio (finché Cassazione non sopravvenga) in realtà non riesce a mascherare il reale obiettivo che gli alti strepiti vogliono conseguire.


Sono, infatti, in dirittura di arrivo altre pronunzie, avanti sia ad altri Magistrati che allo stesso responsabile di tale “inopinata” pronunzia, la quale ultima ha, sostanzialmente, “bacchettato” le organizzazioni sindacali che avevano firmato e glorificato l'accordo da cui aveva preso le mosse l'esternalizzazione dei vari lavoratori.


Ma altre, ben più gravi considerazioni, si impongono: un ordine giudiziale non vale nulla e può essere liberamente disatteso se, sopratutto, si può riproporre quel tavolo di concertazione che aveva prodotto quel nefasto accordo iniziale.


In secondo luogo, il far vedere che un ordine giudiziale può essere certamente vanificato dal momento che, come nello specifico, i lavoratori possono passare da ceduti a reintegrati a licenziati in un crescendo di massima precarietà, ha un effetto assolutamente dirompente nella mente di chi, tra loro, è in attesa di una pronunzia da qui al 1° marzo ovvero al 5 giugno (date delle altre attese sentenze romane) che ha già prodotto continue telefonate indotte da questa orrenda politica del terrore.


Altra nefasta conseguenza è quella di lanciare messaggi inequivoci a chi tra i magistrati dovrà ancora occuparsi della presente vertenza in modo di condizionarne certamente la serenità cui hanno diritto.


Una tale aggressione nei confronti dei Giudice deve essere stigmatizzata anche alla luce del tentativo, già posto in essere, di estendere la responsabilità civile del magistrato anche per le sentenze “inopinate”.


Ci sembra francamente che quello che si vuole realizzare è una sorta di Magistrato senza qualità di cui ha scritto, efficacemente, un loro collega, Cianferra.

I lavoratori da noi assistiti dovranno però sapere che non ci arrenderemo.

Avvocati Enrico Luberto, Antonella Marrama, Marco Tavernese, Stefania Zonfrilli

mercoledì 1 febbraio 2012

MOBILITA' A VODAFONE ROMA? - Comunicato COBAS

Con il comunicato del 12 gennaio, le Rsu Vodafone hanno informato di quanto emerso durante l'incontro avuto con i massimi livelli della Direzione del Personale, in relazione alle voci circolate nel call center di Roma circa l'utilizzo di ammortizzatori sociali. Vodafone ha affermato che l'organico non può crescere, così come il costo del lavoro e stanno valutando tutte le strade percorribili per far fronte alla sentenza di reintegro di 34 lavoratori che hanno vinto la causa per la cessione di ramo d'azienda del 2007.

E questo, immaginiamo, è quello che già sai.....quello che invece forse non sai è che:

- Vodafone ha un organico di 47883 dipendenti, 46206 personale non dipendente e, per il solo mercato italiano, ha dichiarato ricavi totali per 8758 milioni di euro: 34 lavoratori corripondono ad una percentuale prossima allo zero assoluto;

VOGLIAMO DAVVERO CREDERE CHE IL REINTEGRO DI 34 LAVORATORI POSSA IN QUALCHE MODO CAMBIARE IL FUTURO DI UNA TALE AZIENDA?

- per quanto poi attiene il Call Center, il contratto di appalto tra Vodafone e Comdata Care prevede che in caso di reintegra di personale ex Vodafone questa provvederà immediatamente a non corrispondere il costo concordato per essi (che è ovviamente superiore al loro costo diretto in quanto vanno incorporati anche le spese e l'utile della Comdata Care).

E QUINDI LA REINTEGRA IN VODAFONE DI 34 LAVORATORI NON SOLO HA UN INCIDENZA PARI A 0 ANCHE SUI COSTI, MA COMPORTA PER VODAFONE UN RISPARMIO!

Il vero unico problema di Vodafone è che le sentenze di Roma confermano che le cessioni illeggitime non si possono fare, neppure se ti chiami Vodafone!! Questo spaventa l'azienda ma dà forza ai lavoratori, a quelli ceduti ma anche a quelli rimasti, visto che la vita di ogni lavoratore Vodafone è destinata a proseguire nella
continua attesa della prossima cessione illegittima, o della diminunzione di attività conseguente all'ennesimo appalto, per vedere se ci si cade dentro o se ci si riesce a salvare per qualche altro
tempo. Da qui nasce l'esigenza di impedire all'azienda altre operazioni che possano danneggiare i lavoratori tutti.

Le Rsu propongono di partecipare e allora invitiamo i dipendenti Vodafone e Comdata Care a partecipare ad un INCONTRO DA ORGANIZZARE A BREVE CON LE RSU DI ENTRAMBE LE AZIENDE, APERTO A TUTTI A PRESCINDERE DALLE EVENTUALI AFFILIAZIONI SINDACALI, PER ANALIZZARE INSIEME QUANTO STA ACCADENDO E DECIDERE LE PROSSIME INIZIATIVE, CHE DOVRANNO ESSERE IMMINENTI E DECISIVE, PER CERCARE DI IMPEDIRE CESSIONI FRAUDOLENTE E PROGRESSIVE RIDUZIONI DEL LAVORO CON APPALTI ALL'ESTERNO.

I colleghi ceduti nel 2007 si sono organizzati, hanno continuato la loro lotta e l'hanno vinta dimostrando che non sempre l'illegalità vince! Loro non si sono lasciati intimorire da nessuno e soprattutto in questo momento sono alleati degli ex colleghi Vodafone contro chi ci vuole togliere il lavoro. Perchè nessuno strumento di gestione dell'esubero (licenziamenti, trasferimenti, riduzioni d'orario ecc...) potrà riguardare solo i reintegrati.

Per essere informato su tutte le iniziative puoi scrivere all'email cedutivodafone@libero.it_


Rappresentanza Romana Lavoratori Ceduti a Comdata Care

Rsu Cobas Comdata Care Roma


P.S.
Questo identico testo è stato anche volantinato il 17/01 sotto la sede di Vodafone Roma - Boccabelli.

Non arrendetevi ora!!! - Comunicato UGL

I fatti stanno dimostrando che l’indignazione dei Lavoratori e di quei Sindacati, che hanno fin da subito suggerito ai Lavoratori esternalizzati da Vodafone di adire le vie legali, era pienamente giustificata.
L’operazione di cessione di ramo d’azienda aveva il solo obiettivo, neanche troppo celato, di effettuare “licenziamenti mascherati”, nonostante la floridissima situazione economico-finanziaria di cui godeva e continua a godere Vodafone.
Vodafone, in questi circa 4 anni, ha progressivamente reinternalizzato alcune attività in precedenza cedute a Comdata Care (ricordiamo che Roma ha perso le attività Consumer, a Milano è stata chiusa l’intera sede di Comadata Care e i volumi di traffico dello STU di Ivrea sono ormai stati presi in carico dalla sede Vodafone di Pisa).

Diversi Lavoratori di Comdata Care, che hanno recentemente vinto (anche se solo in primo grado) la battaglia legale contro Vodafone o che stanno attendendo il prossimo pronunciamento del giudice del lavoro, ci segnalano che la Direzione Aziendale di Comdata Care li contattando singolarmente per “invitarli” a rinunciare alla vertenza legale.
Riportiamo, a proposito, 2 estratti del CCNL:

• “in armonia con la dignità del Lavoratore, i superiori impronteranno i rapporti con i dipendenti a sensi di collaborazione e urbanità” [art 45 comma 2]

• “i rapporti tra i lavoratori, a tutti i livelli di responsabilità nell’organizzazione aziendale, saranno improntati a reciproca correttezza ed educazione” [art 45 comma 3]

Non ci sembra, quindi, che i comportamenti aziendali sopra riportati siano conformi a questi principi del CCNL delle Telecomunicazioni.
Diffidiamo, pertanto, la Direzione Aziendale nel continuare a mettere in atto questi atteggiamenti che niente hanno a che fare con l’attività lavorativa.
Invitiamo, infine, i Lavoratori a segnalarci eventuali comportamenti e abusi da parte della Direzione Aziendale.

Roma 18 gennaio 2012
 
La Segreteria Regionale del Lazio

sabato 31 dicembre 2011

CHIARIMENTI

Siamo sempre felici di leggere le vostre mail e rispondiamo volentieri ma vorrei chiarire una cosa pubblicamente visto che tutti voi ce lo state chiedendo: Le sentenze delle 2 vittorie non sono state ancora pubblicate, per l'ultima è davvero troppo presto, per quella di giugno ogni giorno è buono. Consigli sulla modalità del ricorso o di un eventuale appello o dettagli utili a ottenere tutti giustizia forse è meglio rivolgerli al legale.
BUON ANNO A TUTTI

venerdì 23 dicembre 2011

CAUSA CESSIONE VODAFONE: SECONDA VITTORIA DEI LAVORATORI A ROMA

LA NOTIZIA: In data 22 dicembre 34 colleghi ceduti da Vodafone a Comdata nella sede di Roma hanno visto accolto il proprio ricorso con dispositivo del giudice che dichiara "INEFFICACE NEI CONFRONTI DEI RICORRENTI IL CONTRATTO DI CESSIONE DI RAMO D'AZIENDA" e ordina a Vodafone di "RIPRISTINARE LA CONCRETA FUNZIONALITà DEL RAPPORTO DI LAVORO CON CIASCUNO RICORRENTE IN MANSIONI EQUIVALENTI AL LIVELLO DI INQUADRAMENTO DI CIASCUN RICORRENTE PRIMA DEL TRASFERIMENTO".

IL CONTESTO: La partita Vodafone/ex-dipendenti giocata sul campo di Roma al momento ha un risultato di 0 a 5, se si contano i ricorsi accolti (un ricorso può comprendere più persone) e di questo ogni lavoratore ceduto non può non gioire in quanto, dichiarando illegittima la cessione di ramo d'azienda (per questo il contratto che da essa proviene è giudicato INEFFICACE), finalmente è stato riconosciuto il torto che ogni lavoratore ceduto ha subito. D'altra parte però sappiamo che negli altri campi di "gioco" il risultato non è stato fino ad ora altrettanto favorevole per i lavoratori e questo impone di rimanere lucidi perchè è ancora lontana la conclusione definitiva della partita.

LE CONSIDERAZIONI: La necessità di mantenere la calma e "il sangue freddo" non consente a chi vi scrive di abbandonarsi a toni trionfalistici, anche se la tentazione è forte almeno quanto la gioia e la soddisfazione (anche per tutto l'impegno e il lavoro svolto) che questa notizia ha portato...

Ma un dato emerge chiaro, concreto e oggettivo:

IL SINDACATO CONFEDERALE CHE HA IL DOVERE E LA RAGIONE DI ESISTERE NEL TUTELARE I LAVORATORI, AL CONTRARIO PERMETTE E ANZI AVALLA LE OPERAZIONI AZIENDALI ANCHE QUANDO SONO ILLEGITTIME E PALESEMENTE CONTRARIE E DANNOSE PER I LAVORATORI, COME FINALMENTE PARTE DELLA MAGISTRATURA STA RICONOSCENDO.

Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l'accordo sindacale che ha accompagnato la nostra cessione sostenendo che lo hanno fatto per il nostro bene e che non si poteva fare di meglio, quando invece era loro preciso dovere inchiodare Vodafone alle proprie responsabilità su un'operazione a TUTTI apparsa da subito illegittima visto che il ramo d'azienda da cedere non è mai esistito, tanto più che nel 2007 potevano contare sui dipendenti Vodafone dei call center che al tempo erano tutti (ceduti e non) più che disposti e motivati per mobilitarsi duramente, come hanno di fatto dimostrato negli ultimi mesi di quell'anno.

Grazie a Cgil, Cisl e Uil per averci confezionato la finta cessione di ramo d'azienda in un bel pacco, grazie per averci fatto passare questi quattro anni nella frustazione, nella consapevolezza di essere precari e a termine, di averci fatto perdere tutti i soldi che nel frattempo i nostri ex colleghi hanno guadagnato in Vodafone, di aver permesso di svuotarci di ogni professionalità e di ogni prospettiva seria di lavoro e di continuare a non far nulla per tutto questo e infine grazie per quanto ancora ci aspetterà nei prossimi anni.

I lavoratori che hanno rifiutato questo modello di sindacato, decidendo di auto-organizzarsi all'interno dell'organizzazione Cobas al contrario hanno sempre sostenuto la non legittimità della cessione e si sono impegnati per contrastarla in ogni sede, giudiziaria e sindacale; e di questo oggi tutti dovrebbero darcene atto.

UN GRAZIE SINCERO E AFFETTUOSO VA INVECE A TUTTI I COLLEGHI CHE DA SEMPRE CI HANNO CREDUTO.


Rsu Cobas Comdata Care Roma.

CEDUTI TELEPOST IN MOBILITA'

Telepost spa (di proprietà di Pirelli, Tnt e COMDATA) nasce nel febbraio 2004, solo qualche giorno prima della cessione di ramo d'azienda individuata nel Document Management (gestione corrispondenza in arrivo e partenza) di Telecom Italia spa.
Il personale viene traslato il 1 marzo 2004 in questa NewCo dal capitale iniziale di ben 30.000 euro(!!) poi portato a 120.000 per legge (neanche l'importo dei TFR maturato dai lavoratori). L'organico iniziale era di 256 persone, 70 delle quali soggette a L. 104 o invalide.

Le segreterie nazionali SLC/CGIL, FISTEL/CISL, UILCOM/UIL chiedono varie volte il mandato a questi lavoratori a firmare l'armonizzazione.
I lavoratori di Telepost in più occasioni hanno diffidato dal firmare accordi sia per la cessione sia per l'armonizzazione. I confederali hanno sostenuto, sollecitando e impaurendo i lavoratori, che senza il loro intervento per armonizzare, non si sarebbero portati a casa il CCNL Telecom e i dirittti acquisiti in Telecom come Assilt, fondo pensioni integrativoTelemaco, Cralt, sedi di lavoro,Rsu, ect.

Peccato che dallo stesso contratto di cessione si evince che Telecom e Telepost avevano sottoscritto già il 27 febbraio 2004, con atto di cessione avvenuto l'1 marzo 2004, le garanzie che la legge prevede all'art.2112 del C.C. "l'acquirente è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi anche aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'mpresa acquirente".

DI QUESTO DIRITTO I CONFEDERALI NON HANNO MAI MESSO A CONOSCENZA I LAVORATORI CEDUTI O IN VIA DI CESSIONE, ANZI HANNO SEMPRE GIURATO CHE
SENZA LA LORO ARMONIZZAZIONE SI PERDEVA TUTTO.

Diversi lavoratori ceduti fanno causa a Telecom vincendola a più riprese e in più gradi di giudizio.
Intorno al 20 ottobre 2011 Telepost viene acquisita al 100% da Manutencoop Facility Management Spa anche grazie a Comdata che le cede la sua partecipazione, ma questi favori tra "amici" si fanno.
Infatti Manutencoop Facility Management Spa è la stessa azienda a cui Comdata, Comdata Care e Comdata Tech Spa hanno appaltato la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti
idrico-sanitario, elettrico, tvcc, controllo accessi, climatizzazione, ups, antincendio, illuminazione e illuminazione di emergenza.

Appena insediata la nuova proprietà ha subito informato i lavoratori e le lavoratrici che, entro qualche mese, le 14 sedi dislocate sul territorio nazionale chiuderanno.

Quali sorprese riserveranno ora ai lavoratori CGI CISL UIL e UGL che nel corso di questi anni si sono già tanto prodigate a sottoscrivere SEMPRE i vari accordi di esternalizzazione da Telecom verso queste "strane" newco a monocommessa?

Intanto Telepost il 7 dicembre ha aperto procedura di licenziamento collettivo per esubero (in allegato) per la collocazione in mobilità di 125 addetti su 167 e specifica che l'eccedenza del personale è determinata da una contrazione dei volumi riferita all'unico committente (!) Sembrano però previste assunzioni di giovani virgulti,
in avvicendamento agli "anziani" superstiti, per offrire nuova dinamicità a costi ovviamente molto ridotti.

Perchè Manutencoop abbia voluto fagocitare Telepost in questo modo aggressivo è presto detto: IL BOCCONE SUCCULENTO DA CIRCA 35 MILIONI DI EURO CHE LA "MANNACOMMITTENZA" DI TELECOM ITALIA GARANTIRA' A TELEPOST FINO AL FEBBRAIO 2014, E CHE FINIRA' QUINDI NELLA PANCIA DI MANUTENCOOP.

Alla fine di questa operazione, gli ex lavoratori Telecom rimarranno 4 gatti, tanto per mantenere la parvenza dell'antica origine.

Premesso che non vi è stata alcuna informativa sindacale sulla trattativa in corso (dopo ben 5 incontri ufficiali svolti nella UIR con l'azienda nessun comunicato aziendale nazionale) le lavoratrici Telepost di Bologna chiedono:

che venga informata e coinvolta TELECOM ITALIA SPA E ISTITUITO UN TAVOLO TRIANGOLARE (TELECOM/TELEPOST/OO.SS/RSU) PER VALUTARE LA SITUAZIONE E TROVARE SOLUZIONI CHE NON PENALIZZINO ULTERIORMENTE I LAVORATORI COINVOLTI IN QUESTA CESSIONE, IN MOLTI CASI RITENUTA ILLEGITTIMA DALLA MAGISTRATURA;

che venga portata avanti una trattativa in sede Ministeriale e non più presso la UIR, per raggiungere un'IPOTESI DI ACCORDO che preveda esclusivamente mobilità volontarie e scongiuri la "minacciata" chiusura di tutte le sedi così come previsto in procedura.


Rsu Cobas Comdata Care Roma

venerdì 24 giugno 2011

VINTA LA PRIMA CAUSA A ROMA!

Viene da dire finalmente, finalmente a Roma una sentenza gia` in primo grado da` ragione alle nostre ragioni, ed una Persona come tutti noi ceduta in quel modo vergognoso, e che come la stragrande maggioranza di noi ha fatto ricorso con una causa individuale e si e` vista assegnare la ragione in primo grado.

Non si tratta di un collega con una storia personale che ne diversifichi l’iter, si tratta di un qualunque collega, perche` non e` la sua storia ad aver fatto la differenza, ma semplicemente l’aver preparato in maniera mirata il ricorso, e soprattutto il fatto che la cessione e` stata riconosciuta come illegittima!

Finalmente I percorsi hanno imboccato la direzione corretta, e` il primo passo verso una sacrosanta riscossa che viene fatto in tutta Italia!

finalmente non incassiamo piu` soltanto colpi ma cominciamo a darne!

Tante mazzate pigliate, ma una buona l’abbiamo data come dicono I 99 posse, ed il colpo e` stato assestato proprio bene se Vodafone e` stata condannata al reintegro immediato della persona con la stessa mansione o mansione equivalente ed al pagamento delle spese procedurali.

Finalmente vediamo che puo` concretizzarsi quello in cui dal principio abbiamo creduto, cio` per cui abbiamo scelto di non mollare, non sederci e non abbatterci, ma continuare a lottare per I nostri diritti, a tenere duro ed andare avanti, e a non perdere fiducia nelle cause e nel movimento che deve seguirle.

Perche` al percorso legale deve sempre essere affiancato un forte movimento di lotta, visto che se le precedenti sconfitte non significavano la disfatta, questa vittoria da sola non e` gia` la vittoria di tutti, ma e` il segno che non arrendersi e continuare a lottare e` l-unica via per poter sperare in una vittoria.

Ricordate quanti eravamo per le vie di Roma a manifestare? bene, ora chiudete gli occhi e potrete immaginare che siamo ancora tutti li, con gli sguardi pieni di speranze e le gole bruciate dai nostri canti, e tutti insieme riceviamo questa notizia e gridiamo di gioia, prima di rimetterci in marcia e continuare a camminare per quella strada che ci portera` a riprendere quei diritti che ci hanno strappato e calpestato!

Coordinamento Nazionale COBAS Comdata Care

VITTORIAAAAAAAAA

Pubblicato oggi dal Tribunale di Roma il dispositivo del giudice Pagliarini che dichiara illegittima l'esternalizzazione Vodafone - Comdata e dispone il reintegro immediato della collega in Vodafone!
Giustizia è fatta.

venerdì 13 maggio 2011

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER LE CESSIONI VODAFONE

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05152

presentata da

FABIO GIAMBRONE

giovedì 5 maggio 2011, seduta n.550

GIAMBRONE, CARLINO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:
Vodafone Italia sta procedendo alla cessione in favore di Ericsson Telecomunicazioni Italia SpA del ramo di attività cosiddetto field operations, relativo al settore della manutenzione delle reti;
l'operazione di cessione di ramo d'azienda interesserebbe 335 lavoratori manutentori dei network, un'attività che l'azienda non considererebbe più centrale;
il confronto tra le parti sociali è iniziato in data 8 aprile 2011 con l'incontro presso la sede di Milano di Assolombarda tra Vodafone, il coordinamento nazionale delle Rappresentanze sindacali unitarie e le segreterie nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL;
in data 11 aprile è stato convocato un incontro con la Confindustria per chiarire i termini della cessione al gruppo Ericsson, e il 18 aprile presso il Ministero del lavoro si è svolto un tentativo di conciliazione con i sindacati che tuttavia ha avuto esito negativo;
dopo la presentazione da parte del direttore del dipartimento technology sull'andamento del mercato (che vede crescere la leadership di Vodafone, con un utile consolidato per il 2010, anche se in calo, ancora notevole), l'azienda ha confermato il progetto di cessione di ramo d'azienda;
le organizzazioni sindacali hanno fortemente criticato tale scelta e richiesto le ragioni di tale operazione in virtù del fatto che l'azienda avrebbe un andamento economico che non giustificherebbe tale cessione, ed hanno denunciato inoltre l'evidente contraddizione tra quanto Vodafone si propone (cioè diventare insieme ad altre imprese di telecomunicazioni il soggetto che realizzerà la rete di nuova generazione) ed il fatto che non escluda l'intera cessione della rete attualmente posseduta;
è stato in particolare evidenziato che in tempi recenti è stato ribadito dall'azienda, anche in un accordo sindacale, come la rete in tutte le sue funzioni rappresentasse un core strategico del business e che il recente piano di riorganizzazione aziendale non avrebbe avuto impatti sui livelli e sul perimetro occupazionale;
la risposta ufficiale sarebbe stata che "il business richiede una costante revisione del modello operativo", conseguentemente "prevenire il problema permette all'azienda di avere sempre una gestione sana della stessa";
è stata inoltre contestata la procedura di scelta dell'acquirente con cui è stata individuata Ericsson Telecomunicazioni Italia SpA, e soprattutto la mancata chiarezza sull'effettiva stabilità economica e finanziaria dell'azienda, dato che essa fa parte del gruppo Ericsson e dunque il suo andamento può essere fortemente influenzato dal cosiddetto gioco delle scatole cinesi, così come avvenuto nella precedente cessione in favore di Comdata care;
infine, alla richiesta da parte delle organizzazioni sindacali di smentita sulle continue ipotesi di successive operazioni di esternalizzazione dopo quella attuale, Vodafone non sarebbe stata in grado di offrire garanzie tali da prospettare un panorama rassicurante per l'immediato futuro ma, al contrario, il direttore di rete, pur smentendo le voci di altre operazioni imminenti, avrebbe altresì affermato che potrebbero essere prese in considerazione altre ipotesi se considerate interessanti per i risparmi di Vodafone Italia;
considerato che:
Vodafone Italia negli ultimi quattro anni ha già attuato altre due operazioni di esternalizzazione in tutta Italia, iniziando nel 2007 con la cessione di 914 operatori di call center a Comdata care, seguita dalla cessione di 95 tecnici informatici ad IBM nel 2008;
la cessione in favore di Comdata care è stata governata di fatto dalla capogruppo Comdata che, non avendo acquisito direttamente il ramo di azienda non ha alcuna responsabilità diretta nei confronti dei 914 dipendenti ceduti nonostante sia stata la stessa Comdata a gestire gli appalti di Vodafone in ragione del trasferimento di attività;


risulta agli interroganti che i dipendenti ceduti stiano attraversando problemi di stabilità occupazionale ed alcuni lavoratori denunciano che a Milano, poco dopo la pronuncia del tribunale a favore di Vodafone nelle cause promosse dai lavoratori, la sede di Comdata care sarebbe in procinto di chiudere e i lavoratori sarebbero stati spostati nella sede della capogruppo Comdata;


a giudizio degli interroganti, le strategie di esternalizzazione che caratterizzano il nostro sistema economico rappresentano oggi il peggior ricatto per i lavoratori, soprattutto per coloro che hanno un contratto di lavoro stabile;
i trasferimenti di lavoratori per il tramite delle cessioni di ramo d'azienda si rivelano troppo spesso anticamera di licenziamenti illegittimi;
ai sensi dell'art. 47 della legge n. 428 del 1990 la procedura di informazione e consultazione sindacale è obbligatoria per la società cedente e per la società cessionaria, e quest'ultima non può essere sostituita, ad esempio, dalla sua controllante, e ciò significa che sia le organizzazioni sindacali sia i lavoratori hanno il diritto di sapere da chi saranno assunti i tecnici esternalizzati;
nella cessione dei 914 operatori di call center emerge che la procedura sindacale è stata svolta e governata da Comdata piuttosto che dall'effettiva cessionaria, ossia la controllata Comdata care, costituita proprio in occasione delle cessioni,

si chiede di sapere quali azioni concrete il Governo intenda porre in essere al fine di tutelare i diritti dei lavoratori, vigilando circa lo scrupoloso rispetto da parte dell'azienda della normativa riguardo la cessione di ramo d'azienda e verificando in particolare: l'individuazione certa della vera società cessionaria acquirente del ramo d'azienda ceduto da Vodafone che diventerebbe, conseguentemente, il formale datore di lavoro dei lavoratori esternalizzati, per evitare che si verifichi quanto accaduto con la prima cessione del 2007; le reali garanzie per i lavoratori rispetto al rischio di restare intrappolati nel sistema delle società controllate; quale concreta tutela sia prevista nell'ipotesi in cui la cessione di ramo d'azienda si riveli uno strumento per aggirare la normativa sui licenziamenti; quale soggetto giuridico del gruppo Ericsson gestirà gli appalti di Vodafone legati alle attività cedute; la possibilità di attuare una modifica dell'art. 2112 del codice civile per consentire ai lavoratori di subordinare il trasferimento al loro consenso, come d'altronde accade in tutti gli altri casi di cessione di contratto regolamentato dall'art. 1406 del codice civile.